<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Nave Corsara &#187; Rassegna stampa</title>
	<atom:link href="http://www.navecorsara.it/wp/category/rassegna-stampa/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.navecorsara.it/wp</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Sat, 11 Feb 2012 10:13:52 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=</generator>
		<item>
		<title>A che serve votare, se non è Roma a governare l&#8217;Italia?</title>
		<link>http://www.navecorsara.it/wp/2012/02/09/a-che-serve-votare-se-non-e-roma-a-governare-litalia/</link>
		<comments>http://www.navecorsara.it/wp/2012/02/09/a-che-serve-votare-se-non-e-roma-a-governare-litalia/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 09:00:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica e Affari]]></category>
		<category><![CDATA[Rassegna stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[Globalizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[Indignati]]></category>
		<category><![CDATA[Sergio Romano]]></category>
		<category><![CDATA[Sovranità nazionale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.navecorsara.it/wp/?p=37099</guid>
		<description><![CDATA[Poliziotti schierati a difesa della sede napoletana della Banca d&#8217;Italia.  di Sergio Romano Dietro la crisi dell’economia e della finanza, si profila un’altra crisi, forse più grave: quella della democrazia rappresentativa nelle forme che sono state gradualmente elaborate in Europa negli ultimi due secoli. I cittadini votano, ma constatano sempre più frequentemente che il loro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2012/02/09/a-che-serve-votare-se-non-e-roma-a-governare-litalia/italy-finance-economy-public-debt-protest/" rel="attachment wp-att-37101"><img class="aligncenter size-large wp-image-37101" title="ITALY-FINANCE-ECONOMY-PUBLIC-DEBT-PROTEST" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2012/02/Indignati_poliziotti_presidiano_banca_dItalia_Napoli-580x385.jpg" alt="" width="580" height="385" /></a>Poliziotti schierati a difesa della sede napoletana della Banca d&#8217;Italia. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<strong>di Sergio Romano</strong><br />
Dietro la crisi dell’economia e della finanza, si profila un’altra crisi, forse più grave: quella della democrazia rappresentativa nelle forme che sono state gradualmente elaborate in Europa negli ultimi due secoli. I cittadini votano, ma constatano sempre più frequentemente che il loro voto serve ogni giorno di meno.<span id="more-37099"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Le reazioni sono due, spesso congiunte. In primo luogo i cittadini frustrati rifiutano la globalizzazione, su cui non possono esercitare alcuna presa, e pensano che la soluzione consista nel ritirarsi all’interno di una cittadella: il proprio Stato, la propria regione, il proprio comune, il proprio campanile, la propria valle. Stiamo assistendo a una serie di rigurgiti nazionalistici, da quello delle piccole patrie europee all’isolazionismo americano. Questo nazionalismo non è, come nell’Ottocento e in parte del Novecento, aggressivo, espansivo, conquistatore. È un nazionalismo difensivo, accidioso, gretto, miope e xenofobo.</p>
<p style="text-align: justify;">La seconda reazione è l’indignazione: violenta, come nel caso dei no global e dei black bloc, o pacifica, come nel caso dei giovani che si accampano a Puerta del Sol a Madrid, di fronte alla cattedrale di Saint Paul a Londra o nel Zuccotti Park di New York. Ma nessuna di queste due reazioni è in grado di indicare un programma alternativo. Come abbiamo constatato nelle rivolte arabe degli scorsi mesi, gli sms servono a riempire rapidamente le piazze, ma non producono idee e programmi di governo. <em>(Dall&#8217;articolo «<a href=" http://lettura.corriere.it/debates/sovranita-limitata/">Sovranità limitata</a>», pubblicato il 4 dicembre 2011 da La Lettura, supplemento settimanale del Corriere della Sera)</em></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2012/02/09/a-che-serve-votare-se-non-e-roma-a-governare-litalia/indignati_manifestanti_londra_9-11-11/" rel="attachment wp-att-37100"><img class="aligncenter size-large wp-image-37100" title="indignati_manifestanti_Londra_9.11.11" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2012/02/indignati_manifestanti_Londra_9.11.11-580x398.jpg" alt="" width="580" height="398" /></a>Indignati a Londra l&#8217;11 novembre dello scorso anno. </strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.navecorsara.it/wp/2012/02/09/a-che-serve-votare-se-non-e-roma-a-governare-litalia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
	<enclosure url='http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2012/02/indignati_manifestanti_Londra_9.11.11.jpeg' length ='42832'  type='image/jpg' />	</item>
		<item>
		<title>Fidenza, il sindaco Cantini «caccia» l’assessore Lina Callegari</title>
		<link>http://www.navecorsara.it/wp/2012/02/08/fidenza-il-sindaco-cantini-%c2%abcaccia%c2%bb-l%e2%80%99assessore-lina-callegari/</link>
		<comments>http://www.navecorsara.it/wp/2012/02/08/fidenza-il-sindaco-cantini-%c2%abcaccia%c2%bb-l%e2%80%99assessore-lina-callegari/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 20:14:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amministrazione civica]]></category>
		<category><![CDATA[Fidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Rassegna stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Lina Callegari]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Cantini]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.navecorsara.it/wp/?p=37082</guid>
		<description><![CDATA[Dissidenti e disobbedienti. L&#8217;ex assessore Lina Callegari. Al suo fianco, l&#8217;assessore Giuseppe Comerci, un uomo in bilico. Foto di Renzo Bellini. © Nelle scorse settimane voci insistenti avevano parlato di dimissioni spontanee dell’assessore di Fidenza Lina Callegari dall’ammnistrazione guidata da Mario Cantini. Pochi minuti fa, invece, è arrivata la «contromossa». Il sindaco della città borghigiana [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2012/02/08/fidenza-il-sindaco-cantini-%c2%abcaccia%c2%bb-l%e2%80%99assessore-lina-callegari/comerci-callegari-3219-3/" rel="attachment wp-att-37087"><img class="aligncenter size-large wp-image-37087" title="Comerci-Callegari-3219" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2012/02/Comerci-Callegari-32192-580x573.jpg" alt="" width="580" height="573" /></a>Dissidenti e disobbedienti. L&#8217;ex assessore Lina Callegari. Al suo fianco, l&#8217;assessore Giuseppe Comerci, un uomo in bilico. <em>Foto di Renzo Bellini. ©</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Nelle scorse settimane voci insistenti avevano parlato di dimissioni spontanee dell’assessore di Fidenza Lina Callegari dall’ammnistrazione guidata da Mario Cantini. Pochi minuti fa, invece, è arrivata la «contromossa». Il sindaco della città borghigiana ha revocato nomina e deleghe (Cultura, Turismo, Politiche giovanili, Politiche scolastiche ed educative) alla Callegari per «valutazioni della complessiva condotta tenuta dall’assessore Lina Callegari che ha intrapreso un percorso di progressiva, irreversibile oltre che pubblica disistima del sindaco».<span id="more-37082"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il comunicato</strong><br />
«Il Sindaco di Fidenza, nella mattinata di oggi, con decreto, ha revocato la nomina dell’assessore Lina Callegari, e, conseguentemente, le relative deleghe a suo tempo conferite allo stesso assessore che vengono assunte, temporaneamente, dal Sindaco stesso.<br />
«Le motivazioni sono esplicitate nello stesso provvedimento ed attengono a valutazioni della complessiva condotta tenuta dall’assessore Lina Callegari che ha intrapreso un percorso di progressiva, irreversibile oltre che pubblica disistima del Sindaco che ha determinato la rottura del rapporto fiduciario tra il Sindaco stesso e l’assessore Callegari.<br />
«La revoca dell’incarico è stata determinata dall’opportunità di incrementare il rapporto di collaborazione interno della Giunta contribuendo al crearsi di un clima adeguato alla realizzazione dei programmi per i quali il Sindaco si è candidato e ha vinto le elezioni amministrative 2009, tenuto conto delle primarie necessità di tutela degli interessi della comunità locale». <em>(<a href="http://parmasera.it/provincia/fidenza-il-sindaco-cantini-caccia-l’assessore-lina-callegari.jspurl?IdC=1618&amp;IdS=1618&amp;tipo_padre=0&amp;tipo_cliccato=0&amp;id_prodotto=17741&amp;tipo=0&amp;css=&amp;com=c">Dal quotidiano Parma Sera di oggi, 8 febbraio 2012</a>)</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.navecorsara.it/wp/2012/02/08/fidenza-il-sindaco-cantini-%c2%abcaccia%c2%bb-l%e2%80%99assessore-lina-callegari/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>13</slash:comments>
	<enclosure url='http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2012/02/Comerci-Callegari-3219.jpg' length ='396640'  type='image/jpg' />	</item>
		<item>
		<title>Denaro, sterco del nulla</title>
		<link>http://www.navecorsara.it/wp/2012/01/28/denaro-sterco-del-nulla/</link>
		<comments>http://www.navecorsara.it/wp/2012/01/28/denaro-sterco-del-nulla/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 28 Jan 2012 20:17:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Rassegna stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Banche]]></category>
		<category><![CDATA[Denaro]]></category>
		<category><![CDATA[Impresa]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Schiavitù]]></category>
		<category><![CDATA[Speculazione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.navecorsara.it/wp/?p=36627</guid>
		<description><![CDATA[di Massimo Fini Nella società attuale l’impresa è centrale. Perché qualsiasi cosa produca, sciocchezze o mine antiuomo come l’Oto Melara o qualcosa di utile, dà lavoro e quindi stipendi o salari che permettono il meccanismo produzione-consumo-produzione (ma oggi sarebbe più esatto dire: consumo-produzione-consumo) su cui si regge tutto il sistema. Ecco perché in questa fase [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2012/01/28/denaro-sterco-del-nulla/banche_stelle_comete/" rel="attachment wp-att-36628"><img class="aligncenter size-large wp-image-36628" title="banche_stelle_comete" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2012/01/banche_stelle_comete-580x412.jpg" alt="" width="580" height="412" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>di Massimo Fini</strong><br />
Nella società attuale l’<strong>impresa</strong> è centrale. Perché qualsiasi cosa produca, sciocchezze o mine antiuomo come l’Oto Melara o qualcosa di utile, dà lavoro e quindi stipendi o salari che permettono il meccanismo produzione-consumo-produzione (ma oggi sarebbe più esatto dire: consumo-produzione-consumo) su cui si regge tutto il sistema. Ecco perché in questa fase di crisi non solo il governo Monti, ma tutte le <em>lead</em> occidentali cercano di sostenere in ogni modo l’impresa a costo di passare per il massacro di chi ci lavora.<span id="more-36627"></span></p>
<p style="text-align: justify;">L’impresa dipende però dai crediti delle <strong>banche</strong> per i suoi investimenti. E qui c’è già una stortura. Il mercante medievale, che è l’antesignano dell’imprenditore moderno, investiva denaro proprio, non chiedeva prestiti. E questa buona creanza si è mantenuta a lungo, anche dopo la Rivoluzione industriale, se è vero che nel 1970 Angelo Rizzoli senior sul letto di morte raccomandava al figlio e ai nipoti «<em>non fate mai debiti con le banche</em>» (i discendenti non lo ascoltarono e si è visto com’è andata a finire). Ma, per la verità, il vecchio Rizzoli era ormai un uomo fuori dai tempi.</p>
<p style="text-align: justify;">Se le imprese dipendono dalle banche noi dipendiamo dalle imprese. Siamo tutti, o quasi, come scrive Nietzsche, degli «<strong>schiavi salariati</strong>» che è un concetto più onnicomprensivo del marxiano proletariato che riguarda gli operai di fabbrica. Non siamo più padroni di noi stessi mentre l’uomo medievale, almeno economicamente, lo era. Perché, contadino o artigiano che fosse, viveva sul suo e del suo. Anche i famigerati «servi della gleba», detti più correttamente servi casati, è vero che non potevano lasciare i terreni del feudatario, ma non potevano neanche esserne cacciati. La disoccupazione non esisteva. Il lavoro non era un problema. La sussistenza di ciascuno era assicurata dalle servitù comunitarie, cioè a disposizione di tutti, che gravavano sulla proprietà e sul possesso (servitù di legnatico, di acquatico, di seconda erba, eccetera).</p>
<p style="text-align: justify;">Era il regime dei «<strong>campi aperti</strong>» (<em>open fields</em>) che teneva in un delicato ma straordinario equilibrio il mondo rurale. Per un secolo e mezzo le case regnanti inglesi dei Tudor e degli Stuart si opposero ai grandi proprietari terrieri che volevano recintare i campi (<em>enclosure</em>) perché ne avrebbero tratto maggior profitto, capendo benissimo che questo avrebbe buttato milioni di contadini alla fame. Col parlamentarismo di Cromwell, preludio della democrazia, fu invece introdotta l’<em>enclosure</em> (quei parlamenti erano zeppi di proprietari terrieri, di banchieri, di mercanti e di altri furfanti similari).</p>
<p style="text-align: justify;">Tutti questi processi sono stati enfatizzati dalla trasformazione del <strong>denaro</strong>, nella sostanza e nella forma. Da utile intermediario nello scambio per evitare le triangolazioni del baratto (c’è un bel geroglifico egizio che mostra, come in un fumetto, un tale che per procurarsi una focaccia deve fare tre passaggi) diventa a sua volta merce. All’inizio è oro o argento o bronzo. Non che l’oro rappresenti davvero una ricchezza, è una convenzione come un’altra (i neri africani e i polinesiani gli preferivano le conchiglie cauri) ma ha almeno una consistenza materiale. Poi diventa banconota, poi segno su carta, infine impulso elettronico e quindi totalmente astratto. Per questo enormi masse di tale denaro virtuale possono spostarsi in pochi attimi da una parte all’altra del mondo. Se dovesse spostare dobloni d’oro la <strong>speculazione</strong> non esisterebbe.</p>
