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	<title>Nave Corsara &#187; Cronaca nera</title>
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		<title>Adriano Sofri, libero dopo ventidue anni, va all&#8217;Isola del Giglio</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 23:40:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca nera]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Adriano Sofri]]></category>
		<category><![CDATA[Giuliano Ferrara]]></category>
		<category><![CDATA[Isola del Giglio]]></category>
		<category><![CDATA[Lotta continua]]></category>
		<category><![CDATA[Luigi Calabresi]]></category>

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		<description><![CDATA[Adriano Sofri all&#8217;Isola del Giglio. Questo articolo di Adriano Sofri è uscito oggi, 17 gennaio, sul Foglio. Sono diversi gli ex di Lotta continua che collaborano al quotidiano diretto da Giuliano Ferrara. Fra le tante eccellenti persone che ho incontrato all’Isola del Giglio – dove ebbi indimenticati trascorsi estivi – c’è il signor Aristide, anni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2012/01/17/adriano-sofri-libero-dopo-ventidue-anni/sofri_giglio/" rel="attachment wp-att-36228"><img class="aligncenter size-large wp-image-36228" title="Sofri_Giglio" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2012/01/Sofri_Giglio-580x438.jpg" alt="" width="580" height="438" /></a></strong><strong>Adriano Sofri all&#8217;Isola del Giglio.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Questo articolo di Adriano Sofri è uscito oggi, 17 gennaio, sul Foglio. Sono diversi gli ex di Lotta continua che collaborano al quotidiano diretto da Giuliano Ferrara.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em></em>Fra le tante eccellenti persone che ho incontrato all’Isola del Giglio – dove ebbi indimenticati trascorsi estivi – c’è il signor Aristide, anni 82, imbarcato a 16 anni senza libretto, fino a diventare nostromo. Alla conversazione partecipa anche Giovanni Andolfi, già marittimo anche lui, con cui condivisi certi trascorsi estivi, compreso un blocco del porto del ’76 per protesta contro l’invio di Freda e Ventura, e commenta che secondo il dizionario il nostromo è l’uomo rude che guida la ciurma, ma Aristide è un tipo calmo e mite.<span id="more-36223"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Aristide mi spiega come sono andate le cose, ma un po’ per il rumore dei motori un po’ per le mie carenze linguistiche non sono in grado di riferire esattamente: sostanzialmente hanno scapolato la Torricella, la prima pinna (lo stabilizzatore, cioè, ora esposto all’aria sul fianco scoperto) è scapolata, la seconda no, fra la secca grossa e la secchetta, io ci passo in mezzo col mio gozzo, ma quello; lui veniva dalla spiaggia delle Caldane, hanno toccato il timone, lo squarcio è alla pinna di poppa, ha buttato due ancore, prima una poi l’altra… Non è chiarissimo, lo so, ma è colpa della mia trascrizione.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 1974 ad Aristide è capitato qualcosa del genere, ad Amsterdam, dopo cinque giorni di bonaccia, avevano rientrato le pinne ma non avevano messo lo spinotto di fermo, sono entrati nella chiusa, la pinna ha preso il pilone, è entrata l’acqua nella cambusa, dove non è stagno. I sommozzatori hanno preso tutti i guanciali delle cabine, e ce li passavano sotto per turare la falla, allo snodo della pinna. Siamo rimasti sotto parecchio. Ho 82 anni ma lavoro sempre, eh! – dice Aristide, e mi mostra le mani. E’ un gran carpentiere, precisa Giovanni. Lavoro alle barche, all’orto, non mi fermo mai, ho perso pure un occhio – e mi mostra un occhio di vetro. Peccato che il traghetto è quasi arrivato, e Aristide ormai può solo farmi un indice sommario dei fatti notevoli della sua carriera: nel ’56 prigioniero al Canale di Suez, sei mesi in Vietnam dove andavamo a portare la benzina, e sono stato in Corea al tempo della guerra.</p>
<p style="text-align: justify;">Poi, per venirmi incontro, aggiunge che è stato anche arrestato per un paio d’ore quando era tredicenne, con i suoi amici, perché avevano fatto scoppiare un grosso carico di carburo sul porto, e se la cavarono perché il padrone era in colpa lui per omessa custodia. È una gran bella cosa stare a sentire le storie della gente. Aristide sta andando a trovare suo figlio, a Roma. Se lo incontrate, fatevi raccontare il resto.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2012/01/17/adriano-sofri-libero-dopo-ventidue-anni/sofri_pisa-580x391/" rel="attachment wp-att-36231"><img class="aligncenter size-full wp-image-36231" title="Sofri_Pisa-580x391" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2012/01/Sofri_Pisa-580x3911.jpg" alt="" width="580" height="391" /></a>Adriano Sofri nel suo ufficio alla Normale di Pisa, dove lavorava dal 2005. Sui suoi compiti i giornali sono stati vaghi. Di che cosa si occupava esattamente? Questa è una domanda seria, non una provocazione. Perciò, risponda chi sa. Spiritosi, provocatori e perditempo sono pregati di astenersi. </strong></p>
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		<title>Il caso della giovane vedova che ha ucciso l&#8217;intruso scuote gli Stati Uniti</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Jan 2012 09:49:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca nera]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Armi da fuoco]]></category>
		<category><![CDATA[Autodifesa]]></category>
		<category><![CDATA[Oklahoma]]></category>
		<category><![CDATA[Sarah Mckinley]]></category>
		<category><![CDATA[Stati Uniti]]></category>

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		<description><![CDATA[Mamma di un bambino di tre mesi, Sarah McKinley ha chiesto al pronto intervento se poiteva sparare a un uomo che cercava di introdursi in casa sua. In base alla «Castle doctrine» in vigore nell&#8217;Oklahoma e in altri trenta Stati non sarà perseguita. Negli Stati Uniti, la sua storia è esemplare per i sostenitori del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2012/01/08/il-caso-della-giovane-vedova-che-ha-ucciso-lintruso-scuote-gli-stati-uniti/sarah/" rel="attachment wp-att-35935"><img class="aligncenter size-large wp-image-35935" title="sarah" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2012/01/sarah-580x386.jpg" alt="" width="580" height="386" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Mamma di un bambino di tre mesi, Sarah McKinley ha chiesto al pronto intervento se poiteva sparare a un uomo che cercava di introdursi in casa sua. In base alla «Castle doctrine» in vigore nell&#8217;Oklahoma e in altri trenta Stati non sarà perseguita.<span id="more-35934"></span></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Negli Stati Uniti, la sua storia è esemplare per i sostenitori del porto d&#8217;armi. Dall&#8217;inizio della settimana i media americani si scaldano per il sangue freddo di una giovane madre dell&#8217;Oklahoma che, durante un tentativo di effrazione del suo domicilio, ha chiesto ai servizi di pronto intervento se poteva sparare allo scassinatore e, ottenuto il permesso, ha abbattuto l&#8217;intruso.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;incubo di Sarah McKinley comincia durante la notte del nuovo anno. Verso le due del mattino, due uomini tentano di forzare la porta d&#8217;ingresso e posteriore della mobile home occupata dalla mamma adolescente (18 anni) e dal suo bebé.</p>
