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	<title>Nave Corsara &#187; Guerra a pace</title>
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		<title>Le guerre che verranno</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 01:34:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Guerra a pace]]></category>
		<category><![CDATA[Politica estera]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Focolai di guerra nel mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Guerre di faglia]]></category>

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		<description><![CDATA[di Alessandro Fava Possiamo dircelo senza problemi. Siamo stati bravi. Non è cosa da tutti vincere la Terza Guerra Mondiale in modo così netto. Siamo stati talmente bravi da convincerci a non chiamarla così, con il suo vero nome. L&#8217;abbiamo chiamata Guerra Fredda (chiedere a coreani, vietnamiti, afghani, nicaraguensi, etiopi, somali e altri quanto fosse [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2012/01/31/le-guerre-che-verranno/prossima_guerra/" rel="attachment wp-att-36753"><img class="aligncenter size-full wp-image-36753" title="prossima_guerra" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2012/01/prossima_guerra.jpg" alt="" width="600" height="445" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>di Alessandro Fava</strong><br />
Possiamo dircelo senza problemi. Siamo stati bravi. Non è cosa da tutti vincere la Terza Guerra Mondiale in modo così netto. Siamo stati talmente bravi da convincerci a non chiamarla così, con il suo vero nome. L&#8217;abbiamo chiamata Guerra Fredda (chiedere a coreani, vietnamiti, afghani, nicaraguensi, etiopi, somali e altri quanto fosse fredda) soltanto perchè ce la immaginavamo diversa. Si, perchè a parte il fatto che non sia stata combattuta in Europa (o contiamo anche Cecoslavacchia, Ungheria e Cipro?) e che fortunatamente le armi nucleari siano rimaste nei loro depositi, è stata parecchio mondiale come guerra. Direi anzi la più mondiale della storia dell&#8217;umanità.<span id="more-36752"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Ora che ci siamo congratulati con noi stessi, possiamo dirci altre cose senza tanti problemi. Forse dal 1991 a oggi saremmo potuti essere più bravi. Stessa storia di sempre: bravi a vincere le guerra, un po&#8217; meno a vincere le paci. E nell&#8217;euforia post-vittoria abbiamo commesso due errori.</p>
<p style="text-align: justify;">Il primo: non abbiamo riformato il sistema politico ed economico mondiale; nessuna Vienna o Versailles (non che sia servita un granchè) o Bretton Woods. La vittoria è stata talmente schiacciante che ci siamo dimenticati che ogni guerra ha un costo, specialmente economico. Non solo non abbiamo riformato il nostro sistema ma lo abbiamo esaltato dandogli carta bianca, convinti della scontata superiorità del nostro modello a trazione finanziaria e terziaria rispetto a quello industriale sovietico. Il risultato è sotto gli occhi di tutti.</p>
<p style="text-align: justify;">Il secondo: non abbiamo considerato l&#8217;avanzare dell&#8217;eterogeneità culturale, precedentemente schiacciata dal bipolarismo. Abbiamo immaginato che da quel momento il mondo sarebbe stato unipolare, con noi, i nostri ideali, il nostro modello (e i nostri interessi) al centro di esso. Invece il mondo è andato nella direzione opposta: un multipolarismo basato sulle differenze culturali. Le prime avvisaglie di questo movimento non erano poi tanto lontane da noi: Caucaso e Balcani.</p>
<p style="text-align: justify;">Il caso dei Balcani fu emblematico: i croati cattolici appoggiati da Germania, Austria, Italia, Ue e Usa, i bosgnacchi musulmani finanziati principalmente da Libia, Iran, Turchia, Arabia Saudita e Usa (unica eccezione), la Serbia ortodossa sostenuta da Russia e Grecia, anch&#8217;essi ortodossi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2012/01/31/le-guerre-che-verranno/messico/" rel="attachment wp-att-36814"><img class="aligncenter size-full wp-image-36814" title="messico" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2012/01/messico.jpg" alt="" width="800" height="532" /></a></strong><strong>Soldati dell&#8217;esercito messicano in una coltivazione di marijuana nella provincia di Sinaloa.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Gli anni Novanta sono stati caratterizzati da due fenomeni: l&#8217;esplosiva crescita economica e d&#8217;influenza della Cina e la Rinascita islamica spinta dall&#8217;impressionante crescita demografica nei Paesi musulmani. Insomma, il mondo immaginato in «Lo scontro delle civiltà» di Samuel Huntigton (termine forse un po&#8217; forte ma di immediata comprensione) potrebbe essere un po&#8217; più di una remota possibilità.</p>
<p style="text-align: justify;">In un mondo dominato dalle civiltà, più che da schieramenti ideologici, diventa fondamentale prevenire le cosiddette «guerre di faglia»; cioè quelle guerre situate nei punti d&#8217;attrito fra le varie civiltà, che possono mobilitare molti più attori di quelli direttamente in campo e che, perciò, contengono i germi della Quarta Guerra Mondiale.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;11 settembre 2001 scopriamo in modo drammatico il nostro errore. Non siamo né intoccabili né amati da tutto il mondo; nemmeno il nostro modello è accettato nel resto del pianeta. La nostra risposta, nella sua idiozia e inutilità, è geniale. Il tutto firmato principalmente da Bush e dalla sua cricca neocon (quei maledetti 124 voti in Florida).</p>
<p style="text-align: justify;">Una guerra che andava combattuta con servizi segreti, forze speciali e diplomazia noi invece abbiamo pensato bene di combatterla con elicotteri e missili Cruise. Dove? Ovviamente in uno dei posti più inconquistabili del mondo: l&#8217;Afghanistan (chiedere a britannici e russi).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2012/01/31/le-guerre-che-verranno/teheran/" rel="attachment wp-att-36762"><img class="aligncenter size-full wp-image-36762" title="teheran" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2012/01/teheran.jpg" alt="" width="800" height="532" /></a>Religiosi iraniani durante una seduta di tiro con armi di precisione allo stadio di Teheran. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Iniziamo inoltre la guerra facendo finta di non sapere che il principale sponsor dei taliban sia il potentissimo Isi, il servizio segreto del Pakistan, nostro grande alleato in questa guerra (l&#8217;India nel frattempo ci ringrazia felice) e la «concludiamo» riportando l&#8217;Iran nello scacchiere afghano.</p>
<p style="text-align: justify;">Completiamo il capolavoro distruggendo l&#8217;unica cosa positiva fatta dai taliban: riattiviamo, infatti, le coltivazioni di oppio dopo che erano state distrutte nel 2000 dal mullah Omar, in quanto contrarie ai precetti dell&#8217;Islam. Non paghi di tutto ciò, decidiamo che è arrivato il momento di darci al commercio di idee: importiamo balle riguardanti armi nucleari dal Niger, le raffiniamo a Washington ed esportiamo democrazia.</p>
<p style="text-align: justify;">Fra le decine di dittature nel mondo ne scegliamo una a caso: l&#8217;Iraq di Saddam Hussein. Ora Bush dovrebbe gentilmente spiegarci il senso di portare la democrazia in un paese come l&#8217;Iraq. Ricordiamoci com&#8217;è composto più o meno: 60 % sciiti, 25 % sunniti e 15% kurdi. Aldilà dei kurdi, che controllano tranquillamente le loro montagne e i loro giacimenti petroliferi, perchè i sunniti dovrebbero accettare la democrazia che li condanna all&#8217;opposizione perpetua? Infatti la risposta non si fa attendere. Anche gli sciiti si mettono in mezzo al caos che sta nascendo; dopo decenni di persecuzioni ora vogliono tutto e subito e soprattutto noi fuori dalle scatole.</p>
<p style="text-align: justify;">Un altro capolavoro è completo: uno stato laico, non amico di Al Qaida, in preda al caos con una vaga democrazia interpretabile dalle parti in gioco e l&#8217;Iran che torna anche sullo scacchiere iracheno.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel frattempo la nostra immagine in Medio Oriente subisce dei colpi grazie al nostro appoggio incondizionato a Sharon e nel 2006 mostriamo a tutti gli arabi come concepiamo veramente la democrazia: fintanto che vincono i nostri amici va bene altrimenti no (elezioni in Palestina in cui vince Hamas).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2012/01/31/le-guerre-che-verranno/sud-corea-2/" rel="attachment wp-att-36768"><br />
</a><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2012/01/31/le-guerre-che-verranno/sud-corea-3/" rel="attachment wp-att-36771"><img class="aligncenter size-full wp-image-36771" title="sud corea" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2012/01/sud-corea2.jpg" alt="" width="719" height="530" /></a>Militari sud-coreani in addestramento. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Altri colpi di genio si susseguono in quegli anni; il più famoso è l&#8217;inserimento della Corea del Nord nel famigerato «asse del male» senza spiegare a nessuno il perchè un Paese comunista, ateo e confuciano appoggi Al Qaeda che per di più ha combattuto anni contro i comunisti.</p>
<p style="text-align: justify;">Mentre noi perdiamo vite umane (e non solo nostre), soldi, credibilità e tempo in cose inutili il mondo continua ad andare avanti come se niente fosse. Come scriveva qualcuno su Repubblica, «se dovessi sostenere una teoria del complotto sull&#8217;11 settembre crederei che dietro tutto c&#8217;era la Cina; sicuramente è quella che ci ha guadagnato di più dagli ultimi dieci anni».</p>
<p style="text-align: justify;">Se per l&#8217;Occidente era ed è vitale prevenire le «guerre di faglia», dobbiamo ammettere che abbiamo fatto l&#8217;esatto contrario. Abbiamo buttato benzina su alcune e trascurato altre.</p>
<p style="text-align: justify;">La crisi economica internazionale del 2008 (rivedere il primo errore) ha attirato, negli anni seguenti, tutta la nostra attenzione e quella dei nostri leaders.</p>
<p style="text-align: justify;">A mio parere, oggi, ci sono sei aree del mondo da monitorare e che dovrebbero catalizzare l&#8217;attenzione mondiale per la loro potenziale esplosività; in particolare sono tre «buchi neri» e tre potenziali «guerre di faglia».</p>
<p style="text-align: justify;"><em>I tre «buchi neri» sono i seguenti:</em><br />
<strong>Messico</strong>: considerato ormai un narcostato dove comandano, specialmente nel nord, i vari cartelli della droga (Golfo, Tijuana, Sinoloa, Juarez&#8230;) e i paramilitari a loro collegati (Los Zetas, Los Negros&#8230;). Sono la mafia più potente al mondo e hanno un controllo del territorio capillare supportato dalla corruzione dilagante nell&#8217;esercito e nella politica messicana. Superfluo sottolineare che controllano principalmente il mercato della cocaina.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Balcani</strong>: i tre più recenti Stati dell&#8217;area, Bosnia, Kosovo e Montenegro, sono gli snodi di tutti i traffici illegali verso l&#8217;Europa. Clandestini, armi, soldi sporchi, schiave e droga (in particolare eroina) passano da Sarajevo, Pristina o Podgorica. Inoltre nascondono al loro interno campi di addestramento per terroristi e guerriglieri islamici.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sahara</strong>: è il «buco nero» meno controllabile per ovvi motivi fisici. Oltre ai soliti traffici illegali già menzionati, qui si aggiungono le materie prime proibite africane come i diamanti della Sierra Leone o il legname pregiato congolese. Innumerevoli i conflitti esplosi a suoi confini e che hanno trovato linfa vitale in esso (Libia, Darfur, Sud Sudan, Nigeria&#8230;).</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Le tre potenziali «guerre di faglia» invece sono le seguenti:</em><br />