<p style="text-align: justify;">Infine per scendere dalla luna sulla terra non si capisce perché fra tante misure inutili non si vieta almeno, in Borsa, la <strong>compravendita allo scoperto</strong> dove uno vende azioni che non ha o le compra con denaro che non possiede, lucrando sulla differenza. E con ciò gonfiando ulteriormente la quantità di denaro virtuale e facendone una massa d’urto che puntando su un obiettivo lo determina, anche per il trascinamento psicologico che comporta, e può così strangolare paesi e intere aree geografiche.<em> (Il Fatto Quotidiano, 28 gennaio 2012)</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.navecorsara.it/wp/2012/01/28/denaro-sterco-del-nulla/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
	<enclosure url='http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2012/01/banche_stelle_comete.jpg' length ='264583'  type='image/jpg' />	</item>
		<item>
		<title>L&#8217;Otto per mille è servito a ripianare i buchi di bilancio e a mandare i militari in Iraq, non a scopi culturali o umanitari</title>
		<link>http://www.navecorsara.it/wp/2012/01/24/lotto-per-mille-e-servito-a-ripianare-i-buchi-di-bilancio-e-a-mandare-i-militari-in-iraq-non-a-scopi-culturali-o-umanitari/</link>
		<comments>http://www.navecorsara.it/wp/2012/01/24/lotto-per-mille-e-servito-a-ripianare-i-buchi-di-bilancio-e-a-mandare-i-militari-in-iraq-non-a-scopi-culturali-o-umanitari/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 08:10:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Rassegna stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Camera dei deputati]]></category>
		<category><![CDATA[Dichiarazione dei redditi]]></category>
		<category><![CDATA[Forze armate]]></category>
		<category><![CDATA[Governo]]></category>
		<category><![CDATA[Otto per mille]]></category>
		<category><![CDATA[Senato della Repubblica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.navecorsara.it/wp/?p=36452</guid>
		<description><![CDATA[di Antonello Cherchi L&#8217;otto per mille nel 2011 ha lasciato a bocca asciutta 1.562 progetti che aspiravano a ricevere una parte dei 145 milioni che i contribuenti hanno destinato allo Stato nel 2008 attraverso la dichiarazione dei redditi. A essere penalizzati sono soprattutto gli interventi nel campo dei beni culturali, che rappresentano il 76% delle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2012/01/24/lotto-per-mille-e-servito-a-ripianare-i-buchi-di-bilancio-e-a-mandare-i-militari-in-iraq-non-a-scopi-culturali-o-umanitari/8-per-mille/" rel="attachment wp-att-36453"><img class="aligncenter size-full wp-image-36453" title="8-per-mille" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2012/01/8-per-mille.gif" alt="" width="580" height="366" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>di Antonello Cherchi</strong><br />
L&#8217;otto per mille nel 2011 ha lasciato a bocca asciutta 1.562 progetti che aspiravano a ricevere una parte dei 145 milioni che i contribuenti hanno destinato allo Stato nel 2008 attraverso la dichiarazione dei redditi. A essere penalizzati sono soprattutto gli interventi nel campo dei beni culturali, che rappresentano il 76% delle proposte arrivate alla presidenza del Consiglio. Seguono, ma a grande distanza, i progetti contro le calamità naturali (il 13% delle richieste), quelli contro la fame nel mondo (8%) e, infine, le misure di assistenza ai rifugiati.<span id="more-36452"></span></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;andamento delle richieste presentate entro lo scorso metà marzo alla presidenza del Consiglio e che come ogni anno Palazzo Chigi avrebbe dovuto scremare sulla base dei requisiti dei candidati, per poi predisporre il piano di ripartizione, è in sintonia con quanto avvenuto nel passato. Negli ultimi undici anni, infatti, i progetti relativi ai beni culturali hanno sempre rappresentato di gran lunga la maggioranza e questo spiega perché nel periodo 2001-2011 abbiano ricevuto complessivamente oltre 346 milioni di euro, contro i 103 milioni destinati alle calamità naturali, i 48 milioni per i rifugiati e i 18 milioni per debellare la fame nel mondo.</p>
<p style="text-align: justify;">Già nel 2006 e nel 2008 per la scarsità delle risorse – in quegli anni l&#8217;otto per mille a disposizione era, in entrambi i casi, di 89 milioni, poi ridotto, per effetto del trasferimento delle finanze ad altre finalità, rispettivamente a 4,7 e 3,5 milioni – alcuni settori erano rimasti a secco. Nel 2006 gli oltre 4 milioni avevano aiutato solo i progetti contro la fame nel mondo, mentre due anni dopo erano state privilegiati i progetti sulle calamità naturali, a cui erano stati trasferiti tutti i 3,5 milioni. Mai, però, si era arrivati a non avere neanche un soldo da destinare alle quattro aree di intervento previste dalla legge.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 2011, infatti, i 145 milioni si sono lentamente assottigliati, fino a scomparire del tutto. I primi 64 se ne sono andati a luglio scorso, quando la manovra (il Dl 98) ha deciso che quelle risorse servivano a far fronte alle emergenze della protezione civile. A dicembre è stato il sovraffollamento delle carceri a presentare il conto e così il decreto legge 111 ha dirottato 57 milioni per finaziare l&#8217;edilizia penitenziaria. I residui 24 milioni sono caduti sotto le esigenze dei conti pubblici, che per raddrizzarsi racimolano risorse dove ce ne sono. Saldo finale: zero. Poco importa – ma questa è storia che si ripete da anni – che i contribuenti abbiano destinato i soldi allo Stato, piuttosto che alla Chiesa cattolica o alle altre confessioni religiose, per vederli impegnati nel sociale.</p>
<p style="text-align: justify;">D&#8217;altra parte è dal 2001 che le risorse dell&#8217;otto per mille lottano con le necessità del bilancio statale, bisognoso di reperire finanze. Per esempio, nel 2004 la Finanziaria sottrasse dal fondo dell&#8217;otto per mille 80 milioni, che furono in parte utilizzati per ripianare i buchi dei conti pubblici, ma anche per inviare il nostro contingente militare in Iraq e per il Fondo di previdenza del personale di volo. Così che negli ultimi undici anni l&#8217;otto per mille ha perso più della metà delle risorse: aveva a disposizione 1,2 miliardi, ma alla fine sono rimasti solo 510 milioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Di fronte a ciò assume ancora più rilievo la proposta di evitare che la quota del contributo possa prendere strade diverse da quelle previste dalla legge e che i contribuenti si aspettano. Lo stop all&#8217;abitudine di svuotare il tesoretto dell&#8217;otto per mille è contenuto in un disegno di legge – frutto di un collage di diversi progetti parlamentari – approvato a fine settembre dalla Camera e ora all&#8217;esame del Senato. Il Ddl prevede nuovi criteri di ripartizione dei soldi, piano che ora predispone entro fine luglio di ogni anno la presidenza del Consiglio sulla scorta delle indicazioni delle amministrazioni competenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo la proposta, invece, anche le commissioni parlamentari – che ora hanno solo una funzione consultiva e che in passato si sono spesso trovate in disaccordo sulla ripartizione operata da Palazzo Chigi – dovrebbero dire la loro su come suddividere i soldi. Sempre che i fondi non vengano dirottati altrove. Ma anche in questo caso il Ddl impone qualche vincolo: lo storno delle risorse può avvenire solo di fronte a esigenze impreviste assolutamente straordinarie. <em>(Il Sole 24 Ore, 23 gennaio 2012)</em></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2012/01/24/lotto-per-mille-e-servito-a-ripianare-i-buchi-di-bilancio-e-a-mandare-i-militari-in-iraq-non-a-scopi-culturali-o-umanitari/otto_per_mille/" rel="attachment wp-att-36454"><img class="aligncenter size-large wp-image-36454" title="otto_per_mille" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2012/01/otto_per_mille-534x580.jpg" alt="" width="534" height="580" /></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.navecorsara.it/wp/2012/01/24/lotto-per-mille-e-servito-a-ripianare-i-buchi-di-bilancio-e-a-mandare-i-militari-in-iraq-non-a-scopi-culturali-o-umanitari/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
	<enclosure url='http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2012/01/8-per-mille.gif' length ='88063'  type='image/jpg' />	</item>
		<item>
		<title>Anche gli americani hanno i loro Schettino. Uno dei piloti della strage del Cermis confessa</title>
		<link>http://www.navecorsara.it/wp/2012/01/22/anche-gli-americani-hanno-i-loro-schettino-uno-dei-piloti-della-strage-del-cermis-confessa/</link>
		<comments>http://www.navecorsara.it/wp/2012/01/22/anche-gli-americani-hanno-i-loro-schettino-uno-dei-piloti-della-strage-del-cermis-confessa/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 21 Jan 2012 23:16:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Guerra a pace]]></category>
		<category><![CDATA[Politica estera]]></category>
		<category><![CDATA[Rassegna stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Cermis]]></category>
		<category><![CDATA[Joseph Schweitzer]]></category>
		<category><![CDATA[Marines]]></category>
		<category><![CDATA[National Geographic]]></category>
		<category><![CDATA[Richard Ashby]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.navecorsara.it/wp/?p=36374</guid>
		<description><![CDATA[di Gianluca Di Feo Il 3 febbraio di 14 anni fa un aereo militare Usa spezzò il cavo di una funivia uccidendo 20 persone. Ora uno dei marine che erano ai comandi ammette che quel volo era una sorta di gita per divertirsi. E che subito prima dell&#8217;incidente stava facendo riprese panoramiche con la sua [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2012/01/22/anche-gli-americani-hanno-i-loro-schettino-uno-dei-piloti-della-strage-del-cermis-confessa/cermis_0/" rel="attachment wp-att-36375"><img class="aligncenter size-large wp-image-36375" title="cermis_0" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2012/01/cermis_0-580x326.jpg" alt="" width="580" height="326" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>di Gianluca Di Feo</strong><br />
Il 3 febbraio di 14 anni fa un aereo militare Usa spezzò il cavo di una funivia uccidendo 20 persone. Ora uno dei marine che erano ai comandi ammette che quel volo era una sorta di gita per divertirsi. E che subito prima dell&#8217;incidente stava facendo riprese panoramiche con la sua videocamera. In un nastro distrutto il giorno dopo.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://espresso.repubblica.it/multimedia/video/31296953">Clicca qui, per il video realizzato da National Geographic.</a><span id="more-36374"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Ridevano e filmavano le montagne, il «paesaggio splendido» del lago di Garda. Mentre il loro aereo violava le regole, volando troppo basso e troppo veloce, loro giravano un video ricordo delle Alpi: un souvenir per il pilota, all&#8217;ultima missione prima di tornare negli Stati Uniti. E poco dopo sono andati a tranciare la funivia del Cermis, uccidendo venti persone.</p>
<p style="text-align: justify;">È questa l&#8217;agghiacciante ricostruzione del dramma di Cavalese, realizzata da un&#8217;inchiesta di National Geographic grazie alla testimonianza inedita dei protagonisti: gli investigatori americani che tentarono invano di far condannare i responsabili. E il navigatore dell&#8217;aereo assassino, che per la prima volta parla e descrive quel video turistico distrutto per impedire che si arrivasse alla verità: «Ho bruciato la cassetta. Non volevo che alla Cnn andasse in onda il mio sorriso e poi il sangue delle vittime».</p>
<p style="text-align: justify;">Giustizia non c&#8217;è stata, sepolta dalla ragione di Stato. Di quei venti uomini, donne e ragazzi morti mentre andavano a sciare per una folle esercitazione bellica non è importato a nessuno. Le autorità americane non hanno fatto nulla per punire i responsabili del volo che il 3 febbraio 1998 ha tranciato la funivia di Cavalese facendo precipitare nel vuoto una cabina piena di sciatori. La loro unica preoccupazione era tenere alto l&#8217;onore dei marines, a cui apparteneva l&#8217;equipaggio, e sopire le attenzioni italiane per evitare di perdere la base di Aviano. Ma che l&#8217;assoluzione del pilota sia una vergogna adesso lo dicono apertamente anche gli investigatori militari statunitensi che aprirono l&#8217;istuttoria, poi estromessi dal corpo militare più famoso del mondo: «Non c&#8217;è stata giustizia».</p>
<p style="text-align: justify;">Il documentario di National Geographic, che andrà in onda il 31 gennaio alle 21.25 sul canale 403 di Sky, fa luce su tutti i punti oscuri della tragedia. E da forza a un sospetto: il jet volava così in basso per girare un video ricordo. Non c&#8217;era nessuna giustificazione operativa o tecnica che giustificasse la scelta di violare i limiti di quota e di velocità. A ricostruire la spedizione è un detective del Naval investigative criminal service: il reparto federale che indaga sui crimini della Marina statunitense reso celebre dalla serie televisiva Ncis. Fu Mark Fallon a scoprire quello che l&#8217;equipaggio aveva taciuto. Dopo l&#8217;atterraggio d&#8217;emergenza gli ufficiali consegnarono una piccola telecamera portatile con dentro un nastro vuoto. Perché portarla a bordo se non è stata usata? Tra i sedili, l&#8217;investigatore ha trovato un frammento di cellophane, parte della bustina che avvolge le videocassette vergini.</p>