<p style="text-align: justify;">Allarmata dal rumore, la ragazza si avvicina e riconosce uno degli uomini. È Justin Martin, che le ha fatto visita due giorni prima, il giorno del funerale di suo marito. L&#8217;uomo, 24 anni, aveva allora spiegato a Sarah Mckinley che voleva soltanto salutarla e farle le sue condoglianze. Diffidente, lei si era rifiutata di lasciarlo entrare. Per la sua seconda «visita», Justin Martin si è fatto accompagnare da un complice anche lui armato. Con un coltello da caccia lungo 30 centimetri. Scorta l&#8217;arma, Sarah Mckinley prende il suo fucilo e si barrica nella sua camera con il bambino. Perché il suo bambino non faccia rumore e non allarmi i ladri, gli dà il biberon. L&#8217;adolescente, che nel frattempo si è procurata anche una pistola, blocca la porta con un divano e fa il numero dei servizi d&#8217;emergenza.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Gli Stati Uniti allargano il campo della «Castle doctrine»</strong></p>
<p style="text-align: justify;">All&#8217;operatrice che riceve la chiamata, Sarah McKinley sussurra «Ho due armi a portata di mano. Posso ucciderlo se attraversa la porta?». «Deve fare tutto ciò che può per proteggersi», le risponde la sua interlocutrice. «Non posso dirle che può farlo, ma lei deve fare quel che deve per proteggere il suo bambino». Qualche istante dopo, Justin Martin sfonda la porta. Esplode un colpo. Per la polizia la dinamica è chiara: Sarah Mckinley ha agito in un quadro perfetto di legittima difesa e pertanto non sarà perseguita. Quanto a Justin Martin, tossicodipendente e che sperava di rubare gli antidolorifici del marito di Sarah Mckinley, morto di cancro il giorno di Natale, «avrebbe dovuto riflettere prima di entrare in una casa», ha dichiarato il procuratore.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo fatto mette in luce una disposizione del diritto americano che autorizza i cittadini a difendere il proprio domicilio da ogni intrusione che possa costituire una minaccia per la vita e l&#8217;impunità in caso di ricorso alla forza. Dal 2005, un numero crescente di Stati hanno introdotto questa misura nella loro legislazione. Alcuni hanno allargato il suo raggio d&#8217;applicazione alle auto, alle imprese o alle terrazze delle abitazioni. Attualmente trentuno Stati, tra cui l&#8217;Oklahoma, applicano la «<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Castle_doctrine">Castle doctrine</a>». Per giustificarsi, molti di essi ne sottolineano la necessità dopo gli attentati dell&#8217;11 settembre per dare alla gente la possibilità di difendersi. Gli eletti fanno anche valere che la «Castle Doctrine» permette alle vitttime delle violenze coniugali di proteggersi. A volte, sono richieste condizioni preliminari per invocare la legge. Si può così chiedere ai privati di cercare di mettersi al riparo prima di rispondere. Ma sono distinguo che riguardano una minoranza di Stati.</p>
<p style="text-align: justify;">Oltre all&#8217;affare Sarah McKinley, il giornale The Christian Science Monitor ha scoperto nella prima settimana di gennaio altri due dossier in cui è stata applicata la dottrina del castello. In Pennsylvanie, un uomo ha sparato dalla sua veranda una freccia mortale all&#8217;amante della sua ex moglie e non è stato processato. Il suo rivale, ubriaco al momento del fatto, gli aveva lasciato dei messaggi minacciosi sulla segretria telefonica.</p>
<p style="text-align: justify;">Sarah McKinley ha spiegato di avere attaccato il suo aggressore unicamente perché temeva per la vita del suo bambino. Oltre alla morte di suo marito, la ragazza era stata messa a dura prova nel mese di dicembre. Allevatrice di pastori tedeschi, aveva ritrovato i suoi quattro cani avvelenati e si sentiva spiata da settimane. La sua sorte ha commosso molti americani e la polizia di Blanchard ha aperto un conto bancario destinato a raccogliere offerte per Sarah e il suo bambino. <em>(Le Figaro, 8 gennaio 2012)</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><object width="420" height="315" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/a1yioyn-yuI?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="420" height="315" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/a1yioyn-yuI?version=3&amp;hl=it_IT" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object></p>
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		<title>Ma Pizzo Calabro è in provincia di Parma?</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Jan 2012 10:26:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Criminalità organizzata]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca nera]]></category>
		<category><![CDATA[Parma]]></category>
		<category><![CDATA[Pizzo]]></category>

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		<description><![CDATA[A Parma, un enurgumeno si presenta al direttore di un night club a riscuotere il pizzo per la protezione e rimedia una gragnuola di pugni che lo costringono a subire «quattro operazioni chirurgiche per ricostruirgli la faccia». L&#8217;abbiamo letto ieri sul giornale ducale e perciò dubitiamo della sua veridicità. Se fosse andata così, da quel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2012/01/05/ma-pizzo-calabro-e-in-provincia-di-parma/lavoro-offro-cerco-figurante-di-sala-in-night-club-ballerina-di-lap-dance-301/" rel="attachment wp-att-35811"><img class="aligncenter size-full wp-image-35811" title="lavoro-offro-cerco-figurante-di-sala-in-night-club-ballerina-di-lap-dance-301" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2012/01/lavoro-offro-cerco-figurante-di-sala-in-night-club-ballerina-di-lap-dance-301.jpeg" alt="" width="580" height="424" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">A Parma, un enurgumeno si presenta al direttore di un night club a riscuotere il pizzo per la protezione e rimedia una gragnuola di pugni che lo costringono a subire «quattro operazioni chirurgiche per ricostruirgli la faccia».<span id="more-35810"></span></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;abbiamo letto ieri sul giornale ducale e perciò dubitiamo della sua veridicità. Se fosse andata così, da quel locale si sarebbero già innalzate fiamme dolose e tutti le avrebbero viste. Oppure l&#8217;incauto gestore sarebbe stato ritrovato esanime in un fosso.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli estorsori calabresi della &#8216;ndrangheta sono più pignoli degli esattori di Equitalia. Dunque, probabilemnte si tratta di una diceria o di una vanteria. Il solito blaterare. Un bla bla.</p>
<p style="text-align: justify;">Per un attimo, però quella notizia ci ha fatto sognare. Ci ha fatto sognare una città che si ribella ai soprusi senza confidare nel presepe dei militari che gironzolano a vuoto in città. Ci ha fatto sognare l&#8217;esistenza di un Charles Bronson giustiziere dietro il banco di un negozio. Abbiamo sognato tutto quel che si poteva sognare di bello dopo le notizie, queste sì vere, sugli omicidi camorristici tra Noceto e Medesano.</p>
<p style="text-align: justify;">Abbiamo persino sognato che si potesse attribuire a questo valoroso il Premio Sant&#8217;Ilario di cui si discute e delibera in questi giorni. Altro che a salvatori di bambini tra le fianmme o a dame di carità. Uno che pesta un malfattore per educarne cento va trattato da eroe. Forse persino messo in lista.</p>
<p style="text-align: justify;">Poi ci è venuto il dubbio che per sprigionare tanta violenza bisogna: a) sentirsi le spalle coperte; b) essere fatti della stessa pasta di chi le ha buscate.</p>
<p style="text-align: justify;">Concludendo, se il fatto è vero non si tratta che l&#8217;ennesimo episodio di una guerra tra clan. Parmensi e parmigiani, non ci sarà salvezza fino a che non sarete voi stessi a menare le mani. Possibilmente armate. Tutto il resto è chiacchiera, per giunta senza distintivo. E quelle leghiste, per mettere in chiaro che non è da tale pulpito che proviene la predica, sono solo sparate. Destinate a fare cilecca. Sulla lotta alla criminalità organizzata tutti i partiti hanno le polveri bagnate da abbondante saliva ciarliera. <em>(Erminio Barricata)</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Arrestato, per tangenti, quello che voleva prendere a sberle i giornalisti</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Nov 2011 10:25:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca nera]]></category>
