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	<title>Nave Corsara &#187; Riceviamo e Pubblichiamo</title>
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		<title>Perché il classico non piace più?</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Sep 2010 17:53:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Editore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Riceviamo e Pubblichiamo]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola]]></category>
		<category><![CDATA[Liceo classico D'Annunzio]]></category>

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		<description><![CDATA[Mariastella Gelmini. Il ministro dell’Istruzione (non più pubblica) ha concluso la sua non brillante carriera di studente delle superiori con il diploma al liceo privato confessionale «Arici» di Brescia dopo essere passata attraverso altri due licei. Sì apriamo pure il dibattito, come auspicato dalla vostra Giovanna Galli. Ma per dire che cosa? Che il mondo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a rel="attachment wp-att-15568" href="http://www.navecorsara.it/wp/2010/09/02/perche-il-classico-non-piace-piu/mariastellagelmini/"><img class="aligncenter size-large wp-image-15568" title="mariastellagelmini" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2010/09/mariastellagelmini-580x408.jpg" alt="" width="580" height="408" /></a><em><strong>Mariastella Gelmini. Il ministro dell’Istruzione (non più pubblica) ha concluso la sua non brillante carriera di studente delle superiori con il diploma al liceo privato confessionale «Arici» di Brescia dopo essere passata attraverso altri due licei.</strong></em></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Sì apriamo pure il dibattito, <a href="http://www.navecorsara.it/wp/2010/09/02/fidenza-puo-permettersi-il-lusso-di-un-liceo-classico/">come auspicato dalla vostra Giovanna Gall</a>i. Ma per dire che cosa? Che il mondo va dove deve andare. Nonostante gli inviti, gli sforzi, le esortazioni, i tavoli imbanditi di chiacchiere e superflui soprammobili dai vari assessori locali, provinciali e regionali, accadrà quel che è scritto e da tempo si paventa: fine del liceo classico fidentino.<span id="more-15567"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Come dicono le statistiche, c’è disaffezione per il classico, per il latino, per il greco e per tutte quelle materie che ne rappresentano la sua specificità. C’è disinteresse per tutto ciò che la scuola ti dà di non immediatamente utile e monetizzabile.</p>
<p style="text-align: justify;">Potremmo almanaccare il perché e il per come ciò sia potuto accadere, ma servirebbe a ben poco. Non puoi deviare il corso delle legioni studentesche alla ricerca di un pezzo di carta, come non puoi fermare i flussi migratori. Se succedono cose così devono esserci motivi profondi e irresistibili contro cui non bastano le dighe della buona volontà, le interpellanze e i soliti, penosi rimpalli di accuse tra partiti politici. Chi si oppone, chi si mette di traverso è un pazzo destinato a essere travolto. Nel caso del liceo fidentino, data la modestia dell’ondata, tutto avviene sotto tono e sotto traccia. Il classico si dissangua al ritmo di due o tre iscrizioni in meno ogni anno, gli amministratori di qui pregano e scongiurano i dirigenti scolastici provinciali di chiudere un occhio e fare finta che le venti iscrizioni siano venticinque o qualcosa del genere. È la politica del cerino acceso che passa di mano in mano. Prima o poi qualcuno si scotterà, ma non sarà lui il colpevole. Come non lo sono gli altri.</p>
<p style="text-align: justify;">Non scarichiamo nessuno delle sue responsabilità, ma non sovraccarichiamolo neppure, come fanno i polemisti di professione guardando, in malafede, il dito dell’avversario politico anziché il fenomeno della fuga dal classico.</p>
<p style="text-align: justify;">Si fugge dal classico perché un pazzoide che non mai dato grande prova di sé alle superiori e una laurea non l’ha forse mai conseguita, si è inventato la formula delle tre «I»: Inglese, Informatica e Impresa. Deve essersi confuso con le tre punte della sua squadra. Un’idiozia. E questa è la quarta «I» che connota la sua trovata. Questo signore, al quale si sono accodati i suoi improvvisati ministri, avrebbe potuto dire «I» come Istruzione per contrastare la «I» di Ignoranza, ma che la gente sia colta non gli interessa. Farebbe male alle sue televisioni.</p>
<p style="text-align: justify;">In un articolo sul quotidiano La Stampa, <a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/Libri/grubrica.asp?ID_blog=54&amp;ID_articolo=2390&amp;ID_sezione=199&amp;sezione=">Gian Luigi Beccarla ha opposto le tre «E» di Educazione, Etica ed Emozione alle famigerate tre «I»</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Un liceo classico che si mantenga fedele agli assunti per i quali è stato istituito, che non ceda alle mode, che adotti l’informatica come materia complementare senza intaccare la sua sostanza originaria, è secondo noi l’arca delle tre «E».</p>
<p style="text-align: justify;">Sul classico può costruire le proprie fondamenta culturali sia chi vuol fare il politico come il giornalista, il magistrato o il medico. Certo, un ragazzo di buona volontà può costruirsele in qualunque altra scuola, ma deve compiere uno sforzo in più, deve metterci del suo, deve comportarsi da autodidatta e resterà sempre un autodidatta. Mentre al classico un certo tipo di formazione fa parte del corredo e del programma. Lo passa il convento.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutto ciò sa di classismo presessantottesco, più che di classicismo o di classicità? Ebbene sì. Al Sessantotto non si può perdonare di avere minato il liceo classico. Benché venissero proprio dal classico le menti più brillanti di quel movimento.</p>
<p style="text-align: justify;">Don Lorenzo Milani non voleva una scuola più facile per tutti, voleva che anche i figli degli operai e dei contadini potessero accedere alla scuola dei ricchi, che allora era il classico. Perché solo così, se sai scrivere e parlare, puoi competere alla pari con chi ha potere, sia esso politico o mediatico. Ed era al classico che imparavi a padroneggiare la lingua e magari a trovare una via al bello, al giusto e alla logica, studiando i classici e la filosofia.</p>
<p style="text-align: justify;">Non imparavi una tecnica per metterti al servizio di qualcuno, apprendevi l’arte (se volevi) di essere libero e  indipendente. Ma questo succedeva tanti anni fa, prima che la ribellione studentesca combinata con la demagogia dei governanti ci inducesse a sputare su quell’invidiabile privilegio. E ci facesse credere che una scuola vale l’altra. E che la più valida di tutte fosse quella che ti dà un pezzo di carta, remunerabile, nel più breve tempo possibile. Queste miopi valutazioni, oltre che illudere il ragazzo e la sua famiglia, sprofondano un Paese nell’autodistruzione.</p>
<p style="text-align: justify;">Faccio mie infatti le parole di Costantino V scritte a commento dell’articolo di Giovanna Galli: «Ritengo in generale che spendere dei soldi per l’istruzione sia un dovere di qualunque popolo e risparmiare sull’istruzione sia dannoso e porti all’autodistruzione. Come si può pensare che l’educazione sia un argomento per l’economia e la finanza? È un dovere educare i giovani per dare loro cultura, opportunità lavorative e una vita migliore. Chi scambia l’educazione per un business è un mentecatto. E quindi chi pensa e ragiona i modelli educativi con il bilancino dell’economista va bandito dalla nostra società». Già, ma come puoi bandirlo se tiene le leve del potere? <strong>(np)</strong></p>
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		<title>Sono casalingo e me ne vanto</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Aug 2010 10:35:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Editore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Costume]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Riceviamo e Pubblichiamo]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Lavori domestici]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 70 per cento degli uomini non si mette mai davanti ai fornelli. Il 90 per cento non ha mai stirato una sola camicia in vita sua. Il 95 per cento non ha mai fatto una lavatrice. La maggior parte difficilmente, di sua iniziativa, dà una mano in casa. Non c&#8217;è che dire: ancora oggi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a rel="attachment wp-att-15323" href="http://www.navecorsara.it/wp/2010/08/29/sono-casalingo-e-me-ne-vanto/casalinghi/"><img class="aligncenter size-large wp-image-15323" title="casalinghi" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2010/08/casalinghi-580x434.jpg" alt="" width="580" height="434" /></a><br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il 70 per cento degli uomini non si mette mai davanti ai fornelli.<span id="more-15322"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Il 90 per cento non ha mai stirato una sola camicia in vita sua.</p>
<p style="text-align: justify;">Il 95 per cento non ha mai fatto una lavatrice.</p>
<p style="text-align: justify;">La maggior parte difficilmente, di sua iniziativa, dà una mano in casa. Non c&#8217;è che dire: ancora oggi gli uomini sono il sesso «pigro»&#8230; e le donne ne hanno le tasche piene. C&#8217;è bisogno di una nuova suddivisione dei compiti tra i partner. Utopia? Assolutamente no.</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco perchè c&#8217;è stato bisogno di dare vita a un’associazione Uomini casalinghi.</p>
<p style="text-align: justify;">Per superare insieme la «sindrome della massaia».</p>
<p style="text-align: justify;">Per suddividere i compiti e le responsabilità in modo equo.</p>
<p style="text-align: justify;">Per coinvolgere tutta la famiglia nei lavori domestici.</p>
<p style="text-align: justify;">Per affrontare il problema del congedo maternità/paternità.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><span style="color: #81030d;">Intervista al presidente e fondatore Fiorenzo Bresciani</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Com’è nata l&#8217;associazione Uomini casalinghi?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">«L&#8217;associazione è nata per la volontà (non so se dire per la necessità) di alcuni di noi di voler dar corpo ad un pensiero che da tempo ci motiva tutti, cioè l&#8217;esigenza di vivere la casa e le faccende domestiche come una realtà viva e vitale, fonte non di stress ma piuttosto di piacere. Il ruolo di maschi «serviti e riveriti» già da un po’ ci sembrava disdicevole, come penso succeda ormai a tanti uomini, ma il sentirci in prima persona gratificati dal riscoprire la dimensione domestica è stato un passo in più che ci ha fatto decidere a fondare un&#8217;associazione basata su questi principi».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Chi sono gli uomini che si iscrivono all’associazione?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">«Gli iscritti appartengono alle più varie categorie: la maggior parte sono sposati e solo alcuni, come me, si dedicano totalmente a questo, altri lo fanno con piacere al ritorno dal lavoro, altri sono single che hanno preso coscienza dell&#8217;importanza di provvedere da soli a tutte le esigenze domestiche, altri sono uomini in pensione che hanno scoperto il piacere di stare in casa. La cosa fondamentale per tutti è di considerare le faccende domestiche qualcosa di molto piacevole e per niente svilente della dignità maschile, come viene solitamente intesa».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Che cosa proponete agli uomini?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">«Di riscoprire il piacere che può dare l&#8217;essere partecipi in prima persona di attività che venivano considerate umilianti o poco dignitose per un vero maschio e quanto invece l&#8217;essere inseriti in un’ottica di accudimento sviluppi maggiormente gli attributi umani compresi quelli maschili. Anzi ci si accorge quanto non ci sia incompatibilità fra questi due aspetti. Cosa proponiamo agli uomini? Semplicemente cerchiamo di comunicare loro che essere casalinghi può essere uno status sociale non inconciliabile con lo svolgimento di altre attività, anche perchè davvero attualmente può considerarsi un privilegio potersi occupare completamente e a tempo pieno della casa. Quasi tutti i nostri associati si sentono coinvolti nelle attività domestiche pur svolgendo magari attività lavorative le più svariate. Il cambio sta nella visione del<strong> </strong>ruolo, che mentre prima era considerato svilente per noi adesso invece è fonte di orgoglio».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quanti sono gli iscritti? E dov&#8217;è la sede dell&#8217;associazione?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">«Le iscrizioni sono in corso dato che l&#8217;associazione è veramente giovane, per cui per il momento si potrebbero fare solo delle stime parziali. La sede dell&#8217;associazione è per il momento solo in Toscana, poi in seguito vedremo».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Che età hanno gli iscritti?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">«Si va dai venti ai settanta anni circa e questo ci fa molto piacere perchè dimostra che è un messaggio indirizzato a tutti».</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.uominicasalinghi.it/">www.uominicasalinghi.it</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="mailto:redazione@uominicasalinghi.it">redazione@uominicasalinghi.it</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="mailto:associazione@uominicasalinghi.it">associazione@uominicasalinghi.it</a></p>
