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	<title>Nave Corsara &#187; Vito Mancuso</title>
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		<title>Chiesa e Stato, la sobria doppiezza del cardinal Bagnasco</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Jan 2011 09:02:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Vito Mancuso Nel discorso di ieri, atteso dall&#8217;Italia con un interesse forse mai avuto prima per le parole di un Presidente della Cei, il cardinal Bagnasco ha disposto le artiglierie, ha caricato i proiettili, ha puntato nella direzione giusta. E ha iniziato a colpire con parole infuocate come non era mai accaduto prima i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-22708" href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/01/27/chiesa-e-stato/mauro_biani_1436/"><img class="aligncenter size-full wp-image-22708" title="mauro_biani_1436" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/01/mauro_biani_1436.gif" alt="" width="500" height="451" /></a></p>
<p><strong>di Vito Mancuso</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Nel discorso di ieri, atteso dall&#8217;Italia con un interesse forse mai avuto prima per le parole di un Presidente della Cei, il cardinal Bagnasco ha disposto le artiglierie, ha caricato i proiettili, ha puntato nella direzione giusta. E ha iniziato a colpire con parole infuocate come non era mai accaduto prima i comportamenti del capo del governo, andando ad affiancare le sue critiche a quelle espresse in precedenza dal Presidente della Repubblica e dal Presidente degli industriali.<span id="more-22707"></span> Quando però è stato il momento di compiere la missione fino alla fine, il cardinale ha rivolto le sue armi altrove. Il risultato, quest&#8217;oggi, è che tutti possono dire che sono contenti, persino i sostenitori del governo, per una situazione analoga a quella del dopo-elezioni quando nessuno dice di avere perso. La gerarchia cattolica aveva l&#8217;occasione di aiutare gli italiani a fare chiarezza per uscire da una situazione che li rende ridicoli al mondo e peggio ancora a se stessi, ma non è stata capace di portarla avanti fino in fondo, immolandola sull&#8217;altare della diplomazia.</p>
<p style="text-align: justify;">Bagnasco ha esordito parlando di &#8220;nubi preoccupanti che si addensano sul nostro paese&#8221;, ha continuato con la &#8220;perversione di fondo del concetto di ethos&#8221;, ha detto che &#8220;a vacillare sono i fondamenti stessi di una civiltà&#8221;, ha proseguito con il &#8220;consumismo&#8221; e la &#8220;cultura della seduzione&#8221; da cui scaturiscono una &#8220;rappresentazione fasulla dell&#8217;esistenza, volta a perseguire un successo basato sull&#8217;artificiosità, la scalata furba, il guadagno facile, l&#8217;ostentazione e il mercimonio di sé&#8221; con il risultato di un &#8220;disastro antropologico&#8221;. Quando poi è giunto a toccare la più stretta attualità ha parlato di &#8220;debolezza etica&#8221; e di &#8220;fibrillazione politica e istituzionale&#8221;, ha ricordato che &#8220;si moltiplicano notizie che riferiscono di comportamenti contrari al pubblico decoro e si esibiscono squarci di stili non compatibili con la sobrietà e la correttezza&#8221;, e infine ha ricordato l&#8217;art. 54 della Costituzione che sottolinea il dovere per chi governa di misura, sobrietà, disciplina e onore. Insomma un&#8217;analisi limpida e forte, a tratti severa, come si conviene al momento drammatico del paese.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma alla fine è mancato il coraggio di andare fino in fondo nel combattere i mali evocati, ha vinto la diplomazia e ha perso la profezia. Infatti dopo tutte queste analisi all&#8217;insegna della chiarezza evangelica, il cardinale ha girato le artigliere dall&#8217;altra parte puntandole verso i magistrati milanesi e ha proclamato in perfetto stile curiale, e non senza una sottile sfumatura di ambiguità per l&#8217;uso del pronome indefinito: &#8220;&#8230; mentre qualcuno si chiede a che cosa sia dovuta l&#8217;ingente mole di strumenti di indagine&#8221;, col risultato, per Bagnasco, che così si passa &#8220;da una situazione abnorme all&#8217;altra&#8221;. Ovvero: il capo del governo ha torto, ma i magistrati non hanno ragione, esagerano.</p>