		<category><![CDATA[Politica e Affari]]></category>
		<category><![CDATA[Corruzione]]></category>
		<category><![CDATA[Franco Nicoli Cristiani]]></category>
		<category><![CDATA[Regione Lombardia]]></category>

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		<description><![CDATA[Era l&#8217;8 febbraio 2011, quando Franco Nicoli Cristiani (Pdl), vicepresidente del consiglio regionale della Lombardia minacciò di prendere a sberle i giornalisti e i fotografi che si accalcavano attorno a Nicole Minetti nel foyer del Pirellone.  Le tangenti al Nord. Il traffico di rifiuti illeciti al Sud. Quelli che fino a ieri avevano resistito come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><object width="560" height="315" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/-FXozUJjaEk?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="560" height="315" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/-FXozUJjaEk?version=3&amp;hl=it_IT" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object><strong>Era l&#8217;8 febbraio 2011, quando Franco Nicoli Cristiani (Pdl), vicepresidente del consiglio regionale della Lombardia minacciò di prendere a sberle i giornalisti e i fotografi che si accalcavano attorno a Nicole Minetti nel foyer del Pirellone. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Le tangenti al Nord. Il traffico di rifiuti illeciti al Sud. Quelli che fino a ieri avevano resistito come luoghi comuni sulla criminalità italiana, e sulla sua ripartizione geografica, sono stati frantumati in un solo colpo.<span id="more-34776"></span> A confermare che la Lombardia non è solo un mazzettificio ma anche una filiale della Gomorra delle scorie ci hanno pensato i carabinieri e la Procura di Brescia. Un&#8217;indagine clamorosa: dieci persone arrestate (quattro sono in carcere, gli altri ai domiciliari) tra politici, imprenditori e funzionari pubblici. Sequestrati due cantieri della Brebemi (la nuova autostrada Brescia-Milano-Bergamo), una cava che &#8211; dietro pagamento di mazzette &#8211; doveva diventare una discarica di amianto, e un impianto per il trattamento dei rifiuti.</p>
<p style="text-align: justify;">Il &#8220;pesce grosso&#8221;, colui intorno al quale tutto ruotava, è Franco Nicoli Cristiani, vicepresidente pdl del consiglio della Regione Lombardia ed ex assessore (per due legislature) all&#8217;Ambiente. Nicoli è finito in manette,</p>
<p style="text-align: justify;">assieme ad altri tre, perché accusato di avere intascato una tangente da 100mila euro: il prezzo che l&#8217;imprenditore bergamasco Pierluca Locatelli avrebbe pagato al politico per accelerare l&#8217;autorizzazione di una discarica nel Cremonese. Il &#8220;pony express&#8221; (definizione sua) che ha materialmente fatto da tramite per la consegna del denaro è un funzionario pubblico, Giuseppe Rotondaro, coordinatore dell&#8217;Arpa lombarda, personaggio vicino sia a Nicoli che a Locatelli.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli altri sette arrestati sono Orietta Rocca Pace, moglie di Locatelli, quattro dipendenti e collaboratori dello stesso imprenditore (titolare di una holding che raggruppa sette società e dominus dell&#8217;intero sistema) &#8211; Bartolomeo Gregori, Walter Rocca, Giovanni Battista Pagani, Egidio Grechi &#8211; e due consulenti esterni, Andrea Oldrati e Giorgio Oprandi (il primo titolare della società Terraverde srl).</p>
<p style="text-align: justify;">I reati contestati sono traffico di rifiuti illeciti e corruzione aggravata. Che sono poi i due pilastri, anche dal punto di vista &#8220;tematico&#8221;, sui quali si basa l&#8217;indagine. L&#8217;ordinanza è divisa in due parti distinte: la prima ha a che fare con il traffico di rifiuti, l&#8217;altra sui reati contro la pubblica amministrazione. Iniziamo dai rifiuti. ll sistema escogitato da Locatelli funzionava così: anziché trattare e smaltire a norma di legge gli scarti pericolosi che le sue aziende ricevevano da diverse acciaierie lombarde, li faceva interrare nei cantieri della Brebemi.</p>
<p style="text-align: justify;">In pratica: i fondi della massicciata di alcuni tratti della nuova autostrada (Brebemi è parte lesa nell&#8217;inchiesta e si costituirà parte civile) sono in costruzione su un base di rifiuti non trattati e scorie miscelate con materiale di demolizione. Locatelli è accusato di aver operato in modo illecito. Anche e soprattutto grazie ai suoi appoggi nel mondo della politica. Al centro del capitolo che riguarda Nicoli Cristiani e la mazzetta da 100mila euro c&#8217;è invece una cava destinata a ospitare amianto. Per dare il via libera a far partire l&#8217;impianto, Nicoli avrebbe accettato &#8211; secondo i pm bresciani &#8211; la stecca in oggetto: il denaro consegnatogli da Locatelli è stato trovato dai carabinieri nello studio del suo appartamento. &#8220;Sono rovinato&#8221;, ha esclamato il politico al momento dell&#8217;arresto.</p>
<p style="text-align: justify;">Il governatore Roberto Formigoni ha rimarcato che &#8220;tutte le procedure seguite dalla Regione sono regolari e corrette&#8221;. Duro il commento del leghista Matteo Salvini: &#8220;Tutti sono innocenti fino a prova contraria ma i problemi nel Pdl lombardi iniziano a essere un po&#8217; troppi&#8221;. All&#8217;attacco le opposizioni in Regione: Pd, Sel e Idv chiedono sia fatta subito chiarezza e che Formigoni riferisca in aula.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/11/30/arrestato-per-tangenti-quello-che-voleva-prendere-a-sberle-i-giornalisti/nicoli/" rel="attachment wp-att-34837"><img class="aligncenter size-large wp-image-34837" title="Nicoli" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/11/Nicoli-393x580.jpg" alt="" width="393" height="580" /></a>Vignetta di Franco Portinari (<a href="http://portoscomic.com/">portoscomic.com</a>).</strong></p>
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		<title>Incidente stradale nel Salsese, muore motociclista 36enne</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Nov 2011 12:38:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca nera]]></category>
		<category><![CDATA[Salsomaggiore]]></category>
		<category><![CDATA[Incidenti stradali]]></category>
		<category><![CDATA[Motociclisti]]></category>

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		<description><![CDATA[Ennesima sciagura sulle vie della provincia. Un motociclista si è scontrato con un&#8217;auto lungo la strada panoramica che porta a Montauro. Illeso il conducente della vettura. Un motociclista di 36 anni, Giuseppe Galioto, residente a Fontanellato, ha perso la vita poco dopo le 12 di oggi in un incidente stradale avvenuto lungo la panoramica che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/11/19/ultimora-incidente-stradale-nel-salsese-muore-motociclista-38enne/galioto/" rel="attachment wp-att-34443"><img class="aligncenter size-full wp-image-34443" title="Galioto" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/11/Galioto.jpg" alt="" width="580" height="404" /></a><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/11/19/ultimora-incidente-stradale-nel-salsese-muore-motociclista-38enne/salsomaggiore-parma-15-10-2010-la-strada-del-montauro/" rel="attachment wp-att-34424"><br />
</a><strong>Ennesima sciagura sulle vie della provincia. Un motociclista si è scontrato con un&#8217;auto lungo la strada panoramica che porta a Montauro. Illeso il conducente della vettura.</strong><span id="more-34421"></span><br />
