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	<title>Nave Corsara &#187; Dibattiti e Polemiche</title>
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		<title>Mario Albi: una ghiotta occasione per dire quello che penso della Callegari</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Feb 2012 16:35:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dibattiti e Polemiche]]></category>
		<category><![CDATA[Riceviamo e Pubblichiamo]]></category>
		<category><![CDATA[Bambini nel mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Lina Callegari]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Albi]]></category>

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		<description><![CDATA[Il dottor Mario Albi (terzo da sinistra, in prima fila) con alcuni associati di Fidenza per i bambini nel mondo. In riferimento alla lettera pubblicata sulla “Gazzetta” domenica 5 febbraio sulla pagina di Fidenza dal titolo “Cantini- Callegari, rottura definitiva” desideriamo precisare quanto segue. L’Assessore Callegari poteva fare liberamente nomi e cognomi dell’Associazione e della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2012/02/05/mario-albi-una-ghiotta-occasione-per-dire-quello-che-penso/gruppo-580x435/" rel="attachment wp-att-36962"><img class="aligncenter size-full wp-image-36962" title="gruppo-580x435" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2012/02/gruppo-580x435.jpg" alt="" width="580" height="435" /></a>Il dottor Mario Albi <em>(terzo da sinistra, in prima fila)</em> con alcuni associati di Fidenza per i bambini nel mondo.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">In riferimento alla lettera pubblicata sulla “Gazzetta” domenica 5 febbraio sulla pagina di Fidenza dal titolo “Cantini- Callegari, rottura definitiva” desideriamo precisare quanto segue.<span id="more-36949"></span><br />
L’Assessore Callegari poteva fare liberamente nomi e cognomi dell’Associazione e della vicenda alla quale fa misteriosamente riferimento.<br />
Siamo noi dell’Associazione Fidenza per i Bambini nel mondo – onlus , i “privati” che lei cita e lo spettacolo in “oggetto” sarebbe “Non ci resta che ridere” che avremmo in programma per Sabato 3 marzo e che vede la partecipazione della prima linea dei Comici di “Zelig” ma le cose non sono andate come l’Assessore descrive, almeno nella parte che ci riguarda. Proviamo a spiegarlo ai lettori. Da anni, la nostra associazione laica (che si adopera in primis per progetti in favore dell’infanzia seguiti direttamente da missionari fidentini e altre situazioni locali) organizza uno spettacolo di comprovato valore artistico per raccogliere i fondi da utilizzare in seguito per i nostri progetti. Grazie alla stima del ben operare che ci siamo guadagnati in 10 anni di attività, abbiamo portato a Fidenza i migliori cabarettisti del panorama nazionale. Ma non solo. In due occasioni abbiamo allestito anche opere liriche “Tosca” e Cavalleria Rusticana” in tempi nei quali i fondi pubblici non erano reperibili ed al Comune non abbiamo chiesto nulla se non l’utilizzo gratuito del Teatro. Un atto pensiamo dovuto, poiché in ogni occasione l’evento veniva presentato in stretta collaborazione proprio con il Comune anche se tutto il lavoro di allestimento, contatti artisti e spese erano unicamente a nostro carico.<br />
Così come abbiamo fatto eventi sportivi di grande richiamo che nessuna associazione di volontariato locale fa: ci riferiamo ad esempio alla partita di calcio tra gli operatori dell’ospedale di Fidenza e lo staff al completo di Striscia la notizia (e per avere la loro presenza, caro Assessore ci vuole molta credibilità).<br />
Ed anche qui non abbiamo chiesto nulla se non la concessione gratuita del campo Ballotta.<br />
Questo nostro operare ha fatto sì che i Comuni di Parma, Salsomaggiore, Berceto, Noceto abbiano instaurato un ottimo rapporto collaborativo con noi e ci offrano la loro collaborazione. Per pagarci le spese di allestimento degli eventi, in modo che a noi resti il netto del ricavato da destinare ai progetti, Noi e dico noi Assessore, ci rivolgiamo alle Ditte ed ai privati che a Fidenza e dintorni possano darci un sostegno economico in cambio della pubblicità che poi noi facciamo sulla brochure dedicata. Chiediamo aiuto anche agli amici ovviamente che magari ci aiutano segnalandoci le persone o le attività che non sono in crisi tanto da vanificare la nostra richiesta. E noi di amici, Signora Callegari, ne abbiamo molti anche all’interno del Comune sia nella maggioranza come nell’opposizione. Ma nessuno ci procura le sponsorizzazioni per noi. Siamo e sempre noi a fare una rispettosa domanda di aiuto ai privati e sempre noi che ne incassiamo l’assenso od il rifiuto. Nessuno lo ha mai fatto al nostro posto: ne Tanzi, ne Cantini e meno che meno lei, in qualità di Assessore. E noi a lei lo abbiamo mai chiesto forse di procacciarci le sponsorizzazioni? No, neppure quando ci avrebbe davvero facilitato un aiuto anche perché fatto “in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura” e anche quando abbiamo allestito le opere sopracitate da lei, aldilà del Teatro gratuito (che ha concesso anche per iniziative poco rilevanti alle quali eravamo presenti insieme a noi ad altre 38 persone su 440 di capienza).<br />
Ma non si preoccupi, consideri nulla la nostra attuale domanda (che deve ancora essere deliberata) di utilizzo del teatro Magnani a titolo gratuito.<br />
Ci dispiace davvero che ci etichetti come “privati” quando siamo invece volontari al servizio della cittadinanza e ci preoccupiamo di portare prima di tutto il nome di Fidenza nelle parti del mondo che tocchiamo. E non scriva inesattezze. Non fa bene ne a noi ne a Fidenza. Meno che meno a lei. Noi abbiamo collaborato con molti Assessori in questi anni e ci siamo trovati bene con tutti. Quello con il quale abbiamo avuto davvero poco riguardo è stato il suo. Tanto è vero che gli ultimi due anni siamo andati a Salsomaggiore anziché a Fidenza, che è la nostra sede naturale. Se davvero a lei fosse stata a cuore la realizzazione di una stagione teatrale riducendo i costi ci avrebbe prima di tutto interpellato, perché tutti a Fidenza sanno che noi nel mondo dello spettacolo abbiamo molti aiuti. Ed i costi che possiamo avere noi per uno spettacolo di richiamo sono forse la decima parte di quello che possono costare ad un Assessorato alla Cultura. Ed inoltre avrebbe dimostrato di credere davvero nell’interazione tra l’associazionismo di Fidenza (che è una realtà unica e straordinaria e pubbliche Istituzioni.<br />
Se poi il Comune ha la fortuna di potere accedere a dei fondi privati in modo più semplice di quello che possiamo fare noi tanto meglio. Curiosa questa cosa. Lo hanno capito tutti gli Assessori dei Comuni con i quali collaboriamo meno che quello della nostra sede di appartenenza.<br />
Che lei resti o se ne vada noi siamo convinti che durante il suo mondato, il mondo del volontariato a Fidenza lo abbia scontentato un po’ tutto. Magari nessuno glielo dice in faccia ma è così. La ringraziamo per averci dato una ghiotta occasione per rendere pubblico il nostro pensiero.<br />
Voglia gradire i nostri sinceri auguri per il futuro.<br />
Con osservanza.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Dott. Mario Albi</strong><br />
Presidente di Fidenza per i Bambini nel Mondo &#8211; onlus</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Pascoli calpestato</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Feb 2012 09:58:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Dibattiti e Polemiche]]></category>
		<category><![CDATA[Discriminazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Letteratura italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni Pascoli]]></category>
		<category><![CDATA[Lorenzo Ornaghi]]></category>

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		<description><![CDATA[Ministro del Vaticano. Lorenzo Ornaghi. di Sergio Caroli Niente soldi dal ministero dei Beni culturali per i 100 anni dalla morte di Giovanni Pascoli, che cadono nel 2012. Lo ha detto alla Camera il ministro Lorenzo Ornaghi. E se ne comprende il perché. I soldi che non ci sono per onorare il più grande poeta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2012/02/05/pascoli-calpestato/lorenzo-ornaghi-large/" rel="attachment wp-att-36928"><img class="aligncenter size-full wp-image-36928" title="lorenzo-ornaghi-large" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2012/02/lorenzo-ornaghi-large.jpg" alt="" width="580" height="423" /></a><span style="color: #a8051f;">Ministro del Vaticano.</span> Lorenzo Ornaghi.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>di Sergio Caroli</strong><br />
Niente soldi dal ministero dei Beni culturali per i 100 anni dalla morte di Giovanni Pascoli, che cadono nel 2012. Lo ha detto alla Camera il ministro Lorenzo Ornaghi. E se ne comprende il perché.<span id="more-36927"></span></p>
<p style="text-align: justify;">I soldi che non ci sono per onorare il più grande poeta italiano del XX secolo, espressione nobilissima dell’Italia post-risorgimentale e laica, ci sono, invece, non solo per pagare, da ministro, certo Ornaghi, uscito e dipoi piazzato all&#8217;Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, direttore della cattolicissima rivista «Vita e pensiero», vicepresidente dell’«Avvenire», il quotidiano dei vescovi.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma i quattrini ci sono anche per pagare, da viceministro, quel Michel Martone piazzatosi secondo alle Olimpiadi della sfiga: arrampicando a sua insaputa, è divenuto infatti professore ordinario a soli 29 anni in un concorso in cui aveva una sola pubblicazione all’attivo, nel quale il presidente era il suo insegnante e datore di lavoro, nel quale tutti i candidati &#8211; assai più referenziati di lui &#8211; si sono ritirati per fargli posto e i giudizi sulla sua pubblicazione erano stroncature.</p>
<p style="text-align: justify;">I professori di Monti &#8211; al quale Pdl Pd Udc hanno affidato il «lavoro» che loro non possono fare: pena perdere la faccia &#8211; dovrebbero patrocinare la cultura, e invece sono i primi ad affossarla: naturalmente quando è laica.</p>
<p style="text-align: justify;">Avrei voluto vedere se, anziché di Giovanni Pascoli, si fosse trattato di un Giovanni Papini («oremus sull’altare e flatulenze in sacrestia» secondo la definizione di Gramsci) o di qualche altra mezza calzetta clericale fatta grande dagli eredi di padre Bresciani montati in cattedra, oppure, saliti ai piani alti della politica e delle banche.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2012/02/05/pascoli-calpestato/pascoli/" rel="attachment wp-att-36929"><img class="aligncenter size-full wp-image-36929" title="pascoli" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2012/02/pascoli.jpg" alt="" width="680" height="380" /></a><span style="color: #a8051f;">Sacrificato sull&#8217;altare.</span> Giovanni Pascoli.</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il manifesto del Pd sulla casta? Un boomerang</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 17:53:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amministrazione civica]]></category>
		<category><![CDATA[Dibattiti e Polemiche]]></category>
		<category><![CDATA[Fidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Camera acustica]]></category>
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		<category><![CDATA[Servizi comunali in appalto]]></category>
		<category><![CDATA[Strada provinciale 12]]></category>

