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	<title>Nave Corsara &#187; Lavoro</title>
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		<title>Senatùr, a quel paese vacci tu</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Oct 2011 23:59:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità politica e sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Baby pensionati]]></category>
		<category><![CDATA[Umberto Bossi]]></category>

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		<description><![CDATA[di Alessandro D&#8217;Amato Umberto Bossi fa sapere che Gianfranco Fini deve andare a quel paese, per aver detto la verità su sua moglie Manuela Marrone, ovvero che è una baby pensionata (così come la consorte di Tremonti, del resto). L’onorevole Bossi, si sa, è fatto così: male. Da quando ha avuto l’ictus dimostra una certa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object width="420" height="315" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/gRuzXwm19E8?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="420" height="315" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/gRuzXwm19E8?version=3&amp;hl=it_IT" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object></p>
<p><a href="http://www.giornalettismo.com/archives/161855/a-quel-paese-vacci-tu/">di Alessandro D&#8217;Amato</a></p>
<p style="text-align: justify;">Umberto Bossi fa sapere che Gianfranco Fini deve andare a quel paese, per aver detto la verità su sua moglie Manuela Marrone, ovvero che è una baby pensionata (così come la consorte di Tremonti, del resto).<span id="more-33778"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L’onorevole Bossi, si sa, è fatto così: male</strong>. Da quando ha avuto l’ictus dimostra una certa insofferenza nei confronti delle critiche, oltre ad essere considerato non del tutto sano dall’autorevole stampa estera, e da quella italiana.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ma la parte più ridicola del discorso del Senatùr</strong> non è mica la parolaccia. E’ la giustificazione offerta al popolo di giornalisti che ancora lo insegue per avere una biascicata dichiarazione, invece di ignorarlo o compatirlo come si dovrebbe fare con chi insulta: «Quando uno va in pensione ci va con le regole che ci sono in quel momento».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Una bella frescaccia, direbbero in Padania.</strong> Nessuno è obbligato ad andare in pensione anticipata, la richiesta è facoltativa. E la signora Marrone in Bossi, visto che ha cominciato a gestire una scuola – ricevendo anche 800mila euro di contributi dallo Stato – poteva anche rinunciare al vitalizio. Tanto più che la posizione ricoperta dal marito sicuramente le consentiva la tranquillità economica.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ecco perché Bossi, oltre ad aver mentito ai popoli del Nord</strong> promettendo cose che non si sono mai avverate, e aumentandogli le tasse con l’incremento dell’Iva, dice menzogne anche sulla situazione della moglie. Bisognerebbe chiedergli di dimettersi, se non fosse che è una parola sconosciuta al suo vocabolario. E allora andasse a quel paese, almeno.</p>
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		<title>E se Marchionne avesse ragione?</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Oct 2011 01:03:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità politica e sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Disoccupazione giovanile]]></category>
		<category><![CDATA[Indignati]]></category>
		<category><![CDATA[Sergio Marchionne]]></category>

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		<description><![CDATA[Indignati al corteo di sabato 15 ottobre a Roma. L&#8217;amministratore delegato della Fiat Sergio Marchionne, uno che con quella bocca può dire ormai ciò che vuole, ha detto fuori dai denti che proteste e scioperi non servono a nulla. Certo che questo uomo venuto dal freddo Canada non ce ne risparmia una. Un giorno dice [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/10/20/e-se-marchionne-avesse-ragione/manifestazione-degli-indignati/" rel="attachment wp-att-33582"><img class="aligncenter size-large wp-image-33582" title="MANIFESTAZIONE DEGLI INDIGNATI" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/10/indignati_roma_1-580x414.jpg" alt="" width="580" height="414" /></a>Indignati al corteo di sabato 15 ottobre a Roma.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L&#8217;amministratore delegato della Fiat Sergio Marchionne</strong>, uno che con quella bocca può dire ormai ciò che vuole, ha detto fuori dai denti che proteste e scioperi non servono a nulla.<span id="more-33581"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Certo che questo uomo venuto dal freddo Canada</strong> non ce ne risparmia una. Un giorno dice che vuole trasferire la sua (sua?) azienda chissà dove se gli operai non se ne stanno buonini. Un altro annuncia che la Fiat uscirà dalla Confindustria per smarcarsi da qualsiasi patto con i lavoratori. E oggi ci informa che «protestare, scioperare non serve a niente».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E se Marchionne avesse ragione?</strong> A questo livello delle cose è probabilmente vero che con cortei e grancasse fatte con i bidoni in stile autunno caldo non si va da nessuna parte, non si cava un regno da un buco. I pochi occupati ci perdono solo giornate di lavoro, che vogliono dire soldi e prima o poi devono piegare la testa e rientrare.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/10/20/e-se-marchionne-avesse-ragione/manifestazione-degli-indignati-united-for-global-change/" rel="attachment wp-att-33583"><img class="aligncenter size-large wp-image-33583" title="Manifestazione degli &quot;Indignati&quot; - United for Global Change" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/10/roma_indignati_2-580x414.jpg" alt="" width="580" height="414" /></a>Pacifici partecipanti alla manifestazione romana.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quello che vuol intendere Marchionne</strong> quando parla di inutilità della protesta (lasciate perdere e accettate le mie condizioni, o mangiate questa minestra o saltate da quella finestra) può essere letto però anche in tutt&#8217;altra maniera. Può essere un invito (assolutamente non voluto) a ripensare le forme di lotta.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Con questi padroni che non sono più padroni</strong> dei soli mezzi di produzione, cioè delle fabbriche, dei macchinari e dei capitali, ma padroni assoluti delle nostre vite, forse bisognerà, come si diceva una volta, alzare il livello dello scontro.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sfasciare le vetrine e dare fuoco alle macchine non aiuta</strong> la causa dei disoccupati e degli indignati. Sono forme esasperate di un teatro di strada che mette in scena la disperazione sociale. Episodi transitori di un&#8217;opposizione ancora allo stato nascente. Una sorta di malattia infantile.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Bisognerà crescere in fretta per guarirne</strong> senza lasciarci le penne. E inventarsi qualcosa di nuovo. Adatto alle circostanze. In Grecia la guerriglia può continuare anche su questi binari: non hanno nulla da perdere e con la disoccupazione giovanile al 42 per cento come fai a spiegargli che le strade sono altre. La rivolta, al contrario di una rivoluzione con programmi e leader, è di per sé ingestibile. E poi per questi ragazzi senza un futuro qualche mese o anno al fresco può apparire anche una forma estrema di sopravvivenza. Che cosa volete che gli importi di sporcarsi quel pezzo di carta che è la fedina penale quando è la loro stessa vita a essere compromessa in maniera irrimediabile?</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Questo non è cinismo,</strong> non è istigazione a bruciarsi la vita. Il cinismo è di chi ha costretto una generazione a immolarsi nel fuoco della battaglia e dei roghi suicidi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/10/20/e-se-marchionne-avesse-ragione/atene_1/" rel="attachment wp-att-33584"><img class="aligncenter size-large wp-image-33584" title="Atene_1" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/10/Atene_1-580x388.jpg" alt="" width="580" height="388" /></a>Mercoledì 19 ottobre si sono svolte ad Atene imponenti manifestazioni contro le misure di austerità imposte dall&#8217;Unione europea alla Grecia.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Da noi le cose sono un po&#8217; diverse.</strong> Da noi bisognerà studiare qualcosa di più adeguato ed efficace. Qualcosa che tolga il sonno a chi ci ha portato al disastro. Che non sono necessariamente i politici. Da tempo sappiamo che costoro stanno solo eseguendo degli ordini. È Maroni che arma Manganelli, ma entrambi sono solo cani da guardia di interessi che non hanno le vetrine sulla via dove e quando scoppiano i disordini.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sì il riprovevole parapiglia romano</strong> non è stato altro che un falò, un&#8217;arma di distrazione di massa caricata dalle chiacchiere dei ciechi, dei benpensanti e degli untorelli che non mancano mai di sbraitare dai balconi televisivi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>I benpensanti che incrociavano i cortei studenteschi</strong> nella Milano ancora brumosa se ne uscivano con frasi meneghine del tipo «mo&#8217; andì a laurà». Battuta oggi improponibile. «Volentieri, ma dove?», sarebbe la facile e amara replica.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/10/20/e-se-marchionne-avesse-ragione/greece-financial-crisis/" rel="attachment wp-att-33585"><img class="aligncenter size-large wp-image-33585" title="Greece Financial Crisis" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/10/Atene_2-580x386.jpg" alt="" width="580" height="386" /></a>Un manifestante ad Atene.</strong></p>
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		<title>Ma quanto è berlusconiana la ricetta della Marcegaglia per «salvare l&#8217;Italia»</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Oct 2011 13:13:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Industria]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Abi]]></category>
		<category><![CDATA[Alleanza delle Cooperative Italiane]]></category>
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		<category><![CDATA[Emma Marcegaglia]]></category>
		<category><![CDATA[Evasione fiscale]]></category>
		<category><![CDATA[Progetto delle imprese per l'Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Rete Imprese Italia]]></category>