<p style="text-align: justify;">Solo sei mesi dopo la strage, i due tecnici di bordo &#8211; dietro la garanzia dell&#8217;immunità &#8211; hanno raccontato che al momento dell&#8217;atterraggio di emergenza i due ufficiali non hanno abbandonato subito l&#8217;aereo, nonostante perdesse fiotti di carburante. E allora comandante e navigatore hanno confessato di essere rimasti sul jet per sostituire il nastro girato durante il volo con una cassetta vergine. Il giorno dopo il documento è stato bruciato. Cosa conteneva? «Avevo ripreso le Alpi e il lago di Garda, filmando il comandante Richard Ashby. Poi l&#8217;ho rivolta verso di me e ho sorriso», ricorda l&#8217;ormai ex capitano Joseph Schweitzer: «L&#8217;ho fatto perché non volevo che alla Cnn si vedesse il mio sorriso e poi il sangue».</p>
<p style="text-align: justify;">I responsabili hanno dichiarato che le riprese non hanno influenzato la condotta della missione letale: la quota troppo bassa dipendeva da un malfunzionamento dell&#8217;altimetro, l&#8217;apparecchio che indica l&#8217;altezza dal suolo. Ma il detective del Ncis Fallon, oggi anche lui in pensione, non gli crede: ha verificato che il sistema era a posto. E ha ripercorso il tragitto del velivolo, interrogando le persone che lo videro passare: nonostante spesso avessero notato i jet, mai avevano assistito a un volo così vicino al suolo. Ma a Fallon e il suo staff federale venne tolta la direzione dell&#8217;indagine, affidata a una commissione dei Marines incaricata di condurre un&#8217;istruttoria sotto segreto. Nella storia statunitense non era mai accaduto prima.<br />
All&#8217;epoca, il disastro diventò subito un affare di Stato.</p>
<p style="text-align: justify;">In Italia, il governo di centrosinistra guidato da Romano Prodi aveva preso un posizione formalmente dura. Ma gli accordi Nato impongono che i militari responsabili di crimini durante il servizio vengano processati nel loro paese. E il presidente Bill Clinton promise giustizia. Invece gli investigatori di professione come il team del Ncis furono prima affiancati e poi estromessi da una commissione dei Marines, «senza nessuna esperienza di inchieste». La paura che la reazione italiana portasse a chiudere la base di Aviano, fondamentale per controllare la Jugoslavia, fece saltare la segretazione. Ma una volta allontanate le attenzioni italiane, l&#8217;unica preoccupazione è stata tutelare gli aviatori americani, che stavano per affrontare il conflitto del Kosovo: l&#8217;unico della storia vinto con il solo uso delle forze aeree.</p>
<p style="text-align: justify;">Un altro degli investigatori, anche lui un ufficiale statunitense oggi in pensione, analizza il comportamento dell&#8217;equipaggio: «Vengono addestrati a riconoscere la distanza a vista, è la prima regola per un pilota dei Marines. Non poteva compiere un errore del genere». L&#8217;inchiesta poi ha rivelato altri retroscena surreali: la funivia di Cavalese non era segnata sulle mappe usata dai militari statunitensi, che da almeno tre anni in quei cieli quasi tutti i giorni simulavano i raid da compiere sulla Bosnia. Quasi incredibile la spiegazione: «I responsabili della cartografia avevano ricevuto le informazioni sulla funivia ma l&#8217;aggiornamento era stato inavvertitamente rimosso».</p>
<p style="text-align: justify;">Il risultato finale &#8211; a detta degli stessi investigatori statunitensi intervistati da History Channel &#8211; resta scandaloso: nel marzo 1999 il pilota Richard Ashby dell&#8217;aereo è stato assolto per la condotta del volo, nonostante sia stato provato che gli strumenti erano in funzione e si trovasse sotto la quota minima autorizzata. Due mesi dopo Ashby e Schweitzer sono stati degradati e rimossi del servizio per «l&#8217;intralcio alla giustizia» creato con la distruzione del video-ricordo.</p>
<p style="text-align: justify;">Al solo Ashby è stata inflitta una condanna a sei mesi di carcere: dopo quattro è stato rilasciato per buona condotta. Ma la questione del video distrutto resta la chiave della verità. I due ufficiali cambiarono la cassetta prima di sapere di avere causato una strage. Furono informati del massacro solo dopo essere arrivati negli hangar. Cosa volevano nascondere? Spiega il detective Fallon: «A noi insegnano che se viene distrutta una prova, ciò dimostra la colpevolezza». L&#8217;ex capitano Schweitzer ricorda: «Quando ci hanno detto che avevamo ucciso così tante persone ho pianto come un bambino. Mi sono chiesto perché noi siamo vivi e loro sono morti». La stessa domanda rimasta ancora oggi senza risposta. <em>(L&#8217;Espresso, 20 gennaio 2012)</em></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p><object width="560" height="315" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/P5nYT1HAPcA?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="560" height="315" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/P5nYT1HAPcA?version=3&amp;hl=it_IT" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.navecorsara.it/wp/2012/01/22/anche-gli-americani-hanno-i-loro-schettino-uno-dei-piloti-della-strage-del-cermis-confessa/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>5</slash:comments>
	<enclosure url='http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2012/01/cermis_0.jpg' length ='48786'  type='image/jpg' />	</item>
		<item>
		<title>Il gioco delle coppie: guardie e ladri</title>
		<link>http://www.navecorsara.it/wp/2012/01/18/il-gioco-delle-coppie-guardie-e-ladri/</link>
		<comments>http://www.navecorsara.it/wp/2012/01/18/il-gioco-delle-coppie-guardie-e-ladri/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 19:13:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Criminalità organizzata]]></category>
		<category><![CDATA[Politica e Affari]]></category>
		<category><![CDATA[Rassegna stampa]]></category>
		<category><![CDATA['Ndrangheta]]></category>
		<category><![CDATA[Comunione e Liberazione]]></category>
		<category><![CDATA[Massimo Ponzoni]]></category>
		<category><![CDATA[Regione Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Formigoni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.navecorsara.it/wp/?p=36263</guid>
		<description><![CDATA[Coppia 1. Il presidente della Lombardia Roberto Formigoni con il suo assessore Massimo Ponzoni. Chi vuol saperne di più, legga l&#8217;articolo qui di seguito. Coppia 2. Il direttore del Fbi Edgar Hoover con il suo braccio destro Clyde Tolson. Chi vuol saperne di più, vada a vedere il film Edgar di Clint Eastwood. A fine [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2012/01/18/il-gioco-delle-coppie-guardie-e-ladri/formigoni_ponzoni-300x225-2/" rel="attachment wp-att-36265"><img class="aligncenter size-full wp-image-36265" title="formigoni_ponzoni-300x225" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2012/01/formigoni_ponzoni-300x2251.jpg" alt="" width="580" height="435" /></a><span style="color: #441f6f;">Coppia 1.</span> Il presidente della Lombardia Roberto Formigoni con il suo assessore Massimo Ponzoni. Chi vuol saperne di più, legga l&#8217;articolo qui di seguito.<span id="more-36263"></span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2012/01/18/il-gioco-delle-coppie-guardie-e-ladri/1376755-hoov1/" rel="attachment wp-att-36266"><img class="aligncenter size-large wp-image-36266" title="1376755-hoov1" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2012/01/1376755-hoov1-580x504.jpg" alt="" width="580" height="504" /></a><span style="color: #441f6f;">Coppia 2.</span> Il direttore del Fbi Edgar Hoover con il suo braccio destro Clyde Tolson. Chi vuol saperne di più, vada a vedere il film Edgar di Clint Eastwood. A fine articolo, altre foto dell&#8217;affiatata coppia.</strong></p>
<h3 style="text-align: center;"><span style="color: #0000ff;"><strong>Le amicizie pericolose del celeste Formigoni</strong></span></h3>
<p><strong></strong><strong>di Alberto Statera</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Qui Desio, piccola capitale lombarda della ´ndrangheta, fiera della sua basilica dei Santissimi Siro e Materno, con la cupola miracolosamente costruita senza il sostegno di colonne portanti, e orgogliosa del suo concerto di campane.</p>
<p style="text-align: justify;">La basilica è ben solida in piedi anche senza colonne e lo sarà ancora per secoli. Ma il concerto di campane che risuona a Milano annuncia che è proprio qui che invece sta per venire giù rovinosamente la cupola che da un ventennio il celeste Roberto Formigoni ha edificato su Milano e sulla Lombardia. Con un cemento marcio, fatto di devozione al braccio affaristico di Comunione e Liberazione e di sottomissione a quello criminale della ´ndrangheta calabrese.  Fatto di assessori regionali corrotti, di faccendieri, di tangenti, di appalti truccati, di disastri ambientali, di finanziamenti illeciti, nell´orgia di una nuova classe di politici lombardi senza scrupoli. Alcuni dei quali all´inseguimento soltanto di beni terreni, denaro, yacht, ville, viaggi, Porsche Cayenne nere e cocaina a fiumi.</p>
<p style="text-align: justify;">La specialità è di Massimo Ponzoni, membro dell´ufficio di presidenza del Consiglio regionale, ex assessore e pupillo del governatore, arrestato ieri.  Padre fattorino, il geometra Ponzoni a diciott&#8217;anni fonda uno dei primi club di Forza Italia e assurge al Consiglio comunale di Desio per approdare dopo pochi anni alla Regione, spinto dal braccio destro di Formigoni, Giancarlo Abelli, e da Mariastella Gelmini, indimenticabile ministro della Pubblica istruzione nell´ultimo (si spera) governo Berlusconi. Ma soprattutto spinto dai boss calabresi di Desio, Natale e Saverio Moscato, nipote di Natale Iamonte, boss della &#8216;ndrina di Melito Porto San Salvo.</p>
<p style="text-align: justify;">Ai pubblici ministeri occorrono oggi poche parole per inquadrare la personalità del pupillo di Formigoni, anche perché le sue gesta sono note da anni. Ma non sono bastate al governatore per scaricare l&#8217;uomo da ventimila preferenze in Consiglio regionale. A Desio, per dirne una, c&#8217;è una cava trasformata in discarica dove è stato versato di tutto. Una bomba ecologica. Ne parla al telefono Domenico Cannarrozzo, capo di una «famiglia», col latitante Fortunato Stellitano, il quale spiega: «<em>Martedì vado a trovare Massimo e mi faccio fare lo svincolo, che è l&#8217;assessore all&#8217;Ambiente. Poi se vogliono che bonifichiamo anche sotto, ancora meglio</em>».</p>
<p style="text-align: justify;">Massimo, naturalmente, è il pupillo di Formigoni, allora assessore all&#8217;Ambiente.  La Lombardia in quanto a rapporti mafiosi è come una provincia di Reggio Calabria, sostengono Gianni Barbacetto e Davide Milosa, che nel libro <em>Le mani sulla città</em> riportano un&#8217;intercettazione proprio del boss di Desio, Moscato: «<em>A questo punto a Ponzoni</em> – comunica il boss – <em>dobbiamo dargli rilievo, lui è cazzo e culo con Formigoni e via dicendo, ci sono soldi anche per Ponzoni e pago. Quanto vuole, il 10 per cento? To&#8217;</em>». E il mafioso interlocutore, previdente: «<em>E ora che iniziano i lavori per l&#8217;Expo?</em>» Il boss di Desio detta anche l´epitaffio – così almeno si spera – della politica lombarda degli ultimi lustri e dell´era Formigoni: «<em>Ma che cazzo vuoi che capiscano destra o sinistra e via dicendo, basta che togli i soldi e, mannaggia la Madonna, fai il cazzo che vuoi</em>».</p>
<p style="text-align: justify;">Ponzoni è stato tradito da una mera questione di liquidità, il crac di alcune società, tra cui «Il Pellicano», in cui era socio dell&#8217;ex assessore regionale Giorgio Pozzi, di Rosanna Gariboldi, moglie di Giancarlo Abelli, già coinvolto nello scandalo Montecity e Massimo Buscemi, attuale assessore regionale alla Cultura. Ironia della sorte, è proprio il ras brianzolo Ponzoni a prefigurare per sé e forse per Formigoni un destino simile a quello della Costa Concordia, affondata in un bicchier d´acqua di fronte al Giglio per la follia del suo comandante: «<em>Caro Massimo</em> – scrive in una metaforica mail al presidente di un gruppo immobiliare bergamasco che sta facendo una speculazione a Seregno – <em>ti scrivo dopo aver fatto serie considerazioni a proposito di tre navi che stanno per affondare portandosi con sé 4/5 marinai di</em> <em>pregio. Potrebbe essere interessante per te salvare quel gruppo di marinai?</em>».</p>
<p style="text-align: justify;">Compreso il comandante Formigoni, che non ha tardato a smentire le utilità goduriose che avrebbe ricevuto tramite il suo pupillo oggi misconosciuto, ma che ormai è assediato dagli scandali della sua amministrazione.  È un po&#8217; difficile nascondere le crepe della cupola lombarda persino per uno che per vent&#8217;anni è riuscito ad ammantare la più clientelare e scandalosa delle politiche con gli usurpati panni dello statista, in attesa di chiamata in riserva della Repubblica come delfino di Berlusconi e per il bene nazionale.</p>
<p style="text-align: justify;">Le firme false alle ultime elezioni, l&#8217;asilo alla maitresse pettoruta del Bunga Bunga onorata nel suo listino, la sanità e i finanziamenti a don Verzè e al sistema del San Raffaele, che ha prodotto un buco di almeno un miliardo e mezzo in corruzione, gli orrori della clinica Santa Rita, la teoria infinita di scandali e di tangenti, ultimo dei quali quello di Franco Nicoli Cristiani, arrestato pochi giorni fa per una vicenda corruttiva di rifiuti ordinatamente sistemati sotto l&#8217;autostrada Brebemi. Ora i palesi accordi &#8216;ndranghetisti e le gesta del pupillo che viene da Desio.</p>