<strong>Medio Oriente</strong>: <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Accordo_di_Ginevra">un piano di pace per la Palestina accettabile c&#8217;è già</a>, ma nessuno ha la volontà o la forza per farlo approvare dai contendenti. È notizia di questi giorni l&#8217;innalzamento della tensione con l&#8217;Iran su accordi nucleari e lo stretto di Hormuz. Gli Usa stanno pensando a un intervento militare, il resto del mondo si oppone, l&#8217;Europa conta niente, Israele non c&#8217;è bisogno di convincerlo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Kashmir</strong>: la tensione rimane sempre altissima in questa zona contesa da Pakistan e India, con la Cina dietro le quinte. A giostrare i giochi due dei più potenti e influenti servizi segreti del mondo, il già citato Isi e il Raw indiano. Già nel 2003 abbiamo sfiorato lo scontro nucleare; le occasioni per ripetersi non mancheranno.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nigeria</strong>: salito alle cronache in questi ultimi mesi per l&#8217;offensiva di Boko Haram, una setta islamica fondamentalista che si finanzia con i traffici illegali del Sahara con forti legami con i terroristi algerini temprati dalla guerra civile dei primi anni Novanta. Considerando l&#8217;importanza della Nigeria sia come attore politico (per fare un esempio è uno degli Stati che fornisce più truppe per le missioni Onu, specialmente in Africa) sia per le sue risorse naturali, non mi stupirei se il conflitto si allargasse pericolosamente ad altri attori.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2012/01/31/le-guerre-che-verranno/nigeria/" rel="attachment wp-att-36765"><img class="aligncenter size-full wp-image-36765" title="Nigeria" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2012/01/Nigeria.jpg" alt="" width="800" height="520" /></a>La Nigeria è sull&#8217;orlo di una guerra civile fomentata dai fondamentalisti islamici. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Per concludere vi rimando a questa notizia (per leggerla, cliccare sul titolo, <em>ndr</em>): «<a href="http://italian.irib.ir/notizie/mondo/item/100468-pechino-avverte-usa-pronti-ad-entrare-in-guerra-a-favore-delliran-marina-cinese-in-stato-di-allerta">Pechino avverte Usa: pronti ad entrare in guerra a favore dell&#8217;Iran, Marina cinese in stato di allerta</a>». Semplice minaccia o alleanza islamico-confuciana all&#8217;orizzonte?</p>
<p style="text-align: justify;">Ripetiamocelo allora; siamo stati bravi. Ora però, bisogna esserlo ancora di più; i rapporti di potere sono cambiati, dobbiamo capirli e muoverci di conseguenza. È evidente che dobbiamo ripensare la nostra politica estera, specialmente noi europei. È banale dirlo, ma va al più presto riformato il nostro sistema economico; per fare un esempio, non possiamo permetterci che fondi d&#8217;investimento cinesi acquistino quote sempre maggiori dei nostri debiti sovrani. Per ora la Cina è stata con noi per interesse, ma non possiamo sapere per quanto ancora lo sarà.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;Unione Europea deve uscire dalla cronica incapacità di contare qualcosa; con estremo realismo l&#8217;ex premier belga ci definì «un gigante economico, un nano politico e un verme militare». Abbiamo risorse culturali ed economiche da spendere nell&#8217;arena mondiale, e servono disperatamente su ogni fronte. Il 1991 non ha coinciso con «la fine della Storia», ne è semplicemente iniziata un&#8217;altra. Con molti più personaggi di quelli che ci aspettavamo.</p>
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		<title>Anche gli americani hanno i loro Schettino. Uno dei piloti della strage del Cermis confessa</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Jan 2012 23:16:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Guerra a pace]]></category>
		<category><![CDATA[Politica estera]]></category>
		<category><![CDATA[Rassegna stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Cermis]]></category>
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		<description><![CDATA[di Gianluca Di Feo Il 3 febbraio di 14 anni fa un aereo militare Usa spezzò il cavo di una funivia uccidendo 20 persone. Ora uno dei marine che erano ai comandi ammette che quel volo era una sorta di gita per divertirsi. E che subito prima dell&#8217;incidente stava facendo riprese panoramiche con la sua [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2012/01/22/anche-gli-americani-hanno-i-loro-schettino-uno-dei-piloti-della-strage-del-cermis-confessa/cermis_0/" rel="attachment wp-att-36375"><img class="aligncenter size-large wp-image-36375" title="cermis_0" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2012/01/cermis_0-580x326.jpg" alt="" width="580" height="326" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>di Gianluca Di Feo</strong><br />
Il 3 febbraio di 14 anni fa un aereo militare Usa spezzò il cavo di una funivia uccidendo 20 persone. Ora uno dei marine che erano ai comandi ammette che quel volo era una sorta di gita per divertirsi. E che subito prima dell&#8217;incidente stava facendo riprese panoramiche con la sua videocamera. In un nastro distrutto il giorno dopo.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://espresso.repubblica.it/multimedia/video/31296953">Clicca qui, per il video realizzato da National Geographic.</a><span id="more-36374"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Ridevano e filmavano le montagne, il «paesaggio splendido» del lago di Garda. Mentre il loro aereo violava le regole, volando troppo basso e troppo veloce, loro giravano un video ricordo delle Alpi: un souvenir per il pilota, all&#8217;ultima missione prima di tornare negli Stati Uniti. E poco dopo sono andati a tranciare la funivia del Cermis, uccidendo venti persone.</p>
<p style="text-align: justify;">È questa l&#8217;agghiacciante ricostruzione del dramma di Cavalese, realizzata da un&#8217;inchiesta di National Geographic grazie alla testimonianza inedita dei protagonisti: gli investigatori americani che tentarono invano di far condannare i responsabili. E il navigatore dell&#8217;aereo assassino, che per la prima volta parla e descrive quel video turistico distrutto per impedire che si arrivasse alla verità: «Ho bruciato la cassetta. Non volevo che alla Cnn andasse in onda il mio sorriso e poi il sangue delle vittime».</p>
<p style="text-align: justify;">Giustizia non c&#8217;è stata, sepolta dalla ragione di Stato. Di quei venti uomini, donne e ragazzi morti mentre andavano a sciare per una folle esercitazione bellica non è importato a nessuno. Le autorità americane non hanno fatto nulla per punire i responsabili del volo che il 3 febbraio 1998 ha tranciato la funivia di Cavalese facendo precipitare nel vuoto una cabina piena di sciatori. La loro unica preoccupazione era tenere alto l&#8217;onore dei marines, a cui apparteneva l&#8217;equipaggio, e sopire le attenzioni italiane per evitare di perdere la base di Aviano. Ma che l&#8217;assoluzione del pilota sia una vergogna adesso lo dicono apertamente anche gli investigatori militari statunitensi che aprirono l&#8217;istuttoria, poi estromessi dal corpo militare più famoso del mondo: «Non c&#8217;è stata giustizia».</p>
<p style="text-align: justify;">Il documentario di National Geographic, che andrà in onda il 31 gennaio alle 21.25 sul canale 403 di Sky, fa luce su tutti i punti oscuri della tragedia. E da forza a un sospetto: il jet volava così in basso per girare un video ricordo. Non c&#8217;era nessuna giustificazione operativa o tecnica che giustificasse la scelta di violare i limiti di quota e di velocità. A ricostruire la spedizione è un detective del Naval investigative criminal service: il reparto federale che indaga sui crimini della Marina statunitense reso celebre dalla serie televisiva Ncis. Fu Mark Fallon a scoprire quello che l&#8217;equipaggio aveva taciuto. Dopo l&#8217;atterraggio d&#8217;emergenza gli ufficiali consegnarono una piccola telecamera portatile con dentro un nastro vuoto. Perché portarla a bordo se non è stata usata? Tra i sedili, l&#8217;investigatore ha trovato un frammento di cellophane, parte della bustina che avvolge le videocassette vergini.</p>
<p style="text-align: justify;">Solo sei mesi dopo la strage, i due tecnici di bordo &#8211; dietro la garanzia dell&#8217;immunità &#8211; hanno raccontato che al momento dell&#8217;atterraggio di emergenza i due ufficiali non hanno abbandonato subito l&#8217;aereo, nonostante perdesse fiotti di carburante. E allora comandante e navigatore hanno confessato di essere rimasti sul jet per sostituire il nastro girato durante il volo con una cassetta vergine. Il giorno dopo il documento è stato bruciato. Cosa conteneva? «Avevo ripreso le Alpi e il lago di Garda, filmando il comandante Richard Ashby. Poi l&#8217;ho rivolta verso di me e ho sorriso», ricorda l&#8217;ormai ex capitano Joseph Schweitzer: «L&#8217;ho fatto perché non volevo che alla Cnn si vedesse il mio sorriso e poi il sangue».</p>
<p style="text-align: justify;">I responsabili hanno dichiarato che le riprese non hanno influenzato la condotta della missione letale: la quota troppo bassa dipendeva da un malfunzionamento dell&#8217;altimetro, l&#8217;apparecchio che indica l&#8217;altezza dal suolo. Ma il detective del Ncis Fallon, oggi anche lui in pensione, non gli crede: ha verificato che il sistema era a posto. E ha ripercorso il tragitto del velivolo, interrogando le persone che lo videro passare: nonostante spesso avessero notato i jet, mai avevano assistito a un volo così vicino al suolo. Ma a Fallon e il suo staff federale venne tolta la direzione dell&#8217;indagine, affidata a una commissione dei Marines incaricata di condurre un&#8217;istruttoria sotto segreto. Nella storia statunitense non era mai accaduto prima.<br />
All&#8217;epoca, il disastro diventò subito un affare di Stato.</p>
<p style="text-align: justify;">In Italia, il governo di centrosinistra guidato da Romano Prodi aveva preso un posizione formalmente dura. Ma gli accordi Nato impongono che i militari responsabili di crimini durante il servizio vengano processati nel loro paese. E il presidente Bill Clinton promise giustizia. Invece gli investigatori di professione come il team del Ncis furono prima affiancati e poi estromessi da una commissione dei Marines, «senza nessuna esperienza di inchieste». La paura che la reazione italiana portasse a chiudere la base di Aviano, fondamentale per controllare la Jugoslavia, fece saltare la segretazione. Ma una volta allontanate le attenzioni italiane, l&#8217;unica preoccupazione è stata tutelare gli aviatori americani, che stavano per affrontare il conflitto del Kosovo: l&#8217;unico della storia vinto con il solo uso delle forze aeree.</p>