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		<description><![CDATA[Vignetta di Franco Portinari (www.portoscomic.com).  &#160; È di ben sedici pagine il Progetto delle imprese per l&#8217;Italia diffuso da Abi, Ania, Alleanza delle Cooperative Italiane, Confindustria e Rete Imprese Italia. Il nulla.  Sedici pagine di nulla a testimoniare la pochezza della classe dirigente imprenditoriale italiana. Sedici pagine nelle quali si chiede al governo di tagliare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/10/01/ma-quanto-e-berlusconiana-la-ricetta-della-marcegaglia-per-%c2%absalvare-litalia%c2%bb/quartopartito/" rel="attachment wp-att-32913"><img class="aligncenter size-large wp-image-32913" title="Quarto+Partito" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/10/Quarto+Partito-580x488.jpg" alt="" width="580" height="488" /></a><span style="color: #c7041b;"><strong>Vignetta di Franco Portinari (<a href="http://www.portoscomic.com/">www.portoscomic.com</a>). </strong></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">È di ben sedici pagine il Progetto delle imprese per l&#8217;Italia diffuso da Abi, Ania, Alleanza delle Cooperative Italiane, Confindustria e Rete Imprese Italia.<br />
Il nulla.  Sedici pagine di nulla a testimoniare la pochezza della classe dirigente imprenditoriale italiana. Sedici pagine nelle quali si chiede al governo di tagliare le pensioni, imporre una patrimoniale alle persone fisiche e investire il ricavato, guarda caso, in incentivi e agevolazioni alle imprese.<span id="more-32912"></span><br />
Non c’è una riga che solleciti investimenti nell’istruzione o nei servizi che non siano dedicati alle imprese, non c’è una riga dedicata all’assistenza di quegli italiani che si vogliono mandare in pensione sempre più tardi, non c’è una riga dedicata al sostegno di chi ha redditi discontinui o alla repressione dell’abuso delle forme di contratto che hanno portato all’esplodere del precariato, non c’è una riga che richiami le imprese alle loro responsabilità, non in termini di responsabilità sociali o individuali, non c’è una riga nemmeno sulla repressione di quelle tasse occulte che sono i prezzi dei carburanti, delle assicurazioni e dei servizi bancari.<br />
La ricetta. Perché quelle vanno a beneficio di imprese firmatarie del progetto, poco importa che appesantiscano il «sistema Paese» e che taglieggino i cittadini comuni. I «pochi punti essenziali di forte discontinuità» che il documento si ripropone d’indicare al governo sono banalità straviste e a senso unico. Non c’è il «cambio di passo» che si reclama all’inizio del documento, c’è solo l’espansione della rapina ai danni della comunità da parte degli interessi che si nascondono dietro la stesura del documento.<br />
Il testo parla di uno sforzo comune che sarebbe «la ricetta vincente in un mondo scosso da un cambio di fase economica», ma a leggere il documento lo sforzo comune esclude del tutto le imprese, che propongono il piano, da qualsiasi sacrificio. La premessa implicita è anzi quella per cui se va bene per le imprese va bene per tutti, una premessa già dimostrata falsa dalla realtà, sarà per questo che ora non è più esplicitata come un tempo in questo genere di documenti.<br />
Scurdammoce. Si parte innanzitutto con il classico dimentichiamoci del passato: «La nostra è una proposta che non vuole guardare indietro. Guardiamo avanti con un’ottica di “sistema”. Insieme si può rimettere in moto il Paese». E si capisce, guardare all’indietro metterebbe in imbarazzo gli estensori del documento, che apparirebbero gente che chiede dopo aver avuto e suggerisce che a dare sia chi ha già dato. Non per niente nelle cinque questioni prioritarie poste all’attenzione non c’è l’evidente crisi della nostra classe dirigente e delle teorie che informano questo stesso progetto. Nel quale a pagare sono chiamati come sempre i lavoratori e le lavoratrici, che secondo il compitino dovrebbero andare in pensione alla stessa età degli uomini, ovvero sempre più in là: «È necessario eliminare rapidamente le pensioni di anzianità, accelerare l’aumento dell’età di pensionamento di vecchiaia, equiparare l’età di pensionamento delle donne a quella degli uomini anche nel settore privato».<br />
Elemosina. Una cosa è eliminare o ridurre le baby-pensioni, altra è eliminare quasi del tutto l’aspettativa della pensione e ridurre il loro valore a quello di un’elemosina simbolica come si sta cercando di fare. Inutile dire poi che i risparmi realizzati con queste iniziative dovrebbero andare a beneficio delle imprese, riducendo il famoso «cuneo fiscale» (che comunque è più modesto di quello di altri Paesi che competono benissimo lo stesso) e la tassazione sui dipendenti, in modo che gli stipendi aumentino apparentemente (solo nel netto) e soprattutto senza alcun carico per le imprese.<br />
Si suggerisce la diffusione del «denaro elettronico» (piace all’Abi) in funzione anti-evasione, ma allo stesso tempo si chiede al governo di dare «concreta attuazione agli impegni assunti dal Governo riguardo all’attenuazione dell’oppressione da eccesso di controlli fiscali». Impegno che si è tradotto in una legge che mette al riparo le aziende da qualsiasi controllo fiscale (e non) per lunghi periodi, alla quale le imprese sembrano tenere più che alla lotta all’evasione.<br />
I premi. Così come sembrano tenere molto alle agevolazioni ed esenzioni fiscali, che devono essere mantenute. Per lo stesso motivo propongono anzi di ampliare la gamma fino ad estendere il regime fiscale favorevole dell’apprendistato anche a quando i lavoratori non saranno più apprendisti o alla detassazione degli straordinari. Tutte cose che aumentano il reddito spendibile immediatamente per i lavoratori, senza alcun esborso da parte delle aziende. La lotta all’evasione secondo il documento non si fa con i controlli o con la repressione, ma istituendo un «premio fiscale» per quelli che rispetteranno la legge denunciando il dovuto, non si puniscono i delinquenti, si premia chi fa il proprio dovere.<br />
Non c’è una riga sulla repressione di fenomeni quali il proliferare di «cartiere» che producono fatture false o dell’offerta da parte di professionisti di metodi per evadere ed eludere il fisco, nemmeno una riga sui paradisi fiscali o le alchimie societarie per pagare meno tasse. Evidentemente l’amministrazione pubblica deve semplificare, le aziende private invece possono complicare a oltranza se si tratta di sfuggire al fisco.<br />
Capitani o caporali? Per reperire risorse c’è anche il via libera alla vendita del patrimonio pubblico e dei servizi pubblici locali (e non), è chiaro che tutti questi imprenditori mirano a fare affari gestendo attività essenziali e quindi dal successo garantito, non c’è traccia di capitani impresa nel documento. Anche l’attenzione per la green economy soffre dello stesso strabismo: sì agli incentivi per le imprese, nemmeno una riga sui grandi inquinamenti e i grandi inquinatori, non si sa mai che a qualcuno venga in mente di complicare la vita alle aziende inquinanti.Niente di nuovo, niente che non sia la solita ricetta per il saccheggio dei beni comuni a favore delle imprese, niente che concorra all’affermarsi di un interesse pubblico o condiviso dai cittadini che non siano allo stesso tempo imprenditori o partecipanti a un’impresa.<br />
Chi salva chi. Il bene delle aziende, per le aziende viene prima di tutto e questo è comprensibile, ma non si può non sorridere amaramente di un documento che parte chiedendo di chiudere un occhio sulle responsabilità degli autori per lo sfacelo nel quale si trova il nostro Paese, sfacelo in gran parte riconducibile all’applicazione delle stesse fallimentari ricette che ora questi propongono come lo strumento per «salvare l’Italia», nientemeno. Un’ipocrisia colossale, ma non ci si poteva attendere tanto di diverso da una delle peggiori classi imprenditoriali d’Europa, cresciuta culturalmente all’ombra del berlusconismo e del neoliberismo, abituata a un «fare impresa» che non prevede rischi o incertezze, visto che privilegia il muoversi all’ombra e al riparo offerto dall’amicizia con la politica, partecipando ad affari garantiti dal pubblico, com’è accaduto con l’affare Alitalia e in altre decine di casi.</p>
<p style="text-align: justify;">Una presa in giro. Una classe imprenditoriale che ha finanziato, sostenuto e plaudito all’avanzare del disastro targato Berlusconi, sorda alle sofferenze degli italiani e delle classi sociali più sfortunate, ora ripresenta il menu di sempre chiedendo di dimenticare il passato, di dimenticare le infinite volte nelle quali ha proposto lo stesso tipo di ricette e i disastri che queste hanno e stanno provocando. C’è da scommettere che il documento troverà chi lo apprezza e chi spenderà parole di miele al suo indirizzo, ma a chi non condivide gli stessi interessi degli estensori non può che fare l’effetto dell’ennesima arrogante presa in giro, perpetrata da soggetti che salgono sul pulpito quando invece dovrebbero occupare ben altri banchi.</p>
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		<title>Oggi faccio sciopero, ma mi sento come Tafazzi</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Sep 2011 08:04:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità politica e sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Cgil]]></category>
		<category><![CDATA[Governo]]></category>
		<category><![CDATA[Manovra]]></category>
		<category><![CDATA[Sciopero generale]]></category>

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		<description><![CDATA[di Giovanna Galli La Cgil ha indetto per oggi uno sciopero generale. In un primo momento avevo deciso di non parteciparvi ma, davanti alla gravità del momento, ho cambiato idea e ho deciso di esserci. Le mie perplessità, sia chiaro, non sono sulle motivazioni, che condivido e sottoscrivo in toto, ma sullo strumento di lotta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/09/06/oggi-faccio-sciopero-ma-mi-sento-come-tafazzi/sciopero-2/" rel="attachment wp-att-31967"><img class="aligncenter size-large wp-image-31967" title="sciopero" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/09/sciopero1-580x420.jpg" alt="" width="580" height="420" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>di Giovanna Galli</strong><br />
La Cgil ha indetto per oggi uno sciopero generale. In un primo momento avevo deciso di non parteciparvi ma, davanti alla gravità del momento, ho cambiato idea e ho deciso di esserci.<span id="more-31963"></span><br />
Le mie perplessità, sia chiaro, non sono sulle motivazioni, che condivido e sottoscrivo in toto, ma sullo strumento di lotta adottato. Occorre, a mio avviso, pensare a sistemi di protesta che non si limitino allo sciopero ma che prevedano momenti di mobilitazione collettivi meno onerosi per i lavoratori già tanto tartassati.<br />
Mi rendo conto di poter risultare impopolare ma ritengo che sia necessario essere chiari e dirci le cose con franchezza.<br />
Io lavoro nel pubblico impiego, più precisamente nella Sanità, e ogni volta che faccio sciopero mi sento una specie di Tafazzi. So che perderò quasi cento euro sullo stipendio senza che qualcuno si accorga della mia assenza.<br />
Non lavoro in uno sportello aperto al pubblico, non interrompo la produzione perché tanto quello che non faccio oggi lo farò domani o dopodomani. So anche che non arrecherò alcun danno al mio datore di lavoro, che al contrario avrà la possibilità di risparmiare sul mio stipendio. «Uno sciopero generale ben riuscito», mi diceva un giorno un mio direttore, «consente un risparmio insperato sulle spese del personale».<br />
Ben più efficace sarà invece lo sciopero del personale addetto alla produzione (medici, infermieri, tecnici sanitari e professionali) ma le conseguenze saranno a carico dei cittadini che ingiustamente saranno privati dei servizi. Non mi sembra che questo sia un nostro obiettivo.<br />