<p style="text-align: justify;">Sia chiaro che nessuno si aspettava scomuniche, ma che almeno quello &#8220;scatto di coscienza e di responsabilità&#8221; che lo stesso cardinale chiede agli italiani fosse mantenuto con coerenza fino in fondo sì. Nel discorso di qualche giorno fa al Corpo diplomatico il Papa ha detto della minaccia costituita da alcuni programmi di educazione sessuale nelle scuole. Senza entrare nel merito, chiedo che cos&#8217;è un&#8217;ora scolastica di educazione sessuale rispetto alle notizie che ogni giorno entrano nelle case con tutti i sexy-gate che periodicamente ricorrono in questa colossale permanente maleducazione sessuale e antropologica, che ora si chiama Ruby ora in molti altri nomi, ma il cui vero nome è &#8220;Legione&#8221; come rispose l&#8217;indemoniato a Gesù: &#8220;Mi chiamo Legione perché siamo in molti&#8221; (Vangelo di Marco 5,9). La Chiesa poteva contribuire a far sì che chi vuole godere di questa compagnia lo faccia pure giorno e notte quando e come vuole ma senza coinvolgere la politica e la vita degli italiani, ma non ha avuto il coraggio per andare fino in fondo.</p>
<p style="text-align: justify;">La Chiesa, è noto, ha una lunga storia con il tema prostituzione, ben prima della comparsa di tutte queste signorine nelle ville del capo del governo. Dalle prime pagine della Bibbia alla genealogia di Gesù, dalle parole evangeliche &#8220;le prostitute vi passeranno avanti nel regno dei cieli&#8221; all&#8217;appellativo patristico sulla Chiesa casta meretrix e alle parole di Dante che accusano i papi di &#8220;puttaneggiar coi regi&#8221;, la prostituzione ha sempre accompagnato il cammino del cristianesimo. Nulla di strano, perché ha sempre accompagnato il cammino dell&#8217;umanità. Quindi nessuno si aspettava che il cardinal Bagnasco si stracciasse le vesti scandalizzato. Ma tra lo scandalo di un Savonarola e le parole di biasimo in sé giuste rese però innocue dal biasimo riversato sui magistrati per il troppo zelo, c&#8217;è una bella differenza.</p>
<p style="text-align: justify;">So bene che vi sono legittimi interessi dell&#8217;istituzione Chiesa da salvaguardare come i finanziamenti alle scuole cattoliche, le esenzioni delle tasse per gli edifici ecclesiastici, la battaglia parlamentare sul biotestamento e materie similari. Ed è giusto che il presidente della Cei tenga conto di tutto ciò. Ma vi sono dei momenti nei quali bisogna guardare davvero unicamente al bene comune, momenti nei quali chi sta in alto si ritrova solo, ed è chiamato a responsabilità profetiche e morali senza poter coniugare tutti gli interessi in gioco. Ieri la gerarchia della Chiesa italiana era in questa situazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Le parole di Bagnasco sono state per molti tratti un buon esempio di cosa significa parlare di politica senza fare ingerenze partitiche, perché la nostra situazione non è più questione di destra o di sinistra ma solo di decenza e di dare un governo vero a un paese che ne ha urgente bisogno. Alla fine però ha ceduto alla diplomazia, ha usato il bilancino che le consente di avere tutti i forni sempre aperti. E così il sale evangelico ha perso ancora un po&#8217; del suo sapore. <em>(la Repubblica, 25 gennaio 2011)<br />
</em></p>
<p><a rel="attachment wp-att-22709" href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/01/27/chiesa-e-stato/mauro_biani_1437/"><img class="aligncenter size-full wp-image-22709" title="mauro_biani_1437" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/01/mauro_biani_1437.gif" alt="" width="500" height="527" /></a></p>
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		<title>Il sugo del nocciolo</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Jun 2010 18:27:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dibattiti e Polemiche]]></category>
		<category><![CDATA[Libertà di parola e di espressione]]></category>
