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	<title>Nave Corsara &#187; Urbanistica</title>
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		<title>Presentato il Psc, con parole alate</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 02:10:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Pianificazione Territoriale]]></category>
		<category><![CDATA[Urbanistica]]></category>
		<category><![CDATA[Alberto Gilioli]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandro Tassi Carboni]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Karrer]]></category>
		<category><![CDATA[Gian Luigi Capra]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Cantini]]></category>
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		<description><![CDATA[Team. Da sinistra, l&#8217;ingegnere Gian Luigi Capra, l&#8217;architetto Francesco Karrer, Il sindaco Mario Cantini. di Giovanna Galli Il sindaco Mario Cantini ha mantenuto la promessa e ieri, 25 gennaio 2012, ha presentato alla cittadinanza il team di tecnici a cui è stato affidato l’incarico di costruire il nuovo Psc. L’incontro è avvenuto nel Centro interparrocchiale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2012/01/26/presentato-il-psc-con-parole-alate/capra-karrer-cantini-2/" rel="attachment wp-att-36536"><img class="aligncenter size-large wp-image-36536" title="capra karrer cantini 2" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2012/01/capra-karrer-cantini-2-580x433.jpg" alt="" width="580" height="433" /></a>Team. Da sinistra, l&#8217;ingegnere Gian Luigi Capra, l&#8217;architetto Francesco Karrer, Il sindaco Mario Cantini.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>di Giovanna Galli</strong><br />
Il sindaco Mario Cantini ha mantenuto la promessa e ieri, 25 gennaio 2012, ha presentato alla cittadinanza il team di tecnici a cui è stato affidato l’incarico di costruire il nuovo Psc.<span id="more-36535"></span><br />
L’incontro è avvenuto nel Centro interparrocchiale San Michele davanti a un pubblico abbastanza numeroso, formato principalmente da tecnici del settore e da persone impegnate in politica.</p>
<p style="text-align: justify;">Il discorso iniziale è stato fatto dal sindaco <strong>Mario Cantini</strong> che ha tratteggiato l’idea di città che lui vorrebbe, una città a metà strada tra Milano e Bologna, baricentrica rispetto ai comuni della Bassa Ovest. Occorre, a suo avviso, prestare maggiore attenzione al mondo agricolo sia nel suo aspetto produttivo che agrituristico. Va ricucita la zona tra il casello autostradale e il centro della città. Grande importanza sarà attribuita all’ascolto dei cittadini che devono esprimere le loro idee urbanistiche, i loro desideri, i loro sogni. La ricchezza delle idee, anche se diverse e critiche, non potrà che far bene. «Il Psc – ha dichiarato – non è una calligrafia urbanistica ma una progettazione di città futura, quella che noi lasceremo in eredità ai nostri figli, ai nostri nipoti».</p>
<p style="text-align: justify;">All’architetto capo del comune <strong>Alberto Gilioli</strong> è stato affidato il compito di presentare la situazione esistente, quella da cui dovrà partire chi progetterà la nuova città. Gilioli ha fornito una serie di dati molto interessanti anche se, purtroppo, molti sono riusultati poco chiari alla platea.</p>
<p style="text-align: justify;">La notizia certamente più importante è che Fidenza, avendo superato i 25 mila abitanti, rientra nel novero dei comuni grandi. Al 31 dicembre 2011 i residenti a Fidenza risultano essere 26.532 e l’aumento è concentrato soprattutto nella fascia della popolazione giovane, quella che nel 2000 aveva meno di 18 anni.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel vecchio Prg erano previste 85 schede di intervento: 70 sono state attuate, 15 no. Quelle inattuate riguardano principalmente le frazioni, escluse Fornio e Santa Margherita.</p>
<p style="text-align: justify;">Per quanto riguarda l’ambiente, Gilioli ha fatto sapere che si è conclusa la bonifica della Cip, mentre entra nel vivo quella della Carbochimica. Per quanto riguarda il verde, la situazione che si lascia in eredità alle popolazioni future è molto buona: Fidenza dispone di 72 mila metri quadrati di verde, praticamente 2,7 mq per abitante.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche l’ingegnere <strong>Gian Luigi Capra</strong> ha attribuito grande valore al passaggio di rango del comune. La grande sfida per lui è far diventare Fidenza baricentrica rispetto ai comuni delle Terre Verdiane e Salsomaggiore e questo alla fine significherà insistere su una popolazione di 100 mila abitanti anziché su una di 25 mila. Anche per lui occorre non svendere il territorio. Non ci sono ricette pronte ma sarà indispensabile saper ascoltare i cittadini: «Metteremo in campo un sistema partecipativo importante».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2012/01/26/presentato-il-psc-con-parole-alate/tassi-carboni/" rel="attachment wp-att-36537"><img class="aligncenter size-large wp-image-36537" title="tassi carboni" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2012/01/tassi-carboni-580x452.jpg" alt="" width="580" height="452" /></a>L&#8217;architetto Alessandro Tassi Carboni.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Sempre sulla stessa lunghezza d’onda l’architetto <strong>Alessandro Tassi Carboni</strong> ha sottolineato l’importanza della partecipazione, elemento fondamentale che comporta però responsabilità per cui occorrono regole precise. Il percorso per arrivare al Psc sarà comunque lungo e laborioso. Tutto è regolamentato dalla legge regionale n. 20 del 2000 che prevede tre strumenti fondamentali: il Psc, il Rue e il Boc.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Psc (Piano strutturale comunale) rappresenta la scelta strategica sull’intero territorio, individuando le aree su cui si possono o non si possono fare determinate cose.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Rue (Regolamento urbanistico e edilizio) assomiglia al vecchio Prg. È un regolamento assunto contemporaneamente al Psc che riguarda la città esistente e che fissa regole per la ristrutturazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Poc (Piano operativo comunale) rappresenta il piano del sindaco. Dura cinque anni coincidenti col suo mandato. È di fatto dato dall’insieme degli interventi che il sindaco decide di realizzare durante il suo mandato.</p>
<p style="text-align: justify;">L’ultimo intervento è stato quello dell’architetto <strong>Francesco Karrer</strong>, coordinatore scientifico del team di progetto. Ha osservato che il programma da mettere in atto è di estrema complessità in quanto a Fidenza sono rappresentate tutte le possibilità (attività industriali, attività commerciali, bonifiche ambientali…). Si dovrà arrivare a definire un progetto di città. Un autentico problema sarà quello di riuscire a coniugare i tempi lunghi per arrivare alla costruzione del Psc con le esigenze immediate, «quelle dell’oggi per domani mattina», in cui occorre decidere se anticipare il nuovo che avanza o prolungare il vecchio.</p>
<p style="text-align: justify;">Alla fine degli interventi, sarà rimasto certamente deluso chi si aspettava un incontro tecnico perché in questo primo appuntamento si è, per così dire, «volato alto» con grandi discorsi di intenti ma poche informazioni pratiche.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche il sindaco ha osservato questo fatto e ha promesso che nel prossimo incontro si entrerà più propriamente nel dettaglio ascoltando i cittadini.</p>
<p style="text-align: justify;">Cantini ha voluto chiudere con le parole di Cesare Pavese che nel libro «La luna e il falò» ha scritto: «Un paese vuol dire non essere mai soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c&#8217;è qualcosa di tuo che anche quando non ci sei resta ad aspettarti».</p>
<p style="text-align: justify;">Parole certamente incoraggianti che ci fanno sperare in una città veramente a misura d’uomo.</p>
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		<title>Le torri che ci sputtanano</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Jan 2012 16:28:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pianificazione Territoriale]]></category>
		<category><![CDATA[Speculazione edilizia]]></category>
		<category><![CDATA[Terra e risorse naturali]]></category>
		<category><![CDATA[Urbanistica]]></category>
		<category><![CDATA[Terramacchina]]></category>

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		<description><![CDATA[Ma questi che fumano come comignoli di una fabbrica sono forse i Nuovi Terragli nel piazzale della stazione di Fidenza o qualcosa che molto gli somiglia? Ci piacerebbe saperlo, per esempio, da Legambiente, che ha utilizzato e ritoccato la foto per la lodevole iniziativa Terramacchina di cui questa immagine è appunto il manifesto. Ci piacerebbe [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2012/01/09/le-torri-che-ci-sputtanano/terramacchina-2/" rel="attachment wp-att-35984"><img class="aligncenter size-full wp-image-35984" title="terramacchina" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2012/01/terramacchina1.jpg" alt="" width="580" height="580" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Ma questi che fumano come comignoli di una fabbrica sono forse i Nuovi Terragli nel piazzale della stazione di Fidenza o qualcosa che molto gli somiglia?<span id="more-35982"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Ci piacerebbe saperlo, per esempio, da Legambiente, che ha utilizzato e ritoccato la foto per la lodevole iniziativa Terramacchina di cui questa immagine è appunto il manifesto.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci piacerebbe sapere tante cose. A cominciare dalla sostenza e dagli scopi dell&#8217;iniziativa.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci piacerebbe sapere se il documentario, compreso nell&#8217;iniziativa, in cui crediamo si parli di sostenibilità territoriale, di Food Valley e di rapina del suolo agricolo, si potrà vedere anche a Fidenza. O se è preferibile non parlare di corda in casa dell&#8217;impiccato.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci piacerebbe saperlo perché sono temi ai quali, qui a Fidenza, siamo appassionati da tanti anni. Soprattutto ora che siamo alla vigilia di un nuovo Psc e trepidiamo per la sorte del campo che si vede in primo piano nella foto. Sempre che si tratti di Fidenza e dei torracchioni della stazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Chi sa, parli. Ci spieghi. Non ci piace passare per la città degli orrori. Una sorta di cattivo esempio urbanistico con spauracchi edilizi del tipo «cose da non fare», «errori da non ripetere». Avremmo preferito passare inosservati.</p>