Diametralmente diversa è invece la situazione che si vive nel settore privato. Lì lo sciopero blocca davvero la produzione e danneggia i datori di lavoro ma rappresenta un rischio per i lavoratori. Le grandi industrie non esistono praticamente più e hanno lasciato il posto a una miriade di piccole-medie imprese in cui il ricatto dei datori di lavoro è ormai all’ordine del giorno.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/09/06/oggi-faccio-sciopero-ma-mi-sento-come-tafazzi/testa/" rel="attachment wp-att-32015"><img class="aligncenter size-full wp-image-32015" title="testa" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/09/testa.jpeg" alt="" width="580" height="328" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">
Sia nel pubblico che nel privato si capisce quindi che il peso dello sciopero ricadrà quasi esclusivamente sui lavoratori che già scontano duramente la manovra.<br />
Per il futuro occorre quindi ripensare a modalità di protesta in cui a pagare sia il governo e non i lavoratori.<br />
Non mancherò comunque alla chiamata e farò sciopero. Lo farò per poter gridare il mio no contro questa manovra ingiusta e contro questo governo che non sa nemmeno cosa vuol fare. Pur non avendo una linea strategica sta dimostrando di non voler colpire i suoi elettori e di scegliere di far pagare la crisi ai più deboli. Emendamenti demenziali poi ritirati, dichiarazioni di intenti poi subito ritrattate.<br />
L’ultima decisione è sicuramente la più grave e riguarda la deroga dell’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori . In questo modo viene dato il via libera alla possibilità di licenziare, anche senza giusta causa, i lavoratori.<br />
È un emendamento che non c’entra nulla con la manovra economica, messo apposta lì per dividere i sindacati.<br />
È un attacco inaccettabile e non si può rimanere indifferenti. Fosse anche solo per questo ben venga lo sciopero generale.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/09/06/oggi-faccio-sciopero-ma-mi-sento-come-tafazzi/cgil_1/" rel="attachment wp-att-31983"><img class="aligncenter size-full wp-image-31983" title="cgil_1" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/09/cgil_1.jpg" alt="" width="520" height="520" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/09/06/oggi-faccio-sciopero-ma-mi-sento-come-tafazzi/cgil_2/" rel="attachment wp-att-31984"><img class="aligncenter size-full wp-image-31984" title="cgil_2" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/09/cgil_2.jpg" alt="" width="520" height="520" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/09/06/oggi-faccio-sciopero-ma-mi-sento-come-tafazzi/cgil_3/" rel="attachment wp-att-31985"><img class="aligncenter size-full wp-image-31985" title="cgil_3" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/09/cgil_3.jpg" alt="" width="520" height="520" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/09/06/oggi-faccio-sciopero-ma-mi-sento-come-tafazzi/cgil_4/" rel="attachment wp-att-31986"><img class="aligncenter size-full wp-image-31986" title="cgil_4" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/09/cgil_4.jpg" alt="" width="520" height="520" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/09/06/oggi-faccio-sciopero-ma-mi-sento-come-tafazzi/cgil_5/" rel="attachment wp-att-31987"><img class="aligncenter size-full wp-image-31987" title="cgil_5" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/09/cgil_5.jpg" alt="" width="520" height="520" /></a></p>
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		<title>Governo, licenziamolo per giusta causa</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Sep 2011 14:00:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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		<description><![CDATA[di Giulio Cavalli La deroga all’articolo 18 non è solo l’ennesimo attacco alla Costituzione di un Governo che, morbido con gli amici, cerca di recuperare spessore affondando i lavoratori per mostrarsi muscolare e compatto. Le mani sull’articolo 18 preoccupano perché raccontano soprattutto cosa pensano di noi questi dirigenti politici, spostando ogni giorno di qualche metro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/09/05/governo-licenziamolo-per-giusta-causa/marco_vuchich_006573/" rel="attachment wp-att-31953"><img class="aligncenter size-full wp-image-31953" title="marco_vuchich_006573" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/09/marco_vuchich_006573.gif" alt="" width="580" height="361" /></a></p>
<p><strong>di Giulio Cavalli</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/04/la-manovra-cancella-larticolo-18/155281/">La deroga all’articolo 18 </a>non è solo l’ennesimo attacco alla Costituzione di un Governo che, morbido con gli amici, cerca di recuperare spessore affondando i lavoratori per mostrarsi muscolare e compatto. Le mani sull’articolo 18 preoccupano perché raccontano soprattutto cosa pensano di noi questi dirigenti politici, spostando ogni giorno di qualche metro più in là il confine di ciò che fino a qualche ora prima era universalmente considerato intollerabile. Perché la malattia più grave, oggi, è riconoscersi educati allo scippo: come se fosse l’inevitabile dazio da pagare per servire il Paese. E così abbiamo confuso fedeltà con servilismo, solidarietà con debolezza, stato sociale con sopravvivenza, confondiamo i diritti con i servizi e sviluppo con necessaria demolizione.<span id="more-31952"></span></p>
<p style="text-align: justify;">In questa marmaglia di mediocri, i nuovi moderati sono invece i nuovi mediatori dello scippo: quelli che non rincorrono il ladro per prenderlo a borsettate sul grugno, ma ci invitano a valutare come si potrebbe scippare in modo più indolore e più equo. Ci invitano a parlare di manovra come se fosse un atto politico e non per quello che è: l’idea di un anziano premier che fa la guerra alle categorie nemiche come un bambino dispettoso. E insieme alla sua corte di gnomi può sorridere quotidianamente per avere superato ancora l’inosabile; può sperare di essere ancora credibile con i suoi amici (se non comprandoli come al solito) affogando gli avversari.</p>
<p style="text-align: justify;">La parabola di Berlusconi è la parabola di due stati che si combattono: uno è lui in persona, l’altro è lo Stato.</p>
<p style="text-align: justify;">Eppure educare un popolo allo scippo non gli è nemmeno stato difficile: gli è bastato coprire le macerie della degenerazione etica e morale con il sogno sempre acceso di una libertà individuale che ha assunto le forme di impunità pressoché garantita. E ogni volta che i suoi «avversari» politici (che mai nella storia della Repubblica sono stati così mansueti da sembrare semplicemente scenografici) si sono infilati nelle pieghe di impunità per salvarsi, il progetto politico di Berlusconi è apparso “inevitabile”.</p>
<p style="text-align: justify;">Diceva Pasolini che «la Resistenza e il Movimento Studentesco sono le due uniche esperienze democratico-rivoluzionarie del popolo italiano. Intorno c’è silenzio e deserto: il qualunquismo, la degenerazione statalistica, le orrende tradizioni sabaude, borboniche, papaline».<br />
Oggi il silenzio e deserto è anche il desiderio irrefrenabile di diritto all’impunità, l’accettazione di una rappresentanza che sa rappresentare nulla più che se stessa e l’indignazione che non riesce ad accendersi, strutturarsi e diventare coscienza collettiva.</p>
<p style="text-align: justify;">In un bel post, Luca De Biase scrive: «La parola “rappresentare” vive sia nell’ambito della politica che in quello dell’informazione. Se i politici ci rappresentano fanno qualcosa di più preciso di essere semplicemente eletti. E se i giornali ci rappresentano fanno qualcosa di più preciso di essere semplicemente letti. Perché ci sia rappresentanza occorre una sorta di corrispondenza tra quanto dicono, i politici e i giornali, e quanto accade davvero al loro rispettivo “pubblico”». Se non si riconosce più la discrepanza, ci si è abituati allo scippo.</p>
<p style="text-align: justify;">L’articolo 416 del nostro codice penale ci racconta come un’associazione a delinquere esista quando tre o più persone si associano allo scopo di commettere più delitti, si riconoscono per la stabilità dell’accordo, per il vincolo associativo destinato a perdurare anche dopo la commissione di singoli reati specifici e per l’esistenza di un programma di delinquenza volto alla commissione di una pluralità indeterminata di delitti. Proviamo ad uscire dal recinto penale e rileggere l’articolo nel recinto delle opportunità civili e della sopportazione civile: finché respira ancora, l’articolo 18 sarebbe già una giusta causa per licenziarli. <em>(Il Fattto Quotidiano, 5 settembre 2011)</em></p>
<p><strong>Giulio Cavalli</strong> è attore, scrittore, regista e politico.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/09/05/governo-licenziamolo-per-giusta-causa/mauro_biani_1631/" rel="attachment wp-att-31954"><img class="aligncenter size-large wp-image-31954" title="mauro_biani_1631" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/09/mauro_biani_1631-479x580.gif" alt="" width="479" height="580" /></a></p>
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		<title>Mutualità cooperativa: Giovanni Mora ringrazia il cardinal Bertone</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Sep 2011 12:07:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Politica e Affari]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni Mora]]></category>
		<category><![CDATA[Lega Coop Parma]]></category>
		<category><![CDATA[Tarcisio Bertone]]></category>

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		<description><![CDATA[Giovanni Mora, presidente di Legacoop Parma, già sindaco di Fidenza negli anni Settanta.  In merito all’intervento pubblicato sul sito del Corriere della Sera in data 2 settembre 2011, in cui il Segretario di Stato Vaticano prende le difese della cooperazione, Giovanni Mora, presidente di Legacoop Parma, a nome delle cooperative, ringrazia per questa importante attestazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/09/03/mutualita-cooperativa-giovanni-mora-ringrazia-il-cardinal-bertone/mora_0-2/" rel="attachment wp-att-31874"><img class="aligncenter size-full wp-image-31874" title="Mora_0" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/09/Mora_01.jpg" alt="" width="580" height="573" /></a>Giovanni Mora, presidente di Legacoop Parma, già sindaco di Fidenza negli anni Settanta. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">In merito all’intervento pubblicato sul sito del Corriere della Sera in data 2 settembre 2011, in cui il Segretario di Stato Vaticano prende le difese della cooperazione, Giovanni Mora, presidente di Legacoop Parma, a nome delle cooperative, ringrazia per questa importante attestazione di fiducia.<span id="more-31865"></span>  «L’attacco al mondo cooperativo», interviene Mora, «solleva il disappunto non solo dei diretti interessati ma anche di tutte le persone che credono in una forma economica centrata sulla persona e sui principi dell’intergenerazionalità, della mutualità, dello sviluppo sostenibile, dell’inclusione sociale, della valorizzazione dei giovani e del territorio».<br />