<p style="text-align: justify;">Un altro degli investigatori, anche lui un ufficiale statunitense oggi in pensione, analizza il comportamento dell&#8217;equipaggio: «Vengono addestrati a riconoscere la distanza a vista, è la prima regola per un pilota dei Marines. Non poteva compiere un errore del genere». L&#8217;inchiesta poi ha rivelato altri retroscena surreali: la funivia di Cavalese non era segnata sulle mappe usata dai militari statunitensi, che da almeno tre anni in quei cieli quasi tutti i giorni simulavano i raid da compiere sulla Bosnia. Quasi incredibile la spiegazione: «I responsabili della cartografia avevano ricevuto le informazioni sulla funivia ma l&#8217;aggiornamento era stato inavvertitamente rimosso».</p>
<p style="text-align: justify;">Il risultato finale &#8211; a detta degli stessi investigatori statunitensi intervistati da History Channel &#8211; resta scandaloso: nel marzo 1999 il pilota Richard Ashby dell&#8217;aereo è stato assolto per la condotta del volo, nonostante sia stato provato che gli strumenti erano in funzione e si trovasse sotto la quota minima autorizzata. Due mesi dopo Ashby e Schweitzer sono stati degradati e rimossi del servizio per «l&#8217;intralcio alla giustizia» creato con la distruzione del video-ricordo.</p>
<p style="text-align: justify;">Al solo Ashby è stata inflitta una condanna a sei mesi di carcere: dopo quattro è stato rilasciato per buona condotta. Ma la questione del video distrutto resta la chiave della verità. I due ufficiali cambiarono la cassetta prima di sapere di avere causato una strage. Furono informati del massacro solo dopo essere arrivati negli hangar. Cosa volevano nascondere? Spiega il detective Fallon: «A noi insegnano che se viene distrutta una prova, ciò dimostra la colpevolezza». L&#8217;ex capitano Schweitzer ricorda: «Quando ci hanno detto che avevamo ucciso così tante persone ho pianto come un bambino. Mi sono chiesto perché noi siamo vivi e loro sono morti». La stessa domanda rimasta ancora oggi senza risposta. <em>(L&#8217;Espresso, 20 gennaio 2012)</em></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p><object width="560" height="315" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/P5nYT1HAPcA?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="560" height="315" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/P5nYT1HAPcA?version=3&amp;hl=it_IT" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object></p>
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		<title>Marines pisciano su talebani morti</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Jan 2012 13:42:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Guerra a pace]]></category>
		<category><![CDATA[Afghanistan]]></category>
		<category><![CDATA[Marines]]></category>
		<category><![CDATA[talebani]]></category>

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		<description><![CDATA[Diffuse su internet le immagini di quattro soldati americani che urinano su tre cadaveri, presumibilmente di talebani o civili afghani. Le autorità militari americane hanno aperto un&#8217;inchiesta sull&#8217;autenticità del video. Di seguito il video con il commento di Vittorio Zucconi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><object width="640" height="390" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="quality" value="high" /><param name="wmode" value="direct" /><param name="flashvars" value="autostart=false&amp;provider=video&amp;file=http://flv.kataweb.it/repubblicatv/file/2012/01/marines20121201.mp4?width=640&amp;height=387&amp;repeat=false&amp;logo.file=0&amp;logo.position=top-left&amp;logo.margin=10&amp;shuffle=false&amp;mute=false&amp;volume=60&amp;stretching=unfiform&amp;screencolor=000000&amp;buffer=5&amp;smoothing=true&amp;brand=RepubblicaTV&amp;category=mondo&amp;subcategory=&amp;videotitle=Urinano sui talebani morti: bufera sui marines&amp;streamurl=http://video.repubblica.it/mondo/urinano-sui-talebani-morti-bufera-sui-marines/85532/83921&amp;webserviceurl=http://video.repubblica.it/php/services/related.php?id=&amp;mediaid=85532&amp;dock=false&amp;image=&amp;debug=false&amp;skin=http://flv.kataweb.it/player/v4/skin/skin_rrtv_temp.swf&amp;plugins=http://flv.kataweb.it/player/v4/plugin/plugin_nielsen.swf,http://flv.kataweb.it/player/v4/plugin/plugin_related.swf" /><param name="src" value="http://flv.kataweb.it/player/v4/player/player_v1a.swf" /><param name="allowscriptaccess" value="true" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="640" height="390" type="application/x-shockwave-flash" src="http://flv.kataweb.it/player/v4/player/player_v1a.swf" allowScriptAccess="always" allowFullScreen="true" quality="high" wmode="direct" flashvars="autostart=false&amp;provider=video&amp;file=http://flv.kataweb.it/repubblicatv/file/2012/01/marines20121201.mp4?width=640&amp;height=387&amp;repeat=false&amp;logo.file=0&amp;logo.position=top-left&amp;logo.margin=10&amp;shuffle=false&amp;mute=false&amp;volume=60&amp;stretching=unfiform&amp;screencolor=000000&amp;buffer=5&amp;smoothing=true&amp;brand=RepubblicaTV&amp;category=mondo&amp;subcategory=&amp;videotitle=Urinano sui talebani morti: bufera sui marines&amp;streamurl=http://video.repubblica.it/mondo/urinano-sui-talebani-morti-bufera-sui-marines/85532/83921&amp;webserviceurl=http://video.repubblica.it/php/services/related.php?id=&amp;mediaid=85532&amp;dock=false&amp;image=&amp;debug=false&amp;skin=http://flv.kataweb.it/player/v4/skin/skin_rrtv_temp.swf&amp;plugins=http://flv.kataweb.it/player/v4/plugin/plugin_nielsen.swf,http://flv.kataweb.it/player/v4/plugin/plugin_related.swf" allowscriptaccess="true" allowfullscreen="true" /></object><br />
<strong><br />
Diffuse su internet le immagini di quattro soldati americani che urinano su tre cadaveri, presumibilmente di talebani o civili afghani. Le autorità militari americane hanno aperto un&#8217;inchiesta sull&#8217;autenticità del video. Di seguito il video con il commento di Vittorio Zucconi.<span id="more-36077"></span></strong></p>
<p><object width="640" height="390" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="quality" value="high" /><param name="wmode" value="direct" /><param name="flashvars" value="autostart=false&amp;provider=video&amp;file=http://flv.kataweb.it/repubblicatv/file/2012/01/zucconi_marines20121201.mp4?width=640&amp;height=387&amp;repeat=false&amp;logo.file=0&amp;logo.position=top-left&amp;logo.margin=10&amp;shuffle=false&amp;mute=false&amp;volume=60&amp;stretching=unfiform&amp;screencolor=000000&amp;buffer=5&amp;smoothing=true&amp;brand=RepubblicaTV&amp;category=mondo&amp;subcategory=&amp;videotitle=Zucconi: \'\'Ripugnante, come la guerra\'\'&amp;streamurl=http://video.repubblica.it/mondo/zucconi-ripugnante-come-la-guerra/85552/83941&amp;webserviceurl=http://video.repubblica.it/php/services/related.php?id=&amp;mediaid=85552&amp;dock=false&amp;image=&amp;debug=false&amp;skin=http://flv.kataweb.it/player/v4/skin/skin_rrtv_temp.swf&amp;plugins=http://flv.kataweb.it/player/v4/plugin/plugin_nielsen.swf,http://flv.kataweb.it/player/v4/plugin/plugin_related.swf" /><param name="src" value="http://flv.kataweb.it/player/v4/player/player_v1a.swf" /><param name="allowscriptaccess" value="true" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="640" height="390" type="application/x-shockwave-flash" src="http://flv.kataweb.it/player/v4/player/player_v1a.swf" allowScriptAccess="always" allowFullScreen="true" quality="high" wmode="direct" flashvars="autostart=false&amp;provider=video&amp;file=http://flv.kataweb.it/repubblicatv/file/2012/01/zucconi_marines20121201.mp4?width=640&amp;height=387&amp;repeat=false&amp;logo.file=0&amp;logo.position=top-left&amp;logo.margin=10&amp;shuffle=false&amp;mute=false&amp;volume=60&amp;stretching=unfiform&amp;screencolor=000000&amp;buffer=5&amp;smoothing=true&amp;brand=RepubblicaTV&amp;category=mondo&amp;subcategory=&amp;videotitle=Zucconi: \'\'Ripugnante, come la guerra\'\'&amp;streamurl=http://video.repubblica.it/mondo/zucconi-ripugnante-come-la-guerra/85552/83941&amp;webserviceurl=http://video.repubblica.it/php/services/related.php?id=&amp;mediaid=85552&amp;dock=false&amp;image=&amp;debug=false&amp;skin=http://flv.kataweb.it/player/v4/skin/skin_rrtv_temp.swf&amp;plugins=http://flv.kataweb.it/player/v4/plugin/plugin_nielsen.swf,http://flv.kataweb.it/player/v4/plugin/plugin_related.swf" allowscriptaccess="true" allowfullscreen="true" /></object></p>
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		<title>Ma dove si nasconde la Primula verde?</title>
		<link>http://www.navecorsara.it/wp/2011/09/19/ma-dove-si-nasconde-la-primula-verde/</link>
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		<pubDate>Sun, 18 Sep 2011 22:31:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Guerra a pace]]></category>
		<category><![CDATA[Bani Walid]]></category>
		<category><![CDATA[Cnt]]></category>
		<category><![CDATA[Muammar Gheddafi]]></category>
		<category><![CDATA[Sirte]]></category>

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		<description><![CDATA[Nicolas Sarkozy e David Cameron erano insieme in Libia, il 15 settembre, a festeggiare la quasi vittoria e la spartizione della torta petrolifera. A Tripoli, sono stati accolti come liberatori da una folla entusiasta. Hanno incontrato i membri del Consiglio nazionale di transizione, ma non sono riusciti ad avere notizie certe sull&#8217;introvabile Gheddafi. Libia, contrattacco [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/09/19/ma-dove-si-nasconde-la-primula-verde/gheddafi_introvabile/" rel="attachment wp-att-32422"><img class="aligncenter size-large wp-image-32422" title="gheddafi_introvabile" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/09/gheddafi_introvabile-580x353.jpg" alt="" width="580" height="353" /></a><br />
Nicolas Sarkozy e David Cameron erano insieme in Libia, il 15 settembre, a festeggiare la quasi vittoria e la spartizione della torta petrolifera. A Tripoli, sono stati accolti come liberatori da una folla entusiasta. Hanno incontrato i membri del Consiglio nazionale di transizione, ma non sono riusciti ad avere notizie certe sull&#8217;introvabile Gheddafi.<span id="more-32421"></span></p>
<h2 style="text-align: justify;"><strong>Libia, contrattacco lealista sugli insorti: oltre 300 morti tra i ribelli a Sirte</strong></h2>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/09/19/ma-dove-si-nasconde-la-primula-verde/gheddafi_nascosto_1/" rel="attachment wp-att-32423"><img class="aligncenter size-large wp-image-32423" title="gheddafi_nascosto_1" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/09/gheddafi_nascosto_1-580x355.jpg" alt="" width="580" height="355" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>«Ma come fa quel Gheddafi a nascondersi così bene?».  </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong></strong><br />
Sembrava che i ribelli ce l’avessero quasi fatta, dopo la conquista di Bani Walid, roccaforte dei sostenitori di Gheddafi a 80 chilometri a sud di Tripoli. Invece le forze lealiste – lo ha reso noto un corrispondente della France Press e lo ha confermato l’emittente Al-Jazeera - sono passate alla controffensiva facendo numerose vittime tra gli insorti. Il segretario generale dell’Alleanza atlantica Anders Fogh Rasmussen ha dichiarato che la missione della Nato in Libia è entrata nella sua «fase finale», ma intanto si continua a combattere anche sul fronte di Sirte, la città natale del rais, dove i fedeli al regime la notte scorsa hanno colpito un albergo e una zona residenziale della città, facendo 354 morti (un dato, questo, che però è contestato dal colonnello Nato Roland Lavoie che definisce queste informazioni «chiacchiere infondate»).</p>