<p style="text-align: justify;"> Tanto che persino nella Curia milanese e in Vaticano la pratica lombarda è ormai quotidianamente all&#8217;attenzione. La maledizione del Pirellone ha falcidiato l&#8217;ufficio di presidenza della Regione formigoniana: prima Filippo Penati, la pecora nera del Partito democratico, poi Nicoli Cristiani, per finire – ma chissà? – con Ponzoni, che Formigoni aveva imposto nonostante quasi tutto fosse noto sulla scalata senza freni etici di un piccolo politico di provincia sponsorizzato, con la forza delle sue debolezze, dalla ‘ndrangheta.</p>
<p style="text-align: justify;"> E adesso che comincia il censimento delle nefandezze speculative della banda lombarda non solo a Monza e in Brianza, ma in tutta la Lombardia, quanto potrà reggere senza più colonne, come la cupola con le campane di Desio, la cupola regionale del malaffare? Poco?</p>
<p style="text-align: justify;">Nessuno all&#8217;opposizione sembra avere il coraggio di dirlo con forza, forse per il timore degli sviluppi del caso Penati. Come se lo scandalo di Sesto San Giovanni, che ha impiombato il Partito democratico, avesse paralizzato l&#8217;opposizione. Un po´ timidamente, Luca Gaffuri e Maurizio Martina invocano una nuova legge elettorale regionale senza più listini bloccati pieni di Minetti e mascalzoni vari, e di andare al voto il più presto possibile. E la Lega? Annaspa tra le beghe familiste del Cerchio magico.  Difficile. Ma chissà che stavolta, per salvare la cupola della Basilica dei santissimi Siro e Materno, non sia la Chiesa milanese ad annunciare che la festa celeste della cupola affaristica formigoniana è finalmente finita. <em>(la Repubblica 18 gennaio 2012)</em></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2012/01/18/il-gioco-delle-coppie-guardie-e-ladri/j-edgar-hoover-and-clyde-tolson/" rel="attachment wp-att-36267"><img class="aligncenter size-large wp-image-36267" title="J. Edgar Hoover And Clyde Tolson" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2012/01/edgar_hoover_clyde_tolson_-580x445.jpg" alt="" width="580" height="445" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2012/01/18/il-gioco-delle-coppie-guardie-e-ladri/edgarhooverclydetolson/" rel="attachment wp-att-36268"><img class="aligncenter size-full wp-image-36268" title="EdgarHooverClydeTolson" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2012/01/EdgarHooverClydeTolson.jpg" alt="" width="580" height="454" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2012/01/18/il-gioco-delle-coppie-guardie-e-ladri/almalnik-edgarhoover-clydetolson-rayfisher/" rel="attachment wp-att-36269"><img class="aligncenter size-large wp-image-36269" title="almalnik-edgarhoover-clydetolson-rayfisher" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2012/01/almalnik-edgarhoover-clydetolson-rayfisher-580x338.jpg" alt="" width="580" height="338" /></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.navecorsara.it/wp/2012/01/18/il-gioco-delle-coppie-guardie-e-ladri/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>13</slash:comments>
	<enclosure url='http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2012/01/formigoni_ponzoni-300x225.jpg' length ='53385'  type='image/jpg' />	</item>
		<item>
		<title>Emilia nelle mani delle mafie</title>
		<link>http://www.navecorsara.it/wp/2012/01/13/emilia-le-mani-della-mafia/</link>
		<comments>http://www.navecorsara.it/wp/2012/01/13/emilia-le-mani-della-mafia/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 12 Jan 2012 23:07:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Criminalità organizzata]]></category>
		<category><![CDATA[Politica e Affari]]></category>
		<category><![CDATA[Rassegna stampa]]></category>
		<category><![CDATA['Ndrangheta]]></category>
		<category><![CDATA[Camorrra]]></category>
		<category><![CDATA[Mafia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.navecorsara.it/wp/?p=36111</guid>
		<description><![CDATA[Da Piacenza a Rimini, da Parma a Ravenna, la criminalità organizzata sta conquistando anche questa storica «regione rossa». Attraverso una rete di politici, imprenditori, professionisti. Che rispondono ai clan e alle &#8216;ndrine. di Lirio Abbate Si sono insediati e infiltrati. Con calma, lentamente, in poco più di un decennio hanno fatto dell&#8217;Emilia Romagna l&#8217;ultima terra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2012/01/13/emilia-le-mani-della-mafia/mafia_emilia/" rel="attachment wp-att-36112"><img class="aligncenter size-full wp-image-36112" title="mafia_emilia" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2012/01/mafia_emilia.jpg" alt="" width="580" height="325" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Da Piacenza a Rimini, da Parma a Ravenna, la criminalità organizzata sta conquistando anche questa storica «regione rossa». Attraverso una rete di politici, imprenditori, professionisti. Che rispondono ai clan e alle &#8216;ndrine.<span id="more-36111"></span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>di Lirio Abbate</strong><br />
Si sono insediati e infiltrati. Con calma, lentamente, in poco più di un decennio hanno fatto dell&#8217;Emilia Romagna l&#8217;ultima terra di conquista. Qui le mafie non hanno usato le armi, anzi hanno evitato delitti clamorosi: si sono radicate nel territorio grazie ai soldi, senza bisogno di sparare. L&#8217;immagine choc del revolver sul piatto di tagliatelle è lontana dalla realtà: i boss si sono infilati tra la via Emilia e il West sfruttando la crisi di un tessuto economico fatto di coop e piccole imprese mettendo sul tavolo quattrini e collusioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Così nella nebbia padana hanno creato una zona grigia dove si incontrano professionisti bolognesi e capi siciliani, politici parmensi e padrini casalesi, medici romagnoli e killer calabresi, imprenditori modenesi e sicari campani: uniti per corrompere, riciclare, investire, costruire. Una mano lava l&#8217;altra, in un circuito che diventa sempre più ricco, sempre più sporco ed irresistibile. Eppure tantissimi negano l&#8217;evidenza o la minimizzano: «La mafia qui non esiste» è uno slogan ripetuto soprattutto da politici e imprenditori, ma che nasce anche da una cultura dell&#8217;onestà che non riesce ad accettare il contagio criminale. C&#8217;è chi non vuole vedere, per interesse o calcolo. Ma tanti non riescono ad aprire gli occhi, con casi clamorosi di prefetti che ignorano la realtà e persino di magistrati che respingono nelle sentenze l&#8217;ipotesi di un radicamento mafioso in questa terra. Una miopia che regala ai boss l&#8217;habitat perfetto per alzare il tiro.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo dimostra la vicenda di Paolo Bernini, ex assessore di Parma e consigliere del ministro Lunardi, che discuteva di affari con Pasquale Zagaria, fratello del re dei casalesi: «Non immaginavo chi fosse, mi è sembrato solo un imprenditore». Bernini è rimasto sulla sua poltrona in municipio nonostante le rivelazioni sulle sue relazioni pericolose: nessuno si è indignato, ma cinque anni dopo è finito in manette mentre intascava tangenti sulle mense degli asili. «Qui le attività illecite delle organizzazioni criminali non creano allarme sociale perché non riflettono il loro &#8220;disvalore&#8221; direttamente sulla popolazione», spiega un investigatore della polizia di Stato che conosce bene il territorio, «anche se in realtà sono per certi versi ancor più pericolosi sotto il profilo della &#8220;contaminazione&#8221; del tessuto sociale».</p>
<p style="text-align: justify;">E il procuratore capo di Bologna Roberto Alfonso sintetizza il problema: «Trovo maggiore difficoltà a fare indagini antimafia in Emilia Romagna che a Palermo, Napoli o Reggio Calabria. Qui è più difficile distinguere il buono dal cattivo, perché qui si intrecciano». E il magistrato, responsabile dell&#8217;inchieste sui clan in tutta la regione, fa la diagnosi delle metastasi criminali: «La presenza della camorra e dei casalesi a Bologna, con amici e parenti del padrino Zagaria. La certezza della presenza della &#8216;ndrangheta, sia lungo il percorso che va da Bologna verso Parma, Reggio Emilia e Piacenza, sia a Bologna stessa, dove abbiamo presenze molto significative e importanti in forte espansione. E poi Cosa nostra, con i catanesi. Insomma, non ci manca nulla». I narcos calabresi hanno messo le tende fra il capoluogo e Reggio Emilia.</p>
<p style="text-align: justify;">A Bologna, oltre a trascorrere gli arresti domiciliari nella suite del più lussuoso albergo &#8211; come faceva Vincenzo Barbieri poi assassinato nel Vibonese &#8211; tiravano fuori dal bagagliaio della Maserati Gran Turismo sacchi stracolmi di banconote: i banchieri di San Marino venivano a prelevarli in città per trasportarli nei caveau del Titano. O che dire del primario di Imola che con la complicità di infermieri ha certificato il falso facendo evitare la cella a un boss catanese che doveva scontare l&#8217;ergastolo al carcere duro. E poi geometri e ragionieri, uno di questi iscritto al Pd bolognese, al servizio delle cosche per occultare gli investimenti in immobili di pregio. C&#8217;è persino un maresciallo delle Fiamme Gialle che con il denaro sporco di un conoscente calabrese voleva finanziare una squadra di calcio a Rimini.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando i quattrini non bastano a garantire il risultato, si ricorre alla violenza ma dosandola con cura: attentati e intimidazioni si registrano quasi ogni giorno nei cantieri o negli uffici delle imprese ma restano nelle cronache cittadine. Tanto che il presidente di Confindustria Emilia Romagna, Gaetano Maccaferri di mafia in questa regione non ha mai sentito parlare. È di altro avviso, invece, Matteo Richetti, presidente del parlamento regionale, il quale sostiene che «la politica non può avere l&#8217;atteggiamento di chi attende l&#8217;esplosione di un fenomeno e alza la guardia per respingerlo solo con i comunicati stampa. Serve la capacità di contrastarlo».</p>
<p style="text-align: justify;">È quasi paradossale notare come la denuncia più importante sia venuta da due imprenditori campani trapiantati nel Modenese: hanno fatto arrestare il nucleo locale dei casalesi, incluso il padre del grande capo Zagaria. Peccato che gli emiliani sembrino non aver gradito. Quella di Raffaele Cantile e Francesco Piccolo è una delle tante storie di collusione e contraddizioni che «l&#8217;Espresso» ha trovato lungo la via Emilia. Partendo da Nonantola, il centro a dieci chilometri da Modena dove vive una comunità che si è trasferita da Casapesenna: un paesino casertano che si è imposto nell&#8217;atlante mafioso come feudo di Michele Zagaria, il superlatitante catturato lo scorso 7 dicembre. I suoi uomini a Nonantola imponevano il pizzo e prendevano il controllo delle aziende. Ma solo i due costruttori campani hanno avuto il coraggio di andare dalla polizia.</p>
<p style="text-align: justify;">Raffaele Cantile e Francesco Piccolo hanno 35 e 36 anni: dopo il diploma si sono impegnati nell&#8217;edilizia, senza vizi né protezioni. Da più di dieci anni sono residenti in provincia di Modena e su di loro garantiscono gli atti firmati dalla procura di Napoli. «I pm partenopei ci convocarono subito: volevano capire se eravamo dei matti», racconta a «l&#8217;Espresso» Raffaele Cantile. Nel 2007 Michele Zagaria, all&#8217;epoca latitante, gli aveva chiesto un incontro. Il giovane costruttore si presentò all&#8217;appuntamento e dopo aver affrontato gli scagnozzi del boss, li denunciò. «I tre magistrati di Napoli durante l&#8217;interrogatorio mi chiedevano: perché fate gli imprenditori a Modena? E perché denunciate? E come mai due giovani riescono a fatturare 20 milioni? Spiegai tutto il percorso imprenditoriale che per più di un decennio, da quando avevamo 19 anni, ci aveva portato in giro per l&#8217;Italia a partecipare a centinaia di appalti pubblici e che per un gioco del destino professionale, ma anche per un fattore sentimentale, siamo rimasti a Nonantola».</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo Cantile «in Emilia Romagna molti vogliono sottacere il fenomeno delle mafie per tenere pulito il nome del territorio o per dimostrare la buona amministrazione. Nessun sindaco vorrà mai ammetterlo, ma la mafia qui c&#8217;è». Denunciare i casalesi ha portato Cantile e Piccolo ad essere isolati dalla gente. Vengono tenuti lontani come se fossero loro i camorristi. «Dopo le intimidazioni e le bombe che ci hanno messo nei nostri uffici, e dopo le denunce contro Zagaria, non abbiamo ricevuto alcuna solidarità dall&#8217;amministrazione pubblica. Solo Confindustria Modena, l&#8217;Ance e la polizia ci sono stati accanto». Anzi, amministratori locali e dirigenti di banca hanno cominciato a calunniarli, a marchiarli come «camorristi», a revocare fidi sulla base di voci false creando un danno alla loro impresa più forte degli attentati. Oggi seduto alla scrivania del suo ufficio a Nonantola, Cantile appare mortificato, ma capace di sferrare attacchi contro chi non fa seguire le azioni alle parole: «I politici organizzano convegni sulle mafie, con tante belle parole per combatterle, ma nei fatti non si concretizzano».</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;Emilia Romagna è rimasta indietro rispetto alla Sicilia dove gli imprenditori che si ribellano vengono sostenuti dalla società civile, dalle associazioni di categoria, dalla Federazione antiracket e da Confindustria. «Attenzione a non sottovalutare ciò che avviene nella regione», avverte il presidente onorario della Federazione antiracket italiana, Tano Grasso: «Ciò che si sta verificando nelle aree del Centro-nord è quello che è accaduto agli inizi del Novecento negli Usa, con un&#8217;attività estorsiva che aveva un orizzonte di protezione etnica tra gli immigrati, che ha portato alla grande Cosa nostra americana».</p>