<!--more-->Nell’articolo, di cui sopra, viene riportato l’intervento del cardinale che dichiara: «Mi sembra che il mondo virtuoso delle cooperative, un mondo da apprezzare e che in tempi di crisi ha dato segni straordinari di lavoro e solidarietà, meriti un trattamento migliore di quello che gli è stato riservato nella recente manovra economica».<br />
Nel discorso, Bertone richiama anche l&#8217;enciclica Caritas in Veritate in cui Benedetto XVI scriveva a proposito del modello cooperativo: «Rispondere alle esigenze morali più profonde della persona ha anche importanti e benefiche ricadute sul piano economico. L’economia infatti ha bisogno dell’etica per il suo corretto funzionamento; non di un’etica qualsiasi, bensì di un’etica amica della persona».<br />
La critica alla manovra finanziaria da parte del cardinal Bertone giunge dall&#8217;incontro delle Acli a Castel Gandolfo.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/09/03/mutualita-cooperativa-giovanni-mora-ringrazia-il-cardinal-bertone/gru_costruzione/" rel="attachment wp-att-31869"><img class="aligncenter size-large wp-image-31869" title="gru_costruzione" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/09/gru_costruzione-580x435.jpg" alt="" width="580" height="435" /></a></p>
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		<title>La baby-sitter inadempiente di casa Gheddafi</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Aug 2011 12:41:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
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		<description><![CDATA[Video sconsigliato alle persone sensibili.  Nel corso di una ricognizione nelle ville appartenute al clan Gheddafi, una troupe della della rete televisiva statunitense Cnn ha raccolto la testimonianza sconcertante di Shweyga Mullah. Questa giovane donna di 30 anni ha raccontato di avere lasciato la sua Etiopia natale un anno fa per fare una vita migliore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object width="560" height="345" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/jJDvFhtpFSg?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="560" height="345" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/jJDvFhtpFSg?version=3&amp;hl=it_IT" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object><span class="Apple-style-span" style="color: #c8030f;"><strong>Video sconsigliato alle persone sensibili. </strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">Nel corso di una ricognizione nelle ville appartenute al clan Gheddafi, una troupe della della rete televisiva statunitense Cnn ha raccolto la testimonianza sconcertante di Shweyga Mullah.<span id="more-31661"></span> Questa giovane donna di 30 anni ha raccontato di avere lasciato la sua Etiopia natale un anno fa per fare una vita migliore in Libia, dove è stata assunta da Hannibal Gheddafi, figlio dei rais, e da sua moglie Aline.</p>
<p style="text-align: justify;">All&#8217;inizio tutto è filato liscio, ma dopo sei mesi di servizio sostiene di essere stata ustionata, una prima volta, da Aline. Cosa che si è ripetute tre mesi dopo, ma con effetti molto più gravi.</p>
<p style="text-align: justify;">Racconta che un giorno Aline perse la testa perché sua figlia non smetteva di piangere e Shweyga si era rifiutata di picchiarla. «Mi ha trascinato in un bagno, mi ha legato le mani e i piedi, mi ha imbavagliata e poi mi ha versato acqua bollente sulla testa così», ha riferito, mimando il gesto della sua torturatrice davanti alla telecamera.</p>
<p style="text-align: justify;">In seguito a questa aggressione, Shweyga precisa di avere avuto «delle larve che le uscivano dalla testa», dato che era stata tenuta nascosta perché nessuno la vedesse in quella pietosa condizione. Una guardia ha finito per scovarla e l&#8217;ha condotta all&#8217;ospedale dove è stata curata. Ma Aline e Hannibal Gheddafi l&#8217;hanno scoperto e se la sono riportata a casa. La guardia che l&#8217;aveva aiutata è stata minacciata in prigione se l&#8217;avesse rifatto. «Ho lavorato un anno intero e non mi hanno dato un centesimo. Ora voglio andare all&#8217;ospedale. Non ho soldi. Non ho nulla», ha dichiarato infine la sventurata baby-sitter singhiozzando.</p>
<p style="text-align: justify;">Un altro dipendente della casa, un uomo del Bangladesh che non ha voluto rivelare il proprio nome, ha confermato il racconto della ragazza etiope. Ha inoltre aggiunto di essere stato picchiato e tagliuzzato con un coltello. «I cani della famiglia Gheddafi erano trattati meglio del personale», ha concluso.</p>
<p style="text-align: justify;">Non è la prima volta che la coppia è accusata di maltrattamenti verso i domestici. Tutti si ricorderanno l&#8217;arresto di Hannibal e Aline nel luglio 2008, in un hotel a cinque stelle di Ginevra, in seguito alle accuse di un dipendente. Anche se il figlio del colonnello non era alla sua prima malefatta, il suo arrestò provocò una crisi politica tra la Svizzera e la Libia durata due anni.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/08/29/la-baby-sitter-inadempiente/hannibal/" rel="attachment wp-att-31666"><img class="aligncenter size-full wp-image-31666" title="Hannibal" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/08/Hannibal.jpg" alt="" width="580" height="387" /></a>Hannibal Gheddafi.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/08/29/la-baby-sitter-inadempiente/aline/" rel="attachment wp-att-31667"><img class="aligncenter size-large wp-image-31667" title="Aline" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/08/Aline--391x580.jpg" alt="" width="391" height="580" /></a>Sua moglie Aline. </strong></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Il presidente non ha detto nulla</title>
		<link>http://www.navecorsara.it/wp/2011/08/21/il-presidente-non-ha-detto-nulla/</link>
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		<pubDate>Sun, 21 Aug 2011 21:55:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
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		<category><![CDATA[Comunione e Liberazione]]></category>
		<category><![CDATA[Futuro]]></category>
		<category><![CDATA[Giorgio Napolitano]]></category>
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		<category><![CDATA[Meeting di Rimini]]></category>

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		<description><![CDATA[Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. di Alessandro D&#8217;Amato Al Meeting di Comunione e Liberazione di Rimini Giorgio Napolitano ha operato il suo «più duro richiamo da quando è al Quirinale». Rompendo una pausa di otto anni nella riverenza degli inquilini del Quirinale all’incontro organizzato da una delle lobby più influenti d’Italia, responsabile del boom [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/08/21/il-presidente-non-ha-detto-nulla/napolitano-4/" rel="attachment wp-att-31397"><img class="aligncenter size-large wp-image-31397" title="napolitano" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/08/napolitano-580x325.jpg" alt="" width="580" height="325" /></a>Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>di Alessandro D&#8217;Amato</strong><br />
Al Meeting di Comunione e Liberazione di Rimini Giorgio Napolitano ha operato il suo «più duro richiamo da quando è al Quirinale».<span id="more-31396"></span> Rompendo una pausa di otto anni nella riverenza degli inquilini del Quirinale all’incontro organizzato da una delle lobby più influenti d’Italia, responsabile del boom di obiezioni di coscienza per l’aborto nella sanità in Lombardia, il presidente della Repubblica ha spiegato al popolo che il governo ha sottovalutato e nascosto la crisi economica, le opposizioni non possono star sempre lì a chiedere le dimissioni dell’esecutivo, e inneggiato a quello che «gli italiani hanno mostrato di essere in periodi cruciali del loro passato, e sulle grandi riserve di risorse umane e morali, d’intelligenza e di lavoro di cui disponiamo».<br />
Come in una canzone di Toto Cutugno, insomma, il presidente ha tessuto le lodi del genio italico come soltanto un luogocomunista di primo livello quale è riuscirebbe a fare. Ci ha raccontato che abbiamo un grande fardello di debito pubblico, che l’evasione in Italia è un grosso problema, che la politica italiana è di piccolo cabotaggio, e ci ha spiegato che «è certamente vero che, nel determinare il benessere delle persone, gli aspetti quantitativi (a cominciare dal reddito e dalla speranza di vita) contano, ma insieme a essi contano anche gli stati soggettivi e gli aspetti qualitativi della condizione umana». Wow.<br />
Di fronte a questa poderosa capacità d’analisi e sintesi, che Napolitano sfoggia in tutte le occasioni ufficiali, si rimane ogni qual volta basiti. Giorgio ci colpisce sempre mentre ci spiega che l’acqua è calda, la terra gira intorno al sole e i giovani sono il futuro dell’Italia.<br />
Insieme alla severa autocritica sulle responsabilità dei governanti e soprattutto degli oppositori passati nella crescita del debito pubblico in quei meravigliosi anni Ottanta, sull’<a href="http://www.youtube.com/watch?v=8L-e5Cvm-wQ">incessante attività all’europarlamento</a> degli onorevoli, questa sarà la cifra del suo settennato, grazie alla quale verrà ricordato nella storia dell’Italia. Per le immagini, invece, <a href="http://nonciclopedia.wikia.com/wiki/Capitan_Ovvio">ci ha già pensato internet</a>. (<em><a href="http://www.giornalettismo.com/ ">Giornalettismo</a></em>)</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Gli indignados stanno forse esagerando con il papa? No, stanno solo ricordando</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Aug 2011 01:01:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità politica e sociale]]></category>