		<category><![CDATA[Riceviamo e Pubblichiamo]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Giuliano Ferrara]]></category>
		<category><![CDATA[Vito Mancuso]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paolo Sirocchi Vedi, Vascello Corsaro, come gira la vita? Anziché godermela, poniamo, in piscina od al mare, in fuga dalla canicola imperatrice, mi trovo qui intento a darti una risposta pacata e meditata sul, diciamo, «bisticcio» ultimo scorso. Sapevo che da una qualche parte l’avrei trovata e, avendola rintracciata, mi sento obbligato assieme alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-10984" href="http://www.navecorsara.it/wp/2010/06/12/il-sugo-del-nocciolo/altan_cliente_ragione-2/"><img class="aligncenter size-large wp-image-10984" title="altan_cliente_ragione" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2010/06/altan_cliente_ragione-491x580.jpg" alt="" width="491" height="580" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>di Paolo Sirocchi </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Vedi, Vascello Corsaro, come gira la vita? Anziché godermela, poniamo, in piscina od al mare, in fuga dalla canicola imperatrice, mi trovo qui intento a darti una risposta pacata e meditata sul, diciamo, «bisticcio» ultimo scorso.<span id="more-10983"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Sapevo che da una qualche parte l’avrei trovata e, avendola rintracciata, mi sento obbligato assieme alla compagna canicola a svelartela. Che senso ha tutto questo? Nessuno. Mettiamoci l’animo in pace che è e resterà sempre così.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma il carattere, oppure il sentimento, per altri l’onore e per me l’ingenua testardaggine che qualcosa resterà, mi convincono del contrario.</p>
<p style="text-align: justify;">Richiedesti una franca dichiarazione: sei mai stato censurato?</p>
<p style="text-align: justify;">Opponesti un’accusa molto strana, per me: visto che tu (io) neanche tanto velatamente mi accusi di censurare.</p>
<p style="text-align: justify;">In un modo o nell’altro, sentivo odore di incomprensione.</p>
<p style="text-align: justify;">Perché quella domanda?</p>
<p style="text-align: justify;">Non mi stupiva perché diretta: mi stupiva perché fuori luogo.</p>
<p style="text-align: justify;">Vero è che occorre aspettarsi che non tutti la pensino come te oppure abbiano i medesimi sentimenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Vero è che un sito che si rispetti è registrato e dal quel momento vige per lui le stesse regole di, diciamo, buona convivenza (borghese dico io) che i codici impongono. È l’affiorare in pubblico che lo pretende.</p>
<p style="text-align: justify;">Vero è che richiamare fa bene, disciplinare fa meglio.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma altrettanto vero è, sempre secondo me (ricordi? Molto secondo te, affermasti) che assieme a quelle norme affiora la, diciamo, linea politica. Oppure, se quel termine non piace, possiamo accordarci su «tendenza».</p>
<p style="text-align: justify;">Con quella non concordo.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma ci sono modi e modi di esprimere il dissenso. Così come occorre considerare la permalosità altrui.</p>
<p style="text-align: justify;">Permalosità, qui, significa sensibilità scolpita dall’esperienza, osservazioni e meditazioni personali allenate, rapidità di giudizio scaturente dal «già visto», tensione partorita dai diritti fondamentali minacciati. Qui, permalosità, non significa ciò che dice di essa il vocabolario.</p>
<p style="text-align: justify;">Richiedere una dichiarazione in capo a tutto significa imporre all’interlocutore una strada obbligata, che l’interlocutore può anche non comprendere.</p>
<p style="text-align: justify;">Esprimere insofferenza perché si guarda al passato e porre domande cogenti sul presente, tarpa le ali.</p>
<p style="text-align: justify;">Poiché, ne sono convinto, tutto ciò che sta succedendo ADESSO dipende da quel PASSATO. Nuove generazioni comprese. Ed ignare.</p>