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		<description><![CDATA[di Giovanna Galli Il manifesto del Pd di Fidenza sulla «casta fidentina» del quale abbiamo già parlato nell’articolo «Ma sarà vero? No, dice il sindaco, non raddoppio: spalmo» non è piaciuto al Pdl locale che ha ripagato gli avversari con la stessa (se non addirittura peggiore) moneta. Ha, infatti, letteralmente tappezzato tutti gli spazi della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2012/01/29/il-manifesto-del-pd-sulla-costa-un-boomerang/foto0171-2/" rel="attachment wp-att-37093"><img class="aligncenter size-large wp-image-37093" title="Foto0171" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2012/01/Foto01711-580x435.jpg" alt="" width="580" height="435" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>di Giovanna Galli</strong><br />
Il manifesto del Pd di Fidenza sulla «casta fidentina» del quale abbiamo già parlato nell’articolo «<a href="http://www.navecorsara.it/wp/2012/01/19/ma-sara-vero/">Ma sarà vero? No, dice il sindaco, non raddoppio: spalmo</a>» non è piaciuto al Pdl locale che ha ripagato gli avversari con la stessa (se non addirittura peggiore) moneta. Ha, infatti, letteralmente tappezzato tutti gli spazi della città con un manifesto particolarmente efficace in cui sintetizza la situazione ereditata dalla precedente amministrazione mettendola a confronto con quella attuale.<span id="more-36707"></span></p>
<p style="text-align: justify;">L’analisi riguarda i debiti del comune, la Comeser, Fidenza Sport, i servizi a domanda individuale, la famosa statale SP12, il forno comunale e la camera acustica.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2012/01/29/il-manifesto-del-pd-sulla-costa-un-boomerang/debiti/" rel="attachment wp-att-36709"><img class="aligncenter size-large wp-image-36709" title="debiti" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2012/01/debiti-580x70.jpg" alt="" width="580" height="70" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Dei debiti ho già più volte parlato e non c’è molto da aggiungere. L’amministrazione Cerri ha chiuso la sua attività lasciando 43 milioni di mutui con una quota di ammortamento di 2 milioni all’anno. Si tratta purtroppo di una sorta di peccato originale che pesa e, soprattutto, peserà molto nelle scelte future.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2012/01/29/il-manifesto-del-pd-sulla-costa-un-boomerang/comeser/" rel="attachment wp-att-36710"><img class="aligncenter size-large wp-image-36710" title="Comeser" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2012/01/Comeser-580x87.jpg" alt="" width="580" height="87" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Anche sulla Comeser è già stato detto praticamente tutto. Questa società era una sorta di bomba innescata, con una situazione finanziaria pessima che rischiava di far fallire il comune che, tramite la San Donnino Multiservizi, era impegnato per due milioni di euro. L’operazione condotta è stata provvidenziale, il debito del comune è rientrato e la società è riuscita addirittura a chiudere con un piccolo avanzo. Si tratta, a mio avviso, di un fiore all’occhiello del team di Cantini.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2012/01/29/il-manifesto-del-pd-sulla-costa-un-boomerang/fidenza-sport_2-2/" rel="attachment wp-att-36712"><img class="aligncenter size-large wp-image-36712" title="Fidenza sport_2" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2012/01/Fidenza-sport_21-580x85.jpg" alt="" width="580" height="85" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Per quanto riguarda Fidenza Sport le cose sembrano essere migliorate e i costi sono diminuiti passando da 500 mila a 325 mila euro.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2012/01/29/il-manifesto-del-pd-sulla-costa-un-boomerang/sp_12/" rel="attachment wp-att-36713"><img class="aligncenter size-large wp-image-36713" title="sp_12" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2012/01/sp_12-580x52.jpg" alt="" width="580" height="52" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Della SP12 (cioè la strada provinciale per Soragna che conduce al casello dell&#8217;autostrada e all&#8217;outlet) si è iniziato a parlare già da quando era sindaco Massimo Tedeschi: la delibera relativa al progetto di riqualificazione risale all’ottobre 2003. Per anni non se ne ò fatto niente fino al 2008. È stata realizzata con un finanziamento di circa due milioni di euro provenienti da investimenti pubblici e privati: 900 mila sono stati stanziati dal Centro integrato del freddo del Gruppo Marconi , 440 mila dal Villaggio del Gusto della società Agrinascente, 269 mila dalla Provincia e 290 mila dal comune di Fidenza. I lavori per la costruzione sono iniziati alla fine di luglio 2010 e l’inaugurazione è avvenuta il 10 dicembre dello stesso anno.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2012/01/29/il-manifesto-del-pd-sulla-costa-un-boomerang/forno-comunale/" rel="attachment wp-att-36714"><img class="aligncenter size-large wp-image-36714" title="forno comunale" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2012/01/forno-comunale-580x65.jpg" alt="" width="580" height="65" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">La demolizione dell’ex Forno comunale rientra nei lavori di riqualificazione della zona tra piazza Verdi e piazza Pontida. I lavori di demolizione si sono svolti nell&#8217;agosto 2011. Adesso rimangono da ristrutturare i due edifici confinanti ritenuti di interesse storico: il palazzo del Popolo (sede dell’ex liceo) e il palazzo San Giovanni (ex carceri).</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2012/01/29/il-manifesto-del-pd-sulla-costa-un-boomerang/camera-acustica/" rel="attachment wp-att-36715"><img class="aligncenter size-large wp-image-36715" title="camera acustica" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2012/01/camera-acustica-580x68.jpg" alt="" width="580" height="68" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Il ritrovamento, nel solaio del teatro Magnani delle 12 tele (dieci su supporto in legno e due arrotolate) che costituiscono la Camera acustica, ha rappresentato un colpo di fortuna di questa amministrazione che ha saputo approfittare degnamente della situazione regalando alla nostra città un autentico gioiello artistico. Sono tele dipinte dallo scenografo fidentino Girolamo Magnani e rappresentano un’opera di grande valore.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2012/01/29/il-manifesto-del-pd-sulla-costa-un-boomerang/servizi-appalto/" rel="attachment wp-att-36716"><img class="aligncenter size-large wp-image-36716" title="servizi appalto" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2012/01/servizi-appalto-580x96.jpg" alt="" width="580" height="96" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Quanto ai servizi in appalto, il fatto di aver indetto nuove gare ha consentito all’amministrazione di risparmiare circa 250 mila euro. Dato che di tutto questo non sono riuscita a reperire specifica documentazione sul sito comunale mi sono rivolta al vicesindaco Stefano Tanzi che gentilmente mi ha fornito le informazioni richieste.</p>
<p style="text-align: justify;">Per quanto riguarda la mensa, il servizio trasporto scolastico e i servizio educativi si è fatta una gara nell’estate 2010 che ha permesso minori spese per 81.120 euro.</p>
<p style="text-align: justify;">La gestione dei cimiteri è stata oggetto di una gara che si è conclusa alla fine del 2010 e ha consentito di risparmiare 22 mila euro.</p>
<p style="text-align: justify;">La nuova gara d’appalto del servizio di tesoreria per il periodo dal 2011 al 2015 consente al comune di spendere 67.600 euro in meno.</p>
<p style="text-align: justify;">Dall&#8217;autunno 2010 la gestione delle palestre per uso extrascolastico è stata affidata a Fidenza Sport, scelta che ha comportato per il bilancio comunale un risparmio di 105 mila euro (per pulizia, riscaldamento, illuminazione e retribuzione di una dipendente part- time) oltre alla conseguente rinuncia a un&#8217;entrata di settemila euro annui, quale corrispettivo per la concessioni in uso temporanea, con un saldo positivo di 98 mila euro. Va, però, precisato che il comune di Fidenza, per disposizione dell&#8217;aministrazione provinciale, dal mese di ottobre 2011, ha dovuto accollarsi la spesa annua di 18 mila euro nei confronti della provincia di Parma, a titolo di rimborso forfettario per utilizzo delle palestre di proprietà della stessa. Complessivamente si ha una minore spesa annua di 80 mila euro.</p>
<p style="text-align: justify;">Sommando, pertanto, i quattro importi (81.120, 22.000, 67.600, 80 mila) si deduce che il totale dei minori costi dovuti alle gare al ribasso ammonta a 250.720 euro. Risultato senz’altro soddisfacente che premia chi ha deciso di indire una gara anziché procedere a un rinnovo di routine.</p>
<p style="text-align: justify;">A questo punto viene solo da chiedersi a chi ha giovato quel manifesto del Pd sulla «casta fidentina» che alla fine si è trasformato in una sorta di boomerang che ha riportato ancora una volta in evidenza situazioni non proprio esaltanti che risultano purtroppo vere.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2012/01/29/il-manifesto-del-pd-sulla-costa-un-boomerang/manifesto_pdl_1-2/" rel="attachment wp-att-36719"><img class="aligncenter size-large wp-image-36719" title="manifesto_Pdl_1" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2012/01/manifesto_Pdl_11-435x580.jpg" alt="" width="435" height="580" /></a></p>
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		<title>Ma perché mettere in mezzo Soru per nobilitare la casta di sinistra?</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Sep 2011 14:32:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dibattiti e Polemiche]]></category>
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		<category><![CDATA[Renato Soru]]></category>
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		<description><![CDATA[In questa, e nelle foto successive, Renato Soru.  di Michele Serra Chi ritiene che «la politica non serve a niente», che «i politici sono tutti uguali», e come massimo sforzo di elaborazione critica arriva a individuare una imprecisata e generica «casta» come fonte di ogni disgrazia, dovrebbe concedersi una piccola riflessione sugli ultimi dieci anni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/09/24/ma-perche-mettere-in-mezzo-soru-per-nobilitare-la-casta-di-sinistra/sorumare/" rel="attachment wp-att-32654"><img class="aligncenter size-full wp-image-32654" title="Sorumare" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/09/Sorumare.jpg" alt="" width="580" height="469" /></a>In questa, e nelle foto successive, Renato Soru. </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>di Michele Serra</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Chi ritiene che «la politica non serve a niente», che «i politici sono tutti uguali», e come massimo sforzo di elaborazione critica arriva a individuare una imprecisata e generica «casta» come fonte di ogni disgrazia, dovrebbe concedersi una piccola riflessione sugli ultimi dieci anni di storia sarda, e dunque di politica sarda.<span id="more-32644"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Tra le politiche regionali vigenti (centrodestra) e quelle precedenti (centrosinistra, nella particolare fattispecie della Giunta Soru), la differenza e abissale. Cosi abissale da generare due Sardegne, diverse e inconfondibili: questa di adesso edificabile quasi fino alla riva del mare, l’altra che voleva mantenere integre le sue coste. Questa a disposizione del cemento, l’altra del paesaggio. Questa in offerta agli speculatori del continente e ai loro sodali locali, l’altra che cercava di indovinare come sarebbe (o come sarebbe stata) una Sardegna sarda.</p>