<address style="text-align: right;"><strong> Associazione italiana Uomini casalinghi</strong></address>
<address style="text-align: right;"><strong>via degli Ulivi 31</strong></address>
<address style="text-align: right;"><strong>Pozzi Seravezza  (Lucca)</strong></address>
<address style="text-align: right;"><strong>tel: +039 333 9034252</strong></address>
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		<title>Prigioniero in casa mia</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Aug 2010 23:44:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Editore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riceviamo e Pubblichiamo]]></category>
		<category><![CDATA[Violenze femminili]]></category>

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		<description><![CDATA[Mi sta accadendo qualcosa di terribile e di inconfessabile, anche se lo sto confessando: mia moglie mi tiene chiuso in casa. Non chiuso a chiave. Chiuso nella mia vergogna. Nel mio pudore. È da trenta giorni che non posso uscire. Lasciate che vi spieghi perché. Tutto è cominciato un mese fa, quando ho visto la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-15272" href="http://www.navecorsara.it/wp/2010/08/28/prigioniero-in-casa-mia/uomo_nudo_computer_02/"><img class="aligncenter size-full wp-image-15272" title="uomo_nudo_computer_02" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2010/08/uomo_nudo_computer_02.jpg" alt="" width="342" height="359" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Mi sta accadendo qualcosa di terribile e di inconfessabile, anche se lo sto confessando: mia moglie mi tiene chiuso in casa. Non chiuso a chiave. Chiuso nella mia vergogna. Nel mio pudore. È da trenta giorni che non posso uscire. Lasciate che vi spieghi perché.<span id="more-15271"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Tutto è cominciato un mese fa, quando ho visto la mia premurosa compagna raccogliere pantaloni, camicie e maglie.</p>
<p style="text-align: justify;">«Li porti già in lavanderia», le ho chiesto.</p>
<p style="text-align: justify;">«Già».</p>
<p style="text-align: justify;">«Ma non sono sporchi».</p>
<p style="text-align: justify;">«Una bella risciacquatina non gli farà male, con questo caldo hai sudato molto.</p>
<p style="text-align: justify;">È vero, il caldo mi fa sudare parecchio. Ma negli ultimi giorni non mi pareva di aver sudato dentro quei maglioni di lana spessa, quei pantaloni di velluto a coste e quella giacca a vento che stava imbustando.</p>
<p style="text-align: justify;">«E quelli?».</p>
<p style="text-align: justify;">«Li faccio pulire, prima che mi dimentichi e in autunno tu sia costretto a uscire con della roba puzzolente addosso».</p>
<p style="text-align: justify;">«Hai ragione, sei previdente tu».</p>
<p style="text-align: justify;">«Puoi dirlo forte».</p>
<p style="text-align: justify;">Mi sembrava di averlo detto a voce abbastanza alta e comprensibile.</p>
<p style="text-align: justify;">«Sei previdente!».</p>
<p style="text-align: justify;">«Non urlare».</p>
<p style="text-align: justify;">Per farla breve, Clara se ne uscì con due sporte di plastica colme di miei vestiti, due sportone gonfie come quelle delle moldave quando tornano in Moldova in pulmino, due sportone che occupavano interamente i sedili posteriori dell’auto.</p>
<p style="text-align: justify;">«Potresti aiutarmi».</p>
<p style="text-align: justify;">Non potevo. Alle 9 del mattino io sono ancora in pigiama. Non potrei mai farmi vedere in pubblico con addosso un paio di braghette sdrucite e una maglietta bianca logora come quella di Marlon Brando nel film <em>Un tram che si chiama desiderio</em>. Non posso farmi vedere dai vicini in tenuta da notte e soprattutto non posso far vedere che la mia notte è appena terminata.</p>
<p style="text-align: justify;">E così lei se n’è andata tirandosi dietro faticosamente metà del mio guardaroba autunno-inverno e metà di quello primavera estate.</p>
<p style="text-align: justify;">Se avessi voluto uscire avrei trovato senz’altro qualcosa. Ma quel giorno non dovevo uscire. Era già da una settimana che non uscivo e non riuscivo a trovare motivi per farlo. Da quando sono pensionato e mia moglie che tiene i rapporti con l’esterno. Dal pane al resto degli alimenti. Dai giornali a tutti gli altri nutrimenti spirituali. Che sono la Cedrata Tassoni e la torta greca del forno Marzoli e Bocchia di piazza San Pietro. La chiamano così perché è davanti alla chiesa di San Pietro, in realtà si chiama piazza Gioberti e i fidentini la conoscono soprattutto perché lì c’è il palazzo delle finanze con l’ufficio del registro e quello delle imposte. Una volta c’era anche l’ufficio di collocamento, con il capoufficio Sozzi che continuava a succhiare mentine.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi sono messo a scrivere e non ho più pensato al resto del mondo. Né alle sue delizie, tipo mia moglie, né alle sue nequizie, tipo Lady Gaga.</p>
<p style="text-align: justify;">Ho cominciato a scrivere e mi sono perso nel mio mondo. Non sapevo quel che mi stava accadendo e non lo saprete neppure voi fino a che non mi sarà venuta voglia di rivelarvelo. Anche i polpastrelli hanno i loro diritti al riposo, dopo un paio di cartelle scritte più per disperazione che per diletto. Sì perché questa non è una storiella frivola, è una richiesta di aiuto, un appello che rivolgo a tutti coloro che avranno la bontà e la pazienza di seguire il mio racconto. <em>(continua)</em></p>
<p style="text-align: right;"><strong> Nando Della Gnocca</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Salviamo Salvo D&#8217;Acquisto</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Aug 2010 07:56:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Editore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amministrazione civica]]></category>
		<category><![CDATA[Opere e lavori pubblici]]></category>
		<category><![CDATA[Riceviamo e Pubblichiamo]]></category>
		<category><![CDATA[Urbanistica]]></category>
		<category><![CDATA[Parcheggi sotterranei]]></category>
		<category><![CDATA[Parma]]></category>
		<category><![CDATA[Piazzale Salvo D'Acquisto]]></category>

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		<description><![CDATA[«Era la notte del 20 febbraio 2001. La notte del panico, quella in cui la palazzina del numero 9 di via IV novembre con un sinistro schricchiolio cominciò a piegarsi in avanti, minata alla fondamenta. Era come se l&#8217;acqua di falda in pressione che sosteneva insieme al letto di ghiaia le fondamenta, fosse stata stappata. Pochi passi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: medium;"><strong><span style="font-size: x-large;"> </span></strong></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><strong><span style="font-size: x-large;"> </span></strong></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><strong><span style="font-size: x-large;"> </span></strong></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: x-large;"> </span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;"> </span></span></span></p>
<div style="text-align: justify;"><a rel="attachment wp-att-15195" href="http://www.navecorsara.it/wp/2010/08/26/salviamo-salvo-dacquisto/salvo_dacquisto-3/"><img class="aligncenter size-large wp-image-15195" title="salvo_d'acquisto" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2010/08/salvo_dacquisto2-580x386.jpg" alt="" width="580" height="386" /></a><a rel="attachment wp-att-15182" href="http://www.navecorsara.it/wp/2010/08/26/salviamo-salvo-dacquisto/salvo_dacquisto-2/"></p>
<p></a></p>
</div>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000080;"></p>
<p></span></p>
<p><span style="color: #000099;"> </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000080;">«Era la notte del 20 febbraio 2001. La notte del panico, quella in cui la palazzina del numero 9 di via IV novembre con un sinistro schricchiolio cominciò a piegarsi in avanti, minata alla fondamenta. <span id="more-15173"></span>Era come se l&#8217;acqua di falda in pressione che sosteneva insieme al letto di ghiaia le fondamenta, fosse stata stappata. Pochi passi più avanti infatti, scavando fino a 15 metri sottoterra per far stare l&#8217;ascensore del parcheggio sotterraneo, qualcuno aveva strappato via lo strato di argilla che faceva da parete e l&#8217;acqua uscì di colpo. </span><span style="color: #000099;"><span style="color: #000080;">Il palazzo si scollò di oltre 10 centimetri dal piano di riferimento. Le otto famiglie che ci abitavano furono mandate via subito, neanche il tempo di prendere un vestito». </span></span><span style="color: #000080;">(Il Gazzettino di Padova)</span></p>
<p><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;"><br />
</span></p>
<div style="text-align: center;"><strong>Cari cittadini di Parma,</strong></div>
<div style="text-align: center;"><strong><em><span style="font-style: normal;">il coordinamento Niente Voragini evoca la mitica maggioranza silenziosa </span></em></strong></div>
<div style="text-align: center;"><strong><em><span style="font-style: normal;">per </span><span style="color: #cc0000;"><span style="font-style: normal;">il prossimo lunedì</span></span><span style="font-style: normal;"> affinché sveli pubblicamente, </span></em></strong></div>
<div style="text-align: center;"><strong><em><span style="font-style: normal;">ben informata e armata di penna, la propria volontà.</span></em></strong></div>
<div style="text-align: center;"><strong><em><span style="font-style: normal;"><strong>Pubblica Assemblea (con raccolta firme per <span style="color: #cc0000;">Salvare Piazzale Salvo D&#8217;Acquisto</span>)</strong></span></em></strong></div>
<div style="text-align: center;"><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;"><strong><strong><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;"></p>
<div><strong><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;"></p>
<div style="text-align: center;"><strong><span style="font-size: x-large;"><span style="font-size: medium;">Lunedì 30 agosto 2010 ore 18.00 </span></span></strong></div>
<p></span></span></strong></p>
</div>
<p></span></span></strong></strong></p>
<p></span></div>
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		<title>Muezzin a due passi dalla chiesa dei frati, interviene il sindaco Mario Cantini</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Aug 2010 11:56:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Editore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amministrazione civica]]></category>
		<category><![CDATA[Fidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Riceviamo e Pubblichiamo]]></category>
		<category><![CDATA[islam]]></category>
		<category><![CDATA[Centro culturale islamico Il Borgo]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Cantini]]></category>
		<category><![CDATA[Massimo Bitonci]]></category>
		<category><![CDATA[Ramadan]]></category>

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		<description><![CDATA[Rispondo volentieri alla domanda che mi rivolge “un’elettrice di centro destra”, in merito alla concessione del Palazzetto dello Sport di Fidenza per le preghiere del Ramadam. Chiedo scusa fin da ora per la lunghezza dell’intervento, ma ritengo che il tema sollevato meriti qualche riflessione ulteriore rispetto alla semplice risposta ai quesiti posti: 1. Si è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-14705" href="http://www.navecorsara.it/wp/2010/08/18/muezzin-a-due-passi-dalle-campane-di-san-francesco-interviene-il-sindaco-cantini/priere-musulman-bombay_pics_809/"><img class="aligncenter size-large wp-image-14705" title="priere-musulman-bombay_pics_809" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2010/08/priere-musulman-bombay_pics_809-580x371.jpg" alt="" width="580" height="371" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Rispondo volentieri alla <a href="http://www.navecorsara.it/wp/2010/08/16/l’islam-a-due-passi-dalla-chiesa-di-san-francesco-una-domanda-al-sindaco-cantini/#more-14650">domanda che mi rivolge “un’elettrice di centro destra”</a>, in merito alla concessione del Palazzetto dello Sport di Fidenza per le preghiere del Ramadam.<span id="more-14690"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Chiedo scusa fin da ora per la lunghezza dell’intervento, ma ritengo che il tema sollevato meriti qualche riflessione ulteriore rispetto alla semplice risposta ai quesiti posti:</p>
