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	<title>Nave Corsara &#187; Fidenza città</title>
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		<title>L’importante è parcheggiare, quindi demolire e asfaltare</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Mar 2010 16:02:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fidenza città]]></category>
		<category><![CDATA[Urbanistica]]></category>
		<category><![CDATA[Verde pubblico]]></category>
		<category><![CDATA[Parcheggi]]></category>
		<category><![CDATA[Psc]]></category>

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		<description><![CDATA[Torna lo spettro dell’asfaltatura del grande prato dietro la scuola media Zani, manovra già tentata da precedenti amministratori. La possibilità di parcheggio è una delle carte migliori del pluricentro commerciale costruito a ridosso del casello autostradale. Al commercio del centro storico, che si dice di voler tutelare o rilanciare, questa opportunità è negata. Non si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-large wp-image-7603" title="zani_2" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2010/03/zani_2-580x435.jpg" alt="" width="580" height="435" /></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Torna lo spettro dell’asfaltatura del grande prato dietro la scuola media Zani, manovra già tentata da precedenti amministratori.</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">La possibilità di parcheggio è una delle carte migliori del pluricentro commerciale costruito a ridosso del casello autostradale. Al commercio del centro storico, che si dice di voler tutelare o rilanciare, questa opportunità è negata. Non si è infatti finora provveduto o cercato di provvedere concretamente a superare questo handicap. I progetti sventolati durante la campagna elettorale non sono usciti dai cassetti. <span id="more-7602"></span>D’altra parte, i cittadini non ci hanno creduto più di tanto. E poi come  potevano essere presi sul serio progetti superati e ormai impraticabili?</p>
<p style="text-align: justify;">
<p><img class="aligncenter size-large wp-image-7604" title="zani_2.JPG" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2010/03/zani_2.JPG-580x435.jpg" alt="" width="580" height="435" /></p>
<p><strong><em>L’accesso alla Zani, in via XX Settembre. </em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Anche se un po&#8217; datata, la mappa satellitare Google (<em>vedi in basso</em>) ci permette di esaminare la situazione dei parcheggi esistenti o probabili nella zona ovest del centro storico di Fidenza, attorno al Duomo. Per la presenza della cattedrale romanico-gotica questa è anche  l&#8217;unica zona interessata dal flusso turistico che abbisogna di un&#8217;area di sosta per pullman. Gli attuali parcheggi sono di modeste dimensioni, l&#8217;unico di un certo rilievo è in via  Campanini, ma non è regolamentato e attualmente viene utilizzato per soste prolungate. Quello nella più centrale via Mascagni è di fatto riservato ai residenti come alternativa al box condominiale e, malgrado si trovi in posizione molto comoda, non è regolamentato. Tralasciando l&#8217;area davanti alle Poste, resta quella regolamentata dello slargo prospiciente l&#8217;abside del Duomo, zona che peraltro dovrebbe essere interdetta alle auto.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p><img class="aligncenter size-large wp-image-7605" title="macello_retro.JPG" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2010/03/macello_retro.JPG-580x435.jpg" alt="" width="580" height="435" /></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Vogliono estirpare anche il giardinetto attrezzato di via Mascagni, dietro l’ex macello?</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">La riconversione del giardino dietro l’ex macello a parcheggio potrebbe migliorare la situazione anche se in modo non decisivo. Senza considerare che priverebbe il quartiere dell&#8217;unica modesta macchia di verde. Aree alternative per un impatto meno invasivo potevano venire dall&#8217;utilizzo dei vuoti urbani creati recentemente in via Ariosto e via Porro, per non parlare dell&#8217;area ex Panini destinata a restare inutilizzata ancora a lungo.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p><img class="aligncenter size-large wp-image-7606" title="galaxy.JPG" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2010/03/galaxy.JPG-580x435.jpg" alt="" width="580" height="435" /></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Di chi è la mano morta che stringe l’area dell’ex Galaxy? </em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ci sono poi soluzioni datate e quasi storiche: l’area di via Mazzini ex-Galaxy e via XX Settembre, che sono ricorrenti promesse elettorali. Per l&#8217;area di via Mazzini poi il costo di acquisto potrebbe rivelarsi  proibitivo per un comune che, dopo gli anni dello spreco facile, si ritrova pesantemente indebitato. Alla carenza di una progettualità intelligente che si trascina da tempo, si aggiunge l’aggravante delle casse vuote.</p>
<p style="text-align: justify;">C’è il timore che la soluzione adottata nel parco Guernica, trasformato in parcheggio, possa essere adottata anche altrove. Non è un mistero che gli occhi sono puntati sulla vasta area verde attorno alla scuola media Zana, nel lato su via XX Settembre, solo in parte vincolata. Un boccone ghiotto candidato alla ricopertura di un bel manto d’asfalto. A quando il primo sopralluogo ufficiale, sempre che non sia già avvenuto?</p>
<p style="text-align: justify;">
<p><img class="aligncenter size-large wp-image-7607" title="duomo abside" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2010/03/duomo-abside-580x435.jpg" alt="" width="580" height="435" /></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>La presenza di auto in via don Minzoni, a ridosso dell’abside del Duomo, è un sacrilegio urbanistico. </em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">A completare il quadro, non certo rassicurante, possiamo accennare a un possibile multipiano nell&#8217;ex parco Guernika.  Ormai in questa zona è tutto compromesso e lo sarà ancora di più dopo l’apertura del famigerato tunnel. Ormai non è rimasto più nulla da tutelare, se non la casa popolare al civico 28 di via Mazzini.</p>
<p style="text-align: justify;">Se ci portiamo un po’ fuori zona, le proposte si fanno più impegnative ed entrano in gioco le aree del palazzetto di via Berzieri e dell&#8217;Istituto Paciolo. In entrambi i casi, si tratterebbe di demolire edifici la cui eliminazione innescherebbe effetti urbanisticamente rilevanti.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo, a mio avviso, è lo spettro delle soluzioni praticabili e di quelle considerate impraticabili, di quelle condivisibili e di quelle opinabili. La ricerca di una soluzione soddisfacente nel lungo periodo dovrà costituire un punto di attenzione del nuovo Psc cui si deve porre mano senza ulteriori esitazioni.</p>
<p style="text-align: right;"><strong> Ambrogio Ponzi</strong></p>
<p><img class="aligncenter size-large wp-image-7608" title="Via Porro1.JPG" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2010/03/Via-Porro1.JPG-580x435.jpg" alt="" width="580" height="435" /></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Area tra via Porro e via Ariosto: fino a quando resterà abbandonata e inutilizzata?</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong><em><img class="aligncenter size-large wp-image-7609" title="google.JPG" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2010/03/google.JPG-580x391.jpg" alt="" width="580" height="391" /><br />
</em></strong></p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>E continuano a chiamarlo Piano neve</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Mar 2010 09:06:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fidenza città]]></category>
		<category><![CDATA[Fidenza]]></category>
		<category><![CDATA[neve]]></category>

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		<description><![CDATA[L’abbondante nevicata di mercoledì 10 marzo ha creato non pochi disagi a Fidenza. Nonostante i ripetuti appelli della Protezione civile e dei metereologi fino alle 7, e in alcuni casi addirittura più tardi, non si sono visti gli spazzaneve in azione. Molti fidentini non sono riusciti a recarsi al lavoro e per tanti scolari è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-large wp-image-7492" title="spazzaneve" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2010/03/spazzaneve-580x435.jpg" alt="" width="580" height="435" /></p>