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		<description><![CDATA[Nelle foto, papa boys e contestatori del papa. Tra i sostenitori di Benedetto XVI accorsi a Madrid i più numerosi sono italiani (86mila), spagnoli (80mila), francesi (50mila). Seguono americani, tedeschi, brasiliani, polacchi, portoghesi, messicani e argentini. Benedetto XVI è calato a Madrid proprio in fortunata concomitanza con l&#8217;agonia del governo di sinistra per somministrare a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/08/19/stanno-forse-esagerando-gli-indignados-con-il-papa-no-stanno-solo-ricordando/attachment/316319/" rel="attachment wp-att-31232"><img class="aligncenter size-large wp-image-31232" title="316319" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/08/316319-580x382.jpg" alt="" width="580" height="382" /></a><strong>Nelle foto, papa boys e contestatori del papa. Tra i sostenitori di Benedetto XVI accorsi a Madrid i più numerosi sono italiani (86mila), spagnoli (80mila), francesi (50mila). Seguono americani, tedeschi, brasiliani, polacchi, portoghesi, messicani e argentini.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Benedetto XVI è calato a Madrid proprio in fortunata concomitanza con l&#8217;agonia del governo di sinistra per somministrare a quel mangiapreti di José Luis Rodriguez Zapatero il viatico dell&#8217;estrema unzione.<span id="more-31231"></span> Con l&#8217;artefice dei matrimoni tra omosessuali, della legge che liberalizza l&#8217;aborto e della laicizzazione dello Stato, oggi intento a leccarsi le ferite, i conquistadores vaticani si immaginavano una passeggiata. Non è stato così.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli indignados, più vivi e attivi che mai, hanno fatto sentire la loro voce. E poi loro, con il primo ministro moribondo, hanno avuto e hanno ben poco a che spartire, se non una caterva di speranze finite al macero.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/08/19/stanno-forse-esagerando-gli-indignados-con-il-papa-no-stanno-solo-ricordando/attachment/316320/" rel="attachment wp-att-31233"><img class="aligncenter size-large wp-image-31233" title="316320" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/08/316320-580x433.jpg" alt="" width="580" height="433" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Dopo Oslo, alla gran sarabanda papale non poteva mancare la partecipazione del fondamentalista cattolico, che è stato neutralizzato con sublime efficienza neanche l&#8217;avessero armato coloro che l&#8217;hanno disinnescato. Ne abbiamo viste e lette troppe sulle trame nostrane per credere alle messinscene altrui e alle veline vaticane. Lasciamo che ad abboccare siano i giovani gitanti catapultati laggiù insieme ai loro cappellani e vescovi cantando a squarciagola inni ciellini e mariani. Dopotutto è la festa della gioventù. Mondiale, ahinoi. Beata gioventù.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/08/19/stanno-forse-esagerando-gli-indignados-con-il-papa-no-stanno-solo-ricordando/attachment/316321/" rel="attachment wp-att-31234"><img class="aligncenter size-large wp-image-31234" title="316321" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/08/316321-580x398.jpg" alt="" width="580" height="398" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Dopo Colonia e Sydney, il dubbio privilegio dello spettacolo papale è toccato per la quarta volta alla Spagna: prima Valencia, poi Santiago de Compostela e Barcellona. Quasi una cura. Un&#8217;intensiva opera di evangelizzazione di un Paese da tenere monitorato e massaggiato nell&#8217;anima, un accanimento cattolicamente terapeutico. Una scocciatura per i non credenti. Che, spossati, hanno manifestato. Giornata della gioventù a parte, è la quarta volta di un papa a Madrid. Ditemi voi se non c&#8217;è del metodo in tanta insistenza.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/08/19/stanno-forse-esagerando-gli-indignados-con-il-papa-no-stanno-solo-ricordando/attachment/316322/" rel="attachment wp-att-31235"><img class="aligncenter size-large wp-image-31235" title="316322" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/08/316322-576x580.jpg" alt="" width="576" height="580" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">I papa boys hanno invaso la città ma non sono stati accolti a braccia aperte dai loro coetanei indigeni. Perché? Forse perché ai ragazzi spagnoli tutta questa spesa pubblica (25 milioni di euro) per il viaggio privato di un&#8217;organizzazione privata e straniera non è andata giù. Forse perché l&#8217;idea di essere ricondotti sotto l&#8217;ala dell&#8217;obbedienza ecclesiastica non piace neppure agli stessi credenti. Forse perché queste ripetute visite sanno di Cid Campeador e di Reconquista, delle anime traviate dal socialismo calzolaio e della perduta moralità cattolica, beninteso. Quella che disapprova le unioni civili e i matrimoni gay. E sono stati questi ultimi infatti a rispondere ala loro maniera baciandosi ostentatamente in pubblico. A la kermesse comme à la kermesse.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma questi non sono che gli aspetti più folcloristici e marginali della faccenda. A far infuriare gli indignados c&#8217;è ben di più, oltre agli zainetti arancione con il kit del pellegrino, sprovvisti però degli opportuni preservativi, pagati con i soldi sottratti alle tasche dei giovani spagnoli. E la radice di questa rabbia che non è né ateismo di strada né cagnara anticlericale, è il fiacco interesse delle gerarchie ecclesiastiche verso le tematiche sociali che investono i ragazzi, quali la disoccupazione, il costo della vita e l&#8217;autosufficienza economica.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/08/19/stanno-forse-esagerando-gli-indignados-con-il-papa-no-stanno-solo-ricordando/attachment/316323/" rel="attachment wp-att-31236"><img class="aligncenter size-large wp-image-31236" title="316323" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/08/316323-580x353.jpg" alt="" width="580" height="353" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Sì, sulla ricerca di una dignità sociale e di un&#8217;identità individuale attraverso il lavoro, il papa ha speso qualche parola negli ultimi tempi, ma anteponendo sempre le virtù teologali ai bisogni primari. Il teologo, il vecchio topo da biblioteca non si è mai smentito. Le dichiarazioni più recenti non sono tanto scaturite dal suo cuore e tantomeno dal suo cervello quanto dalla penna dei suoi ghost wrister. Ma non è con gli escamotage dell&#8217;ultima ora e le piccole furbizie che si cancellano anni di indifferenza alle preoccupazioni materiali dei giovani.</p>
<p style="text-align: justify;">Materiale, nelle sacre stanze vaticane, è una parola scabrosa che fa storcere il naso. È da lì che deriva il satanico materialismo, tutto il contrario del serafico spiritualismo, e vuoi vedere, anticamera di una rinascita dei nefasti marxismo, comunismo e socialismo.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/08/19/stanno-forse-esagerando-gli-indignados-con-il-papa-no-stanno-solo-ricordando/attachment/316739/" rel="attachment wp-att-31237"><img class="aligncenter size-large wp-image-31237" title="316739" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/08/316739-580x421.jpg" alt="" width="580" height="421" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Tutte i termini che finiscono in «ismo», amava ripetere don Dante, mio insegnante di religione al ginnasio, definiscono fenomeni negativi. Sono brutte parole. Si dimenticava sempre, guarda un po&#8217;, di citare il nazismo e il fascismo.<br />
Mentre la crisi economica monta e morde, la città che per mesi ha visto gli indignados accampati alla Puerta del Sol, spalanca le porte (ma non le braccia) a questa Woodstock itinerante, facciata pseudo accattivante di una Chiesa in cerca di riabilitazione per poter continuare a riscuotere oboli e prebende, esigere inchini e rivendicare diritti nella cattolicissima Spagna. Una Chiesa che fa da battistrada al probabile ritorno della destra al governo.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/08/19/stanno-forse-esagerando-gli-indignados-con-il-papa-no-stanno-solo-ricordando/attachment/316740/" rel="attachment wp-att-31238"><img class="aligncenter size-large wp-image-31238" title="316740" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/08/316740-500x580.jpg" alt="" width="500" height="580" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Ma non sono le tattiche e strategie di questa Chiesa molto secolare, ergo molto materialista, a scandalizzare le migliaia di giovani che hanno rovinato la festa al papa. È stato lo stesso Ratzinger a farsi la festa con la sua stessa lingua. Quella lingua predisposta a quelle che sembrano gaffe, scivoloni passeggeri, rimediabili e smentibili, mentre sono una manifestazione del suo pensiero più radicato e delle sue convinzioni più profonde.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/08/19/stanno-forse-esagerando-gli-indignados-con-il-papa-no-stanno-solo-ricordando/attachment/316742/" rel="attachment wp-att-31239"><img class="aligncenter size-large wp-image-31239" title="316742" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/08/316742-387x580.jpg" alt="" width="387" height="580" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Lo scorso settembre, e proprio per annunciare che la XXVI Giornata mondiale della gioventù si sarebbe svolta a Madrid, Benedetto XVI mandò un messaggio ai giovani di tutto il mondo in cui si leggeva che «la domanda del posto di lavoro e con ciò quella di avere un terreno sicuro sotto i piedi è un problema grande e pressante», ma i veri «punti fermi» per i giovani risiedono nella fede e «nell&#8217;insieme dei valori che sono alla base della società» e che «provengono dal Vangelo». In altre parole, decrittarono i vaticanisti, la ricerca del posto fisso e della sicurezza economica non deve far perdere di vista i valori del cristianesimo. Un messaggio molto schietto, quasi rude, che non è piaciuto a disoccupati e precari. Che glielo sono andati a dire di persona nel corso dello show madrileno. Con le sue stesse sbrigative maniere.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/08/19/stanno-forse-esagerando-gli-indignados-con-il-papa-no-stanno-solo-ricordando/a-protester-rebukes-pilgrims-as-they-pray-during-a-demonstration-against-the-cost-of-the-papal-visit-in-madrid/" rel="attachment wp-att-31251"><img class="aligncenter size-full wp-image-31251" title="A protester rebukes pilgrims as they pray during a demonstration against the cost of the papal visit in Madrid" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/08/b24d4b26-c906-11e0-9b71-00e9d248a869.jpg" alt="" width="580" height="386" /></a>Un militante dei diritti degli omosessuali fa il sermone a giovani intenti a pregare. </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/08/19/stanno-forse-esagerando-gli-indignados-con-il-papa-no-stanno-solo-ricordando/3-bis-jmj/" rel="attachment wp-att-31254"><img class="aligncenter size-large wp-image-31254" title="3-BIS-JMJ" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/08/3-BIS-JMJ-580x435.jpg" alt="" width="580" height="435" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/08/19/stanno-forse-esagerando-gli-indignados-con-il-papa-no-stanno-solo-ricordando/2-jmj/" rel="attachment wp-att-31255"><img class="aligncenter size-large wp-image-31255" title="2-JMJ" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/08/2-JMJ-580x435.jpg" alt="" width="580" height="435" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/08/19/stanno-forse-esagerando-gli-indignados-con-il-papa-no-stanno-solo-ricordando/3-jmj/" rel="attachment wp-att-31256"><img class="aligncenter size-large wp-image-31256" title="3-JMJ" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/08/3-JMJ-580x435.jpg" alt="" width="580" height="435" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/08/19/stanno-forse-esagerando-gli-indignados-con-il-papa-no-stanno-solo-ricordando/4-jmj/" rel="attachment wp-att-31269"><img class="aligncenter size-large wp-image-31269" title="4-JMJ" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/08/4-JMJ-580x435.jpg" alt="" width="580" height="435" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/08/19/stanno-forse-esagerando-gli-indignados-con-il-papa-no-stanno-solo-ricordando/5-bis_jmj/" rel="attachment wp-att-31270"><img class="aligncenter size-large