Si stanno svegliando gli indignati con la tessera del Pd
Pier luigi Bersani contestato all’Aquila dai No Tav. Il primo a essere contestato durante un dibattito pubblico è stato D’Alema. Poi è toccato a Bersani, alla Bindi e domenica sera a Latorre. È la nuova protesta dei militanti che assediano i dirigenti del partito.
D’Alema ha gli stessi gusti di Berlusconi, ma non vuole che si sappia
Massimo D’Alema in vacanza con la moglie a St. Moritz: è la foto che Alfonso Signorini ha mostrato al premier Silvio Berlusconi in collegamento telefonico con la trasmissione del direttore di Chi «Kalispera!». «I comunisti ci sono, esistono eccome. Non è un cachemire che può cambiare il cervello e il cuore della gente» ha commentato [...]
Condominio Italia
Occhio agli inquilini. Nessuno è proprietario.
Massimo D’Alema vigilerà sui servizi segreti? Stiamo freschi!
Fallita la manovra per farlo diventare Mister Pesc (non sa l’inglese e non godeva della fiducia di certi Paesi dell’Unione), l’amico Berlusconi gli ha dato una mano per farlo eleggere presidente del Copasir, il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica.
«Per colpa di D’Alema, ho strappato la tessera del Pd». Lettera aperta a Ignazio Marino
Caro senatore Ignazio Marino, ho appena strappato la tessera del Partito democratico, tessera che avevo preso la scorsa estate per sostenere la sua candidatura alla segreteria del partito. Il dissenso con le ultime dichiarazioni di Massimo D’Alema non mi consente di restare all’interno del Pd un minuto di più. La classica goccia che fa traboccare [...]
Berlusconi e D’Alema hanno un nemico in comune: gli antiberlusconiani
Massimo D’Alema primo della classe all’asilo. È contro l’Italia chi parla male di Berlusconi. Normale se lo dice Berlusconi. E lo ha detto. È antitaliano chi parla male di Berlusconi. Stravagante se lo dice Massimo D’Alema. E lo ha detto. Più o meno nelle stesse ore. Con gli stressi accenti. Spazientiti. Caspita!
D’Alema si dibatte
Massimo D’Alema a Fidenza qualche anno fa. «Ribadisco che questo partito (il Pd, ndr) non è un’associazione a delinquere, non ha nulla a che fare con la criminalità organizzata. I nostri bilanci non sono alimentati dalle tangenti ma dai contributi liberi dei cittadini. Nessuno pensi che il veleno giudiziario possa intrecciarsi con il dibattito politico».