<p style="text-align: justify;">L’abbondante nevicata di mercoledì 10 marzo ha creato non pochi disagi a Fidenza. Nonostante i ripetuti appelli della Protezione civile e dei metereologi fino alle 7, e in alcuni casi addirittura più tardi, non si sono visti gli spazzaneve in azione. <span id="more-7494"></span>Molti fidentini non sono riusciti a recarsi al lavoro e per tanti scolari è stato difficile arrivare a scuola. Mercoledì mattina il panorama era completamente imbiancato e si faceva fatica a distinguere il marciapiede dalla strada. I marciapiedi erano coperti da uno strato di circa 15 cm di neve e dato che nessuno aveva provveduto a liberarli dalla neve i pedoni si vedevano costretti a  camminare sulle strade con grande pericolo di essere investiti dalle automobili in circolazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Le auto faticavano a percorrere le rotonde ed  è capitato di vederne più di una sbandare, fare un testacoda e riprendere il cammino di marcia. Quello che è successo era sotto gli occhi di tutti e non si capisce perché il maggior quotidiano locale sia uscito con la notizia che «alle 7 di ieri mattina i mezzi erano già passati in tutte le strade della città e delle frazioni». Sarebbe interessante conoscere dal cronista in quale film è successo questo perché in molte strade non è stato così. Da alcune testimonianze raccolte ho verificato che fino alle 7 di mattino in via XXV aprile, via Costa, via Togliatti, via Iscaro, via Marco Polo (ma potrei continuare) non si sono visti spazzaneve in movimento.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi rendo conto che il maltempo ha creato disagi ovunque ma affermazioni come  quelle sembrano di pura propaganda. Tutti i cittadini che mercoledì mattina si sono messi in movimento per recarsi al lavoro hanno visto la situazione che c’era e sono in grado di giudicare da soli se il piano neve ha funzionato o meno.</p>
<p style="text-align: justify;">A margine di questo ha meravigliato molto la decisione di chiudere le scuole al giovedì quando ormai il maltempo era passato. Molti genitori si sono  lamentati perché si sono visti costretti a dover rimanere a casa dal lavoro per il secondo giorno consecutivo; mercoledì per inagibilità delle strade e giovedì per chiusura delle scuole.</p>
<p style="text-align: justify;">«Sarebbe stato tollerabile – ci hanno detto alcune mamme &#8211; chiudere la scuola al mercoledì quando le strade erano impraticabili ma non si riesce a capire le ragioni di volerle chiudere al giovedì quando tutto era tornato regolare».</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Giovanna Galli</strong></p>
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		<title>Ha riaperto le porte la Casa di don Camillo</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 09:33:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fidenza città]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Don Camillo]]></category>

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		<description><![CDATA[La Casa di accoglienza di don Camillo è ripartita. Grazie all’impegno di un gruppo di volontari sono stati risolti i problemi strutturali dell’immobile che è stato completamente messo a norma. Chi l’aveva visto prima del restyling faticava a riconoscerlo.La riapertura è stata fatta ufficialmente  lunedì 8 marzo, alle sei di sera alla presenza di tante [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-7480" title="1CasaCamillo" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2010/03/1CasaCamillo.jpg" alt="" width="580" height="400" /></p>
<p style="text-align: justify;">La Casa di accoglienza di don Camillo è ripartita. Grazie all’impegno di un gruppo di volontari sono stati risolti i problemi strutturali dell’immobile che è stato completamente messo a norma. Chi l’aveva visto prima del restyling faticava a riconoscerlo.<span id="more-7479"></span>La riapertura è stata fatta ufficialmente  lunedì 8 marzo, alle sei di sera alla presenza di tante persone. La scelta della data non è stata di certo casuale. La casa è destinata all’accoglienza di donne immigrate e la data scelta dalla comunità internazionale per ricordare le donne è risultata certamente azzeccata.</p>
<p style="text-align: justify;">Il vescovo della diocesi di Fidenza, monsignor Carlo Mazza, ha celebrato la messa nella chiesa di San Pietro poi seguito da un corteo di persone è entrato in casa dove ha benedetto i locali.</p>
<p style="text-align: justify;">L’assessore ai servizi sociali Marilena Pinazzini ha espresso soddisfazione per l’apertura della casa di accoglienza «vero simbolo della solidarietà della città».</p>
<p style="text-align: justify;">Visibilmente commosso era l’assessore provinciale Giancarlo Castellani, ex scout molto legato a don Camillo.  «Ci sono momenti – ha detto Castellani – in cui si fa fatica a separare il ruolo istituzionale da quello personale. Questo per me è uno di quelli».</p>
<p style="text-align: justify;">Silvano PIetralunga, presidente della Caritas ha spiegato che la Casa sarà un punto di prima accoglienza e non di tipo residenziale. Potranno essere ospitate al massimo 14 persone per un periodo non superiore ad un anno. L’sssociazione si impegnerà ad aiutarle a trovare un lavoro e un’abitazione. «La realizzazione di questi  progetti sarà una sfida per l’intera comunità locale. Se non dovessimo riuscire saremo costretti a rimandare a casa le nostre ospiti».</p>
<p style="text-align: justify;">La testimonianza finale è stata portata dal fratello di don Camillo, Andrea Mellini, presidente dell’associazione intitolata a don Camillo. All’inaugurazione, oltre alle persone citate erano presenti anche i consiglieri provinciale Manfredo Pedroni (Pdl), Amedeo Tosi (Pd),  la vicepresidente del consiglio comunale Rita Sartori e i consiglieri comunale del Pd Francesco Ghisoni e Martina Canella.</p>
<p style="text-align: justify;">Insieme a loro, un mare di persone semplici, di volontari, di immigrati, di parrocchiani e di tanti amici di don Camillo che non hanno voluto mancare all’appuntamento. Il «don» sarebbe stato certamente contento di vedere tutti insieme.</p>
<p style="text-align: right;"><em><strong><span style="font-style: normal;">Giovanna Galli</span><br />
</strong></em></p>
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		<title>Futuria, la forza dirompente delle donne</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 09:26:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fidenza città]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[8 marzo]]></category>
		<category><![CDATA[Futuria]]></category>

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		<description><![CDATA[Anche quest’anno l’associazione di volontariato Futuria ha rispettato la tradizione e lunedì pomeriggio ha ricordato l’8 marzo con una festa della donna molto carina e simpatica. Lo splendido foyer del teatro Magnani, allestito per l’occasione con un centinaio di posti a sedere, in pochi minuti si è riempito di donne e tante hanno dovuto rimanere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-7472" title="1anna-maria-tatiana-e-sebastiana" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2010/03/1anna-maria-tatiana-e-sebastiana.jpg" alt="" width="580" height="400" /></p>
<p style="text-align: justify;">Anche quest’anno l’associazione di volontariato Futuria ha rispettato la tradizione e lunedì pomeriggio ha ricordato l’8 marzo con una festa della donna molto carina e simpatica.<span id="more-7471"></span><br />
Lo splendido foyer del teatro Magnani, allestito per l’occasione con un centinaio di posti a sedere, in pochi minuti si è riempito di donne e tante hanno dovuto rimanere in piedi.<br />
La presentazione dell’iniziativa è stata affidata alla presidente dell’associazione Anna Maria Chirulli che ha ricordato il cammino che in questi due anni è stato fatto. Dopo di lei è stata la volta dell’assessore ai Servizi sociali Marilena Pinazzini che ha approfittato dell’occasione per esprimere la sua soddisfazione per aver firmato nel corso di quella mattinata un accordo di programma con l’amministrazione provinciale per estendere  a tutte le ore del giorno l’assistenza alle donne che subiscono violenza. Dopo di lei Candida, un’altra componente dell’associazione, ha ripercorso tutte le tappe più importanti che hanno caratterizzato l’emancipazione delle donne (dalla legge che sanciva il diritto al voto a quella del divorzio per finire con quella che ha stabilito che la violenza sessuale è un reato contro la persona e non più solo contro l’onore).</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-7473" title="1claretta" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2010/03/1claretta.jpg" alt="" width="580" height="400" /></p>
<p style="text-align: justify;">Dopo di lei l’attenzione di tutti è stata rivolta a Claretta Ferrarini (<em>foto sopra</em>) che, con la maestria che la distingue, ha letto alcuni brani del suo Vangelo tradotto in borghigiano che vedono come protagoniste le donne.<br />
Poi è stata la volta di Tatiana (<em>f</em><em>oto sotto</em>), una giovane moldava residente da anni a Fidenza, che ha portato il suo saluto.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-7474" title="1futuria" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2010/03/1futuria.jpg" alt="" width="580" height="400" /></p>
