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	<title>Nave Corsara &#187; Chiesa</title>
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		<title>I parrocchiani non perdonano a don Massimo la sua casta crociera</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 23:49:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Don Massimo Donghi]]></category>

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		<description><![CDATA[Stupore. «Ma che ho ho fatto di male?», sembra chiedersi don Massimo Donghi.  Sono strani a volte i parrocchiani. Per esempio quando difendono certi loro parroci pedofili anche di fronte alle prove più schiaccianti. Altre volte invece li buttano a mare per peccati veniali che non sono neppure peccati, ma piccole bugie con le gambe [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2012/01/27/don-massimo-scampato-al-naufragio-della-costa-concordia-e-stato-fioccinato-dai-suoi-parrocchiani/max_2/" rel="attachment wp-att-36590"><img class="aligncenter size-full wp-image-36590" title="max_2" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2012/01/max_2.jpg" alt="" width="580" height="333" /></a>Stupore. «Ma che ho ho fatto di male?», sembra chiedersi don Massimo Donghi. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Sono strani a volte i parrocchiani. Per esempio quando difendono certi loro parroci pedofili anche di fronte alle prove più schiaccianti. Altre volte invece li buttano a mare per peccati veniali che non sono neppure peccati, ma piccole bugie con le gambe corte.<span id="more-36586"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.corriere.it/cronache/12_gennaio_26/prete-concordia-ritiro_9e4f2f88-4820-11e1-9901-97592fb91505.shtml">È accaduto a don Massimo Donghi</a>, parroco di Besana Brianza con la delega agli oratori e alla catechesi. «Vado a farmi una settimana di ritiri spirituali», ha detto qualche tempo fa ai suoi fedeli. La sfortuna ha voluto che la bugia sia venuta a galla come un relitto con il naufragio della Costa Concordia. Mentre la fortuna ha fatto in modo che don Massimo fosse tra i superstiti. Ma è questo il modo di fare un ritiro spirituale si sono chiesti i suoi parrocchiani non appena l&#8217;hanno saputo. I maliziosi che sospettavano una love boat si sono sbagliati della grossa. Lui era a bordo con alcuni familiari. Forse la mamma, la nonna, una zia. Era scortato da persone che possono garantire sulll&#8217;integrita della sua condotta di pastore d&#8217;anime.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono stati proprio i parenti a svelare però l&#8217;altarino. Nell&#8217;incrociarsi di telefonate e messaggini su Facebook che si sono scambiati per rassicurarsi a vicenda dello scampato pericolo, la marachella è stata scoperta. Chi aveva creduto alla frottola dell&#8217;esercizio spirituale c&#8217;è rimasto male. E ha chiesto spiegazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Buondio, ma dov&#8217;è lo scandalo? Una crociera, per quanto l&#8217;ambiente sia caciarone, è forse incompatibile con la meditazione? Di sicuro è più utile di un oratorio per conoscere la varietà del consorzio umano. Forse don Massimo voleva sottoporsi alla prova delle tentazioni come sant&#8217;Antonio, anche se l&#8217;anacoreta ebbe di fronte Satana nel deserto e non ragazze in bikini allungate a bordo piscina.</p>
<p style="text-align: justify;">Che ne sanno quei parrocchiani, forse più creduloni che credenti, dei tormenti interiori di un prete? I tormenti che possono infliggerti le beghine e i ragazzotti che frequentano l&#8217;oratorio per gonfiarti di chiacchiere e sgonfiarti i palloni possono essere molto più crudeli.</p>
<p style="text-align: justify;">Magari don Massimo non voleva ingannare nessuno e il suo è stato un modo ironico per comunicare alla sua devota clientela che voleva concedersi una vacanza. Se stai sul vago e sei un prette può capitare che chiacchiere dei baciapile riempiano la lacune della comunicazione con pie illazione. Sai, va in ritiro. Ah, sì? Spirituale. Oh!</p>
<p style="text-align: justify;">Strani questi parrocchiani che perdonano ai preti pedofili cose che loro non farebbero mai e rimproverano cose che sognano di fare e fanno non appena possono. Come una crociera. O forse sono solo i parrocchiani briannzoli a essere strani. Anche in questo.</p>
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		<title>Io non sono razzista, però&#8230;</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Dec 2011 07:59:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<description><![CDATA[«Lo straniero non deve essere oppresso, ma trattato come un nativo». Non l&#8217;ha detto Massimo Catalano, snocciolatore di madornali ovvietà alla corte televisiva di Renzo Arbore, ma nientepopodimenoche il cardinale Gianfranco Rravasi, presidente del Pontificio consiglio della cultura. La frase non è sua ma del Levitico, uno dei libri della Bibbia di cui il cardinale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/12/17/io-non-sono-razzista-pero/firenze_1/" rel="attachment wp-att-35232"><img class="aligncenter size-large wp-image-35232" title="firenze_1" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/12/firenze_1-580x374.jpg" alt="" width="580" height="374" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><em>«Lo straniero non deve essere oppresso, ma trattato come un nativo». Non l&#8217;ha detto Massimo Catalano, snocciolatore di madornali ovvietà alla corte televisiva di Renzo Arbore, ma nientepopodimenoche il cardinale Gianfranco Rravasi, presidente del Pontificio consiglio della cultura. La frase non è sua ma del Levitico, uno dei libri della Bibbia di cui il cardinale è esegeta.<span id="more-35231"></span></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em></em><em>Da diversi anni, e con geometrica progressione, monsignor Ravasi, dispensa massime e consigli come non se ne sono sentiti tanti neanche ai tempi del Maopensiero. Dopo averli letti o ascoltati uno dice: si vabbe&#8217;, d&#8217;accordo, ma c&#8217;era bisogno di scomodare un presidente del Pontificio eccetera per dire una cosa tante ovvia e banale? E, soprattutto, quale forza di convincimento può sprigionare simile uscita?</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Dopo aver letto la sentenza dell&#8217;alberonifrancesco vaticano sui giornali, in cui il Nostro dilaga, ed essercene fatta una ragione, siamo stati attratti da un&#8217;altra reazione sempre made in Chiesa cattolica. Una frase contenuta in un articolo di Fulvio Scaglione, viìcedirettore di Famiglia cristiana, pubblicato sull&#8217;ultimo numero del settimanale dei Paolini. Questa: «Negli spari di Firenze, c&#8217;è molta Italia». Oh perbacco! Ma non si è trattato del gesto isolato di un pazzo in una giornata di ordinaria follia, come piace titolare ai giornali? Pare di no, quell&#8217;atto preparato con metodicità sarebbe la piccola punta di un enorme iceberg. Intrigati da quella frase, ci è venuuta la curiosità di andare a leggere il resto. Alla fine della lettura abbiamo capito che, accanto alla Chiesa che emette le sentenze, ve n&#8217;è una che persegue la conoscenza. Per farla breve, l&#8217;articolo ci è piaciuto e per questo ve lo proponiamo. Con buona pace del guru pontificio che ha ben altri media da cui pontificare.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/12/17/io-non-sono-razzista-pero/firenze_2/" rel="attachment wp-att-35237"><img class="aligncenter size-full wp-image-35237" title="firenze_2" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/12/firenze_2.jpg" alt="" width="580" height="386" /></a></p>
<h3 style="text-align: center;"><span style="color: #d10531;"><strong>Firenze: noi non siamo razzisti, ma&#8230;</strong></span></h3>
<p style="text-align: justify;">Dai e dai con la propaganda ed ecco che anche l&#8217;Italia può vantare il suo «piccolo Breivik». Certo, i due senegalesi uccisi a Firenze da Gianluca Casseri non sono i 77 giovani massacrati a Oslo, ma i tratti comuni ai due episodi sono troppi per essere archiviati, come qualcuno già prova a fare, come l&#8217;episodio di un folle isolato.<br />
L&#8217;Italia, proprio come la Norvegia, ha attraversato anni in cui la polemica politica, dietro l&#8217;alibi del realismo e della crisi economica, dell&#8217;identità nazionale e dell&#8217;omogeneità culturale, si è abbandonata a un razzismo neppur tanto strisciante, condito di pregiudizi e falsità. Lo straniero (tranne quelli ricchi, ovviamente) e l&#8217;immigrato sono stati tramutati in categorie sospette per definizione, anche se qualunque studio serio era pronto a dimostrare che il nostro Paese dall&#8217;immigrazione trae profitto, in senso economico e demografico.  L&#8217;immigrazione come congiura, l&#8217;immigrato come agente patogeno. L&#8217;arrivo degli stranieri come un male da combattere, a prescindere. A dispetto, per esempio, della realtà dei fatti: di un mercato del lavoro che, come ha dimostrato il XVII° Rapporto Ismu sull&#8217;immigrazione, appena presentato, «chiama» gli immigrati quando l&#8217;economia cresce e li respinge automaticamente quando l&#8217;economia ristagna: 430 mila nuovi immigrati l&#8217;anno tra il 2003 e il 2009, solo 70 mila in un 2010 pure segnato dalle turbolenze e dalle guerre dell&#8217;Africa del Nord.</p>
<p style="text-align: justify;">Dal raid contro il campo nomadi di Torino, provocato dalle incaute dichiarazioni di una ragazzina che ha poi chiesto scusa a tutti, alla sparatoria di Firenze, per citare solo gli ultimissimi episodi, raccogliamo i frutti di una politica che su questo tema ha dato il peggio di sé. Al posto di regolare i fenomeni e placare certe comprensibili paure, ha acceso il conflitto e sulle fiamme ha speculato per piccola convenienza elettorale. Ovunque. Anche, per fare un altro esempio, nella Roma che pareva messa a sacco dai romeni e si è poi ritrovata con il record di omicidi, commessi da italianissimi assassini. Anche a Napoli, con le incursioni contro i rom sobillate forse dalla camorra.</p>
<p style="text-align: justify;"> Piaccia o no, negli spari di Casseri c&#8217;è molta Italia. Quella del «io non sono razzista ma», che ai razzisti veri ha tenuto fin troppo bordone.</p>
<p style="text-align: justify;">Per anni ci siamo sentiti ripetere la favola che gli immigrati tolgono lavoro ai nostri giovani, evidentemente ansiosi di fare i pizzaioli, la badante o il muratore. <a href="http://www.fulvioscaglione.com/index.php/europa/immigrati-in-europa-dura-la-vita/">Ho recuperato di recente uno studio Eurostat</a>, l’ufficio statistico della Commissione Europea, frutto di una ricerca realizzata a fine 2008, che mostra una realtà ben diversa.</p>