<p style="text-align: justify;">Pina Maisano, la vedova di Libero Grassi che con il suo sacrificio vent&#8217;anni fa animò la prima rivolta contro il racket, da un mese è diventata emiliana. Conosce bene questi posti, dove vivono alcuni suoi familiari, e dopo aver ricevuto la cittadinanza onoraria di Casalecchio di Reno, ha detto: «Proprio al Settentrione è oggi fondamentale diffondere il messaggio di Libero per combattere contro l&#8217;omertà di tutti coloro che tacciono di fronte alle infiltrazioni malavitose, nascondendosi dietro il luogo comune secondo cui le mafie sono solo una questione meridionale».</p>
<p style="text-align: justify;">Il penalista bolognese Manlio Guidazzi era l&#8217;avvocato del narcotrafficante calabrese Barbieri. Per gli investigatori il legale avrebbe ricoperto un ruolo che andava «ben oltre a quello del difensore», perché, si legge negli atti, Guidazzi «è perfettamente consapevole che Barbieri effettuava investimenti immobiliari e commerciali utilizzando fittizi intestatari». E Guidazzi «appare connivente nella realizzazione di tali progetti di investimento». A Modena un altro avvocato, Alessandro Bitonto, per punire due persone dalle quali aveva subito un torto, ha fatto ricorso a clienti «casalesi». Le vittime, convocate nel retrobottega di un bar sono state picchiate a sangue davanti al legale. Quest&#8217;ultimo, soddisfatto, il giorno dopo ha chiamato uno degli aggressori: «Devo ringraziarti personalmente perché ieri ho avuto una lezione di vita, nel modo di ragionare».</p>
<p style="text-align: justify;">Cantile ha compreso subito che il vero obiettivo dei camorristi non è il pizzo: «Quando Zagaria ci ha fatto contattare dalla latitanza abbiamo capito che lo scopo non era imporci la semplice estorsione ma appropriarsi dell&#8217;azienda. Perché una volta che mettono la valigetta con i soldi sul tavolo e ti dicono riciclali, in quel momento metti la tua vita nelle loro mani e finisce lì. Finisce da un punto di vista morale ed etico, oltre che professionale, perché diventi al servizio di questa gente. Abbiamo detto no. E siamo andati per la nostra strada con le nostre gambe. Denunciando tutto alla polizia». Altri invece cedono alla tentazione della scorciatoia, per cupidigia o perché strozzati dalla crisi: «I casalesi avvicinano gli imprenditori che lavorano al Nord e gli dicono: cosa ti serve? Vuoi fare la bella vita senza problemi? Vuoi le porte spalancate? Moltissimi dicono di sì. E diventano loro schiavi».</p>
<p style="text-align: justify;">È con questi metodi, come sostiene il procuratore di Bologna, Roberto Alfonso, che i mafiosi si sono «radicati» nella regione fino a diventare una «presenza stabile e definitiva sul territorio degli affiliati alle organizzazioni mafiose» e tutto ciò «genera una sorta di colonizzazione da parte delle organizzazioni criminali». È ovvio che non è come la Sicilia, la Calabria o la Campania, perché le mafie «non hanno il controllo militare del territorio», però «è certo che vi svolgono attività illecite e vi fanno affari illeciti».</p>
<p style="text-align: justify;">Tutto ciò è provato da decine di indagini avviate in tutte le province. E nuove inchieste toccano anche la politica. Fonti qualificate confermano a «l&#8217;Espresso» che «è in campo l&#8217;ipotesi investigativa che segnala una significativa e importante presenza di Cosa nostra in primarie attività economiche della regione». Indagini che potrebbero riservare sorprese clamorose. Da mesi gli inquirenti sono anche impegnati ad accertare la natura dei rapporti fra Calisto Tanzi, l&#8217;ex patron di Parmalat, l&#8217;imprenditore campano Catone Castrese, arrestato dai pm di Salermo a giugno per bancarotta, e alcuni soggetti legati alla camorra: il sospetto è che stessero organizzando un grande riciclaggio.</p>
<p style="text-align: justify;">Da quando il procuratore Alfonso ha iniziato a dare impulso alle attività antimafia sul territorio, adottando una strategia che privilegia l&#8217;aggressione ai patrimoni illeciti, molti risultati stanno arrivando. Seppur tra mille difficoltà. Perché sono tantissime &#8211; ed è anche fisiologico che lo sia &#8211; le domande di sequestro di beni bocciate dai giudici. Vengono respinte pure molte richieste di arresto per persone accusate di aver aiutato la mafia. Nella maggioranza dei casi il ricorso alla Cassazione ha poi dato ragione alla procura.</p>
<p style="text-align: justify;">I tribunali locali spesso sono apparsi quasi immaturi nel valutare le prove raccolte dalle forze dell&#8217;ordine. Se in Sicilia, Calabria o Campania un primario falsifica un certificato per tirar fuori dal carcere boss, il medico finisce sotto processo anche con l&#8217;aggravante di aver avvantaggiato l&#8217;organizzazione mafiosa. Se accade in Emilia Romagna, i giudici non riconoscono l&#8217;aggravante. Ed ecco un altro paradosso: anche l&#8217;antimafia viene importata. In Emilia Romagna contro i delitti associativi, ossia i crimini più gravi, intervengono spesso le procure di Napoli, Catanzaro e Reggio Calabria con arresti e sigilli ai tesori. Ai pm bolognesi, che collaborano quasi sempre con i colleghi, rimane il compito di punire solo i reati dei singoli boss sul territorio. E le loro complicità, con un coinvolgimento crescente dei colletti bianchi. <em>(L&#8217;Espresso, 12 gennaio 2012)</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.navecorsara.it/wp/2012/01/13/emilia-le-mani-della-mafia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>6</slash:comments>
	<enclosure url='http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2012/01/mafia_emilia.jpg' length ='50430'  type='image/jpg' />	</item>
		<item>
		<title>Mani pulite? Di sicuro il Parlamento è sporco</title>
		<link>http://www.navecorsara.it/wp/2012/01/12/mani-pulite-di-sicuro-il-parlamento-e-sporco/</link>
		<comments>http://www.navecorsara.it/wp/2012/01/12/mani-pulite-di-sicuro-il-parlamento-e-sporco/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 12 Jan 2012 20:22:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Brutta Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica e Affari]]></category>
		<category><![CDATA[Rassegna stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Camorra]]></category>
		<category><![CDATA[Clan dei casalesi]]></category>
		<category><![CDATA[Criminalità organizzata]]></category>
		<category><![CDATA[Nicola Cosentino]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.navecorsara.it/wp/?p=36106</guid>
		<description><![CDATA[In odore di camorra. Il deputato del Pdl Nicola Cosentino. di Michele Serra Ieri è stata, per il governo Monti, una giornata trionfale. Il voto della Camera su Cosentino fa precipitare ai minimi storici le quotaioni di questo parlamento, che in un furioso regurgito corporativo appare meritevole, nella sua maggioranza, dei peggiori sospetti. Il vecchio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2012/01/12/mani-pulite-di-sicuro-il-parlamento-e-sporco/nicola_cosentino-2/" rel="attachment wp-att-36108"><img class="aligncenter size-large wp-image-36108" title="Nicola_Cosentino" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2012/01/Nicola_Cosentino1-580x397.jpg" alt="" width="580" height="397" /></a>In odore di camorra. Il deputato del Pdl Nicola Cosentino.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>di Michele Serra</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ieri è stata, per il governo Monti, una giornata trionfale. Il voto della Camera su Cosentino fa precipitare ai minimi storici le quotaioni di questo parlamento, che in un furioso regurgito corporativo appare meritevole, nella sua maggioranza, dei peggiori sospetti.<span id="more-36106"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Il vecchio ex capo del vecchio governo, muto e svagato da quando è stato depositato, si è ri-mobilitato come ai vecchi tempi al solo scopo di proteggere dalla legge un suo vassallo accusato di connivenza con la camorra. Il partito più ostile a Monti, quella Lega che si guadagnò fama e voti come alternativa al sistema, ha confermato di essere, nella migliore delle ipotesi, una corrente post-democristiana particolarmente sensibile agli interessi del notabilato meridionale.</p>
<p style="text-align: justify;">Il comico, patetico capo del Carroccio, richiamato all’ordine dal suo padrone politico Berlusconi, giustifica il voto pro-Cosentino e pro – casta dichiarando che la Lega non è mai stata forcaiola: come se tutti avessimo dimenticato che i leghisti, in quella stessa aula, pochi anni fa sventolavano il cappio, come tangheri del Ku Klux Klan.</p>
<p style="text-align: justify;">Riassumendo: per un governo nato come rimedio exstrapolitico all’inefficienza, all’inaffidabilità e all’impresentabilità di un ‘intera legislatura, la giornata di ieri, ripeto, è stata un autentico trionfo. <em>(La Repubblica, 13 gennaio 2012)</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.navecorsara.it/wp/2012/01/12/mani-pulite-di-sicuro-il-parlamento-e-sporco/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>5</slash:comments>
	<enclosure url='http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2012/01/Nicola_Cosentino.jpg' length ='51157'  type='image/jpg' />	</item>
		<item>
		<title>Il buongiorno si vede dallo scontrino</title>
		<link>http://www.navecorsara.it/wp/2012/01/06/il-buongiorno-si-vede-dallo-scontrino/</link>
		<comments>http://www.navecorsara.it/wp/2012/01/06/il-buongiorno-si-vede-dallo-scontrino/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 06 Jan 2012 12:48:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Commerci]]></category>
		<category><![CDATA[Rassegna stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Cortina d'Ampezzo]]></category>
		<category><![CDATA[Evasione fiscale]]></category>
		<category><![CDATA[Scontrino fiscale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.navecorsara.it/wp/?p=35859</guid>
		<description><![CDATA[di Clementina Coppini Mi trovo in una nota località sciistica delle Alpi e pochi minuti fa sono stata testimone oculare di un avvenimento a cui non pensavo mai avrei assistito durante questa vita mortale: ho visto i negozianti del luogo fare lo scontrino fiscale. Parlo del panettiere e del macellaio, che sono tre anni che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2012/01/06/il-buongiorno-si-vede-dallo-scontrino/evasione-fiscale-lotta-vignetta/" rel="attachment wp-att-35860"><img class="aligncenter size-large wp-image-35860" title="evasione-fiscale-lotta-vignetta" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2012/01/evasione-fiscale-lotta-vignetta-580x391.gif" alt="" width="580" height="391" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>di Clementina Coppini</strong><br />
Mi trovo in una nota località sciistica delle Alpi e pochi minuti fa sono stata testimone oculare di un avvenimento a cui non pensavo mai avrei assistito durante questa vita mortale: ho visto i negozianti del luogo fare lo scontrino fiscale. Parlo del panettiere e del macellaio, che sono tre anni che vengo qui e francamente non credevo nemmeno che avessero la macchinetta per produrli. Invece ce l’avevano, solo che non la usavano. Ma guarda un po’ che stranezza.<span id="more-35859"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Fino a ieri al pagamento di pane e bistecca seguiva un semplice buongiorno. Oggi li accompagnava il foglietto fiscale, per cui queste persone, che per carità lavorano e non sono ai Caraibi con i parlamentari, ora dovranno scendere nel mondo dei comuni mortali e pagare le tasse anche loro. Motivo? L’Effetto Cortina, quella reazione a catena creata ieri dagli organi di stampa che hanno sbandierato, stavolta a ragione, i controlli della Finanza nella rinomata località frequentata da benestanti, in seguito ai quali gli incassi dei negozi si sono misteriosamente incrementati del 400 %. Ben venga. E non mi si dica nulla a riguardo, ma proprio nulla, perché i miei poveri genitori facevano i salumieri e io ho imparato ad affettare il prosciutto prima che a scrivere (e a volte rileggendomi penso che forse dovrei rivalutare l’importanza del prosciutto nella mia formazione) e so che funziona così, che si evita di fare gli scontrini appena possibile, quando arrivano i clienti fissi e quando ci sono le festività, che tanto la gente ci fa meno caso.</p>
<p style="text-align: justify;">Poi, con un po’ di pratica, si imparano molti altri trucchi del mestiere. Con buona pace dei miei genitori che oggi mi tireranno una folgore dal cielo, è giusto così. È giusto che chi tiene questi prezzi gonfiati in queste località invernali paghi le tasse come faccio io che non ho il coraggio di chiedere lo scontrino perché sono cresciuta in negozio e anche perché mi vergogno, anche se non dovrei. Spero che l’Effetto Cortina continui a funzionare anche la settimana prossima e quella dopo ancora. Mia madre è morta a quarant’anni dopo una lunga giornata di lavoro al freddo a servire clienti, questo io non me lo dimenticherò mai. Ma non è il caso personale, o la fatica dello stare in negozio che deve spingerci ad attenuare l’Effetto Cortina.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutti dobbiamo fare il nostro dovere: loro devono fare lo scontrino, noi dobbiamo chiederlo anche se ci sentiamo a disagio, anche se ci fanno lo sconto (e poi ci sono negozi, tipo quelli dove ho fatto la spesa stamattina, che non mi hanno mai fatto né lo scontrino né lo sconto). È così che deve funzionare. Certo poi si dirà che questi controlli favoriscono i supermercati e abbattono i piccoli commercianti, che questo governo è il governo delle banche eccetera eccetera. Su questo non ci piove e non ci nevica, ma tali considerazioni non tolgono il fatto che era ora di cominciare ad agire in questo senso. Era ora. Adesso però bisogna andare a fare le pulci ai clienti di questi negozi in questi siti e chiedersi se dichiarano tutto quello che guadagnano.</p>