<p style="text-align: justify;">1. Si è vero, abbiamo concesso, a seguito di regolare richiesta, l’uso del Palazzetto dello Sport per il periodo 11 agosto/ 11 settembre, dalle ore 22 alle ore 23,30, al costo complessivo di 1.700 Euro.</p>
<p style="text-align: justify;">2. L’Associazione richiedente è il “Borgo” con sede a Fidenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono stato personalmente accusato da più parti di “razzismo” per la famosa ordinanza di San Michele, che aveva, invece, lo scopo (raggiunto) di riconsegnare alla città una porzione del suo territorio che era diventata proprietà di un gruppo di extracomunitari che ivi esercitavano lo “Ius excludendi alios”, come direbbe qualche dotto Consigliere comunale.</p>
<p style="text-align: justify;">Il razzismo non è nella mia storia e nella mia cultura, passate, presenti e future.</p>
<p style="text-align: justify;">Utilizzo, per meglio esternarvi il mio pensiero, parole non mie nelle quali mi riconosco pienamente.</p>
<p style="text-align: justify;">Le parole che seguono sono dell’On. Massimo Bitonci, Sindaco leghista di Cittadella e sono contenute nell’editoriale del numero di dicembre 2008 del giornalino del Comune (reperibile sul sito del Comune stesso).</p>
<p style="text-align: justify;">Sono parole chiare ed inequivocabili che consegno alle riflessioni dei lettori di Nave Corsara.</p>
<p style="text-align: justify;">“&#8230;.Buon Natale a Voi, cari cittadini immigrati regolari, che con il Vostro lavoro e la Vostra onestà ci date una mano nell’accudire i nostri anziani, nel farvi carico dei lavori più pesanti e sopportate il peso dell’inevitabile pregiudizio che accompagna lo status di “straniero”: troppe volte infatti alcuni Vostri connazionali si macchiano di reati odiosi e tristi, facendo prima di tutto un grave danno a Voi che agite con lealtà e giustizia.</p>
<p style="text-align: justify;">Speriamo che le nuove norme introdotte per l’ottenimento della residenza e più in generale per regolare i flussi migratori, servano a migliorare innanzitutto la qualità della Vostra vita, oltre a quella di tutti i cittadini italiani.</p>
<p style="text-align: justify;">Cittadella punta all’integrazione di quanti si sono inseriti nel nostro Paese rispettando la nostra civiltà, i nostri usi e costumi, pur mantenendo intatto il proprio bagaglio di tradizioni, cultura e religione; la nostra città non può invece favorire l’inserimento di quegli individui che, proprio in nome del loro credo, giustificano il ricorso alla violenza e coltivano il seme dell’odio, arrivando ad umiliare le persone più deboli per ottenere la supremazia di un credo rispetto ad un altro, e che definiscono infedeli quanti professano una religione diversa.</p>
<p style="text-align: justify;">Verso costoro le nostre porte rimarranno inesorabilmente chiuse.”</p>
<p style="text-align: justify;">Quanto alla nostra Italia, che tanto amo, Giuliana afferma che non le appartengono discriminazione e intolleranza (prova a farti assumere se sei incinta o pensa ai bambini down allontanati da certi stabilimenti balneari perché disturbano la vista!), razzismo e schiavismo ( non lo sono forse il retribuire 2 Euro all’ora i raccoglitori di arance?).</p>
<p style="text-align: justify;">Credo, invece, che anche noi che non vogliamo metterci a quel livello, dobbiamo combattere per dimostrare che il nostro livello di civiltà è altra cosa.</p>
<p style="text-align: justify;">A Fidenza, finché sarò Sindaco, tutti avranno l’opportunità di utilizzare spazi di integrazione culturale e religiosa, quando i percorsi di utilizzo degli stessi avvengono nei modi e nelle forme pattuiti e rispettati.</p>
<p style="text-align: justify;">Come vedi forse non sono così sprovveduto come ti è parso ad una prima, superficiale valutazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Un caro saluto a tutti (Editore compreso).</p>
<address style="text-align: right;"><span style="font-style: normal;"><strong>Mario Cantini.</strong></span></address>
<address style="text-align: right;"><span style="font-style: normal;"><strong>Sindaco di Fidenza.</strong></span></address>
<address style="text-align: right;"></address>
<address style="text-align: right;"></address>
<address style="text-align: right;"><span style="font-style: normal;"><strong><br />
</strong></span></address>
<address style="text-align: right;"></address>
<address style="text-align: right;"></address>
<address style="text-align: right;"></address>
<address style="text-align: right;"><span style="font-style: normal;"><strong><a rel="attachment wp-att-14735" href="http://www.navecorsara.it/wp/2010/08/18/muezzin-a-due-passi-dalle-campane-di-san-francesco-interviene-il-sindaco-cantini/altan_chiesa_islam/"><img class="aligncenter size-large wp-image-14735" title="altan_chiesa_islam" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2010/08/altan_chiesa_islam-460x580.jpg" alt="" width="460" height="580" /></a><br />
</strong></span></address>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il muezzin a due passi dalle campane di San Francesco? Una domanda al sindaco Cantini</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Aug 2010 11:11:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Editore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Riceviamo e Pubblichiamo]]></category>
		<category><![CDATA[islam]]></category>
		<category><![CDATA[Palazzetto dello sport]]></category>
		<category><![CDATA[Ramadan]]></category>

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		<description><![CDATA[In questi anni di strisciante occupazione dell’Occidente da parte delle colonne islamiche, fondamentaliste e no. In questi giorni di pro e contro la costruzione di una moschea a Manhattan, a due passi da Ground Zero. In questi giorni di ramadan, mi è giunta voce che i musulmani di Fidenza beneficino dell’uso del palazzetto dello sport di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-14651" href="http://www.navecorsara.it/wp/2010/08/16/l%e2%80%99islam-a-due-passi-dalla-chiesa-di-san-francesco-una-domanda-al-sindaco-cantini/moschea_musulmani/"><img class="aligncenter size-full wp-image-14651" title="moschea_musulmani" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2010/08/moschea_musulmani.jpg" alt="" width="500" height="336" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">In questi anni di strisciante occupazione dell’Occidente da parte delle colonne islamiche, fondamentaliste e no. In questi giorni di pro e contro la costruzione di una moschea a Manhattan, a due passi da Ground Zero. In questi giorni di ramadan, mi è giunta voce che i musulmani di Fidenza beneficino dell’uso del palazzetto dello sport di via Trento per le loro preghiere.<span id="more-14650"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Gradirei sapere dal signor sindaco se questa informazione risponde a verità. E, se è vero, a quale condizioni e prezzo è stato concesso l’uso dell’impianto comunale. E con quale organizzazione islamica è stato fatto l’accordo. Tutto ciò nel nome della trasparenza. Grazie</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Un’elettrice del centro destra</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Le menzogne e i ritardi dei distruttori di piazzale Salvo D’Aquisto</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Aug 2010 17:55:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Editore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riceviamo e Pubblichiamo]]></category>
		<category><![CDATA[Urbanistica]]></category>
		<category><![CDATA[Parcheggio sotterraneo Parma]]></category>

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		<description><![CDATA[Piazzale Salvo D’Acquisto a Parma. Con una nota inviata alla stampa, l’assessore Davide Mora si rende disponibile ad incontrare i cittadini coinvolti dal parcheggio di piazzale Salvo D’Acquisto per fare, in modalità postuma il servigio alla collettività per cui era ed è chiamato ed incaricato. Saremmo stati lieti di incontrarlo alle assemblee organizzate nelle scorse [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-14524" href="http://www.navecorsara.it/wp/2010/08/13/le-menzogne-e-ritardi-dei-distruttori-piazzale-salvo-d%e2%80%99aquisto/salvo/"><img class="aligncenter size-large wp-image-14524" title="salvo" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2010/08/salvo-580x409.jpg" alt="" width="580" height="409" /></a><em><strong>Piazzale Salvo D’Acquisto a Parma.</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Con una nota inviata alla stampa, l’assessore <strong>Davide Mora</strong> si rende disponibile ad incontrare i cittadini coinvolti dal parcheggio di piazzale Salvo D’Acquisto per fare, in modalità postuma il servigio alla collettività per cui era ed è chiamato ed incaricato.<span id="more-14523"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Saremmo stati lieti di incontrarlo alle assemblee organizzate nelle scorse settimane nelle quali né l’assessore Mora né altri dell’Amministrazione comunale hanno sentito la necessità e l’urgenza di partecipare. Avremmo voluto rivolgere direttamente a lui i dubbi che consegniamo invece con questa nota alla stampa.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>1.</strong> Perché non è stata sentita la necessità di incontrare i residenti nel 2008 allorché il Consiglio comunale decise il Piano Parcheggi che oggi deflagra con tutte le sue conseguenze in città?</p>
<p style="text-align: justify;">Allora 11 consiglieri su 22 della circoscrizione Parma Centro, diedero parere favorevole allo sventramento di piazzale Salvo D’Acquisto e non sentirono il bisogno di informarne i residenti. L’attuale assessore alla viabilità Davide Mora era allora il presidente della circoscrizione e come allora anche nel giugno di quest’anno, quando repentinamente la Giunta comunale dava il via al cantiere di piazzale Salvo D’Acquisto, non sentiva il bisogno di ascoltare i residenti e la città.</p>
<p style="text-align: justify;">Le uniche informazioni pervenute agli abitanti sono un <em>rendering</em> in cui sono stati semplicemente eliminati due tronchi d’albero ed inserita la parte del parcheggio sotterraneo affiorante al suolo. Ma è evidente a chiunque i questi giorni si sia occupato della questione che non sarà quella la realtà: molte piante dovranno essere eliminate per esigenze di cantiere e non potranno essere ripiantate sopra all’area interessata dal parcheggio, dove le radici avrebbero pochi centimetri a disposizione.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>2.</strong> Qual è la pubblica utilità del parcheggio di p.le Salvo D’Acquisto? Il fatto è che manca un senso a questo progetto, così com’è mancata la disponibilità da parte dell’Amministrazione Comunale a dare il dovuto accesso agli atti e ai  progetti che i cittadini chiedevano. I documenti li chiedeva un mese fa anche il coordinatore della commissione urbanistica della circoscrizione Parma Centro, il sig. Andrea Montali, il quale sollecitato dai residenti chiedeva al Segretario Generale del Comune, i progetti esecutivi, ma neanche lui, al pari dei cittadini riuniti in Comitato, riceveva risposta.</p>