wp-image-31270" title="5-BIS_JMJ" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/08/5-BIS_JMJ-580x435.jpg" alt="" width="580" height="435" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/08/19/stanno-forse-esagerando-gli-indignados-con-il-papa-no-stanno-solo-ricordando/6_jmj/" rel="attachment wp-att-31271"><img class="aligncenter size-large wp-image-31271" title="6_JMJ" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/08/6_JMJ-580x435.jpg" alt="" width="580" height="435" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/08/19/stanno-forse-esagerando-gli-indignados-con-il-papa-no-stanno-solo-ricordando/7-jmj/" rel="attachment wp-att-31272"><img class="aligncenter size-large wp-image-31272" title="7-JMJ" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/08/7-JMJ-580x435.jpg" alt="" width="580" height="435" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/08/19/stanno-forse-esagerando-gli-indignados-con-il-papa-no-stanno-solo-ricordando/1-jmj/" rel="attachment wp-att-31273"><img class="aligncenter size-large wp-image-31273" title="1-JMJ" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/08/1-JMJ-425x580.jpg" alt="" width="425" height="580" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/08/19/stanno-forse-esagerando-gli-indignados-con-il-papa-no-stanno-solo-ricordando/confessionali/" rel="attachment wp-att-31278"><img class="aligncenter size-large wp-image-31278" title="confessionali" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/08/confessionali-580x386.jpg" alt="" width="580" height="386" /></a>Sono 200 i confessionali bianchi a forma di vela installati nel viale centrale del Parco del Buen Retiro, nel cuore di Madrid. Qui, centinaia di preti e vescovi arrivati da tutto il mondo  ascolteranno i peccati dei pellegrini e daranno loro l&#8217;assoluzione in trenta lingue. </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/08/19/stanno-forse-esagerando-gli-indignados-con-il-papa-no-stanno-solo-ricordando/papa_spagna44/" rel="attachment wp-att-31303"><img class="aligncenter size-large wp-image-31303" title="papa_spagna44" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/08/papa_spagna44-580x386.jpg" alt="" width="580" height="386" /></a>Benedetto XVI ricevuto all&#8217;aeroporto da re Juan Carlos e dalla regina Sofia. </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/08/19/stanno-forse-esagerando-gli-indignados-con-il-papa-no-stanno-solo-ricordando/bishops-protect-themselves-from-the-sun-as-they-wait-for-pope-benedict-xvi-welcoming-ceremony-in-central-madrid/" rel="attachment wp-att-31308"><img class="aligncenter size-large wp-image-31308" title="Bishops protect themselves from the sun as they wait for Pope Benedict XVI welcoming ceremony in central Madrid" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/08/vescovi_parasole-580x438.jpg" alt="" width="580" height="438" /></a></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>In attesa del papa, i vescovi si riparano dal sole. </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/08/19/stanno-forse-esagerando-gli-indignados-con-il-papa-no-stanno-solo-ricordando/spain-pope/" rel="attachment wp-att-31313"><img class="aligncenter size-large wp-image-31313" title="SPAIN POPE" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/08/escorial_2-580x396.jpg" alt="" width="580" height="396" /></a></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/08/19/stanno-forse-esagerando-gli-indignados-con-il-papa-no-stanno-solo-ricordando/world-youth-day-celebrations/" rel="attachment wp-att-31314"><img class="aligncenter size-large wp-image-31314" title="World Youth Day celebrations" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/08/escorial-580x387.jpg" alt="" width="580" height="387" /></a>Religiose del monastero madrileno dell&#8217;Escorial ascoltano e applaudono il papa. </strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Disse al figlio: «Lascia l&#8217;Italia». Ma Celli Jr. si è accontentato di un posto alla Ferrari</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Aug 2011 17:35:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità politica e sociale]]></category>
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		<description><![CDATA[Italia: gente che va, gente che viene.  Due anni fa fece molto discutere la lettera di Pier Luigi Celli, direttore generale dell’Università Luiss, al figlio Mattia e a tutti i meritevoli figli d’Italia. Celli lanciò dalle colonne di Repubblica il suo accorato appello: «Figlio mio, lascia questo Paese. Il tuo Paese non ti merita. Finiti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/08/16/disse-al-figlio-%c2%abscappa-all%e2%80%99estero%c2%bb-ma-celli-jr-e-rimasto-in-italia-accontentandosi-di-un-posto-in-ferrari/ricercatori_fuga_cervelli_immigrati/" rel="attachment wp-att-31180"><img class="aligncenter size-large wp-image-31180" title="ricercatori_fuga_cervelli_immigrati" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/08/ricercatori_fuga_cervelli_immigrati-580x405.jpg" alt="" width="580" height="405" /></a>Italia: gente che va, gente che viene. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Due anni fa fece molto discutere la lettera di Pier Luigi Celli, direttore generale dell’Università Luiss, al figlio Mattia e a tutti i meritevoli figli d’Italia. Celli lanciò dalle colonne di Repubblica il suo accorato appello: «Figlio mio, lascia questo Paese. Il tuo Paese non ti merita. Finiti i tuoi studi, scegli di andare dove hanno ancora un valore la lealtà, il rispetto, il riconoscimento del merito e dei risultati».<span id="more-31179"></span><br />
A due anni di distanza che fine ha fatto Mattia? Nonostante le ripetute e insistenti raccomandazioni, Mattia neo ingegnere non ha sentito ragioni. Lui ha scelto il nostro Paese e una delle nostre aziende più rappresentative per lavorare: la Ferrari.<br />
Non è il primo cognome noto in quel di Maranello. Qualche settimana fa, nelle pieghe delle intercettazioni, è spuntato il figlio di Luigi Bisignani, assunto per curare le sponsorizzazioni. In quell’occasione Luca Cordero di Montezemolo, presidente della Ferrari, ascoltato dalla procura ha dichiarato: «Venni a sapere che il figlio di Bisignani lavorava per la Renault, e ciò perché Bisignani è amico di Briatore; l’anno scorso, dal momento che ci serviva un ragazzo giovane che trattasse con gli sponsor, dissi a Domenicali di incontrare il figlio di Bisignani e di testarlo; il ragazzo è poi stato assunto e mi dicono che il ragazzo sia in gamba».<br />
Qualcuno maliziosamente potrebbe pensare che, anche nel caso del giovane Celli, il presidente della Ferrari ed ex presidente della Luiss sia venuto a sapere di un ragazzo in gamba. Ma il professor Pier Luigi Celli, interpellato sulla questione, non ha dubbi: «Mio figlio ha cercato per conto suo. Mi manderebbe a quel paese se sapesse che ho interferito». Insomma nessuna facilitazione. «È un ingegnere meccanico, si è laureato in cinque anni con 110 e lode e ha fatto una tesi di ricerca su una turbina per un motore aereo. Ora se ricordo bene fa pianificazione e controllo della produzione che non c’entra con quello che ha studiato, visto che è progettista, ma magari dopo farà un MBA, qualcosa che ha a che fare con l’economia». Un esempio di meritocrazia, nonostante il professor Celli debba constatare che «trovare un lavoro è una missione impossibile per chi non ha una famiglia che lo aiuta». Questione di stipendio sia chiaro: «Le retribuzioni sono molto basse e quando fai uno stage devi avere una famiglia alle spalle».<br />
È la dura vita del «precario», persino per uno che si chiama Celli. «Ha fatto uno stage in Avio, poi un tirocinio e ora è in Ferrari». E senza alcuna raccomandazione: «Quando è andato all’Avio neanche sapevo che esistesse un’azienda che si chiama così». E pensare che era un’azienda Fiat poi venduta a una partecipata di Finmeccanica. Alla fine Celli è costretto a ricredersi. Certo, «le raccomandazioni sono ancora una cultura abbastanza rilevante se teniamo conto che cinque milioni di posti di lavoro sono controllati direttamente o indirettamente dalla politica. I più bravi spesso vanno all’estero proprio perché lì ottengono riconoscimento e non gli chiedono di chi sono figli». Chissà poi se tra un paio d’anni Celli scriverà una lettera per esaltare i giovani talenti che vengono assunti dalle principali aziende. italiane. Per merito, ovviamente. (Donatella Rolandini, Il Fatto Quotidiano, 16 agosto 2011)</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Il 2 dicembre 2009, all&#8217;indomani della pubblicazione della lettera di Celli Padre, tale Gaetano Ficarella, sul suo <a href="http://gaetanoficarellaarchitetto.net/blog/?paged=5">blog </a>pubblicò quanto segue. Rivelandosi una sorta di veggente.</em></p>
<h2 style="text-align: center;"><strong>La fuga dei cervelli</strong></h2>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/08/16/disse-al-figlio-%c2%abscappa-all%e2%80%99estero%c2%bb-ma-celli-jr-e-rimasto-in-italia-accontentandosi-di-un-posto-in-ferrari/celli/" rel="attachment wp-att-31181"><img class="aligncenter size-large wp-image-31181" title="celli" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/08/celli-580x385.jpg" alt="" width="580" height="385" /></a>Pier Luigi Celli. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Lo scorso lunedì, sulla prima pagina di Repubblica, in una lettera aperta, Pier Luigi Celli, Direttore Generale dell’Università privata Luiss, esorta il figlio Mattia a lasciare l’Italia in quanto paese corrotto e senza futuro. Pier Luigi Celli è un componente di quel piccolo esercito di «fortunati» che si rimpallano le cariche più prestigiose di questa Italia corrotta e senza futuro.</p>
<p style="text-align: justify;"> Direttore Risorse Umane dell’Eni dal 1985 al 1993.</p>
<p style="text-align: justify;">Direttore del Personale e Organizzazione in Enel dal 1996 al 1998.</p>
<p style="text-align: justify;"> General Manager dello start-up di Omnitel e Wind.</p>
<p style="text-align: justify;">Direttore Generale della RAI dal 1998 al 2001.</p>
<p style="text-align: justify;">Presidente di Ipse2000 dal 2001 al 2002.</p>
<p style="text-align: justify;"> Responsabile della Direzione Corporate Identity della Unicredit dal 2002 al 2005.</p>
<p style="text-align: justify;">Dal 2005 a oggi, come dicevo, Dg della LUISS.  «Figlio mio, stai per finire la tua Università; sei stato bravo. Non ho rimproveri da farti. Finisci in tempo e bene: molto più di quello che tua madre e io ci aspettassimo. È per questo che ti parlo con amarezza, pensando a quello che ora ti aspetta. Questo Paese, il tuo Paese, non è più un posto in cui sia possibile stare con orgoglio».</p>
<p style="text-align: justify;"> Egregio Signor Celli, siamo in tanti ad avere finito l’Università ma, mi creda, in tempo e bene, salvo rarissime eccezioni, lo ha fatto solo chi di noi portava un cognome come il suo. Siamo in tanti a non avere avuto un padre «fortunato» che ci indicasse la strada.  Abbiamo creduto, sbagliando e facendoci male, che una infinitesima fetta di torta fosse riservata ai meritevoli.  Mi creda, neanche le briciole.</p>