<p style="text-align: justify;">Se lo fanno, svernino pure dove vogliono e si cambino il guardaroba sciistico due volte a stagione o anche ogni week end, perché ognuno con i soldi suoi ci fa quello che vuole. Altrimenti paghino le tasse e poi facciano esattamente lo stesso, ma prima paghino le tasse. Oppure non usino nulla di ciò che attiene alla cosa pubblica, ma proprio nulla di nulla, dalla cassa integrazione agli esami del sangue convenzionati, dal suolo pubblico al medico della mutua. Restiamo in attesa che l’Effetto Cortina si estenda alle banche, perché anche loro devono pagare. Nel frattempo credo che noi faremmo bene a diventare finanzieri di noi stessi, e a chiedere sempre spiegazioni. Perché il buongiorno si vede dallo scontrino. (<a href="http://www.giornalettismo.com/archives/185829/il-buongiono-si-vede-dallo-scontrino/">Giornalettismo</a>, 6 gennaio 2012)</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.navecorsara.it/wp/2012/01/06/il-buongiorno-si-vede-dallo-scontrino/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>8</slash:comments>
	<enclosure url='http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2012/01/evasione-fiscale-lotta-vignetta.gif' length ='35305'  type='image/jpg' />	</item>
		<item>
		<title>Anno nuovo? Circolare gente! Non c&#8217;è niente da sperare, circolare</title>
		<link>http://www.navecorsara.it/wp/2012/01/02/anno-nuovo-circolare-gente-non-ce-niente-da-sperare-circolare/</link>
		<comments>http://www.navecorsara.it/wp/2012/01/02/anno-nuovo-circolare-gente-non-ce-niente-da-sperare-circolare/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 02 Jan 2012 13:50:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il juke box di Nave Corsara]]></category>
		<category><![CDATA[Racconti]]></category>
		<category><![CDATA[Rassegna stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Auguri di buon anno 2012]]></category>
		<category><![CDATA[Brigitte Bardot]]></category>
		<category><![CDATA[Noir et blanc]]></category>
		<category><![CDATA[Previsioni astrologiche]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.navecorsara.it/wp/?p=35687</guid>
		<description><![CDATA[Due morti e centinaia feriti è il bilancio della guerra dei petardi del San Silvestro 2011-Capodanno 2012. Gli italiani non rinsaviscono. Pure mezzo secolo fa, al travaso del 1961 nel 1962, i morti furono due e i feriti più di centocinquanta. A San Giuseppe Vesuviano un ragazzo al balcone fu freddato da una rivoltellata esplosa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2012/01/02/anno-nuovo-circolare-gente-non-ce-niente-da-sperare-circolare/2012_buon_anno/" rel="attachment wp-att-35688"><img class="aligncenter size-large wp-image-35688" title="2012_buon_anno" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2012/01/2012_buon_anno-580x436.jpg" alt="" width="580" height="436" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Due morti e centinaia feriti è il bilancio della guerra dei petardi del San Silvestro 2011-Capodanno 2012. Gli italiani non rinsaviscono. Pure mezzo secolo fa, al travaso del 1961 nel 1962, i morti furono due e i feriti più di centocinquanta. A San Giuseppe Vesuviano un ragazzo al balcone fu freddato da una rivoltellata esplosa in strada; a Torre Annunziata un giovane restò ucciso dallo scoppio di un bengala. Con tutto che allora non si erano mobilitati i sindaci a raccomandare e proibire, la finanza e i carabinieri a sequestrare con l&#8217;odierna solerzia. Quell&#8217;anno furono requisiti solo sessanta quintali di fuochi fuorilegge.<span id="more-35687"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Chi vuol farci credere che il mondo si avvia velocemente verso il baratro o s&#8217;inerpica faticosamente lungo i sentieri del progresso trova in questi emblematici e immutabili dati la risposta sia alle solite paure sia alla retorica sul radioso avvenire.</p>
<p style="text-align: justify;">In Italia, checché se ne dica e si predichi, nulla cambia. Inutile stracciarsi le vesti, rimpiangere il passato o sperare nel futuro. Il nostro destino è quello del cerchio della ruota del carro. A seconda del giro che compie e della velocità cui procede, ci troviamo ora schiacciati ora sollevati. L&#8217;impressione è che la prima posizione duri più della seconda, che le crisi durino più degli entusiasmi collettivi, che la speranza sia meglio della carità, ma è solo questione di fede. Virtù teologali, niente che vedere con la realtà, perfidamente incaricata di smentire le nostre attese e di esaudire i nostri timori.</p>
<p style="text-align: justify;">Se facciamo una ricognizione delle prime pagine dei giornali del 2 gennaio 1962 i fatti ci danno ragione. Abbiamo la conferma che il mondo, tecnologie e nomi dei protagonisti a parte, non sia molto cambiato nelle sue pulsioni di fondo. I soliti ingredienti di amore e odio, ingenuità e ipocrisia, gioie e dolori, credulità e desideri, producevano risultati non molto dissimili da quelli odierni. Vedete voi se, dai fatti scompagnati riportati qui di seguito, si può ricavare qualche considerazione del tipo: andava meglio quando andava peggio. Oppure: andava peggio, quando andava meglio. O ancora: andava uguale.</p>
<p style="text-align: justify;">Per una certa categoria, andò meglio. Per le feste gli italiani spesero nei negozi 24 miliardi di lire, dal 7 al 15 per cento in più del 1960, con punte del 35 nei grandi magazzini. Ma i commercianti, allora come ora mai contenti, invitarono a considerare la faccia oscura di quella luna di miele tra bottegai e consumatori: dicembre non è come il resto dell&#8217;anno. E protestarono perché volevano la chiusura di domenica.</p>
<p style="text-align: justify;">Passiamo al presente storico, che è più comodo. I giornali danno notizia dei «soliti ignoti» che sfuggono al fisco. Pochissimi quelli che denunciano redditi superiori ai cinque milioni di lire.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;immigrazione è all&#8217;ordine del giorno. A Torino i primi due nati del nuovo anno, Giancarlo e Carmela, sono figli di immigati. Dalla Puglia e dalla campagna.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel suo messaggio di fine anno, il presidente della Repubblica Giovanni Gronchi auspica una più equa distribuzione del benessere e la moralizzazione della politica. Fa anche gli auguri agli italiani emigrati all&#8217;estero: «Voi che vivete e lavorate oltre i confini e oltre i mari d&#8217;Italia, voi siete fra i più qualificati &#8220;depositari&#8221; dei nostri ideali e delle nostre aspirazioni».</p>
<p style="text-align: justify;">Agli appelli di Gronchi fanno orecchie da mercante gli irredentisti della provincia di Bolzano. Auspicano la secessione dell&#8217;Alto Adige, che loro chiamano Sud Tirolo, e la notte di San Silvestro fanno saltare un traliccio. Un botto più fragoroso di altri. Strategia dell&#8217;alta tensione.</p>
<p style="text-align: justify;">In Libano un putsch militare di destra viene represso da esercito e aviazione. Non se ne accorge quasi nessuno.</p>
<p style="text-align: justify;">Al Cremlino si tiene un fastoso banchetto innaffiato da vino, spumante e liquori. A capotavola, Kruscev brinda «a una pace duratura» e promette che «nel 1962 l&#8217;Urss farà tutto il possibile per evitare conflitti».</p>
<p style="text-align: justify;">La Germania Ovest prolunga la ferma militare da 12 a 18 mesi. «Nel 1962 il nostro esercito sarà il più forte d&#8217;Europa», annuncia il generale Speidel. Teme la Russia, che «in pochi giorni potrebbe concentrare 420 mila uomini lungo la cortina di ferro». L&#8217;ambasciatore degli Stati Uniti a Mosca incontra il ministro degli Esteri sovietico. «Non abbiamo parlato di Berlino», dice alla fine del colloquio. Londra è paralizzata dal gelo vero, il resto d&#8217;Europa dalla guerra fredda.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel Pacifico, i 113 mila abitanti delle Isole Samoa Occidentali, colonia tedesca fino alla Prima guerra mondiale e in seguito amministrate dalla Nuova Zelanda, ottengono l&#8217;indipendenza. Sperano di mantenersi esportando cacao e banane.</p>
<p style="text-align: justify;">Il presidente indonesiano Sukarno mette a punto un piano per occupare la Nuova Guinea.</p>
<p style="text-align: justify;">Alle 22,15, il secondo canale della Tv manda in onda la terza puntata di un servizio sull&#8217;opera dei missionari in Papuasia. Sul primo, <em>Canzonissima</em>, la gara canora abbinata alla Lotteria di Capodanno con estrazione dei biglietti il giorno dell&#8217;Epifania.</p>
<p style="text-align: justify;">Mike Bongiorno trascorre il Capodanno a letto, nella sua camera dell&#8217;albergo di Cervinia, con la gamba sinistra ingessata. Il giorno prima si è fratturato il malleolo sciando.</p>
<p style="text-align: justify;">Dagli schermi tv, Brigitte Bardot manda in visibilio i telespettatori francesi cantando a Capodanno Noir et blanc: «<em>E quando mi sono tolta i guanti, avete visto le mie belle dita bianche. Non era per niente disgustoso. Quando mi sono tolta le scarpe, avete visto i miei bei piedi bianchi. Non era per niente disgustoso. Quando mi sono spogliata, avete visto il mio corpo tutto bianco. Non era per niente disgustoso. Quando vi ho aperto il mio cuore, era nero dentro e siete rimasti a bocca aperta. Oh, mio dio, com&#8217;era disgustoso. Non mi toglierò più i guanti, non mi toglierò più le scarpe, non mi spoglierò più. Voi mi consegnate al nulla, perché il nero dona molto di più. Povera me, non ho avuto fortuna. Sarebbe stato meglio il contrario: avere un corpo nero come le bestie e possedere un&#8217;anima serena. E voi signori che mi ascoltate, se volete restare felici, non è che devo mostrarvi tutto se mi volete svestita</em>».</p>
<p style="text-align: justify;">Jane Mansfield canta e balla il twist in abiti succinti per i militari americani di stanza a Terranova, che non è terra statunitense ma canadese.</p>
<p style="text-align: justify;">In una lettera alla Stampa, la signora Carolina Tessitore si dice offesa perché una nota ditta di formaggini ha chiamato Carolina una mucca gonfiabile per premiare i collezionisti di punti. Sono ancora lontani i giorni in cui genitori sciagurati battezzeranno le loro figlie Milkana.</p>
<p style="text-align: justify;">La lamentela della vecchia signora torinese è forse l&#8217;unica differenza degna di nota tra ieri e oggi.</p>
<p><iframe src="http://www.dailymotion.com/embed/video/x1ik4p" frameborder="0" width="480" height="360"></iframe></p>
<p><strong>Il 1° gennaio 1961, mezzo secolo fa, Brigitte Bardot cantò Noir e blanc alla televisione francese.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Et quand je me suis dégantée<br />
Et quand je me suis dégantée<br />
Vous avez vu mes beaux doigts blancs<br />
<em></em></p>
<p><em>Chorus:</em> C’était pas du tout dégoutant!</p>
<p>Quand je me suis déchaussée<br />
Quand je me suis déchaussée<br />
Vous avez vu mes beaux pieds blancs<br />
<em></em></p>
<p><em>Chorus:</em> C’était pas du tout dégoutant!</p>
<p>Quand je me suis déshabillée<br />
Quand je me suis déshabillée<br />
Vous avez vu mon corps tout blanc.<br />
<em></em></p>
<p><em>Chorus:</em> C’était pas du tout dégoutant!</p>
<p>Lorsque j’ai ouvert mon coeur<br />
Il était noir à l’intérieur.<br />
Vous êtes restés comme deux ronds de flan</p>
<p><em>Chorus:</em> Ah mon dieu que c’était dégoutant</p>
<p>Je ne me déganterai plus<br />
Je ne me déchausserai plus<br />
Je ne me déshabillerai plus<br />
Vous me renvoyez au néant<br />
Car le noir m’est bien plus seyant</p>
<p>Pauvre de moi j’ai pas eu de veine<br />
J’aurais mieux faite faire le contraire<br />
Avoir un corps noir comme les bêtes<br />
Et posséder âme sereine</p>
<p>Et vous Messieurs qui m’écoutez<br />
Si vous voulez bonheur garder<br />
On a pas tout à vous montrer<br />
Si vous m’aimez deshabillée</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.navecorsara.it/wp/2012/01/02/anno-nuovo-circolare-gente-non-ce-niente-da-sperare-circolare/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	<enclosure url='http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2012/01/2012_buon_anno.jpg' length ='43926'  type='image/jpg' />	</item>
		<item>
		<title>Una buona notizia: la crisi ha fermato la cementificazione</title>
		<link>http://www.navecorsara.it/wp/2011/12/31/una-buona-notizia-la-crisi-ha-fermato-la-cementificazione/</link>
		<comments>http://www.navecorsara.it/wp/2011/12/31/una-buona-notizia-la-crisi-ha-fermato-la-cementificazione/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 31 Dec 2011 22:58:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Pianificazione Territoriale]]></category>
		<category><![CDATA[Politica e Affari]]></category>
		<category><![CDATA[Rassegna stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Speculazione edilizia]]></category>
		<category><![CDATA[cementificazione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.navecorsara.it/wp/?p=35514</guid>
		<description><![CDATA[di Elio Veltri Il settore costruzioni immobiliari-residenziali è in crisi. Non solo si vende di meno, ma si costruisce di meno e questa è la buona notizia. La televisione ne ha parlato quasi si trattasse di un funerale e invece la cementificazione che provoca distruzione del territorio dovrebbe far riflettere i sindaci e anche gli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/12/31/una-buona-notizia-la-crisi-ha-fermato-la-cementificazione/psc_prg_edilizia_costruttori/" rel="attachment wp-att-35515"><img class="aligncenter size-large wp-image-35515" title="psc_prg_edilizia_costruttori" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/12/psc_prg_edilizia_costruttori-435x580.jpg" alt="" width="435" height="580" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>di Elio Veltri</strong><br />