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		<title>Un laureato in architettura è un architetto?</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Nov 2011 20:28:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte e architettura]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Urbanistica]]></category>

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		<description><![CDATA[Bella domanda. E risposta tutt&#8217;altro che scontata. Mettete Fidenza al posto di Parma e troverete che è pertinente anche per la nostra realtà. I neolaureati hanno compiuto parecchi danni e forse non hanno finito. Negli ultimi 10-15 anni Parma è stata sottoposta a un vero e proprio attacco distruttivo da parte di personaggi diversi per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/11/11/un-laureato-in-architettura-e-un-architetto/metropolis_grattacieli_architetture/" rel="attachment wp-att-34176"><img class="aligncenter size-full wp-image-34176" title="metropolis_grattacieli_architetture" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/11/metropolis_grattacieli_architetture.jpg" alt="" width="578" height="509" /></a></p>
<p><em>Bella domanda. E risposta tutt&#8217;altro che scontata. Mettete Fidenza al posto di Parma e troverete che è pertinente anche per la nostra realtà. I neolaureati hanno compiuto parecchi danni e forse non hanno finito.</em><span id="more-34175"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Negli ultimi 10-15 anni Parma è stata sottoposta a un vero e proprio attacco distruttivo da parte di personaggi diversi per qualifica ma con un comune denominatore: l’ignoranza. Lasciamo stare i politici locali, che per potersi comprare braccialetti d’oro e macchine sportive per far rumore, sarebbero disposti a tutto. Ma soffermiamoci un attimo sui progettisti: i firmatari di progetti, cioè spesso gli architetti.</p>
<p style="text-align: justify;">Visitando la città ci si rende conto che la bruttezza e la conseguente distruzione della stessa non sono da considerarsi solo un fatto speculativo, perché dove oggi sorge una mostruosità si poteva certamente fare molto meglio. Fare peggio, francamente, era impossibile. Si tratta evidentemente di incapacità, di totale mancanza di cultura, del non avere una minima idea del fare le cose.</p>
<p style="text-align: justify;">Basta essere laureati in architettura per essere degli architetti? In realtà no. Per essere degli architetti, soprattutto dei buoni architetti, servono prima molte altre cose. Innanzitutto  una vaga idea della funzione che si deve svolgere, accompagnata da una consapevole visione del dove la si deve svolgere.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli architetti sono essenzialmente degli svuotatori di pieni e dei riempitori di vuoti. Basterebbe alle volte applicare questo concetto base legato a un minimo di sensibilità per limitare i danni. Ma no, bisogna per forza rovinare intere zone, con interventi palesemente brutti, stupidi, e soprattutto completamente fuori contesto.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Dove sta scritto che il primo pirla di turno appoggiato politicamente debba distruggere il bene comune?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Io mi domando, se perseverare è diabolico, perché dopo due o tre prove devastanti, si permette ancora a certi figuri di proseguire. Poi, come spesso accade, questi personaggi da avanspettacolo si ergono a giudici, tracciano linee guida. Danno giudizi su cose che non conoscono minimamente.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi piace poi ricordare che uno degli architetti più significativi in Italia nel ‘900  -  Carlo Scarpa  -  non era laureato, ma era certamente migliore dei personaggi che oggi stanno distruggendo la città. <em>(<a href="http://arte-parma.blogautore.repubblica.it/2011/11/11/un-laureato-in-architettura-e-un-architetto/">la Repubblica Parma.it</a>)</em></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/11/11/un-laureato-in-architettura-e-un-architetto/testa_architetti/" rel="attachment wp-att-34177"><img class="aligncenter size-large wp-image-34177" title="testa_architetti" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/11/testa_architetti-422x580.jpg" alt="" width="422" height="580" /></a></p>
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		<title>Ipocrisia verde</title>
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		<pubDate>Sat, 29 Oct 2011 11:49:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Arte e architettura]]></category>
		<category><![CDATA[Urbanistica]]></category>
		<category><![CDATA[Bosco Verticale]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[Stefano Boeri]]></category>

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		<description><![CDATA[Si chiama «Bosco verticale» ma per ora è solo un progetto. Quando sarà realizzato, Milano potrà vantare la foresta più ripida del mondo. L&#8217;idea è stata messa a punto dallo studio milanese di architettura di Stefano Boeri. Il connubio di cemento e radici, già in corso d&#8217;opera, porterà alla costruzione di due torri d&#8217;abitazione. Una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/10/29/ipocrisia-verde/boeri/" rel="attachment wp-att-33842"><img class="aligncenter size-large wp-image-33842" title="Boeri" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/10/Boeri-580x385.jpg" alt="" width="580" height="385" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Si chiama «Bosco verticale» ma per ora è solo un progetto. Quando sarà realizzato, Milano potrà vantare la foresta più ripida del mondo. L&#8217;idea è stata messa a punto dallo studio milanese di architettura di Stefano Boeri.<span id="more-33841"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Il connubio di cemento e radici, già in corso d&#8217;opera, porterà alla costruzione di due torri d&#8217;abitazione. Una alta 110 metri, l&#8217;altra 76, con più di 900 piante, tra alberi e arbusti. L&#8217;audace impresa dovrebbe spingere altre metropoli a rimboschire e a riportare la natura in città.</p>
<p style="text-align: justify;">«Il Bosco Verticale», spiega lo stesso Boeri, «è una soluzione per la sopravvivenza dell&#8217;ambiente nelle città europee contemporanee». Lasciare la terra e le piante al loro posto, sarebbe troppo e troppo poco originale? Certo, il suolo è un bene prezioso, mica si può sprecarlo per farci cresce le piante, l&#8217;erba e i fiori. Stefano Boeri, il ragazzo della via Gulp.</p>
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		<title>Assessore Aiello, lo vede che cosa succede a fare l&#8217;onda?</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Sep 2011 23:02:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amministrazione civica]]></category>
		<category><![CDATA[Urbanistica]]></category>
		<category><![CDATA[arredo urbano]]></category>
		<category><![CDATA[Assessore ai Lavori pubblici]]></category>
		<category><![CDATA[Comune di Parma]]></category>
		<category><![CDATA[Degrado urbano]]></category>
		<category><![CDATA[Giorgio Aiello]]></category>
		<category><![CDATA[Oltretorrente]]></category>
		<category><![CDATA[Parma]]></category>
		<category><![CDATA[Piazzale Inzani]]></category>

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		<description><![CDATA[Parma. Le «onde» di piazzale Inzani.  Lo abbiamo visto posare i sampietrini, lo abbiamo visto maneggiare la cazzuola e sulla Gazzetta di Parma di ieri 24 settembre lo abbiamo visto sollevare un&#8217;«onda» in piazzale Inzani per vedere che cosa c&#8217;era sotto. Quelle onde che sono state rimosse dopo soli due anni e più di 160 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/09/25/assessore-aiello-lo-vede-che-cosa-succede-a-fare-londa/onda/" rel="attachment wp-att-32660"><img class="aligncenter size-full wp-image-32660" title="onda" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/09/onda.jpg" alt="" width="580" height="470" /></a><strong>Parma. Le «onde» di piazzale Inzani. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Lo abbiamo visto posare i sampietrini, lo abbiamo visto maneggiare la cazzuola e sulla Gazzetta di Parma di ieri 24 settembre lo abbiamo visto sollevare un&#8217;«onda» in piazzale Inzani per vedere che cosa c&#8217;era sotto. Quelle onde che sono state rimosse dopo soli due anni e più di 160 mila euro spesi per acquistarle e posarle. Il posatore senza posa che si mette sempre in posa è ovviamente il delegato ai Lavori pubblici Aiello ingegner Giorgio, uno che dice lui, a fare l&#8217;assessore ci rimette. E anche i cittadini, a quanto pare, non ci guadagnano.<span id="more-32659"></span></p>
<p style="text-align: justify;">La rimozione dell&#8217;ondoso e cervellotico manufatto dall&#8217;Oltretorrente parmigiano, chiesta a viva voce e corteo dalla popolazione del quartiere, non è infatti una vittoria ma una sconfitta per l&#8217;amministrazione. Aiello la camuffa però da ritirata strategica affermando che il materiale sarà in parte recuperato e probabilmente donato al quartiere Golese che, per bocca di un suo consigliere (imbeccato?), ne avrebbe fatto richiesta. Annotatevi questa affermazione, vedremo come andrà a finire.</p>
<p style="text-align: justify;">I particolari di questa vicenda li abbiamo appresi dalla <em>Gazzetta di Parma</em> e il racconto, peraltro ben scritto, ci è parso alquanto istruttivo. Al di là di ogni malizia e forse anche al di là delle intenzioni dell&#8217;articolista. Che cosa abbiamo dunque imparato da tale lettura? Andiamo a esporre per punti, affinché siano chiari anche per eventuali assessori che ci dovessero leggere.</p>