Un motociclista di 36 anni, <strong>Giuseppe Galioto</strong>, residente a Fontanellato, ha perso la vita poco dopo le 12 di oggi in un incidente stradale avvenuto lungo la panoramica che porta a Salsomaggiore passando per Montauro. Diretto a Salso in sella alla sua Kawasaki, Galioto si è scontrato con un&#8217;auto Mini Cooper diretta verso Fidenza. Fatale l&#8217;impatto: l&#8217;uomo ha perso la vita sul colpo. Illeso il conducente della vettura. Sul posto i militi del 118. La dinamica precisa del sinistro è al vaglio della polizia municipale delle Terre verdiane.</p>
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		<title>Salso calibro 9</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Jul 2011 19:40:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca nera]]></category>
		<category><![CDATA[Salsomaggiore]]></category>
		<category><![CDATA[Gazzetta di Parma]]></category>

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		<description><![CDATA[Autorità statale. Il capitano Andrea Pezzillo, dal 2007 comandante della Compagnia carabinieri di Salsomaggiore. «Si scatena contro la suocera: condannato». Uno legge il titolo, sorride al pensiero di trovarsi di fronte all&#8217;ennesima scaramuccia di una delle guerre più antiche del mondo. Poi si sofferma sull&#8217;occhiello («Il 31enne voleva soldi. Ha sfondato la porta dell&#8217;appartamento di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/07/22/salso-calibro-9/andrea_pezzillo/" rel="attachment wp-att-29971"><img class="aligncenter size-large wp-image-29971" title="andrea_pezzillo" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/07/andrea_pezzillo-580x397.jpg" alt="" width="580" height="397" /></a><strong><span style="color: #a90421;">Autorità statale.</span> Il capitano Andrea Pezzillo, dal 2007 comandante della Compagnia carabinieri di Salsomaggiore.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">«Si scatena contro la suocera: condannato». Uno legge il titolo, sorride al pensiero di trovarsi di fronte all&#8217;ennesima scaramuccia di una delle guerre più antiche del mondo. Poi si sofferma sull&#8217;occhiello («Il 31enne voleva soldi. Ha sfondato la porta dell&#8217;appartamento di lei, obbligandola a salire in auto») e sprofonda (si fa per dire) nella lettura.<span id="more-29970"></span><br />
<em>Eccovi dunque, il copia e incolla di quanto abbiamo letto sulla Gazzetta di Parma di oggi, 22 luglio 2011, pagina di Salsomaggiore, anche se il teatro dell&#8217;azione è la Pretura di Fidenza dove si è concluso il processo a carico del manesco genero. Andiamo con la cronaca. Più oscura che nera. </em><br />
Ha sfondato a calci la porta dell&#8217;appartamento in cui la suocera viveva con il compagno e, dopo averli picchiati e minacciati, ha tamponato l&#8217;auto del convivente della suocera mentre questi tentava di raggiungere in macchina la caserma dei carabinieri: fermato dai militari si è scagliato violentemente anche contro di loro.<br />
È stato condannato dal Tribunale di Fidenza a un anno e sei mesi di reclusione. A macchiarsi di molteplici reati in un solo colpo (violazione di domicilio, minacce aggravate dal possesso di un&#8217;arma, lesioni e resistenza a pubblico ufficiale) è un 31enne di origine calabrese residente a Salso.<br />
L&#8217;uomo, di Crotone, si è reso protagonista di una vera e propria escalation di violenza. I fatti risalgono al febbraio del 2004, quando una sera l&#8217;uomo chiede dei soldi alla suocera.<br />
Di fronte al rifiuto di lei, inizia a colpirla con dei pugni, La signora non fa parola dell&#8217;accaduto e torna a casa dal compagno, un salsese con cui convive. Ale due di notte, però, il sonno della coppia è bruscamente interrotto da una telefonata: dall&#8217;altra parte della cornetta c&#8217;è il genero della donna che in tono agitato e minaccioso ricomincia a chiederle soldi. Il convivente cerca di far smettere il giovane e riattacca la cornetta. Non passa nemmeno un&#8217;ora e il calabrese, accompagnato da un complice, si presenta nel condominio dove vive la coppia e inizia a prendere a calci la porta blindata e a colpirla con un coltello.<br />
A causa del rumore assordante, un inquilino del palazzo si sveglia e affacciandosi sul pianerottolo vede i due uomini che prendendo la rincorsa per 6-7 metri, si lanciano con violenza inaudita contro la porta dell&#8217;appartamento.<br />
L&#8217;aggressore, accortosi del vicino, gli si avvicina mostrandogli una lama, minacciandolo e costringendolo a ritornare in casa.<br />
Dopo diversi tentativi, il calabrese riesce a scardinare la porta che cade rovinosamente sul compagno della suocera: quest&#8217;ultimo scivola a terra sbattendo la testa su una libreria che, a sua volta, gli cade addossoi, procurandogli lesioni ed escoriazioni al volto. Una volta in casa, il calabrese raggiunge la suocera e, trascinandola per i capelli giù dalle scale, la costringe a salire in macchina. Il compagno della donna a fatica raggiunge la sua auto, con la quale cerca di raggiungere la caserma dei carabinieri di salso, ma l&#8217;uomo lo insegue e inizia a tamponare l&#8217;auto. Nel frattempo, la suocera riesce a liberarsi e insieme al compagno raggiungo la caserma. Ma anche qui vengono raggiunti dal giovane che, alla richiesta dei militari di mostrare i documenti, inveisce contro di loro, urlando: «Vi apro come cozze». Dopo il diverbio, inizia una colluttazione: l&#8217;uomo si lancia contro un appuntato, procurandogli una lesione alla spalla. Il calabrese è stato condannato: dal 1998 al 2010 si era già macchiato di 9 reati. <em>(Fine della cronaca)</em></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #bf0114;"><strong>Postilla redazionale.</strong></span> <em>Terminata la lettura si potrebbe anche concludere che si tratta di una leggenda metropolitana salsese messa in circolazione per denigrare la cospicua comunità calabrese residente nella sempre meno ridente località termale. Uno dei tanti boatos assimilabile alle voci sui combattimenti di cani o sul confino dei mafiosi. Se ne parla da anni, ma nessuno è mai stato in grado di produrre prove. Il che prova l&#8217;infondatezza di tali insistenti chiacchiere da cui non sarebbe alieno un sottofondo campanilista per non dire razzista. Effettivamente in tutto l&#8217;articolo non compare un dato certo e verificabile: non un nome, non un indirizzo, non una data se non un generico febbraio 2004 che potrebbe essere anche un&#8217;ucronia. D&#8217;estate, si sa, in mancanza di vere notizie, i giornali debbono gonfiare i fatterelli o inventarsi i fattacci. Che sia questo uno di quei casi?</em><br />
<em> Il cronista fa di tutto per lasciarcelo credere. Dimenticando i fondamentali della scuola di giornalismo non si pone nessuna delle cinque canoniche domande, ossia: chi? come? dove? quando? perché? Niente domande, niente risposte. Sì, il «come» è alquanto dettagliato, ma non serve a nulla senza il «chi», il «dove» e il «quando». Quanto al «perché», si ignora perché il calabrese esigesse i soldi con tanta determinazione. Gli erano dovuti? Erano stati pattuiti? Vallo a sapere.</em><br />
<em> Inoltre, dato che i presunti fatti sono accaduti la bellezza di oltre sette anni fa, e l&#8217;elemento di attualità era dato dal processo, perché il cronista non ha riportato qualche dichiarazione dell&#8217;accusa e della difesa.</em><br />
<em> Per farla breve, a che cosa serve questo giornalismo pauroso e omertoso, se non a incrementare la paura e a rafforzare i legami di omertà? Il cronista e chi gli sta sopra temono forse di subire le conseguenze di una cronaca più onesta? Hanno forse paura che tra un anno e sei mesi (o forse meno), lo scatenato calabrese suoni alle loro porte per mostrare la lama del temibile coltello con cui apre le cozze?</em><br />