<p style="text-align: justify;">E a dirigere la battaglia contro gli insorti sarebbe proprio Muammar Gheddafi in persona, che dunque si trova ancora nel Paese, secondo quanto dichiarato alla Reuters dal suo portavoce Moussa Ibrahim. Il mandato dell’Alleanza Atlantica in favore dei dissidenti al regime scade il prossimo 27 settembre. Dalla Nato, però, fanno sapere che «se sarà necessario» sono «disposti a prolungarlo per un altro periodo, per terminare la nostra operazione appena la situazione lo permetterà».</p>
<p style="text-align: justify;">Intanto a Tripoli, dove nei giorni scorsi hanno fatto visita prima il premier inglese David Cameron e il presidente francese Nicolas Sarkozy e poi il leader turco Recep Tayyip Erdogan, oggi hanno riaperto le scuole: molti studenti per esprimere l’entusiasmo per la caduta del regime si sono presentati in classe sventolando il tricolore degli insorti, mentre altri hanno intonato slogan e canzoni rivoluzionarie.</p>
<p style="text-align: justify;">Proprio dalla Turchia arriveranno due aerei cargo dell’esercito con 22 tonnellate di aiuti umanitari per i circa 10mila abitanti di Bani Walid che si trovano in una situazione di grave necessità. Lo ha annunciato in una nota il dipartimento per le Emergenze dell’ufficio del primo ministro turco.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/09/19/ma-dove-si-nasconde-la-primula-verde/gheddafi_nascosto_2/" rel="attachment wp-att-32424"><img class="aligncenter size-large wp-image-32424" title="gheddafi_nascosto_2" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/09/gheddafi_nascosto_2-580x484.jpg" alt="" width="580" height="484" /></a></p>
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		<title>Gli avvoltoi</title>
		<link>http://www.navecorsara.it/wp/2011/09/16/gli-avvoltoi/</link>
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		<pubDate>Fri, 16 Sep 2011 00:25:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Guerra a pace]]></category>
		<category><![CDATA[Immaginarie missioni di pace]]></category>
		<category><![CDATA[Ipocrisia politica]]></category>
		<category><![CDATA[Libia]]></category>
		<category><![CDATA[Petrolio]]></category>
		<category><![CDATA[Vere guerre]]></category>

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		<description><![CDATA[Tripoli (Libia). Per una delle tante cerimonie che preludono alla spartizione, sono arrivati nella capitale libica il presidente francese Nicolas Sarkozy, che nella foto conversa con il Primo ministro del Consiglio nazionale di transizione (Cnt) Mahmoud Jibril; il filosofo francese Bernard Henry Lévy (BHL); il Premier britannico David Cameron e il presidente del Cnt Abdel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/09/16/gli-avvoltoi/libia-2/" rel="attachment wp-att-32363"><img class="aligncenter size-large wp-image-32363" title="libia" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/09/libia-580x435.jpg" alt="" width="580" height="435" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Tripoli (Libia). Per una delle tante cerimonie che preludono alla spartizione, sono arrivati nella capitale libica il presidente francese Nicolas Sarkozy, che nella foto conversa con il Primo ministro del Consiglio nazionale di transizione (Cnt) Mahmoud Jibril; il filosofo francese Bernard Henry Lévy (BHL); il Premier britannico David Cameron e il presidente del Cnt Abdel Jalid. Nessun italiano? Boh. Dalle foto non risultano. <span id="more-32362"></span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/09/16/gli-avvoltoi/libia_torta_spartizione_petrolio/" rel="attachment wp-att-32364"><img class="aligncenter size-large wp-image-32364" title="Libia_torta_spartizione_petrolio" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/09/Libia_torta_spartizione_petrolio-580x432.jpg" alt="" width="580" height="432" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">In Siria è in atto, da mesi, una repressione violenta e odiosa almeno quanto quella scatenata a suo tempo da Gheddafi, e per mano di un regime almeno altrettanto iniquo. Ma la famosa «comunità internazionale», che in varie forme e sotto varie sigle da qualche anno si è presa la briga di «esportare la democrazia» nel mondo, e in Libia è intervenuta con tutto il suo peso economico e militare, per la gente siriana massacrata giorno dopo giorno non ha mosso un dito.</p>
<p style="text-align: justify;">Si intuisce e si impara, leggendo i giornali, che cautele geopolitiche e calcoli economici impediscono di intervenire contro il regime di Assad. Da cittadino occidentale qualunque, che con le sue tasse già finanzia numerose “missioni di pace”, sarei perfino disposto a capire il trattamento così difforme riservato ai libici e ai siriani. A patto che qualche autorità nazionale o continentale me lo spiegasse a chiare lettere, come si fa tra adulti, mettendo da parte l’insopportabile ipocrisia e le melensaggini virtuose che servono per giustificare, ormai da parecchi anni, il nuovo interventismo occidentale in giro per il mondo. Non sono pregiudizialmente né favorevole né contrario. Vorrei solo che non mi raccontassero più tutte quelle balle sulle «missioni di pace» e sulla «democrazia da esportare» e mi spiegassero, piuttosto, perché il sangue dei siriani vale meno, per l’Europa, del sangue dei libici. <em>(Michele Serra, la Repubblica 4 settembre 2011)</em></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/09/16/gli-avvoltoi/attachment/327422/" rel="attachment wp-att-32374"><img class="aligncenter size-large wp-image-32374" title="327422" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/09/327422-580x412.jpg" alt="" width="580" height="412" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/09/16/gli-avvoltoi/attachment/327455/" rel="attachment wp-att-32375"><img class="aligncenter size-large wp-image-32375" title="327455" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/09/327455-580x385.jpg" alt="" width="580" height="385" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/09/16/gli-avvoltoi/attachment/327387/" rel="attachment wp-att-32376"><img class="aligncenter size-large wp-image-32376" title="327387" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/09/327387-580x436.jpg" alt="" width="580" height="436" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/09/16/gli-avvoltoi/attachment/327386/" rel="attachment wp-att-32377"><img class="aligncenter size-large wp-image-32377" title="327386" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/09/327386-580x390.jpg" alt="" width="580" height="390" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/09/16/gli-avvoltoi/attachment/327365/" rel="attachment wp-att-32378"><img class="aligncenter size-large wp-image-32378" title="327365" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/09/327365-580x408.jpg" alt="" width="580" height="408" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/09/16/gli-avvoltoi/attachment/327362/" rel="attachment wp-att-32379"><img class="aligncenter size-large wp-image-32379" title="327362" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/09/327362-580x386.jpg" alt="" width="580" height="386" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/09/16/gli-avvoltoi/attachment/327363/" rel="attachment wp-att-32380"><img class="aligncenter size-large wp-image-32380" title="327363" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/09/327363-580x438.jpg" alt="" width="580" height="438" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/09/16/gli-avvoltoi/attachment/327360/" rel="attachment wp-att-32381"><img class="aligncenter size-large wp-image-32381" title="327360" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/09/327360-580x406.jpg" alt="" width="580" height="406" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/09/16/gli-avvoltoi/attachment/327424/" rel="attachment wp-att-32382"><img class="aligncenter size-large wp-image-32382" title="327424" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/09/327424-483x580.jpg" alt="" width="483" height="580" /></a></p>
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		<item>
		<title>Ma lo sapevate che il cardinale Bagnasco è generale di corpo d&#8217;armata?</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Sep 2011 11:26:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra a pace]]></category>
		<category><![CDATA[Angelo Bagnasco]]></category>
		<category><![CDATA[Cardinale Angelo Bagnasco]]></category>
		<category><![CDATA[Concordato Stato-Chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[Laicità]]></category>

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		<description><![CDATA[Da un articolone pubblicato dal quotidiano la Repubblica il 9 febbraio 2010 e riguardante la rivalità tra i cardinali Bertone e Bagnasco apprendo: «Angelo Bagnasco è genovese: origini umili, generale di corpo d&#8217;armata, ex ordinario militare, insegnante di “metafisica e ateismo contemporaneo” eccetera». Trasecolo: generale di corpo d&#8217;armata? Il proto avrà saltato una riga, quella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/09/01/ma-voi-lo-sapevate-che-il-cardinale-bagnasco-e-un-generale-di-corpo-darmata/bagnasco_0/" rel="attachment wp-att-31763"><img class="aligncenter size-large wp-image-31763" title="bagnasco_0" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/09/bagnasco_0-580x386.jpg" alt="" width="580" height="386" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Da un articolone pubblicato dal quotidiano la Repubblica il 9 febbraio 2010 e riguardante la rivalità tra i cardinali Bertone e Bagnasco apprendo: «Angelo Bagnasco è genovese: origini umili, generale di corpo d&#8217;armata, ex ordinario militare, insegnante di “metafisica e ateismo contemporaneo” eccetera».<span id="more-31762"></span><br />
Trasecolo: generale di corpo d&#8217;armata? Il proto avrà saltato una riga, quella che diceva «figlio di un generale di corpo d&#8217;armata». Già, ma come si conciliano le umili origini con l&#8217;essere figli di un generale, per giunta di corpo d&#8217;armata che devono essere un bel mucchio di stellette?<br />
Rileggo, non mi capacito, vado a controllare sull&#8217;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Angelo_Bagnasco">enciclopedia degli ignoranti pigri</a>, che conferma. Per una famigerata legge del 1961, gli alti papaveri del Vaticano che sono alti cappellani militari sono parificati agli alti papaveri dello Stato italiano. Che li paga adeguatamente e profumatamente. Tanto per dirne un&#8217;altra sui lacci e lacciuoli che la breccia di Porta Pia aveva spezzato il 20 settembre 1870 e il cavalier Mussolini e Bettino Craxi hanno riallacciato. Per dirne un&#8217;altra su quel che ci costa l&#8217;ambaradan vaticano.<br />
Ma il Nostro è generale di corpo d&#8217;armata dell&#8217;esercito pontificio o di quello italiano? Se è vera la seconda, non lo si potrebbe mandare su qualche fronte, tipo Iraq o Afghanistan, a vedere da vicino com&#8217;è fatta una guerra?<br />