<p style="text-align: justify;">1. L&#8217;idea di risanare un quartiere, di favorire la socializzazione e tutte le altre giaculatorie cui fanno ricorso i politici in queste circostanze, è quanto meno bislacca. Ci vogliono ben altro che un groviglio di panchine arzigogolate per risolvere il caos di un microcosmo qual è una piazza in cui si danno convegno e si sommano problemi e problematici di tutte le risme. La struttura era diventata «un ricettacolo per extracomunitari, pusher, senzatetto e perdigiorno», raccontano i residenti esasperati.</p>
<p style="text-align: justify;">2. Lo scheletro d&#8217;acciaio, si legge sulla <em>Gazzetta</em> «era chiazzato di ruggine qua e là», mentre «pile di assi accatastate in un angolo» erano «completamente marce». In questo stato dopo soli due anni dall&#8217;installazione? Ma da quali fornitori si serve il Comune? Da un rigattiere? Si può conoscere il nome della ditta? Ha rilasciato garanzia? E la manutenzione è stata fatta? Sono domande che spetterebbero a un&#8217;opposizione come si deve e che abbia come scopo la riconquista della fiducia dei cittadini e dei suoi elettori storici. Vedremo se verranno poste. Vedremo se Aiello risponderà in maniera convincente.</p>
<p style="text-align: justify;">3. Di fronte a tanto disastro provocato da una scelta incosciente, che cosa ha dichiarato l&#8217;assessore? Che su quella struttura era «scettico fin dal principio». Ah sì? E allora perché non si è opposto? Che l&#8217;abbiano installata a sua insaputa? Possibile che in giunta l&#8217;ingegnere Giorgio Aiello conti come il due di picche? Non dobbiamo crederlo. Non possiamo crederlo.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/09/25/assessore-aiello-lo-vede-che-cosa-succede-a-fare-londa/inzani/" rel="attachment wp-att-32696"><img class="aligncenter size-full wp-image-32696" title="inzani" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/09/inzani.gif" alt="" width="580" height="429" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/09/25/assessore-aiello-lo-vede-che-cosa-succede-a-fare-londa/onda_2/" rel="attachment wp-att-32661"><img class="aligncenter size-large wp-image-32661" title="onda_2" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/09/onda_2-580x408.jpg" alt="" width="580" height="408" /></a>Operai del Comune smontano una panchina sotto l&#8217;occhio vigile di Giorgio Aiello. </strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Fornio ha dei problemi, da sette anni gli amministratori promettono di risolverli</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Sep 2011 08:58:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amministrazione civica]]></category>
		<category><![CDATA[Fidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Riceviamo e Pubblichiamo]]></category>
		<category><![CDATA[Urbanistica]]></category>
		<category><![CDATA[Circolo Folkloristico Sportivo Fornio]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;angusta strada che porta a Fornio. Mi chiamo Federico Lavelli e sono il segretario del Circolo Folkloristico Sportivo Fornio, associazione no profit che si occupa di valorizzare il piccolo paese, per intenderci siamo quelli che organizzano ogni anno la sagra di San Lorenzo. In passato vi siete occupati in varie occasioni del caso Solveko, un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/09/22/fornio-ha-dei-problemi-da-sette-anni-gli-amministratori-promettono-di-risolverli/fornio_1/" rel="attachment wp-att-32571"><img class="aligncenter size-large wp-image-32571" title="Fornio_1" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/09/Fornio_1-580x435.jpg" alt="" width="580" height="435" /></a>L&#8217;angusta strada che porta a Fornio.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Mi chiamo Federico Lavelli e sono il segretario del Circolo Folkloristico Sportivo Fornio, associazione no profit che si occupa di valorizzare il piccolo paese, per intenderci siamo quelli che organizzano ogni anno la sagra di San Lorenzo.</p>
<p style="text-align: justify;">In passato vi siete occupati in varie occasioni del caso Solveko, un argomento che giustamente ha tenuto molti sulle spine, non solo tra gli abitanti della frazione ma anche tra i fidentini, però i problemi di Fornio non sono solo quelli. Proprio per questo vi sto scrivendo.<span id="more-32568"></span><br />
Ci stiamo battendo con le varie amministrazioni comunali ormai da anni sempre per gli stessi disagi e problemi:</p>
<p style="text-align: justify;">1. Il cimitero cadente;<br />
2. Le strade strette e mal tenute (sebbene la popolazione sia aumentata di molto, la strada è rimasta la stessa di 30 anni fa);<br />
3. L’assenza di parcheggi in paese.</p>
<p style="text-align: justify;">Vi invio in allegato una paio di fotografie del cimitero e della strada troppo stretta per supportare il traffico del paese e un articolo riguardante il pietoso stato del cimitero uscito sulla Gazzetta di Parma nel mese di aprile di quest’anno.<br />
Come già detto, tutti questi problemi vengono ripetuti dal 2004 e sono stati ribaditi all’attuale amministrazione il 23 febbraio 2010 all’assemblea pubblica durante la quale sono stati promessi interventi nel corso del 2011 che ovviamente non sono arrivati.<br />
Ieri sera dopo un incontro con il consigliere Cavalli e l’assessore Fulvia Bacchi Modena ci è stato promesso un incontro con Gilioli a data da destinarsi per discutere di questi fatti, la nostra paura e che questa sia un’altra delle solite promesse.<br />
Vi saremmo grati se poteste pubblicare un post su questi argomenti non a nome del Circolo ma a nome di tutti gli abitanti del paese, stiamo cercando di utilizzare tutti i mezzi possibili per avere una soluzione ai nostri problemi. Saluti</p>
<p style="text-align: right;"><strong>CFS Fornio</strong><br />
Il Segretario<br />
<strong>Federico Lavelli</strong></p>
<p><strong>Circolo Folkloristico Sportivo Fornio</strong><br />
località Fornio, 7 &#8211; 43036 Fidenza (Parma)<br />
codice fiscale 91024700345<br />
Partita Iva 02520940343<br />
www.fornio.it</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/09/22/fornio-ha-dei-problemi-da-sette-anni-gli-amministratori-promettono-di-risolverli/fornio_2/" rel="attachment wp-att-32569"><img class="aligncenter size-large wp-image-32569" title="Fornio_2" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/09/Fornio_2-580x435.jpg" alt="" width="580" height="435" /></a>Lo stato precario della cappella del cimitero. </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/09/22/fornio-ha-dei-problemi-da-sette-anni-gli-amministratori-promettono-di-risolverli/fornio_3_gazzetta-17-04-2011/" rel="attachment wp-att-32570"><img class="aligncenter size-large wp-image-32570" title="Fornio_3_gazzetta-17-04-2011" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/09/Fornio_3_gazzetta-17-04-2011-504x580.jpg" alt="" width="504" height="580" /></a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Spigolo per spigolo</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Sep 2011 22:01:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Urbanistica]]></category>
		<category><![CDATA[Speculazione edilizia]]></category>

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		<description><![CDATA[A Fidenza, le case negli spigoli non hanno fortuna. Quella nella foto qui sopra alla confluenza di via Trieste (strada per Salso) con via IV Novembre (la cosiddetta via Emilia) è da decenni che tentano di venderla. E un appartamento in questo condominione qua sotto, sorto al posto di una stazione di servizio, alla confluenza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/09/15/spigolo-per-spigolo/attachment/14092011005/" rel="attachment wp-att-32297"><img class="aligncenter size-large wp-image-32297" title="14092011(005)" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/09/14092011005-580x435.jpg" alt="" width="580" height="435" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">A Fidenza, le case negli spigoli non hanno fortuna. Quella nella foto qui sopra alla confluenza di via Trieste (strada per Salso) con via IV Novembre (la cosiddetta via Emilia) è da decenni che tentano di venderla.<span id="more-32296"></span><br />
E un appartamento in questo condominione qua sotto, sorto al posto di una stazione di servizio, alla confluenza di via IV Novembre con via Gramizzi (altro tronco della cosiddetta via Emilia), chi se lo piglia? Chi è quel pazzo che rischia di finire arrotato se esce di casa con perfettamente lucido e scattante?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/09/15/spigolo-per-spigolo/attachment/14092011002/" rel="attachment wp-att-32298"><img class="aligncenter size-large wp-image-32298" title="14092011(002)" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/09/14092011002-435x580.jpg" alt="" width="435" height="580" /></a></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>L’incontro era criptato</title>
		<link>http://www.navecorsara.it/wp/2011/07/16/l%e2%80%99incontro-era-criptato/</link>
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		<pubDate>Sat, 16 Jul 2011 05:49:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte e architettura]]></category>
		<category><![CDATA[Fidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Urbanistica]]></category>
		<category><![CDATA[Alessia Chiapperino]]></category>
		<category><![CDATA[Annagiulia Parizzi]]></category>
		<category><![CDATA[Michele Di Santis]]></category>
		<category><![CDATA[Paola Di Salvo]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Conforti]]></category>
		<category><![CDATA[Psc]]></category>
		<category><![CDATA[Sergio Savini]]></category>
		<category><![CDATA[Stefano Tanzi]]></category>