Il settore costruzioni immobiliari-residenziali è in crisi. Non solo si vende di meno, ma si costruisce di meno e questa è la buona notizia. La televisione ne ha parlato quasi si trattasse di un funerale e invece la cementificazione che provoca distruzione del territorio dovrebbe far riflettere i sindaci e anche gli imprenditori. In Italia c’è bisogno di case?<span id="more-35514"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Sì. Ma solo di edilizia sociale perchè l’80 per cento della popolazione ha la casa di proprietà e il 20% non se la può comprare e nemmeno può pagare affitti troppo elevati. In compenso abbiamo centinaia di migliaia di case vuote: case senza uomini e uomini senza casa. Diminuiscono il fatturato, le vendite, i lavoratori. Aumentano gli investimenti della criminalità con denaro riciclato. E allora perchè non voltare pagina? Il nostro paese ha una quantità di centri storici come nessun altro. Aree di grande pregio naturalistico come nessun altro. Aree dismesse abbandonate come nessun altro.</p>
<p style="text-align: justify;">Si vuole rilanciare il settore? Ecco la ricetta: recupero (ristrutturazione e restauro) del patrimonio edilizio esistente; disinquinamento e recupero delle aree dismesse; salvaguardia totale dell’ambiente naturale, monumentale e archeologico; sanzioni severe, altro che condoni!, per ogni forma di abusivismo. Gli impenditori dell’Ance (associazione costruttori) sanno bene che nel recupero si impiega una quantità maggiore di manodopera e più qualificata. Dovrebbero saperlo anche i sindaci, ma uso il condizionale perchè non ne sono sicuro. (<em><a href="http://domani.arcoiris.tv/una-buona-notizia-la-crisi-ha-fermato-la-cementificazione/">Domani</a></em>)</p>
<address style="text-align: justify;"><strong>Elio Veltri</strong>, medico chirurgo, è stato sindaco di Pavia dal 1973 al 1980. Eletto alla Camera dei deputati nel 1997, ha partecipato alle commissioni antimafia, anticorruzione e giustizia. È portavoce dell&#8217;associazione Democrazia e Legalità. Tra i suoi libri: <em>Milano degli scandali</em> (scritto con Gianni Barbacetto, 1991), <em>L&#8217;odore dei soldi</em> (scritto con Marco Travaglio, 2001), <em>Mafia pulita</em> (scritto insieme al magistrato Antonio Laudati, 2010).</address>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.navecorsara.it/wp/2011/12/31/una-buona-notizia-la-crisi-ha-fermato-la-cementificazione/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>9</slash:comments>
	<enclosure url='http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/12/psc_prg_edilizia_costruttori.jpg' length ='281508'  type='image/jpg' />	</item>
		<item>
		<title>Ladri di terra</title>
		<link>http://www.navecorsara.it/wp/2011/12/30/ladri-di-terra/</link>
		<comments>http://www.navecorsara.it/wp/2011/12/30/ladri-di-terra/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 30 Dec 2011 22:56:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Rassegna stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Biocarburanti]]></category>
		<category><![CDATA[Etiopia]]></category>
		<category><![CDATA[Land Grabbing]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.navecorsara.it/wp/?p=35531</guid>
		<description><![CDATA[Multinazionali e paesi emergenti come Brasile, India, Cina e Russia derubano i contadini africani. di Edoardo Vigna In Tanzania, la gente dei villaggi, per affittare un acro di terra, paga tra 250mila e due milioni e mezzo di scellini locali annui (125-1.250 euro): gli investitori stranieri (secondo il giornale economico Business Times) per produrre biocarburanti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/12/30/ladri-di-terra/land_grabbing_1/" rel="attachment wp-att-35532"><img class="aligncenter size-large wp-image-35532" title="land_grabbing_1" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/12/land_grabbing_1-580x414.jpg" alt="" width="580" height="414" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #b30318;">Multinazionali e paesi emergenti come Brasile, India, Cina e Russia derubano i contadini africani.</span><span id="more-35531"></span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>di Edoardo Vigna</strong><br />
In Tanzania, la gente dei villaggi, per affittare un acro di terra, paga tra 250mila e due milioni e mezzo di scellini locali annui (125-1.250 euro): gli investitori stranieri (secondo il giornale economico Business Times) per produrre biocarburanti starebbero intanto facendo incetta delle stesse terre al prezzo ridicolo di 700 scellini ad acro (0,35 euro).</p>
<p style="text-align: justify;">L’Etiopia, Paese cronicamente nel morso della carestia, in cui 13 milioni di persone dipendono dagli aiuti internazionali, negli ultimi anni è stata presa d’assalto da società agro-alimentari o produttrici di biocarburante indiane, saudite, cinesi. Secondo l’americano Oakland Institute e l’organizzazione dei contadini del Mali, dalla fine del 2010 ben 544mila ettari di terra del Paese africano – che darebbero lavoro a più di mezzo milione di agricoltori &#8211; sono stati o sono in via di «razzia» da parte di governi stranieri o multinazionali. Storie che ritornano anche in Indonesia, Malaysia, Filippine, Bolivia: anche se è soprattutto in Africa che non valgono mai le leggi di mercato. Solo quella del più forte.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Land Grab.</strong> Si chiama «Land Grab», traducibile in «rapina (grab) della terra (land)», non è ancora la parola dell’anno come «spread» ma ne sentiremo parlare sempre di più. Da una parte i governi di nazioni più ricche, che cercano terre per produrre cibo da riportare in patria per garantire sicurezza alimentare ai propri cittadini, o multinazionali a caccia di appezzamenti per produrre a costo più basso. Dall’altra, i contadini e le terre in cui vivono da secoli, che garantiscono loro (quando pure lo fanno) la sopravvivenza, e quei diritti fondamentali al cibo, alla vita, spesso non scritti ma non meno autentici. E ormai sistematicamente violati. Un fenomeno in crescita esponenziale.</p>
<p style="text-align: justify;">In 10 anni (secondol’International Land Coalition), 203 milioni di ettari sono stati acquistati (ceduti) o affittati a 40/50 e fino a 99 anni (o sono in via di): una superficie pari a sette volte quella dell’Italia, oltre venti volte quella delle nostre terre coltivabili, più o meno le dimensioni dell’Europa nord-occidentale.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/12/30/ladri-di-terra/land_grabbing_2/" rel="attachment wp-att-35533"><img class="aligncenter size-full wp-image-35533" title="land_grabbing_2" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/12/land_grabbing_2.jpg" alt="" width="579" height="415" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Obiettivo: Africa.</strong> Primo obiettivo delle negoziazioni: l’Africa, appunto, che rappresenta con 134,5 milioni di ettari quasi il 70% delle trattative (anche quelle in corso), poi l’Asia con poco più del 20% (43,5 milioni) e l’America Latina (18,3). Una piccola quota, 4,7 milioni di ettari, riguarda peraltro anche la campagna europea (soprattutto Romania, Bulgaria e Ungheria). Più in particolare, le ricerche dell’ong Oxfamindicano – nel mirino del land grabbing – soprattutto Paesi come Ghana, Mozambico, Senegal, Liberia, il nuovissimo Sud Sudan e, appunto, Etiopia e Tanzania.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Mali e (ancora) la Tanzania vengono considerate sotto «opa ostile» anche dall’americano Oakland Institute, autore di uno dei dossier più recenti e completi. «In Mali, però, si tratta soprattutto di investimenti della vecchia &#8220;dirigenza” libica, che ora sono stati congelati dalla nuova, in questa fase meno disposta a investire all&#8217;estero», spiega Stefano Liberti, che ha appena pubblicato il libro Land Grabbing, come il mercato delle terre crea il nuovo colonialismo (edito da Minimum Fax, di prossima pubblicazione anche in Francia, Germania, America).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nuovo colonialismo.</strong> A rastrellare terre sono soprattutto governi e società di Paesi come la Cina, l’India, la Corea del Sud, l’Arabia Saudita, il Qatar. Ma, oltre alle multinazionali occidentali, ci sono anche alcuni Paesi emergenti come Brasile e Russia. L’obiettivo principale, per gli Stati, sarebbe quello del perseguimento della sicurezza alimentare per la propria popolazione, in un momento di incertezza e crisi come l’attuale.</p>
<p style="text-align: justify;">In realtà, secondo le indagini più ampie e accreditate (Ilc in testa), il 37% delle negoziazioni avrebbero come finalità la produzione di bio-carburanti, seguiti (11,3%) da produzione agricola e (8,2%) produzione di legno ed estrazione minerarie. I governi e le società «acquirenti», naturalmente, contestano le contestazioni. Come la Cina, che nega ogni rapacità nelle sue operazioni; o come l’India, le cui compagnie che hanno comprato terre in Etiopia sostengono di aver al contrario investito in un’agricoltura arretrata, portando lì tecniche e macchine moderne. E a difendersi con questi stessi argomenti sono pure i governi locali «compiacenti», che aprono le porte alla cessione di quote territoriali del proprio Paese con la ragione dell’ammodernamento dell’economia locale attraverso gli investimenti stranieri.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/12/30/ladri-di-terra/land-grabbing-2/" rel="attachment wp-att-35535"><img class="aligncenter size-full wp-image-35535" title="Land Grabbing" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/12/Land-Grabbing1.jpg" alt="" width="580" height="364" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Indignados della terra.</strong> Peccato che a farne le spese siano sempre i contadini, espropriati con estrema facilità delle terre ancestrali di cui non detengono formali diritti di proprietà. E spesso privati del lavoro e anche del semplice diritto al cibo e alla sopravvivenza. I più recenti investimenti (di un fondo americano dell’Iowa) in Tanzania riguarderebbero 325.000 ettari di terra, che danno ad oggi lavoro a 162mila persone. E che in un futuro prossimo sembrano destinati al lavoro subordinato e sottopagato, quando non alla migrazione verso le città in cerca di lavoro. Senza contare gli sconvolgimenti della natura: produzione di bio-diesel a parte, l’Oakland Institute racconta il caso esemplare di una società che produce legname della Norvegia che sta progettando di piantare, al posto di 7.000 ettari di foresta in Tanzania, la monocultura del pino e dell’eucalipto per ottenere crediti di anidride carbonica da rivendere al governo norvegese.</p>
<p style="text-align: justify;">Soluzioni per il «land grab»? Poche, e al momento poco praticate. I contadini hanno cominciato a organizzarsi, ma gli «indignados della terra» riescono a far sentire la propria voce assai meno dei «cugini di città». Le organizzazioni internazionali cominciano a dibattere dei rischi e dei risvolti di questa forma di neocolonialismo. «L&#8217;Argentina ha approvato pochi giorni fa una legge per limitare l&#8217;acquisizione delle terre da parte degli stranieri. Il Brasile ha fatto qualcosa di simile», spiega ancora Liberti. C’è poi chi comincia a pensare di utilizzare lo strumento del diritto internazionale del «diritto al cibo». «Chi insiste su codici di condotta per gli Stati dovrebbe tener presente che avrebbero funzione solo di dissuasione», spiega Marcella Distefano, docente di diritto internazionale a Messina.</p>
<p style="text-align: justify;">«La strada giusta invece è quella delle norme consuetudinarie, vincolanti. Come la tutela dei diritti fondamentali», riconosciuti anche dai patti dell&#8217;Onu del &#8217;66. «In sostanza, poi, per gli Stati Africani la strada sarebbe quella di adottare contratti che prevedano l&#8217;obbligo di una ricaduta positiva sulle popolazioni locali»: strade, pozzi, acquedotti, scuole, un po&#8217; come i nostri oneri di urbanizzazione. È probabilmente la strada maestra. Quanto tempo ci vorrà per percorrerla, però, è un bel dibattito: mentre le terre dei poveri vengono «espugnate». <em>(Corriere della Sera, 29 dicembre 2011)</em></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/12/30/ladri-di-terra/landgrab/" rel="attachment wp-att-35536"><img class="aligncenter size-large wp-image-35536" title="landgrab" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/12/landgrab-406x580.jpg" alt="" width="406" height="580" /></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.navecorsara.it/wp/2011/12/30/ladri-di-terra/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>4</slash:comments>
	<enclosure url='http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/12/land_grabbing_1.jpg' length ='85616'  type='image/jpg' />	</item>
		<item>
		<title>Notte santa in Terra Santa</title>
		<link>http://www.navecorsara.it/wp/2011/12/30/notte-santa-in-terra-santa/</link>
		<comments>http://www.navecorsara.it/wp/2011/12/30/notte-santa-in-terra-santa/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 30 Dec 2011 19:23:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rassegna stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Celebrazione del Natale]]></category>
		<category><![CDATA[Divergenze teologiche]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.navecorsara.it/wp/?p=35665</guid>