<em> Se ci stiamo trattenendo forse più del dovuto su un simile episodio di cronaca, ammesso che sia veramente accaduto, è per due motivi: primo, perché non è la prima volta che Salsomaggiore sarebbe la location di storie del genere; secondo, perché durante tutta la baraonda nessuno si è preso la briga di telefonare ai carabinieri, segno che ormai la paura delle ritorsioni non abbisogna più di esplicite minacce. Il veleno insufflato nella cittadinanza entra in circolo automaticamente. Quando le voci si alzano, le botte volano e le lame brillano, gli occhi, le orecchie e la bocca si chiudono per riflesso pavloviano. Se questo è lo stato di vigilanza dei privati, vittime comprese, ridotti ormai al mugugno, non resta che l&#8217;appello ai poteri pubblici.</em><br />
<em> Non esistono provvedimenti di legge che consentano di estirpare questi fiori calabri per trapiantarli nei luoghi d&#8217;origine? Oppure è vera la storia dei confinati e dunque dobbiamo tenerci gli indesiderati ospiti?</em><br />
<em> Il nuovo sindaco, autorevole militante di un partito molto garrulo e inflessibile quando si tratta di «terroni», non ha nulla da dire, e soprattutto da fare, a questo riguardo? Possibile che tutte le promesse elettorali sul ferreo mantenimento dell&#8217;ordine pubblico si debbano estinguere all&#8217;indomani dell&#8217;elezione? Passata la festa, gabbato lo santo, come è nella migliore tradizione delle sagre italiane? Anche a Giovanni Carancini, come a Massimo Tedeschi, fanno comodo i voti e le simpatie di una rumorosa minoranza che al suo interno conta numerosi costruttori. Non costruttori di pace, ma di palazzi a più piani.</em><br />
<em> Lo aspettiamo al varco questo sindaco che vuol far rinascere Salso dalle sue ceneri innaffiandone le radici di belle parole. E il varco, sia detto per lui, non è un posto che se passi in macchina ti danno la multa.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #a90421;"><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/07/22/salso-calibro-9/carancini_seppia/" rel="attachment wp-att-29975"><img class="aligncenter size-large wp-image-29975" title="Carancini_seppia" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/07/Carancini_seppia-580x377.jpg" alt="" width="580" height="377" /></a>Autorità locale.</span> il neosindaco Giovanni Carancini. </strong></p>
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		<title>Massimo Cacciari apologeta di don Verzé</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Jul 2011 09:11:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca nera]]></category>
		<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[Don Luigi Verzé]]></category>
		<category><![CDATA[Massimo Cacciari]]></category>

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		<description><![CDATA[di Sergio Caroli Sull’«affaire don Verzé», prete che l’eccessiva vocazione all’affarismo ha trascinato alla bancarotta (col conseguente doloroso suicidio del suo braccio destro), attendo che dica la sua quel Massimo Cacciari (foto sopra) che &#8211; dai media reputato oracolo di Delfi redivivo -, è sempre chiamato a dir la sua su tutto (per esempio, due [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/07/22/massimo-cacciari-apologeta-di-don-verze/massimo_cacciari_ap/" rel="attachment wp-att-29950"><img class="aligncenter size-large wp-image-29950" title="massimo_cacciari_ap" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/07/massimo_cacciari_ap-580x363.jpg" alt="" width="580" height="363" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>di Sergio Caroli</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Sull’«affaire don Verzé», prete che l’eccessiva vocazione all’affarismo ha trascinato alla bancarotta (col conseguente doloroso suicidio del suo braccio destro), attendo che dica la sua quel Massimo Cacciari (<em>foto sopra</em>) che &#8211; dai media reputato oracolo di Delfi redivivo -, è sempre chiamato a dir la sua su tutto (per esempio, due giorni prima delle elezioni amministrative, ospite di Lilli Gruber, vaticinò, con il tono padreternale che lo distingue, la vittoria a mani basse di Letizia Morattia Milano).<span id="more-29949"></span><br />
Dubito però che questa volta il Cacciari abbia voglia di cinguettare sul prete bancarottiere, notorio compagno di merende del Cavaliere («Berlusconi è l’uomo che la Provvidenza ci ha mandato!», esclamò coram populo don Verzé, microfono in mano, l’«Utilizzatore finale» fiancheggiandolo sul podio).<br />
Perché? Perché, grazie al prete affarista, Cacciari è montato in cattedra di filosofia all&#8217;Università Vita-Salute San Raffaele con sede a Milano in via Olgettina 58 (don Verzé ne è il Magnifico Rettore), divenendo preside della stessa facoltà di filosofia. Da allora il nostro pensatore gira per la Penisola tenendo conferenze volte a reclamizzare opuscoli suoi nei quali dà del tu agli angeli e discetta seriosamente di miracolistica. (Cacciari è il «filosofo» che anni fa, allorché l’editrice Adelphi annunciò la ristampa di un certo numero opere di Benedetto Croce, espresse la sua netta contrarietà all’iniziativa, pur essendo egli perfettamente consapevole di essere men che Bagonghi al cospetto del sommo filosofo napoletano, che lo stesso Gramsci definì «il massimo prosatore italiano dopo Galileo»).<br />
Sulla Repubblica on line del 19 luglio Piergiorgio Odifreddi scrive: «Un sedicente laico sedicente di sinistra (come Cacciari, n.d.r.) dovrebbe aver poco a che spartire con un sedicente prete sedicente manager». Credo che Odifreddi, che pure è un profondo conoscitore degli uomini, pecchi questa volta d’ingenuità: dimentica che Cacciari ha saputo pazientemente tessere la sua tela in fatto di carriera. O non ha forse scritto Pablo Neruda che «soltanto l&#8217;ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità»?</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/07/22/massimo-cacciari-apologeta-di-don-verze/verze_-2/" rel="attachment wp-att-29952"><img class="aligncenter size-large wp-image-29952" title="Verze_" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/07/Verze_1-580x415.jpg" alt="" width="580" height="415" /></a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Dominique Strauss-Kahn sarà pure uno sporcaccione, ma la sua accusatrice è forse peggio</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Jul 2011 06:34:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca nera]]></category>
		<category><![CDATA[Dominique Strauss-Kahn]]></category>
		<category><![CDATA[Nafissatou Diallo]]></category>
		<category><![CDATA[Stupro]]></category>

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		<description><![CDATA[Cospiratrice? Nafissatou Diallo, la cameriera del Sofitel che accusa Dominique Strauss-Kahn. Dai giornali italiani è chiamata Ofelia. Non ci scalmaniamo né per l&#8217;innocenza dell&#8217;uno, né per la colpevolezza dell&#8217;altra. Vi rimandiamo agli articoli del Corriere della Sera e di Repubblica, che raccontano che cosa hanno scoperto gli investigatori di New York indagando sul presunto stupro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a rel="attachment wp-att-29447" href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/07/02/dominique-strauss-kahn-sara-anche-uno-sporcaccione-ma-la-sua-accusatrice-e-forse-peggio/nafissatou-diallo-maid-assaulted-by-imf-chief-dominique-strauss-kahn/"><img class="aligncenter size-large wp-image-29447" title="Nafissatou-Diallo-maid-assaulted-by-IMF-Chief-Dominique-Strauss-Kahn" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/07/Nafissatou-Diallo-maid-assaulted-by-IMF-Chief-Dominique-Strauss-Kahn-580x355.jpg" alt="" width="580" height="355" /></a>Cospiratrice? Nafissatou Diallo, la cameriera del Sofitel che accusa Dominique Strauss-Kahn. Dai giornali italiani è chiamata Ofelia. <span id="more-29446"></span><br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Non ci scalmaniamo né per l&#8217;innocenza dell&#8217;uno, né per la colpevolezza dell&#8217;altra. Vi rimandiamo agli articoli del <a href="http://www.corriere.it/esteri/11_luglio_01/strauss-kahn-olimpio_0ac0371c-a3a2-11e0-831c-4f5919d97524.shtml">Corriere della Sera</a></strong><strong> e di <a href="http://www.repubblica.it/esteri/2011/07/02/news/bugie_ophelia-18534938/?ref=HREA-1">Repubblica</a></strong><strong>, che raccontano che cosa hanno scoperto gli investigatori di New York indagando sul presunto stupro di cui è imputato l&#8217;ex direttore del Fondo monetario internazionale.