<p style="text-align: justify;">La conclusione è stata affidata a Genzia, che ha letto alcuni brani significativi scritti tra gli altri da Madre Teresa di Calcutta, De Andrè, Pablo Neruda, Alda Merini.<br />
Alla fine un simpatico rinfresco con torte dolci e salate preparate dalle donne dell’associazione.<br />
L’occasione è stata propizia per conoscere meglio il gruppo.<br />
Futuria è stata fondata nel 2008 da un gruppo di 17 donne che hanno sentito l’esigenza di creare un momento di ascolto e di incontro. La presentazione alla città è stata fatta proprio l’8 marzo a voler in tal modo rendere evidente il fine del gruppo: «donne pensanti che si sono messe insieme per creare un’associazione che pensasse alle altre donne».<br />
L’associazione offre in pratica uno sportello di ascolto in cui qualunque donna può trovare aiuto, può scambiare la propria esperienza, può dare e ricevere coraggio e soprattutto può stare insieme alle altre.<br />
L’associazione è formata da volontarie di diverse culture, religioni, idee politiche, esperienze professionali. Molte sono insegnanti ma non mancano operaie, sindacaliste, casalinghe. L’unica cosa che le accomuna è la voglia di mettersi in discussione e di aiutare se stesse e le altre.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-7475" title="1genzia" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2010/03/1genzia.jpg" alt="" width="580" height="400" /></p>
<p style="text-align: justify;">All’associazione si rivolgono anche donne immigrate. «Se il disagio è piccolo – dice Anna Maria – ci arrangiamo da sole ma quando è grande le indirizziamo ai servizi sociali. Quello che però è importante è che le accompagniamo ma non le abbandoniamo mai».<br />
Futuria è in rete con altre come per esempio: l’associazione Insieme, la cooperativa Dal Mondo, il Centro interculturale e la Sms Family.<br />
«Sono entusiasta dell’esperienza – aggiunge Anna Maria – non mi sono mai scoraggiata. Fare unione tra le donne è una forza dirompente. I risultati si vedono, non bisogna aver fretta».<br />
L’associazione è aperta al pubblico tutti i giovedì pomeriggio, dalle 15 alle 17 presso la sede che è in via Malpeli al numero 128.<br />
Chi vuole scrivere, il loro indirizzo di posta elettronica è: associazionefuturia@gmail.com  &#8211; telefono 3348695597</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Giovanna Galli</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>I vantaggio delle bancarelle in piazza Garibaldi</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Feb 2010 16:28:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fidenza città]]></category>
		<category><![CDATA[Mercato]]></category>

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		<description><![CDATA[Perché non riportare il mercato in piazza come si faceva una volta? È questa la proposta che è stata avanzata dal movimento politico Città aperta attraverso un comunicato stampa. Riportare il mercato in piazza Garibaldi e nelle zone limitrofe offrirebbe diversi vantaggi su cui occorre riflettere. Innanzitutto ci sarebbero la possibilità di recuperare oltre duecento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-large wp-image-7062" title="Scansione0021" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2010/02/Scansione0021-580x384.jpg" alt="" width="580" height="384" /></p>
<p style="text-align: justify;">Perché non riportare il mercato in piazza come si faceva una volta? È questa la proposta che è stata avanzata dal movimento politico Città aperta attraverso un comunicato stampa.<span id="more-7061"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Riportare il mercato in piazza Garibaldi e nelle zone limitrofe offrirebbe diversi vantaggi su cui occorre riflettere.</p>
<p style="text-align: justify;">Innanzitutto ci sarebbero la possibilità di recuperare oltre duecento parcheggi gratuiti: oltre a rendere maggiormente fruibile quello del cimitero diventerebbe infatti utilizzabile quello occupato dal mercato stesso in piazzale Cesare Battisti.</p>
<p style="text-align: justify;">Il trasferimento consentirebbe di decongestionare la via Emilia nelle ore di mercato riducendo così le emissioni dei gas di scarico. La diminuzione del traffico porterebbe anche un notevole miglioramento della  sicurezza dei pedoni.</p>
<p style="text-align: justify;">Diminuirebbero i disagi per chi accompagna i  propri figli alla scuola media Zani che nei giorni di mercato si ritrovano privati dei loro spazi di sosta così come per coloro che portano i bambini alla scuola materna Battisti.</p>
<p style="text-align: justify;">Per la gente non più giovanissima sarebbe un piacevole ritorno alla tradizione oltre ad un recupero del centro che porterebbe beneficio anche ai tanti commercianti del posto.</p>
<p style="text-align: justify;">L’assessore alle attività commerciali ha dichiarato che esiste uno studio di fattibilità sulla proposta. Tutto dipenderà dal giudizio che verrà espresso dalle associazioni di categoria dei commercianti e dagli ambulanti che sono impegnati nel mercato.</p>
<p style="text-align: justify;">A me sembra una bella iniziativa e sarebbe interessante sapere cosa ne pensano i nostri concittadini.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Giovanna Galli</strong></p>
<p style="text-align: right;">
<p style="text-align: right;"><strong><img class="aligncenter size-large wp-image-7063" title="Scansione0011" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2010/02/Scansione0011-580x391.jpg" alt="" width="580" height="391" /><br />
</strong></p>
<p><img class="aligncenter size-large wp-image-7066" title="Scansione0017" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2010/02/Scansione00171-580x390.jpg" alt="" width="580" height="390" /></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Italia Nostra sulla sistemazione delle piazze Verdi e Pontida</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Feb 2010 10:19:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte e architettura]]></category>
		<category><![CDATA[Fidenza città]]></category>
		<category><![CDATA[Urbanistica]]></category>
		<category><![CDATA[Forno Comunale]]></category>
		<category><![CDATA[Italia Nostra]]></category>
		<category><![CDATA[Piazza Pontida]]></category>
		<category><![CDATA[Piazza Verdi]]></category>

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		<description><![CDATA[Questa pagina, pubblicata dal foglio satirico borghigiano «Il Numero Unico» nel 1937, già poneva in evidenza la necessità di armonizzare stili diversi nelle piazze cittadine da sempre palestra di sperimentazioni architettoniche. Allora il Palazzo Littorio era in via di completamento, mentre tutto il resto rimarrà incompiuto, o quasi, per settant&#8217;anni. Nel 1952, la costruzione di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-large wp-image-6970" title="NumUnico5a" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2010/02/NumUnico5a-404x580.jpg" alt="" width="404" height="580" /></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Questa pagina, pubblicata dal foglio satirico borghigiano «Il Numero Unico» nel 1937, già poneva in evidenza la necessità di armonizzare stili diversi nelle piazze cittadine da sempre palestra di sperimentazioni architettoniche.<span id="more-6964"></span><br />
</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Allora il Palazzo Littorio era in via di completamento, mentre tutto il resto rimarrà incompiuto, o quasi, per settant&#8217;anni.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Nel 1952, la costruzione di un moderno edificio su piazza Verdi. Vent&#8217;anni dopo un intervento mirato bonifica i portici dell&#8217;ex convento creando un passaggio tra piazza Verdi e piazza Pontida. Durerà pochi anni, subentrano l’abbandono e la chiusura. Il palazzo San Giovanni, da tempo non più sede delle carceri mandamentali, sarà riconvertito a mini alloggi per anziani. Fino all’estinzione degli ultimi occupanti. La svolta vera viene ora col progetto di cessione a privati di parte degli edifici per la creazione di spazi commerciali e residenze. Il progetto è del 1988, le delibere del 2003 e l&#8217;inizio è previsto per quest’anno.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Data invece di questo mese la presa di posizione di Italia Nostra, riassunta nella lettera aperta inviata al sindaco di Fidenza Mario Cantini e di cui diamo il testo qui di seguito.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><br />
</em></p>
<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/zRRT99cwf88&amp;color1=0xb1b1b1&amp;color2=0xcfcfcf&amp;hl=it_IT&amp;feature=player_embedded&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/zRRT99cwf88&amp;color1=0xb1b1b1&amp;color2=0xcfcfcf&amp;hl=it_IT&amp;feature=player_embedded&amp;fs=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Al dottor Mario Cantini<br />