<p style="text-align: justify;">Nell’Unione Europea a 27 Paesi, gli immigrati (cioè le persone nate in Paesi esterni alla Ue) formano ormai il 9,4% della popolazione. E la loro situazione socio-economica è ben lungi dall’essere paragonabile a quella degli europei di nascita. Per il 34% dei casi, gli stranieri di età compresa tra i 25 e i 54 anni che vivono e lavorano in Europa hanno titoli di studio e qualificazioni assai superiori a quelli richiesti dal lavoro che in effetti svolgono. Lo stesso dato tra gli europei si ferma al 19%. Andando a vedere Paese per Paese, lo stesso dato risulta particolarmente clamoroso in Grecia (stranieri super-qualificati nel 66% dei casi contro il 18% dei greci), Italia (50% contro 13%), Spagna (58% contro 31%), Cipro (53% contro 27%), Estonia (47% contro 22%) e Svezia (31% contro 11%).<br />
Ma non basta. Solo in due Paesi dell’Europa a 27, cioè in Grecia e in Ungheria, il tasso di disoccupazione degli stranieri (sempre tra i 25 e i 54 anni) è più o meno simile a quello dei nativi. Molto netta la differenza, invece, in Belgio (immigrati disoccupati al 14% contro il 5% dei belgi), Svezia (11% contro 3%), Finlandia (11% contro 5%), Spagna (15% contro 9%), Francia (12% contro 6%) e Germania (12% contro 6%).</p>
<p style="text-align: justify;">Per finire: il 31% degli stranieri che vivono e lavorano in Europa è a rischio di povertà o esclusione sociale, contro il 20% dei nativi. Livelli di rischio molto più alti per gli stranieri soprattutto in Belgio (36% contro 13%), Svezia (32% contro 10%), Grecia (43% contro 23%), Francia (34% contro 14%), Austria (32% contro 13%), Finlandia e Danimarca (31% contro 13% in entrambi questi Paesi).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Non è solo la Chiesa a essere esentata dall&#8217;Ici, i vescovi al contrattacco</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Dec 2011 22:19:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Vignetta di Franco Portinari (www.portoscomic.com). Con l&#8217;articolo scaltramente intitolato «Dall’Arci al volontariato: non colpite chi aiuta davvero», l&#8217;Avvenire, il quotidiano della Cei (Conferenza episcopale italiana), cioè l&#8217;organo ufficiale dei vescovi della Chiesa cattolica vuol dimostrare che sono parecchie in Italia le organizzazioni laiche, più o meno benemerite, più o meno no profit, a schivare l&#8217;Ici. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/12/10/non-e-solo-la-chiesa-a-essere-esentata-dallici-i-vescovi-al-contrattacco/chiesa-ici/" rel="attachment wp-att-35051"><img class="aligncenter size-large wp-image-35051" title="Chiesa ici" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/12/Chiesa-ici-528x580.jpg" alt="" width="528" height="580" /></a><span style="color: #c80317;">Vignetta di Franco Portinari (<a href="http://www.portoscomic.com/"><span style="color: #c80317;">www.portoscomic.com</span></a>).</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Con l&#8217;articolo scaltramente intitolato «Dall’Arci al volontariato: non colpite chi aiuta davvero», l&#8217;Avvenire, il quotidiano della Cei (Conferenza episcopale italiana), cioè l&#8217;organo ufficiale dei vescovi della Chiesa cattolica vuol dimostrare che sono parecchie in Italia le organizzazioni laiche, più o meno benemerite, più o meno no profit, a schivare l&#8217;Ici. Il sasso è tirato. Come dice il cardinale Angelo Bagnasco, se ne può parlare. Parliamone.</em><span id="more-35050"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Il presidente dell’Arci Paolo Beni non ha dubbi: l’esenzione dall’Ici per chi fa attività sociale? «È sacrosanta e va mantenuta». Anche il mondo dell’associazionismo non cattolico difende una norma concepita per sostenere chi non produce reddito ma coesione sociale. Indipendentemente dall’area culturale di provenienza.</p>
<p style="text-align: justify;">Paolo Beni è il numero uno dell’Associazione ricreativa e culturale italiana, storica sigla di sinistra che con oltre un milione di soci e più di 5.500 circoli o sodalizi locali si occupa di cultura, diritti, impegno sociale, servizio civile e solidarietà internazionale. «L’esenzione dell’Ici va conservata – dice – sia per le realtà laiche che per quelle cattoliche. Bisogna salvaguardare gli immobili realmente destinati dagli enti non profit alle attività previste dalla normativa. Verifichiamo che sia così. Ma per questi utilizzi l’esenzione è opportuna: su questo sono assolutamente d’accordo. Non devono esistere privilegi per la Chiesa in quanto tale, ma per le attività di rilevanza sociale sì». Paolo Beni chiede semmai che l’esenzione venga ampliata: «Il nostro problema con i circoli è che l’esenzione c’è solo se proprietario dell’immobile e gestore dell’attività non profit coincidono. Spesso invece i nostri sono in locali affittati da proprietari che, condividendo le finalità sociali, chiedono un canone calmierato. Ma lo stesso sono tenuti a pagare l’Ici».</p>
<p style="text-align: justify;">Rossano Bartoli è il segretario generale della Lega del Filo d’Oro, che da anni assiste le persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali in una decina di centri in tutta Italia. «Se un’attività è commerciale è giusto che paghi l’Ici come prevede la legge – conviene – ma sulle attività esenti è impensabile colpire qualcuno solo in base alla sua appartenenza. La preoccupazione è che nel tentativo di fare cassa si stia accendendo una lampadina su tutto il settore non profit». Un esempio? «Un Comune ci ha chiesto di pagare l’Ici nell’ufficio amministrativo di un centro dove facciamo assistenza. Non si comprende, sull’Ici come sul 5 per mille o le tariffe postali, che le agevolazioni al non profit ritornano alla società moltiplicate».</p>
<p style="text-align: justify;">Roberto Speziali è il presidente dell’Anffas, l’associazione di 13mila famiglie di persone con disabilità che assiste 30mila disabili. «Sono indignato – sbotta – è un attacco assolutamente demagogico che va a colpire tutte le formazioni sociali che ogni giorno surrogano alle attività dello Stato. La norma è oculata, valida e da sostenere. Chiariamolo: il non profit non produce reddito, ma beni sociali. Noi abbiamo più di 1.000 centri, attivi grazie al volontariato. Se dovessimo pagare l’Ici per quegli immobili, non potremmo più occuparci delle persone. Già l’attacco al welfare attraverso i tagli ci ha messo in grave difficoltà. I mass media non dicono che l’Ici non la si paga solo sugli immobili destinati a uso sociale. Noi abbiamo immobili in affitto: su quelli l’Ici l’abbiamo sempre pagata».</p>
<p style="text-align: justify;">Marco De Ponte è il direttore generale Action Aid Italia, organizzazione internazionale impegnata contro la fame e la povertà nel mondo. «Noi siamo un’organizzazione &#8220;secolare&#8221; e, certo, non possiamo non rilevare che le attività sociali della Chiesa cattolica hanno, per così dire, un &#8220;vantaggio&#8221;, ma nel senso che spesso le sedi in cui operano sono di loro proprietà. Questo però fa parte della storia e della tradizione italiana, e comunque le attività senza scopo di lucro devono essere agevolate a prescindere dalla loro dimensione. Il non profit è un valore per il Paese, le agevolazioni alle realtà non commerciali andrebbero estese, non certo limitate». <em>(Massimo Calvi, L&#8217;Avvenire, 9 dicembre 2011)</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>A Cesare quel che è di Cesare</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Dec 2011 15:30:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Caricatura di Franco Portinari (www.portoscomic.com). Presidente Monti, Lei ha appena presentato una manovra «lacrime e sangue» in cui si chiedono pesanti sacrifici ai cittadini, tra le misure previste anche la reintroduzione dell&#8217;Ici (in futuro Imu). Eppure i privilegi della Casta e della Chiesa non vengono intaccati: rimane in vigore quella legge simoniaca approvata dal governo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #b50110;"><strong><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/12/09/a-cesare-quel-che-e-di-cesare/benedici/" rel="attachment wp-att-35006"><img class="aligncenter size-large wp-image-35006" title="benedICI" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/12/benedICI-378x580.jpg" alt="" width="378" height="580" /></a>Caricatura di Franco Portinari (<a href="http://www.portoscomic.com/"><span style="color: #b50110;">www.portoscomic.com</span></a>).</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">Presidente Monti,</p>
<p style="text-align: justify;">Lei ha appena presentato una manovra «lacrime e sangue» in cui si chiedono pesanti sacrifici ai cittadini, tra le misure previste anche la reintroduzione dell&#8217;Ici (in futuro Imu). Eppure i privilegi della Casta e della Chiesa non vengono intaccati: rimane in vigore quella legge simoniaca approvata dal governo Berlusconi per cui il Vaticano è esente dal pagamento dell&#8217;Ici.<span id="more-35005"></span>  Per questo chiediamo al suo governo, affinché vengano mantenute quelle promesse di equità nella manovra, di abolire questo ignobile privilegio.</p>
<p><a href="http://temi.repubblica.it/micromega-appello/?action=vediappello&amp;idappello=391231">Per firmare l&#8217;appello, clicca qui</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Predicano bene e razzolano male</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Nov 2011 11:28:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[Foto]]></category>
		<category><![CDATA[Lazzi e Sghignazzi]]></category>
		<category><![CDATA[Preservativi]]></category>

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		<description><![CDATA[Proibiscono il preservativo all&#8217;Africa. Loro però&#8230; &#160; Piazza pulita per Benedetto XVI. Per ricevere con decoro il pontefice romano, venerdì 18 novembre, le autorità del Benin hanno fatto grandi pulizie. La polizia, per esempio, ha raso al suolo questo mercato di Cotonou, la capitale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/11/21/predicano-bene-e-razzolano-male/condom/" rel="attachment wp-att-34489"><img class="aligncenter size-large wp-image-34489" title="condom" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/11/condom-580x425.jpg" alt="" width="580" height="425" /></a>Proibiscono il preservativo all&#8217;Africa. Loro però&#8230;<span id="more-34488"></span></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #cf061a;"><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/11/21/predicano-bene-e-razzolano-male/benin/" rel="attachment wp-att-34497"><img class="aligncenter size-large wp-image-34497" title="benin" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/11/benin-580x387.jpg" alt="" width="580" height="387" /></a>Piazza pulita per Benedetto XVI.</span> Per ricevere con decoro il pontefice romano, venerdì 18 novembre, le autorità del Benin hanno fatto grandi pulizie. La polizia, per esempio, ha raso al suolo questo mercato di Cotonou, la capitale.</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Sarà un governo laico?</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Nov 2011 02:25:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità politica e sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[Angelo Bagnasco]]></category>