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		<description><![CDATA[I sei architetti nell&#8217;auditorium del palazzzo delle Orsoline il 5 luglio 2011: Alessia Chiapperino, Paolo Conforti, Paola Di Salvo, Michele Di Santis, Annagiulia Parizzi (prima a destra, con il microfono), Sergio Savini. www.pilotarchitetti.com tel. 339.7963402. Tutte le foto sono di Renzo Bellini. Crocchio di persone lievemente eccitate sul portone severo delle Orsoline, lato via Berenini. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/07/16/l%e2%80%99incontro-era-criptato/psc4788/" rel="attachment wp-att-29548"><img class="aligncenter size-large wp-image-29548" title="PSC4788" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/07/PSC4788-580x290.jpg" alt="" width="580" height="290" /></a>I sei architetti nell&#8217;auditorium del palazzzo delle Orsoline il 5 luglio 2011: Alessia Chiapperino, Paolo Conforti, Paola Di Salvo, Michele Di Santis, Annagiulia Parizzi (prima a destra, con il microfono), Sergio Savini. <a href="http://www.pilotarchitetti.com">www.pilotarchitetti.com</a> tel. 339.7963402. <span style="color: #810d03;">Tutte le foto sono di Renzo Bellini.</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Crocchio di persone lievemente eccitate sul portone severo delle Orsoline, lato via Berenini. Genitori, amici e parenti. Cravatte di seta, signore in permanente, gocce di Chanel. Atmosfera da festa di laurea. I laureandi sono dentro, trepidanti e sorridenti sulla predella. Gli esaminatori in sala, una cinquantina che diventeranno una sessantina, anche in piedi, il 5 luglio, caspita, questo sì che è un avvenimento, anzi un evento, considerato che si parla di Psc ovvero come ti sistemo la città per i prossimi vent’anni, varianti escluse.<span id="more-29547"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Una vittoria della partecipazione e della gioventù bersagliera visto che nessuno dei sei architetti in cattedra ha l’aria di arrivare ai trent’anni. Chi li conosce? Tutti scuotono la testa. Sono figli vostri? Lo chiedo a due caporioni del Pdl seduti in prima linea. Negano. Conoscono solo Annagiulia Parizzi, figlia di Bruno, architetto, come no, ci sarà anche lui in sala? Le mamme e i papà non mancano mai alle feste di laurea.</p>
<p style="text-align: justify;">Si comincia quasi in orario, ed è un’altra bella notizia. Fa gli onori di casa il vicesindaco Stefano Tanzi, il sindaco è impegnato altrove. Dice di avere già ricevuto i Sei e averne apprezzato la proposta, li consegna alla platea. È paterno con i Sei: la città appartiene a voi che tra vent’anni avrete dei figli… Caspita, Tanzi, vabbe’ che prima bisogna farsi una posizione ma non ti sembra di esagerare ad augurare loro una famiglia sui 45-50 anni? Loro ridacchiano, carini. Noto che Tanzi, per quanto sia alto, ha i piedi straordinariamente lunghi. Gli chiedo che numero di scarpe porti, mi dice il 43 e mezzo. Caspita, avrei detto il 45. Sarà per i pantaloni stretti, mi fa lui venendomi in aiuto. Deve essere così. Braghe da architetto.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/07/16/l%e2%80%99incontro-era-criptato/psc4774/" rel="attachment wp-att-29549"><img class="aligncenter size-large wp-image-29549" title="PSC4774" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/07/PSC4774-580x435.jpg" alt="" width="580" height="435" /></a>Il vicesindaco Stefano Tanzi dà il benvenuto ai Sei. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Comincia la dissertazione, volano parole come sviluppo, dialogo, interazione e, naturalmente, partecipazione. Però non riesco a partecipare. Vuoi per l’inadempienza dei microfoni verso il sussurrato dai relatori, vuoi per i paroloni, i frasoni che rendono tutta la prosa un po’ esoterica. Accendono il computer, proiettano immagini. Piccolissime, con scritte illeggibili, certe foto mi sembrano macchie di Rorsachach per i test psicometrici. E quando leggo, leggo parole che mi fanno storcere il naso. La via Emilia è definita, verdino su verdolino, «sistema connettore tra nord e sud». Caspita, e io che avevo sempre pensato che andasse da ovest a est (e viceversa), tutt’al più da nord-ovest a sud-est (e viceversa). Non leggo altro. I caratteri sono per ultravedenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi chiedo quanto sentano e quanto intendano gli altri in sala. Al sussurrato di Annagiulia si aggiungono i bisbigli e le parole non meno ostiche degli altri adepti del gruppo che, non so perché, si è dato il nome di Pilot A e, nella cartolina con cui ci ha precettato, dal titolo «Pilotando un territorio Laboratorio Fidenza», ci aveva illuso di metterci al corrente delle sue intenzioni per questa povera città martoriata da sessant’anni di costruzioni più che da pochi giorni di bombardamenti. Ci pilotano sì, ma verso le nuvole, dentro la foschia del solito linguaggio sacerdotale per pochi eletti.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci piacerebbe che qualcuno del pubblico esaminatore ci scrivesse per dirci quel che ha capito. La farsa della messa in latino funziona perché i fedeli rispondono «et cum spiritu tuo» senza farsi troppe domande. È dai presenti in sala che vorrei delucidazioni, non dai Sei i quali, temo, risponderebbero usando le stesse parole e sorriderebbero mentre la ricontano uguale con la pazienza altera riservata agli zucconi. Esco spazientito alla luce del sole calante, fendendo la folla dei volti con gli sguardi fissi verso lo schermo, la cattedra e i giovani debuttanti.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi è stata buttata via un’occasione. Mi sento ingannato. Dei giovani laureati che mettono idee e proposte al servizio della loro città, invece che piagnucolare, caspita, non è roba da tutti i giorni. Oltre che una mossa intelligente, è un atto di vera generosità. Uscendo, incrocio gli sguardi dei politici. Più attenti degli altri. Mi chiedo se vi sia del calcolo in questo debutto. Se il disinteresse proclamato non occulti la malizia dell’autopromozione. Mi verrebbe di fare un titolo cattivello: Sei personaggi in cerca di un tutore. Sospendo il giudizio, scaccio il pensiero tentatore del titolo impietoso. Largo ai giovani, fatemi passare ché devo uscire. Ma sarà vero che Tanzi porta il 43 e mezzo o sarà una sua versione politicamente corretta?</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Post scriptum</strong>. Un paio d’ore dopo incontro un amico architetto che riesce a lavorare senza aiutini politici. Uno in gamba, oltre che fortunato. Né giovane, né vecchio. Uno giusto per aiutarmi a capire. Gli chiedo di mettermi in prosa quel breve trattato di ermetica che sta scritto sulle cartoline distribuite in sala dai Sei e che riproduco qui di seguito mettendo tra parentesi e tra virgolette i commenti dell’architetto. In corsivo, le mie annotazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">«Un laboratorio di idee per poter contribuire attivamente alla vita della città di Fidenza –con la consapevolezza dell’importanza di un momento in cui cambiano gli strumenti urbanistici e vengono messe a punto le nuove direttive per il governo della città e del suo bacino di interesse».</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Gli amministratori, con l’aiuto dei tecnici (architetti e urbanisti), stanno decidendo che cosa si costruirà e dove nei prossimi vent’anni. Possiamo dire la nostra sulla spartizione della torta di cui beneficeranno per lo più imprenditori e politici? </em></p>
<p style="text-align: justify;">«Seguendo un’ottica partecipativa («le nostre idee esposte nella riunione cui vi abbiamo invitato»),  abbiamo tentato di mettere in campo tutta la nostra professionalità («ma se si sono appena laureati, che professionalità vuoi che abbiano!?»), unita alla freschezza di approccio alle questioni affrontate, per attuare un’analisi approfondita della città di Fidenza considerandola come baricentro di un comprensorio più vasto che può essere identificato nel Distretto delle Terre Verdiane.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Traduzione: nessuna città è un’isola. </em></p>
<p style="text-align: justify;">«Da questa prima fase di ricognizione è scaturita una proposta ideativa per uno sviluppo sostenibile del territorio – attraverso l’individuazione di un’area all’interno del Comune di Fidenza che, a nostro giudizio, possieda la potenzialità per giocare un ruolo strategico nel futuro della città e del suo territorio».</p>
<p style="text-align: justify;">E quale sarebbe questa misteriosa area per la quale i Sei avrebbero escogitato una «proposta ideativa», chiedo all’amico architetto che capisce il linguaggio dei Sei, anche se non lo parla quando comunica con gli altri cristiani.</p>
<p style="text-align: justify;">Aggrappatevi al corrimano, l’area è quella compresa tra Fidenza (lato nord) e l’outlet. Sì quella dove ci sono un cimitero, una fabbrica zoppicante, un quartiere di officine abbandonate, terreni avvelenati da Cip e Carbochimica, un «bosco urbano», il progetto di una torre dell’architetto Guasti e molto altre mire.</p>
<p style="text-align: justify;">Ragazzi di belle speranze, se questa è l’ambizione,  vogliamo riparlarne attorno a un tavolo per fare un test di comunicabilità al fine di affrontare il pubblico con un linguaggio umano?</p>
<p style="text-align: justify;">Prendete esempio dai preti che da quasi mezzo secolo celebrano in italiano. Lasciate perdere la messa in latino, e per di più bisbigliata. La città è di tutti. Non avete il diritto di farvi capire solo da altri sei addetti ai lavori. Per quello vi sarebbe bastata una stanza con dodici sedie.</p>
<p style="text-align: justify;">In conclusione, consideratevi bocciati sul piano della comunicazione e rivedibili su quello dei contenuti. Magari la vostra idea è buona, anzi buonissima. Sarebbe un peccato seppellirla sotto un cumulo di chiacchiere e di orpelli gergali.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/07/16/l%e2%80%99incontro-era-criptato/psc4773/" rel="attachment wp-att-29550"><img class="aligncenter size-large wp-image-29550" title="PSC4773" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/07/PSC4773-580x290.jpg" alt="" width="580" height="290" /></a></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/07/16/l%e2%80%99incontro-era-criptato/psc4781/" rel="attachment wp-att-29551"><img class="aligncenter size-large wp-image-29551" title="PSC4781" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/07/PSC4781-580x386.jpg" alt="" width="580" height="386" /></a></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/07/16/l%e2%80%99incontro-era-criptato/psc4790/" rel="attachment wp-att-29552"><img class="aligncenter size-large wp-image-29552" title="PSC4790" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/07/PSC4790-580x290.jpg" alt="" width="580" height="290" /></a></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/07/16/l%e2%80%99incontro-era-criptato/psc4766/" rel="attachment wp-att-29553"><img class="aligncenter size-large wp-image-29553" title="PSC4766" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/07/PSC4766-580x435.jpg" alt="" width="580" height="435" /></a>L’attento pubblico e due dei Sei. Chiediamo l&#8217;aiuto degli interessati per attribuire a ognuno dei relatori il suo nome. </strong></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>L’ex Casa del popolo all&#8217;asta a un prezzo impopolare:  ma chi volete che la compri?</title>