Sindaco del Comune di Fidenza</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Egregio Signor Sindaco,</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="font-weight: normal;">come avrà avuto modo di notare la nostra associazione ha mantenuto un atteggiamento di fiduciosa attesa nei riguardi della Sua Amministrazione rendendosi conto delle difficoltà connesse all&#8217;assunzione del ruolo di amministrare il nostro Comune.</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Abbiamo tuttavia notato che la sua giunta tende a portare a compimento, in maniera spesso acritica, progetti e interventi elaborati dalla precedente amministrazione. Riteniamo che tale atteggiamento, non privo di una sua logica per assicurare la continuità amministrativa,  non abbia riscontro nel programma da Lei promesso in campagna elettorale.<br />
Pur nel rispetto della legge e degli impegni assunti dalla precedente amministrazione, riteniamo possano esistere margini di manovra per correggere, modificare, rivedere o addirittura sospendere progetti adottati in maniera frettolosa e discutibile dai suoi predecessori o rimasti troppo a lungo «in sonno» mentre mutavano radicalmente i contesti urbanistico, sociale ed economico in cui tali progetti erano stati messi a punto.<br />
È il caso della riqualificazione dei fabbricati dell’ex forno comunale e delle attigue piazze Pontida e Verdi, un progetto che risale al 1988 avallato da una delibera esecutiva del 2003.<br />
Nulla vieta che tale delibera possa essere rivista insieme al progetto e possano essere conclusi altri patti con enti e privati al fine di dare una risposta più adeguata ai tempi e a una città che sono nel frattempo profondamente cambiati. Anche l’esito elettorale di cui Lei è stato beneficiario lo scorso giugno ci pare un segno evidente di questa volontà di cambiamento della popolazione fidentina.<br />
Ciò premesso, ci permetta di entrare nel merito del progetto, la cui attuazione è prevista per il corrente anno e che «prevede il recupero dell’ex forno comunale con la realizzazione di una galleria urbana di collegamento tra le piazze Verdi e Pontida» in attuazione delle delibere n. 56 del 30/09/2003 e n. 8 del 5/02/2004.<br />
Riteniamo che il progetto architettonico, risalente come abbiamo detto al 1988, debba essere modificato alla luce e alla fine di una pubblica discussione affrontata su più fronti con tutti i soggetti che hanno a cuore il bene e il futuro della città, oltre che con gli stessi privati cittadini, in un&#8217;ottica di trasparenza che dovrebbe diventare normale prassi quando si tratti di realizzare opere così impegnative per l’economia e l’immagine di Fidenza. L’esito infelice dei Nuovi Terragli, la loro realizzazione mantenuta nel segreto delle chiuse stanze del potere, dovrebbe essere di monito per evitare il ripetersi di simili errori pagati dall’intera cittadinanza.</p>
<p style="text-align: justify;">Senza entrare in una dettagliata lista di possibili correzioni, Le indichiamo per ora un paio di aspetti del progetto meritevoli di essere riconsiderati.<br />
1.	Nella delibera n. 56 si dice: «Si tratta di un intervento che innanzitutto prevede l’eliminazione delle superfetazioni incongrue costituite dagli immobili prospettanti sulle due piazze Verdi e Pontida». Tale affermazione ci pare contraddetta dalle due «ali» (di colore rosso nel progetto circolato in questi giorni e pubblicato dalla stampa locale) che hanno invece tutte le caratteristiche delle «superfetazioni», cioè incongrue, oltre che esteticamente discutibili. Una rivisitazione di questo aspetto, oltre ad avere un impatto positivo sull&#8217;architettura, privata di inutili orpelli, ridurrebbe anche i costi di realizzazione con benefiche ricadute anche per l&#8217;impresa costruttrice.<br />
2.	L’altro aspetto alquanto discutibile del progetto è la galleria, o come si voglia chiamare il collegamento tra le due piazze. Analoghe strutture, già realizzate in passato, sono tra i luoghi più degradati della città. L’idea di collocarvi negozi rende tale iniziativa ancor più criticabile, alla luce della crisi commerciale che si è abbattuta su Fidenza provocando la chiusura di parecchi negozi. E proprio l’infelice esito commerciale e il conseguente stato di incuria e di abbandono in cui versa la galleria che collega via Berenini a vicolo Zuccheri dovrebbe indurre a un atteggiamento di maggiore prudenza</p>
<p style="text-align: justify;">Egregio Signor Sindaco, quelle che ha letto non sono che il preliminare di un dibattito che ci auguriamo possa svolgersi pubblicamente e al quale non faremo mancare il nostro contributo di idee e concreti suggerimenti.<br />
Crediamo infatti che la strada maestra per rendere le scelte pubbliche più sicure e meno attaccabili sia quella di condividerle con la cittadinanza già in fase di progettazione. Perciò La invitiamo a organizzare un confronto pubblico, nei modi e nei tempi che avrà modo di indicarci, auspicando che a tale dibattito partecipino gli organi tecnici che tanta parte hanno in queste decisioni e di tanta autonomia godono, il costruttore interessato, la sovrintendenza ai beni artistici ed ambientali e ogni altro soggetto che abbia o ritenga di avere competenze in merito. La preghiamo dunque di valutare attentamente questa nostra richiesta e di darci soddisfacente risposta in utile lasso di tempo.</p>
<p style="text-align: justify;">Fidenza 8 febbraio 2010</p>
<p style="text-align: right;"><strong> Italia Nostra<br />
Fidenza</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Una pagina da voltare o una promessa elettorale da bruciare nel forno comunale riqualificato?</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Feb 2010 03:24:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fidenza città]]></category>
		<category><![CDATA[Pianificazione Territoriale]]></category>
		<category><![CDATA[Urbanistica]]></category>
		<category><![CDATA[Enrico Montanari Costruzioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Il panettiere Alberto Gilioli (giacca bianca), vicino all’assessore Carduccio Parizzi (braghe bianche), lontano da quel Massimo Tedeschi (cravatta rosa) cui tutto deve. Un mattino di tanti anni fa, il sindaco di Fidenza si alzò da letto con un’idea meravigliosa in testa: le piazze devono essere comunicanti. Glielo aveva suggerito un tale reduce da Parigi dove [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="aligncenter size-large wp-image-6931" title="parizzi_tedeschi_gilioli" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2010/02/parizzi_tedeschi_gilioli-580x435.jpg" alt="" width="580" height="435" /></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il panettiere Alberto Gilioli (giacca bianca), vicino all’assessore Carduccio Parizzi (braghe bianche), lontano da quel Massimo Tedeschi (cravatta rosa) cui tutto deve. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Un mattino di tanti anni fa, il sindaco di Fidenza si alzò da letto con un’idea meravigliosa in testa: le piazze devono essere comunicanti. Glielo aveva suggerito un tale reduce da Parigi dove aveva visto i celebri <em>passages </em>nobilitati dall’opera di Walter Benjamin.<span id="more-6930"></span> Trattandosi di sindaco giovane, colto e scaltro gli fu facile innamorarsi dell’idea al punto da farla sua e ordinarne la fattura ad alcuni architetti: mettetemi in comunicazione piazza Pontida con piazza Verdi senza passare da piazzale Matteotti. Già che ci siete, buttate giù quel rudere del forno comunale che fa proprio schifo. Detto, fatto. Nel 1988 il progetto era pronto. Nel 2003 fu adottato e deliberato. Poi rimesso nel cassetto, dal quale lo ha tirato fuori la presente neogiunta che lo ha trovato fragrante come una pagnotta abbandonata nel summenzionato forno da quei dì.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma questa giunta, che si avvale dei servigi dello stesso fornaio che nel 2003 coceva il pane per il podestà <strong>Massimo Tedeschi</strong>, ossia del premiato panettiere <strong>Alberto Gilioli</strong>, non ha trovato il progetto né ammuffito né stantio. Visto, si mangi, ha ordinato. E così i trombettieri del re e i suoi gazzettieri sono andati in giro a illustrare con parole oscure un progetto di cui dimostrano di aver capito poco o nulla, allegando il consunto bozzetto su cui sfolgorano due ante aperte, due quinte dipinte di rosso, di ignota utilità e di discutibile décor.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma che roba è questa? Non sappiamo, l’abbiamo trovata così e così la facciamo fare alla premiata ditta di costruzioni di <strong>Montanari Enrico</strong>, orbato della riedificazione di Casa Panini, imprenditore edile da non confondersi con l’omonimo neurologo <strong>Enrico Montanari</strong>, orbato dell’elezione a sindaco della città.</p>
<p style="text-align: justify;">Prima ancora che entrare nel merito del progetto (lo faremo a tempo debito), rivolgiamo alla nuova amministrazione poche ma semplici domande:</p>