<p style="text-align: justify;">Se mio padre avesse potuto accedere alla prima pagina di Repubblica e fosse riuscito a scrivere due parole per me, sicuramente non sarebbero state le stesse, ipocrite, formulate da Lei.  Mio padre mi avrebbe esortato a restare.  Mi avrebbe convinto a rifondare il Paese con il pensiero e le idee per ridicolizzare il vuoto interiore dei «fortunati» figli dei Direttori Generali.  Mi avrebbe mostrato la strada, quella vera, dimettendosi dalle cariche, non accettando poltrone politiche come tutte quelle su cui Lei è stato comodamente seduto.  Gliela dico tutta, sarà anche capace di raccomandare Suo figlio così come è stato capace di accettare le raccomandazioni per tutte quelle nomine ricevute!</p>
<p style="text-align: justify;">Purtroppo per Lei, riconosco, nelle Sue, le parole di quella ristretta lobby di sinistra, snob e un po’ fighetta, convinta di essere intellettuale e irreprensibile, che sta avvelenando l’Italia da almeno un cinquantennio occupandone e gestendone i gangli del potere.  Mi fa rabbia, mi creda, non per me stesso che ormai so, ma per tutti quei figli che ci crederanno, avere la certezza che Mattia Celli, al rientro se deciderà di partire, subito se deciderà di restare, siederà su una di quelle poltrone che il suo «fortunato» padre gli avrà, comunque, predisposto e per la liberazione delle quali non avrà mosso un solo dito.  Egregio Signor Celli… ma ci faccia il piacere.</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Siamo stati tutti un po&#8217; corsarini</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Jul 2011 00:01:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Miti del '900]]></category>
		<category><![CDATA[Moto Morini]]></category>

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		<description><![CDATA[Un mito dei ragazzi degli anni Sessanta. Il Corsarino S Scrambler di Moto Morini.  «Io da ragazzo ho avuto prima il Corsarino, poi lo Scrambler. E ancora me li ricordo. Credo tutti gli italiani sopra i 50 anni abbiano avuto una Morini». Nel senso della Moto. Così si è espresso Sandro Capotosti, ex presidente di Banca [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/07/20/siamo-stati-tutti-un-po-corsarini/corsarino-s-scrambler/" rel="attachment wp-att-29761"><img class="aligncenter size-large wp-image-29761" title="corsarino S scrambler" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/07/corsarino-S-scrambler-580x435.jpg" alt="" width="580" height="435" /></a>Un mito dei ragazzi degli anni Sessanta. Il Corsarino S Scrambler di Moto Morini. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">«Io da ragazzo ho avuto prima il Corsarino, poi lo Scrambler. E ancora me li ricordo. Credo tutti gli italiani sopra i 50 anni abbiano avuto una Morini». Nel senso della Moto.<span id="more-29760"></span> Così si è espresso Sandro Capotosti, ex presidente di Banca Profilo, che, insieme a Ruggeromassimo Jannuzzelli, ex vicepresidente e ad del gruppo Camuzzi, si è aggiudicato all&#8217;asta il marchio dell&#8217;azienda di Casalecchio di Reno (Bologna), fallita il 18 maggio dello scorso anno.</p>
<p style="text-align: justify;">I due imprenditori l&#8217;hanno pagata un milione e 960 mila euro. Una trentina di ex dipendenti che ancora non avevano trovato lavoro parteciperanno all&#8217;impresa. Che ci auguriamo più solida che corsara.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/07/20/siamo-stati-tutti-un-po-corsarini/corsarino/" rel="attachment wp-att-29834"><img class="aligncenter size-large wp-image-29834" title="corsarino" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/07/corsarino-580x433.jpg" alt="" width="580" height="433" /></a></p>
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		<title>L&#8217;azienda che licenzia soltanto le donne: «Così stanno a casa con i figli»</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Jun 2011 13:08:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Immaginiamo che ciò sia potuto accadere perché i titolari della Ma-Vib hanno approfittato della momentanea distrazione del ministro delle Pari opportunità. Mara Carfagna, una donna ingiustamente sottratta ai lavori domestici, è infatti in viaggio di nozze. Ci auguriamo che le neo sposa possa presto occuparsi della gestione della sua casa e di accudire la prole. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><object id="polyshowEmbed" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="640" height="380" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="name" value="polyshowEmbed" /><param name="align" value="middle" /><param name="flashvars" value="configId=4&amp;configUrl=../content/conf/CorrierePolymediaShow_embedded_640.xml&amp;autostart=false&amp;configAdvLabel=embed&amp;configNielsenLabel=embed&amp;videoId=cc9cadb0-a308-11e0-9bbf-ebc35d9cc61e&amp;videoUrl=http://static2.video.corriereobjects.it/widget/content/video/rss/video_cc9cadb0-a308-11e0-9bbf-ebc35d9cc61e.rss&amp;logo=http://static2.video.corriereobjects.it/widget/img/logocorriere.png&amp;channelName=CRONACA E COSTUME&amp;advChannel=Milano&amp;nielsenChannel=Milano&amp;videoChannelLabel=Milano&amp;advTemplateUrl=http://video.corriere.it/widget/content/adv/advtemplate_108.xml&amp;newsPaper=corriere&amp;clickUrl=http://video.corriere.it/" /><param name="src" value="http://static2.video.corriereobjects.it/widget/swf/CorrierePolymediaShow.swf" /><param name="wmode" value="transparent" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="quality" value="high" /><embed id="polyshowEmbed" type="application/x-shockwave-flash" width="640" height="380" src="http://static2.video.corriereobjects.it/widget/swf/CorrierePolymediaShow.swf" quality="high" allowfullscreen="true" wmode="transparent" flashvars="configId=4&amp;configUrl=../content/conf/CorrierePolymediaShow_embedded_640.xml&amp;autostart=false&amp;configAdvLabel=embed&amp;configNielsenLabel=embed&amp;videoId=cc9cadb0-a308-11e0-9bbf-ebc35d9cc61e&amp;videoUrl=http://static2.video.corriereobjects.it/widget/content/video/rss/video_cc9cadb0-a308-11e0-9bbf-ebc35d9cc61e.rss&amp;logo=http://static2.video.corriereobjects.it/widget/img/logocorriere.png&amp;channelName=CRONACA E COSTUME&amp;advChannel=Milano&amp;nielsenChannel=Milano&amp;videoChannelLabel=Milano&amp;advTemplateUrl=http://video.corriere.it/widget/content/adv/advtemplate_108.xml&amp;newsPaper=corriere&amp;clickUrl=http://video.corriere.it/" align="middle" name="polyshowEmbed"></embed></object></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Immaginiamo che ciò sia potuto accadere perché i titolari della Ma-Vib hanno approfittato della momentanea distrazione del ministro delle Pari opportunità. Mara Carfagna, una donna ingiustamente sottratta ai lavori domestici, è infatti in viaggio di nozze. Ci auguriamo che le neo sposa possa presto occuparsi della gestione della sua casa e di accudire la prole. Ne guadagnerebbero il Paese e la sua famiglia. Ma prima di ritirarsi al meritato lavoro da massaia dica qualcosa sulle pari opportunità. Sarebbe opportuno.<span id="more-29410"></span><br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/11_giugno_30/inzago-donne-licenziate-fiom-protesta-190986051519.shtml">Se vuoi saperne di più, clicca qui per leggere l&#8217;articolo sul Corriere della Sera. </a></p>
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		<title>Marconi Freddeuropa si allarga</title>
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		<pubDate>Sun, 24 Apr 2011 16:59:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fidenza]]></category>
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		<category><![CDATA[Rassegna stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Marconi Freddeuropa]]></category>
		<category><![CDATA[Orlando Marconi]]></category>

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		<description><![CDATA[Orlando Marconi, 84 anni, il fondatore. di Patrizia Ginepri Se transitate lungo l&#8217;autostrada, in prossimità dell&#8217;uscita di Fidenza il colpo d&#8217;occhio è immediato e rende l&#8217;idea più di qualsiasi descrizione. A fianco della corsia nord sorge l&#8217;immensa struttura di logistica integrata del freddo, realizzata dal 2005 a oggi dal Gruppo Marconi, uno dei leader mondiali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a rel="attachment wp-att-26981" href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/04/24/marconi-freddeuropa-si-allarga/marconi-orlando-web-2-2/"><img class="aligncenter size-large wp-image-26981" title="MARCONI ORLANDO web 2" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/04/MARCONI-ORLANDO-web-2-580x501.jpg" alt="" width="580" height="501" /></a>Orlando Marconi, 84 anni, il fondatore.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>di Patrizia Ginepri</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Se transitate lungo l&#8217;autostrada, in prossimità dell&#8217;uscita di Fidenza il colpo d&#8217;occhio è immediato e rende l&#8217;idea più di qualsiasi descrizione. A fianco della corsia nord sorge l&#8217;immensa struttura di logistica integrata del freddo, realizzata dal 2005 a oggi dal Gruppo Marconi, uno dei leader mondiali del settore.<span id="more-26980"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Per capirci basta solo qualche numero: il complesso sorge su un&#8217;area di 300 mila metri quadrati e tra non molto potrà disporre di un milione di metri cubi di celle frigorifere (si stanno ultimando i lavori dell&#8217;ultimo capannone). Insomma, siamo di fronte a una vera e propria «città del freddo» dove lavorano un centinaio di persone, tra dipendenti diretti e indiretti. Forse non tutti sanno che dietro a questo imponente investimento nella provincia parmense c&#8217;è un gruppo marchigiano di alto profilo industriale (tre generazioni in campo), che nel settore è di gran lunga il più importante in Italia, terzo in Europa e tra i primi 15 del mondo. Ma la cosa indubbiamente più significativa è che questo gruppo è il frutto &#8211; e che frutto &#8211; della storia imprenditoriale di un self made man: Orlando Marconi, marchigiano doc. che ancora oggi, all’età di 84 anni, è saldamente al timone del gruppo che ha saputo costruire in poco più di 40 anni.</p>
<p style="text-align: justify;">«È lui l’artefice di questa realtà importante – tiene a sottolineare Adriano Federici, direttore generale e amministratore del gruppo, nonché presidente della Camera di Commercio di Ascoli Piceno e past president di Assindustria Ascoli Piceno  – è un grande uomo, instancabile, con un fisico d’acciaio, oltre che padre di famiglia eccezionale. Le sue doti in tre parole? Volontà, costanza e umiltà. Dico questo perché la volontà da sola non basta. Ci vuole costanza nel tempo, grande impegno e tanti sacrifici». Figlio di contadini «da cui ha ereditato saggezza e concretezza» spiega Federici, Orlando Marconi ha lavorato per anni come camionista, nel settore vinicolo. Poi, nel tempo, ha iniziato a trasportare surgelati, soprattutto ortaggi, comparto particolarmente dinamico nella sua terra.</p>