		<link>http://www.navecorsara.it/wp/2011/07/05/l%e2%80%99ex-casa-del-popolo-in-vendita-a-un-prezzo-impopolare-ma-chi-volete-che-la-compri/</link>
		<comments>http://www.navecorsara.it/wp/2011/07/05/l%e2%80%99ex-casa-del-popolo-in-vendita-a-un-prezzo-impopolare-ma-chi-volete-che-la-compri/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 04 Jul 2011 22:43:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Urbanistica]]></category>
		<category><![CDATA[Ex Casa del popolo]]></category>
		<category><![CDATA[Ex liceo D'Annunzio]]></category>
		<category><![CDATA[Ex Palazzzo littorio]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.navecorsara.it/wp/?p=29509</guid>
		<description><![CDATA[Con avviso del dirigente del settore Utc-Assetto del territorio, in esecuzione della determinazione 606 del 1° luglio 2011, viene proposto avviso di asta pubblica dell&#8217;immobile posto in Fidenza, piazza Matteotti e piazza Verdi denominato «Ex Casa del popolo» per un valore base di 2 milioni e 700 mila euro. Si perfeziona quindi un ulteriore atto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-29510" href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/07/05/l%e2%80%99ex-casa-del-popolo-in-vendita-a-un-prezzo-impopolare-ma-chi-volete-che-la-compri/palazzo_littorio/"><img class="aligncenter size-large wp-image-29510" title="palazzo_littorio" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/07/palazzo_littorio-580x435.jpg" alt="" width="580" height="435" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Con avviso del dirigente del settore Utc-Assetto del territorio, in esecuzione della determinazione 606 del 1° luglio 2011, viene proposto avviso di asta pubblica dell&#8217;immobile posto in Fidenza, piazza Matteotti e piazza Verdi denominato «Ex Casa del popolo» per un valore base di 2 milioni e 700 mila euro.<span id="more-29509"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Si perfeziona quindi un ulteriore atto che dovrebbe cambiare la proprietà dell&#8217;edificio che confina con area pubblica di incerta destinazione.</p>
<p style="text-align: justify;">
<h3 style="text-align: center;"><strong>Palazzo Littorio nella relazione di stima (stralcio) </strong><strong> </strong></h3>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Relazione storica</strong><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;edificio è ideato come I° stralcio del progetto d enominato «Casa Littoria» del 1936, a firma degli ingegneri Spreafichi e Dalla Rosa, che prevedeva la ricostruzione dell&#8217;intera area compresa tra piazza Verdi, via Bacchini, piazza Pontida e piazza Matteotti, a seguito della demolizione del vecchio palazzo  San Giovanni. Il progetto prevedeva, oltre alla «Casa del Fascio», la realizzazione della Pretura e delle carceri mandamentali annesse &#8211; nella parte compresa tra via Bacchini e piazza Verdi &#8211; e di locali di pubblica aggregazione con cinema e teatro, nonché di un nuovo forno di panificazione comunale su piazza Pontida.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Palazzo San Giovanni non venne in realtà mai completamente demolito, e del progetto unitario iniziale vennero realizzati solamente l’edificio in questione destinato a «Casa del Fascio» (1937) e il forno comunale (1938).</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;edificio nel dopoguerra divenne «Casa del popolo», e dai primi anni ‘60 viene destinato al Liceo Classico e Scientifico «G. D&#8217;Annunzio», fino al 2000. Oggi i locali del liceo sono completamente dismessi, così come rimangono inutilizzati gli uffici che occupavano parte dei locali al piano terra.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Analisi dello stato di consistenza</strong><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;">L’immobile, in buone condizioni di conservazione dal punto di vista strutturale e sano nel suo complesso, risulta attualmente libero da qualsiasi vincolo di occupazione ed è da anni e tuttora in disuso.</p>
<p style="text-align: right;"><strong><a href="http://fidenza.ponziettore.it/immobilicomunali.html">Ambrogio Ponzi</a></strong></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Sei giovani architetti presentano una proposta per il futuro di Fidenza, ascoltiamoli</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Jul 2011 20:31:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Urbanistica]]></category>
		<category><![CDATA[Psc]]></category>
		<category><![CDATA[Ricostruzione]]></category>
		<category><![CDATA[Sviluppo edilizio]]></category>

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		<description><![CDATA[Grandi aspettative. Pensiero pubblicato il 29 maggio 1948 dal Risveglio, periodico della diocesi di Fidenza. (Cliccare sull&#8217;immagine per ingrandirla). Domani, martedì 5 luglio 2011, alle ore 18, all&#8217;auditorium del Palazzo delle Orsoline sei giovani architetti (Anna Giulia Parizzi, Paolo Conforti, Alessia Chiepperino, Paola Di Salvo, Michele Di Santis, Sergio Savini) presenteranno un loro studio-proposta per ridisegnare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a rel="attachment wp-att-29499" href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/07/04/sei-giovani-architetti-presentano-una-proposta-per-il-futuro-di-fidenza-ascoltiamoli/pensiero_29_05_1948_0008c/"><img class="aligncenter size-large wp-image-29499" title="pensiero_29_05_1948_0008c" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/07/pensiero_29_05_1948_0008c-580x270.jpg" alt="" width="580" height="270" /></a><span style="color: #a9041e;">Grandi aspettative. </span></strong><strong>Pensiero pubblicato il 29 maggio 1948 dal Risveglio, periodico della diocesi di Fidenza. <em>(Cliccare sull&#8217;immagine per ingrandirla). </em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Domani, martedì 5 luglio 2011, alle ore 18, all&#8217;auditorium del Palazzo delle Orsoline sei giovani architetti (Anna Giulia Parizzi, Paolo Conforti, Alessia Chiepperino, Paola Di Salvo, Michele Di Santis, Sergio Savini) presenteranno un loro studio-proposta per ridisegnare la Fidenza del futuro.<span id="more-29498"></span></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;iniziativa, denominata Laboratorio Fidenza, si inserisce, appunto come proposta, nel percorso che porterà alla definizione degli strumenti urbanistici e di sviluppo il cui iter è da poco iniziato con l&#8217;affidamento dell&#8217;incarico ad un raggruppamento di professionisti guidato dall&#8217;architetto Francesco Kerrer. Il lavoro dei sei architetti ha il merito, qualsiasi evoluzione il loro progetto abbia, di rappresentare una novità nel piatto scenario partecipativo della città.</p>
<p style="text-align: right;"><strong><a href="http://fidenza-luoghi.blogspot.com/2011/07/ridisegnare-la-fidenza-del-futuro-la.html">Ambrogio Ponzi</a></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><a rel="attachment wp-att-29500" href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/07/04/sei-giovani-architetti-presentano-una-proposta-per-il-futuro-di-fidenza-ascoltiamoli/fidenza_56/"><img class="aligncenter size-large wp-image-29500" title="Fidenza_56" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/07/Fidenza_56-580x413.jpg" alt="" width="580" height="413" /></a>Nel 1956, Fidenza era così. </strong></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>L’estate delle formiche</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Jun 2011 06:31:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Opere e lavori pubblici]]></category>
		<category><![CDATA[Urbanistica]]></category>
		<category><![CDATA[Verde pubblico]]></category>
		<category><![CDATA[Lavori di manutenzione]]></category>
		<category><![CDATA[Scempi edilizi]]></category>

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		<description><![CDATA[Via don Minzoni e tutta l&#8217;area che ha come sfondo l&#8217;abside del Duomo non rientra nell&#8217;elenco degli interventi di manutenzione delle strade varato dalla giunta Cantini. Certamente non si tratta solo di una mano d&#8217;asfalto o di rappezzi, ma è il caso di pensarci seriamente, è una questione di decoro che fa il paio con l&#8217;area [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-29362" href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/06/29/l%e2%80%99estate-delle-formiche/20090310__01-jpg/"><img class="aligncenter size-large wp-image-29362" title="20090310__01.JPG" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/06/20090310__01.JPG-580x410.jpg" alt="" width="580" height="410" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Via don Minzoni e tutta l&#8217;area che ha come sfondo l&#8217;abside del Duomo non rientra nell&#8217;elenco degli interventi di manutenzione delle strade varato dalla giunta Cantini. Certamente non si tratta solo di una mano d&#8217;asfalto o di rappezzi, ma è il caso di pensarci seriamente, è una questione di decoro che fa il paio con l&#8217;area archeologica e non di Piazza Grandi.<span style="font-weight: normal;"> </span></strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Ricordate quelle estati in cui le cicale fidentine non trovavano di meglio che abbattere  ville o segare piante centenarie?<span id="more-29361"></span> Ora dobbiamo abituarci a convivere con le formiche che hanno messo in cantiere un nutrito programma di interventi di «Riqualificazione strade comunali 2011», che «per la rilevanza delle opere in programma e per l’impegno economico rappresentano uno degli interventi più significativi del Programma delle Opere pubbliche 2011» per una cifra di spesa di 450mila euro. Gli interventi riguarderanno strade urbane, extraurbane, marciapiedi e le aree dei plessi scolastici.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra i lavori previsti, un intervento in piazza Pontida con «la fresatura dell’intera area e il rifacimento di tutta la sede stradale, dei marciapiedi (con l’apposizione di nuovi cordoli in granito) e il rifacimento della segnaletica orizzontale».</p>
<p style="text-align: justify;">In elenco, anche tratti delle vie Carducci, Malpeli e  Berenini e alcune strade frazionali. In via don Milani e in un tratto di via Bacchini saranno sostituite le lastre di porfido sgretolate con nuove lastre di maggior spessore. L&#8217;elenco dettagliato sul sito del Comune.</p>