<p style="text-align: justify;">1.   La commissione comunale per la qualità architettonica e il paesaggio ha esaminato tale progetto? Lo ha trovato inappuntabile o rivedibile? Insomma, si è pronunciata circa l’opportunità di adottare nella sua integralità un incartamento vecchio ormai di ventidue anni?</p>
<p style="text-align: justify;">2.   L’amministrazione comunale, alla luce della crisi dei commerci locali che ha portato alla chiusura di parecchi negozi del centro, ritiene ancora opportuna l’apertura di esercizi commerciali nella galleria prevista dal progetto?</p>
<p style="text-align: justify;">3.   L’amministrazione comunale non ritiene che l’infelice esito delle precedenti gallerie debba indurre a una maggiore prudenza nella creazione di queste strutture?</p>
<p style="text-align: justify;">4.   L’amministrazione comunale, memore del clima di censura che ha fatto da sfondo al processo di deliberazione e costruzione dei torrioni della stazione, non ritiene giunto il momento di mantenere la promessa elettorale di «voltare pagina» dando prova di maggiore trasparenza e appellandosi a una reale partecipazione verso una decisione così importante per la città?</p>
<p style="text-align: justify;">5.   Come conseguenza del punto precedente, la giunta comunale non ritiene che sia opportuno mettere in atto tutti i mezzi per far conoscere il progetto all’intera cittadinanza esponendo disegni e plastico in luoghi pubblici dove tutti possano vederli e abbiano un tempo conveniente per presentare osservazioni, critiche e suggerimenti?</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Per farla breve, e alla larga dal linguaggio da interpellanza, signori Cantini, Tanzi e associati, dopo aver strillato più o meno in buona fede verso il decisionismo della precedente amministrazione, avete voi la forza politica e la coerenza morale per comportarvi diversamente?</p>
<p style="text-align: justify;">Preferite conquistarvi il consenso al vostro operato misurandovi con i cittadini anche nel merito delle vostre scelte o pensate di farvi bastare la delega che vi è stata affidata con il voto?</p>
<p style="text-align: justify;">In parole povere, siete disposti a discutere il modo in cui saranno riqualificati il forno comunale, gli edifici annessi e le piazze attigue, sottoponendole preventivamente alla nostra attenzione di cittadini a pieno diritto oppure, paghi di avere il coltello dalla parte del manico dopo averlo faticosamente strappato dalle mani dell’avversario, intendete servirvene senza rendere conto a nessuno?</p>
<p style="text-align: justify;">A pochi mesi dalla vostra elezione, vi è concesso il privilegio raro di rispondere in modo chiaro e comportarvi in maniera coerente. Dio non voglia che preferiate nascondervi dietro cavilli burocratici, barricandovi dietro lo smisurato potere di n tecnico poco amato, ma soprattutto poco eletto.</p>
<p style="text-align: justify;">E proprio perché siete voi, e non lui, a essere stati eletti, tocca a voi rispondere. Non a Nave Corsara, ma alla cittadinanza tutta.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-6932" title="piazza_verdi" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2010/02/piazza_verdi.jpg" alt="" width="473" height="277" /></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il bozzetto della nuova sistemazione di piazza Verdi.</strong></p>
<p><img class="aligncenter size-large wp-image-6933" title="montanari_logo" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2010/02/montanari_logo-580x121.jpg" alt="" width="580" height="121" /></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il logo del soggetto attuatore. </strong></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Pendolari di tutti il mondo, arrangiatevi</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Jan 2010 21:28:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fidenza città]]></category>
		<category><![CDATA[Speculazione edilizia]]></category>
		<category><![CDATA[Nuovi Terragli]]></category>
		<category><![CDATA[Stazione ferroviaria di Fidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Trenitalia]]></category>

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		<description><![CDATA[Un vagoncino ferroviario (draisina), costruito alla bell&#8217;e meglio e azionato a pedali. Siamo a Manila, nelle Filippine, ma potrebbe essere la stazione di Fidenza. Anche noi abbiamo edifici ingombranti come quello che si vede nella foto e barattoli al posto dei treni. I filippini sono solo un passo avanti in questa discesa verso gli abissi. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-large wp-image-6695" title="Treno_cemento" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2010/01/Treno_cemento-580x400.jpg" alt="" width="580" height="400" /></p>
<p style="text-align: justify;">Un vagoncino ferroviario (draisina), costruito alla bell&#8217;e meglio e azionato a pedali. Siamo a Manila, nelle Filippine, ma potrebbe essere la stazione di Fidenza. Anche noi abbiamo edifici ingombranti come quello che si vede nella foto e barattoli al posto dei treni. I filippini sono solo un passo avanti in questa discesa verso gli abissi.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-6694"></span></p>
<p style="text-align: justify;">
<h2 style="text-align: center;"><strong>Il barattolo Fidenza-Fornovo</strong></h2>
<p><img class="aligncenter size-large wp-image-6698" title="Fornovo_fidenza_1" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2010/01/Fornovo_fidenza_1-580x435.jpg" alt="" width="580" height="435" /></p>
<p><img class="aligncenter size-large wp-image-6697" title="Fornovo_fidenza_0" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2010/01/Fornovo_fidenza_0-580x435.jpg" alt="" width="580" height="435" /></p>
<p><img class="aligncenter size-large wp-image-6699" title="Fornovo_fidenza_2" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2010/01/Fornovo_fidenza_2-580x435.jpg" alt="" width="580" height="435" /></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Fidenza nostra. Il restauro dei matronei del Duomo</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Jan 2010 23:15:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte e architettura]]></category>
		<category><![CDATA[Fidenza città]]></category>
		<category><![CDATA[Cattedrale]]></category>

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		<description><![CDATA[In architettura il matroneo è un normalmente un loggiato posto all&#8217;interno di un edificio e destinato, secondo alcuni, ad accogliere le donne in occasione ad esempio di funzioni religiose. Nelle chiese medievali i matronei persero la funzione di accoglienza e divennero elementi architettonici che, posti sopra le navate laterali, avevano la funzione strutturale di contenere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="aligncenter size-large wp-image-6341" title="20100116_0006.JPG" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2010/01/20100116_0006.JPG-580x435.jpg" alt="" width="580" height="435" /></strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">In architettura il matroneo è un normalmente un loggiato posto all&#8217;interno di un edificio e destinato, secondo alcuni, ad accogliere le donne in occasione ad esempio di funzioni religiose. <span id="more-6340"></span>Nelle chiese medievali i matronei persero la funzione di accoglienza e divennero elementi architettonici che, posti sopra le navate laterali, avevano la funzione strutturale di contenere la spinta della navata centrale. Erano formati solitamente da campate sovrapposte a quelle delle navate laterali.</p>
<p style="text-align: justify;">l matronei di Fidenza prospettano sulla navata centrale con colonne che poggiano su un grosso muro che funge anche da parapetto.</p>
<p style="text-align: justify;">Il recupero del matroneo di destra del Duomo di Fidenza è in fase di ultimazione ma già è possibile ammirarne le sobrie architetture romano-gotiche. I lavori di recupero, particolarmente seguiti dall&#8217;architetto Franco Pattini, hanno dovuto risolvere non pochi problemi derivanti da antichi e nuovi impropri utilizzi. Un paio di locali erano privi di pavimentazione sul sottofondo di terriccio e sabbia a vista, la pulitura di pareti e anche di alcune colonne e capitelli ha comportato la rimozione di materiali oleosi e di strati di materiale di dubbia composizione con presenza di cemento. L&#8217;impiantistica sommariamente installata in anni anche recenti è stata rimossa e meglio sistemata, questo ha riguardato anche l&#8217;impiantistica connessa alla recentissima illuminazione esterna della cattedrale vanto dell&#8217;amministrazione di allora e tanto lodata nei suoi effetti scenici. Al matroneo si potrà accedere dalla scala interna della torre di destra.</p>