Insieme a don Lorenzo Milani e a molti altri preti illusi, credevamo che la Chiesa fosse per la pace e che l&#8217;obbedienza non fosse più una virtù. Ci eravamo sbagliati. <em>Gott mit uns. </em><strong>(np)</strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/09/01/ma-voi-lo-sapevate-che-il-cardinale-bagnasco-e-un-generale-di-corpo-darmata/bagnasco_2/" rel="attachment wp-att-31772"><img class="aligncenter size-large wp-image-31772" title="Bagnasco_2" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/09/Bagnasco_2-411x580.jpg" alt="" width="411" height="580" /></a></p>
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		<title>Libia, chi sono i buoni?</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Aug 2011 08:49:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Guerra a pace]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Politica estera]]></category>
		<category><![CDATA[Consiglio nazionale transitorio di Bengasi]]></category>
		<category><![CDATA[Libia]]></category>
		<category><![CDATA[Muammar Gheddafi]]></category>

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		<description><![CDATA[Hanno (quasi) vinto. Anzi, hanno vinto. Chi? I «buoni», i «nostri», i nemici del «cattivo», il colonnello Gheddafi, gli amici della Nato e dell’Ue: gli insorti, i ribelli, quelli del Consiglio nazionale transitorio di Bengasi, che tutti, un po’ alla volta, a cominciare da Parigi e Londra e poi continuando con Roma, l’Ue, la Nato, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/08/23/libia-chi-sono-i-buoni/buoni_2/" rel="attachment wp-att-31443"><img class="aligncenter size-large wp-image-31443" title="buoni_2" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/08/buoni_2-580x382.jpg" alt="" width="580" height="382" /></a><br />
Hanno (quasi) vinto. Anzi, hanno vinto. Chi? I «buoni», i «nostri», i nemici del «cattivo», il colonnello Gheddafi, gli amici della Nato e dell’Ue: gli insorti, i ribelli, quelli del Consiglio nazionale transitorio di Bengasi, che tutti, un po’ alla volta, a cominciare da Parigi e Londra e poi continuando con Roma, l’Ue, la Nato, gli Usa, hanno riconosciuto, in questa guerra intestina libica, prima come interlocutore e poi – alcuni molto presto -come unico interlocutore.<span id="more-31442"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Adesso che hanno vinto, però, tocca cominciare a chiederci, visto che prima mica l’abbiamo fatto davvero seriamente, chi sono i «buoni» e che cosa faranno della loro vittoria; e magari inserire qualche elemento di calmiere e di moderazione, pure di dubbio e di equilibrio, nel nostro sostegno alla loro causa. Perché questo conflitto, più di altri, è denso di contraddizioni nella sua genesi e di incognite nel suo epilogo.</p>
<p style="text-align: justify;">Un punto è chiaro: che il regime di Gheddafi, con decine di anni di negazione delle libertà democratiche e dei diritti dell’uomo, a fronte del relativo benessere di un Paese straricco di petrolio e di gas, non merita, e non meritava, né sostegno né comprensione. E che chi, come l’Italia, glielo ha dato con una linea pressoché costante d’amicizia e di disponibilità, se n’è reso complice.</p>
<p style="text-align: justify;">Il resto è nebbia. O, visto che siamo nel deserto, una tempesta di sabbia dentro la quale vederci chiaro è impossibile. Tanto per cominciare, all’inizio i ruoli dei «buoni» e del «cattivo» non erano gli stessi per tutti. Pensiamo all’Italia, ma non solo: fino alla metà di febbraio, quando la protesta esplode, Roma era l’amica per antonomasia in Occidente del dittatore e del suo regime, che avevano il merito d’impedire la partenza dal territorio libico di barconi carichi di disgraziati in fuga da guerre e da persecuzioni dell’Africa sahariana e sub sahariana; e, fino alla metà di marzo, quando l’Onu autorizzò l’uso della forza a protezione dei civili – un mandato di molto superato, nell’interpretazione della Nato – il governo Berlusconi apparve incerto sul partito da prendere.</p>
<p style="text-align: justify;">Perché, veniva allora spiegato, e veniva pure detto in Parlamento, fra gli insorti c’erano integralisti islamici e pure terroristi di al Qaeda, che avrebbero potuto profittare dei barconi della disperazione per raggiungere l’Italia – ma davvero al Qaeda è ridotta così male che deve aspettare gli scafisti libici per infiltrare sue cellule sul nostro territorio? Poi, l’argomento non è più stato utilizzato. Ma se era sbagliato usarlo in funzione «pro Gheddafi», è altrettanto sbagliato trascurarlo del tutto adesso che i neo-”nostri” hanno vinto, perché, fra le varie componenti del Cnt, politiche, sociali, religiose, tribali, vi sono indubbiamente anche integralisti islamici.</p>
<p style="text-align: justify;">E, poi, molti di questi «buoni» erano, fino a qualche tempo fa, alcuni fino a poco tempo fa, tutti «pappa e ciccia» con il «cattivo», suoi intimi, prossimi, alleati, collaboratori, magari passati all’opposizione dopo, e forse per averne perduto favori e prebende. C’è da dubitare che ex «collaborazionisti» del regime si dimostrino ora campioni della democrazia e del rispetto dei diritti dell’uomo.</p>
<p style="text-align: justify;">E, allora, adesso, che accadrà? A parte le incertezze che persistono sull’esito della vicenda, e in particolare sulla sorte del colonnello e della sua famiglia, l’ipotesi che appare meno probabile, anche alla luce di quella che è stata finora l’evoluzione sugli altri teatri della primavera araba (specie l’Egitto e la Tunisia), è proprio, purtroppo, lo scenario migliore: l’evoluzione della Libia verso una finora inedita forma di democrazia araba. Più facile, invece, che emerga un altro uomo, oppure un gruppo, forte, con l’augurio che questo almeno avvenga senza passare per regolamenti di conti sanguinosi tra gli insorti e i lealisti e, dopo, nella leadership degli stessi insorti. Naturalmente, sarò felice di constatare di essermi sbagliato. (<em>Giampiero Gramaglia, il Fatto Quotidiano, 22 agosto 2011</em>)</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/08/23/libia-chi-sono-i-buoni/iconoclasti/" rel="attachment wp-att-31447"><img class="aligncenter size-large wp-image-31447" title="iconoclasti" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/08/iconoclasti-580x377.jpg" alt="" width="580" height="377" /></a>I soliti iconoclasti. Non mancano mai nelle rivolte e nelle manifestazioni arabe. </strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>La fine e l&#8217;inizio</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Aug 2011 21:57:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Guerra a pace]]></category>
		<category><![CDATA[Letterature straniere]]></category>
		<category><![CDATA[Libia]]></category>

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		<description><![CDATA[Cadavere in una strada di Tripoli.  &#160; Dopo ogni guerra c&#8217;è chi deve ripulire. In fondo un po&#8217; d&#8217;ordine da solo non si fa.    C&#8217;è chi deve spingere le macerie ai bordi delle strade per far passare i carri pieni di cadaveri. C&#8217;è chi deve sprofondare nella melma e nella cenere, tra le molle dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/08/22/la-fine-e-linizio/libya-conflict-2/" rel="attachment wp-att-31460"><img class="aligncenter size-large wp-image-31460" title="LIBYA-CONFLICT" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/08/cadavere-580x368.jpg" alt="" width="580" height="368" /></a>Cadavere in una strada di Tripoli. </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dopo ogni guerra<br />
c&#8217;è chi deve ripulire.<br />
In fondo un po&#8217; d&#8217;ordine<br />
da solo non si fa.   <span id="more-31401"></span></p>
<p>C&#8217;è chi deve spingere le macerie<br />
ai bordi delle strade<br />
per far passare<br />
i carri pieni di cadaveri.</p>
<p>C&#8217;è chi deve sprofondare<br />
nella melma e nella cenere,<br />
tra le molle dei divani letto,<br />
le schegge di vetro<br />
e gli stracci insanguinati.</p>
<p>C&#8217;è chi deve trascinare una trave<br />
per puntellare il muro,<br />
c&#8217;è chi deve mettere i vetri alla finestra<br />
e montare la porta sui cardini.</p>
<p>Non è fotogenico<br />
e ci vogliono anni.<br />
Tutte le telecamere sono già partite<br />
per un&#8217;altra guerra.</p>
<p>Bisogna ricostruire i ponti<br />
e anche le stazioni.<br />
Le maniche saranno a brandelli<br />
a forza di rimboccarle.</p>
<p>C&#8217;è chi con la scopa in mano<br />
ricorda ancora com&#8217;era.<br />
C&#8217;è chi ascolta<br />
annuendo con la testa non mozzata.<br />
Ma presto<br />
gli gireranno intorno altri<br />
che ne saranno annoiati.</p>
<p>C&#8217;è chi talvolta<br />
dissotterrerà da sotto un cespuglio<br />
argomenti corrosi dalla ruggine<br />
e li trasporterà sul mucchio dei rifiuti.</p>
<p>Chi sapeva<br />
di che si trattava,<br />
deve far posto a quelli<br />
che ne sanno poco.<br />
E meno di poco.<br />
E infine assolutamente nulla.</p>
<p>Sull&#8217;erba che ha ricoperto<br />
le cause e gli effetti,<br />
c&#8217;è chi deve starsene disteso<br />
con la spiga tra i denti,<br />
perso a fissare le nuvole.</p>
<p style="text-align: right;"><strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Wisława_Szymborska">Wisława Szymborska</a></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/08/22/la-fine-e-linizio/wislawa/" rel="attachment wp-att-31403"><img class="aligncenter size-large wp-image-31403" title="wislawa" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/08/wislawa-580x446.jpg" alt="" width="580" height="446" /></a>La poetessa polacca Wislawa Szymborska Premio Nobel 1996. </strong></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Vi ricordate che siamo in guerra con la Libia?</title>
		<link>http://www.navecorsara.it/wp/2011/08/15/libia-ma-vi-ricordate-che-siamo-in-guerra/</link>
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		<pubDate>Sun, 14 Aug 2011 22:01:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Guerra a pace]]></category>
		<category><![CDATA[Libia]]></category>

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		<description><![CDATA[Soldato affacciato alla finestra di un checkpoint sulla strada per Sirte. A 400 chilometri da Tripoli, molte case espongono ancora i ritratti del Colonnello. La scritta in inneggia a Dio, Gheddafi e Libia. I nostri aerei continuano a bombardare la Libia insieme agli alleati, ma la Libia è sparita da giornali e televisioni. Si parla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/08/15/libia-ma-vi-ricordate-che-siamo-in-guerra/a-soldier-looks-out-of-a-window-at-a-checkpoint-on-the-road-to-sirte/" rel="attachment wp-att-31112"><img class="aligncenter size-large wp-image-31112" title="A soldier looks out of a window at a checkpoint on the road to Sirte" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/08/Libia_-580x368.jpg" alt="" width="580" height="368" /></a>Soldato affacciato alla finestra di un checkpoint sulla strada per Sirte. A 400 chilometri da Tripoli, molte case espongono ancora i ritratti del Colonnello. La scritta in inneggia a Dio, Gheddafi e Libia.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">I nostri aerei continuano a bombardare la Libia insieme agli alleati, ma la Libia è sparita da giornali e televisioni. Si parla di crisi e i telegiornali sono pieni di servizi sul meteo, sulle code in autostrada e sui cani abbandonati, ma nessuno trova nemmeno un piccolo spazio per discutere della guerra in Libia, che prosegue a prescindere dall&#8217;attenzione che le dedicano i nostri media.<span id="more-31111"></span><br />