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong><a rel="attachment wp-att-29475" href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/07/02/dominique-strauss-kahn-sara-anche-uno-sporcaccione-ma-la-sua-accusatrice-e-forse-peggio/dsk_0/"><img class="aligncenter size-large wp-image-29475" title="DSK_0" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/07/DSK_0-580x434.jpg" alt="" width="580" height="434" /></a></strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong><a rel="attachment wp-att-29476" href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/07/02/dominique-strauss-kahn-sara-anche-uno-sporcaccione-ma-la-sua-accusatrice-e-forse-peggio/dsk_1-2/"><img class="aligncenter size-full wp-image-29476" title="DSK_1" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/07/DSK_1.jpg" alt="" width="400" height="344" /></a></strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong><a rel="attachment wp-att-29477" href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/07/02/dominique-strauss-kahn-sara-anche-uno-sporcaccione-ma-la-sua-accusatrice-e-forse-peggio/dsk_5-2/"><img class="aligncenter size-large wp-image-29477" title="DSK_5" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/07/DSK_5-424x580.jpg" alt="" width="424" height="580" /></a></strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong><a rel="attachment wp-att-29478" href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/07/02/dominique-strauss-kahn-sara-anche-uno-sporcaccione-ma-la-sua-accusatrice-e-forse-peggio/dsk_4-2/"><img class="aligncenter size-full wp-image-29478" title="DSK_4" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/07/DSK_4.jpg" alt="" width="400" height="207" /></a></strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong><a rel="attachment wp-att-29479" href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/07/02/dominique-strauss-kahn-sara-anche-uno-sporcaccione-ma-la-sua-accusatrice-e-forse-peggio/dsk_3-2/"><img class="aligncenter size-full wp-image-29479" title="DSK_3" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/07/DSK_3.jpg" alt="" width="480" height="180" /></a><br />
</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Green money, l&#8217;assessore Luca Sommi s’indigna e si dimette. La giunta Vignali di fatto non esiste più, Villani annaspa</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Jun 2011 09:18:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[«Sono sdegnato, non voglio essere nemmeno lontanamente confuso con questi atti». Dopo la «bomba» dello scandalo corruzione, esponenti della giunta stanno pensando di lasciare. Sommi si è già dimesso: Zoni, Ghiretti e altri fra gli indecisi. Ore 10,30 si dimette l&#8217;assessore alla Cultura Luca Sommi. «Non voglio confondermi nemmeno lontanamente con questi atti. Le mie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-29330" href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/06/27/green-money-lassessore-luca-sommi-s%e2%80%99indigna-e-si-dimette-la-giunta-vignali-di-fatto-non-esiste-piu/sommi1/"><img class="aligncenter size-large wp-image-29330" title="Sommi1" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/06/Sommi1-580x435.jpg" alt="" width="580" height="435" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>«Sono sdegnato, non voglio essere nemmeno lontanamente confuso con questi atti». Dopo la «bomba» dello scandalo corruzione, esponenti della giunta stanno pensando di lasciare. Sommi si è già dimesso: Zoni, Ghiretti e altri fra gli indecisi.<span id="more-29329"></span><br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ore 10,30 si dimette l&#8217;assessore alla Cultura Luca Sommi. «Non voglio confondermi nemmeno lontanamente con questi atti. Le mie sono decisioni irrevocabili». Il responsabile della Cultura ha così proseguito: «Inammissibile che un leader politico non abbia sotto controllo la situazione, voglio anche credere nella ingenuità di Vignali ma questo non basta.Quando ho visto queste cose mi è mancata la terra sotto i piedi».</p>
<p style="text-align: justify;">È la fine del civismo a Parma dopo gli 11 arresti di venerdì. È la fine probabilmente della giunta nonostante il sindaco Vignali non si sia ancora dimesso, nonostante il ras del Pdl <strong>Luigi Giuseppe Villlani</strong> stia cercando di rimanere attaccato politicamente a questa amministrazione.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Luigi Giuseppe Villani scrive al questore per sollecitare il pugno di ferro, contro gli indignati</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Jun 2011 01:36:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Indignazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Luigi Giuseppe Villani (nella foto), coordinatore del Pdl provinciale e presidente del gruppo Pdl nel consiglio regionale dell’Emilia Romagna ha inviato una lettera al questore di Parma. Questi il testo e il tono. Con la presente desidero stigmatizzare quanto verificatosi il giorno 24 giugno in occasione del Consiglio comunale di Parma. La pur legittima espressione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-29213" href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/06/27/parmacorrotta-luigi-giuseppe-villani-sollecita-il-pugno-di-ferro-contro-gli-indignati/villani-2/"><img class="aligncenter size-full wp-image-29213" title="villani" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/06/villani.jpg" alt="" width="580" height="429" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Luigi Giuseppe Villani (<strong>nella foto</strong></em><em>), coordinatore del Pdl provinciale e presidente del gruppo Pdl nel consiglio regionale dell’Emilia Romagna ha inviato una lettera al questore di Parma. Questi il testo e il tono.<span id="more-29212"></span><br />
</em></p>
<p style="text-align: justify;">Con la presente desidero stigmatizzare quanto verificatosi il giorno 24 giugno in occasione del Consiglio comunale di Parma. La pur legittima espressione di dissenso dei cittadini, infatti, non può ne interrompere ne disturbare oltremodo la massima espressione della democrazia locale che si espleta all&#8217;interno del Consiglio comunale. Questa mia decisa denuncia rispetto a chi deve garantire l&#8217;ordine pubblico e il regolare svolgimento della vita democratica riguarda in particolare l&#8217;irruzione di alcuni facinorosi nell&#8217;aula consiliare del Municipio di Parma che ha interrotto lo svolgimento dei lavori con urla e manifestazioni di dissenso che non dovrebbero essere consentite. Inoltre biasimo l&#8217;aggressione subita da alcuni esponenti politici all&#8217;esterno del lo stesso municipio e in particolare quella veramente esecrabile e degna di rammarico per chi deve garantire l&#8217;incolumità di eletti ed istituzioni, ai danni del Consigliere comunale Massimo Moine . Le istituzioni democratiche e chi vi fa parte perché eletto secondo le regole della stessa democrazia, devono essere salvaguardate dalla violenza della piazza. Tanto le debbo, sperando che simili episodi non debbano più ripetersi nella nostra città.</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Luigi Giuseppe Villani</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Pietro Vignali perde i puntelli</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Jun 2011 02:45:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il sindaco di Parma Pietro Vignali. Il sindaco di Parma Pietro Vignali ribadisce che non intende dimettersi. È libero di dirlo, ma quanto è libero di farlo? Le indagini sui dirigenti corrotti e concussi da lui stesso scelti, che godevano della sua fiducia, sono zavorre che lo stanno tirando sotto. I «poteri forti» della città [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a rel="attachment wp-att-29165" href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/06/26/pietro-vignali-perde-i-puntelli/pietro_vignali/"><img class="aligncenter size-large wp-image-29165" title="Pietro_Vignali" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/06/Pietro_Vignali-580x391.jpg" alt="" width="580" height="391" /></a>Il sindaco di Parma Pietro Vignali. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il sindaco di Parma Pietro Vignali ribadisce che non intende dimettersi. È libero di dirlo, ma quanto è libero di farlo? Le indagini sui dirigenti corrotti e concussi da lui stesso scelti, che godevano della sua fiducia, sono zavorre che lo stanno tirando sotto. I «poteri forti» della città che hanno promosso la sua candidatura e gli hanno procurato i voti cominciano a sentirsi in imbarazzo.<span id="more-29163"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Giuliano Molossi, il direttore della Gazzetta di Parma che rappresenta questi settori della società parmigiana, ha cominciato a prendere le distanze (vedi il suo editoriale di oggi «<a href="http://www.gazzettadiparma.it/primapagina/dettaglio/1/93251/Editoriale_-_Il_sindaco_non_può_limitarsi_a_dire%3A_non_sapevo_nulla.html">Il sindaco non può limitarsi a dire: non sapevo nulla</a>»).</p>
<p style="text-align: justify;">Perino lettori del quotidiano diretto da Molossi, moderati e prudenti, stanno voltando le spalle al primo cittadino di cui non sono mai stati un granché fieri. Alla domanda del <a href="http://www.gazzettadiparma.it/sondaggi/sondaggi_risultati.php?id=1219">sondaggio promosso dalla Gazzetta</a> «Il sindaco Vignali di deve dimettere?», il 51,25 ha risposto sì. E può darsi che la percentuale sia destinata ad aumentare nelle prossime ore.</p>
<p style="text-align: justify;">Dunque, se chi comanda a Parma non vuole avere più tra i piedi l’imbarazzante ragazzo con il ciuffo, chi se ne frega di quel che lui intende o non intende fare? Gli stanno già cucendo addosso l’abito del condannato a morte, mentre lui pensa di cavarsela esautorando i dirigenti di sua nomina rimasti fuori dal carcere. Sta solo pateticamente allungando la sua agonia. Perché, sia chiaro, la sua morte politica è certa.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong><a rel="attachment wp-att-29166" href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/06/26/pietro-vignali-perde-i-puntelli/141301857-dd4283fe-eada-49d6-8787-a00b92287496/"><img class="aligncenter size-large wp-image-29166" title="141301857-dd4283fe-eada-49d6-8787-a00b92287496" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/06/141301857-dd4283fe-eada-49d6-8787-a00b92287496-580x391.jpg" alt="" width="580" height="391" /></a></strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong><a rel="attachment wp-att-29167" href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/06/26/pietro-vignali-perde-i-puntelli/141302618-025def05-8954-4d14-a2d8-8488a389ba73/"><img class="aligncenter size-large wp-image-29167" title="141302618-025def05-8954-4d14-a2d8-8488a389ba73" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/06/141302618-025def05-8954-4d14-a2d8-8488a389ba73-580x391.jpg" alt="" width="580" height="391" /></a>Giovanni Maria jacobazzi, comandante della polizia municipale di Parma, arrestato dalla Guardia di finanza  il 25 giugno 2011. </strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Parmacotta</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Jun 2011 02:19:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-29135" href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/06/25/parmacotta/parmacotta/"><img class="aligncenter size-full wp-image-29135" title="Parmacotta" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/06/Parmacotta.jpg" alt="" width="580" height="376" /></a></p>
<p><span id="more-29134"></span></p>
<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="349" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/uS8sZNMxsi4?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="349" src="http://www.youtube.com/v/uS8sZNMxsi4?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<item>
		<title>Corruzione, undici arrestati a Parma: in manette dirigenti del Comune, il comandante della Polizia municipale e imprenditori</title>
		<link>http://www.navecorsara.it/wp/2011/06/24/corruzione-undici-arresti-in-manette-tre-dirigenti-del-comune-di-parma-e-il-comandante-della-polizia-municipale/</link>
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		<pubDate>Fri, 24 Jun 2011 08:09:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca nera]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblica amministrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandro Forni]]></category>
		<category><![CDATA[Corruzione]]></category>
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		<description><![CDATA[In manette. Il comandante della Polizia municipale Giovanni Maria Jacobazzi. Secondo atto dell&#8217;operazione sulle tangenti del verde pubblico. Nelle prime ore di oggi la Finanza ha arrestato il comandante della polizia municipale, i dirigenti del Comune Moruzzi e Iacovini, un dirigente Iren, sei imprenditori e un investigatore privato. Undici persone sono state arrestate nelle prime [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a rel="attachment wp-att-29091" href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/06/24/corruzione-undici-arresti-in-manette-tre-dirigenti-del-comune-di-parma-e-il-comandante-della-polizia-municipale/jacobazzi/"><img class="aligncenter size-full wp-image-29091" title="jacobazzi" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/06/jacobazzi.jpeg" alt="" width="470" height="410" /></a><span style="color: #8d1f2a;">In manette. </span></strong><strong>Il comandante della Polizia municipale Giovanni Maria Jacobazzi. </strong></p>
<h2 style="text-align: justify;"><span style="font-size: 17px;"><strong>Secondo atto dell&#8217;operazione sulle tangenti del verde pubblico. Nelle prime ore di oggi la Finanza ha arrestato il comandante della polizia municipale, i dirigenti del Comune Moruzzi e Iacovini, un dirigente Iren, sei imprenditori e un investigatore privato.</strong><span id="more-29090"></span><br />
</span></h2>
<p style="text-align: justify;">Undici persone sono state arrestate nelle prime ore di questa mattina dalla guardia di finanza nel corso del secondo atto dell&#8217;operazione «Green money» sulle tangenti nel verde pubblico. Tra queste tre dirigenti del Comune: il comandante della polizia municipale Giovanni Maria Jacobazzi, il direttore marketing &#8211; già capo dello staff del sindaco e direttore di Infomobility &#8211; Carlo Iacovini (adesso responsabile del progetto Zero Emission City) e Manuele Moruzzi del settore Ambiente, legati a filo doppio al sindaco Pietro Vignali fin dai tempi dell&#8217;assessorato all&#8217;Ambiente.<br />
Le Fiamme gialle hanno accertato il pagamento di tangenti per diverse centinaia di migliaia di euro. Distratta la stessa cifra di soldi pubblici. Eseguite perquisizioni in città, nel Parmense e in altre località italiane. Ulteriori dettagli verranno forniti dalla Finanza nel corso di una conferenza stampa che si terrà in mattinata, a cui prenderà parte anche il procuratore capo di Parma Gerardo Laguardia.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Reazioni tra i vigili.</strong> Sbalorditi davanti agli schermi dei computer, di fronte a quella prima notizia lanciata dai giornali online della città: il comandante della Municipale in manette. Sono rimasti senza parole i vigili urbani in servizio questa mattina al comando di via Del Taglio. Qualche click per carpire le poche informazioni già disponibili &#8211; corruzione per centinaia di migliaia di euro &#8211; poi via al tam tam. Il comandante Jacobazzi oggi non verrà al lavoro, è stato arrestato. In pochi minuti la notizia si diffonde in tutto il comando. Chi è in servizio fuori viene raggiunto dalle telefonate e dagli sms dei colleghi. E la novità viene accolta con più sconcerto che incredulità.<br />