<p style="text-align: right;"><strong><a href="http://fidenza.ponziettore.it/facciata.html#matronei">Ambrogio Ponzi</a></strong><strong> </strong></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Anche a Fidenza si farà vivo il redivivo?</title>
		<link>http://www.navecorsara.it/wp/2010/01/17/anche-a-fidenza-si-fara-vivo-il-redivivo/</link>
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		<pubDate>Sun, 17 Jan 2010 10:52:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dibattiti e Polemiche]]></category>
		<category><![CDATA[Fidenza città]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Bettino Craxi]]></category>
		<category><![CDATA[Intitolazione vie]]></category>

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		<description><![CDATA[Fuor di retorica, che cosa vuol dire questa epigrafe? Se la mettete in prosa, significa: «Nella mia vita ho fatto sempre quel che ho voluto». Congratulazioni. Ma a spese di chi o di che cosa? Giorgio La Pira, padre costituente, sindaco santo di Firenze, causa di beatificazione in corso. Ernesto Rossi, europeista della prima ora, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4 style="text-align: justify;"><strong><img class="aligncenter size-large wp-image-6192" title="craxi_tomba" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2010/01/craxi_tomba-580x386.jpg" alt="" width="580" height="386" /><span style="color: #a00212;"></p>
<address><strong><span style="color: #9f031f;">Fuor di retorica, che cosa vuol dire questa epigrafe? Se la mettete in prosa, significa: «Nella mia vita ho fatto sempre quel che ho voluto». Congratulazioni. Ma a spese di chi o di che cosa?</span></strong></address>
<p></span></strong></h4>
<p style="text-align: justify;"><strong>Giorgio La Pira</strong>, padre costituente, sindaco santo di Firenze, causa di beatificazione in corso.<span id="more-6191"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ernesto Rossi</strong>, europeista della prima ora, azionista e radicale.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Alessandro Galante Garrone</strong>, magistrato, partigiano nel movimento Giustizia e Libertà.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Aldo Capitini</strong>, filosofo, pedagogista, maestro e bandiera del pacifismo italiano.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Danilo Dolci</strong>, poeta, sociologo e attivista del movimento non violento.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Altiero Spinelli</strong>, padre fondatore del movimento federalista che porterà all’Unione europea.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Giuseppe Dossetti</strong>, politico e monaco, leader della Dc negli anni Cinquanta, difensore della Costituzione negli anni Novanta.</p>
<p style="text-align: justify;">Chi sono costoro? E chi se li fila? Nessuno. Per loro, che non hanno mai rubato e non sono mai stati latitanti, che al confino e in galera ci sono stati solo per reato  di antifascismo, nessun amministratore fidentino, neppure civico, che proponga uno straccio di via o di piazza. Tutti finiti nel vicolo cieco della storia. E solo perché alle loro spalle non hanno una lobby che ne sostenga la candidatura. Scomparsi i partiti di cui alcuni di loro sono stati leader scomodi e coscienze critiche (La Pira e Dossetti nella Dc, Rossi nel Partito d’azione) sono stati cancellati dalla storia patria e dagli album di famiglia. Figli di nessuno. Sconosciuti e rinnegati.</p>
<p style="text-align: justify;">Neppure il Psi di Bettino Craxi esiste più, sento già obiettare, e allora com’è che tutta l’Italia è percorsa da un fremito toponomastico che inneggia al suo nome? Il Psi non esiste più per modo di dire. I suoi allievi, da Fabrizio Cicchitto a Maurizio Sacconi fino all’incredibile Renato Brunetta, siedono al governo. Ex socialisti sono tanto nel centro-destra quanto nel centro sinistra (uno per tutti: Ottaviano Del Turco). Quella degli ex Psi non è una diaspora, è un fiume carsico che appare, scompare e riappare, un po’ come la lobby dei reduci di Lotta Continua. E come gli ex militanti di Lotta continua è ancora più potente oggi di quanto faceva casa per sé.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma l’intitolazione di vie e piazze a Bettino Craxi è una carta vincente perché si basa sull’immortalità dei valori e dei metodi della politica italiana.</p>
<p style="text-align: justify;">Valore numero uno: tutto si vende, tutto si compra.</p>
<p style="text-align: justify;">Metodo numero uno: i morti devono essere lottizzati come i vivi, come i terreni e come  le imprese che ci costruiscono sopra. È la spartizione postuma dei simboli e della memoria. Da farsi con il collaudato metodo Cencelli, l’ultima spiaggia del proporzionale.</p>
<p style="text-align: justify;">I nomi di persone perbene incisi nella pietra accanto ai nomi di personaggi discutibili. Tant’è che se ne discute, e fin che il giudizio della storia non è stato emesso sarebbe bene astenersi dal volerlo condizionare.</p>
<p style="text-align: justify;">Al cimitero, come insegna <em>‘A livella</em> di Totò, tutti i defunti sono uguali. Sulle lapidi delle nostre vie e piazze qualcuno sarà invece meno defunto di altri. Credevamo di vivere in una città di vivi, mentre viviamo in una città di redivivi.</p>
<p style="text-align: right;"><strong> (i. s.)</strong></p>
<p style="text-align: right;"><strong><br />
</strong></p>
<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/AZ8mrzSKzQs&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/AZ8mrzSKzQs&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>Peggiora lo stato di salute di palazzo Arzaghi</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Jan 2010 10:08:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fidenza città]]></category>
		<category><![CDATA[Speculazione edilizia]]></category>
		<category><![CDATA[Palazzo Arzaghi]]></category>

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		<description><![CDATA[La foto, scattata dalla torre di destra della facciata del Duomo, mostra lo stato attuale del tetto di palazzo Arzaghi. È ben visibile la rilevante parte di tetto mancante per il colore verde della copertura precaria di protezione la cui installazione data da almeno un decennio. Le puntellature del pavimento del locale sottostante sono state [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="aligncenter size-large wp-image-6189" title="palazzo_Arzaghi" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2010/01/palazzo_Arzaghi-580x435.jpg" alt="" width="580" height="435" /><br />
</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L</strong>a foto, scattata dalla torre di destra della facciata del Duomo, mostra lo stato attuale del tetto di palazzo Arzaghi.<span id="more-6188"></span></p>
<p style="text-align: justify;">È ben visibile la rilevante parte di tetto mancante per il colore verde della copertura precaria di protezione la cui installazione data da almeno un decennio.</p>
<p style="text-align: justify;">Le puntellature del pavimento del locale sottostante sono state rinforzate nel 2008, segno che la copertura non ha nel tempo protetto in modo adeguato l&#8217;edificio dallo stillicidio.</p>
<p style="text-align: justify;">Per quel che riguarda la restante parte del palazzo, il permanere delle situazioni di degrado, segnalate negli anni scorsi, è visibile dall&#8217;esterno. Le piante infestanti sono ritornate nell&#8217;area cortilizia già dallo scorso anno.</p>
<p style="text-align: justify;">Ricordo che gli ultimi interventi sono stati effettuati nel 1996 e nel 2008.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Ambrogio Ponzi</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Le pentole e i coperchi di Carancini</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Jan 2010 14:46:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Fidenza città]]></category>
		<category><![CDATA[Riceviamo e Pubblichiamo]]></category>
		<category><![CDATA[Bidoni comunali]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni Carancini]]></category>
		<category><![CDATA[Raccolta differenziata]]></category>
		<category><![CDATA[Scatole per la raccolta della carta]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho ricevuto il contenitore per la carta denominato «bidoncino azzurro». Più che un bidoncino è uno scatolone di plastica, fatto per resistere alle intemperie. A non resistere neppure alla più lieve pioggerellina di marzo saranno invece i contenuti, ossia i giornali, le riviste e i fumetti, i libri e i quaderni usati, le confezioni in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-large wp-image-6143" title="bidoncino" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2010/01/bidoncino-580x435.jpg" alt="" width="580" height="435" /></p>
<p style="text-align: justify;">Ho ricevuto il contenitore per la carta denominato «bidoncino azzurro». Più che un bidoncino è uno scatolone di plastica, fatto per resistere alle intemperie.<span id="more-6142"></span> A non resistere neppure alla più lieve pioggerellina di marzo saranno invece i contenuti, ossia i giornali, le riviste e i fumetti, i libri e i quaderni usati, le confezioni in cartonicino elencati sulla fiancata.</p>