		<category><![CDATA[Benedetto XVI]]></category>
		<category><![CDATA[Joseph Ratzinger]]></category>

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		<description><![CDATA[Vignetta di Franco Portinari (www.portoscomic.com).  Perché il professore di economia Mario Monti è andato di persona a salutare il professore di teologia Joseph Ratzinger, in partenza per l&#8217;Africa, all&#8217;aeroporto di Fiumicino? L&#8217;atto non era dovuto. Secondo la prassi diplomatica, ogni volta che lascia l&#8217;Italia, il papa è salutato dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio. Perché [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/11/21/sara-un-governo-laico/montisaluta/" rel="attachment wp-att-34469"><img class="aligncenter size-large wp-image-34469" title="Monti+saluta" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/11/Monti+saluta-526x580.jpg" alt="" width="526" height="580" /></a><span style="color: #b10624;">Vignetta di Franco Portinari (<a href="http://www.portoscomic.com/"><span style="color: #b10624;">www.portoscomic.com</span></a>). </span></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Perché il professore di economia Mario Monti è andato di persona a salutare il professore di teologia Joseph Ratzinger, in partenza per l&#8217;Africa, all&#8217;aeroporto di Fiumicino? L&#8217;atto non era dovuto. Secondo la prassi diplomatica, ogni volta che lascia l&#8217;Italia, il papa è salutato dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio.<span id="more-34468"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Perché Monti ha fatto questo strappo che non lascia bene presagire sull&#8217;indipendenza dello Stato dalla Chiesa? E perché i vescovi si sono impicciati nei giorni scorsi facendo sapere che i curricula dei ministri nominati da Monti sono impeccabili? Chi glielo aveva chiesto? Che tipo di messaggio è questo? È presto detto. Il cardinale Angelo Bagnasco ha fatto sapere che vi sono valori che per i cattolici non sono negoziabili. Quali siano, soprattutto dopo la Reconquista della Spagna, è facile immaginarlo. Ah, cominciamo bene. Con gli inchini e con le minacce. Avremo occasione di riparlarne. In ogni caso, questo professore cattolico va tenuto d&#8217;occhio. No, non è come Prodi.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>È morto don Enzo Mazzi, il parroco ribelle dell&#8217;Isolotto: era il 1968</title>
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		<pubDate>Sun, 23 Oct 2011 10:03:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Biografie]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[1968]]></category>
		<category><![CDATA[Contestazione]]></category>
		<category><![CDATA[Enzo Mazzi]]></category>
		<category><![CDATA[Ermenegildo Florit]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel 1968 la sua contestazione contro il potere della Chiesa &#8211; della quale divenne simbolo l&#8217;Isolotto di Firenze &#8211; iniziò proprio con l&#8217;occupazione del duomo di Parma. È stato un simbolo, ma avrebbe voluto che la sua morte avvenisse lontano dai riflettori. A sapere che era morto don Enzo Mazzi, il primo prete che aveva [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object width="420" height="315" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/GuhrAyL3ws4?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="420" height="315" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/GuhrAyL3ws4?version=3&amp;hl=it_IT" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object></p>
<p style="text-align: justify;"><span class="Apple-style-span" style="color: #800000; font-family: Verdana, sans-serif; font-size: medium;"><strong>Nel 1968 la sua contestazione contro il potere della Chiesa &#8211; della quale divenne simbolo l&#8217;Isolotto di Firenze &#8211; iniziò proprio con l&#8217;occupazione del duomo di Parma.<span id="more-33678"></span></strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">È stato un simbolo, ma avrebbe voluto che la sua morte avvenisse lontano dai riflettori. A sapere che era morto don Enzo Mazzi, il primo prete che aveva platealmente «rotto» con le gerarchie ecclesiastiche &#8211; o viceversa &#8211; sono state solo le persone a lui più vicine. Poi in serata la notizia ha «bucato» anche quella rete di affettuosa riservatezza.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Per qualcuno era un «prete contro»,</strong> ma ascoltando i membri della Comunità dell&#8217;Isolotto non c&#8217;è stata altra persona oltre a lui che sia stata così «per», e non «contro». Soprattutto «per» loro e, più in generale, «per» gli ultimi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Don Enzo Mazzi era Enzo e basta</strong>, anche prima che quel titolo ecclesiale non gli spettasse più: un rapporto franco e diretto con i parrocchiani, l&#8217;attenzione a quell&#8217;attualità della fine anni Sessanta fatta di tante contraddizioni anche nella fede, l&#8217;impegno quotidiano in uno dei quartieri popolari e periferici di Firenze. Lo stesso impegno che ha mantenuto fino a quando, ormai molto malato le forze glielo hanno consentito.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ormai da diverso tempo non si svolgono</strong> le «assemblee eucaristiche» , come le chiamava lui, in piazza, con i fedeli della Comunità fondata dopo la rimozione da parroco nel 1968 dal cardinale Ermenegildo Florit: spesso sotto il sole o, quando pioveva, sotto le tettoie del mercato del quartiere. Il braccio di ferro con le gerarchie ecclesiastiche cominciò con la lettera di solidarietà agli occupanti del duomo di Parma (quella guidata dagli Schianchi, Ambrosini).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Florit chiese di ritirare quella lettera</strong> ma di fronte si trovò non solo il diniego del riottoso parroco dell&#8217;Isolotto, bensì centinaia di fedeli. Così il 4 dicembre 1968, tre giorni prima della clamorosa protesta degli studenti davanti alla Scala di Milano e poche settimane prima di una analoga, ma sanguinosa manifestazione davanti alla Bussola di Viareggio, arrivò la rimozione da parroco.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Si susseguirono le manifestazioni di protesta</strong> e anche «sfide» plateali. Una la ricordava lo stesso Mazzi: «Quando venne un incaricato del vescovo a chiedermi le chiavi della chiesa dell&#8217;Isolotto si trovò davanti a centinaia di persone che tirarono fuori dalle tasche le chiavi delle loro case dicendo “eccole, sono queste le chiavi della chiesa”. Fu un concerto di chiavi», raccontava don Mazzi, «un concerto meraviglioso». «Poi mandarono un povero prete a sostituirmi, un kamikaze», raccontava ancora, «che denunciò alcuni fedeli dicendo che gli avevano impedito di celebrare la Messa. Furono allora altre centinaia di persone che si autodenunciarono dicendo: allora lo abbiamo fatto anche noi».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Da quei momenti «caldi»</strong> e attraverso i decenni don Mazzi ha comunque proseguito il suo lavoro pastorale nel mondo delle comunità di base, a partire da quella che si era costituita attorno a lui. I suoi interventi si sono susseguiti anche negli ultimi anni su temi delicati come quello del fine-vita, continuando a segnare e ad animare la discussione tra cattolici e non. E che il segno sia comunque rimasto lo testimoniano i messaggi ed i commenti di personalità molto diverse tra loro, dal sindaco Matteo Renzi che ne ricordò l&#8217;impegno speso per la sua gente fino all&#8217;ultimo, all&#8217;arcivescovo emerito Silvano Piovanelli che invita alla preghiera e a non giudicare, fino a don Alessandro Santoro, un altro prete di frontiera considerato in parte un suo «erede», che ricorda come Mazzi amasse «il vero Gesù». <em>(la Repubblica Parma, 23 ottobre 2011)</em></p>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #c7042b;"><strong>L&#8217;occupazione della cattedrale di Parma raccontata dalla Gazzetta di Parma</strong></span></h2>
<h4 style="text-align: center;"><span style="color: #c7042b;"><strong>(foto di Giovanni Ferraguti)</strong></span></h4>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/10/23/e-morto-don-enzo-mazzi-il-parroco-ribelle-dellisolotto/occupazione_duomo_parma_1/" rel="attachment wp-att-33694"><img class="aligncenter size-full wp-image-33694" title="occupazione_duomo_parma_1" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/10/occupazione_duomo_parma_1.jpeg" alt="" width="580" height="438" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/10/23/e-morto-don-enzo-mazzi-il-parroco-ribelle-dellisolotto/occupazione_duomo_parma/" rel="attachment wp-att-33698"><img class="aligncenter size-large wp-image-33698" title="occupazione_duomo_parma" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/10/occupazione_duomo_parma-419x580.jpg" alt="" width="419" height="580" /></a></p>
<p><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/10/23/e-morto-don-enzo-mazzi-il-parroco-ribelle-dellisolotto/occupazione_duomo_parma_0/" rel="attachment wp-att-33695"><img class="aligncenter size-full wp-image-33695" title="occupazione_duomo_parma_0" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/10/occupazione_duomo_parma_0.jpg" alt="" width="580" height="435" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/10/23/e-morto-don-enzo-mazzi-il-parroco-ribelle-dellisolotto/occupazione_duomo_parma_2/" rel="attachment wp-att-33696"><img class="aligncenter size-full wp-image-33696" title="occupazione_duomo_parma_2" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/10/occupazione_duomo_parma_2.jpg" alt="" width="580" height="435" /></a></p>
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<p><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/10/23/e-morto-don-enzo-mazzi-il-parroco-ribelle-dellisolotto/occupazione_duomo_parma_3/" rel="attachment wp-att-33697"><img class="aligncenter size-full wp-image-33697" title="occupazione_duomo_parma_3" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/10/occupazione_duomo_parma_3.jpg" alt="" width="580" height="435" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/10/23/e-morto-don-enzo-mazzi-il-parroco-ribelle-dellisolotto/occupazione_duomo_parma_6/" rel="attachment wp-att-33699"><img class="aligncenter size-large wp-image-33699" title="occupazione_duomo_parma_6" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/10/occupazione_duomo_parma_6-435x580.jpg" alt="" width="435" height="580" /></a></p>