«Be&#8217;, detto fra noi, qualcosa doveva accadere &#8211; è il commento di un agente che desidera rimanere anonimo &#8211; qui abbiamo avuto ispezioni della Finanza, anche per il verde di questi benedetti cani. C&#8217;era da aspettarselo&#8230;». L&#8217;agente si riferisce allo spazio verde che doveva essere predisposto per Paco e Ax, i due «vigili a quattro zampe», dalla ditta di <strong>Alessandro Forni</strong>, l&#8217;imprenditore già indagato nel primo stralcio dell&#8217;inchiesta Green Money.  E poi monta l&#8217;indignazione: «Io mi chiedo: dove stiamo andando? Dopo il caso Bonsu, ci mancava anche questa. È una vergogna. Io onoro la divisa che porto da tanti anni. Ora la gente che penserà? Dobbiamo chiudere il comando?».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Silenzio dal Comune.</strong> Intanto l&#8217;ufficio stampa dell&#8217;Amministrazione comunale ha annunciato che tutte le conferenze in programma per oggi sono state annullate.<strong> </strong></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Prima picchia la compagna, poi i carabinieri: arrestato noto commerciante di Fidenza</title>
		<link>http://www.navecorsara.it/wp/2011/06/05/prima-picchia-la-compagna-poi-i-carabinieri-arrestato-noto-commerciante-di-fidenza/</link>
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		<pubDate>Sun, 05 Jun 2011 20:08:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca nera]]></category>
		<category><![CDATA[Fidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Liti coniugali]]></category>
		<category><![CDATA[Violenza contro le donne]]></category>

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		<description><![CDATA[Omertà. Chi è il picchiatore anonimo? Strattoni, botte e grida ieri pomeriggio alle 16,30 a Fidenza. È un tranquillo weekend di shopping, ma non sul piazzale del noto supermercato alla porta orientale della città, in località Coduro. Un uomo sta malmenando una donna, che si difende come può, urlando e chiedendo aiuto mentre cerca di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a rel="attachment wp-att-28426" href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/06/05/prima-picchia-la-compagna-poi-i-carabinieri-arrestato-noto-commerciante-di-fidenza/buste-dhomme/"><img class="aligncenter size-large wp-image-28426" title="BUSTE D'HOMME" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/06/violenza-580x382.jpg" alt="" width="580" height="382" /></a>Omertà. Chi è il picchiatore anonimo?<span style="font-weight: normal;"> </span></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Strattoni, botte e grida ieri pomeriggio alle 16,30 a Fidenza. È un tranquillo weekend di shopping, ma non sul piazzale del noto supermercato alla porta orientale della città, in località Coduro. Un uomo sta malmenando una donna, che si difende come può, urlando e chiedendo aiuto mentre cerca di uscire dalla Fiat Panda dove lui la tiene chiusa.<span id="more-28425"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Tra le tante mani che abbrancano i carrelli e stringono le borse della spesa, ce n’è almeno una che pigia i tasti del telefonino e chiama il 112. Intervengono i carabinieri che identificano i due. Lei è una moldova, lui un borghigiano molto noto in città, un commerciante di quarant’anni con negozio in centro, di cui sono state rese note solo le iniziali: G. B. La solita ipocrita privacy che consente ai colpevoli di conservare l’anonimato anche se sono colti in flagranza di reato. Di fronte a tanta generica informazione destinata ad alimentare il pettegolezzo, c’è solo da sperare che nessun altro fidentino sia tanto sfortunato da avere le stesse iniziali dell’energumeno e non eserciti la sua stessa professione.</p>
<p style="text-align: justify;">I militari dell’arma sono arrivati proprio mentre l’aggressore stava strattonando la malcapitata e le tirava i capelli per costringerla a restare in macchina, dove il loro alterco avrebbe potuto godere dei benefici della privacy e dell’inviolabilità della proprietà privata.</p>
<p style="text-align: justify;">Alla vista delle divise dell’Arma, sembrava che il noto commerciante si fosse dato una calmata, salvo trasformarsi di lì a poco in una furia quando gli hanno chiesto i documenti. Allora è di nuovo esplosa la sua furia e ha preso a calci e a pugni i due carabinieri, che sono riusciti a sedarlo solo con l’ausilio di un paio di manette prima di «tradurlo» nel carcere di Parma con l’accusa di violenza, minacce, oltraggio e lesioni a pubblico ufficiale.</p>
<p style="text-align: justify;">Curati al pronto soccorso di Vaio, i militari hanno prognosi di 15 e di 10 giorni, e di 10 la giovane moldova per le escoriazioni riportate.</p>
<p style="text-align: justify;">I carabinieri hanno poi interrogato la ragazza dell&#8217;Est per capire se si è trattato di un episodio isolato o se è routine, l’ultima puntata di una serie di violenze. Ne sapremo di più i prossimi giorni? Improbabile dai giornali, quasi certo da Radio Serva.</p>
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		<title>Rapinatore a Fidenza, catturato a Catania</title>
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		<pubDate>Sun, 03 Apr 2011 17:34:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca nera]]></category>
		<category><![CDATA[Fidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Riceviamo e Pubblichiamo]]></category>
		<category><![CDATA[Banca Monte Parma]]></category>
		<category><![CDATA[Carabinieri]]></category>
		<category><![CDATA[Rapine in banca]]></category>

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		<description><![CDATA[Dalla Sicilia riceviamo e pubblichiamo. Era entrato in azione con un complice il 13 maggio scorso alla filiale di Fidenza di Banca Monte Parma in via XXIV Maggio. Dopo avere minacciato dipendenti e clienti si era fatto consegnare un bottino di circa 2500 euro per poi fuggire a bordo di una Lancia Y. Di loro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a rel="attachment wp-att-26100" href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/04/03/rapinatore-a-fidenza-catturato-a-catania/cro-nera/"><img class="aligncenter size-large wp-image-26100" title="CRO NERA" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/04/img1-580x396.jpg" alt="" width="580" height="396" /></a><a href="http://www.lasicilia.it/index.php?id=55915&amp;template=lasiciliait"><strong>Dalla Sicilia riceviamo e pubblichiamo. </strong></a></p>
<p style="text-align: justify;">Era entrato in azione con un complice il 13 maggio scorso alla filiale di Fidenza di Banca Monte Parma in via XXIV Maggio. Dopo avere minacciato dipendenti e clienti si era fatto consegnare un bottino di circa 2500 euro per poi fuggire a bordo di una Lancia Y.<span id="more-26099"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Di loro nessuna traccia, tranne le immagini rilevate dall’impianto di videosorveglianza interna alla banca. Proprio grazie a quei fotogrammi, diramati dai Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Fidenza in tutta Italia, è stato però possibile riconoscere uno dei malviventi e arrestarlo.<br />
Grazie a quel riconoscimento, formalizzato i primi giorni di gennaio, la Procura della Repubblica di Parma ha firmato l&#8217;ordinanza di custodia cautelare che i carabinieri della Compagnia di Gravina di Catania hanno eseguito lo scorso primo aprile. In manette è così finito M.A.D. (i carabinieri hanno fornito le sole iniziali), 24 anni, abitante a Mascalucia e domiciliato a Belpasso, in provincia di Catania.</p>
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