<p style="text-align: justify;">So di schematizzare (la lettura degli articoli di Antonio Cianciullo e Giovanni Valentini, su Repubblica di ieri, poteva darvi un’idea più completa). Ma nella sostanza, di questo si tratta: la sconfitta di Soru e la vittoria di un prestanome di Berlusconi ha determinato, per quella meravigliosa isola e il suo popolo, un cambio di destinazione che e anche un cambio di destino. La politico non conta? Tutti i politici sono uguali? <em>(Da la Repubblica del 24 settembre 2011)</em></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/09/24/ma-perche-mettere-in-mezzo-soru-per-nobilitare-la-casta-di-sinistra/soru_2/" rel="attachment wp-att-32646"><img class="aligncenter size-large wp-image-32646" title="soru_2" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/09/soru_2-580x378.jpg" alt="" width="580" height="378" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Postilla.</strong> Infatti Renato Soru non è e non era un politico neppure quando governava la Sardegna. Lo è diventato per necessità e amore della sua isola. Dopo avere perso le elezioni del 2009 è tornato a Tiscali, la sua creatura. Alla sua sconfitta hanno concorso la putrefazione della politica ridotta a macchina di interessi e certi «realisti» del suo partito, il Pd. Lo smemorato Michele Serra è pregato di rileggersi le cronache degli ultimi due-tre anni che riguardano la tribolata presidenza Soru. Si consigliano occhiali da vista, non di parte. Ciò andava detto a Serra, con il rispetto e la stima che sono dovuti alla sua onestà intellettuale. Che poche volte fa cilecca. Questa è una. <strong>(is)</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/09/24/ma-perche-mettere-in-mezzo-soru-per-nobilitare-la-casta-di-sinistra/soru_asinara/" rel="attachment wp-att-32647"><img class="aligncenter size-full wp-image-32647" title="soru_asinara" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/09/soru_asinara.jpg" alt="" width="580" height="303" /></a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Perché mandare don Gallo al massacro?</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Sep 2011 21:22:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dibattiti e Polemiche]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Martino]]></category>
		<category><![CDATA[Don Andrea Gallo]]></category>
		<category><![CDATA[In Onda]]></category>
		<category><![CDATA[Nicola Porro]]></category>

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		<description><![CDATA[Neofrancescano. Don Andrea Gallo. di Pierfranco Pellizzetti L&#8217;altra sera nella trasmissione «In Onda», il talk-show de La7, abbiamo assistito in presa diretta al massacro mediatico di don Gallo, ad opera di interlocutori altrimenti improbabili; quali un monomaniaco fondamentalista del mercato, come il rieccolo malagodiano Antonio Martino, coadiuvato dal co-conduttore Nicola Porro, un perfido finto pacioso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/09/19/perche-mandare-don-gallo-al-massacro/don_gallo/" rel="attachment wp-att-32491"><img class="aligncenter size-large wp-image-32491" title="don_gallo" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/09/don_gallo-580x405.jpg" alt="" width="580" height="405" /></a><strong>Neofrancescano. Don Andrea Gallo.</strong></p>
<p><strong>di Pierfranco Pellizzetti</strong></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;altra sera nella trasmissione «In Onda», il talk-show de <em>La7</em>, abbiamo assistito in presa diretta al massacro mediatico di don Gallo, ad opera di interlocutori altrimenti improbabili; quali un monomaniaco fondamentalista del mercato, come il rieccolo malagodiano Antonio Martino, coadiuvato dal co-conduttore Nicola Porro, un perfido finto pacioso molto jet-set del Salento, berlusconiano mordi e fuggi di scuola <em>Il Giornale</em>.<span id="more-32490"></span></p>
<p style="text-align: justify;">I fan a prescindere del prete genovese probabilmente non se ne sono accorti, ma l’impressione che uno spettatore non pregiudizialmente schierato poteva ricavare dalla discussione era quella di due persone responsabili (i liberisti Martino e Porro), che esponevano problemi concreti, e un contraddittore in affanno (il no global Gallo, definito benevolmente «pretacchione» dal Milton Friedman de’ noantri Martino) aggrappato a genericità buonistiche e nuvole evangelico-sinistresi. Che – tra l’altro – cadeva in tutte le trappole sparse dai navigati furboni che lo attendevano al varco. Come quando il Porro, con l’accenno di birignao che fa neoborghese (anche mentre si ricatta Emma Marcegaglia?), gli chiedeva «qui chiudono le fabbriche, quali sono le sue ricette?» e il religioso non riusciva a divincolarsi, sperduto in appelli al volontariato e alla piazza. Se fosse stato un po’ più abile, avrebbe potuto replicare all’americanista un tanto al chilo con una battuta americana. Quella di John F. Kennedy, quando Richard Nixon gli pose la stessa questione: «Al governo ci siete voi, fatemici andare e allora vi farò vedere».</p>
<p style="text-align: justify;">Santa ingenuità! Di fatto l’anziano «don» è avido di platee e l’ennesimo invito in televisione ha funzionato certamente da richiamo irresistibile. E fin qui è solo un problema suo. Purtroppo la retorica neofrancescana con cui si esprime funziona al meglio in un contesto orientato a proprio favore. Mentre, se deve misurarsi con ragionamenti (soprattutto se di provocatori volti al male o di ideologi pervicaci), rivela la fragilità delle dotazioni argomentative. E questo diventa un problema non più solo suo. Visto che consente il passaggio indenne di vere e proprie mascalzonate intellettuali. Come quando l’ineffabile Martino riproponeva la corbelleria che non esisterebbe un rapporto squilibrato di interdipendenza distributiva tra ricchi e poveri; mostrava senza arrossire la mela avvelenata per cui la ricchezza va a vantaggio di tutti; riproponeva l’insopportabile logica da dama della San Vincenzo che destinerebbe il benestante caritatevole a soluzione ottimale delle ingiustizie materiali.</p>
<p style="text-align: justify;">Un rancido ciarpame, che ancora si poteva sopportare all’epoca del capitalismo manifatturiero, in cui la produzione industriale aveva interesse ad allargare la sfera del consumo coinvolgendo gli strati meno abbienti della società; che non funziona più in epoca di capitalismo finanziarizzato (creazione di denaro a mezzo denaro), in cui ai ricchi non può fregargliene di meno dei poveri, degli esclusi.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma tutto questo don Gallo non lo sa. Come non sa che le privatizzazioni sono l’astuzia (anche italiana: autostrade, telefonia, sanità, scuola, acqua…) grazie alla quale è stato svenduto il patrimonio pubblico a quei finanzieri e banchieri che, alla prima difficoltà, strillano reclamando interventi di salvataggio da parte dello Stato.</p>
<p style="text-align: justify;">Per questo è successo quanto non doveva succedere: lasciato tracimare, il duetto Martino e Porro ha fatto un figurone. Sono sembrate persone affidabili.</p>
<p style="text-align: justify;">Sarebbe ora – invece – che la nullaggine di questi fini dicitori di canzoncine che hanno portato il mondo sull’orlo della catastrofe, la malafede e le acrobazie mistificatorie di siffatti supporter finto-indipendenti del berlusconismo fossero smascherate. Sono troppi anni che la guerra non dichiarata dei ricchi contro i poveri è stata avvolta nelle chiacchiere propagandistiche che disegnano a vantaggio del privilegio (e a tragico svantaggio degli altri) un mondo che non è virtuale, è fasullo. Ma sono anche troppi anni che il compito di svelare l’inganno viene delegato alla declamazione retorica. Talvolta al narcisismo innocuo del protagonismo.</p>
<p style="text-align: justify;">Certo, il Vaticano è schierato dalla parte dell’inganno promosso dagli espropriatori di ricchezza e di verità. Per cui un prete che dice parole non ortodosse può venire utile all’opposizione, nella logica (diciamolo, un po’ staliniana) del «compagno d strada».</p>
<p style="text-align: justify;">Ma bisogna rendersi conto che tale prete è un simbolo, non uno speaker.</p>
<p style="text-align: justify;">I simboli non parlano, svolgono funzioni metalinguistiche. La ragione per cui vanno preservati. Non vanno mandati al massacro. Anche loro malgrado.</p>
<p style="text-align: justify;">Altrimenti mezze calzette come Porro e Martino fanno la figura dei colossi.</p>
<p style="text-align: justify;">Un’ultima considerazione, più generale. In questi lunghi anni, mentre avveniva la sistematica devastazione della società italiana a ogni livello, la denuncia di singoli misfatti e reati non è mai mancata (tanto che la cronaca giudiziaria è diventata un vero e proprio genere letterario); ha latitato – invece – la comprensione «sistemica»: l’analisi ricostruttiva delle strategie e dei processi in atto (dal fenomeno Berlusconi come mutazione genetica del sociale alle reali poste in palio). Con almeno due effetti gravissimi: si è reso possibile presentare come «normale» ciò che normale non era; il dibattito pubblico è degenerato in tifo da stadio, in cui si sfidano opposte fazioni. <em>(Il Fatto Quotidiano, 18 settembre 2011)</em></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/09/19/perche-mandare-don-gallo-al-massacro/martino_antonio/" rel="attachment wp-att-32492"><img class="aligncenter size-large wp-image-32492" title="martino_antonio" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/09/martino_antonio-580x434.jpg" alt="" width="580" height="434" /></a>Liberle. Antonio Martino. </strong></p>
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		<title>Chi tocca la sinistra muore</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Jul 2011 09:18:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dibattiti e Polemiche]]></category>
		<category><![CDATA[Rassegna stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Ferruccio Sansa]]></category>
		<category><![CDATA[Intolleranza]]></category>
		<category><![CDATA[Macchina del fango]]></category>
		<category><![CDATA[Partito democratico]]></category>

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		<description><![CDATA[di Ferruccio Sansa Chi tocca il centrosinistra muore. «La macchina del fango comincia a girare». Dopo aver ascoltato le parole di Pierluigi Bersani, gli accenti berlusconiano-vittimisti del segretario Pd, sento che per una volta posso contravvenire a una delle regole auree del cronista: mai parlare di se stessi. E così racconterò dell’amara esperienza di diventare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/07/31/chi-tocca-la-sinistra-muore/altan_pd_0/" rel="attachment wp-att-30408"><img class="aligncenter size-large wp-image-30408" title="Altan_Pd_0" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/07/Altan_Pd_0-580x576.jpg" alt="" width="580" height="576" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>di Ferruccio Sansa</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Chi tocca il centrosinistra muore. «La macchina del fango comincia a girare». Dopo aver ascoltato le parole di Pierluigi Bersani, gli accenti berlusconiano-vittimisti del segretario Pd, sento che per una volta posso contravvenire a una delle regole auree del cronista: mai parlare di se stessi.<span id="more-30406"></span><br />
E così racconterò dell’amara esperienza di diventare una specie di paria, un intoccabile nella mia città perché ho osato scrivere inchieste sul centrosinistra. Ma prima faccio una premessa. Nel corso degli anni ho parlato di decine di politici di entrambi gli schieramenti: Alemanno, Formigoni, Moratti, Storace, Berlusconi, Matteoli, Galan, Romani, Romano, Scajola, Grillo (Luigi), Calderoli, Bossi, D’Alema, Bersani, Penati, Burlando. Tanto per fare alcuni nomi. Gli esponenti di centrodestra sono la maggioranza.<br />