Sul campo la situazione non sembra però evolvere come auspicato. Alle notizie relative a vittorie militari dei ribelli si contrappongono quelle che vedono gli stessi ribelli in crisi e responsabili di diverse stragi di civili. Dopo l&#8217;eliminazione del comandante militare, il generale Younes, accusato di essere un traditore in combutta con Gheddafi, i ribelli sono sempre più divisi, tanto che hanno sciolto il Consiglio nazionale transitorio e nominato un nuovo governo, dicono loro «per ripartire con un nuovo spirito».<br />
I sei mesi dall&#8217;inizio della ribellione sembrano trascorsi inutilmente ed essere serviti solo a smorzare l&#8217;entusiastico attivismo di Sarkozy, che nei suoi discorsi pubblici ormai si dimentica opportunamente della Libia e della guerra che ha fortemente voluto. Non è servito a molto il riconoscimento da parte occidentale del nuovo governo e nemmeno sono serviti i generosi finanziamenti e le consegne di armi in violazione dell&#8217;embargo sulle armi dell&#8217;Onu, contenuto nella stessa risoluzione che autorizzava la nuova coalizione di volenterosi a difendere i civili dalle ire del dittatore libico. Risoluzione peraltro subito violata interpretando il mandato in senso molto più estensivo, fino ai bombardamenti a caccia di Gheddafi e quelli sugli uffici governativi e la televisione di stato. Anche il divieto alla presenza di truppe straniere sul campo è stato violato senza troppi problemi, senza peraltro riuscire a demotivare il regime o a conseguire risultati significativi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/08/15/libia-ma-vi-ricordate-che-siamo-in-guerra/ribelle-libico/" rel="attachment wp-att-31125"><img class="aligncenter size-large wp-image-31125" title="ribelle libico" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/08/ribelle-libico-580x385.jpg" alt="" width="580" height="385" /></a>Un ribelle libico. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">I ribelli poi si sono abbandonati a feroci rappresaglie sui civili, provocando una spaccatura nell&#8217;opposizione a Gheddafi e il suo rafforzamento, visto che in molti libici cresce il timore che la cacciata del leader si tramuti in una carneficina di quanti gli erano vicini e visto che molte tribù e città ora guardano con occhi diversi alla ribellione, che ormai moralmente appare a tutti, anche agli osservatori occidentali, molto simile al regime che dice di voler abbattere perché oppressivo e sanguinario.<br />
Nel Paese circolano molte milizie armate, che in nome della rivoluzione fanno un po&#8217; come gli pare e spesso fanno malissimo, mentre i diffusi proclami di vendetta fanno temere il peggio. In un paese che ha vissuto oltre quarant&#8217;anni di dittatura chiunque è virtualmente esposto all&#8217;accusa di aver collaborato con il regime. Sullo sfondo procede stancamente l&#8217;unica trattativa tra il regime e i ribelli, quella imbastita dall&#8217;Unione africana, che prevede una cessazione delle ostilità e un&#8217;evoluzione verso un sistema politico aperto attraverso un accordo tra le due parti, al quale non dovrebbero prendere parte Gheddafi e la sua famiglia.<br />
<a href="http://www.monitor.co.ug/News/World/-/688340/1218176/-/11gtw82/-/"> Pare che l&#8217;idea, un tempo osteggiatissima, cominci a farsi largo tra le fila dei ribelli</a>, che all&#8217;entusiasmo e alle certezze iniziali hanno oggi sostituito dubbi e timori sul futuro del Paese e della loro avventura. In Italia c&#8217;è poco interesse per come sta andando e per come andrà a finire, se ne riparlerà solo se e quando arriveranno nuove ondate di profughi, per ora nel silenzio dei media e dei partiti, parlano solo le nostre bombe. <em>(Fonte: <a href="http://mazzetta.splinder.com/">mazzetta.splinder.com</a>)</em></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/08/15/libia-ma-vi-ricordate-che-siamo-in-guerra/ribelle/" rel="attachment wp-att-31195"><img class="aligncenter size-large wp-image-31195" title="ribelle." src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/08/ribelle.-388x580.jpg" alt="" width="388" height="580" /></a>Una donna durante una seduta di addestramento a Bengasi, «capitale» dei ribelli. </strong></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>È morta Nancy Wake, combattente per la libertà</title>
		<link>http://www.navecorsara.it/wp/2011/08/08/e-morta-nancy-wake-combattente-per-la-liberta/</link>
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		<pubDate>Sun, 07 Aug 2011 22:43:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Guerra a pace]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Charlotte Gray]]></category>
		<category><![CDATA[Nancy Wake]]></category>
		<category><![CDATA[Reistenza]]></category>
		<category><![CDATA[Seconda guerra mondiale]]></category>

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		<description><![CDATA[Nancy Wake in una foto recente.  Noi che abbiamo bisogno di buoni da opporre ai cattivi, e non trovandoli tra i vivi ci rivolgiamo ai cimiteri e ai necrologi, abbiamo scovato la storia di Nancy Wake, l&#8217;eroina della Resistenza più ricercata dalla Gestapo, soprannominata dai nazisti «sorcio bianco». I giornali italiani se la sono cavata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/08/08/e-morta-nancy-wake-combattente-per-la-liberta/nancy_1/" rel="attachment wp-att-30893"><img class="aligncenter size-full wp-image-30893" title="nancy_1" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/08/nancy_1.jpg" alt="" width="580" height="524" /></a>Nancy Wake in una foto recente. </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Noi che abbiamo bisogno di buoni da opporre ai cattivi, e non trovandoli tra i vivi ci rivolgiamo ai cimiteri e ai necrologi, abbiamo scovato la storia di Nancy Wake, l&#8217;eroina della Resistenza più ricercata dalla Gestapo, soprannominata dai nazisti «sorcio bianco». I giornali italiani se la sono cavata con qualche foto e poche righe di commiato. Perciò abbiamo dovuto tradurre la sua storia da Le Figaro, quotidiano francese moderato ma ancora rispettoso della Storia e dei suoi eroi.<span id="more-30892"></span></em></p>
<p style="text-align: justify;">Era una delle partigiane più decorate della Seconda Guerra mondiale con una dozzina di medaglie del mondoi intyero al suo attivo. Nancy Wake si è spenta dom,enica a Londra, a pochi giorni dal suo 99esimo compleanno. In Francia il suo nome è meno conosciuto di quelklo degli Aubrac, ma questa australiana fu una figura eminente della Resistenza. Fece uscire dall&#8217;Esagono più di mile soldati alleati, resistenti ed ebrei poi integrati poi costituì una rete di 7000 partigiani incaricata di indebolire le linee tedesca in preparazione dello sbarco.<br />
I nazisti la piazzarono in cima alla lista delle persone più ricercate dalla Gestapo. Per la sua capacità di sfuggire alla cattura, Nancy Wake fu soprannominata «il sorcio bianco». L&#8217;australiana fuggì con gli sci, seminò in auto l&#8217;aereo che la inseguiva, saltò da un treno in corsa, percorse in tre giorni 430 chilometri in bici in pieno territorio occupato perr trasmettere codici radio, uccise un soldato a mani nude&#8230; «Nancy era una donna sublime, ma i nazi hanno creduto a lungo di avere a che fare con un uomo, come loro, aggressivo e armato», ha detto lunedì il suo biografo. Le sue imprese hanno ispirato al romanziere britannico Sebastian Faulks la sua eroina Charlotte Gray, portata sullo schermo nel 2002, con Cate Blanchett nel ruolo della protagonista.<br />
Tutta la vita di Nancy è stata romanzesca. Ultima di sei figli, ha solo due anni, nel 1914, quando la sua famiglia lascia la Nuova Zelanda dov&#8217;era nata. Suo padre, giornalista, si stabilisce a Sydney prima di tornare da solo a Welklkington, con la scusa di girarvi un film sui maori. Non tornerà più. Cresciuta «senza amore» da sua madre, Nancy se ne va da casa a 16 anni e diventa infermiera. L&#8217;eredità imprevista diu una zia le permette qualche anno più tardi di realizzare il suo sogno di evasione. Parte per New York, poi per Londra dove impara il mestiere di giornalista. Agli inizi degli anni Trenta si stabilisce a Parigi e diventa corrispondente europea del gruppo editoriale americano Hearst.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/08/08/e-morta-nancy-wake-combattente-per-la-liberta/nancy_4/" rel="attachment wp-att-30894"><img class="aligncenter size-large wp-image-30894" title="nancy_4" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/08/nancy_4-580x326.jpg" alt="" width="580" height="326" /></a><br />
Durante un reportage a Vienna, intervista Hitler e vede, a suo dire, degli ebrei incatenati a una ruota, frustati da soldati. La scena farà di lei un&#8217;oppositrice accanita del Terzo Reich. Nel 1936, incontra il suo futuro marito, Henri Fiocca, un ricco armatore. «Amavo quella vita: caviale a colazione, champagne, ero sempre elegante», dice. Dalla resa francese nel 1940, la coppia si impegna nella resistenza. Nancy aiuta i soldati britannici a raggiungere il Regno Unito via Spagna e diventa staffetta. Ricercata dai nazisti, è costretta a sua volta a fuggire. Dopo un tentativo fallito attraverso i Pirenei, che si conclude miracolosamente con un breve arresto, guadagna l&#8217;Inghilterra nel 1943.<br />
I servizi segreti britannici l&#8217;addestrano allo spionaggio e al sabotaggio, poi la paracadutano in Francia nella primavera del 1944. Qui crea depositi di armi e munizionie mette in piedi un sistema di comunicazione via radio, poi guida una rete di resistenza incaricato di indebolire le linee tedesche in vista dello sbarco.<br />
«La libertà è la sola cosa per la quale vale la pena di vivere. Detesto la guerra ma non vedo perché le donne dovrebbero accontentarsi di sferruzzare cuffie per i loro mariti spediti al fronte. Ho ucciso molti tedeschi e rimpiango di non averne uccisi di più», raccontava Nancy Wake che ha rifiutato ogni avance dei suoi colleghi partigiani. Verrà a sapere quale sorte era toccata a suo marito solo dopo la guerra. Torturato a morte nel 1943, non l&#8217;aveva mai denunciata.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/08/08/e-morta-nancy-wake-combattente-per-la-liberta/nancy_3/" rel="attachment wp-att-30895"><img class="aligncenter size-full wp-image-30895" title="nancy_3" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/08/nancy_3.jpg" alt="" width="319" height="520" /></a><br />
Con la pace, l&#8217;ex resistente torna in Australia. Si presenta senza successo alle elezioni legislative del 1949 e 1951, poi raggiunge l&#8217;Inghilterra per sposare un pilota della Royal air force. La coppia torna in Australia negli anni 60. Rimasta vedova, Nancy Wake nel 2002 si stabilisce in un hotel di Londra. Disponendo di magre risorse, la vecchia signora, che consuma sei gin tonic al giorno, riceve un aiuto dal principe Carlo per pagarsi le spese. Nel 2003 una crisi cardiaca la costringe a ritirarsi iun una casa di riposo.</p>
<p style="text-align: justify;">Cavaliere della Legion d&#8217;onore francese, medaglia della Libertà degli Stati Uniti, Nancy Wake è stata decorata tardivamente, nel 2004, dall&#8217;Australia. L&#8217;ex resistente è stata a lungo in guerra con Canberra per il problema del riconoscimento dei diritti agli ex combattenti. Ha chiesto che le sue ceneri siano sparse sopra di Montluçon, in Francia, dove aveva combattuto nel 1944.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/08/08/e-morta-nancy-wake-combattente-per-la-liberta/nancy_2/" rel="attachment wp-att-30896"><img class="aligncenter size-full wp-image-30896" title="nancy_2" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/08/nancy_2.jpg" alt="" width="337" height="520" /></a></p>