<p style="text-align: justify;">«Era la fine degli anni Sessanta quando la società Surgela gli propose di costruire una cella frigorifera – racconta l&#8217;ingegner Federici – e fu così che, su un fondo di 6 ettari nel comune di San Benedetto del Tronto,  iniziò l’attività. Dopo la prima cella ne costruì una seconda, poi un’altra ancora e così via. Ben presto si rese conto del crescente bisogno di strutture per lo stoccaggio dei prodotti surgelati e colse questa opportunità con coraggio ed entusiasmo. L’ascesa del gruppo seguì la filiera degli ortaggi e della lavorazione del pesce. A questi si aggiunsero altri prodotti come, ad esempio, carne e burro, quando venivano tolti dal mercato dall’ente statale Aima perché le produzioni erano in eccesso».</p>
<p style="text-align: justify;">Nacquero così negli anni: la Central Frigor Marconi (San Benedetto del Tronto) la Marconi Fredditalia (Alanno Scalo, Pescara), la Marconi Industria del freddo (Ascoli Piceno) oggi inglobata dalla Marconi Freddeuropa (Fidenza) e la Orlando Marconi Trasporti. Ma torniamo a Fidenza e alla globalizzazione, che pian piano ha fatto superare la vecchia concezione della logistica vicina ai siti produttivi. «In questo nuovo scenario abbiamo deciso di spostare il core business: da partner a valle delle produzioni a soggetto attivo della distribuzione», spiega Federici. «Naturalmente la posizione geografica ideale era in centro nord e il cuore dell&#8217;Emilia sembrava la collocazione perfetta. Ci siamo mossi subito e qui va riconosciuta la disponibilità dell&#8217;amministrazione comunale di Fidenza, che ha capito l&#8217;importanza di questo investimento per il territorio e si è prodigato per accelerare l&#8217;iter burocratico. Si sa che il mercato non aspetta e se non ci sono le condizioni cambia rotta». A Fidenza la Marconi continua a crescere.</p>
<p style="text-align: justify;">«Accanto al core business dello stoccaggio a -20 gradi«, dice il direttore generale, «abbiamo affiancato la logistica di alimenti freschi e deperibili, ad esempio salumi e formaggi. E proprio perché abbiamo costruito qui una grande piattaforma, abbiamo iniziato a dialogare con la gdo (grande distribuzione organizzata, <em>ndr</em>). Grazie a questa posizione baricentrica per la distribuzione di prodotti surgelati e freschi, possiamo infatti contribuire ad abbattere i trasferimenti delle merci su strada, con ovvi benefici. Un esempio è il nostro ingresso nel ciclo distributivo del gruppo Conad, che ha capito il vantaggio di avere un partner di riferimento vicino. E nel cuore della food valley le prospettive di crescita di una filiera logistica più agile, così come l&#8217;abbiamo impostata, sono davvero notevoli». <em>(Gazzetta di Parma, 23 aprile 2011)</em></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><em><a rel="attachment wp-att-26990" href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/04/24/marconi-freddeuropa-si-allarga/marconi/"><img class="aligncenter size-large wp-image-26990" title="marconi" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/04/marconi-580x359.jpg" alt="" width="580" height="359" /></a><br />
</em></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong><a rel="attachment wp-att-26987" href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/04/24/marconi-freddeuropa-si-allarga/marconi-jpg/"><img class="aligncenter size-full wp-image-26987" title="marconi.JPG" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/04/marconi.JPG.jpeg" alt="" width="250" height="184" /></a>Veduta aerea dello stabilimento di Fidenza. </strong></p>
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		<title>Per il sindaco di Terni (centro-sinistra) la condanna della Thyssenkrupp è ingiusta</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Apr 2011 13:04:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Industria]]></category>
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		<category><![CDATA[Incidenti sul lavoro]]></category>
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		<description><![CDATA[Leopoldo Di Girolamo, sindaco di Terni. Una sentenza accolta con cautela e preoccupazione dal sindaco di Terni, quella di condanna contro la Thyssenkrupp emessa in queste ore dalla Corte di Assise di Torino. Cautela che traspare dalla dichiarazione di Leopoldo Di Girolamo che si è limitato a dire, relativamente alle pene inflitte ai dirigenti: «Solo chi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a rel="attachment wp-att-26712" href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/04/16/per-il-sindaco-di-terni-centro-sinistra-la-condanna-della-thyssenkrupp-e-ingiusta/di-girolamo-principi/"><img class="aligncenter size-large wp-image-26712" title="di girolamo -principi" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/04/di-girolamo-principi-580x558.jpg" alt="" width="580" height="558" /></a>Leopoldo Di Girolamo, sindaco di Terni. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Una sentenza accolta con cautela e preoccupazione dal sindaco di Terni, quella di condanna contro la Thyssenkrupp<a href="http://www.giornalettismo.com/archives/121657/thyssenkrupp-la-tragedia-ha-un-colpevole-16-anni-e-mezzo-a-espenhahn/" target="_blank"> </a>emessa in queste ore dalla Corte di Assise di Torino.<span id="more-26711"></span> Cautela che traspare dalla dichiarazione di Leopoldo Di Girolamo che si è limitato a dire, relativamente alle pene inflitte ai dirigenti: «Solo chi conosce pienamente gli atti può dare una valutazione». Il sindaco ha poi aggiunto: «Mi sembra che questa volta la giustizia sia stata ingiusta» e «punitiva nei confronti dell’azienda e dei lavoratori che ora si troveranno in difficoltà». Il riferimento in questo caso è stato a quella parte della sentenza con cui la Corte ha disposto a carico dell’azienda anche l’esclusione da agevolazioni e sussidi pubblici per sei mesi e il divieto di fare pubblicità ai suoi prodotti per sei mesi.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><a rel="attachment wp-att-26791" href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/04/16/per-il-sindaco-di-terni-centro-sinistra-la-condanna-della-thyssenkrupp-e-ingiusta/mauro_biani_1509/"><img class="aligncenter size-full wp-image-26791" title="mauro_biani_1509" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/04/mauro_biani_1509.gif" alt="" width="360" height="454" /></a></p>
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		<title>Operatore ecologico, lavoro umiliante e mal pagato. Parla chi lo fa: un altro disastroso effetto della politica degli appalti</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Mar 2011 22:55:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Amministrazione civica]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Operatori ecologici]]></category>

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		<description><![CDATA[Questa foto è stata scattata nel marzo dello scorso anno quando un operatore ecologico di Enna, Gianluca Pisano, dipendente di SiciliAmbiente, la società che gestisce la raccolta dei rifiuti, in preda alla disperazione per il mancato pagamento delle spettanze arretrate, ha cercato di darsi fuoco davanti alla prefettura cospargendosi di benzina. Tutti voi conoscerete i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a rel="attachment wp-att-24640" href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/03/06/operatore-ecologico-un-lavoro-umiliante-e-mal-pagato-un-altro-disastroso-effetto-della-politica-degli-appalti/enna-dip-sicilia-ambeinte1/"><img class="aligncenter size-large wp-image-24640" title="Enna-Dip-Sicilia-Ambeinte1" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/03/Enna-Dip-Sicilia-Ambeinte1-580x347.jpg" alt="" width="580" height="347" /></a>Questa foto è stata scattata nel marzo dello scorso anno quando un operatore ecologico di Enna, Gianluca Pisano, dipendente di SiciliAmbiente, la società che gestisce la raccolta dei rifiuti, in preda alla disperazione per il mancato pagamento delle spettanze arretrate, ha cercato di darsi fuoco davanti alla prefettura cospargendosi di benzina.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Tutti voi conoscerete i pregi di quella che è diventata, fortunatamente, la gestione consapevole dei rifiuti, prodotti, ormai a ritmi serrati, dalla società consumistica in cui viviamo. Ma quello che sicuramente non è noto ai più, sono le condizioni di lavoro di coloro che giornalmente vedete raccogliere ciò che voi buttate.<span id="more-24639"></span></p>
<p style="text-align: justify;">La domanda che attraverserà la testa di molti di voi &#8211; sono più che sicuro &#8211; sarà: «Perché dovremmo interessarci di una categoria che viene pagata profumatamente per il lavoro che fa?» o peggio «Sono dei “paria” (nella cultura indiana è una casta molto umile quasi senza diritti), degli “intoccabili”, sicuramente dei “galeotti” o “drogati” che scontano il loro debito con la società».</p>
<p style="text-align: justify;">I pregiudizi purtroppo sono duri a morire, ma la cosa più importante è la risposta: no, sono padri di famiglia e ragazzi giovani che non trovando alternative fanno un lavoro non solo duro ma umile, il classico lavoro che molti perbenisti e ferrei sostenitori dell&#8217;ambiente non farebbero mai.  Un lavoro biologicamente a rischio, visto il contatto con sostanze chimiche e biologiche pericolose.</p>
<p style="text-align: justify;">Probabilmente «olfatti raffinati» non hanno mai notato gli «operatori ecologici» che lavorano la mattina presto a temperature bassissime, sotto la pioggia, la neve e d&#8217;estate sotto il sole torrido per sei giorni la settimana, chinando la testa di fronte ad insulti o prepotenze (già perché succede anche questo); un utente ha sempre ragione, paga il servizio e perciò paga anche chi lo svolge, questo è il motto delle ditte appaltatrici.</p>
<p style="text-align: justify;">Le ditte appaltatrici che siano cooperative o aziende, con appalti tirati all&#8217;osso, sono i veri squali in quello che è il «business» della spazzatura, tenendo in alcuni casi gestioni al limite della criminalità per quello che concerne la sicurezza sul lavoro; minacciando licenziamenti o creando un vero e proprio «terrorismo psicologico» nei confronti di lavoratori: «Sai quanti disgraziati ci sono che farebbero questo lavoro anche a meno di quello che prendi tu?», oppure, « Non ti iscrivere ai sindacati quelli non fanno i tuoi interessi».  Ecco alcune delle frasi tipiche dei fantomatici responsabili dei cantieri, veri e propri cani da guardia in loco delle aziende. Buste paga da fame, novecento, mille euro al mese, in cui a volte non vengono riconosciuti nemmeno gli straordinari, roba da primi del novecento, quasi come se questo lavoro fosse rimasto legato alle regole del passato, un contratto di categoria scritto in fretta e furia, per un’attività nata all&#8217;improvviso e che cresce di pari passo con la crescita sproporzionata di produzione dei rifiuti.</p>
<p style="text-align: justify;">Un lavoro voluto insomma dalla necessità, le cui norme non sono mai state riviste e aggiornate se non in alcuni piccoli casi, per volontà di «sindacalisti» caparbi, costantemente vessati e avversati dalle aziende stesse. La sicurezza? Un lusso. Le regole? Effimere.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>(Questa lettera, scritta da un operatore ecologico, è stata diffusa dal Partito comunista dei lavoratori).</em><strong><em> </em></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
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