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<p><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/10/23/e-morto-don-enzo-mazzi-il-parroco-ribelle-dellisolotto/occupazione_duomo_parma_10/" rel="attachment wp-att-33700"><img class="aligncenter size-full wp-image-33700" title="occupazione_duomo_parma_10" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/10/occupazione_duomo_parma_10.jpg" alt="" width="580" height="435" /></a></p>
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<p><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/10/23/e-morto-don-enzo-mazzi-il-parroco-ribelle-dellisolotto/occupazione_duomo_parma_15/" rel="attachment wp-att-33701"><img class="aligncenter size-full wp-image-33701" title="occupazione_duomo_parma_15" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/10/occupazione_duomo_parma_15.jpg" alt="" width="580" height="435" /></a></p>
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<p><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/10/23/e-morto-don-enzo-mazzi-il-parroco-ribelle-dellisolotto/occupazione_duomo_parma_16/" rel="attachment wp-att-33702"><img class="aligncenter size-full wp-image-33702" title="occupazione_duomo_parma_16" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/10/occupazione_duomo_parma_16.jpg" alt="" width="580" height="435" /></a></p>
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<h3 style="text-align: justify;"><a href=" http://www.adistaonline.it/index.php?op=articolo&amp;id=50884"><br />
</a><strong><a href=" http://www.adistaonline.it/index.php?op=articolo&amp;id=50884">La vicenda di Enzo Mazzi in un ricordo di «Adista»</a></strong></h3>
<p style="text-align: justify;">
La vicenda umana, ecclesiale e politica di Enzo Mazzi, spentosi a Firenze il 22 ottobre scorso, è indissolubilmente legata alla storia delle Comunità di Base e a quella di un quartiere della periferia sud-occidentale della città, l’Isolotto. Una identità collettiva, quella di Enzo, sempre rivendicata con orgoglio, contro ogni forma di personalismo o liderismo, ogni tentazione di autoreferenzialità o accentramento.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Una città nella città</strong><br />
All’Isolotto Enzo, classe 1927, era arrivato come giovane parroco della chiesa di Santa Maria della Grazie alla fine del 1954, quando il nuovo quartiere, che sorge sulla riva sinistra dell’Arno, veniva inaugurato dal sindaco di Firenze Giorgio La Pira. L’Isolotto, nell’idea utopica del sindaco pacifista, doveva essere la prima “città satellite” nella storia d’Italia, un quartiere che, pur orbitando intorno alla metropoli, disponesse di servizi e strutture tali da renderla autonoma. Era il primo intervento di grande rilievo realizzato a Firenze nel dopoguerra e uno dei più importanti del Novecento, preso ad esempio anche da altre città in tutto il mondo. Nei primi mille appartamenti consegnati da La Pira, si ritrovarono a vivere a pochi metri di distanza l’una dall’altra più di quattromila persone, provenienti da realtà diverse, dalle zone rurali o dal meridione, rifugiati dall’Istria o profughi di guerra, vissuti fino ad allora in situazioni sociali del tutto eterogenee di cultura contadina o provenienti dai centri storici, usciti da situazioni di estrema miseria o di coabitazione stabilita per legge.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Parrocchia, territorio, fabbrica, mondo</strong><br />
Lo smarrimento per la perdita della propria identità si univa, nella nuova popolazione dell’Isolotto, allo slancio verso il futuro di un Dopoguerra segnato dalla speranza della ricostruzione e del boom economico. Ma al momento della sua realizzazione concreta, l’Isolotto nacque come quartiere dormitorio al pari di tutti gli altri nati con i Piani casa locali realizzati nel Paese. Al quartiere mancavano infatti tutti i servizi essenziali: scuole, mezzi pubblici, luoghi di socialità, negozi, ambulatori. Come scuole elementari, vennero quindi utilizzate, dal settembre del 1955, le “Baracche verdi”, locali in legno situati lungo il viale delle Mimose, che in un primo momento non disponevano dei servizi igienici, del riscaldamento né dell’acqua (le “Baracche”, dopo la costruzione della scuola in muratura, divennero poi sede della Comunità di Base). Furono anni di dure battaglie dei comitati di quartiere, che videro Enzo Mazzi sempre in prima linea. Si sviluppò in quel periodo una collaborazione stretta fra la parrocchia (guidata da don Enzo assieme ai viceparroci che si avvicendano al suo fianco: don Sergio Gomiti e di don Paolo Caciolli), la Casa del popolo e i comitati di quartiere, che si concretizzò nella solidarietà agli operai delle Officine Galileo che avevano occupato la fabbrica per protestare contro i licenziamenti, ai lavoratori del Nuovo Pignone, ai minatori dell’Amiata.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il “caso Isolotto”</strong><br />
Due anni dopo, la coesione raggiunta dal quartiere fu messa a dura prova da una caso che scosse la Chiesa fiorentina ed ebbe ripercussioni enormi nelle successive vicende ecclesiali del Paese. Il 14 settembre 1968, a Parma, un gruppo di giovani fece uno dei gesti più carichi di forza simbolica di quel periodo: occupò la cattedrale della città, chiedendo una Chiesa più povera e libera dall’autoritarismo e dalla collusione con il potere. La comunità ecclesiale dell’Isolotto espresse, in una lettera agli occupanti, la sua piena solidarietà. Il cardinale di Firenze, Ermenegildo Florit (lo stesso che aveva esiliato a Barbiana don Lorenzo Milani, che di Mazzi era stato compagno di seminario), chiese a don Enzo di ritirare quella lettera, ma di fronte non trovò solo il diniego di un parroco fiero delle proprie idee, ma quello di centinaia di fedeli. Così, quando il 4 dicembre 1968 Florit rimosse don Mazzi da parroco, ci furono massicce manifestazioni di protesta, come quelle del 5 e dell’8 dicembre, con più di diecimila persone in piazza, e anche “sfide” plateali.</p>
<p style="text-align: justify;">La gente dell’Isolotto decise in massa di abbandonare il simulacro di cemento della parrocchia “requisita” da Florit e di continuare a celebrare il proprio essere comunità viva nella piazza antistante. Iniziarono così quelle celebrazioni in piazza dell’Isolotto che, domenica dopo domenica, testimoniavano in maniera dirompente il nascere di una Chiesa popolo di Dio in cammino nonostante il potere gerarchico tentasse di imporre la tradizionale visione del gregge obbediente ai proprio pastori. Ma a celebrare non sono quasi mai Mazzi, Gomiti e Caciolli: oltre a tanti preti italiani, arrivano infatti all’Isolotto presbiteri da Spagna, Francia, Inghilterra, Olanda, Germania e anche da altri continenti (dall’America Latina al Vietnam, alle Filippine, agli Stati Uniti).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Non gregge, ma popolo di Dio</strong><br />
Il ’68 cattolico (che cominciò l’anno prima, nel 1967, con l’occupazione della Cattolica di Milano) si può dire che arrivò alla sua piena maturazione lì, all’Isolotto, dove manifestò la sua profonda esigenza di verità e di autenticità, di porre al vaglio – collettivamente – ogni tratto, comportamento, parola, idea ricevuta dalla tradizione e dall’educazione cattolica. Sulla piazza dell’Isolotto i credenti iniziarono a formare la propria coscienza critica ed a contestare la religione come potere, ricchezza, autoritarismo, passività. L’Isolotto, assieme alla Firenze di don Lorenzo Milani, p. Ernesto Balducci, don Bruno Borghi (prete operaio, compagno di seminario ed intimo amico di Enzo), p. David Maria Turoldo, Giovanni Vannucci, don Luigi Rosadoni, don Giulio Facibeni.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma rispetto a queste figure, sul versante ecclesiale ancor più che su quello politico, la comunità dell’Isolotto andò oltre. «Ci chiamavamo comunità parrocchiale – scrive Mazzi nel libro collettivo Il mio ‘68 – e tentavamo in tutti i modi di esserlo, ma ogni volta sbattevamo contro l’evidenza: una vera comunità non può esistere finché al centro c’è uno che ha tutto il potere e non per volontà sua ma per “volontà di Cristo” e per una seconda natura, quella sacerdotale, di cui non potrà mai spogliarsi». La rivoluzione sociale e culturale investì anche l’aspetto ecclesiale. Cominciò così il percorso delle Comunità Cristiane di Base, che tra la fine degli anni ’60 e l’inizio dei ’70 cominciarono a nascere in tutta Italia: nei grandi centri urbani, come Napoli, Palermo o Roma; e nelle realtà di provincia, come Olbia, Palma Campania, Mandolossa, Piossasco, Gioiosa Jonica.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel frattempo l’allontanamento di Mazzi e, poco dopo, l’invio di un nuovo parroco, mons. Ernesto Alba, portò – su segnalazione della Curia – all’intervento della magistratura fiorentina, che incriminò 5 sacerdoti e 3 laici per “istigazione a delinquere e turbativa di funzione religiosa del culto cattolico”. Mille abitanti dell’Isolotto si autodenunciarono come corresponsabili del reato. 438 di loro furono processati insieme agli 8 già incriminati; ma nel 1971 tutti furono pienamente assolti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Una comunità che cammina. E si rinnova</strong><br />
La Comunità dell’Isolotto continuò a prendere posizioni “scomode” anche negli anni successivi, sulle questioni operaie e del lavoro salariato, sulla guerra, sul Concordato e i privilegi ecclesiastici, sulle questioni di genere e i diritti civili, sul divorzio e sull’aborto. Negli anni vennero avviate innumerevoli iniziative per la pace, l’integrazione, il dialogo interreligioso, la scuola popolare, una nuova catechesi. Un modo inedito di concepire l’educazione religiosa dei giovani era stato avviato nella parrocchia dell’Isolotto già dal 1954. Poi, il 28 novembre 1968, era stato pubblicato dalla Libreria Editrice Fiorentina Incontro a Gesù, libro immediatamente condannato dalla Curia fiorentina. Nonostante tale ostracismo, il “catechismo dell’Isolotto” ebbe ugualmente grande risonanza dentro e fuori il mondo ecclesiale: tradotto in varie lingue, fu utilizzato in molte parrocchie italiane e straniere, e la Commissione che nel 1970 avviò un ampio progetto per rinnovare il vecchio Catechismo a domande e risposte di Pio X, riconobbe ufficialmente di essersi ispirata anche ai contenuti di Incontro a Gesù.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L’incontro con il cardinal Piovanelli</strong><br />
La frattura con la Curia restò. Fino al 1985. Eletto vescovo di Firenze, il card. Silvano Piovanelli (che era stato compagno di seminario di don Mazzi e che nel 1968 aveva cercato di scongiurarne l’allontanamento) compie due scelte significative, che tentavano di chiudere il cerchio di una stagione di censure e ottuse incomprensioni da parte della Curia fiorentina nei confronti dei suoi membri più avanzati: Piovanelli si recò prima a Barbiana e poi, il 24 novembre, fece visita alle “Baracche verdi” per incontrare la Comunità dell’Isolotto. «Vi ringrazio perché ci siete», fu il significativo esordio del suo discorso. Nel 1988, Piovanelli tornò una seconda volta all’Isolotto. E il 4 giugno 1992, durante l’assemblea conclusiva del Sinodo diocesano, l’arcivescovo legge e commenta positivamente una lettera scritta dalla Comunità dell’Isolotto ai partecipanti, che la accolgono con un grande applauso.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Abitare il presente</strong><br />