<p style="text-align: justify;">Il buon senso direbbe che piuttosto che fare un parcheggio nuovo per soli 72 posti auto, che sventrerebbe un luogo del centro storico a due passi dal Duomo, sarebbe invece opportuno sistemare le criticità che rendono sfitti i circa 170 posti auto nel parcheggio di via Emilio Casa. Il buon senso direbbe anche che se il costo di realizzazione del singolo posto auto è calcolato dal Comune nella delibera di giunta di approvazione del progetto esecutivo in 50.000 euro, il prezzo di vendita non potrà che essere decisamente superiore, e ciò nell’ipotesi in cui tutto vada secondo il programma: qualora, come è probabile, ci dovessero intoppi, ad esempio per il rinvenimento di reperti archeologici o altre difficoltà tecniche, il costo e quindi il prezzo sarebbero destinati a lievitare. Secondo quanto riferito dall’assessore Somenzi in Consiglio di Circoscrizione il prezzo di mercato a Bologna si aggirava sui 100.000 euro partendo da un costo di realizzazione di 35.000. Perché l’assessore Mora non vuole rendere note queste cifre, eppure risultano dagli atti che lui stesso ha approvato. Come si fa a dire «il parcheggio libererà il piazzale dalle auto»? Quanti dei residenti, per i quali il parcheggio è stato pensato, avranno una simile somma da investire per un posto auto in diritto di superficie per 90 anni e per di più vincolato dalla legge Tognoli a pertinenza di un immobile del centro storico? L’assessore Mora dice che sono stati gli abitanti a richiederlo: ma anziché basarsi sulle supposte opinioni espresse “dagli abitanti in vari incontri” non era forse meglio fare un’accurata analisi di mercato prima di dare il via ad un’opera di tale impatto ambientale? Occorre infatti sottolineare che il parcheggio sarà a tutti gli effetti privato e non accessibile a chiunque se non a chi disposto a sborsare, come dice l’assessore Mora, il “prezzo di mercato”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>3.</strong> Secondo Mora e secondo l’Amministrazione comunale i 72 ”parcheggi privati”, previsti in piazzale Salvo d’Acquisto non comporteranno nessun aggravio di spesa per le casse comunali. I costi per la collettività e per i residenti in questa affermazione non vengono considerati, e chissà in quale parte del bilancio, secondo questa  modalità amministrativa, viene collocato lo sfregio di un angolo del centro storico, che andrebbe semmai migliorato. Non è propria della funzione politica la necessità di contemperare i vari interessi per raggiungere il bene comune? Quali siano gli interessi sacrificati con questa operazione già ogni cittadino può rendersene conto: un giardino frequentato da bambini, anziani, animali destinato a cambiare radicalmente, piante sradicate, viabilità stravolta, inquinamento acustico e atmosferico. E qual è l’interesse pubblico in nome del quale tutto ciò viene sacrificato? Non certo quello di togliere le auto dal piazzale, come affermato dall’assessore Mora: i molti cittadini che hanno aderito alla causa del Comitato in questi giorni lo hanno dimostrato. E allora c’è da chiedersi: a quale privato appartiene l’interesse pubblico tanto sbandierato?</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>4.</strong> Quali garanzie l’Amministrazione si è preoccupata di fornire agli abitanti degli edifici limitrofi al cantiere? Chi costruisce è una società a responsabilità limitata di Cesena con 200.000 euro di capitale sociale di proprietà delle società Trevi spa e Parcheggi spa. Nel caso in cui si verifichino lesioni o cedimenti, come peraltro già accaduto i altre opere a tecnologia Trevi, chi risarcirà i proprietari? Quali assicurazioni ha richiesto il Comune a favore dei propri cittadini? La Casa della Musica, la Casa del Suono, la Chiesa di San Francesco, il Monastero di San Benedetto sono tutti edifici pubblici a rischio in questa operazione privata.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Conclusioni</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Quarant’anni fa i cittadini di Parma decisero contrariamente alla volontà dell’Amministrazione Comunale di allora che quello spazio tra le case non sarebbe diventato occasione per nuove costruzioni ed eventuali speculazioni. Impegnandosi ottennero ascolto e piantarono degli alberelli che dopo quaranta anni sono diventati le attuali grandi piante che oggi i nuovi amministratori vorrebbero tagliare.</p>
<p style="text-align: justify;">I cittadini devono intervenire quando in modo evidente, chi è incaricato di amministrare la cosa pubblica, rischia di procurare nocumento e grave danno alla collettività e alle sue prospettive di crescita. E questo bisogna farlo anche se le azioni lesive accadono nel mese di agosto, in una città parzialmente vuota, un presidio civico e morale dal quale non si può prescindere e dal quale non si intende indietreggiare.</p>
<p style="text-align: justify;">Chiediamo invece all’Amministrazione comunale di fare un sensato passo indietro, chiediamo al Sindaco e agli assessori competenti di non toccare in nessun modo gli alberi né la memoria civica di questa città. Ci ascoltino, e con questo rivedano il Piano Parcheggi nella sua interezza, evitino tassativamente di amministrare contro la volontà e contro gli interessi reali della collettività.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Il Comitato di tutela di piazzale Salvo D’Acquisto</strong></p>
<p style="text-align: right;">
<p style="text-align: right;">
<p style="text-align: right;"><strong><a rel="attachment wp-att-14532" href="http://www.navecorsara.it/wp/2010/08/13/le-menzogne-e-ritardi-dei-distruttori-piazzale-salvo-d%e2%80%99aquisto/auto_parcheggi_traffico-2/"><img class="aligncenter size-full wp-image-14532" title="auto_parcheggi_traffico" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2010/08/auto_parcheggi_traffico.jpg" alt="" width="400" height="573" /></a><br />
</strong></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Mi hanno dato la multa mentre stavo lavorando</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Jul 2010 20:35:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Editore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti e doveri]]></category>
		<category><![CDATA[Fidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Riceviamo e Pubblichiamo]]></category>
		<category><![CDATA[Contravvenzioni]]></category>
		<category><![CDATA[Zona traffico limitato]]></category>

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		<description><![CDATA[Avrei più volentieri interloquito di persona, con l’agente o l’ausiliario che ha firmato in calce la contravvenzione in allegato (vedi in basso), se costui me ne avesse dato facoltà. Una volta il vigile che ti sorprendeva nel violare una norma del codice, soffiava dentro un fischietto come quello degli arbitri, ma non essendo un arbitro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-13873" href="http://www.navecorsara.it/wp/2010/07/31/ci-sono-multe-che-somigliano-al-pizzo/multe_rateizzate_1/"><img class="aligncenter size-large wp-image-13873" title="multe_rateizzate_1" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2010/07/multe_rateizzate_1-580x435.jpg" alt="" width="580" height="435" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Avrei più volentieri interloquito di persona, con l’agente o l’ausiliario che ha firmato in calce la contravvenzione in allegato (<em>vedi in basso</em>), se costui me ne avesse dato facoltà.<span id="more-13779"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Una volta il vigile che ti sorprendeva nel violare una norma del codice, soffiava dentro un fischietto come quello degli arbitri, ma non essendo un arbitro ti chiedeva poi se volevi conciliare oppure no. Soprattutto con il contatto diretto, ti dava l’opportunità di vagliare l’entità e la veridicità della tua violazione e, se il caso lo consentiva, ti sollecitava in modo da risolverla immediatamente, senza dover ricorrere alla sanzione pecuniaria.</p>
<p style="text-align: justify;">Saranno cambiati i tempi,,, va beh.</p>
<p style="text-align: justify;">Stavo lavorando stamattina, a 9 metri virgola settantuno centimetri (esito di rilevazione tratto dal mio misuratore laser PD38 HILTI, regolarmente omologato, marcato e certificato) di distanza dal mio furgone, facendo la spola fra questo e il serramento che stavo installando nel cortile prospiciente la strada. Non mi sono assentato dal luogo di lavoro neanche per una frazione di secondo. Fra me e il piccolo autocarro lamierato non c’erano barriere che occultassero la vista o che inficiassero l’udito, al contrario ci «separava» un tunnel piuttosto ampio ed aperto che, di per sé, poteva pure amplificare i rumori.</p>
<p style="text-align: justify;">Ero in via Cavour al civico 67 (ZTL), e sul cruscotto del mio furgone degli attrezzi faceva bella mostra di sé l’unico permesso che in 25 anni di carriera sono riuscito a farmi dare (pagandolo, chiaramente). Si tratta di un permesso per il solo carico e scarico delle merci, perché per qualcuno il mondo del lavoro è popolato solo di autotrasportatori e corrieri che consegnano pacchi e vanno, o di impiegati che, quando hanno condotto se stessi in ufficio, magari cavalcando una bici, sono a posto col mondo intero.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli artigiani che devono tirarsi dietro una mezza officina, quand’anche svolgano un intervento di misera entità, sono una categoria estinta,,, o da estinguere… chissà.</p>
<p style="text-align: justify;">E sì che il centro storico è vecchio quasi per definizione, per assunto. Necessita «fisiologicamente» di maggior manutenzione rispetto a zone più esterne o più facilmente accessibili.</p>
<p style="text-align: justify;">Poche balle! Il mio permesso era scaduto. C’è scritto bello chiaro sulla multa che mi addebita ben due infrazioni: «Sostava in zona a traffico limitato» e «accedeva in zona a traffico limitato».</p>
<p style="text-align: justify;">Per fortuna non ha tenuto in considerazione che dovevo aver pure «transitato» in zona a traffico limitato, fra il punto di accesso e quello di sosta (ch’erano un bel 20 metri), altrimenti le cifre da sommare sarebbero state tre.</p>
<p style="text-align: justify;">Fra le sanzioni accessorie, la multa menziona anche una bella: <strong>impossibilità tecnica di procedere alla rimozione del veicolo</strong>. Cazzo! Ero a nove metri di distanza, in un cortile aperto, con le chiavi in tasca,,, bastava un cenno che glielo portavo anche a casa sua…</p>
<p style="text-align: justify;">Eppure le multe le prendo anche quando il permesso non è scaduto, già perché è scaduto invece il tempo… Francamente non ho mai capito come uno che fa il mio mestiere possa finire di lavorare alle 10 di mattina. N’altra volta perché non è scaduto niente ma l’unico spazio disponibile era (guarda caso) divieto di sosta e non isola pedonale… Morale mi avete affibbiato un bidone non un permesso.</p>
<p style="text-align: justify;">(<strong><span style="color: #b20412;">Qui c&#8217;era una frase che abbiamo censurato. Nave Corsara è già indirettamente coinvolta in una denuncia per avere ospitato una lettera critica verso i vigili urbani. Il procedimento giudiziario è tuttora aperto presso il tribunale di Parm</span></strong><span style="color: #b20412;"><strong>a, non vorremmo essere recidivi</strong></span>, <em>ndr</em>)</p>
<p style="text-align: justify;">Ok, vado a chiedere spiegazione allo stesso ufficio nel quale non me ne diedero nessuna neanche l’ultima volta. Qui un cartello mi dice che le Terre Verdiane si sono trasferite davanti alla stazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Ah già! Le torri,,, adesso capisco a cosa servivano le torri.</p>
<p style="text-align: justify;">Giunto sotto il nuovo porticato, mi faccio 5 o 6 vasche, avanti e indrè, leggendo i cartelli, i biglietti, i campanelli, e i display (con tanto di menù a tastiera) dei citofoni, posti a fianco degli ingressi di alluminio (tutti rigorosamente chiusi). Sotto l’attento sguardo di una truppa di sfaccendati che cazzeggia al bar di fronte, perdo grosso modo più tempo di quanto ne stia perdendo lei nel leggere queste mie righe, ma per realizzare che,,, c’è chiuso.</p>
<p style="text-align: justify;">Ora, io volevo chiederle una cosa, e avendo già perduto tempo (e denaro) a sufficienza, scelgo di farlo con la tastiera del mio pc:</p>
<p style="text-align: justify;">Le pare possibile che, in una Repubblica dichiaratamente fondata sul lavoro, uno che si spacca la schiena (tre ernie discali) dal mattino alla sera per svolgerne uno, debba subire questo genere di vessazioni? Per aiutarla a fissare il dato, le faccio notare che il calvario delle multe, oggi attestatosi in un ordine che va dai 112 ai 156 euro al colpo, ha avuto inizio con l’avvento delle Terre Verdiane.</p>
<p style="text-align: justify;">Prima le multe si davano a quelli che parcheggiavano alla cazzo di cane per andare al bar a giocare a carte,,, non a chi stava lavorando.</p>
<p style="text-align: justify;">
<address style="text-align: right;"><span style="font-style: normal;">cordialmente</span></address>
<address style="text-align: right;"><span style="font-style: normal;"><strong>Boschi Davide</strong></span></address>
<p style="text-align: justify;"><strong>La redazione risponde</strong>. <em>Le auguriamo che dalle Terre Verdiane le giunga una voce o un gorgheggio, se non un do di petto. Nel frattempo, le consigliamo di rivolgersi al difensore civico, dottoressa Cinzia Cavalli, che riceve il primo e il terzo sabato del mese, dalle 9,30 alle 12,30; e il secondo e quarto venerdì del mese, dalle 15,30 alle 17. Il suo ufficio si trova in municipio accanto alla reception. Si fidi, è persona esperta e indipendente dal potere comunale.</em></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><em><a rel="attachment wp-att-13804" href="http://www.navecorsara.it/wp/2010/07/31/ci-sono-multe-che-somigliano-al-pizzo/contravvenzione-300/"><img class="aligncenter size-large wp-image-13804" title="contravvenzione 300" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2010/07/contravvenzione-300-434x580.jpg" alt="" width="434" height="580" /></a><br />
</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Un&#8217;opposizione da bar?</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Jul 2010 17:32:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Editore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Consiglio comunale di Fidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Fidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Riceviamo e Pubblichiamo]]></category>
		<category><![CDATA[Carduccio Parizzi]]></category>
		<category><![CDATA[Enrico Montanari]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Cantini]]></category>