Però dopo vent’anni di lavoro (prima di approdare al Fatto sono stato al Messaggero, La Repubblica, Il Secolo XIX e La Stampa) una cosa posso dirla: i fastidi che mi hanno procurato le inchieste sul centrosinistra non hanno uguali. Certo, il centrodestra è più duro, diretto, usa nei confronti dei giornalisti una logica proprietaria. Un certo centrosinistra no, non ti schiaccia direttamente, preferisce la calunnia, l’insulto, la telefonata a direttori ed editori.<br />
Con un’aggravante: l’arroganza del centrodestra, seppur più violenta, non pretende di essere «giusta», ha lo scopo manifesto di metterti a tacere. Il centrosinistra è diverso: si sente investito di una missione, chi osa metterlo in discussione è «disonesto», «in mala fede», «vendicativo», «scorretto». Tutte accuse che mi sono state rivolte, sempre in forma anonima e senza lo straccio di una prova.<br />
Ma veniamo ai fatti. Mi capita anni fa, mentre seguivo lo scandalo Antonveneta, di raccontare i rapporti di Gianpiero Fiorani con noti esponenti politici. Per giorni descriviamo i legami della Lega con il re delle scalate bancarie. Non succede nulla. Poi ecco che arriva la prima notizia su un esponente del centrosinistra: il contratto di leasing dello yacht di Massimo D’Alema è stato stipulato con una società legata alla Banca di Lodi. Niente di illegale, ma una storia che è giusto approfondire e magari riferire ai lettori. Risultato: mezzora dopo il mio colloquio con D’Alema arriva al giornale una telefonata che annuncia, in caso di pubblicazione, una denuncia per violazione del segreto bancario. Il giorno dopo D’Alema diffonde un comunicato e racconta «spontaneamente» l’episodio.<br />
Piccolezze, si dirà, come decine di altri episodi. Ma i guai seri vengono quando decido di scrivere degli intrecci tra politica (di centrosinistra, come di centrodestra) e affari che stanno dietro alla cementificazione della Liguria. Non arriva una riga di smentita o querela, del resto sarebbe stato difficile, visto che ogni parola dell’inchiesta è documentata. Ma quando compare il primo articolo subito mi chiamano dal mio giornale: «Ferruccio, una persona ai vertici del centrosinistra ha fatto una telefonata ai massimi livelli. Dice che hai scritto un articolo pieno di falsità. Noi non ne teniamo conto, ma tu sappilo».<br />
Era l’inizio. Quando con il collega Marco Preve scrissi il libro, «Il partito del cemento», dedicato alla passione bipartisan dei politici liguri per il mattone, mi dichiararono guerra aperta. Si parlava, tra l’altro, con anni di anticipo rispetto all’inchiesta della Procura di Roma, dei legami dei vertici del partito nazionale e ligure con Vincenzo Morichini, Franco Pronzato e i loro soci. Ancora nessuna replica. Un muro di silenzio.<br />
Finché mi venne offerto un posto di rilievo in un grande giornale. Dopo mesi venni a sapere che proprio nel periodo della trattativa i vertici del Pd nazionale avevano fatto arrivare il messaggio che l’incarico non era gradito al partito.</p>
<p style="text-align: justify;">Insomma, la mia carriera ha rischiato. E anche il clima che respiravo in città è cambiato. Quando mi presentai nella sede del Pd genovese per scrivere un articolo sulle elezioni regionali del 2010 uno dei massimi dirigenti locali mi accolse così: «Ecco l’amico di Berlusconi. Vergogna, vattene», e via con accuse e insulti.<br />
Ma agli insulti, soprattutto se deliranti, è facile rispondere. Peggio sono le calunnie: non hai un interlocutore cui replicare. Di più: se ribatti dai dignità alle accuse che ti sono rivolte, le ingigantisci, dai loro concretezza. Insomma, devi subire.<br />
E lascio perdere gli episodi più pittoreschi, come quando mi avvertirono che qualcuno nel Pd faceva circolare l’immancabile voce che ero omosessuale, anzi, “buliccio” come si dice a Genova. Ne parlai con mia moglie, sorridemmo sorpresi: per me ovviamente non era un insulto, ma mi stupiva che qualcuno in un partito che si dice progressista lo considerasse tale. Lentamente la tenaglia, però, si stringeva. Difficile vivere nella vostra città quando venite condannati all’ostracismo dal partito che governa da decenni, che guida gli enti locali da cui arrivano milioni di euro in pubblicità istituzionale a puntellare i bilanci di tutti gli organi di informazione (un’altra inchiesta poco gradita dal Pd). Si finisce cancellati, pesantemente insultati a incontri pubblici (è toccato perfino alla mia famiglia, colpevole di avermi messo al mondo). Insomma, intoccabili. Finché sono arrivato al Fatto, che per fortuna è impermeabile a certi interventi.<br />
Mai nessuno, però, che abbia risposto alle nostre inchieste in modo documentato. Bersani, tengo a dirlo, non è mai stato coinvolto negli episodi che ho citato. Ma forse sarebbe bene che li conoscesse, prima di invocare la macchina del fango e vestire i panni della vittima.<br />
* Non ho fatto volutamente i nomi dei protagonisti e dei testimoni di questi episodi. Posso scegliere di affrontare una battaglia, ma non posso trascinarci anche gli altri.<br />
<em>(Il Fatto Quotidiano, 30 luglio 2011)</em></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/07/31/chi-tocca-la-sinistra-muore/cemento_1/" rel="attachment wp-att-30414"><img class="aligncenter size-large wp-image-30414" title="cemento_1" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/07/cemento_1-396x580.jpg" alt="" width="396" height="580" /></a></strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/07/31/chi-tocca-la-sinistra-muore/cemento_2/" rel="attachment wp-att-30415"><img class="aligncenter size-large wp-image-30415" title="cemento_2" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/07/cemento_2-392x580.jpg" alt="" width="392" height="580" /></a>Letture istruttive per chi ha subito «il partito del cemento» anche a Fidenza. </strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Su Penati e C. Bersani mena il can per l&#8217;aia</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Jul 2011 00:49:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dibattiti e Polemiche]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblica amministrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Alberto Tedesco]]></category>
		<category><![CDATA[Concussione]]></category>
		<category><![CDATA[Corruzione]]></category>
		<category><![CDATA[Filippo Penati]]></category>
		<category><![CDATA[Franco Pronzato]]></category>
		<category><![CDATA[Pier Luigi Bersani]]></category>

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		<description><![CDATA[Pierluigi Bersani, in primo piano, con Filippo Penati.  E bravo Bersani che fa il furbo fin dalla prima riga della sua decantata lettera pubblicata ieri dal Corriere della Sera. L&#8217;esordio è a effetto, ma non incanta. Perché spaccia una banalità per novità, neanche fosse la svolta di Salerno di togliattiana memoria o il congresso di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/07/27/su-penati-e-c-bersani-mena-il-can-per-laia/bersani_penati/" rel="attachment wp-att-30229"><img class="aligncenter size-large wp-image-30229" title="Bersani_Penati" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/07/Bersani_Penati-580x433.jpg" alt="" width="580" height="433" /></a>Pierluigi Bersani, in primo piano, con Filippo Penati. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">E bravo Bersani che fa il furbo fin dalla prima riga della <a href="http://www.corriere.it/politica/11_luglio_26/bersani-lettera-legge-sui-bilanci-partiti_d7fdf76a-b747-11e0-bc88-662787a705c0.shtml">sua decantata lettera pubblicata ieri dal Corriere della Sera</a>.<span id="more-30219"></span><br />
L&#8217;esordio è a effetto, ma non incanta. Perché spaccia una banalità per novità, neanche fosse la svolta di Salerno di togliattiana memoria o il congresso di Bad Godesberg in cui i socialdemocratici tedeschi riposero in soffitta la barba di Marx.<br />
«Noi non rivendichiamo una diversità genetica. Noi vogliamo dimostrare una diversità politica». Questo l&#8217;esordio della missiva.<br />
Chi mai, sano di mente, poteva pensare che i comunisti o i postcomunisti fossero geneticamente modificati in meglio? Solo un anticomunista sfegatato come Berlusconi poteva pensare che lo fossero. In peggio, naturalmente.<br />
Sfondata dunque la porta aperta dell&#8217;impossibile diversità «genetica», Bersani vuol propinarci la diversità «politica» del Pd. E questa è tutta da dimostrare. Ma soprattutto non è il focus della questione di cui si discute in questi giorni a partire dagli «incidenti» giudiziari capitati a Filippo Penati, Alberto Tedesco e Franco Pronzato per non citare che i più noti.<br />
Quando si tratta di corruzione, concussione e altri reati specifici della pubblica amministrazione consistenti nel dirottamento di denaro privato nelle tasche sbagliate, contribuendo così alla lievitazione delle spese pubbliche, la questione non è politica ma morale e giudiziaria. Perciò è sull&#8217;etica pubblica e sulla legalità che il Pd deve misurarsi con gli avversari e dimostrare né diversità né superiorità ma un banalissimo quanto ferreo rispetto delle leggi.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/07/27/su-penati-e-c-bersani-mena-il-can-per-laia/penati-bersani-pp-2/" rel="attachment wp-att-30231"><img class="aligncenter size-large wp-image-30231" title="penati-bersani-pp" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/07/penati-bersani-pp1-580x176.jpg" alt="" width="580" height="176" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Il resto della lettera bersaniana è un&#8217;esposizione arruffata e un po&#8217; naïve della solita fuffa retorica: la magistratura faccia il suo mestiere, la giustizia faccia il suo corso, Penati faccia il presunto innocente e via di questo passo.<br />
Segue richiesta di una legge che certifichi i bilanci dei partiti, come se quelle attuali non fossero sufficienti per rendere trasparenti entrate e uscite e solo ora si fosse notata la lacuna.<br />
Segue diffida a chiunque (capito giornalisti?) di mettere in relazione i fatti per cui Penati è indagato a Monza con il Pd, dato che all&#8217;epoca il Pd non esisteva («roba vecchia», ebbe a definirla Bersani nei giorni scorsi), benché esistessero Penati e Bersani quali dirigenti maturi e responsabili dei Ds, dopo esserli stati del Pds e del Pci senza soluzione di continuità, che vuol dire senza interruzione.<br />
Seguono altre chiacchiere per distogliere l&#8217;attenzione dal Pd e dirottarla sul governo che insabbia e ritarda qualsiasi legge purificatrice e redentrice della coazione dei partiti a commettere reati. E su questo possiamo anche concordare con Bersani. Però, lo ripetiamo, non è questo l&#8217;ombelico del problema in questi frangenti.<br />
Verso la fine della sua lettera, Bersani ammette che il Pd è turbato dalle indagini in corso, è consapevole che il partito non è immune da sospetti e rischi, promette di aprire quattro occhi, e farà di tutto perché non venga oscurata la sua missione politica.<br />
Poi ripete di nuovo che tutelerà con ogni mezzo, anche legale, il buon nome del partito. «Lo dobbiamo alle centinaia di migliaia di donne e uomini che ci sostengono con onestà e convinzione, come si può vedere fisicamente in questi stessi giorni nelle feste che organizziamo ovunque».</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/07/27/su-penati-e-c-bersani-mena-il-can-per-laia/filippo-penati/" rel="attachment wp-att-30239"><img class="aligncenter size-large wp-image-30239" title="Filippo-Penati" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/07/Filippo-Penati-580x369.jpg" alt="" width="580" height="369" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Il segretario conclude con questa domanda: «Al di fuori di una politica che sappia migliorarsi e farsi rispettare, c’è forse un’altra strada per l’Italia?».<br />