		<description><![CDATA[Preti armeni e greco ortodossi se le sono date di santa ragione a suon di ramazza, mercoledì 28 dicembre, in seguito a divergenze sui modi di tenere pulita la basilica della Natività a Betlemme. Siccome ciascuno di noi ha un lato abbietto, confesso di accogliere con scomposta ilarità le frequenti notizie sulle risse tra monaci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/12/30/notte-santa-in-terra-santa/betlemme/" rel="attachment wp-att-35666"><img class="aligncenter size-large wp-image-35666" title="Betlemme" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2012/01/Betlemme-580x387.jpg" alt="" width="580" height="387" /></a>Preti armeni e greco ortodossi se le sono date di santa ragione a suon di ramazza, mercoledì 28 dicembre, in seguito a divergenze sui modi di tenere pulita la basilica della Natività a Betlemme.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Siccome ciascuno di noi ha un lato abbietto, confesso di accogliere con scomposta ilarità le frequenti notizie sulle risse tra monaci e preti di diverse confessioni cristiane in Terra Santa.<span id="more-35665"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Costituiscono il lato comico (e tutto sommato incruento) del tragico odio interreligioso che ha seminato di morte e distruzione la storia umana. Non basta credere nello stesso Dio: tra cristiani (come tra musulmani) ci si detesta e ci si combatte con accanimento secolare, e una ferocia che solo il fanatismo politico ha saputo emulare. L’ultimo episodio – ieri l’altro – ha visto affrontarsi a colpi di ramazza monaci armeni e greco-ortodossi. Una sorta di cartoon parodistico tra maschi con barbe lunghissirne che si menano come ossessi.</p>
<p style="text-align: justify;">Ignoro che cosa li separi, a parte la maniacale suddivisione di competenze territoriali che divide i luoghi sacri tra cristiani di diverse sponde, in pratica millesimandoli come un condominio. La moltiplicazione delle chiese e dei cleri- antichi e recenti – che si richiamano al povero Cristo, alla Bibbia e ai Vangeli, ciascuna avocando a sé il monopolio della corretta esegesi, è talmente stupefacente (sono centinaia) da suggerire ovvia diffidenza: non per la spiritualità degli umani, ma per i troppi concessionari della medesima. <em>(Michele Serra, la Repubblica 30 dicembre 2011)</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/12/30/notte-santa-in-terra-santa/betlemme-2/" rel="attachment wp-att-35667"><img class="aligncenter size-large wp-image-35667" title="Betlemme" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2012/01/Betlemme-580x386.jpg" alt="" width="580" height="386" /></a>Dopo la baruffa, le scope sono state usate finalmente in modo appropriato.</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.navecorsara.it/wp/2011/12/30/notte-santa-in-terra-santa/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
	<enclosure url='http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2012/01/Betlemme.jpg' length ='106135'  type='image/jpg' />	</item>
		<item>
		<title>I falsi amici di Facebook</title>
		<link>http://www.navecorsara.it/wp/2011/12/30/i-falsi-amici-di-facebook/</link>
		<comments>http://www.navecorsara.it/wp/2011/12/30/i-falsi-amici-di-facebook/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 30 Dec 2011 08:39:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[Rassegna stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Riceviamo e Pubblichiamo]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[Social network]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.navecorsara.it/wp/?p=35675</guid>
		<description><![CDATA[Ricevo frequentemente inviti, talvolta firmati con un nome e cognome, a entrare a far parte della comunità di Facebook. Quando si mantengono bassi, dicono che ci troverò 150-200 «amici» che non aspettano altro che di comunicare con me a colpi di clic sul computer, gente che mi vuole dire la sua e che si aspetta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/12/30/i-falsi-amici-di-facebook/facebook/" rel="attachment wp-att-35676"><img class="aligncenter size-large wp-image-35676" title="facebook" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2012/01/facebook-448x580.jpg" alt="" width="448" height="580" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Ricevo frequentemente inviti, talvolta firmati con un nome e cognome, a entrare a far parte della comunità di Facebook. Quando si mantengono bassi, dicono che ci troverò 150-200 «amici» che non aspettano altro che di comunicare con me a colpi di clic sul computer, gente che mi vuole dire la sua e che si aspetta che io racconti la mia. E magari scambiarsi delle foto, io che in foto risulto ancora più brutto e stagionato di quanto sono. 150 o 200 amici, nientemeno.<span id="more-35675"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Io 150 amici non li ho avuti nemmeno a mettere assieme quelli che ho avuto in tutta la mia vita; nemmeno a sommare quelli del tempo dei vent’anni, e nessuno di loro mi è rimasto amico, e quelli dell’età matura, e anche lì è stata una carneficina.</p>
<p style="text-align: justify;">L’amico per eccellenza, l’amico di tutta una vita, l’amico come non ne avrò mai più, Elio, è morto di tumore una notte di 16 anni fa. Nella mia vita di oggi posso usare il termine «amico» per un numero di persone che non arriva a dieci, e con ognuno di loro è una grave responsabilità quella di gestire e mantenere l’amicizia. Altro che cinguettare al computer a furia di messaggini più o meno minchioni. Per fare un esempio concreto, passerò l’ultima sera dell’anno in casa di Marina e Carlo Ripa di Meana, che miei grandi amici lo sono di certo: e purché io aggiunga subito quanto sia impegnativo essere amico di Marina da come lei straripa di vezzi e capricci e vanità. Beninteso, io penso che ne valga assolutamente la pena fronteggiare i suoi capricci, che averla amica valga a iosa la fatica che comporta. Ma è questo che voglio dirvi e ripetervi: che sempre un’amicizia è una fatica e una responsabilità e un’attenzione estrema ai dettagli. Perché in un’amicizia non c’è dettaglio che non sia pesante, stavo per dire decisivo. Nei dettagli c’è Dio.</p>
<p style="text-align: justify;">E se no, di che stiamo parlando cari amici di Facebook che non conosco? E a proposito di amici, nel 2011 me ne sono persi tre o quattro. Perché basta un dettaglio sbagliato, e io non lo perdono. E difatti io subito mi scuso se all’sms di un amico replico con ritardo, se al telefono lo richiamo con ritardo; devo faticare e concentrarmi per rispondere tempestivamente ai messaggi che quotidianamente mi mandano Ruggero e Tella, che di certo sono miei amici. Mi vergogno come un matto se un mio amico, o anche una persona che stimo, pubblica un libro e io non trovo il modo di fargli un cenno e un augurio in proposito. Se quell’amico per mestiere scrive sui giornali, sono felicissimo quando faccio partire un sms di congratulazioni dopo aver letto un suo articolo. So che fa piacere, come fa piacere a me quando ogni tanto ne ricevo uno.</p>
<p style="text-align: justify;">L’amicizia è una sinfonia, dove devi calibrare i vari strumenti e basta suonarne male uno per corrompere tutta la musica. Alcuni mesi fa ho invitato a cena un giovane giornalista che mi stava simpatico e che stimo. È venuto a casa mia, ha mangiato, ha bevuto, ha riso. Mai più avuto un cenno o una parola da lui. Bene. Per me è chiuso e sprangato, altro che ritrovarlo su Facebook.</p>
<p style="text-align: justify;">Vi sto annoiando? Spero di no. Non posso crederci che per voi l’amicizia sia qualcosa di più facile e leggero e che non comporta responsabilità, lo stare insieme comunque, il cinguettare di questo e di quello, mandare gli auguri con il telefonino che li manda contemporaneamente a tutti quelli che stanno nell’indirizzario, fare la telefonata la più inutile a chiedere «come stai?», vedersi a cena venti o trenta persone che non hanno il modo neppure di dirsi ai e bai. Mi direte che Facebook per sua natura ha niente a che vedere con tutto questo, è solo un luogo dove «socializzare» e scambiare opinioni. Appunto, a me non passa per la testa di «scambiare opinioni».</p>
<p style="text-align: justify;">Innanzi tutto perché non ho nulla da dire e poi perché il punto non è scambiare opinioni, ma ragionare con acutezza e sensibilità. E non è facile, non è facile per niente, non è facile con tutti, non è facile tutti i giorni. E a parte il fatto che a me piace ascoltare, non emettere sentenze. Se qualcuno di voi si ricorda di avermi ascoltato parlare in tv di questo o di quest’altro, è perché mi stavano pagando, perché quello è il lavoro di cui campo. Altrimenti me ne sto in silenzio il più che posso. Le parole sono sacre, meno se ne usano a vanvera e meglio è. In ogni circostanza della vita, pubblica e privata. E anche se purtroppo il corso inesorabile delle cose va altrove. Dappertutto uno schiamazzo di dichiarazioni, di mail, di interviste televisive e radiofoniche dove le stupidaggini crescono a far montagna. E non c’è più in Italia un cretino che non abbia un blog o un simil-blog dal quale mitraglia il mondo. <em>(Giampiero Mughini, Libero 30 dicembre 2011)</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.navecorsara.it/wp/2011/12/30/i-falsi-amici-di-facebook/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>7</slash:comments>
	<enclosure url='http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2012/01/facebook.jpg' length ='63563'  type='image/jpg' />	</item>
		<item>
		<title>Parma, Sex and the City</title>
		<link>http://www.navecorsara.it/wp/2011/12/29/parma-sex-and-the-city/</link>
		<comments>http://www.navecorsara.it/wp/2011/12/29/parma-sex-and-the-city/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 29 Dec 2011 08:55:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Costume]]></category>
		<category><![CDATA[Rassegna stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Sexy Toys]]></category>
		<category><![CDATA[Vibratori]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.navecorsara.it/wp/?p=35509</guid>
		<description><![CDATA[di Laura Ugolotti Con quel beccuccio colorato e pieno di brillantini, le «piume» nere a pois bianchi è passata facilmente inosservata, tra i tanti gadget della linea natalizia che, come ogni anno, una profumeria del centro di Parma propone alle clienti. La differenza, però, tra questa e una normale paperella da bagno sta in un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/12/29/parma-sex-and-the-city/paperella/" rel="attachment wp-att-35510"><img class="aligncenter size-large wp-image-35510" title="paperella" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/12/paperella-559x580.jpg" alt="" width="559" height="580" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>di Laura Ugolotti</strong><br />
Con quel beccuccio colorato e pieno di brillantini, le «piume» nere a pois bianchi è passata facilmente inosservata, tra i tanti gadget della linea natalizia che, come ogni anno, una profumeria del centro di Parma propone alle clienti. La differenza, però, tra questa e una normale paperella da bagno sta in un piccolo interruttore, che fa di lei un «massaggiatore vibrante». <span id="more-35509"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Perché di massaggiatore si tratta, ci tiene a sottolineare ripetutamente Emanuela, direttrice del punto vendita di via Cavour, pur dovendo ammettere che ben pochi la acquistano per sciogliere le tensioni di collo e spalle. Di fatto la paperella è considerata un «simpatico massaggiatore per signore» che, finalmente sdoganato, esce dalle stanze buie dei sexy shop per farsi acquistare in profumeria. «Per noi non è una novità», spiega Emanuela, «da alcuni anni c&#8217;è una linea di gadget natalizi che comprende la paperella, in diversi colori, a volte affiancata da piccoli pupazzetti. Per le clienti è diventata quasi una tradizione; c’è chi la compra ogni anno, come un oggetto da collezionare, e le vendite vanno sempre molto bene». Quando, alcuni anni fa, il punto vendita di Parma ancora non aveva a disposizione la linea, le richieste erano così numerose che era necessario ordinarle dai negozi di altre città.</p>
<p style="text-align: justify;">«Sono soprattutto le donne dai 35 ai 40 ad acquistarla, mentre gli uomini sembrano non farci caso. C’è chi non capisce subito di cosa si tratta e ci chiede informazioni: la prima reazione è la risata; la seconda, molto spesso, è l’acquisto». E la motivazione ufficiale quando si arriva alla cassa &#8211; neanche a dirlo &#8211; è la più comune: «È per un regalo», «È uno scherzo per l’amica».</p>
<p style="text-align: justify;">«La paperella?», chiede una cliente che ascolta per caso le risposte di Emanuela. «Funziona davvero!» esclama, per precisare immediatamente: «Per le spalle, intendo». Una ragazza, che a quanto pare conosce il gadget, si aggiunge alla conversazione e alzando il sopracciglio, con sguardo malizioso e tono d’intesa, rincara la dose e assicura: «È perfetta».</p>
<p style="text-align: justify;">«I doppi sensi si sprecano», confessa Emanuela, «ma è la parte divertente. Fino ad ora nessuna l’ha mai scambiata per una paperella da bagno, le donne non sono così sprovvedute. Sanno di cosa si tratta, e lo vivono in modo giocoso, scherzoso. Nessuna che si imbarazzi o si scandalizzi». «D’altra parte &#8211; dice &#8211; è un oggetto sdoganato da tempo, che si può trovare in tanti negozi diversi». Restiamo per qualche secondo interdetti. «Dite di no?», chiede. Diciamo di no. Ma la strada è tracciata e ora è tutta discesa.<em> (Pubblicato dalla Gazzetta di Parma del 29 dicembre 2011 con il titolo «Quella paperella maliziosa»)</em></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/12/29/parma-sex-and-the-city/paperella-dark/" rel="attachment wp-att-35511"><img class="aligncenter size-large wp-image-35511" title="paperella-dark" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/12/paperella-dark-577x580.jpg" alt="" width="577" height="580" /></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.navecorsara.it/wp/2011/12/29/parma-sex-and-the-city/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>4</slash:comments>
	<enclosure url='http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/12/paperella.jpg' length ='48335'  type='image/jpg' />	</item>
	</channel>
</rss>