<p style="text-align: justify;">Anziché soffermarmi e rispondere su post discussi e facilmente rintracciabili, sento la necessità di esprimerti lo stato d’animo.</p>
<p style="text-align: justify;">Giuliano Ferrara, intervistando (o, forse, interrogando) a «8 e mezzo»  Vito Mancuso sul suo libro <em>L’anima ed il suo destino</em>, ad un certo punto gli dice: «Eh, professore, ciò che afferma è secondo il Mancuso pensiero, professore, non secondo la Chiesa Cattolica». Lo dice come fosse un rimprovero.</p>
<p style="text-align: justify;">Caspita, ma era chiaro che Mancuso era su di un altro piano. Glielo rinfranca il cardinale Martini nell’introduzione: «Ti saranno contro in molti per ciò che scrivi, ma la tua è una riflessione seria» (il riassunto è mio).</p>
<p style="text-align: justify;">Mi sembrò (e fu una sensazione) che il Pherrara si stizzisse poiché il Mancuso attaccava i suoi convincimenti, stravolgesse la sua bussola: come vedere la propria casa delle idee traballare. Accettando il pensiero di Mancuso, il Pherrara doveva rivedere anni di studi e solide convinzioni. Così intuii.</p>
<p style="text-align: justify;">Tu, Vascello, credesti che attaccassi la tua etica;  io, invece,  contestavo il tuo politico sentire. Ma, te lo devo dire perché altrimenti non sarei onesto verso di te, mi apparisti un po’  Giuliano.</p>
<p style="text-align: justify;">Insisto. Vi rifugiate sempre nel passato. Ma allora vi va bene così, che i diritti phondamentali della nosotra Costituciòn siano calpestati? Perdonami, Vascello, la battuta: mi sembra di sentire Fabio Frizzi nei Soliti Ignoti.</p>
<p style="text-align: justify;">No, non mi sta bene. Ma, vedi Vascello, è un’opposizione molle. E non coglie il sugo del nocciolo.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi sta più a cuore sapere e conoscere chi ho a fianco nella lotta. Poiché, una volta vinta la guerra, ci si può dividere sulle fondamenta.</p>
<p style="text-align: justify;">E se un direttore di giornale, poniamo si chiami «La cosa di Tutti», verga un fondo contro il Male Oscuro che ci sottrae libertà, non mi preoccupo come combattere il Male Oscuro: mi preoccupo di più la coerenza STORICA di quel giornale che, ritengo io, non si confà coll’idea che ho io di democrazia.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma quel giornale è un potere forte, io sarei un modesto combattente: nella Repubblica erigenda varranno più i miei diritti (che sono quelli di tutti noi) oppure i diritti dei potentati finanziatori di quel giornale? Con Guido Neppi Modona sostenne Luciano Lama ed il nuovo corso della Cgil: secondo voi, una Fabbrica Automobili che assumeva operai impiegati nel trattamento delle vernici reflue,  calzandoli di lunghi stivali e dotandoli di una mascherina di carta, facendoli svenire dentro la melma velenosa, importava di più la salute dei suoi dipendenti oppure le idee salariali moderate del Modona di allora? Che viso aveva il Leviatano?</p>
<p style="text-align: justify;">È storia, Vascello.  Tu sai meglio di me che se non la si studia, per capire da che parte stava e sta chi, si arriva ad oggi che non si fa altro che perdere. Infatti, un’altra sconsolata affermazione che passeggia sul tuo ponte è: eppur lo votano. Seguita da una domanda vestita da monatto: Perché? La risposta non arriva.</p>
<p style="text-align: justify;">La risposta, quella che dovevo riferirti, me la suggerisce Maria Antonietta Macciocchi nel suo libro <em>Duemila anni di felicità</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Partigiana e comunista, poi estradata dal Partido, racconta un’avventura occorsale durante la Resistenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Un capo partigiano comunista (poi rivelatosi spia dell’Ovra e giustiziato) la sospetta e le domanda: come mai sei riuscita a fuggire? Tutti catturati e tu no, come mai?</p>
<p style="text-align: justify;">Macciocchi prosegue e dice: quella domanda, nel Partido, cambiò ma la sostanza era la stessa: come ti sei comportata durante la resistenza?</p>