È sempre lì che vanno a parere i politici, la politica che si autoriforma, che si tira fuori dai guai da sola. Come se gli altri poteri dello Stato, ivi compreso quello giudiziario, non esistessero. I problemi che nascono dalla politica si risolvono con e nella politica&#8217; Ammettiamolo pure. Prima però bisogna risanare la politica. Espellerne le mele marce. Se no, la frase ha tutta l&#8217;aria dell&#8217;autoassoluzione e resta comunque priva di effetti reali, perché vuol dire tutto e niente. Perché può essere riempita di cose buone, come la trasparenza delle decisioni e la legge uguale per tutti, o cattive, come le leggi ad personam e ad aziendam, o nebulose, come le leggi che consentano ai politici di essere più uguali degli altri e di farla franca.<br />
Quando a Piercamillo Davigo, uno dei magistrati del pool di Mani pulite, fu chiesto quale potesse essere la soluzione per comporre la frattura tra politica e magistratura, lui non esitò a rispondere: «Per abbassare la tensione fra politica e giustizia basterebbe una cosa sola: che i politici la smettessero di rubare». Questo sì che è un programma chiaro, concreto e condivisibile. Per questo momento storico, per questi politici, dell&#8217;una come dell&#8217;altra sponda, passando dal centro.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/07/27/su-penati-e-c-bersani-mena-il-can-per-laia/staino/" rel="attachment wp-att-30232"><img class="aligncenter size-large wp-image-30232" title="Staino" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/07/Staino-580x463.jpg" alt="" width="580" height="463" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: center;">
<p><object width="640" height="390" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="flashvars" value="bgColor=black&amp;autostart=false&amp;keyT=&amp;key=&amp;baseURL=http://tv.repubblica.it/static/images/player/&amp;file=repubblicatv/file/2011/07//bersani270711_cap.mp4&amp;repeat=false&amp;logo=0&amp;strip=0&amp;nielsenBrand=repubblicatv_&amp;brand=brand_repubblicaradio&amp;dState=normal&amp;scaleMethod=fit&amp;rel=false&amp;fsType=fl&amp;baseURL=http://tv.repubblica.it/static/images/player/&amp;videoTitle=Bersani: contro di noi le macchine del fango&amp;streamURL=http://tv.repubblica.it/politica/bersani-contro-di-noi-le-macchine-del-fango/73426/71717&amp;nielsenBrand=repubblicatv_&amp;pub=politica" /><param name="src" value="http://tv.repubblica.it/static/swf/z_adv_player.swf" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="640" height="390" type="application/x-shockwave-flash" src="http://tv.repubblica.it/static/swf/z_adv_player.swf" allowScriptAccess="always" allowFullScreen="true" flashvars="bgColor=black&amp;autostart=false&amp;keyT=&amp;key=&amp;baseURL=http://tv.repubblica.it/static/images/player/&amp;file=repubblicatv/file/2011/07//bersani270711_cap.mp4&amp;repeat=false&amp;logo=0&amp;strip=0&amp;nielsenBrand=repubblicatv_&amp;brand=brand_repubblicaradio&amp;dState=normal&amp;scaleMethod=fit&amp;rel=false&amp;fsType=fl&amp;baseURL=http://tv.repubblica.it/static/images/player/&amp;videoTitle=Bersani: contro di noi le macchine del fango&amp;streamURL=http://tv.repubblica.it/politica/bersani-contro-di-noi-le-macchine-del-fango/73426/71717&amp;nielsenBrand=repubblicatv_&amp;pub=politica" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object></p>
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		<title>È lecito il sexy spogliarello alle feste del Pd?</title>
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		<pubDate>Sun, 24 Jul 2011 17:38:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dibattiti e Polemiche]]></category>
		<category><![CDATA[Bruno Brunelli]]></category>
		<category><![CDATA[Campiano (Ravenna)]]></category>
		<category><![CDATA[Emanuela Giangrandi]]></category>
		<category><![CDATA[Festa del Pd]]></category>
		<category><![CDATA[Ravenna Web TV]]></category>

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		<description><![CDATA[Chi, nell&#8217;esposizione dei corpi di sesso misto nella vetrina di Coin a Milano, non avesse trovato abbastanza sugo per una discussione accalorata, può rifarsi la bocca e le unghie partecipando allo scontro che a Campiano (Ravenna), nell&#8217;ambito della festa del Pd, ha opposto l&#8217;altra metà del cielo a quella metà del mondo maschile che comincia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/07/24/e-lecito-il-sexy-spogliarello-alle-feste-del-pd/uguaglianza_sessi_uomo_donna/" rel="attachment wp-att-30092"><img class="aligncenter size-large wp-image-30092" title="uguaglianza_sessi_uomo_donna" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/07/uguaglianza_sessi_uomo_donna-580x475.jpg" alt="" width="580" height="475" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Chi, nell&#8217;esposizione dei corpi di sesso misto nella vetrina di Coin a Milano, non avesse trovato abbastanza sugo per una discussione accalorata, può rifarsi la bocca e le unghie partecipando allo scontro che a Campiano (Ravenna), nell&#8217;ambito della festa del Pd, ha opposto l&#8217;altra metà del cielo a quella metà del mondo maschile che comincia al di sotto della cintura. Vai con il dibattito e vinca il più convincente.</em><span id="more-30091"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Uno spettacolo sexy organizzato nel contesto di un motoraduno all’interno della festa Pd di Campiano, frazione alle porte di Ravenna, non è stato annullato dopo le polemiche sollevate nei giorni scorsi dal movimento «Se non ora, quando?», anzi è stato raddoppiato.<br />
I corsi di seduzione. Perché sul palco venerdì notte, come riferito dalla stampa locale, oltre alla annunciata performance di Jessica, a sorpresa si è esibito pure Davide Fabbri, conosciuto con il nome d’arte de «il Vikingo», noto per i suoi corsi di seduzione organizzati a Milano Marittima e per una breve apparizione al reality di Raidue «L’isola dei famosi».<br />
<strong>Se non ora, quando?</strong> L’evento, battezzato «Mutor &amp; Caplet» (motori e cappelletti) e organizzato da sei anni da un motoclub locale per ricordare la scomparsa di un motociclista, era stato fortemente criticato da «Se non ora quando?», che rivolgendosi con una nota ai dirigenti del partito aveva chiesto come fosse possibile che «nessuno sia in grado di bloccare iniziative così volgari e offensive per le donne». L’invito, in particolare alle «donne del Pd di Campiano e del coordinamento politico delle donne democratiche di Ravenna», era stato esplicito: «Se ci siete, battete un colpo».</p>
<p style="text-align: justify;">L’ex assessore provinciale alla Sanità, Emanuela Giangrandi (Pd), aveva proposto la cancellazione dello spettacolo e la proiezione, in alternativa, del documentario «Il corpo delle donne». Gli organizzatori hanno invece scelto di raddoppiare, in una sorta di par condicio tra i sessi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Spettacolo soft.</strong> Bruno Brunelli, presidente del motoclub, ha precisato che si è trattato di uno spettacolo soft e che «l’intenzione non era certo quella di ledere i diritti delle donne, ma solo quella di ricordare un motociclista scomparso che amava questo tipo di spettacoli». La decisione non sembra però avere placato le polemiche dato che su diversi profili Facebook esponenti locali del Pd, perlopiù donne, hanno criticato la scelta. (Ansa)</p>
<p style="text-align: center;"><object width="425" height="349" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/J6J_sVeEddU?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="425" height="349" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/J6J_sVeEddU?version=3&amp;hl=it_IT" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/07/24/e-lecito-il-sexy-spogliarello-alle-feste-del-pd/pornopd/" rel="attachment wp-att-30179"><img class="aligncenter size-large wp-image-30179" title="pornopd" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/07/pornopd-580x212.jpg" alt="" width="580" height="212" /></a></p>
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		<title>Bersani e Vendola, due cretini</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Jun 2011 23:50:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità politica e sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Dibattiti e Polemiche]]></category>
		<category><![CDATA[Nichi Vendola]]></category>
		<category><![CDATA[Pierluigi Bersani]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-28877" href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/06/19/bersani-e-vendola-due-cretini/bersani-vendola/"><img class="aligncenter size-large wp-image-28877" title="bersani-vendola" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/06/bersani-vendola-580x434.jpg" alt="" width="580" height="434" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><em>È finito con la «pace» lo scontro durato tutta la giornata tra Vendola e Bersani su una possibile apertura alla Lega per affrontare il governo dopo Berlusconi. In un primo momento il governatore della Puglia aveva accusato il segretario del Pd di non guardare abbastanza a sinistra, rifiutando ogni apertura a Bossi e Tremonti: «Sono due protagonisti del berlusconismo». Ma Bersani ha respinto al mittente le accuse: «Ma non capisce che la nostra è una sfida alla Lega?». Infine è lo stesso Vendola a riavvicinarsi al leader del Pd, spiegando di essere contento per il chiarimento di Bersani: «Se il tema è quello della sfida allora siamo d&#8217;accordo».</em> Fin qui il Corriere della Sera di oggi.<span id="more-28876"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Ma non potevano litigare e riappacificarsi al telefono o su Skype i due cretini prima di dare pubblico scandalo e l’ennesima conferma della litigiosità della sinistra?</p>
<p style="text-align: justify;">Bersani, l’aquila di Bettola, ha rivelato che voleva solo «sfidare» la Lega. Cioè che ha bluffato per vedere se questa abboccava. Grande tattico!</p>
<p style="text-align: justify;">Vendola, scambia una provocazione per la svolta di Salerno o chissà quale altra storica dichiarazione e s’infuria in maniera adeguata. La saldezza di nervi non è il suo forte.</p>
<p style="text-align: justify;">Risultato: la solita figuraccia.</p>
<p style="text-align: justify;">A questo punto, i due all’unisono e all’unanimità, se fossero così sensibili da udire la voce delle formiche, potrebbero rispondere: ma non hai capito un chiasmo! Era solo per contenderci l’elettorato?</p>
<p style="text-align: justify;">Ho capito benissimo, ma l’elettorato non è una coperta troppo stretta da strapparsi di mano per coprirsi la povertà di idee.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli elettori di sinistra, quelli del referendum, ne hanno abbastanza di questi giochetti.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci rivediamo alla prossima puntata del tormentone elettorale.</p>
<p style="text-align: justify;">Bossi, sia l’ agognato che il ripulso, intanto se la rideva. Perché resta lui il piolo attorno a quale tutto gira. Il che la dice lunga sullo stato della politica, ma soprattutto della nostra classe politica, dall’estrema destra all’estrema sinistra. Movimenti esclusi.</p>
<p style="text-align: justify;">
<h2 style="text-align: center;"><strong><span style="color: #96020e;">Il ragazzo dai capelli bianchi</span></strong></h2>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Avevo appena messo in pagina questo commento quando l’occhio mi è caduto su un articolo pubblicato da Internzionale il 10 giugno scorso. È di Amira Hass, giornalista israeliana che vive a Ramallah, in Cisgiordania e scrive per il quotidiano Ha&#8217;aretz.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Anche qui si parla di «contraddizioni in seno al popolo» e di riappacificazioni, ma con conseguenze ben più nefaste di quelle innescate della baruffa da ballatoio tra Bersani e Vendola. </em></p>