<p style="text-align: justify;">Fatto per restare all’esterno pochi minuti o qualche ora, l’involucro ripieno di carta non tarderà infatti a trasformarsi in un macigno non appena si sarà imbevuto d’acqua. E allora che fare? Bastava fargli il coperchio. L’assessore, si sa, fa le scatole ma non i coperchi. Il satanasso che ha sbagliato i bidoncini si chiama Giovanni Carancini.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Casalinga indiavolata</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Gernika, da quartier generale dei ragazzi della via Pal a parcheggio</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Jan 2010 23:23:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fidenza città]]></category>
		<category><![CDATA[Urbanistica]]></category>
		<category><![CDATA[Verde pubblico]]></category>
		<category><![CDATA[Parco Gernika]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;area del futuro parco Gernika in un disegno di Ambrogio Ponzi del 1958. In queste tre immagini, cinquantanni di storia dell&#8217;attuale Parco Gernika in via Mazzini. Negli anni Cinquanta, un vasto spiazzo completamente liberato dai resti della rocca e degli edifici più recenti del lato nord. Rimangono i due capannoni adibiti a deposito granaglie della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="aligncenter size-large wp-image-6089" title="Gernika 1958" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2010/01/Gernika-1958-580x430.jpg" alt="" width="580" height="430" /></strong></p>
<p><strong>L&#8217;area del futuro parco Gernika in un disegno di Ambrogio Ponzi del 1958. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">In queste tre immagini, cinquantanni di storia dell&#8217;attuale Parco Gernika in via Mazzini. <span id="more-6088"></span>Negli anni Cinquanta, un vasto spiazzo completamente liberato dai resti della rocca e degli edifici più recenti del lato nord. Rimangono i due capannoni adibiti a deposito granaglie della ditta Fantoni e una bassa costruzione mattoni vista. Un personaggio non identificato raccoglie travetti di legno per un probabile uso domestico.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-large wp-image-6090" title="Gernika 3" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2010/01/Gernika-3-580x413.jpg" alt="" width="580" height="413" /></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Lo scalone di rappresentanza come i fabbricati condominiali che hanno preso il posto dei capannoni sino al bar Balilla non tarderanno a chiudere lo spazio verso San Michele. Sono visibili alcuni bassi edifici, poi sopraelevati, che hanno il fronte si via Gramsci e le piante ancora, per poco, esistenti del richiamato bar Balilla o Serenella. Alcuni anni, non molti, e il parco, non ancora Guernika, è pronto in uno stile semplice come usava allora. Lo scalone monumentale è fatto, sullo sfondo il muro del cinema Centrale ed appena oltre i bassi locali del caseificio Porcellini, ora l&#8217;area completamente condominiata. A memoria dei bombardamenti subiti, Fidenza dedica il parco giardino alla città spagnola di Gernika, Picasso invece gli titolò un quadro che in realtà aveva inizialmente concepito per un evento diverso.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-large wp-image-6091" title="Gernika 4" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2010/01/Gernika-4-580x435.jpg" alt="" width="580" height="435" /></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Il giardino non ebbe grande successo e passò periodi di abbandono sino all&#8217;evento stazione-tunnel. Oggi è un parcheggio a pagamento e domani diventerà un parcheggio a due piani. Sulla destra dell&#8217;ultima foto, i silos del parcheggio privato che ha preso il posto del deposito di materiali ferrosi Nobili e della ferramenta Corbellini. Il progresso vuole le sue vittime e i ricordi restano a chi li ha e la città lentamente diventa un dormitorio di uomini e di auto.</p>
<p style="text-align: right;"><strong><a href="http://fidenza.ponziettore.it/ex_rocca.html">Ambrogio Ponzi</a></strong></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Siamo fidentini nostalgici o borghigiani del futuro?</title>
		<link>http://www.navecorsara.it/wp/2010/01/09/siamo-borghigiani-o-fidentini-nostalgici-o-lanciati-verso-il-futuro/</link>
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		<pubDate>Sat, 09 Jan 2010 00:59:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Fidenza città]]></category>
		<category><![CDATA[Foto]]></category>
		<category><![CDATA[Borgo San Donnino]]></category>
		<category><![CDATA[Don Amos Aimi]]></category>
		<category><![CDATA[Pippo Campanini]]></category>

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		<description><![CDATA[Testo e foto di Edoardo Fornaciari Nella noia disattenta della via Emilia a cinquanta all’ora, improvvisamente riappare Borgo San Donnino. Subito ci si domanda se quel cartello sia un fantasma del passato oppure il frutto di un ripensamento recente  oppure solo il dignitoso riconoscimento di un’identità storica mai del tutto dimenticata. Poco dopo una sfilza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="aligncenter size-large wp-image-5914" title="via Emilia vs Parma - 006" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2010/01/via-Emilia-vs-Parma-006-580x385.jpg" alt="" width="580" height="385" /></strong></p>
<p><strong><span style="color: #c50616;"><a href="http://www.edoardofornaciari.it/">Testo e foto di Edoardo Fornaciari</a></span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Nella noia disattenta della via Emilia a cinquanta all’ora, improvvisamente riappare Borgo San Donnino. Subito ci si domanda se quel cartello sia un fantasma del passato oppure il frutto di un ripensamento recente  oppure solo il dignitoso riconoscimento di un’identità storica mai del tutto dimenticata.<span id="more-5913"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Poco dopo una sfilza di cartelli ammiccanti  che dirottano i viaggiatori-di-piacere verso le Terre Verdiane, Fidenza si presenta in modo quasi dimesso, periferico.</p>
<p style="text-align: justify;">Nelle <em>bissaboghe</em> della viabilità, il cartello potrebbe anche sfuggire se non riportasse due nomi, una scritta lunga, se non presentasse i due volti asimmetrici della stessa città, se non raccogliesse in sé la sintesi di una storia vecchia di duemila anni.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p><strong><img class="aligncenter size-large wp-image-5915" title="Don Amos Aimi - 043" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2010/01/Don-Amos-Aimi-043-580x387.jpg" alt="" width="580" height="387" /></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Fidentia, città romana, sulla via Emilia e sullo Stirone è cosa certa, certificata da testimonianze storiche e dal ritrovamento dei ruderi di un ponte e di un mosaico databili intorno al I secolo.</p>
<p style="text-align: justify;">Borgo San Donnino luogo di culto, meta di pellegrinaggio, villaggio medievale e poi paesotto moderno e sede episcopale è realtà altrettanto certa, comprovata, ricordata e anche amata, molto. Ancora non si sa se persona nata a Fidenza sia «fidentina» o «borghigiana» e, se qualcuno solleva il dilemma, c’è ancora un sacco di gente pronta a parlarne.</p>
<p style="text-align: justify;">Per molti «fidentino è brutto, borghigiano è bello». I maiali di questa zona sono di «razza borghigiana». In un salotto della Fidenza-bene qualcuno sussurra che «molte città ambirebbero avere la storia di Fidenza e di avere così nobili origini, addirittura preromane; macché borgo, una città non può essere borgo che, anche sul dizionario, vuol dire grosso villaggio, paese».</p>
<p style="text-align: justify;">Ma con le invasioni barbariche Fidentia si è dissolta nel nulla e al suo posto, per centinaia d’anni non è rimasto che un gruppo di capanne, baracche lungo il torrente. Ha ragione don Amos Aimi quando dice che il martirio di san Donnino è stato l’avvenimento più importante della storia della città  e anche che «San Donnino è il nostro Colosseo, e guai a chi ce lo tocca».</p>
<p style="text-align: justify;">
<p><strong><img class="aligncenter size-large wp-image-5916" title="Bibl. S. Giovanni - 009" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2010/01/Bibl.-S.-Giovanni-009-580x387.jpg" alt="" width="580" height="387" /><br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Donnino era un cubiculario romano, un funzionario di rango, segretamente cristiano, dell’imperatore Massimiliano. Fu ucciso sulla sponda dello Stirone. La tradizione vuole che, decapitato, abbia attraversato il torrente tenendo ben stretta tra le mani la propria testa.  Per tutto il medioevo lungo la via Francigena c’è stato un gran traffico e i pellegrini preferivano sostare dove ne valeva la pena, dove si rischiava di rimediare se non  una grazia almeno una benedizione. Già allora si ragionava in termini di costi e di benefici.</p>