<p style="text-align: justify;">Programma nutrito quindi, tanto da far dire a qualcuno che, se l&#8217;ex-assessore Carancini l&#8217;avesse varato un mese prima, sarebbe volato al 90 per cento di preferenze già nella prima tornata elettorale di Salsomaggiore.</p>
<p style="text-align: right;"><strong><a href="http://fidenza-luoghi.blogspot.com/2011/06/lestate-delle-formiche.html">Ambrogio Ponzi</a></strong></p>
<p><strong><a rel="attachment wp-att-29363" href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/06/29/l%e2%80%99estate-delle-formiche/platani-abbattuti-10-06-09/"><img class="aligncenter size-large wp-image-29363" title="platani abbattuti 10-06-09" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/06/platani-abbattuti-10-06-09-580x435.jpg" alt="" width="580" height="435" /></a><span style="color: #a01502;">La festa degli alberi.</span></strong><strong><span style="color: #a01502;"> </span>Abbattimento dei platani di via Carducci, 10 giugno 2009.</strong></p>
<p><strong><a rel="attachment wp-att-29364" href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/06/29/l%e2%80%99estate-delle-formiche/palazzopanini-006/"><img class="aligncenter size-large wp-image-29364" title="PalazzoPanini 006" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/06/PalazzoPanini-006-580x412.jpg" alt="" width="580" height="412" /></a><span style="color: #a01502;">Le ruspe di Attila</span></strong><strong><span style="color: #a01502;">.</span> Demolizione di Villa Panini, 4 agosto 2008.</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>La centrale di cogenerazione, avamposto dimenticato di una delirante ondata di cemento che si spinge sempre più verso le colline</title>
		<link>http://www.navecorsara.it/wp/2011/06/27/la-centrale-di-cogenerazione-avamposto-dimenticato-di-una-delirante-ondata-di-cemento-che-si-spinge-sempre-piu-verso-le-colline/</link>
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		<pubDate>Mon, 27 Jun 2011 08:52:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Fidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Urbanistica]]></category>
		<category><![CDATA[Centrale di cogenerazione]]></category>
		<category><![CDATA[Devastazione della campagna]]></category>
		<category><![CDATA[Psc]]></category>
		<category><![CDATA[Quartiere Europa]]></category>

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		<description><![CDATA[Cemento, solo cemento. Così si mostra da mesi l&#8217;avveniristica centrale di cogenerazione che avrebbe dovuto assicurare tutta l&#8217;energia del quartiere in modo ecologicamente corretto. Il  copione è il solito: distruggere l&#8217;esistente arboreo, asportare il prezioso terreno, scavare una buca e poi cemento quel tanto che basta per scongiurare eventuali e auspicabili ripensamenti. Come in altri, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-29312" href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/06/27/la-centrale-di-cogenerazione-avamposto-dimenticato-di-una-delirante-ondata-di-cemento-che-si-spinge-sempre-piu-verso-le-colline/centrale_1/"><img class="aligncenter size-large wp-image-29312" title="centrale_1" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/06/centrale_1-580x435.jpg" alt="" width="580" height="435" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Cemento, solo cemento. Così si mostra da mesi l&#8217;avveniristica centrale di cogenerazione che avrebbe dovuto assicurare tutta l&#8217;energia del quartiere in modo ecologicamente corretto.</strong><span id="more-29311"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Il  copione è il solito: distruggere l&#8217;esistente arboreo, asportare il prezioso terreno, scavare una buca e poi cemento quel tanto che basta per scongiurare eventuali e auspicabili ripensamenti. Come in altri, troppo numerosi casi, così è successo in questa parte della città e così sta succedendo nella vasta area di colonizzazione urbana che si estende a sud di Fidenza verso le colline.</p>
<p style="text-align: justify;">È la «quarta sponda» della nostra città che sarà prima o poi abitata dai nuovi coloni in fuga dagli affitti e dal degrado del centro. Gente normale che pensava si dovesse vivere del proprio lavoro, me che si vede privata della liquidità e indebitata per comprarsi un trilocale in questi quartieri senza servizi. E c&#8217;è chi già pensa di spingere l&#8217;urbanizzazione ancora più verso sud ed ha comprato i terreni e pensava di fare il piano regolatore (ora Psc) a proprio vantaggio.</p>
<p style="text-align: right;"><strong><a href=" http://fidenza.ponziettore.it/quartiereeuropa.html">Ambrogio Ponzi</a></strong></p>
<p style="text-align: right;">
<p style="text-align: right;"><strong><a rel="attachment wp-att-29313" href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/06/27/la-centrale-di-cogenerazione-avamposto-dimenticato-di-una-delirante-ondata-di-cemento-che-si-spinge-sempre-piu-verso-le-colline/centrale_2/"><img class="aligncenter size-large wp-image-29313" title="centrale_2" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/06/centrale_2-580x435.jpg" alt="" width="580" height="435" /></a></strong></p>
<p style="text-align: right;">
<p style="text-align: right;"><strong><a rel="attachment wp-att-29314" href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/06/27/la-centrale-di-cogenerazione-avamposto-dimenticato-di-una-delirante-ondata-di-cemento-che-si-spinge-sempre-piu-verso-le-colline/centrale_3/"><img class="aligncenter size-large wp-image-29314" title="centrale_3" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/06/centrale_3-580x435.jpg" alt="" width="580" height="435" /></a></strong></p>
<p style="text-align: right;">
<p style="text-align: right;"><strong><a rel="attachment wp-att-29315" href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/06/27/la-centrale-di-cogenerazione-avamposto-dimenticato-di-una-delirante-ondata-di-cemento-che-si-spinge-sempre-piu-verso-le-colline/centrale_4/"><img class="aligncenter size-large wp-image-29315" title="centrale_4" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/06/centrale_4-580x435.jpg" alt="" width="580" height="435" /></a><br />
</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Basteranno le modifiche del ricostruttore Montanari a rimediare allo sfregio di piazza Duomo?</title>
		<link>http://www.navecorsara.it/wp/2011/06/25/basteranno-le-modifiche-del-ricostruttore-montanari-a-rimediare-lo-sfregio-di-piazza-duomo/</link>
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		<pubDate>Sat, 25 Jun 2011 04:12:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte e architettura]]></category>
		<category><![CDATA[Fidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Urbanistica]]></category>
		<category><![CDATA[Devastazioni urbanistiche]]></category>
		<category><![CDATA[Enrico Montanari Costruzioni]]></category>
		<category><![CDATA[Palazzo Bellotti]]></category>
		<category><![CDATA[Piazza Duomo]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono  ormai dieci anni che piazza del Duomo e via Romagnosi sono tenute in scacco da questa costruzione. Vicissitudini personali e societarie in parte giustificano in questo caso il ritardo che poi rientra nella norma di tante altre costruzioni i cui cantieri o la mancanza di finiture rendono precario l&#8217;aspetto della nostra città. Tornando a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-29152" href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/06/25/basteranno-le-modifiche-del-ricostruttore-montanari-a-rimediare-lo-sfregio-di-piazza-duomo/bellottiimg_0272/"><img class="aligncenter size-large wp-image-29152" title="bellottiIMG_0272" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/06/bellottiIMG_0272-580x435.jpg" alt="" width="580" height="435" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Sono  ormai dieci anni che piazza del Duomo e via Romagnosi sono tenute in scacco da questa costruzione. Vicissitudini personali e societarie in parte giustificano in questo caso il ritardo che poi rientra nella norma di tante altre costruzioni i cui cantieri o la mancanza di finiture rendono precario l&#8217;aspetto della nostra città.<span id="more-29151"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Tornando a Palazzo Bellotti, la svolta risolutiva sembra essere avvenuta da quando un imprenditore locale si è preso l&#8217;impegno di portare a termine l&#8217;impresa e di modificare in modo significativo il progetto.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;immobile, progettato con intento mercantile, prevedeva piccole unità abitative e un aspetto architettonicamente inadeguato per il luogo e opinabile anche in qualsiasi banlieue metropolitana.</p>
<p style="text-align: justify;">Su questo scheletro operare cambiamenti nell&#8217;aspetto esteriore era ed è impresa non facile, alcune modifiche sono comunque state apportate e altre dovrebbero seguire, ma probabilmente lo studio e l&#8217;utilizzo di materiali pregiati per le rifiniture dovrebbero portare a un risultato accettabile. Notevoli anche le modifiche alla disposizione interna dei locali con minor numero di appartamenti resi più ampi e per una clientela di livello superiore. In altre parole l&#8217;importante palazzo potrebbe alla fine contribuire a rivitalizzare una piazza, quella del Duomo, da anni, non solo a motivo di questo cantiere, marginalizzata.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong><a rel="attachment wp-att-29154" href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/06/25/basteranno-le-modifiche-del-ricostruttore-montanari-a-rimediare-lo-sfregio-di-piazza-duomo/bellottiimg_0270/"><img class="aligncenter size-large wp-image-29154" title="bellottiIMG_0270" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/06/bellottiIMG_0270-580x435.jpg" alt="" width="580" height="435" /></a></strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong><a rel="attachment wp-att-29155" href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/06/25/basteranno-le-modifiche-del-ricostruttore-montanari-a-rimediare-lo-sfregio-di-piazza-duomo/bellottiimg_0271/"><img class="aligncenter size-large wp-image-29155" title="bellottiIMG_0271" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/06/bellottiIMG_0271-580x435.jpg" alt="" width="580" height="435" /></a>Il cartellone recentemente installato ci fa ben sperare sulla fine dei lavori,  ma non basterà certo qualche mese.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong><a rel="attachment wp-att-29153" href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/06/25/basteranno-le-modifiche-del-ricostruttore-montanari-a-rimediare-lo-sfregio-di-piazza-duomo/palazzo_bellotti/"><img class="aligncenter size-large wp-image-29153" title="palazzo_bellotti" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/06/palazzo_bellotti-580x376.jpg" alt="" width="580" height="376" /></a>Il vecchio palazzo, completamente demolito. era di fine Ottocento. Nel corso del tempo aveva subito modifiche importanti.</strong></p>
