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	<title>Nave Corsara &#187; Passione politica</title>
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		<title>Il tradimento dei chierici e il celibato dei preti</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Jan 2010 10:15:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[Dibattiti e Polemiche]]></category>
		<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[Il tradimento degli intellettuali]]></category>
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		<description><![CDATA[«Non penso di cedere il mio spazio aereo mentale a nessun esercito». La trahison des clercs, il tradimento degli intellettuali, è un libro del 1927 di Julien Benda (1867-1956). In quest’opera, il filosofo e scrittore francese se la prende con i suoi colleghi, francesi e tedeschi, accusandoli di aver abdicato alla loro missione di ragionare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="aligncenter size-full wp-image-6136" title="indipendenza pacifismo" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2010/01/indipendenza-pacifismo.jpg" alt="" width="444" height="323" /></strong></p>
<p><strong>«Non penso di cedere il mio spazio aereo mentale a nessun esercito». </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>La trahison des clercs</em>, il tradimento degli intellettuali, è un libro del 1927 di Julien Benda (1867-1956). In quest’opera, il filosofo e scrittore francese se la prende con i suoi colleghi, francesi e tedeschi, accusandoli di aver abdicato alla loro missione di ragionare attorno ai fini universali dell’uomo per abbandonarsi alle passioni politiche, con derive su opposte sponde, dalla lotta di classe al razzismo.<span id="more-6135"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Mi viene in mente questo libro, o forse solo il titolo, ogni volta che un intellettuale, uno scrittore, una testa lucida, uno spirito libero, si tratti di Leonardo Sciascia come del magistrato <a href="   http://archiviostorico.corriere.it/2008/febbraio/26/DELUSIONE_AMBROSIO_INDIFFERENZA_DELLA_POLITICA_co_9_080226033.shtml">Gerardo D’Ambrosio </a>o del noto giornalista televisivo, ammainano la bandiera della loro indipendenza per assoggettarsi alla disciplina di un partito. Credono di mantenerla intatta, e sarà senz’altro così nell’intimo delle loro intenzioni, mentre la storia ci mostra, senza insegnarlo mai agli interessati, che le cose seguono tutt’altro corso. Bene che vada, se l’indipendenza permane, l’intellettuale viene dimenticato in un angolo, benché il contributo che avrebbe potuto dare fosse cospicuo.</p>
<p style="text-align: justify;">È allora che penso al celibato dei preti come a antidoto alle pastoie della politica filtrata dai partiti. Niente mogli, né figli, né altri legami secolari che ti impediscano di svolgere nel più libero dei modi la tua missione da «intellettuale» al servizio del prossimo. Certo, non tutti i preti fanno lo stesso uso di questa opportunità, però la condizione di partenza, di cui tutti possono beneficiare, è ottimale. Don Camillo Mellini, per non dirne che uno, ha fatto ampio uso di questa indipendenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Dite che la Chiesa mozza la lingua a chi ne abusa nell’interpretazione del vangelo? Or non è più quel tempo e quell’età. Oggi gli esili di don Lorenzo Milani e di don Pino Setti non sarebbero più possibili. Come dimostrano le prediche e le attività non allineate del parroco di Santa Cristina che inorridisce i benpensanti di Parma o di quel don Giorgio con il cui sito siamo gemellati e che ci ha guadagnato una reprimenda di monsignor Carduccio Parizzi, noto prelato preconciliare affiliato alla Fraternità Sacerdotale San Pio X, fondata da Marcel Lefebvre, il vescovo tradizionalista sospeso a divinis da Paolo VI e scomunicato da Giovanni Paolo II.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>(i. s.)</strong></p>
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