In prima fila contro la guerra in Iraq nel 2003, nella battaglia a difesa dei diritti sindacali e dell’articolo 18, della libertà di coscienza al referendum sulla fecondazione assistita. Più volte, durante lo scandalo dei preti pedofili, sostenne la “pedofilia strutturale” di una Chiesa che non educa ad una sessualità pienamente vissuta, che reprime e mortifica i suoi seminaristi, che inculca una modalità di relazioni intrinsecamente pedofila, perché non matura né adulta, ma fondata sull’esercizio del potere e sul dominio delle coscienze.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 2006 a Enzo Mazzi e Sergio Gomiti viene conferito, con il parere contrario della Curia (allora guidata dal card. Antonelli), “Il Fiorino d’oro della città di Firenze”, riconoscimento concesso dal Comune a tutti coloro che hanno contribuito a dare lustro alla città o si siano distinti a livello internazionale per la loro opera.</p>
<p style="text-align: justify;">Due anni dopo, Mazzi è tra quei preti (41) che firmano un appello a sostegno della battaglia condotta da Beppino Englaro per porre termine alla vita vegetativa della figlia Eluana. Quando il Tribunale civile di Milano autorizzò il padre ad interrompere l’alimentazione e l’idratazione forzata della figlia, sul Manifesto (11/7/2008), Mazzi parlò di un «annuncio di liberazione e di resurrezione»: «Beppino Englaro – scrisse – potrà dare di nuovo la vita a sua figlia, quasi generarla di nuovo. Sospendendo l’alimentazione forzata potrà compiere nei confronti della figlia il gesto generativo più forte. E sarà anche la scelta più densa di fede cristiana». Poi aggiunse: «Sarà come un secondo battesimo, non in senso ritualista, ma come immersione nella dimensione della resurrezione, cioè della vita che perennemente rinasce».</p>
<p style="text-align: justify;">Ancora nel 2009, Enzo Mazzi fu al fianco di don Alessandro Santoro, rimosso dal suo incarico di cappellano della Comunità delle Piagge per aver celebrato il matrimonio, contro il parere della Curia, tra un ex transessuale diventato donna a tutti gli effetti anche per lo Stato italiano e il suo compagno di una vita. Sembrò profilarsi un nuovo “caso Isolotto”. Poi l’arcivescovo, mons. Giuseppe Betori, decise di allentare il conflitto, e reintegrò don Santoro nel suo incarico.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche negli ultimi mesi, nonostante la malattia, Enzo ha continuato ad intervenire nel dibattito pubblico. Lo ha fatto ad esempio sostenendo la manifestazione delle donne del 13 febbraio 2011, “Se non ora, quando?”: «Le donne che si riprendono le piazze – scrisse – si riprendono anche per se stesse e per tutti noi il potere sulla sacralità della natura, dei corpi, della sessualità e, mettendo un po’ di enfasi, sulla sacralità di tutto l’esistente». Poi era arrivata la proposta governativa di cancellare alcune festività civili. Tra queste, il 1.mo Maggio: «Una festa da sacrificare all’orgia del consumo», commentò Mazzi. E ancora, lo scorso 28 agosto, un articolo sulle colonne del manifesto: «Per la strategia liberista la gente deve scordare il suo passato sociale, e non avere altro ideale e identità che la religione del danaro». <em>(valerio gigante)</em></p>
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		<title>Se ne infischia, lui, del beneplacito dei preti</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Oct 2011 22:57:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In questa foto vediamo il presidente francese Nicolas Sarkozy in visita ieri alla mostra «Lo spirito della resistenza» in corso a Alès (Gard), nelle Cevenne. In questa zona della Francia, i protestanti sono stati a lungo perseguitati e martirizzati per la loro fede. Il presidente del consiglio italiano parteciperebbe mai a una cerimonia laica di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/10/05/se-ne-infischia-lui-del-beneplacito-dei-preti/protestanti/" rel="attachment wp-att-33050"><img class="aligncenter size-large wp-image-33050" title="protestanti" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/10/protestanti-580x360.jpg" alt="" width="580" height="360" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">In questa foto vediamo il presidente francese Nicolas Sarkozy in visita ieri alla mostra «Lo spirito della resistenza» in corso a Alès (Gard), nelle Cevenne. In questa zona della Francia, i protestanti sono stati a lungo perseguitati e martirizzati per la loro fede.<span id="more-33049"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il presidente del consiglio italiano</strong> parteciperebbe mai a una cerimonia laica di questo tenore? Andrebbe mai a deporre una corona d&#8217;alloro ai piedi della statua di Giordano Bruno condannato al rogo dal Tribunale dell&#8217;Inquisizione della Chiesa cattolica che lo fece bruciare vivo a Roma, in Campo de&#8217; Fiori, il 17 febbraio 1600? Certo che no. Ma son cose da chiedere?</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Idem per la sinistra.</strong> Il 20 settembre scorso, ricorrenza della breccia di Porta Pia che nel 1870 mise fine al potere temporale dei papi, il presidente della Repubblica ha dovuto concordare con il Vaticano la presenza degli storici e delle personalità della cultura da invitare. Naturalmente erano sgraditi coloro che si rifanno all&#8217;obsoleto concetto di «libera Chiesa in libero Stato».</p>
<p style="text-align: justify;">Più che un patto tra eguali quello che lega l&#8217;Italia alla Chiesa è un umiliante contratto tra padrone e servo, gremito di decime e corvée che la prima deve alla seconda. Dimenticavo, Sarkozy ha detto che ci vorrebbero lo stesso coraggio e il medesimo sangue freddo di quei riformatori per affrontare la crisi di oggi.</p>
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		<title>Credenti o marziani?</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Sep 2011 11:57:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Interruzione della gravidanza]]></category>
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		<description><![CDATA[Il cardinale Carlo Caffarra, arcivescovo di Bologna. Rebecca e Lucia, le gemelline siamesi di Bologna con un cuore solo, sono morte martedì sera. La diocesi bolognese, retta dal cardinale Carlo Caffarra, ha elogiato i genitori che hanno scelto di far nascere le bambine nonostante la grave malformazione. I genitori, hanno affidato a un portavoce questa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/09/09/credenti-o-marziani/caffarra-petronio/" rel="attachment wp-att-32126"><img class="aligncenter size-large wp-image-32126" title="Caffarra-Petronio" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/09/Caffarra-Petronio-580x371.jpg" alt="" width="580" height="371" /></a>Il cardinale Carlo Caffarra, arcivescovo di Bologna.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Rebecca e Lucia, le gemelline siamesi di Bologna con un cuore solo, sono morte martedì sera. La diocesi bolognese, retta dal cardinale Carlo Caffarra, ha elogiato i genitori che hanno scelto di far nascere le bambine nonostante la grave malformazione.<span id="more-32125"></span></p>
<p style="text-align: justify;">I genitori, hanno affidato a un portavoce questa dichiarazione: «Grazie alle nostre gemelline per avere fatto un pezzo di strada insieme. Tutti i figli sono un dono meraviglioso. Sempre, anche quando hanno dei problemi. Bisogna accoglierli, anche se una diagnosi prenatale può essere problematica. Questo è il nostro messaggio, che vogliamo mandare a medici e famiglie».</p>
<p style="text-align: justify;">Don Giovanni Nicolini, il prete bolognese degli ultimi, ha detto che i giornali ne hanno scritto troppo: «Serviva da subito più silenzio, mentre il dolore è diventato mediatico».</p>
<p style="text-align: justify;">E allora noi non aggiungiamo nulla ai fatti e a queste parole. Se volete, fatelo voi.</p>
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		<title>Com&#8217;è che incontrai don Camillo e mi sfruttò</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Sep 2011 13:55:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[Personaggi]]></category>
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		<category><![CDATA[Boy scout]]></category>
		<category><![CDATA[Don Camillo Mellini]]></category>

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		<description><![CDATA[Un momento dei funerali di don Camillo nella chiesa di San Pietro. Nel film e nei commenti, qualcuno racconta dell&#8217;abilità che ha sempre avuto Camillo Mellini a «sfruttare» i suoi ragazzi. Anch&#8217;io sono uno dei suoi «sfruttati». Se non avete di meglio da fare, vi racconto com&#8217;è andata. (is) Entrai negli scout in bicicletta e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/09/04/i-migliori-anni-della-mia-vita-i-ricordi-di-uno-scout-in-bicicletta/scout-funerale-don-camillo/" rel="attachment wp-att-31925"><img class="aligncenter size-large wp-image-31925" title="scout funerale don Camillo" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/09/scout-funerale-don-Camillo-580x386.jpg" alt="" width="580" height="386" /></a></em><strong>Un momento dei funerali di don Camillo nella chiesa di San Pietro.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Nel film e nei commenti, qualcuno racconta dell&#8217;abilità che ha sempre avuto Camillo Mellini a «sfruttare» i suoi ragazzi. Anch&#8217;io sono uno dei suoi «sfruttati». Se non avete di meglio da fare, vi racconto com&#8217;è andata. </em><strong>(is)</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Entrai negli scout in bicicletta e in bicicletta ne uscii. Non con la stessa bici, ovviamente. La prima era la biciclettina rossa di marca Wander, unico regalo della cresima. Quella con cui sono uscito, una biciclettona nera dai freni a bacchetta presa a prestito.<span id="more-31924"></span><br />
Qualche anno fa, sono stato agganciato da don Camillo mentre passavo davanti alla sua chiesa con una bici da donna, ed è stato allora che mi ha chiesta di scrivere quello che ho scritto.<br />
Non so se tutte queste biciclette vogliano dire qualcosa, a parte il fatto che dalle nostre parti si va parecchio in bici. A ogni buon conto, voglio raccontarvi di queste tre pedalate perché credo abbiano una qualche relazione con la nostra storia.<br />