<p style="text-align: right;"><strong><a href="http://fidenza.ponziettore.it/Malurbanismi.html#bellotti">Ambrogio Ponzi</a></strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>La nostra Pontida è solo un brutto parcheggio, ma comodo anche per i leghisti</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Jun 2011 23:14:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Urbanistica]]></category>
		<category><![CDATA[Ex Forno comunale]]></category>
		<category><![CDATA[Piazza Pontida]]></category>

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		<description><![CDATA[Il raduno leghista di Pontida si annuncia come il raduno della «svolta», quel che è certo è che sarà senz&#8217;altro un importante appuntamento che, a detta del ministro Roberto Maroni, influirà sulla scena politica italiana. Fidenza dal canto suo ha la sua Pontida, che è una piazza centrale ma che si presenta in modo indecente. A [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-28867" href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/06/19/la-nostra-pontida-e-un-parcheggio-comodo-anche-per-i-leghisti/pontida_2/"><img class="aligncenter size-large wp-image-28867" title="pontida_2" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/06/pontida_2-580x435.jpg" alt="" width="580" height="435" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Il raduno leghista di Pontida si annuncia come il raduno della «svolta», quel che è certo è che sarà senz&#8217;altro un importante appuntamento che, a detta del ministro <strong>Roberto Maroni</strong>, influirà sulla scena politica italiana.<span id="more-28866"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Fidenza dal canto suo ha la sua Pontida, che è <a href="http://fidenza.ponziettore.it/Piazzaverdi.html">una piazza centrale ma che si presenta in modo indecente</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">A differenza della Pontida lombarda, che in quanto a giuramenti mi dicono sia pura invenzione senza riscontro documentale attendibile, la nostra malandata piazza qualcosa di storico lo rammenta.</p>
<p style="text-align: justify;">«Piazza Pontida (già Piazzetta S. Martino) prende il nome da un fatto storico di grande rilievo: nella Chiesa di San Giovanni, che sorgeva sul lato nord della piazza, il 30 luglio 1195 venne rinnovato, contro Arrigo VI, il giuramento guelfo della Lega di Pontida. A Borgo si radunarono i delegati di Milano, Verona, Brescia, Crema, Mantova, Padova, Gravedona, Piacenza, Faenza, Tortona, Reggio Emilia e Bologna, giurando la nuova Lega. Per il nostro Borgo l&#8217;avvenimento costituiva una preziosa occasione per vendicarsi della secolare rivalità tra i Parmigiani ed i Piacentini, nella quale, dopo la protezione imperiale di Federico Barbarossa, Arrigo VI si era inserito con sleale partigianeria, vendendo addirittura la terra di San Donnino a Piacenza. La Lega non ottenne, purtroppo, gli effetti sperati ed il Borgo continuò ad essere al centro, per tanti anni ancora, delle cruenti contese tra i due litiganti di oltre Taro ed oltre Nure». (Dai <em>Quderni fidentini</em>)</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi la piazza presenta da un lato alcuni fatiscenti edifici di cui è prossima la demolizione la cui storia recente  conosciamo, parliamo dell&#8217;ex forno comunale ed annessi e connessi. Dall&#8217;altro lato imponenti edifici hanno incorporato quel che restava delle antiche scuderie e palazzo della posta, conservando un ormai anacronistico portale con bancomat incorporato. La foto sopra è eloquente in proposito. Quel che c&#8217;è tra le due linee di edifici è appunto la piazza che poi è, insieme a Piazza Verdi, il parcheggio centrale della città. La vocazione alle quattro ruote la piazza poi la coltiva con le carrozzine ed i giocattoli mobili esposti sul marciapiede davanti ad un negozio di articoli per neonati e bambini. A proposito di negozi, ormai ne sono rimasti solo due.</p>
<p style="text-align: right;"><strong><a href="http://fidenza-luoghi.blogspot.com/2011/06/proposito-di-pontida-da-noi-nellomonima.html">Ambrogio Ponzi</a></strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Costruttori e distruttori di Fidenza: la stazione e via Mazzini</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Jun 2011 22:04:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Urbanistica]]></category>
		<category><![CDATA[Stazione ferroviaria di Fidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Via Mazzini]]></category>

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		<description><![CDATA[Questa costruzione anni Ottanta ha inaugurato l&#8217;era del cemento in via Mazzini. Si tratta di un edificio completamente occupato da box privati per auto. Davanti, il parco Guernica è stato recentemente convertito a parcheggio pubblico a righe blu. Sono rimasti solo alcuni alberi e fazzoletti  di verde. Via Mazzini scorre per un certo tratto parallela all&#8217;asse principale della città rappresentato dalle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a rel="attachment wp-att-28477" href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/06/10/costruttori-e-distruttori-di-fidenza-la-stazione-e-via-mazzini/mazzini_1-2/"><img class="aligncenter size-large wp-image-28477" title="mazzini_1" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/06/mazzini_1-580x435.jpg" alt="" width="580" height="435" /></a>Questa costruzione anni Ottanta ha inaugurato l&#8217;era del cemento in via Mazzini. Si tratta di un edificio completamente occupato da box privati per auto. Davanti, il parco Guernica è stato recentemente convertito a parcheggio pubblico a righe blu. Sono rimasti solo alcuni alberi e fazzoletti  di verde.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em> </em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em> </em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Via Mazzini scorre per un certo tratto parallela all&#8217;asse principale della città rappresentato dalle vie Berenini e Cavour, per poi piegare leggermente a sud fino a convergere su piazza Grandi dove termina anche via Cavour e inizia via Abate Zani.<span id="more-28476"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Nel suo percorso, aggira a nord il quartiere Oriola separandolo dalla massicciata ferroviaria. Nata come espressione di una nascente viabilità, ha conservato tale caratteristica anche per effetto del sottopasso ferroviario. La storia dei suoi primi quarant&#8217;anni e delle opportunità, in parte realizzate, in parte mancate, maturate nel periodo della «ricostruzione» postbellica sono magistralmente riassunte in un articolo apparso sul periodico diocesano <em>Il Risveglio</em> nel 1948 che proponiamo qui di seguito. L&#8217;altra metà della storia è sotto i nostri occhi: qualcosa è rimasto, qualcosa si è aggiunto, ma tutto e sempre in modo occasionale, senza un qualsiasi disegno di insieme. In questo inizio di millennio poi il cemento, che già aveva creato brutture, ha completato l&#8217;opera su quel che restava di urbanisticamente pregevole.</p>
<p style="text-align: justify;">Via Mazzini, nella sua vita ormai centenaria, ha conosciuto un lungo periodo in cui si qualificava per la presenza di numerose attività produttive. Sino agli anni Ottanta, e in alcuni casi anche oltre, erano presenti uno storico sugherificio, un’impresa di trasporti, un forno, una falegnameria, una sartoria, un deposito di materiale ferroso, una unità commerciale di minuterie metalliche e utensili, un’officina di lavorazione del ferro, la fabbrica per la produzione del ghiaccio e una sala da ballo. Il venir meno di queste attività ha ulteriormente impoverito la via.</p>
<p style="text-align: justify;">Esaurito questo sguardo al passato, il ruolo futuro di questa via appare problematico, i condizionamenti di cui abbiamo parlato, sottopasso ferroviario e nuovo sottopasso di collegamento tra est ed ovest della città, pesano e qualsiasi soluzione deve fare i conti con queste due realtà e non solo. Se viene confermato il progetto di portare il sottopasso della ferrovia in via Mascagni, chiudendo poi al traffico automobilistico l&#8217;attuale sottopasso, si avrebbe l&#8217;effetto di rendere più fluido il traffico stesso, ma anche quello di richiamarne altro appesantendo ulteriormente via Abate Zani e la stessa via Mazzini. Le due vie sarebbero definitivamente marginalizzate mentre dovrebbero essere considerate a tutti gli effetti vie del centro cittadino.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong><a rel="attachment wp-att-28478" href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/06/10/costruttori-e-distruttori-di-fidenza-la-stazione-e-via-mazzini/mazzini_2-2/"><img class="aligncenter size-large wp-image-28478" title="mazzini_2" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/06/mazzini_2-580x435.jpg" alt="" width="580" height="435" /></a>L&#8217;apoteosi del cemento, quello più recente ed invasivo, è all&#8217;inizio di via Mazzini. Una doppia fila di alberi incorniciava la stazione ferroviaria che oggi risulta avulsa dal restante contesto urbano.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong><a rel="attachment wp-att-28479" href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/06/10/costruttori-e-distruttori-di-fidenza-la-stazione-e-via-mazzini/mazzini_3-2/"><img class="aligncenter size-large wp-image-28479" title="MAZZINI_3" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/06/MAZZINI_3-580x435.jpg" alt="" width="580" height="435" /></a>Da questa posizione si vedono le brutture già segnalate, il primo palazzo a destra è la «casa dei ferrovieri», commentata nell&#8217;articolo di seguito. Più in fondo, sul lato sinistro della strada si intravede la «casa popolare» pure citata nell&#8217;articolo.