<p><object width="560" height="349" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/PgMpmsmTnV4?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="560" height="349" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/PgMpmsmTnV4?version=3&amp;hl=it_IT" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object></p>
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		<title>Gheddafi e Berlusconi un anno dopo, il disfacimento delle autocrazie parallele</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Aug 2011 10:51:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Libia]]></category>
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		<description><![CDATA[di Maurizio Chierici Nella notte romana dell’agosto 2010 guardavamo la tenda assediata da mani supplicanti. Mani della Confindustria, mani di ministri in fila come soldatini, mani adoranti degli onorevoli di governo in estasi attorno ai due sovrani. I quali distribuivano appalti e affari nel giardino dell’ambasciatore di Libia, mentre spirava l’ora del Ramadam davanti a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/08/03/gheddafi-e-berlusconi-un-anno-dopo-il-disfacimento-delle-autocrazie-parallele/berlusconi_gheddafi_pp/" rel="attachment wp-att-30555"><img class="aligncenter size-large wp-image-30555" title="berlusconi_gheddafi_pp" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/08/berlusconi_gheddafi_pp-580x223.jpg" alt="" width="580" height="223" /></a></p>
<p><strong>di Maurizio Chierici</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Nella notte romana dell’agosto 2010 guardavamo la tenda assediata da mani supplicanti. Mani della Confindustria, mani di ministri in fila come soldatini, mani adoranti degli onorevoli di governo in estasi attorno ai due sovrani. I quali distribuivano appalti e affari nel giardino dell’ambasciatore di Libia, mentre spirava l’ora del Ramadam davanti a tavole imbandite per 800 invitati.<span id="more-30554"></span><br />
Guardie d’onore, un piede fuori dal tabernacolo beduino dove l’ospite tanto amato e il suo Cavalier servente distribuivano promesse; un piede fuori, compunti ma così contenti da non smettere il sorriso, il ministro Frattini, devoto Bonaiuti, soprattutto Gianni Letta, doppiopetto da gentiluomo di Sua Santità. Impossibile nascondere la contentezza per il trionfo al quale avevano trafficato mesi e mesi, con apprensione per gli umori dell’ospite imprevedibile nella sua grandezza. Finalmente il trionfo chiudeva una visita aperta dai catechismi del Corano distribuiti dal re di Tripoli a 500 ragazze bellocce raccolte da un’agenzia (che fa girare le hostess) ingaggiata da chissà quale governo.<br />
Non importa l’imbarazzo di quando il raìs si lascia andare: «L’islam deve diventare la religione dell’intera Europa». Rosy Bindi che si arrabbia, La Russa e Gasparri alzano le spalle: «L’ospite è sempre sacro. Ha ragione Berlusconi: i vantaggi sono tanti». E dopo la galoppata dei cavalli bianchi lanciati dalla fantasia berbera fra le mura della caserma Salvo D’Acquisto, cavalli ai quali i carabinieri fieramente rispondono, spade sguainate nella carica di Pastrengo; dopo l’ultimo bacio all’anello del raìs del nostro capo di governo che l’anello al Papa non ha forse mai baciato, il doloroso arrivederci. A quando? A prestissimo. Giuramenti di appena un anno fa. Berlusconi e Gheddafi celebravano l’anniversario dell’amicizia ritrovata. Italia e Libia per sempre unite nel patto del petrolio. E le trombe dei commentatori devoti suonavano a festa: «Il Cavaliere ha ridato autorevolezza alla politica estera italiana». E Frattini l’africano ricordava che la democrazia tribale della Libia ha molto da insegnare all’intero mondo arabo. «Chi non capisce l’importanza di questa alleanza è prigioniero del passato. Noi guardiamo al futuro».<br />
Nessun futuro, neanche una telefonata. Forse per celebrare l’anniversario, i bombardieri di La Russa ricominciano a bruciare le notti di Tripoli nella speranza – prima o poi – di seppellire l’amico, alleato e fratello ripudiato. Un anno e le fortune della strana coppia sono in liquidazione.<br />
Gheddafi agli sgoccioli anche se gli va riconosciuto il cinismo dell’aver sfiancato le grandi potenze con l’interminabile agonia di sangue. A suo modo non ha cambiato faccia. Bisogna dire che anche la coerenza di Berlusconi resiste alle intemperie. Con sfumature appena diverse. Sia pure divisi da sciagure che non si somigliano (Gheddafi ha perso un figlio, B. la purezza fra le braccia della nipote di Mubarak), gli incoronati della tenda di Roma nascondono le miserie nella retorica della volontà di un popolo immaginario che è poi l’obbedienza di domestici fedeli alla busta paga. Due Paesi senza governi agli ordini di poteri che non ammettono contraddizioni. Impossibile candidare successori al posto del raìs dalle valigie pronte; impossibile le primarie dei popoli della libertà se il loro signore vuole restare dov’è. Gli interessi privati di protagonisti decotti scavalcano il dramma di popoli senza pace e senza lavoro. Orgoglio e pregiudizio: le regole della democrazia restano fastidiose. Più affidabili i mercenari che li tengono a galla, armi e voti pagati in contanti. E Gheddafi minaccia il Berlusconi che gli spara. Le autocrazie parallele sopravvivono così. Per il momento.</p>
<p style="text-align: right;"><em>mchierici2@libero.it</em><br />
<em> Il Fatto Quotidiano, 3 agosto 2011</em></p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/08/03/gheddafi-e-berlusconi-un-anno-dopo-il-disfacimento-delle-autocrazie-parallele/berlusconi_gheddafi_cani_agip_bossi/" rel="attachment wp-att-30556"><img class="aligncenter size-full wp-image-30556" title="Berlusconi_Gheddafi_cani_Agip_Bossi" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/08/Berlusconi_Gheddafi_cani_Agip_Bossi.gif" alt="" width="580" height="550" /></a></p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/08/03/gheddafi-e-berlusconi-un-anno-dopo-il-disfacimento-delle-autocrazie-parallele/berlusconi_gheddafi_amazzoni/" rel="attachment wp-att-30557"><img class="aligncenter size-full wp-image-30557" title="berlusconi_gheddafi_amazzoni" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/08/berlusconi_gheddafi_amazzoni.jpg" alt="" width="500" height="354" /></a></p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/08/03/gheddafi-e-berlusconi-un-anno-dopo-il-disfacimento-delle-autocrazie-parallele/berlusconi_gheddafi_mubarak_benali/" rel="attachment wp-att-30558"><img class="aligncenter size-large wp-image-30558" title="Berlusconi_Gheddafi_Mubarak_Benali" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/08/Berlusconi_Gheddafi_Mubarak_Benali-580x434.jpg" alt="" width="580" height="434" /></a></p>
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		<title>Buongiorno e buon appetito</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Aug 2011 05:42:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[carestia]]></category>
		<category><![CDATA[Somalia]]></category>
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		<description><![CDATA[Tanto per avere un&#8217;idea di come i Paesi sviluppati, Italia compresa, aiutino la Somalia.  SOMALIA In prima pagina sul New York Times Il giorno in cui negli Stati Uniti viene raggiunto l’accordo sul debito, il più importante quotidiano americano dedica la sua prima pagina alla foto di un bambino somalo. «Non c’è alcuna ragione per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/08/03/buongiorno-e-buon-appetito/somalia-2/" rel="attachment wp-att-30830"><img class="aligncenter size-large wp-image-30830" title="somalia" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/08/somalia-580x366.jpg" alt="" width="580" height="366" /></a>Tanto per avere un&#8217;idea di come i Paesi sviluppati, Italia compresa, aiutino la Somalia. <span id="more-30829"></span></strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<header>
<address><strong><a href="http://www.internazionale.it/tag/somalia-africaemedioriente/">SOMALIA</a></strong></address>
<address><strong><span class="Apple-style-span" style="font-size: 20px;">In prima pagina sul New York Times</span></strong></address>
<h2 style="text-align: justify;"><span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Lucida Grande', 'Lucida Sans Unicode', sans-serif; font-size: 14px; line-height: 21px;">Il giorno in cui negli Stati Uniti viene raggiunto l’accordo sul debito, il più importante quotidiano americano dedica la sua prima pagina alla foto di un bambino somalo. «Non c’è alcuna ragione per cui sia messa in secondo piano la catastrofe umanitaria in Africa. I lettori possono seguire più di una notizia importante alla volta», ha scritto il direttore (uscente), Bill Keller.</span></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/08/03/buongiorno-e-buon-appetito/somalia-3/" rel="attachment wp-att-30834"><img class="aligncenter size-full wp-image-30834" title="Somalia" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/08/Somalia.png" alt="" width="470" height="366" /></a></p>
</header>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Barack Obama si ritira dall&#8217;Afghanistan</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Jun 2011 02:00:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Politica estera]]></category>
		<category><![CDATA[Afghanistan]]></category>
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		<category><![CDATA[Pakistan]]></category>

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		<description><![CDATA[«Abbiamo raggiunto i nostri obiettivi». «Proprio quel che dicevano i sovietici». di Luis Lima Un quarto di secolo fa, il compagno Michail Gorbaciov decideva di ritirare le truppe sovietiche dall’Afghanistan. All’epoca nessuno se ne rendeva pienamente conto, ma questa decisione che scandalizzò il Politburo non annunciava solo la fine dell’invasione del Paese. Suonava morto anche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-29057" href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/06/24/barack-obama-si-ritira-dallafghanistan/ritirata-afghanistan/"><img class="aligncenter size-large wp-image-29057" title="ritirata afghanistan" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/06/ritirata-afghanistan-580x495.jpg" alt="" width="580" height="495" /></a></p>
<address><strong>«Abbiamo raggiunto i nostri obiettivi».</strong></address>
<address><strong>«Proprio quel che dicevano i sovietici».</strong></address>
<address></address>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;">di Luis Lima</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: normal;">Un quarto di secolo fa, il compagno Michail Gorbaciov decideva di ritirare le truppe sovietiche dall’Afghanistan.<span id="more-29056"></span><br />