<p style="text-align: justify;">Nessuna indicazione geografica, solo “nord della Cisgiordania”. Nessun nome, solo “il ragazzo dai capelli bianchi”. Nessuna professione, solo una generica attività con il computer, abbastanza per guadagnarsi da vivere. Sempre che riesca a trovare un lavoro. Il nostro uomo è stato licenziato da un’azienda privata dietro pressioni dell’Autorità Nazionale Palestinese (Anp).</p>
<p style="text-align: justify;">Ma l’ho incontrato per un altro motivo. Un motivo che ha a che fare con i suoi trenta mesi di detenzione amministrativa in Israele. Lo hanno interrogato per circa un mese e, dato che non riuscivano a trovare prove contro di lui, lo hanno incarcerato senza processarlo. Tutto questo poco dopo essere uscito da una prigione palestinese. Ma no, dice, non vuole parlare di questa esperienza. Delle torture, dell’impotenza delle organizzazioni umanitarie, della solitudine. Gli chiedo se è stato lì che gli sono venuti i capelli bianchi. Lui annuisce.</p>
<p style="text-align: justify;">Con atteggiamento prudente mi chiede di scrivere che “lui e la sua famiglia erano accusati di essere affiliati ad Hamas”. Centinaia di insegnanti, come suo fratello maggiore, sono stati licenziati dalle scuole dell’Anp dopo la rottura tra Hamas e Al Fatah nel 2007. Un tribunale palestinese ha stabilito che i licenziamenti sono illegali e che gli insegnanti devono essere reintegrati ma nessuno ha rispettato la sentenza. Anche se Hamas e Al Fatah si sono riconciliate il ragazzo non ha speranze di trovare lavoro. Il suo futuro, dice, è via da qui.</p>
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		<title>Piergiorgio Odifreddi, tra ateismo e spiritualità.</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Jun 2011 15:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[Dibattiti e Polemiche]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="640" height="390" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="flashvars" value="bgColor=black&amp;autostart=false&amp;keyT=&amp;key=&amp;baseURL=http://tv.repubblica.it/static/images/player/&amp;file=repubblicatv/file/2011/06/odifreddi_tot090611.mp4&amp;repeat=false&amp;logo=0&amp;strip=0&amp;nielsenBrand=repubblicatv_&amp;brand=brand_repubblicaradio&amp;dState=normal&amp;scaleMethod=fit&amp;rel=false&amp;fsType=fl&amp;baseURL=http://tv.repubblica.it/static/images/player/&amp;videoTitle=Piergiorgio Odifreddi, tra ateismo e spirtitualità&amp;streamURL=http://tv.repubblica.it/spettacoli-e-cultura/piergiorgio-odifreddi-tra-ateismo-e-spirtitualita/70431?video=&amp;ref=HREV-2&amp;nielsenBrand=repubblicatv_&amp;pub=spettacoli_e_cultura###" /><param name="src" value="http://tv.repubblica.it/static/swf/z_adv_player.swf" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="640" height="390" src="http://tv.repubblica.it/static/swf/z_adv_player.swf" flashvars="bgColor=black&amp;autostart=false&amp;keyT=&amp;key=&amp;baseURL=http://tv.repubblica.it/static/images/player/&amp;file=repubblicatv/file/2011/06/odifreddi_tot090611.mp4&amp;repeat=false&amp;logo=0&amp;strip=0&amp;nielsenBrand=repubblicatv_&amp;brand=brand_repubblicaradio&amp;dState=normal&amp;scaleMethod=fit&amp;rel=false&amp;fsType=fl&amp;baseURL=http://tv.repubblica.it/static/images/player/&amp;videoTitle=Piergiorgio Odifreddi, tra ateismo e spirtitualità&amp;streamURL=http://tv.repubblica.it/spettacoli-e-cultura/piergiorgio-odifreddi-tra-ateismo-e-spirtitualita/70431?video=&amp;ref=HREV-2&amp;nielsenBrand=repubblicatv_&amp;pub=spettacoli_e_cultura###" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object></p>
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		<item>
		<title>Sinistra ecologia libertà sta diventando una costola del Pd? I dubbi e i tormenti di Tonino Ditaranto</title>
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		<pubDate>Sun, 29 May 2011 21:53:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità politica e sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Dibattiti e Polemiche]]></category>
		<category><![CDATA[Riceviamo e Pubblichiamo]]></category>
		<category><![CDATA[Nichi Vendola]]></category>
		<category><![CDATA[Problemi della sinistra]]></category>
		<category><![CDATA[Sinistra ecologia libertà]]></category>
		<category><![CDATA[Tonino Ditaranto]]></category>

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		<description><![CDATA[Tonino Ditaranto: a lungo responsabile del Sel di Fidenza, è uscito dal partito un paio di settimane fa. Sono passati sette mesi da quando al teatro tenda di Firenze Niki Vendola, chiudendo il primo congresso nazionale di Sinistra Ecologia Libertà commuoveva l’intera platea con la lode alla bellezza in un abbraccio generale tra  compagni delegati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a rel="attachment wp-att-28161" href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/05/29/sinistra-ecologia-liberta-sta-diventando-una-costola-del-pd-i-dubbi-e-i-tormenti-di-tonino-ditaranto/tonino/"><img class="aligncenter size-large wp-image-28161" title="tonino" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/05/tonino-580x347.jpg" alt="" width="580" height="347" /></a>Tonino Ditaranto: a lungo responsabile del Sel di Fidenza, è uscito dal partito un paio di settimane fa.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Sono passati sette mesi da quando al teatro tenda di Firenze Niki Vendola, chiudendo il primo congresso nazionale di Sinistra Ecologia Libertà commuoveva l’intera platea con la lode alla bellezza in un abbraccio generale tra  compagni delegati a quella straordinaria assise che per tre giorni aveva visto avvicendarsi sul palco decine di persone cariche di entusiasmo e passione, fiduciosi che un percorso nuovo stava nascendo.<span id="more-28160"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Un intervento quello di Niki indimenticabile, come lui solo sa fare di questi tempi, un misto tra poesia, sogno e progettualità da far sperare e credere per davvero che una sinistra nuova stesse nascendo.</p>
<p style="text-align: justify;">Due cose mi avevano colpito di quell’intervento, la prima l’avvertimento che dava a noi tutti del grande pericolo che dentro le nostre fila arrivassero i soliti avvoltoi, bramosi di una qualunque collocazione non avendola trovata in altri partiti, la seconda che per noi fosse finita la politica dei “palazzi” e che cominciava quella dei territori, della gente comune, delle persone che fino ad ora non avevano più contato.</p>
<p style="text-align: justify;">I mesi sono trascorsi e siamo arrivati al primo vero appuntamento: le elezioni amministrative di due settimane fa.</p>
<p style="text-align: justify;">Non voglio ricordare il percorso fatto per arrivare alle elezioni di Salsomaggiore, ho già avuto modo di scrivere di questo, e delle notevoli difficoltà incontrate, non tanto con gli altri partiti della sinistra, quanto con coloro che avrebbero dovuto sostenere il circolo nel suo percorso, e che invece hanno tentato in tutti i modi di ostacolarlo, facendogli mancare alla fine qualunque contributo alla campagna elettorale. Vorrei però soffermarmi su alcune altre considerazioni di carattere più generale.</p>
<p style="text-align: justify;">Percorso simile a quello di Salso si è verificato a Rimini, a Napoli Sel ha deciso di appoggiare il candidato discusso del Pd e non De Magistris, nel mio paese natale hanno appoggiato un candidato sindaco ex Dc sostenuto da ex fascisti, e tante altre realtà locali, dove le situazioni, se pur diverse hanno avuto un’unica comune indicazione: sostenere con tutte le forze quelle realtà dove Sel correva insieme al Pd, disinteressarsi invece dei posti dove si era scelto di correre da soli. Oltretutto lo stesso Paolo Cento, in un incontro avuto a Rimini con i compagni romagnoli aveva dichiarato che vi erano indicazioni ben precise di fare accordi a tutti i costi con il Pd.</p>
<p style="text-align: justify;">Alcuni giorni fa i compagni di Rimini hanno diffuso un comunicato di protesta nei confronti dello stesso Vendola, rinfacciandogli il fatto che mentre non era venuto durante la campagna elettorale a sostenere il candidato di Sel, si è precipitato invece a sostenere il candidato del Pd al ballottaggio. Un po’ come successo a Salso, dove per tutta la campagna elettorale la nostra coordinatrice provinciale si è resa latitante, si è preoccupata invece di diffondere diversi comunicati a sostegno della candidata del Pd partecipando attivamente anche ad alcuni incontri nell’ultima settimana.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi viene da chiedermi: ma siamo Sel o una costola del Pd?</p>
<p style="text-align: justify;">Come può un partito che dichiara di voler creare una alternativa vera alla politica degli accordi sottobanco, di voler uscire dai palazzi, comportarsi allo stesso modo di coloro cui contestiamo certi comportamenti?</p>
<p style="text-align: justify;">Come può un partito il cui congresso provinciale approva un documento contro l’inceneritore di Parma, rifiutarsi di dare il dovuto sostegno al comitato contro l’inceneritore, e impedire che se ne parli durante la campagna elettorale, come successo a Salsomaggiore?</p>
<p style="text-align: justify;">Di cosa si tratta tutto questo se non di ipocrisia, di falsità e di cattiva fede?</p>
<p style="text-align: justify;">Ho avuto modo di discutere nei mesi scorsi di questi problemi con alcuni compagni della direzione nazionale, e guarda caso anche loro si ponevano i miei stessi dubbi, alcuni a dire il vero sostenevano che lo stesso Vendola fosse ormai prigioniero di una cupola creata intorno a lui, che gli impedisce di avere rapporti con le realtà locali.</p>
<p style="text-align: justify;">Noi ne abbiamo avuto la riprova quando insistentemente abbiamo cercato di contattarlo, senza riuscirci, per portarlo a Salsomaggiore.</p>
<p style="text-align: justify;">Sembra quasi che anche la gestione dei suoi interventi sia ormai saldamente nelle mani di alcuni «colonnelli» che decidono a loro piacimento come meglio utilizzarlo, e non rispondono neanche più sia al tel che alle mail di componenti la direzione nazionale o peggio ancora la presidenza nazionale.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo però non ce lo avevamo detto al congresso. Avevamo detto tutt’altro, e oggi a distanza di sette mesi non mi resta che constatare che il rischio di cui ci aveva avvertiti Vendola è diventato una realtà e che la politica ancora una volta continua a farsi ne palazzi.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Tonino Ditaranto</strong></p>
<p><strong><a rel="attachment wp-att-28162" href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/05/29/sinistra-ecologia-liberta-sta-diventando-una-costola-del-pd-i-dubbi-e-i-tormenti-di-tonino-ditaranto/vendola/"><img class="aligncenter size-large wp-image-28162" title="vendola" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/05/vendola-580x306.jpg" alt="" width="580" height="306" /></a>Nichi Vendola, segretario politico di Sinistra Ecologia Libertà. </strong><strong> </strong></p>
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		<title>La truffa democratica</title>
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		<pubDate>Sat, 21 May 2011 23:09:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità politica e sociale]]></category>
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		<description><![CDATA[di Massimo Fini Me lo aspettavo. Me lo aspettavo che le rivolte magrebine si sarebbero estese ai Paesi democratici del Mediterraneo. Ha cominciato la Spagna. Decine di migliaia di giovani che si definiscono &#8216;indignados&#8217; occupano da giorni Puerta del Sol a Madrid, l&#8217;ombelico della vita e del potere spagnolo (che ha lo stesso significato simbolico [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-27945" href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/05/22/la-truffa-democratica/spagna_rivoluzione/"><img class="aligncenter size-large wp-image-27945" title="Spagna_rivoluzione" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/05/Spagna_rivoluzione-580x449.jpg" alt="" width="580" height="449" /></a></p>