		<category><![CDATA[Monumento al partigiano]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Bacchini]]></category>

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		<description><![CDATA[L’opposizione getta la spugna ed esce dalla sala del consiglio comunale per accomodarsi al bar, sotto i portici della piazza. È accaduto mercoledì 28 luglio 2010 durante la discussione delle interrogazioni. In una prima interrogazione era stato affrontato il tormentone di primavera: si trattava di capire il perché e il come le note di «Bella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-13772" href="http://www.navecorsara.it/wp/2010/07/31/unopposizione-da-bar/pd_sotto_portici/"><img class="aligncenter size-large wp-image-13772" title="pd_sotto_portici" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2010/07/pd_sotto_portici-580x435.jpg" alt="" width="580" height="435" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">L’opposizione getta la spugna ed esce dalla sala del consiglio comunale per accomodarsi al bar, sotto i portici della piazza.<span id="more-13771"></span></p>
<p style="text-align: justify;">È accaduto mercoledì 28 luglio 2010 durante la discussione delle interrogazioni. In una prima interrogazione era stato affrontato il tormentone di primavera: si trattava di capire il perché e il come le note di «Bella Ciao» non fossero risuonate il 25 aprile alla posa della corona al monumento dedicato al partigiano. Il consigliere <strong>Roberto Bacchini</strong> (Pd),  visibilmente emozionato ha ripercorso la storia dell&#8217;intero periodo della Resistenza e dintorni, rievocando meriti, eroismi e nefandezze. Ma la ricostruzione storica aveva visibilmente sbagliato spazio e tempo ed il sindaco ha ricondotto il tutto all&#8217;aspetto amministrativo della faccenda deludendo, come di rigore in questi casi, il consigliere proponente l&#8217;interrogazione.</p>
<p style="text-align: justify;">I dettagli sono noti, in rete, nell&#8217;archivio del consiglio comunale, il resoconto audio e video, sui blog locali le opinioni di giornata.  Lo scontro vero, che porterà prima alla sospensione del consiglio poi all&#8217;uscita del gruppo Pd, è avvenuto poco dopo nel corso della trattazione di una interrogazione firmata a più mani e di contenuto prettamente politico. Politica di basso profilo, purtroppo, che confonde il personale con il pubblico, più tesa a denigrare l&#8217;avversario che a farsi carico dei problemi. Si contrapponevano due visioni del mondo, ma di un mondo piccolo anzi minuscolo, come si può utilmente vedere e sentire nel breve filmato che riprende i passaggi salienti. L&#8217;integrale registrazione è, come sempre sul sito web del comune di Fidenza nelle pagine dedicate appunto al consiglio.</p>
<p style="text-align: justify;">Un commento? Per questo riprendiamo pari pari la testimonianza di un acuto commentatore politico qualificato, Pierre Barilli  (Carduccio Parizzi, <em>ndr</em>) che sul blog Il Fidentino scrive: «Non c&#8217;ero. Ieri, in Consiglio comunale, in realtà c&#8217;ero.  Me ne sono andato quando s&#8217;è perso tempo sulla musica partigiana che, spiegava con passione Bacchini,  non sarebbe stata suonata per ordine del centro-destra; scivolone, prende la parola il sindaco, legge una lettera,   non solo la Banda comunale ma anche l&#8217;Anpi, scrivono: il centro-destra non ha ordinato alcunché e il 25 aprile &#8220;Bella ciao&#8221; è stata suonata otto volte: ciao bello! Me ne sono andato,  ma quello che c&#8217;era da vedere l&#8217;ho visto e sentito, tutto, via diretta web. Dico la verità: mi è piaciuto, ma anche dispiaciuto, Mario Cantini; mi è piaciuto, ma anche dispiaciuto, Enrico  Montanari. Non vorrei aggiungere parole alla semplicità di un fatto: ieri sera, magari irrazionalmente e per la prima volta senza risparmio di parole, si andati oltre l&#8217;incertezza negli orientamenti di una minoranza che ha governato troppo e di una maggioranza che ha governato ancora troppo poco. Lo dico, non solo perché ci credo, ma anche perché non ne posso più dei professionisti dell&#8217;indignazione anonima e a senso unico, dei moralisti della domenica, degli avventurieri della notizia pettinata. La &#8220;scossa&#8221;, che il sindaco Cantini, al di la della forma, ha dato in nome dell&#8217;orgoglio e della verità, la sua verità,  sarà salutare per i tempi che verranno; idem, con qualche fragilità in più, la &#8220;scossa&#8221; del capogruppo del Pd  Montanari. Ieri sera , finalmente, si è visto, da una parte,  superare l&#8217;incapacità di capire che le carte non le danno loro e che il gioco di sempre, questa volta, si è rovesciato; dall&#8217;altra,  prendere consapevolezza che in democrazia la maggioranza è maggioranza e governare vuol dire prendersi responsabilità e decidere di decidere. Mario ed Enrico,  non se la sono mandata a dire;  andava fatto, è stato fatto.  Ora,  sgombrato il campo  dell&#8217;inutilità del già detto, su le maniche. Ognuno nel suo ruolo, Fidenza ha bisogno del loro impegno al servizio della città».</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Ambrogio Ponzi</strong></p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/RPodlzP4eDI&amp;hl=it_IT&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/RPodlzP4eDI&amp;hl=it_IT&amp;fs=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>Come si saluta un soldato morto in guerra? Non lo sappiamo</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Jul 2010 22:44:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Editore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Guerra a pace]]></category>
		<category><![CDATA[Riceviamo e Pubblichiamo]]></category>
		<category><![CDATA[Caduti in Afghanistan]]></category>
		<category><![CDATA[Olaf «Oz» Schmid]]></category>

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		<description><![CDATA[Gentile redazione, nell’apprendere della morte dei due soldati italiani mi sono ricordato di una foto di qualche mese fa, pubblicata sui giornali, che mi aveva lasciato molto perplessa: la vedova di un militare inglese caduto in Afghanistan salutava la bara del marito con il pollice alzato. Potete aiutarmi a rintracciare il nome di questa persona? [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-13682" href="http://www.navecorsara.it/wp/2010/07/29/come-si-saluta-un-soldato-morto-in-guerra-non-lo-sappiamo/woottonbassettpaystributefallensoldiercjazpbpitrol/"><img class="aligncenter size-large wp-image-13682" title="Wootton+Bassett+Pays+Tribute+Fallen+Soldier+CJAZPBpITRol" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2010/07/Wootton+Bassett+Pays+Tribute+Fallen+Soldier+CJAZPBpITRol-580x388.jpg" alt="" width="580" height="388" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Gentile redazione,</p>
<p style="text-align: justify;">nell’apprendere della morte dei due soldati italiani mi sono ricordato di una foto di qualche mese fa, pubblicata sui giornali, che mi aveva lasciato molto perplessa: <span id="more-13681"></span>la vedova di un militare inglese caduto in Afghanistan salutava la bara del marito con il pollice alzato. Potete aiutarmi a rintracciare il nome di questa persona? Non trovate che un simile gesto sia di cattivo gusto come gli applausi ai funerali?</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Lina C. </strong></p>
<p><a rel="attachment wp-att-13683" href="http://www.navecorsara.it/wp/2010/07/29/come-si-saluta-un-soldato-morto-in-guerra-non-lo-sappiamo/woottonbassettpaystributefallensoldierrvto0qiilxbl/"><img class="aligncenter size-large wp-image-13683" title="Wootton+Bassett+Pays+Tribute+Fallen+Soldier+RVTO0QiilXBl" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2010/07/Wootton+Bassett+Pays+Tribute+Fallen+Soldier+RVTO0QiilXBl-398x580.jpg" alt="" width="398" height="580" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Gentile lettrice,</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>anche noi ricordavamo quella foto e scartabellando siamo riusciti a risalire al nome della donna che tanto l’ha scombussolata. Si tratta dell’inglese Christina Schmid, vedova del sergente Olaf «Oz» Schmid, e il fatto è successo a Londra nel novembre dello scorso anno. Da quel poco che abbiamo leggiucchiato su di lei non sappiamo se questa donna giovane e dinamica quel giorno abbia voluto farsi coraggio o voluto dare al marito l’ultimo addio in maniera non conforme al cerimoniale. Certo non aveva voglia di scherzare. Non sta a noi giudicare. Ora che conosce i nomi dei protagonisti lasciamo a lei la cura di cercare su Internet altre informazioni, invitandola però a fare molta attenzione. La Rete è molto mal frequentata e non tutto quel che vi è scritto è vangelo. Per evitare le trappole della maldicenza si orienti verso i quotidiani on line. Possibilmente di lingua inglese. Infine, se si sarò fatta un’idea più precisa, ma è difficile quando le persone si conoscono solo via media, ci scriva di nuovo.</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il finto giallo dei rimborsi elettorali del Movimento Cinque Stelle</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Jul 2010 13:13:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Editore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Riceviamo e Pubblichiamo]]></category>
		<category><![CDATA[Emilia Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[Movimento 5 Stelle-Beppe Grillo]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Gruppo Assembleare del Movimento 5 Stelle desidera rettificare le lacunose informazioni riportate nell&#8217;articolo a pagina 7 del quotidiano Il Giornale datato 27 Luglio 2010. Evidentemente Paolo Bracalini ha preferito limitarsi ad un copia/incolla di agenzie di stampa (ovviamente, solo quelle che facevano il proprio gioco) anziché svolgere una vera attività giornalistica. Pazienza, rimediamo noi. La nostra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/ugGP5vwj6vQ&amp;hl=it_IT&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/ugGP5vwj6vQ&amp;hl=it_IT&amp;fs=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p style="text-align: justify;">Il Gruppo Assembleare del Movimento 5 Stelle desidera rettificare le lacunose informazioni riportate nell&#8217;articolo a pagina 7 del quotidiano Il Giornale datato 27 Luglio 2010. <span id="more-13607"></span>Evidentemente Paolo Bracalini ha preferito limitarsi ad un copia/incolla di agenzie di stampa (ovviamente, solo quelle che facevano il proprio gioco) anziché svolgere una vera attività giornalistica. Pazienza, rimediamo noi. La nostra richiesta di ricevere i rimborsi elettorali, inviata presso la Segreteria del Presidente della Camera e datata 5 marzo 2010, era stata fatta preventivamente in attesa delle decisioni dell&#8217;Assemblea degli Attivisti. In effetti prima delle elezioni pensavamo di ritirare i rimborsi per poi darli in beneficenza, per evitare che venissero spartiti fra le altre forze politiche. La nostra richiesta era a puro scopo cautelativo essendo stata spedita priva di dati di accreditamento che potessero consentire l&#8217;erogazione dei rimborsi. È fondamentale capire come tale richiesta non avrebbe mai e poi mai portato al versamento dei contributi. A meno che un incaricato della Camera non si fosse presentato direttamente negli uffici della Regione con una carriola colma di banconote. Naturalmente, Il Giornale ha preferito soprassedere su quest&#8217;informazione essenziale. A differenza di quanto orgogliosamente affermato con orgoglio corporativo, l&#8217;intervento della stampa non ha cambiato assolutamente nulla: noi, quei soldi, non li volevamo, non li avremmo comunque ricevuti e non li riceveremo. La Legge 157/3 giugno 1999, che regola l&#8217;assegnazione dei rimborsi elettorali, specifica chiaramente che sia necessario farne richiesta &#8220;pena di decadenza&#8221; (art. 1 comma 2). E così, in seguito alla nostra decisione di rinunciare ai rimborsi, è stato fatto: abbiamo lasciato decadere la richiesta evitandone la corretta compilazione ed invio formale con ricevuta di ritorno. La somma di 193.258,87 € è effettivamente indicata in una delibera che assegna i fondi che, però, non sarebbero mai stati trasferibili per mancanza delle coordinate bancarie come ci ha confermato la Presidenza della Camera. In data 23 Luglio 2010 abbiamo provveduto ad inviare un fax per ribadire la nostra intenzione di rinunciare ai rimborsi elettorali, per quest&#8217;anno e per gli anni a venire. A questa rettifica alleghiamo anche i fax con tanto di rapporto di trasmissione, visto che Il Giornale ama mettere nelle proprie pagine l&#8217;immagine di documenti. Sconfessiamo così anche l&#8217;inutile abstract in cui il virgolettato di Favia dice &#8220;faremo rinuncia scritta&#8221;. Il verbo al futuro è sbagliato. &#8220;Abbiamo fatto rinuncia scritta&#8221; sarebbe stato più corretto. La notizia è l&#8217;occasione per ribadire la vergogna di una classe politica che accetta la refurtiva elettorale, in barba al referendum popolare che nel 1993 abrogò, con il 90,3%, il finanziamento pubblico ai partiti. Che facciano come noi e, con rispetto della volontà popolare e delle difficoltà economiche del Paese, rimettano quel denaro alla disponibilità dell&#8217;Erario Pubblico. Il vero scoop è che noi siamo gli unici a rinunciare a questi soldi. Mentre gli altri partiti con una mano ci additano a cattivo esempio e con l&#8217;altra se li intascano. Ma passiamo al capitolo riguardante lo stipendio di Giovanni Favia. Anche qui è chiaro che fosse troppo faticoso alzare la cornetta per informarsi adeguatamente. Il giornalista ha preferito servirsi di notizie di terza mano. Effettivamente è vero che Giovanni Favia disse, prima delle elezioni, che con 1300/1400 avrebbe vissuto benissimo. Quella era, più o meno, la cifra che percepiva da Consigliere Comunale e gli era sufficiente. Non ha però mai detto che avrebbe percepito proprio tale somma, sempre ripetendo che &#8220;a decidere sarebbero stati gli elettori e i sostenitori del Movimento&#8221;. E così è stato: il suo stipendio e quello del collega Defranceschi, attraverso una sperimentazione politica mai avvenuta prima in queste terre, è stato fissato in 2.500 € da una riunione aperta a tutta la Regione, dove gli attivisti hanno deciso come pagare i loro eletti, convocata per il 17 Giugno 2010. Tante persone hanno potuto esprimere liberamente e pubblicamente il proprio parere.</p>