Degli scout si erano accampati nel cortile delle scuole elementari di Tabiano Castello, dove all&#8217;epoca abitavo. Tra i passatempi domenicali di noi ragazzi di campagna c&#8217;era quello di gironzolare attorno a tutto ciò che veniva da fuori, che ci sembrava estraneo o strano. Che so: dei bambini di Tabiano Terme o di salsomaggio9re, una macchina con dentro dei morosi, una ragazza carina venuta a trovare i nonni, dei corridori dilettanti che posavano la bici nel fosso per correrci dietro quando urlavamo «vai Gimondi che sei primo» e via bighellonando.<br />
Le estati erano lunghe. Si era felici senza saperlo. «Quando, guardandomi indietro, penso a giorni di gioia, erano quasi sempre giorno d&#8217;estate», ha scritto Paul Morand (e anch&#8217;io l&#8217;ho già scritto da qualche altra parte).<br />
Uno di quei giorni,m una domenica, ero con Luigi Cenci e suo cugino Gabriele Rastelli, vidi dei coetanei in divisa vicino a una tenda piantata nel cortile della scuola. Facevano strane manovre: accorrevano a un fischio e si mettevano in fila dietro una bandierina triangolare, agli ordini di un tizio con scarponi fuori stagione e pelazzi da uomo fatto sulle gambe nude. Erano Ottobrino Salvatore detto Luciano (solo dalla madre, tutti gli altri lo chiamavano Otto) e la squadriglia dei Castori.<br />
Ci avvicinammo e fioccarono le domande. Chi siete? Da dove venite? Siamo boy scout, veniamo dalla Corea. La prima parte della risposta l&#8217;avevo quasi capita. La seconda mi sapeva di presa in giro. Mi risultava che la Corea fosse un Paese parecchio fuori mano. Frequentavo la prima media a Fidenza, ma nessuno mi aveva mai parlato di quel quartiere.<br />
Non ricordo altro, ma quel pomeriggio di un giorno d&#8217;estate del 1963 Otto dovette risultare particolarmente convincente e avvincente perché nell&#8217;ottobre dello stesso anno con uno zaino tondo tanto era gonfio, la camicia color cachi, i pantaloni blu elettrico e il vento in faccia scesi senza frenare fino in Corea, che nel frattempo avevo imparato dove si trovasse. Per raggiungerla, c&#8217;era ancora la strada inghiaiata che faceva le bisaboghe dopo il cimitero del Cabriolo, prima che la raddrizzassero e l&#8217;asfaltassero.<br />
La zona attorno al campetto era piena di albneri sradicati in quei giorni. La lottizzazione avanzava. Ci accampammo in una specie di foresta morta, con foglie a terra e radici per aria. Ero bottino di guerra di Otto, venni arruolato d&#8217;ufficio nei suoi Castori. Il ritorno a casa, il giorno successivo, fu un&#8217;inesorabile salita così com&#8217;era stata un&#8217;esaltante discesa. Dovetti spingere la Wander rossa fin sotto il castello. Non ricordo di essermi stancato. Forse cantavo una canzone appena imparata. Degli altri due tabianesi si erano intanto perse le tracce. Ho rivisto i nostri nomi in un elenco compilato da Camillo Frazzi e conservato negli archivi della curia, ritrovato mentre stavo facendo ricerche per scrivere questo libro. Erano gli unici nomi scritti a matita. Eravamo periferici e provvisori. Io venni in seguito trascritto a macchina, con una macchina dai tasti zoppi, su un tesserina verde con il giglio d&#8217;oro.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/09/04/i-migliori-anni-della-mia-vita-i-ricordi-di-uno-scout-in-bicicletta/scout_salta/" rel="attachment wp-att-31930"><img class="aligncenter size-full wp-image-31930" title="scout_salta" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/09/scout_salta.tif" alt="" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Nel 1969 lasciai gli scout per ficcarmi in un&#8217;altra avventura, che all&#8217;epoca mi parve più eccitante e più à la page. Si era di gennaio e su Fidenza fioccava una neve leggera e pigra che sfarfallava a lungo nell&#8217;aria prima di atterrare. Nel pomeriggio di quel giorno, il sindaco Tullio Marchetti aveva deciso con un colpo di testa di proibire la rappresentazione della commedia Gli uccelli di Aristofane, portata in tournée dalla compagnia di Edmonda Aldini e Duilio del Prete. La Fidenza drammatica e filodrammatica, specialmente giovanile, spalleggiata dai commedianti, aveva reagito occupando il Magnani.<br />
Più che di un&#8217;occupazione in piena regola, che uno si immagina fatta di9 porte sfondate, gente che si arrampica su per i muri ed entra dalle finestre, si trattò di uno sgambetto. Gli occupanti usarono le chiavi passate sotto banco dal Partito comunista.<br />
Il Pci, messo alla porta dalla giunta anomala guidata da Tullio Marchetti, trovò in quella gaffe del sindaco l&#8217;insperata occasione per rientrare nel gioco delle poltrone. Fine melomane, l&#8217;ex fornaio Marchetti era digiuno di baruffe goldoniane e complotti shakespeariani. Non vide il trabocchetto e vi cascò dentro a peso morto.<br />
Saputo che la commedia dell&#8217;Aldini aveva sollevato un po&#8217; di polvere altrove, il tremebondo sindaco sperava con quella serrata di stornare da sé i guai, mentre fu così che se li procurò. Il Pci ebbe buon gioco a montare una sollevazione contro l&#8217;incauto censore. Tra l&#8217;Aldini e il primo cittadino volarono parole grosse. L&#8217;epiteto lanciato da Marchetti all&#8217;indirizzo dell&#8217;attrice inzi9a per «pu» e termina con «ana». Per dargli maggiore forza distruttiva, ne usò la versione dialettale, che inizia con pü.<br />
L&#8217;ingiustizia della censura mi parve pale, allora si era affamati di torti da raddrizzare, e fu giocoforza aggregarmi agli occupanti. Uno dei tanti. Non so come (forse fui io stesso a dirgleielo), don Camillo venne a sapere del mio gesto impulsivo e mi convocò al quartier generale. In Corea.<br />
Andai a rapporto con la vecchia bici nera di Sergio, il barbiere che aveva bottega davanti al bar di mia sorella, il Caffè Margherita. I battistrada delle ruote lasciavano tracce nitide sul leggero velo di neve fresca che cominciava ad attecchire.<br />
Don Camillo mi spiegò che non ce l&#8217;aveva con il movimento (da tempo aiutava noi liceali irrequieti a ciclostilare giornaletti e volantini), non gli garbava però che le cose si mescolassero più di tanto. Mi trattò da adescato, strumentalizzato. Strumentalizzato da chi, scusi?<br />
Dallo scaffale della biblioteca sfilò il decimo volume del Dizionario Bompiani delle opere e dei personaggi, quello che va da To a Z e riporta la scheda de Gli uccelli. Mi lesse la trama dlela commedia: i protagonisti si chiamano Sperabene e Gabbacompagno. «Lo sai chi sono questi due?», mi chiese don Camillo con l&#8217;aria di quello che si era preparato la risposta. Scossi la testa. «Sono Pico e Grilli». Due nomi che oggi dicono poco o niente ma a quell&#8217;epoca erano i Dioscuri del Pci, rapivano i giorni sbandati per catechizzarli, erano la mano tesa del partito ai confusi dell&#8217;estrema sinistra. Nella sua rilettura di una commedia scritta quattro secoli avanti Cristo, don Camillo si rivelò profetico. Ma allora lo giudicai indietro.<br />
Il colloquio si concluse con un aut aut: o di qua o di là. !Per ora, e con il suo permesso, vado un po&#8217; di là, poi si vedrà». Lo decisi lì, su due piedi, perché gli aut aut non mi sono mai piaciuti. Ci salutammo senza rancori. Allora non sapevo che cosa fossero i rimpianti e i rimorsi. Pensavo solo che ognuno dovesse fare la propria strada. Una strada piena diu curve, che faceva più fino chiamare svolte.<br />
Lui continuò sportivamente a stampare le nostre velleità. Macchiandosi d&#8217;inchiostro, sbuffando contro le matrici Gestetner più friabili delle ostie e respirando l&#8217;ozono di una copiatrice a rulli nello stambugio del ciclostile. Nessun studente fidentino che abbia fatto il Sessantotto (ammesso che questa espressione voglia ancora dire qualcosa) può vantare una dimestichezza con il ciclostile pari a quella di don Camillo.<br />
Quel tardo pomeriggio di una domenica di gennaio del 1969, tornando dal barbiere Sergio, che aveva nel frattempo abbassato la saracinesca e mi stava aspettando già da un bel pezzo sorbendosi bersaglieri al banco del bar di mia sorella, non ritrovai le impronte delle ruote lasciate all&#8217;andata. La neve nuova le aveva ricoperte. Niente era più come prima. Pedalare era più difficile, era facile scivolare. Me ne infischiavo, perché mi consideravo ormai dentro il Sessantotto. Con la tacita benedizione di don Camillo. Ero un esploratore in avanscoperta, anzi allo sbaraglio.<br />
L&#8217;ultima storia di bici mi è capitata non più tardi di cinque-sei anni fa. Pedalavo lentamente, troppo lentamente, per piazza Vincenzo Gioberti, che a Fidenza tutti si ostinano a chiamare piazza San Pietro dal nome della chiesa di cui è da tempo titolare l&#8217;ex assistente degli scout, e ciò diede modo al lesto parroco di catturarmi senza particolari sforzi. Una chiacchiera tira l&#8217;altra, don Camillo mi chiese se avevo voglia di scrivere un libro sugli scout di Fidenza. Gli risposi che avrebbe dovuto accontentarsi di un opuscolo. Annuì, sorridendo. Accettai senza scendere dal sellino. Non sapevo in che guaio stavo per cacciarmi. Senza rendermene conto, firmai un piano quinquennale. La mia natura di Bufalo servizievole mi aveva incastrato.</p>
<p style="text-align: justify;">(Dal libro di Ivano Sartori <em>Il Grande Gioco, gli scout a Fidenza dal dopoguerra a oggi</em>, pubblicato nel 2003 dopo cinque anni di ricerche e raccolta di testimonianze)</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/09/04/i-migliori-anni-della-mia-vita-i-ricordi-di-uno-scout-in-bicicletta/grande_gioco/" rel="attachment wp-att-31926"><img class="aligncenter size-large wp-image-31926" title="grande_gioco" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/09/grande_gioco-435x580.jpg" alt="" width="435" height="580" /></a></p>
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		<title>Ma lo sapevate che il cardinale Bagnasco è generale di corpo d&#8217;armata?</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Sep 2011 11:26:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Laicità]]></category>

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		<description><![CDATA[Da un articolone pubblicato dal quotidiano la Repubblica il 9 febbraio 2010 e riguardante la rivalità tra i cardinali Bertone e Bagnasco apprendo: «Angelo Bagnasco è genovese: origini umili, generale di corpo d&#8217;armata, ex ordinario militare, insegnante di “metafisica e ateismo contemporaneo” eccetera». Trasecolo: generale di corpo d&#8217;armata? Il proto avrà saltato una riga, quella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/09/01/ma-voi-lo-sapevate-che-il-cardinale-bagnasco-e-un-generale-di-corpo-darmata/bagnasco_0/" rel="attachment wp-att-31763"><img class="aligncenter size-large wp-image-31763" title="bagnasco_0" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/09/bagnasco_0-580x386.jpg" alt="" width="580" height="386" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Da un articolone pubblicato dal quotidiano la Repubblica il 9 febbraio 2010 e riguardante la rivalità tra i cardinali Bertone e Bagnasco apprendo: «Angelo Bagnasco è genovese: origini umili, generale di corpo d&#8217;armata, ex ordinario militare, insegnante di “metafisica e ateismo contemporaneo” eccetera».<span id="more-31762"></span><br />