<p><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>di Massimo Fini</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Me lo aspettavo. Me lo aspettavo che le rivolte magrebine si sarebbero estese ai Paesi democratici del Mediterraneo. Ha cominciato la Spagna. Decine di migliaia di giovani che si definiscono &#8216;indignados&#8217; occupano da giorni Puerta del Sol a Madrid, l&#8217;ombelico della vita e del potere spagnolo (che ha lo stesso significato simbolico di piazza Tahrir del Cairo) le piazze di Barcellona, di Siviglia, di Granada e di decine di altre città iberiche. Gli &#8216;indignados&#8217; si sono autoconvocati, come in Tunisia, come in Egitto, attraverso Internet, Twitter, Facebook.<span id="more-27944"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Ma la similitudine non si ferma a queste somiglianze formali. I contenuti sono gli stessi. In Tunisia il detonatore della rivolta fu la tragedia di un giovane ingegnere che, costretto a fare l&#8217;ambulante, si diede fuoco quando gli fu sequestrata la sua misera bancarella. Anche in Spagna, come del resto in Italia, esiste una disoccupazione intellettuale giovanile altissima. Sono gli effetti combinati della modernizazione e della globalizzazione che è, in estrema sintesi, una spietata gara fra Stati, per rimanere competitivi, per restare sul mercato, che ha strangolato prima i Paesi del Terzo Mondo poi Paesi più strutturati, come la Tunisia, l&#8217;Egitto, l&#8217;Algeria e ora lambisce le coste del mediterraneo occidentale, la Grecia, il Portogallo, la Spagna e, nonostante tutte le rassicurazioni in contrario, anche l&#8217;Italia.</p>
<p style="text-align: justify;">La competizione globale esige dalle popolazioni più lavoro, salari ridotti al minimo, mestieri precari o semplicemente mancanza di lavoro oltre che di un futuro. «In questo caso però», scrive il Corriere della Sera, «il tiranno da combattere non ha un volto né un nome». Invece un volto e un nome ce l&#8217;ha: si chiama democrazia rappresentativa. Sotto la spinta del collasso economico globale i giovani, e i meno giovani, stanno finalmente scoprendo quello che a me è parso chiaro da anni (<em>Sudditi. Manifesto contro la democrazia</em>, 2002) e cioè che la democrazia rappresentativa non è la democrazia ma una truffa ben congegnata (e infatti gli «indignados» invocano «Democracia real ya», democrazia vera, ora).</p>
<p style="text-align: justify;">La democrazia rappresentativa è un sistema di minoranze organizzate, di oligarchie,  politiche ed economiche, che escludono il cittadino che non ne fa parte da ogni momento decisionale ingannandolo col rito elettorale. E infatti la contestazione degli «indignados» è contro i partiti, contro le banche, contro il sistema elettorale. Gli «indignados» sono degli anti-sistema, che non contestano questa o quella forza politica, ma, più o meno consciamente, l&#8217;intero modello di sviluppo occidentale che ha ormai occupato tutto il mondo e ha ridotto il cittadino, l&#8217;essere umano, all&#8217;inesistenza di cui ora sembra rendersi finalmente conto.</p>
<p style="text-align: justify;">Chissà se gli «indignados» arriveranno anche in Italia. O se, slombati come siamo, ci accontenteremo della vittoria di Pisapia sulla Moratti, del trionfo di un ex magistrato ambiguo come De Magistris sul PD o del fatto che Berlusconi dovrà alla fine sgombrare il campo. Che sono tutti dettagli che, chiunque comandi, cambiano forse l&#8217;estetica ma non la polpa del sistema.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><a rel="attachment wp-att-27950" href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/05/22/la-truffa-democratica/economia-2/"><img class="aligncenter size-large wp-image-27950" title="economia" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/05/economia-580x411.jpg" alt="" width="580" height="411" /></a></p>
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		<title>Il camerata Ignazio La Russa ha la memoria debole</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Apr 2011 00:08:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Brutta Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Dibattiti e Polemiche]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra a pace]]></category>
		<category><![CDATA[Ignazio La Russa]]></category>
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		<category><![CDATA[Manifestazioni]]></category>
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		<category><![CDATA[Picchiatori fascisti]]></category>
		<category><![CDATA[Violenza]]></category>

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		<description><![CDATA[«Ma c’eravate? Ma c’eravate?» chiedeva il ministro della Difesa ai parlamentari riuniti in seduta alla Camera un paio di giorni fa. «Io non so se avete questa capacità di conoscere dei fatti a cui non avete partecipato». Lui sì che aveva partecipato: le aveva viste poco prima, con i suoi occhi, in piazza Montecitorio, quelle «persone, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-26013" href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/04/02/il-camerata-ignazio-la-russa-ha-la-memoria-debole/larussa/"><img class="aligncenter size-full wp-image-26013" title="larussa" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/04/larussa.jpg" alt="" width="559" height="250" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><em>«Ma c’eravate? Ma c’eravate?»</em> <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/03/30/processo-breve-pdl-prepara-il-blitz-si-voti-subito/100989/">chiedeva il <strong><span style="text-decoration: underline;">ministro della Difesa </span></strong>ai parlamentari</a> riuniti in seduta alla Camera un paio di giorni fa. «<em>Io non so se avete questa capacità di conoscere dei fatti a cui non avete partecipato». </em>Lui sì che aveva partecipato: le aveva viste poco prima, con i suoi occhi, in piazza Montecitorio, quelle <em>«persone, appositamente convenute</em> c<em>on un chiaro intento intimidatorio, offensivo e violento»</em>. Tutt’altra cosa rispetto a un suo ricordo del 1992, quando, sempre in piazza Montecitorio, <em>«in maniera goliardica c’erano stati dei ragazzi che avevano una striscia con scritto “siete circondati”».<span id="more-26012"></span><br />
</em></p>
<p style="text-align: justify;">E va bene, diamogliene atto: lui «c’era». Ma il fatto di «esserci» e partecipare garantisce, poi, sempre un ricordo attendibile? Mica vero. Spesso non é così: ben lo sanno i processualpenalisti che, a proposito delle testimonianze dirette nei processi, parlano di «prove a basso titolo logico», perché il testimone spesso fornisce involontariamente una deposizione diversa dal reale svolgimento dei fatti, riportando una <strong>versione soggettiva</strong>, influenzata da componenti emozionali legate alle sue esperienze personali.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Provate a confrontare le attuali parole del Ministro della Difesa con una cronaca del <em>Corriere della Sera</em> coeva agli stessi fatti da lui citati e vi renderete conto di <strong>quanto i ricordi possano essere «creativi».</strong></p>
<h2><strong>Camera dei Deputati</strong>, <a href="http://www.camera.it/_dati/leg16/lavori/stenografici/sed455/pdfs005.pdf">verbale della seduta del 30 marzo 2011</a></h2>
<p style="text-align: justify;">Ignazio La Russa, ministro della Difesa: <em>«Come dicevo, sono stato informato da numerosi colleghi che era diventato, non solo impossibile, ma anche pericoloso uscire dall’Aula e poi dal Parlamento. Sono arrivato per verificare volutamente, perché non credevo alle mie orecchie. Sono voluto uscire da Montecitorio, con un atteggiamento normale di chi va via. A due metri dal portone di ingresso di piazza Montecitorio c’è uno schieramento di<strong> </strong></em><em>qualche centinaio di persone,<strong> </strong></em><em>appositamente convenute con un chiaro <strong>intento intimidatorio, offensivo e violento </strong></em><em>(Commenti dei deputati del gruppo Partito Democratico)».</em></p>
<p style="text-align: justify;">Furio Colombo: <em>«Questa si chiama libertà!».</em></p>
<p style="text-align: justify;">Ignazio La Russa, Ministro della difesa:<strong> </strong><em>«<strong>Ma c’eravate? Ma c’eravate? </strong></em><em>Ci sono, ahimé… ma perché vi arrabbiate tanto? Io non so se avete questa capacità di conoscere dei fatti a cui non avete partecipato. Certo, io che avevo un<strong> ricordo del 1992, </strong></em><em>quando <strong>in maniera goliardica </strong></em><em>c’erano stati dei ragazzi che avevano una striscia con scritto «Siete circondati», ho visto la differenza e vi assicuro – lo dico senza iattanza – che quello che sta avvenendo fuori non so se sia il frutto della vostra predicazione (Commenti dei deputati del gruppo Partito Democratico)… se mi vuoi lasciar parlare…»</em></p>
<p style="text-align: justify;">Presidente: <em>«Onorevoli colleghi, vi prego di non rendere impossibile la prosecuzione della seduta».</em></p>
<p style="text-align: justify;">Ignazio la Russa, Ministro della difesa:<strong> </strong><em>«È sicuramente qualcosa<strong> mai avvenuto fuori dal palazzo del Parlamento. </strong></em><em>Mi sono anche meravigliato. Ringrazio le poche forze dell’ordine, mi sono meravigliato che fosse stato loro consentito di arrivare così vicino, ma non ho nessuna intenzione di prendermela con le forze dell’ordine (Commenti dei deputati del gruppo Partito Democratico)».</em></p>
<h2><a href="http://archiviostorico.corriere.it/1993/aprile/02/Montecitorio_gazzarra_dei_missini_co_0_9304023326.shtml"><strong>Corriere della Sera</strong></a>, 2 aprile 1993</h2>
<p style="text-align: justify;">«I<strong> gravissimi incidenti </strong>si sono verificati alle quattro del pomeriggio quando, all’improvviso, piazza Montecitorio viene invasa da un centinaio di ragazzi appartenenti al Fronte della Gioventù… Sotto il giubbotto indossano tutti una maglietta con un’eloquente scritta rossa: <em>“Arrendetevi. Siete circondati”</em>. Il folto gruppo si è avvicinato all’entrata della Camera. A un passo dal picchetto d’onore i missini si sono presi per mano formando un cordone per impedire l’ accesso a chiunque. Nel frattempo, dal portone di Montecitorio, sono usciti i responsabili politici della contestazione:<strong> i deputati del Msi si sono subito uniti alla gazzarra che stava per incominciare.</strong> Teodoro Buontempo […] è uno dei più scatenati. Con lui ci sono Maurizio Gasparri, Giulio Maceratini, Nicola Pasetto, Raffaele Valensise e altri […] partono gli slogan […] <em>“Ladri, assassini”</em>, <em>“Ma quale immunità parlamentare, il popolo, il popolo, vi deve giudicare” </em>[…] <em>“Andreotti in galera!”</em> urla a squarciagola il Fronte della Gioventù. E il solito, lugubre slogan: <em>“Boia chi molla, è il grido di battaglia”</em>. E le forze dell’ordine?[…] i pochi carabinieri (una decina) tentano di impedire che l’assedio si tramuti in assalto. Più tardi, uno di loro confesserà: <em>“Per un attimo ho avuto veramente paura”</em>. L’apice della tensione si raggiunge quando Chicco Crippa, deputato verde, tenta di forzare l’ accerchiamento al grido di <em>“fascisti”</em>. <strong>Volano spintoni, parole grosse e monetine.</strong> La situazione è sul punto di precipitare. Anche Angelo Fredda, Pds, è coinvolto nella ressa. Discute animatamente con Buontempo: i due si insultano, sembrano venire alle mani. Dal gruppo missino si alza un grido: <em>“All’ attacco!”</em>. Una mano ignota usa<strong> la mazzafionda per lanciare un oggetto</strong> (una biglia o una moneta) verso le porte di Montecitorio. <strong>Il rumore è secco, il vetro si incrina.</strong> I giovani del Fronte sono paghi: sbloccano l’ingresso e si allontanano indisturbati imboccando via degli Uffici del Vicario». (<a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/04/01/il-ministro-la-russa-e-la-memoria-creativa/101531/">Ines Tabusso</a>, Il fatto Quotidiano, 1° aprile 2011)</p>