<p style="text-align: justify;">Vi invitiamo a pubblicare integralmente la presente replica, dandole risalto pari a quello che ha avuto l&#8217;articolo di oggi richiamato in prima pagina.</p>
<address style="text-align: right;"><strong><span style="font-style: normal;">Andrea Defranceschi e Giovanni Favia</span></strong></address>
<address style="text-align: right;">Gruppo Assembleare Movimento 5 Stelle Emilia-Romagna</address>
]]></content:encoded>
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		<title>Bekopaka Autoroute</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Jul 2010 11:35:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Editore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Racconti]]></category>
		<category><![CDATA[Riceviamo e Pubblichiamo]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi & Paesi]]></category>
		<category><![CDATA[Madagascar]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo Davide Boschi scopriamo che un altro fidentino molto noto è andato alla scoperta del Madagascar. È Marco Cavallini, appassionato viaggiatore e fotografo che sul suo sito racconta una bella fetta di mondo. La pubblicazione di questo suo reportage ci dà l’occasione per invitare chiunque a inviarci racconti di viaggio. Li pubblicheremo molto volentieri. di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-13592" href="http://www.navecorsara.it/wp/2010/07/28/bekopaka-autoroute/solita03/"><img class="aligncenter size-full wp-image-13592" title="solita03" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2010/07/solita03.jpg" alt="" width="577" height="373" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Dopo Davide Boschi scopriamo che un altro fidentino molto noto è andato alla scoperta del Madagascar. È Marco Cavallini, appassionato viaggiatore e fotografo che sul suo <a href="http://www.marcocavallini.it/">sito</a></em><em> racconta una bella fetta di mondo. La pubblicazione di questo suo reportage ci dà l’occasione per invitare chiunque a inviarci racconti di viaggio. Li pubblicheremo molto volentieri.<span id="more-13591"></span><br />
</em></p>
<p><strong>di Marco Cavallini</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Continuo a leggere notizie angoscianti sul Madagascar, paese poverissimo e popolato da gente pacifica sempre sorridente e disponibile, e mi tornano alla mente i tanti momenti e i tanti incontri indimenticabili vissuti durante le mie visite, e allora perchè non raccontare qualcosa… così per cercare di regalare un po’ di attenzione ad uno dei tanti paesi dimenticati dai mass-media ma purtroppo non dai grandi interessi, e magari serve un po’ anche un semplice racconto di viaggio magari scritto maluccio.</p>
<p style="text-align: justify;">Arrivato all&#8217;aeroporto di Tana (popolare abbreviazione di Antananarivo), mi dirigo subito agli imbarchi nazionali per prendere il volo per Morondava,  non prima di essere stato intercettato da due infermieri che mi porgono due pastiglie contro il colera (sempre pronto a mietere vittime in varie zone dell&#8217;isola rossa!) e un bicchiere d&#8217;acqua. Mentre mi allontano per appoggiare il bagaglio, con le pillole in mano, vengo seguito dall&#8217;infermiere che mi cura perchè «pare» che i vazaha (termine malgascio per indicare gli stranieri) abbiano la pessima abitudine di tenere le pillole sotto la lingua per poi sputarle nella toelette.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p><a rel="attachment wp-att-13593" href="http://www.navecorsara.it/wp/2010/07/28/bekopaka-autoroute/solita11/"><img class="aligncenter size-large wp-image-13593" title="solita11" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2010/07/solita11-580x387.jpg" alt="" width="580" height="387" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Salito sul TwinOuter (piccolo e «spettacolare» aereo da 18-20 posti che rappresenta la maggioranza della flotta aerea malgascia), grazie all&#8217;effetto-culla che mi fanno gli sballottamenti, vengo subito colto dal sonno per poi svegliarmi mentre l&#8217;aereo barcollando punta verso una pista invisibile, mimetizzata in un paesaggio da favola dominato da migliaia di baobab, ma guardando la tranquillità degli altri (pochi!) passeggeri mi convinco che non stiamo precipitando ma che quella striscia marrone che piano piano appare alla visuale è proprio una specie di pista d&#8217;atterraggio!</p>
<p style="text-align: justify;">Arrivato a Morondava e superato il rumoroso sbarramento dei taxisti, comincio subito a cercare informazioni per organizzarmi il viaggio agli Tsingy di Bemaraha, uno degli obiettivi naturalistici di questo mio viaggio, ma la strada da fare è decisamente lunga e impegnativa. È necessario noleggiare un 4&#215;4 con autista e quindi anche trovarsi un qualche compagno di viaggio per suddividere la spesa, e allora capita il caso di incontrare Bernard: un giovane maestro svizzero arrivato sull&#8217;isola rossa per fare visita ad un vecchio zio trasferitosi lì da anni a coltivare la sua passione botanica, che certamente qui ha trovato la sua realizzazione vista la quantità di piante uniche (tra cui gli stranissimi baobab, le piante carnivore e molte curiose specie di piante grasse, nonché un&#8217;infinità di orchidee) che popolano l&#8217;isola. Pare che circa l&#8217;80% tra flora e fauna qui presente proliferi soltanto in Madagascar, anche se purtroppo i continui disboscamenti attuati per coltivare (bruciando le foreste!) o per raccattare legname hanno piano piano ridotto l&#8217;isola da un giardino strepitoso ad una terra bruciacchiata con solo qualche rara e protetta «aiuola»!</p>
<p><a rel="attachment wp-att-13594" href="http://www.navecorsara.it/wp/2010/07/28/bekopaka-autoroute/solita15/"><img class="aligncenter size-full wp-image-13594" title="solita15" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2010/07/solita15.jpg" alt="" width="577" height="388" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Alle 5 della mattina partiamo, e appena usciti da Morondava ci immettiamo sulla Statale, una lunga pista sabbiosa contornata da cespugli e piante che non ci permettono una grossa visuale dell&#8217;ambiente circostante: sembra semplicemente una striscia di sabbia rossa che lotta per non essere riassorbita dall&#8217;immensa foresta circostante. Dopo una quindicina di chilometri ci troviamo nell&#8217;Avenue du Baobab, una delle zone più famose del Madagascar dove migliaia di baobab contornano la strada, e si differenziano dai loro parenti del continente africano perchè invece di presentare una grossa &#8220;chioma&#8221;, sopra il loro massiccio tronco (sembrano dei patatoni!!) presentano solo radi ciuffetti, fino al &#8220;monumento degli innamorati&#8221;, due baobab intrecciati che per il loro significato hanno purtroppo subito la triste abitudine delle incisioni delle iniziali delle coppie di innamorati sul proprio tronco.</p>
<p style="text-align: justify;">Malgrado i salti (quante craniate!!!) e gli insabbiamenti, Bernard si addormenta per poi risvegliarsi quando ci troviamo di fronte allo Tsiribihina, un importante fiume che dovremo attraversare per riprendere la strada, e non trova di meglio da fare che procurarsi, in modo tuttora a me oscuro, due bottiglie fresche di birra, la famosa Three Little Horses (la cui traduzione &#8220;casualmente&#8221; mi suona molto famigliare!) che ci beviamo mangiucchiando dei pesciolini fritti su un tavolo nello spiazzo vicino a riva, senza accorgerci che intanto tutta la gente si è spostata e all&#8217;improvviso ci troviamo circondati da una numerosa mandria di zebù (le mucche con la gobba, n.d.r.!!!) arrivate sulla riva per abbeverarsi &#8230;.. e io mi sento tanto Ernesto Calindri!! <img src='http://www.navecorsara.it/wp/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> )</p>
<p style="text-align: justify;">Però resta il problema di procurarci la benzina e dopo una lunga trattativa, mi vengono portate alcune casse da dodici di bottiglie di birra che però contengono benzina(!!), quindi fatto il pieno saliamo in auto sulla chiatta quasi manuale (di ponti non c&#8217;è traccia!) che ridiscenderà lo Tsiribihina per alcuni chilometri fino a ritrovare la pista.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-13595" href="http://www.navecorsara.it/wp/2010/07/28/bekopaka-autoroute/solita16/"><img class="aligncenter size-full wp-image-13595" title="solita16" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2010/07/solita16.jpg" alt="" width="562" height="390" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Appena sbarcati incontriamo un canadese che da alcuni mesi sta arrancando in bicicletta per l&#8217;isola.</p>
<p style="text-align: justify;">Riprendiamo quindi la strada in un ambiente un pò più brullo, caratterizzato dalla presenza di baobab più giovani e sottili di quelli visti finora, che io ribattezzo &#8220;baobini&#8221;!! <img src='http://www.navecorsara.it/wp/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p style="text-align: justify;">E quando ormai giunge il tramonto ci troviamo all&#8217;ultimo fiume, però dobbiamo abbandonare il mezzo e possiamo attraversare soltanto grazie a delle piccole canoe (su cui ovviamente bisogna stare immobili!) e in venti minuti di buio pesto arriviamo sull&#8217;altra sponda e finalmente chiedo (ovviamente solo adesso, perchè stamattina mi ero cambiato le mutande!!) se il fiume è popolato da coccodrilli e altrettanto &#8220;ovviamente&#8221; mi viene data risposta positiva!</p>
<p style="text-align: justify;">Ma adesso il problema è come raggiungere l&#8217;alberghetto dove dovremmo passare la notte, è già buio pesto, le zanzare cominciano a farsi sentire e la stanchezza per il viaggio anche, quindi l&#8217;idea di farci una camminata al buio di un&#8217;oretta non è certo stimolante &#8230; ma sotto un&#8217;enorme acacia vediamo parcheggiato un fuoristrada, praticamente un miraggio (!!), carico di casse di birra e sacchi di patate e carote, che sta aspettando l&#8217;ambasciatore francese e due suoi ospiti momentaneamente impegnati in una battuta di caccia, visto che per molti francesi dall&#8217;innato spirito colonialista l&#8217;isola rossa altro non è che un terreno di caccia, in tutti i sensi! (:-</p>
<p style="text-align: justify;">Non che ci piaccia molto la compagnia, ma la stanchezza prevale sull&#8217;etica e ci facciamo dare un passaggio, &#8220;comodamente&#8221; seduti e legati sul tetto del fuoristrada, per rimanere però a piedi dopo pochi chilometri, ovvero alla prima grossa buca; ma dopo mezz&#8217;ora a favoleggiare su un&#8217;ambita quanto improbabile zuppa di birra a base di patate e carote, la fantasiosa e vitale arte d&#8217;arrangiarsi, tipicamente africana, dell&#8217;autista ha la meglio e la macchina riprende il cammino.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p><a rel="attachment wp-att-13596" href="http://www.navecorsara.it/wp/2010/07/28/bekopaka-autoroute/solita05/"><img class="aligncenter size-full wp-image-13596" title="solita05" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2010/07/solita05.jpg" alt="" width="388" height="556" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Arrivati a destinazione nel piccolo villaggio di Bekopaka, mi trovo subito davanti ad una bistecca di carne di zebù con ai lati una salsina verde, in cui con &#8220;prontezza&#8221; intingo la carne per poi rimanere un buon dieci minuti con la bocca aperta e senza parole (strano a credersi, ma vero!!) in attesa che si spenga il clamoroso incendio che nella gola!</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo il giusto riposo, all&#8217;alba siamo subito in piedi per incamminarci verso gli Tsingy ed essendo piovuto durante la notte ci viene sconsigliato di andare al Grande Tsingy (per visitarlo bene ci vorrebbero comunque tre giorni e va fatto in periodo assolutamente secco!) quindi ci dirigiamo verso il piccolo. Sulla riva del fiume ci sono tutte le donne di Bekopaka (un villaggio popolato prevalentemente durante la stagione asciutta) che l&#8217;una con l&#8217;altra stanno lavorando alle capigliature e rimango estasiato ad osservarle mentre suddividono la superficie cranica in 8 parti facendo altrettante trecce che poi annodano tra loro fino a trasformare la testa in una bellissima composizione artistica, che sfoggeranno in occasione della grande festa di stasera per l&#8217;Ambiente!</p>