Trasecolo: generale di corpo d&#8217;armata? Il proto avrà saltato una riga, quella che diceva «figlio di un generale di corpo d&#8217;armata». Già, ma come si conciliano le umili origini con l&#8217;essere figli di un generale, per giunta di corpo d&#8217;armata che devono essere un bel mucchio di stellette?<br />
Rileggo, non mi capacito, vado a controllare sull&#8217;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Angelo_Bagnasco">enciclopedia degli ignoranti pigri</a>, che conferma. Per una famigerata legge del 1961, gli alti papaveri del Vaticano che sono alti cappellani militari sono parificati agli alti papaveri dello Stato italiano. Che li paga adeguatamente e profumatamente. Tanto per dirne un&#8217;altra sui lacci e lacciuoli che la breccia di Porta Pia aveva spezzato il 20 settembre 1870 e il cavalier Mussolini e Bettino Craxi hanno riallacciato. Per dirne un&#8217;altra su quel che ci costa l&#8217;ambaradan vaticano.<br />
Ma il Nostro è generale di corpo d&#8217;armata dell&#8217;esercito pontificio o di quello italiano? Se è vera la seconda, non lo si potrebbe mandare su qualche fronte, tipo Iraq o Afghanistan, a vedere da vicino com&#8217;è fatta una guerra?<br />
Insieme a don Lorenzo Milani e a molti altri preti illusi, credevamo che la Chiesa fosse per la pace e che l&#8217;obbedienza non fosse più una virtù. Ci eravamo sbagliati. <em>Gott mit uns. </em><strong>(np)</strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/09/01/ma-voi-lo-sapevate-che-il-cardinale-bagnasco-e-un-generale-di-corpo-darmata/bagnasco_2/" rel="attachment wp-att-31772"><img class="aligncenter size-large wp-image-31772" title="Bagnasco_2" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/09/Bagnasco_2-411x580.jpg" alt="" width="411" height="580" /></a></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Un milione e mezzo di soldi pubblici. Per il meeting di Comunione e Liberazione la crisi può aspettare</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Aug 2011 21:59:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[religioni]]></category>
		<category><![CDATA[Comunione e Liberazione]]></category>
		<category><![CDATA[Meeting Rimini]]></category>

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		<description><![CDATA[Domenica 21 agosto a Rimini inizia il tradizionale evento di Comunione e liberazione. Lazio, Friuli e Sardegna sponsorizzano con 100.000 euro. La Lombardia ne tira fuori 84.000, ma fa aprire uno stand anche alla partecipata Trenord. Contributi anche da Roma attraverso gli enti previdenziali e i ministeri. Un fatturato di 8 milioni e 400mila euro. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/08/19/un-milione-e-mezzo-di-soldi-pubblici-per-il-meeting-di-cl-la-crisi-puo-aspettare/rimini_meeting/" rel="attachment wp-att-31264"><img class="aligncenter size-large wp-image-31264" title="rimini_meeting" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/08/rimini_meeting-580x138.jpg" alt="" width="580" height="138" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Domenica 21 agosto a Rimini inizia il tradizionale evento di Comunione e liberazione. Lazio, Friuli e Sardegna sponsorizzano con 100.000 euro. La Lombardia ne tira fuori 84.000, ma fa aprire uno stand anche alla partecipata Trenord. Contributi anche da Roma attraverso gli enti previdenziali e i ministeri.</strong><span id="more-31263"></span><br />
Un fatturato di 8 milioni e 400mila euro. Numeri da grande industria che vengono polverizzati in una settimana, dal 21 al 27 agosto. Il raduno del popolo ciellino va ben oltre l&#8217;aspetto spirituale. E fa girare una montagna di soldi. I finanziamenti, cui corrispondono stand nei padiglioni fieristici o spazi pubblicitari, per il 70% arrivano dalle sponsorizzazioni. Grandi colossi privati, come Intesa San Paolo, Finmeccanica, Enel e Wind. Ma anche da tanti enti pubblici: Comuni (tre, tra cui Roma), Regioni (sette), Province (due) e Ministeri (due), società partecipate dal pubblico come Poste Italiane, Trenitalia, Ferrovie Nord, per un totale di almeno un milione e mezzo di euro di sponsorizzazioni. E il Veneto del leghista Luca Zaia ha deliberato lo stanziamento di 37mila euro in una seduta di giunta che si è tenuta il giorno dopo Ferragosto.<strong> <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/18/ecco-gli-enti-pubblici-che-finanziano-cl-cosi-il-meeting-ha-raccolto-un-milione-e-mezzo/152175/">Clicca qui per leggere tutto l&#8217;articolo.</a> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Per saperne di più: </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/18/cosi-comunione-e-liberazione-entrata-e-comanda-nelle-coop-rosse/152159/">L&#8217;INFLUENZA CIELLINA ANCHE NELLE COOPERATIVE ROSSE</a><br />
<a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/18/tutti-gli-interessi-della-lobby-di-dio-nel-virtuoso-sistema-sanitario-lombardo/83063/">GLI INTERESSI DELLA «LOBBY DI DIO» NEL SISTEMA SANITARIO LOMBARDO</a></p>
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
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		<title>Alberghi di lusso e turismo esentasse: per il Vaticano privilegi da 3 miliardi</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Aug 2011 21:27:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[Cardinale Angelo Bagnasco]]></category>
		<category><![CDATA[Città del Vaticano]]></category>
		<category><![CDATA[Evasione fiscale]]></category>
		<category><![CDATA[Ici]]></category>

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		<description><![CDATA[In Italia oltre 200mila posti letto gestiti da enti religiosi: 55 milioni di presenze ogni anno. Ma, per salvarsi dall&#8217;Ici, basta che un immobile, anche commerciale, abbia uno spazio dedicato al culto. Hotel con terrazze sulla Capitale, società che organizzano viaggi per i turisti della fede, scuole e ospedali. Tutto esentasse o quasi, grazie ai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/08/19/alberghi-di-lusso-e-turismo-esentasse-per-il-vaticano-privilegi-da-3-miliardi/bodypart-7/" rel="attachment wp-att-31341"><img class="aligncenter size-large wp-image-31341" title="BodyPart" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/08/BodyPart4-580x399.jpg" alt="" width="580" height="399" /></a><br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;">In Italia oltre 200mila posti letto gestiti da enti religiosi: 55 milioni di presenze ogni anno. Ma, per salvarsi dall&#8217;Ici, basta che un immobile, anche commerciale, abbia uno spazio dedicato al culto.<span id="more-31319"></span><br />
Hotel con terrazze sulla Capitale, società che organizzano viaggi per i turisti della fede, scuole e ospedali. Tutto esentasse o quasi, grazie ai privilegi di cui gode il Vaticano. La denuncia dei Radicali: «Non vogliamo l&#8217;ici per le chiese, ma se vogliono fare gli imprenditori allora paghino le imposte come tutti. Con qualche ritocco alle esenzioni della Chiesa cattolica, lo Stato potrebbe risparmiare fino a 3 miliardi l’anno». Nel mirino le agevolazioni su Ici, Ires e l&#8217;8 x mille (<a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/18/santissimo-privilegio/152104/">di Caterina Perniconi</a>). «Come credenti dobbiamo fare appello alla coscienza di tutti perchè ognuno faccia la sua giusta parte», ha detto oggi il presidente della Cei Angelo Bagnasco. Staderini replica ironico: «Da che pulpito». E anche i massoni prendono posizione. Il Gran Maestro Raffi, del Grande Oriente d&#8217;Italia, chiede il congelamento dell&#8217;8 per mille fino al pareggio di bilancio (<a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/08/19/tagliamo-i-privilegi-fiscali-della-chiesa-radicali-e-massoni-replicano-a-bagnasco/152441/">leggi l&#8217;articolo</a>).</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/08/19/alberghi-di-lusso-e-turismo-esentasse-per-il-vaticano-privilegi-da-3-miliardi/laici_devoti-580x422/" rel="attachment wp-att-31342"><img class="aligncenter size-full wp-image-31342" title="Laici_devoti-580x422" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/08/Laici_devoti-580x4221.jpg" alt="" width="580" height="422" /></a>Laici e religiosi a Madrid. Questa suora è probabile non sappia nulla del giro d&#8217;affari del Vaticano. Quelle come lei si limitano a rifare i letti dei «pellegrini» negli alberghi «dei preti».</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Gli indignados stanno forse esagerando con il papa? No, stanno solo ricordando</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Aug 2011 01:01:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità politica e sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[religioni]]></category>
		<category><![CDATA[Giornata mondiale della gioventù]]></category>
		<category><![CDATA[José Luis Rodriguez Zapatero]]></category>
		<category><![CDATA[Josef Ratzinger]]></category>
		<category><![CDATA[Madrid]]></category>
		<category><![CDATA[Papa Benedetto XVI]]></category>
		<category><![CDATA[Papa boys]]></category>

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		<description><![CDATA[Nelle foto, papa boys e contestatori del papa. Tra i sostenitori di Benedetto XVI accorsi a Madrid i più numerosi sono italiani (86mila), spagnoli (80mila), francesi (50mila). Seguono americani, tedeschi, brasiliani, polacchi, portoghesi, messicani e argentini. Benedetto XVI è calato a Madrid proprio in fortunata concomitanza con l&#8217;agonia del governo di sinistra per somministrare a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/08/19/stanno-forse-esagerando-gli-indignados-con-il-papa-no-stanno-solo-ricordando/attachment/316319/" rel="attachment wp-att-31232"><img class="aligncenter size-large wp-image-31232" title="316319" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/08/316319-580x382.jpg" alt="" width="580" height="382" /></a><strong>Nelle foto, papa boys e contestatori del papa. Tra i sostenitori di Benedetto XVI accorsi a Madrid i più numerosi sono italiani (86mila), spagnoli (80mila), francesi (50mila). Seguono americani, tedeschi, brasiliani, polacchi, portoghesi, messicani e argentini.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Benedetto XVI è calato a Madrid proprio in fortunata concomitanza con l&#8217;agonia del governo di sinistra per somministrare a quel mangiapreti di José Luis Rodriguez Zapatero il viatico dell&#8217;estrema unzione.<span id="more-31231"></span> Con l&#8217;artefice dei matrimoni tra omosessuali, della legge che liberalizza l&#8217;aborto e della laicizzazione dello Stato, oggi intento a leccarsi le ferite, i conquistadores vaticani si immaginavano una passeggiata. Non è stato così.