<p><strong><img class="aligncenter size-large wp-image-5917" title="San Donnino - 066" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2010/01/San-Donnino-066-385x580.jpg" alt="" width="385" height="580" /></strong></p>
<p style="text-align: justify;">San Donnino ha sempre protetto dal mal di testa, dai morsi dei cani rabbiosi e delle vipere e dagli incidenti stradali, un pronto soccorso mistico, un moderno programma di prevenzione, gratuito. I risultati sono tangibili. Il basso-rilievo in alto, a destra della porta principale del duomo racconta, leggibile come un fatto di cronaca sulla nostra Gazzetta di Parma, del crollo del ponte sullo Stirone e della miracolosa incolumità di una donna gravida caduta nel torrente in piena. La grazia.</p>
<p style="text-align: justify;">I vecchi del paese dicevano «lo Stirone ogni anno ne vuole uno» e il santo, per farsi voler bene, si dava un gran daffare. «L’anima della città è San Donnino, ma questo posto si chiama Fidenza, nasce Fidentia, non è mica colpa mia» dice, sinceramente dispiaciuto Umberto Battini sacrista del Duomo e aggiunge: «Voglio che quelli che vengono qui nella cripta mostrino devozione al santo e tocchino l’urna, oltre la grata».</p>
<p style="text-align: justify;">
<p><strong><img class="aligncenter size-large wp-image-5918" title="Duomo - 015" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2010/01/Duomo-015-580x387.jpg" alt="" width="580" height="387" /></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il fascismo, però, «soprattutto i fascisti di qui non accettavano il borgo medievale, le devozioni, e hanno raddrizzato via Cavour (allora via Corsica, <em>ndr</em>) perché immaginavano e desideravano una Fidenza squadrata, come un castro romano e così facendo hanno messo da parte il Duomo». Don Aimi dice che il borgo «borghigiano» si è sviluppato intorno alla chiesa, il castro romano, invece, l’antica Fidentia era più in là, oltre la piazza, verso la chiesa di Santa Maria. La vicenda del cambiamento del nome è lunga e complessa.</p>
<p><strong><img class="aligncenter size-large wp-image-5919" title="Duomo - 043" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2010/01/Duomo-043-580x385.jpg" alt="" width="580" height="385" /></strong></p>
<p style="text-align: justify;">L’idea tardo risorgimentale del garibaldino e deputato Luigi Musini (Samboseto 1843-Parma 1903) viene presa sul serio cinquant’anni dopo, con foga, dai fascisti della prima ora che desiderano rinnovare ogni cosa ad ogni costo. Il 12 giugno del 1927, anno V dell’era fascista, «Per Decreto di Sua Maestà il Re, auspice S. E. Benito Mussolini, Borgo nostro assume da oggi l’antico suo nome romano: Fidenza. Iscriviamo questa data fra le più fauste per il nostro Comune: è il segno di un’Epoca». Così inizia il discorso del podestà Nino Censi ai suoi concittadini. Così si cambia un abito, forse solo un po’ liso, ma di ottimo taglio, in cui la comunità stava  da secoli perfettamente a proprio agio, per una camicia nera. Può ben essere che già da tempo immemorabile la diocesi, per questioni di dignità formale, fosse «di Fidenza», ma l’abitato era Borgo, anche per gli eruditi. Lo testimonia una delle carte geografiche della biblioteca del convento di San Giovanni a Parma, dipinta ad affresco nel 1575, che riporta la dicitura «Borgo S. Donino».</p>
<p><strong><img class="aligncenter size-large wp-image-5920" title="Duomo - 091" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2010/01/Duomo-091-580x291.jpg" alt="" width="580" height="291" /></strong></p>
<p style="text-align: justify;">I borghigiani da sempre sono gente allegra, ospitale, generosa, chiacchierona. Del  periodo fascista sono i grandi eroismi locali. Al cimitero, in fondo a sinistra, una lapide ricorda il «sottotenente pilota Antonio Panini, dottore in Legge, laurea ad honorem in Scienze Politiche, tre volte volontario di guerra 18.3.1914 – 30.6.1942».    L’entusiasmo e l’esuberanza sono sempre alle stelle. Nel 1934 «alcuni fidentini mangiarono del leone», un leone. «Il fatto ebbe subito una risonanza nazionale».</p>
<p style="text-align: justify;">L’onorevole Remo Ranieri qualche volta portava la camicia nera, di seta nera.</p>
<p style="text-align: justify;">Il canonico Bianchi, irriso perchè, soffiandosi il naso, immergeva tutta la testa dentro un enorme fazzoletto bianco, nel commissionare la nuova sede della Banca Cattolica in piazza Garibaldi, aveva raccomandato al progettista di erigere un palazzo in cui fossero evidenti, molto visibili, teste di leone, colonne, ricchi capitelli e finestre bifore.</p>
<p><strong><img class="aligncenter size-large wp-image-5921" title="piazza Garibaldi - 024" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2010/01/piazza-Garibaldi-024-580x387.jpg" alt="" width="580" height="387" /></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il palazzo è ancora lì, ricco, da vedere. È la casa in cui hanno sempre abitato i Campanini, famiglia storica di Borgo. Nel 1853, Luigi e Fernando scoprirono i resti mortali di san Donnino. I fratelli Gino, Pippo e Vincenzo nati tra il 1898 e il 1913 erano molto simpatici, quello serio e compassato era Gino. Pippo è nella mitologia, Vincenzo, «Cenzino» per gli intimi, in famiglia, dai nipoti, era chiamato affettuosamente «lo zio bestia». Con la fionda era un asso, prendeva il sedere di un barboncino a venti metri di distanza da una macchina in movimento. Quelli di Salso, a passeggio con la padrona in viale Romagnosi alle sette di sera, erano tutti suoi. Mio padre me lo raccontava sempre.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong><img class="aligncenter size-large wp-image-5922" title="tomba di Antonio Panini - 002" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2010/01/tomba-di-Antonio-Panini-002-385x580.jpg" alt="" width="385" height="580" /></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Pippo aveva molti amici di fuori, gente nota, intellettuali, giornalisti, musicisti, scrittori come Indro Montanelli, Attilio Bertolucci, Mario Soldati. «Gli amici di Pippo», scrive don Aimi nella prefazione di Lettere a Pippo carteggi di Giuseppe Campanini (dal 1943 al 1980), «sono diventati dei patiti borghigiani che arrivano perfino a rifiutare nell’indirizzo il nome romano di Fidenza».</p>
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		<title>Vecchio Cristallo e cristalli liquidi</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Jan 2010 23:55:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Costume]]></category>
		<category><![CDATA[Fidenza città]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Urbanistica]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema Cristallo]]></category>
		<category><![CDATA[Speculazione edilizia]]></category>

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		<description><![CDATA[Osservate bene. Al di sotto e dietro i cartelli dell’agenzia immobiliare Zani che annuncia i restauri conservativi e la vendita di appartamenti e uffici nell’ex oratorio don Bosco, ci sono ancora i resti delle bacheche del cinema Cristallo. A proposito, quanto a lungo credete che possa resistere al restauro conservativo l’ultima sala in città? Chi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="aligncenter size-large wp-image-5892" title="07012010(002)" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2010/01/07012010002-580x435.jpg" alt="" width="580" height="435" /></strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Osservate bene. Al di sotto e dietro i cartelli dell’agenzia immobiliare Zani che annuncia i restauri conservativi e la vendita di appartamenti e uffici nell’ex oratorio don Bosco, ci sono ancora i resti delle bacheche del cinema Cristallo.<span id="more-5891"></span></p>
<p style="text-align: justify;">A proposito, quanto a lungo credete che possa resistere al restauro conservativo l’ultima sala in città? Chi ci va più al cinema?</p>
<p style="text-align: justify;">Ora il cinema ce lo vediamo a casa, su schermi a cristalli liquidi vasti come pareti. Negli appartamenti di varie tipologie con ingressi indipendenti. Perché l’importante è essere indipendenti. Nei cinema c’è troppo dipendenza: dal vicino, dal protezionista, dalla maschera, dagli orari, dai gusti dei distributori, dal box office. Troppa compagnia. Troppo pubblico. Troppa promiscuità. Troppo prossimo tuo.</p>
<p style="text-align: justify;">
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<p><img class="aligncenter size-large wp-image-5893" title="07012010(001)" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2010/01/07012010001-580x435.jpg" alt="" width="580" height="435" /></p>
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