<p style="text-align: justify;">La moglie di Marcel (la nostra strepitosa guida malgascia!) mi invita a danzare con lei stasera perchè ci sarà anche un grande concorso, ovviamente mi rivolgo &#8220;preoccupato&#8221; a Marcel dicendogli che non so ballare ma lui mi zittisce immediatamente asserendo che con due birre sarei diventato un grande ballerino e che sua moglie ci tiene a classificarsi prima di lui nel concorso, bella prospettiva!!! <img src='http://www.navecorsara.it/wp/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> )</p>
<p><a rel="attachment wp-att-13597" href="http://www.navecorsara.it/wp/2010/07/28/bekopaka-autoroute/solita07/"><img class="aligncenter size-full wp-image-13597" title="solita07" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2010/07/solita07.jpg" alt="" width="385" height="577" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Davanti al sentiero da cui si accede al piccolo tsingy, c&#8217;è una tenda canadese: per sei mesi all&#8217;anno è la casa di JeanClaude un geologo francese che vive sei mesi a Mahajanga e negli altri sei mesi lavora alla conservazione di questo patrimonio naturale e che ci accompagnerà durante l&#8217;escursione. Prima di tutto ci prega di stare molto attenti a dove mettiamo i piedi perchè, oltre ad essere estremamente pericoloso camminare dentro e sopra gli tsingy in quanto sono formazioni calcaree erose dall&#8217;acqua ed estremamente alte e appuntite per cui una caduta potrebbe essere anche fatale, è molto importante essere delicati in quanto si rischia di romperle. Da qui Jean Claude prende spunto per dichiararsi molto contento delle notevoli difficoltà che bisogna superare per raggiungere questo meraviglioso luogo, difficoltà che fanno sì che soltanto pochi turisti riescano a metterci piede limitando quindi la possibilità di fare danni irrimediabili e che lui quando sente che la famosa pista da Morondava in futuro potrebbe essere sostituita da una strada asfaltata va in panico, molto meglio che la Bekopaka Autoroute rimanga così com&#8217;è con la sua sabbia e le sue buche micidiali, che possono scoraggiare molti turisti ma che senz&#8217;altro sono un&#8217;ottima barriera di sicurezza per questo delicatissimo ecosistema.</p>
<p style="text-align: justify;">Durante la camminata Jean Claude si accorge prima che è sparita una corda (indispensabile per muoversi in sicurezza tra le lame acuminate!) e poi che in una piccola grotta c&#8217;è un&#8217;anfora e soprattutto che c&#8217;è della cenere calda, e il discorso cade inevitabilmente sui Vazhimba. I Vazhimba sono una popolazione pigmea considerata tra i primi abitanti dell&#8217;isola rossa e di cui si sa pochissimo se non alcune leggende, tra cui quelle che sostengono che molti di loro non hanno mai avuto contatti con le altre popolazioni malgasce o occidentali, e che vivono in zone inaccessibili della foresta primaria o nelle immense grotte e cavità presenti nel Grande Tsingy e tuttora inesplorate.</p>
<p style="text-align: justify;">Caratteristica degli Tsingy, oltre alle sue forme acuminate, sono i piccoli canyons che si riempiono d&#8217;acqua nella stagione delle piogge, le piante grasse dalle forme diversissime e che riescono a prendere vita in punti anche assai complessi della formazione calcarea nonchè gli immancabili lemuri, i primati che vivono soltanto sull&#8217;isola rossa costituendone uno dei maggiori simboli e che si differenziano in diverse sottospecie, tra cui i lemuri notturni di cui potrò ammirare gli occhi che mi osservano circospetti dal buco di un tronco e i favolosi sifaka talmente curiosi che anche se tu non li vedi nel fitto della foresta, loro sono sicuramente ben piazzati con la famiglia al completo che ti osservano.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando chiedo perchè si chiamano tsingy, il sempre sorridente Marcel dà un colpetto ad una lastra calcarea facendomi ascoltare il suono che ne deriva, appunto &#8220;tsing&#8221; da cui deriva il nome onomatopeico (così com&#8217;è la derivazione di tante altre parole della lingua malgascia) della stessa formazione calcarea.</p>
<p style="text-align: justify;">Prima di concludere l&#8217;interessante camminata-arrampicata decidiamo di scendere in una grotta: si scende di parecchie decine di metri aiutandosi infilando le mani nelle tante fessure ma Marcel dopo una decina di minuti con modo decisamente tranquillo ci invita a non mettere le mani in una determinata fessura, noi guardiamo e vediamo un ragno bianco-marrone grande quanto un palmo di mano, fermo immobile, quindi notata la tranquillità del tono di Marcel gli chiediamo che effetto farebbe su di noi quel ragno per sentirci rispondere sempre con estrema tranquillità &#8220;non ci sarebbe nemmeno bisogno di portarvi in superficie&#8221;!</p>
<p style="text-align: justify;">Continuiamo a scendere ma con maggiore attenzione, sentiamo rumori strani in lontananza e Marcel continua a pronunciare una parola francese che ho già sentito ma di cui non ricordo il significato; arrivati in una specie di salone immenso e con magnifici stalagtiti, Marcel mi invita a battere le mani e io (sempre più suonato!) convinto di fare una prova per l&#8217;eco le batto e subito mi ricordo che la famosa parola francese &#8220;sans souris&#8221; significa &#8220;pipistrelli&#8221; e sono anche decisamente grandi, praticamente sono vampiri!! L&#8217;uscita dalla grotta sarà estremamente veloce!! <img src='http://www.navecorsara.it/wp/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> )</p>
<p><a rel="attachment wp-att-13600" href="http://www.navecorsara.it/wp/2010/07/28/bekopaka-autoroute/solita12/"><img class="aligncenter size-full wp-image-13600" title="solita12" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2010/07/solita12.jpg" alt="" width="562" height="391" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Tornati alla base ci mangiamo una bistecca, ovviamente senza salse (!!), e poi ci cimentiamo nella gara di ballo. La festa si tiene nell&#8217;aula della scuola e noi siamo gli unici due vazaha e di conseguenza anche i due che destano maggiore curiosità e veniamo trattati come ospiti importanti (&#8230;.ma quante birre ci offrono!!??), la festa è decisamente importante per il villaggio e tutti sono vestiti al loro meglio: le donne con i capelli intrecciati e gli uomini con i vestiti più belli o gli accessori più intriganti, magliette di squadre di calcio e occhiali a specchio!! La serata è semplicemente eccezionale (musicalmente domina il grande Jao Joby) e non mancano le standing ovation per Bernard che insieme alla cognata di Marcel lotta per la vittoria finale (io mi piazzerò in un discreto e sorprendente quarto posto &#8230; ma avevo bevuto una birra in meno!!!) e alla fine dovrà cedere di fronte alle peripezie della coppia favorita, i due maestri che anch&#8217;essi si trasferiscono qui sei mesi all&#8217;anno per continuare gli insegnamenti scolastici ai bambini.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;ultimo giorno è ovviamente e interamente dedicato al duro rientro, e tra buche, guadi e salti, a circa 40 chilometri da Morondava, quando il buio sta calando, incontriamo un camion militare che avanza a passo d&#8217;uomo sulla sabbia: da sopra il cofano ci salutano, è il ciclista canadese che in cambio di un passaggio (arriverà l&#8217;indomani al tramonto!) è stato assunto, insieme alla sua torcia, come fanale!!</p>
<p style="text-align: justify;">Arrivati all&#8217;alberghetto di Morondava, una piccola folla ci attende &#8230; per chiederci com&#8217;è stato il viaggio, se abbiamo avuto problemi e soprattutto cosa ne pensiamo delle loro bellezze naturali e allora mi trasformo in cantastorie con un pubblico educato e attentissimo di adulti e bambini.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando preparavo i miei viaggi in terra malgascia sapevo sempre che i pericoli più grossi erano rappresentati dai coccodrilli e da qualche insetto, sapevo che la gente malgascia pur nella sua drammatica povertà ha una dignità e una disponibilità eccezionali ma adesso so che probabilmente non si erano ancora fatti i conti con il progresso e con quei grossi interessi che quatti quatti portano il caos anche tra le popolazioni più pacifiche! (:-</p>
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		<title>Sempre lì, sempre democristiani</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Jul 2010 08:08:15 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Riceviamo e Pubblichiamo]]></category>
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		<description><![CDATA[Ve li ricordate? Ipocriti, melliflui, untuosi, le saccocce piene di promesse non mantenute. Due facce della stessa medaglia: una pronta a farsi carico del vostro problema (recto), l’altra a scaricarlo non appena vi foste allontanati (verso). Mai una pedata nel didietro. Semmai una spintarella. Che, data con eccesso di vigore, poteva trasformarsi in una spinta, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-13525" href="http://www.navecorsara.it/wp/2010/07/27/sempre-li-sempre-democristiani/demo/"><img class="aligncenter size-full wp-image-13525" title="demo" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2010/07/demo.jpg" alt="" width="480" height="361" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Ve li ricordate? Ipocriti, melliflui, untuosi, le saccocce piene di promesse non mantenute. Due facce della stessa medaglia: una pronta a farsi carico del vostro problema (<em>recto</em>), l’altra a scaricarlo non appena vi foste allontanati (<em>verso</em>). Mai una pedata nel didietro. Semmai una spintarella. <span id="more-13524"></span>Che, data con eccesso di vigore, poteva trasformarsi in una spinta, quando non in uno spintone con conseguente ruzzolone. Con loro era facile cadere e risollevarsi. Dopo avere inciampato ed essersi ravveduti. Democristiani, spesso incastrati tra le ante degli armadi delle sacrestie e gli sportelli della banche.</p>
<p style="text-align: justify;">Vessati dalla petulante arroganza berlusconiana, soffocati dal padrone che si erge a pontefice massimo dei nostri destini, ci eravamo dimenticati della loro eterna esistenza. Della loro abilità nel dissimulare e stemperare, redarguire e rinviare, nel sorridere e dimenticare, nel chiedere senza chiedere, nel togliere fingendo di dare.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci eravamo dimenticati della loro curiale potenza, della sconfinata capacità di peccare e di redimersi, della loro plastica duttilità a essere veneti, calabresi e persino emiliani. Così diversi e già così federati. Divergenti e paralleli.</p>
<p style="text-align: justify;">Sconcertati dalla sterminata clonazione che continua a generare sosia di Berlusconi come in un esperimento riuscito del dottor Mengele, ci eravamo dimenticati del mimetismo dei democristiani, Zelig di periferia in grado di somigliare ai modelli del centro, alle non facce di Mariano Rumor e Toni Bisaglia, perfetti identikit  per qualsiasi democristiano di provincia che aspirasse non ad apparire ma a decidere.</p>
<p style="text-align: justify;">Democristiani, creature venute dallo spazio profondo e insondabile dell’ambizione, capaci di possedere corpi non loro. Di trasferirsi da un partito all’altro, di trasformarsi fuori senza cambiare dentro, negli anni della cosiddetta seconda Repubblica. Metamorfosi non rilevabile dal detector di un’Italia che ha dato a intendere di avere cambiato tutto, ma non si è rifatta neanche il letto in cui ha giaciuto con tanti.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci eravamo dimenticati di come e quanti fossero i democristiani.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci è tornata la memoria il giorno in cui siamo andati a fare una vasca in centro e ne abbiamo incontrati tanti e tutti in buona salute. Ci hanno salutato e sorriso. Come per dire: tra poco torneremo. Già, ma quando mai se n’erano andati?</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: right;"><strong>Oblomov</strong></p>
<p><strong><em><a rel="attachment wp-att-13526" href="http://www.navecorsara.it/wp/2010/07/27/sempre-li-sempre-democristiani/buttiglione/"><img class="aligncenter size-large wp-image-13526" title="buttiglione" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2010/07/buttiglione-435x580.jpg" alt="" width="435" height="580" /></a>Parla, l’amico ti ascolta. Rocco Buttiglione. </em></strong></p>