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong><a rel="attachment wp-att-28480" href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/06/10/costruttori-e-distruttori-di-fidenza-la-stazione-e-via-mazzini/mazzini_4-2/"><img class="aligncenter size-large wp-image-28480" title="mazzini_4" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/06/mazzini_4-580x435.jpg" alt="" width="580" height="435" /></a>All&#8217;inizio di via Mazzini l&#8217;area dell&#8217;ex Caffè Balilla, in seguito divenuto Il Covo, abbandonata da circa dieci anni, in attesa di essere demolita.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><a rel="attachment wp-att-28481" href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/06/10/costruttori-e-distruttori-di-fidenza-la-stazione-e-via-mazzini/mazzini_5/"><img class="aligncenter size-large wp-image-28481" title="mazzini_5" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/06/mazzini_5-580x435.jpg" alt="" width="580" height="435" /></a><strong>Al posto dell&#8217;antica rocca prospetta su via Mazzini il retro di palazzo Porcellini. Deluse quindi le aspettative del nostro cronista che auspicava un intervento più qualificante.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<h2><strong>La ricostruzione</strong></h2>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>Via Mazzini – E la Rocca? &#8211; Il Ponte Romano </strong></em></p>
<p style="text-align: justify;">Via Mazzini, se non andiamo errati non ha ancora quaranta anni di vita. Molti fidentini ricorderanno, quando venne costruito il sottopassaggio, mentre prima, dove esiste l&#8217;attuale stazione ferroviaria vi era il passaggio a livello. Il viale era alberato e vi erano comode panchine per il pubblico sotto alte piante. Così venne tracciata l&#8217;attuale via Mazzini, che andò popolandosi di villette e case ad uso civile e commerciale. Il viale alla stazione, col nuovo fabbricato, con la scomparsa della Tranvia Fidenza Salso e tutti gli annessi servizi, assuma una nuova fisionomia, ampliandosi in modo da poter assorbire il traffico stradale. Anche la Rocca, a poco a poco col volgere degli anni perdette delle sue vestigia e il fossato che l&#8217;attorniava scomparve con il relativo parapetto. L&#8217;accesso della Rocca dava ancora l&#8217;impressione del ponte levatoio. Poi isolato a sé, abbandonato dalla popolazione infantile e di studenti che per tanti anni l&#8217;avevano affollata, venne aperta a fianco del fabbricato una strada di accesso, in rilevante dislivello, con Via Mazzini. Ed ora all&#8217;inizio di questa via è sorto un grosso fabbricato dell&#8217;Ente Case Popolari di Parma, che ospita un considerevole numero di famiglie fidentine.</p>
<p style="text-align: justify;">Le fondamenta di un altro caseggiato di ragguardevoli proporzioni sono pure in atto in quell&#8217;area sottostante la stazione ferroviaria, e all&#8217;inizio di via Mazzini. Si tratta della casa per i ferrovieri, che comprenderà un&#8217;area di 300 metri quadrati, raggiungendo l&#8217;altezza di 16 metri. I lavori già iniziati con gli scavi, procederanno alacremente, e nel caseggiato verranno ospitate dieci famiglie di ferrovieri, in appartamenti da tre a quattro stanze. La nuova casa dei ferrovieri, fatta costruire dal Ministero dei Trasporti, e della quale demmo notizia circa lo stanziamento dei fondi occorrenti in venti milioni, ci auguriamo sia un preludio di nuove costruzioni, occorrenti per allogare numerosi interessati che attendono una decorosa sistemazione. Un accenno sulla costruzione di questo caseggiato è stato fatto da Leonida Fietta sul «Giornale dell&#8217;Emilia» il quale si rammarica perché i ferrovieri sono troppo vicini alla strada ferrata e verranno disturbati dai convogli. Non è una incongruenza; in tutte le località i ferrovieri alloggiano presso le stazioni, per esigenze logistiche del servizio. Continuando nella nostra passeggiata in via Mazzini, vediamo i ruderi della Rocca, che nella parte in piedi ospita i resti di un partito di sinistra. Questa ricostruzione della Rocca sta un poco a cuore a tutti i fidentini, come l&#8217;obelisco di Garibaldi, che troneggia ancora storto nella omonima piazza. Bisogna rifare una costruzione degna da essere posta in bella vista a mezza Italia. Dalla linea ferroviaria si vede molto bene la Rocca, che dovrà ritornare una costruzione decorosa, caratteristica. Non vi pare che sia così. Siamo orgogliosi di quel poco di storia che conservano i ruderi, e i pochi monumenti della nostra cittadina. E diciamolo francamente. Quando circa un anno fa, un giovane perito industriale si era posto a capo di una organizzazione per la costruzione di case, con l&#8217;impiego di capitali svizzeri, ci si era allargato il cuore. Diceva il bravo giovane col suo candido entusiasmo: <strong>«trasformeremo Fidenza, in un solo sonante cantiere!». (1) </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Poi gli svizzeri hanno ritirato i loro progettati finanziamenti, e le adesioni e i buoni propositi sono rimasti sulla carta. Proseguendo in via Mazzini, andiamo a sboccare nel piazzale S. Donnino, tagliato da via Corsica che va ad innestarsi sulla Via Emilia. Qui c&#8217;è il Macello pubblico riattivato e in piena funzione, tutto attorniato da altre costruzioni, che starebbe molto bene invece almeno fuori del perimetro urbano. Il piazzale S. Donnino è tutto un rilevato su terra ivi trasportata: una volta c&#8217;era il pozzone, dove affluivano tutte le donne di Oriola e le lavandaie per il bucato che avevano a disposizione un vasto prato per la distesa al sole. Tutto il traffico si svolgeva sotto il cosiddetto voltone del Duomo, la torre merlata e coperta molto a sproposito da un tetto, indubbiamente per preservarla dalle intemperie. Quivi nel 1874 vennero rintracciati i resti dell&#8217;antico ponte Romano, del quale pubblichiamo al riproduzione di un disegno dell&#8217;epoca.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong><a rel="attachment wp-att-28482" href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/06/10/costruttori-e-distruttori-di-fidenza-la-stazione-e-via-mazzini/29_05_1948_ponte/"><img class="aligncenter size-large wp-image-28482" title="29_05_1948_ponte" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/06/29_05_1948_ponte-580x393.jpg" alt="" width="580" height="393" /></a></strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Bisogna tenere presente che tutto il traffico della Via Emilia, transitava qui sotto e sfilava davanti ai Leoni del Duomo, e si può dire fin verso il 1928, e tutti i corridori del Giro d&#8217;Italia, hanno conosciuto i ciottoli delle nostre strade principali. All&#8217;inizio di via Corsica, lungo al quale molte case sono andate distrutte, notiamo una recente costruzione della casa del reduce, e di qualche altra iniziativa privata, che segnano pur sempre una dimostrazione, sia pure lenta e faticosa, della ricostruzione che è nel cuore e nella volontà di tutti. Mentre quindici anni or sono, gli amministratori della pubblica cosa, erano preoccupati ad abbattere per aprire varchi, ora i vuoti sono addirittura preoccupanti. Vi furono tempi in cui il traffico stradale aumentato a dismisura, contribuì a far adottare provvedimenti frettolosi, quasi come si fosse dovuto ripiegare alla meno peggio cancellando tratti dalla carta geografica cittadina. Terminiamo per ora la nostra breve passeggiata nelle vie cittadine e ritorniamo alla stazione ferroviaria.</p>
<p style="text-align: justify;">Quivi ai primi del prossimo Giugno verrà costruito un nuovo fabbricato al posto di quello vecchio, che venne letteralmente distrutto. Ci riferiamo alla vecchia stazione che sorgeva di fronte a quella della Tranvia Fidenza Salsomaggiore, quello che aveva visto tante cose di cronaca lieta e triste, personaggi, illustri della scienza, dell&#8217;arte, della politica. C&#8217;era un Principe, il Duca degli Abruzzi, che una volta arrivato alla vecchia stazione, faceva perdere la traccia di sé agli agenti di scorta, e saltava la staccionata compiendo un volteggio degno di un cavallerizzo, preferendo divenire un viaggiatore clandestino, pur di potersi disfare di quell&#8217;aureola di notorietà e regalità che circondava il Suo nome.</p>
<p style="text-align: justify;">La cronaca aurea della vecchia stazione non si esaurirebbe troppo presto; quello era un passaggio obbligato per Salsomaggiore nota per i suoi fasti dorati, e che i nostri vecchi chiamavano «la piccola Parigi». Il nuovo fabbricato che quivi verrà costruito, comporterà una spesa di trenta milioni, ed è stato progettato dai tecnici dell&#8217;ufficio lavori delle ferrovia, geometri Giuseppe Gatto, Luigi Marcotti e Pilade Boni. Avrà una lunghezza di metri 56 e larghezza di metri dieci. Vi troveranno posto tutti i servizi accessori della stazione, ed al primo piano vi sarà il dormitorio per il personale viaggiante, costituito da venti stanze che verranno arredate in modo adeguato e confortevole.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong><a rel="attachment wp-att-28483" href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/06/10/costruttori-e-distruttori-di-fidenza-la-stazione-e-via-mazzini/torre/"><img class="aligncenter size-large wp-image-28483" title="torre" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/06/torre-580x435.gif" alt="" width="580" height="435" /></a><br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>(1). </strong>Il «bravo giovane», non più tanto bravo e non più tanto onesto, è rispuntato a metà anni Novanta, gli investitori non erano più svizzeri ma imprenditori locali e cooperative emiliane. L&#8217;impresa fallimentare è stata salvata dall&#8217;intervento diretto del Comune che vi ha investito venti milioni (?) di euro che ci ritroviamo a dover pagare  nei prossimi vent&#8217;anni. Questo il danno finanziario, quello urbanistico peserà molto più di vent&#8217;anni.</p>
<p style="text-align: right;"><strong><a href="Vedi anche: http://fidenza.ponziettore.it/PSC.html">Ambrogio Ponzi</a></strong></p>
]]></content:encoded>
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