<p style="text-align: justify;">E conclude: solo più tardi capii che il sospetto è l’anticamera del processo.</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco, Vascello, la mia ingenuità impera qui, incontrollata. Va bene che era la guerra e le antenne erano ritte. Ma anche dopo? Anche quando hai parlato più col comportamento che colle parole?</p>
<p style="text-align: justify;">Quello che mi piace di te, Vascello, è la tua idea praticata, anche a fatica ma sempre in compagnia del buon senso, di libertà. E per libertà intendo lasciar parlare chi scrive. Cercare di capirlo nell’anima. Non sempre riesce.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi accorsi che Elena voleva esprimere qualcosa. Lessi e rilessi il suo scritto. Presi la tastiera e ticchettai una spiegazione. Elena rispose.</p>
<p style="text-align: justify;">Scrivo sul tuo legno poiché penso (e «sento») che occorra svelarsi, parlarsi, trovarsi.</p>
<p style="text-align: justify;">Chiarirsi e ritrovarsi.</p>
<p style="text-align: justify;">Confrontarsi.</p>
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		<title>La sporcizia morale degli uomini di Chiesa</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Feb 2010 23:12:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Rassegna stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Dino Boffo]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni Maria Vian]]></category>
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		<category><![CDATA[Vittorio Feltri]]></category>

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		<description><![CDATA[braio ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-6888" title="Potere_grazia" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2010/02/Potere_grazia.jpg" alt="" width="512" height="417" /><strong>Il Potere e Sua Grazia si dividono l&#8217;Italia.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>di Vito Mancuso</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Sarà vero che il documento calunnioso sul direttore di Avvenire è stato consegnato al direttore del Giornale niente di meno che da Giovanni Maria Vian, direttore dell’ Osservatore Romano, dietro esplicito mandato del Segretario di Stato vaticano cardinale Bertone, numero due della gerarchia cattolica a livello mondiale? <span id="more-6887"></span>E che l’insigne porporato si è servito di Vian e di Feltri per colpire il direttore di Avvenire in quanto espressione di una Conferenza Episcopale Italiana a suo avviso troppo indipendente e troppo politicamente equidistante? E che quindi il vero bersaglio del cardinal Bertone era il collega e confratello cardinal Bagnasco? Sarà vera la notizia di questo complotto intraecclesiale degno di papa Borgiae di sua figlia Lucrezia? Come cattolico spero di no, ma come conoscitore di un po’ di storiae di cronaca della Chiesa temo di sì. Del resto fu l’allora cardinal Ratzinger, poco prima di essere eletto papa, a parlare di “sporcizia” all’interno della Chiesa (25 marzo 2005).</p>
<p style="text-align: justify;">Qualcuno in questi cinque anni l’ha visto fare pulizia? Direi di no, e forse non a caso proprio ieri egli ha parlato di «tentazione della carriera, del potere, da cui non sono immuni neppure coloro che hanno un ruolo di governo nella Chiesa». Quindi è lecito pensare che la sporcizia denunciata dal Papa abbia potuto produrre l’abbondante dose di spazzatura morale di cui ora forse veniamo a conoscenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Naturalmente come siano andate davvero le cose è dovere morale dei diretti interessati chiarirlo. Con una precisa consapevolezza: che gli storici un giorno indagheranno e ricostruiranno la verità, la quale alla fine emerge sempre, chiara e splendente, perché non c’è nulla di più forte della verità. Le bugie hanno le gambe corte, dice il proverbio, e questo per fortuna vale anche per il foro ecclesiastico.</p>