</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: normal;">All’epoca nessuno se ne rendeva pienamente conto, ma questa decisione che scandalizzò il Politburo non annunciava solo la fine dell’invasione del Paese.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: normal;">Suonava morto anche per le velleità imperiali dell’Unione sovietica e, di lì a poco, per il suo stesso impero.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: normal;">Gli Stati Uniti di Barack Obama non sono arrivati a questo punto.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: normal;">Già promesso a grande linee dalk presidente al momento di inasprire il conflitto, il ritiro progressivo di 30 mila uomini da qui al prossimo settembre corrisponderebbe a una strategia militare di cui la morte di Osama bin Laden non fa che sottolineare il successo dal punto di vista simbolico.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: normal;">Tuttavia, l’America si sta nondimeno giocando il suo destino imperiale.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: normal;">A parte qualche pugno di combattenti di al Qaida rimasti attivi tra le montagne afgane, il vero obiettivo di questa lunga guerra è stato sempre più chiaramente connesso al Pakistan, e al rischio che un’implosione di questo Paese possa provocare un caos regionale senza fine, combinato a minacce nucleari.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: normal;">Oggi, agli Stati Uniti mancano le risorse per poter tenere sotto controllo questo rischio con la presenza continua di decine di migliaia di soldati.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: normal;">«Noi non abbiamo trovato la chiave per risolvere il problema », ammise all’epoca il presidente Gorbaciov..</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: normal;">Anche in questo caso, manca la chiave, così come sono ormai assenti la motivazione e la fiducia per continuare a cercarla, dopo un decennio di guerra costosa e sanguinosa.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: normal;">Di fronte a un’America che non ne vuole più sapere di questo conflitto, il carattere precipitoso del ritiro annunciato dal presidente rende per il momento più incerto l’avvenire, e in particolare la natura della presenza americana nel Paese dopo il 2014.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: normal;">Certo, questa presenza proseguirà, in una forma che i militari e i responsabili politici americani devono oggi delineare alla luce di questo nuovo dato.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: normal;">Ma, fin da ora, il cambiamento deciso da Barack Obama è irreversibile.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: normal;">Che questo sia dovuto alla fatica, alla saggezza o sia un segnale del «declino» dell’America e della sua prossima fine di unica superpotenza, segna comunque la fine di un’era. </span>(<em>Le Temps, venerdì 24 giugno 2011</em>)</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><a rel="attachment wp-att-29170" href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/06/24/barack-obama-si-ritira-dallafghanistan/afghanistan_600/"><img class="aligncenter size-large wp-image-29170" title="afghanistan_600" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/06/afghanistan_600-580x377.jpg" alt="" width="580" height="377" /></a></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Morte di un pacifista</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Jun 2011 19:13:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Guerra a pace]]></category>
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		<description><![CDATA[È morto il pacifista Brian Haw l&#8217;ex carpentiere 62enne che da un decennio stazionava dinanzi a Westminster in segno di protesta per le guerre. Haw, che aveva un tumore al polmone, è morto in Germania dove era andato per cure mediche, ha reso noto la sua famiglia. Il britannico pacifista aveva iniziato la sua protesta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a rel="attachment wp-att-28905" href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/06/19/morte-di-un-pacifista/171506454-6761f869-477f-4a4d-bbb4-29bbc574e58b/"><img class="aligncenter size-large wp-image-28905" title="171506454-6761f869-477f-4a4d-bbb4-29bbc574e58b" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/06/171506454-6761f869-477f-4a4d-bbb4-29bbc574e58b-580x379.jpg" alt="" width="580" height="379" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">È morto il pacifista<strong> Brian Haw </strong>l&#8217;ex carpentiere 62enne che da un decennio stazionava dinanzi a Westminster in segno di protesta per le guerre. Haw, che aveva un tumore al polmone, è morto in Germania dove era andato per cure mediche, ha reso noto la sua famiglia.<span id="more-28904"></span> Il britannico pacifista aveva iniziato la sua protesta il 2 giugno 2001: una dimostrazione ventiquattr&#8217;ore su ventiquattro, di fronte al Parlamento britannico, inizialmente in risposta alle sanzioni economiche al regime di Saddam Hussein, ma poi &#8211; dopo gli attentati dell&#8217;11 settembre e le invasioni di Afghanistan e Iraq &#8211; contro la politica bellicista di Londra. Le autorità avevano provato più volte ad allontanarlo, anche introducendo una nuova legge che bandiva ogni manifestazione nel raggio di un chilometro dal Parlamento; ma non c&#8217;erano riusciti e l&#8217;Alta Corte aveva anche stabilito che rimuoverlo con la forza sarebbe stata una violazione ai suoi diritti. La sua tenda, la collezione di volti dei soldati caduti in guerra e i suoi manifesti scritti a mano (con slogan tipo &#8216;baby-killers&#8217;) erano così diventati un panorama famigliare nella piazza di fronte al Big Ben.</p>
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<p style="text-align: justify;"><a rel="attachment wp-att-28906" href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/06/19/morte-di-un-pacifista/171506396-276a44ae-35bf-4e7c-a4a9-6e73e4f68cd6/"><img class="aligncenter size-large wp-image-28906" title="171506396-276a44ae-35bf-4e7c-a4a9-6e73e4f68cd6" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/06/171506396-276a44ae-35bf-4e7c-a4a9-6e73e4f68cd6-580x393.jpg" alt="" width="580" height="393" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><a rel="attachment wp-att-28907" href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/06/19/morte-di-un-pacifista/171506398-430acc60-ca73-43c7-a16a-b567166c4be4/"><img class="aligncenter size-large wp-image-28907" title="171506398-430acc60-ca73-43c7-a16a-b567166c4be4" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/06/171506398-430acc60-ca73-43c7-a16a-b567166c4be4-580x398.jpg" alt="" width="580" height="398" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><a rel="attachment wp-att-28908" href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/06/19/morte-di-un-pacifista/171506427-f8bff8f8-f6b5-427d-8978-09fab5033a1c/"><img class="aligncenter size-large wp-image-28908" title="171506427-f8bff8f8-f6b5-427d-8978-09fab5033a1c" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/06/171506427-f8bff8f8-f6b5-427d-8978-09fab5033a1c-580x382.jpg" alt="" width="580" height="382" /></a></p>
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<p style="text-align: justify;"><a rel="attachment wp-att-28910" href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/06/19/morte-di-un-pacifista/171506494-3e3392c1-3255-40aa-a53d-e4113ea7bb9a-2/"><img class="aligncenter size-large wp-image-28910" title="171506494-3e3392c1-3255-40aa-a53d-e4113ea7bb9a" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/06/171506494-3e3392c1-3255-40aa-a53d-e4113ea7bb9a1-580x472.jpg" alt="" width="580" height="472" /></a></p>
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<p style="text-align: justify;"><a rel="attachment wp-att-28911" href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/06/19/morte-di-un-pacifista/171507055-b32f3096-f56b-4c09-bb10-6bfd5ec8fdc1/"><img class="aligncenter size-large wp-image-28911" title="171507055-b32f3096-f56b-4c09-bb10-6bfd5ec8fdc1" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/06/171507055-b32f3096-f56b-4c09-bb10-6bfd5ec8fdc1-580x381.jpg" alt="" width="580" height="381" /></a></p>
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<p style="text-align: justify;"><a rel="attachment wp-att-28912" href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/06/19/morte-di-un-pacifista/171507140-979c43b6-6cda-404b-8fbc-3fcc05c19db9/"><img class="aligncenter size-large wp-image-28912" title="171507140-979c43b6-6cda-404b-8fbc-3fcc05c19db9" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/06/171507140-979c43b6-6cda-404b-8fbc-3fcc05c19db9-580x474.jpg" alt="" width="580" height="474" /></a></p>
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<p style="text-align: justify;"><a rel="attachment wp-att-28913" href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/06/19/morte-di-un-pacifista/171507151-84636640-16ca-489f-9c94-525e3c512663/"><img class="aligncenter size-large wp-image-28913" title="171507151-84636640-16ca-489f-9c94-525e3c512663" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/06/171507151-84636640-16ca-489f-9c94-525e3c512663-580x344.jpg" alt="" width="580" height="344" /></a></p>
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<p style="text-align: justify;"><a rel="attachment wp-att-28914" href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/06/19/morte-di-un-pacifista/171506383-0a04b743-60b2-487a-96bd-4409ac46ed10/"><img class="aligncenter size-full wp-image-28914" title="171506383-0a04b743-60b2-487a-96bd-4409ac46ed10" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/06/171506383-0a04b743-60b2-487a-96bd-4409ac46ed10.jpg" alt="" width="316" height="520" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><a rel="attachment wp-att-28915" href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/06/19/morte-di-un-pacifista/171507167-6704b79c-557f-4866-b311-7ebed6777ea2/"><img class="aligncenter size-full wp-image-28915" title="171507167-6704b79c-557f-4866-b311-7ebed6777ea2" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/06/171507167-6704b79c-557f-4866-b311-7ebed6777ea2.jpg" alt="" width="360" height="520" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>La guerra dell&#8217;acqua</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Jun 2011 21:19:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra a pace]]></category>
		<category><![CDATA[Acqua]]></category>
		<category><![CDATA[Israele]]></category>
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		<description><![CDATA[Hebron. L’esercito israeliano distrugge un serbatoio d&#8217;acqua utilizzato da agricoltori palestinesi. Il problema dell&#8217;acqua è d&#8217;importanza vitale nelle relazioni tra israeliani e palestinesi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a rel="attachment wp-att-28707" href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/06/14/la-guerra-dellacqua/israeli-army-machinery-destroy-a-water-reservoir-used-by-palestinian-farmers-in-hebron/"><img class="aligncenter size-large wp-image-28707" title="Israeli army machinery destroy a water reservoir used by Palestinian farmers in Hebron" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/06/Israele-580x386.jpg" alt="" width="580" height="386" /></a>Hebron. L’esercito israeliano distrugge un serbatoio d&#8217;acqua utilizzato da agricoltori palestinesi. Il problema dell&#8217;acqua è d&#8217;importanza vitale nelle relazioni tra israeliani e palestinesi. </strong></p>
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