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		<title>Ha tagliato le pensioni agli italiani ma non la sua, che è di 30 mila euro al mese</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Apr 2011 09:40:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dibattiti e Polemiche]]></category>
		<category><![CDATA[Discriminazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Giuliano Amato]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Giordano]]></category>
		<category><![CDATA[Riforma pensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Sanguisuga. L&#8217;ex ministro Giuliano Amato. Chi si ricorda di Giuliano Amato, il Dottor Sottile del Psi, il consigliere di Bettino Craxi, il suo difensore in tivù e suo successore sulla poltrona di capo del governo? A ricordarci il settantatreenne ex socialista che non dispiace agli ex comunisti, ha pensato Mario Giordano. In un articolo pubblicato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a rel="attachment wp-att-25991" href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/04/01/giuliano-amato-e-una-sanguisuga-ha-tagliato-le-pensioni-agli-italiani-ma-non-la-sua-che-e-di-30-mila-euro-al-mese/giuliano_amato_008/"><img class="aligncenter size-large wp-image-25991" title="Giuliano_Amato_008" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/04/Giuliano_Amato_008-580x359.jpg" alt="" width="580" height="359" /></a>Sanguisuga. L&#8217;ex ministro Giuliano Amato. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Chi si ricorda di Giuliano Amato, il Dottor Sottile del Psi, il consigliere di Bettino Craxi, il suo difensore in tivù e suo successore sulla poltrona di capo del governo? A ricordarci il settantatreenne ex socialista che non dispiace agli ex comunisti, ha pensato Mario Giordano. In un articolo pubblicato oggi sul Giornale, anticipo del suo libro <em>Sanguisughe </em>(Mondadori) in uscita il 5 aprile, il giornalista va subito al sodo: Amato insaccoccia  la bellezza di 1064 euro netti di pensione. Al giorno. Sì, proprio Amato, l’autore della prima vera riforma delle pensioni, che ha predicato i sacrifici ma si tiene stretto il bottino dei vitalizi cumulati. Ma lasciamo che sia lo stesso Giordano a spiegarci come e per quali meriti.<span id="more-25990"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><em>«Si capisce: i sacrifici sono importanti. Ma solo per gli altri, è ovvio. Mica per lui. Giuliano Amato, infatti, dal 1 gennaio 1998 incassa una pensione Inpdap da ex professore universitario di 12.518 euro netti al mese, cioè 22.048 euro lordi, che corrispondono esattamente a un totale annuo di 264.577 euro. </em>(…) <em>E  dunque, visto ch ei sacrifici sono necessari, ai 12.518 euro netti che gli entrano in tasca ogni mese aggiunge la pensioncina da parlamentare (9.363 euro). In totale appunto 31.411 euro lordi al mese, circa 17mila euro netti. Una cifra che non gli impedisce, per altro, di continuare a prendere incarichi: due pubblici (presidente Treccani e presidente comitato dei garanti per il150esimo dell’Unità d’Italia) e uno privato (senior advisor della Deutsche Bank). </em><em>Che ci volete fare? Il Dottor Sottile è così: sa difendere con altrettanta gagliardia il bene pubblico e i suoi interessi privati. E se, quando si occupa del benessere degli altri,è il paladino del massimo rigore, quando si tratta del benessere suo, beh, preferisce trasformarsi in generoso dispensatore. Non sfuggirà ai lettori il fatto che il nemico di tutti i baby pensionati è andato in pensione a 59anni ( e mica con due lire: 12.518 euro netti…); non sfuggirà che il nemico di tutti i cumuli cumula allegramente; e non sfuggirà soprattutto che, avendo passato gli ultimi anni a chiedere al Paese di tagliarsi le pensioni, non abbia mai pensato nemmeno lontanamente di tagliare la propria, fosse solo di cento euro, per un beau geste». </em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Invasione di Lampedusa: di chi è la regia? E a chi giova il caos?</title>
		<link>http://www.navecorsara.it/wp/2011/03/29/invasione-di-lampedusa-di-chi-e-la-regia-del-caos-e-a-chi-giova/</link>
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		<pubDate>Mon, 28 Mar 2011 23:07:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità politica e sociale]]></category>
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		<category><![CDATA[Roberto Maroni]]></category>
		<category><![CDATA[Sbarchi profughi e clandestini]]></category>

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		<description><![CDATA[di GIovanna Galli La situazione è lì sotto gli occhi di tutti. Arrivano migliaia di profughi al giorno che vengono ospitati (mai nessuna parola mi sembra così inappropriata) in un isola assolutamente inadeguata che ha come unico peccato quello di essere a meno di 100 km di distanza dalle coste del Nordafrica. Il ministro dell’Interno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-25835" href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/03/29/invasione-di-lampedusa-di-chi-e-la-regia-del-caos-e-a-chi-giova/profughi_0/"><img class="aligncenter size-large wp-image-25835" title="profughi_0" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/03/profughi_0-580x385.jpg" alt="" width="580" height="385" /></a></p>
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<p style="text-align: justify;"><strong>di GIovanna Galli</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La situazione è lì sotto gli occhi di tutti. Arrivano migliaia di profughi al giorno che vengono ospitati (mai nessuna parola mi sembra così inappropriata) in un isola assolutamente inadeguata che ha come unico peccato quello di essere a meno di 100 km di distanza dalle coste del Nordafrica.<span id="more-25834"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Il ministro dell’Interno <strong>Roberto Maroni</strong> sono mesi che parla di questi probabili sbarchi e adesso che ci troviamo nel bel mezzo del problema ci rendiamo conto dell’assoluta incapacità di questo governo a gestire l’emergenza. Strutture fatiscenti, maleodoranti, ghetti che non sarebbero accettati nemmeno come canili.</p>
<p style="text-align: justify;">Si sono persi giorni interi a discutere se e come respingere i barconi degli sfollati ma nessuno ha iniziato a organizzare il momento degli arrivi che, volenti o nolenti, saranno sempre più inevitabili.</p>
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<p style="text-align: justify;"><a rel="attachment wp-att-25836" href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/03/29/invasione-di-lampedusa-di-chi-e-la-regia-del-caos-e-a-chi-giova/profughi_1/"><img class="aligncenter size-large wp-image-25836" title="profughi_1" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/03/profughi_1-580x484.jpg" alt="" width="580" height="484" /></a></p>
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<p style="text-align: justify;">A Lampedusa non si è fatto niente e la situazione che era già precaria tre mesi fa adesso si è fatta pericolosa oltre misura.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel centro di raccolta manca l’acqua per lavarsi, non ci sono posti per ripararsi, non ci sono servizi igienici e la gente è tenuta lì in attesa di non si sa nemmeno cosa. Non si sa se saranno rispediti ai loro paesi di partenza, se saranno trasferiti in altri Paesi europei o se, come sembra più probabile, saranno collocati in altri centri sistemati in punti diversi d’Italia.</p>
<p style="text-align: justify;">Davanti a una cronaca di emergenza annunciata mi sono chiesta come mai non ci si sia rivolti alla <strong>Protezione civile</strong> che ha dimostrato di essere in grado di risolvere tanti problemi di accoglienza di migliaia di persone. In pochi giorni sono riusciti a montare tendopoli, servizi igienici e cucine da campo per migliaia di persone.</p>
<p style="text-align: justify;">L’impressione che ho è che non si sia voluto risolvere il problema ma si sia fatto di tutto per farla apparire nel modo peggiore. Quello che appare davanti ai nostri occhi è una moltitudine di giovani incazzati, ritratti con le mani in mano, sporchi, in un ambiente disumano. Tutto serve a farti venir voglia di rispedirli a casa senza ripensamenti. Emblematico è stato un dialogo piuttosto animato tra un abitante di Lampedusa e un ragazzo ospite del centro al di là della rete di recinzione. Il ragazzo si lamentava per le condizioni igieniche del campo e il lampedusano gli rispondeva convinto: «Se non ti piace torna a casa tua non siamo stati noi a chiamarti. Sei tu che sei venuto a casa nostra e devi adeguarti alle nostre regole». Discorso corretto, che non fa una grinza, ma che deve fare i conti con la realtà.</p>
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<p style="text-align: justify;"><a rel="attachment wp-att-25837" href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/03/29/invasione-di-lampedusa-di-chi-e-la-regia-del-caos-e-a-chi-giova/profughi_2/"><img class="aligncenter size-large wp-image-25837" title="profughi_2" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/03/profughi_2-580x399.jpg" alt="" width="580" height="399" /></a></p>
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<p style="text-align: justify;">Ci troviamo davanti a migliaia di giovani ventenni che sono partiti sfidando le insidie del Mar Mediterraneo su vecchi e fatiscenti barconi, che hanno investito in questo viaggio tutti i risparmi di famiglia e non è ipotizzabile che si riesca a trattenerli in condizioni così incivili, privandoli delle prime necessità.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci troviamo a convivere con diversi tipi di emergenza: quella sociale (per tutti questi soggetti bisognosi di tutto), quella legata alla sicurezza (per la difficoltà a mantenere l’ordine con questo popolo affamato e disperato) e in ultimo, ma da non sottovalutare, quella sanitaria provocata da una forzata convivenza di migliaia di persone costrette a vivere  in condizioni non igieniche.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutto questo sembra appartenere a un disegno preciso, più efficace di tante parole che fa gridare anche a quelli più aperti: «Basta stranieri, andatevene a casa vostra». E mentre i politici stanno lì a parlare ci pensano i cittadini a respingere i profughi.</p>
<p style="text-align: justify;">La Lega sta dicendo da mesi di volerli rispedire nei loro Paesi ma il governo non decide niente rimandando ancora una volta le responsabilità di questa débâcle all’opposizione, ai soliti comunisti che si rifiutano di ributtare in mare gli emigranti.</p>
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<p><a rel="attachment wp-att-25838" href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/03/29/invasione-di-lampedusa-di-chi-e-la-regia-del-caos-e-a-chi-giova/profughi_3/"><img class="aligncenter size-large wp-image-25838" title="profughi_3" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/03/profughi_3-580x316.jpg" alt="" width="580" height="316" /></a></p>
<p><a rel="attachment wp-att-25839" href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/03/29/invasione-di-lampedusa-di-chi-e-la-regia-del-caos-e-a-chi-giova/profughi_4/"><img class="aligncenter size-large wp-image-25839" title="profughi_4" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/03/profughi_4-580x358.jpg" alt="" width="580" height="358" /></a></p>
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