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		<title>Quell&#8217;infernale meccanismo che ci distruggerà</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Jul 2010 07:33:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Editore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rassegna stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Riceviamo e Pubblichiamo]]></category>
		<category><![CDATA[Chilometro zero]]></category>
		<category><![CDATA[Connettività]]></category>
		<category><![CDATA[Telelavoro]]></category>
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		<description><![CDATA[La Terra vista dallo spazio, da un comodo cratere lunare, da una luna di Giove, nel suo divenire in questi ultimi cento anni, un fotogramma dopo l&#8217;altro, apparirebbe come un insieme di invasati in accelerazione. Un nido di formiche impazzite in corsa in ogni direzione dopo la distruzione del formicaio. Un fatto incomprensibile per un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-13055" href="http://www.navecorsara.it/wp/2010/07/16/un-infernale-meccanismo-chiamato-autodistruzione/hyperrealist_11/"><img class="aligncenter size-large wp-image-13055" title="hyperrealist_11" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2010/07/hyperrealist_11-454x580.jpg" alt="" width="454" height="580" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">La <strong>Terra </strong>vista dallo spazio, da un comodo cratere lunare, da una luna di Giove, nel suo divenire in questi ultimi cento anni, un fotogramma dopo l&#8217;altro, apparirebbe come un insieme di invasati in <strong>accelerazione</strong>. Un nido di formiche impazzite in corsa in ogni direzione dopo la distruzione del <strong>formicaio</strong>. Un fatto incomprensibile per un gioviano, ma anche per una qualunque persona dotata di buon senso.<span id="more-13051"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Se un tempo le domande sul nostro destino erano: «<em>Da dove veniamo? Che siamo? Dove andiamo?</em>» (*), ora, nel tempo del Trasporto Obbligatorio di merci e esseri umani, la domanda è diventata unica: «<em>Perché ci muoviamo?</em>».</p>
<p style="text-align: justify;">Il tempo e il denaro impiegato per gli spostamenti sono gli investimenti principali, ma anche i più rischiosi, delle nostre vite. Guidare l&#8217;auto è come partire per la guerra con la moglie che agita il fazzoletto sulla porta di casa. Un milione di morti ogni anno nel mondo. 120 mila in Europa. Siamo come un <strong>aereo in rotta per casa di Dio</strong> con il pilota automatico manovrato da petrolieri, fabbricanti di auto e banchieri. Non si vive più per lavorare, ma per trasportare. Il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Organizzazione_Mondiale_del_Commercio">WTO</a> ha creato un meccanismo infernale con merci che volano, navigano, viaggiano come ossesse intorno al pianeta. Il pomodoro cinese, il cesto messicano, il maiale belga, il gamberetto scozzese saranno i nuovi astronauti quando in futuro useranno immensi aerei cargo nella stratosfera per il loro trasporto.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci deve essere un motivo profondo, superiore a quello economico, per questa biblica <strong>autodistruzione in movimento</strong>, una fornace, un <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Moloch_(divinit%C3%A0)">moloch</a> moderno a cui sacrifichiamo la Terra e il nostro tempo. Un problema più da <strong>Sigmund Freud</strong> che da Adam Smith. Investiamo in strade e non in connettività. Le organizzazioni industriali hanno la stessa struttura dell&#8217;Ottocento. Il telelavoro attraverso la Rete è possibile da tempo, ma si rimanda sempre a domani. Internet è lavoro a chilometri zero. Le aziende che decentrano dovrebbero essere incentivate. Il <strong>teletrasporto</strong> non è più fantascienza, si possono costruire <a href="http://www.thingiverse.com/">oggetti a distanza</a>, direttamente nel salotto di casa. Internet è il nuovo trasporto, delle idee e non delle merci. <strong>Esiste un&#8217;alternativa</strong> al movimento, si chiama pensiero. <a href="http://www.beppegrillo.it/">www.beppegrillo.it</a></p>
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		<title>Noi giovani per le cimiteriali vie di quel buco che è Salso</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Jul 2010 22:34:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Editore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riceviamo e Pubblichiamo]]></category>
		<category><![CDATA[Salsomaggiore]]></category>
		<category><![CDATA[Disagio giovanile]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi. Salve a tutti, voglio da subito scusarmi per l&#8217;eventuale non appartenenza di questo post in questa pagina ma&#8230; non sono molto pratico di blog Mi chiamo Marco ed è un nome di fantasia volto a rappresentare NOI giovani di salso e non me stesso. Voglio solo descrivere (forse non molto sinteticamente) come vediamo girare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-13028" href="http://www.navecorsara.it/wp/2010/07/16/noi-giovani-per-le-cimiteriali-vie-di-quel-buco-che-e-salso/pesciolini_mare/"><img class="aligncenter size-full wp-image-13028" title="pesciolini_mare" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2010/07/pesciolini_mare.jpg" alt="" width="550" height="366" /></a> <strong><em>Oggi.</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Salve a tutti, voglio da subito scusarmi per l&#8217;eventuale non appartenenza di questo post in questa pagina ma&#8230; non sono molto pratico di blog <img src='http://www.navecorsara.it/wp/wp-includes/images/smilies/icon_sad.gif' alt=':(' class='wp-smiley' /> <span id="more-13027"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Mi chiamo Marco ed è un nome di fantasia volto a rappresentare NOI giovani di salso e non me stesso.</p>
<p style="text-align: justify;">Voglio solo descrivere (forse non molto sinteticamente) come vediamo girare la nostra città noi giovani salsesi (premetto che ho tra i 20 e i 24 anni) , vorrei iniziare con un sintetico giudizio, MONOTONA E RIDICOLA, si monotona perché forse a tutti non balza all&#8217;occhio ma salso è un buco, un buco di giovani che restano sempre in casa, certi (o forse idealizzati) che la superiorità morale, etica e personale dei salsesi sia superiore, (forse colpa delle troppe famiglie snob&#8230; mah&#8230; io non sono cresciuto così&#8230;), la serata tipo è vasca in centro per le cimiteriali vie popolate da stranieri del centro (provateci anche voi è bellissimo sembra di essere a Honululu ahahah), tappa a bere qualcosa in fontana, leoni o gatto (le chat qui rit) e poi tutti scappano da Salso verso posti dove evidentemente c&#8217;è vita&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">Gravissimo errore è stato chiudere il Poggio Diana dato che nel periodo estivo è stato (per fortuna) meta di moltissimi extrasalsesi e stranieri&#8230; ora&#8230; cimitero africano.</p>
<p style="text-align: justify;">Salso per i giovani ha decisamente fallito!</p>
<p style="text-align: justify;">Vi faccio ridere, a Salso, oltre all&#8217;immancabile Dragon ci sono altri posti originali e con potenzialità strepitose, il Devil&#8217;s Den per esempio è spesso meta di famose band INTERNAZIONALI  che chiamano gente fino da Roma! Unico problema&#8230; vicini obsoleti con evidenti problemi di taratura amplifon… hanno osato cercare di interrompere addirittura un concerto alle 6 del pomeriggio!!!! Ma ciò nonostante (locale in regola con richieste e misure arpa) i carabinieri hanno fatto in modo di disturbare la performance!</p>
<p style="text-align: justify;">Certo, probabilmente non a tutti i salsesi interessa la pubblicità&#8230; ( ignoranti!)</p>
<p style="text-align: justify;">Caso plateale è stato il beat festival&#8230; con 6000 euro di budget (i Sonics si sono fatti pagare a parte dalla ditta organizzatrice <img src='http://www.navecorsara.it/wp/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> , un campo polveroso e tanta buona musica hanno fatto qualcosa come 20000 ticket strappati e hotel di salso pieni di GIOVANIIII !!!</p>
<p style="text-align: justify;">Miss Italia&#8230; una buffonata per vecchi impolverati spettatori, ormai a vista più che una finestra di Salso sul mondo mi sembra una finestra di Salso su un forno&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">Inoltre penso che la biblioteca civica sia un aborto&#8230; la settimana scorsa (in pieno regime di studio universitario) qualche persona poco accorta o molto menefreghista ha deciso di organizzare un meeting di danza sopra la biblioteca&#8230; con musica a balla e piccoli ballerini a saltare allegramente sulle nostre teste&#8230;. e poi i &#8221;SALSESI&#8221; si lamentano dei locali con la musica alta&#8230; ahahah PAGLIACCI!!!</p>
<p style="text-align: justify;">Voglio parlare anche delle gravose situazioni delle palestre salsesi&#8230; (lasciando stare la Sma&#8230; per santi motivi) la Bertellini è assolutamente non adatta alla pratica del basket e della pallavolo in quanto da nessuna parte vi sono protezioni in gommapiuma e il pavimento non è flottante&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">I bagni sono assolutamente fuori norma, vi dico solo che le docce hanno le pedane totalmente arrugginite (andate a vederle se non ci credete ).</p>
<p style="text-align: justify;">Voglio complimentarmi di persona con quel &#8221;povero nano&#8221; che ha progettato le docce del cubo dal campo sportivo (io lo chiamo culo&#8230; è più bello e rende meglio l&#8217;idea&#8230;) ha messo le docce a 1e 90!!! Grazie amico, tutti i puffi come te ne saranno grati&#8230; i più alti invece&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">Vogliamo parlare del palazzetto dello sport?? Sì sì parliamone dai &#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">Anni fa la nazionale di pallavolo veniva a allenarsi a Salso (SI la nazionale che è adesso in semifinale alla world league!!) poi&#8230; booh mistero sono spariti (causa anche dell&#8217;allenatore eheh&#8230;) però la mia domanda è: perché non usare il palazzetto per qualche concerto di qualche GRUPPO FAMOSO GIOVANE, dato che per ovvie ragioni non è possibile farlo al Teatro Nuovo? (oltretutto Paghiamo per chiamare artisti e abbiamo ristrutturato con qualche ridicolo imprevisto&#8230; Nek&#8230;. pagliacci!) Usiamolo per gli allenamenti delle squadre della città ma&#8230; invece no&#8230; facciamo fare allenamenti alla Bertellini, cubo e Toti &#8230; tanto se si fanno male alle caviglie, legamenti ecc. ecc. chi se ne frega eh&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">Brutti menefreghisti!</p>
<p style="text-align: justify;">Pensate solo a riempirvi le tasche con i nostri soldi invece di investire su noi giovani visto che la barca fra qualche anno passerà a noi!</p>
<p style="text-align: justify;">Giusto, voglio anche ringraziare (non so chi) per i gentilissimi fiori che avete piantato ovunque&#8230; ecco&#8230; siete bravissimi a farvi belli agli occhi della gente&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">Giusto giusto… stavo per dimenticarmi una cosa bellissima che a molti sfugge&#8230; Forse non a tutti è evidente che il tetto dell&#8217;hotel Milano è completamente ricoperto di eternit… sapete tutti che è stata dichiarata cancerogena e sapete tutti bene che comunque, se lasciata stare non dovrebbero levarsi polveri&#8230; ma&#8230; qui casca l&#8217;asino&#8230; Se lasciata stare non pregiudica la sola perturbazione meccanica&#8230; anche quella chimica e&#8230; visto che data la buona generazione di anidridi solforose provenienti dalle nostre terme, la parziale assenza di ricircolo aria e l’umidità che non manca mai, il dolce amianto tende a disgregarsi a causa della continua rimozione dello strato di ossido polveri e muschio sovrastante e &#8221;piovere&#8221; nella terra circostante&#8230; Salso città della salute&#8230; con una silenziosa bomba atomica sotto il cuscino.</p>
<p style="text-align: justify;">Per ora concludo qui ma di cose da dire ne ho altre, sia ben chiaro che non voglio offendere nessuno e che sono ben disposto al dialogo, scusatemi per eventuali errori o riferimenti ma è tutto ciò che si mormora nell&#8217;ambiente giovanile (quello Vivo )  della vostra (e forse anche nostra) Salso&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">Grazie mille per l&#8217;attenzione, buonanotte Marco.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong><em><a rel="attachment wp-att-13030" href="http://www.navecorsara.it/wp/2010/07/16/noi-giovani-per-le-cimiteriali-vie-di-quel-buco-che-e-salso/giovani_festa-2/"><img class="aligncenter size-large wp-image-13030" title="giovani_festa" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2010/07/giovani_festa1-580x435.jpg" alt="" width="580" height="435" /></a>Domani?</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
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