Mani pulite? Di sicuro il Parlamento è sporco
In odore di camorra. Il deputato del Pdl Nicola Cosentino. di Michele Serra Ieri è stata, per il governo Monti, una giornata trionfale. Il voto della Camera su Cosentino fa precipitare ai minimi storici le quotaioni di questo parlamento, che in un furioso regurgito corporativo appare meritevole, nella sua maggioranza, dei peggiori sospetti.
Ma che figata insultarsi sui blog!
Piccoli o grandi che siano, i fan sono prima di tutto dei fanatici.
Pizza connection e pommarola ‘n coppola anche in Emilia
È la più grande catena di ristoranti in Italia, conta almeno 5 mila locali, 16 mila addetti, e fattura più di un miliardo di euro l’anno. Non ha un marchio unico e i proprietari sono diversi. È la catena dei ristoranti dei boss.
Al cinema Corso e Ricorso
Ieri Marcellino pane e vino.
La criminalità organizzata sta cominciando a occupare il nostro territorio
Non è autocombustione. È intimidazione. di Tonino Ditaranto Spesso parliamo di sicurezza usando slogan, cercando di arrivare nell’intimo delle persone, per attirarne l’attenzione, non tanto sul fenomeno reale e le sue molteplici sfaccettature, ma quanto per poterci porre ai loro occhi come difensori della loro sicurezza.
Prefetto Scarpis, c’eri o ci facevi?
Paolo Scarpis, prefetto di Parma fino a oggi. Speriamo che il suo successore non abbia, come lui, le fette di prosciutto sugli occhi. È stato detto che Parma è una città con infiltrazioni mafiose. È così? «Come ho già avuto modo di dire, sollevando critiche assolutamente infondate, non mi risulta che a Parma ci siano [...]
Salsomaggiore nei tentacoli della Piovra
Ramificazioni mafiose nel parmense: ’Ndrangheta e Casalesi userebbero il territorio come trampolino di lancio. Dopo don Ciotti, Carlo Lucarelli e l’avv. Pagliari, tra il silenzio assordante dei salsesi.
Gli usurai di Salsomaggiore sono contigui alla mafia?
L’industria del riciclaggio. Le conferenze stampa di Carlo Lucarelli e don Luigi Ciotti, portano rispettivamente all’attenzione dell’opinione pubblica i dati dell’Agenzia del Demanio, da cui emerge l’elenco di ventidue aziende e sessantasei immobili sequestrati alla criminalità organizzata in Emilia Romagna e l’emendamento votato in Senato, che consente la vendita dei beni immobili confiscati alle mafie.