<p style="text-align: justify;">Siamo in un mondo che è preda di una devastante crisi morale. Le anime dei giovani sono aggredite dalla nebbia del nichilismo. Parole come bene, verità, giustizia, amore, fedeltà, appaiono a un numero crescente di persone solo ingenue illusioni. La missione morale e spirituale della Chiesa è più urgente che mai. E invece che cosa succede? Succede che la gerarchia della Chiesa pensa solo a se stessa come una qualunque altra lobby di potere,e come una qualunque altra lobbyè dilaniata da lotte fratricide all’interno. Certo, nulla di nuovo alla luce dei duemila anni di storia e di certo nessun cattolico sta svenendo disilluso. Rimane però il problema principale, e cioè che oggi, molto più di ieri, il criterio decisivo per fare carriera all’interno della Chiesa non è la spiritualità e la nobiltà d’animo ma il servilismo, e che la dote principale richiesta al futuro dirigente ecclesiastico non è lo spirito di profezia e l’ardore della carità, ma l’obbedienza all’autorità sempre e comunque. Eccoci dunque al tipo umano che emerge dalle cronache di questi giorni: il cosiddetto “uomo di Chiesa”. È la presenza sempre più massiccia di persone così ai vertici della Chiesa che mi rende propenso a credere che le accuse alla coppia Bertone-Vian siano fondate.</p>
<p style="text-align: justify;">Impossibile però non vedere che nella storia ecclesiastica misfatti di questo genere contro gli elementari principi della morale ne sono avvenuti in quantità. Anzi, che cosa sarà mai un foglietto calunnioso passato al direttore di un giornale laico per far fuori il direttore del giornale cattolico, rispetto alle torture e ai morti dell’Inquisizione? È noto che il potere temporale dei papi si è basato per secoli su un documento falso quale la Donazione di Costantino, attribuito all’imperatore romano e invece redatto qualche secolo dopo dalla cancelleria papale.</p>
<p style="text-align: justify;">Che cosa concludere allora? Che è tutto un imbroglio? No, il messaggio dell’amore universale per il quale Gesù ha dato la vita non è un imbroglio.</p>
<p style="text-align: justify;">L’imbroglio e gli imbroglioni sono coloro che lo sfruttano per la loro sete di potere, per la quale hanno costruito una teologia secondo cui credere in Gesù significa obbedire sempre e comunque alla Chiesa. Secondo l’impostazione cattolico-romana venutasi a creare soprattutto a partire dal concilio di Trento la mediazione della struttura ecclesiastica è il criterio decisivo del credere. Lo esemplificano al meglio queste parole di Ignazio di Loyola rivolte a chi «vuole essere un buon figlio della Chiesa»: «Per essere certi in tutto, dobbiamo sempre tenere questo criterio: quello che io vedo bianco lo credo nero, se lo stabilisce la Chiesa gerarchica». Ne viene che il baricentro spirituale dell’uomo di Chiesa non è nella propria coscienza, ma fuori di sé, nella gerarchia. I “principi non negoziabili” non sono dentro di lui ma nel volere dei superiori, e se gli si ordina di scrivere la falsa donazione di Costantino egli lo fa, e se gli si ordina di torturare gli eretici egli lo fa, e se gli si ordina di appiccare il fuoco alle fascine per il rogo egli lo fa, e se gli si ordina di passare un documento falso egli lo fa. Ecco l’uomo di Chiesa voluto e utilizzato da una certa gerarchia. È questa la sporcizia a cui si riferiva il cardinal Ratzinger nel venerdì santo del 2005? È questo il carrierismo denunciato ieri da Benedetto XVI? Il messaggio di Gesù però è troppo importante per farselo rovinare da qualche personaggio assetato di potere della nomenklatura vaticana. Una fede matura sa distaccarsi dall’obbedienza incondizionata alla gerarchia e se vede bianco dirà sempre che è bianco, anche se è stato stabilito che è nero. Né si presterà mai a intrighi di sorta “per il bene della Chiesa”. La vera Chiesa infatti è molto più grande del Vaticano e dei suoi dirigenti, è l’Ecclesia ab Abel, cioè esistente a partire da Abele in quanto comunità dei giusti. In questa Chiesa quello che contaè la purezza del cuore, mentre non serve a nulla portare sulla testa curiosi copricapo tondeggianti, viola, rossi o bianchi che siano.</p>
<p style="text-align: justify;">(Questo articolo è stato pubblicato dal quotidiano la Repubblica il 4 febbraio 2010 con il titolo &#8220;Il Papa, il potere e il veleno dei cardinali&#8221;)</p>
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