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli indignados, più vivi e attivi che mai, hanno fatto sentire la loro voce. E poi loro, con il primo ministro moribondo, hanno avuto e hanno ben poco a che spartire, se non una caterva di speranze finite al macero.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/08/19/stanno-forse-esagerando-gli-indignados-con-il-papa-no-stanno-solo-ricordando/attachment/316320/" rel="attachment wp-att-31233"><img class="aligncenter size-large wp-image-31233" title="316320" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/08/316320-580x433.jpg" alt="" width="580" height="433" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Dopo Oslo, alla gran sarabanda papale non poteva mancare la partecipazione del fondamentalista cattolico, che è stato neutralizzato con sublime efficienza neanche l&#8217;avessero armato coloro che l&#8217;hanno disinnescato. Ne abbiamo viste e lette troppe sulle trame nostrane per credere alle messinscene altrui e alle veline vaticane. Lasciamo che ad abboccare siano i giovani gitanti catapultati laggiù insieme ai loro cappellani e vescovi cantando a squarciagola inni ciellini e mariani. Dopotutto è la festa della gioventù. Mondiale, ahinoi. Beata gioventù.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/08/19/stanno-forse-esagerando-gli-indignados-con-il-papa-no-stanno-solo-ricordando/attachment/316321/" rel="attachment wp-att-31234"><img class="aligncenter size-large wp-image-31234" title="316321" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/08/316321-580x398.jpg" alt="" width="580" height="398" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Dopo Colonia e Sydney, il dubbio privilegio dello spettacolo papale è toccato per la quarta volta alla Spagna: prima Valencia, poi Santiago de Compostela e Barcellona. Quasi una cura. Un&#8217;intensiva opera di evangelizzazione di un Paese da tenere monitorato e massaggiato nell&#8217;anima, un accanimento cattolicamente terapeutico. Una scocciatura per i non credenti. Che, spossati, hanno manifestato. Giornata della gioventù a parte, è la quarta volta di un papa a Madrid. Ditemi voi se non c&#8217;è del metodo in tanta insistenza.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/08/19/stanno-forse-esagerando-gli-indignados-con-il-papa-no-stanno-solo-ricordando/attachment/316322/" rel="attachment wp-att-31235"><img class="aligncenter size-large wp-image-31235" title="316322" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/08/316322-576x580.jpg" alt="" width="576" height="580" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">I papa boys hanno invaso la città ma non sono stati accolti a braccia aperte dai loro coetanei indigeni. Perché? Forse perché ai ragazzi spagnoli tutta questa spesa pubblica (25 milioni di euro) per il viaggio privato di un&#8217;organizzazione privata e straniera non è andata giù. Forse perché l&#8217;idea di essere ricondotti sotto l&#8217;ala dell&#8217;obbedienza ecclesiastica non piace neppure agli stessi credenti. Forse perché queste ripetute visite sanno di Cid Campeador e di Reconquista, delle anime traviate dal socialismo calzolaio e della perduta moralità cattolica, beninteso. Quella che disapprova le unioni civili e i matrimoni gay. E sono stati questi ultimi infatti a rispondere ala loro maniera baciandosi ostentatamente in pubblico. A la kermesse comme à la kermesse.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma questi non sono che gli aspetti più folcloristici e marginali della faccenda. A far infuriare gli indignados c&#8217;è ben di più, oltre agli zainetti arancione con il kit del pellegrino, sprovvisti però degli opportuni preservativi, pagati con i soldi sottratti alle tasche dei giovani spagnoli. E la radice di questa rabbia che non è né ateismo di strada né cagnara anticlericale, è il fiacco interesse delle gerarchie ecclesiastiche verso le tematiche sociali che investono i ragazzi, quali la disoccupazione, il costo della vita e l&#8217;autosufficienza economica.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/08/19/stanno-forse-esagerando-gli-indignados-con-il-papa-no-stanno-solo-ricordando/attachment/316323/" rel="attachment wp-att-31236"><img class="aligncenter size-large wp-image-31236" title="316323" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/08/316323-580x353.jpg" alt="" width="580" height="353" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Sì, sulla ricerca di una dignità sociale e di un&#8217;identità individuale attraverso il lavoro, il papa ha speso qualche parola negli ultimi tempi, ma anteponendo sempre le virtù teologali ai bisogni primari. Il teologo, il vecchio topo da biblioteca non si è mai smentito. Le dichiarazioni più recenti non sono tanto scaturite dal suo cuore e tantomeno dal suo cervello quanto dalla penna dei suoi ghost wrister. Ma non è con gli escamotage dell&#8217;ultima ora e le piccole furbizie che si cancellano anni di indifferenza alle preoccupazioni materiali dei giovani.</p>
<p style="text-align: justify;">Materiale, nelle sacre stanze vaticane, è una parola scabrosa che fa storcere il naso. È da lì che deriva il satanico materialismo, tutto il contrario del serafico spiritualismo, e vuoi vedere, anticamera di una rinascita dei nefasti marxismo, comunismo e socialismo.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/08/19/stanno-forse-esagerando-gli-indignados-con-il-papa-no-stanno-solo-ricordando/attachment/316739/" rel="attachment wp-att-31237"><img class="aligncenter size-large wp-image-31237" title="316739" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/08/316739-580x421.jpg" alt="" width="580" height="421" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Tutte i termini che finiscono in «ismo», amava ripetere don Dante, mio insegnante di religione al ginnasio, definiscono fenomeni negativi. Sono brutte parole. Si dimenticava sempre, guarda un po&#8217;, di citare il nazismo e il fascismo.<br />
Mentre la crisi economica monta e morde, la città che per mesi ha visto gli indignados accampati alla Puerta del Sol, spalanca le porte (ma non le braccia) a questa Woodstock itinerante, facciata pseudo accattivante di una Chiesa in cerca di riabilitazione per poter continuare a riscuotere oboli e prebende, esigere inchini e rivendicare diritti nella cattolicissima Spagna. Una Chiesa che fa da battistrada al probabile ritorno della destra al governo.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/08/19/stanno-forse-esagerando-gli-indignados-con-il-papa-no-stanno-solo-ricordando/attachment/316740/" rel="attachment wp-att-31238"><img class="aligncenter size-large wp-image-31238" title="316740" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/08/316740-500x580.jpg" alt="" width="500" height="580" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Ma non sono le tattiche e strategie di questa Chiesa molto secolare, ergo molto materialista, a scandalizzare le migliaia di giovani che hanno rovinato la festa al papa. È stato lo stesso Ratzinger a farsi la festa con la sua stessa lingua. Quella lingua predisposta a quelle che sembrano gaffe, scivoloni passeggeri, rimediabili e smentibili, mentre sono una manifestazione del suo pensiero più radicato e delle sue convinzioni più profonde.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/08/19/stanno-forse-esagerando-gli-indignados-con-il-papa-no-stanno-solo-ricordando/attachment/316742/" rel="attachment wp-att-31239"><img class="aligncenter size-large wp-image-31239" title="316742" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/08/316742-387x580.jpg" alt="" width="387" height="580" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Lo scorso settembre, e proprio per annunciare che la XXVI Giornata mondiale della gioventù si sarebbe svolta a Madrid, Benedetto XVI mandò un messaggio ai giovani di tutto il mondo in cui si leggeva che «la domanda del posto di lavoro e con ciò quella di avere un terreno sicuro sotto i piedi è un problema grande e pressante», ma i veri «punti fermi» per i giovani risiedono nella fede e «nell&#8217;insieme dei valori che sono alla base della società» e che «provengono dal Vangelo». In altre parole, decrittarono i vaticanisti, la ricerca del posto fisso e della sicurezza economica non deve far perdere di vista i valori del cristianesimo. Un messaggio molto schietto, quasi rude, che non è piaciuto a disoccupati e precari. Che glielo sono andati a dire di persona nel corso dello show madrileno. Con le sue stesse sbrigative maniere.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/08/19/stanno-forse-esagerando-gli-indignados-con-il-papa-no-stanno-solo-ricordando/a-protester-rebukes-pilgrims-as-they-pray-during-a-demonstration-against-the-cost-of-the-papal-visit-in-madrid/" rel="attachment wp-att-31251"><img class="aligncenter size-full wp-image-31251" title="A protester rebukes pilgrims as they pray during a demonstration against the cost of the papal visit in Madrid" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/08/b24d4b26-c906-11e0-9b71-00e9d248a869.jpg" alt="" width="580" height="386" /></a>Un militante dei diritti degli omosessuali fa il sermone a giovani intenti a pregare. </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/08/19/stanno-forse-esagerando-gli-indignados-con-il-papa-no-stanno-solo-ricordando/3-bis-jmj/" rel="attachment wp-att-31254"><img class="aligncenter size-large wp-image-31254" title="3-BIS-JMJ" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/08/3-BIS-JMJ-580x435.jpg" alt="" width="580" height="435" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/08/19/stanno-forse-esagerando-gli-indignados-con-il-papa-no-stanno-solo-ricordando/2-jmj/" rel="attachment wp-att-31255"><img class="aligncenter size-large wp-image-31255" title="2-JMJ" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/08/2-JMJ-580x435.jpg" alt="" width="580" height="435" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/08/19/stanno-forse-esagerando-gli-indignados-con-il-papa-no-stanno-solo-ricordando/3-jmj/" rel="attachment wp-att-31256"><img class="aligncenter size-large wp-image-31256" title="3-JMJ" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/08/3-JMJ-580x435.jpg" alt="" width="580" height="435" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/08/19/stanno-forse-esagerando-gli-indignados-con-il-papa-no-stanno-solo-ricordando/4-jmj/" rel="attachment wp-att-31269"><img class="aligncenter size-large wp-image-31269" title="4-JMJ" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/08/4-JMJ-580x435.jpg" alt="" width="580" height="435" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/08/19/stanno-forse-esagerando-gli-indignados-con-il-papa-no-stanno-solo-ricordando/5-bis_jmj/" rel="attachment wp-att-31270"><img class="aligncenter size-large wp-image-31270" title="5-BIS_JMJ" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/08/5-BIS_JMJ-580x435.jpg" alt="" width="580" height="435" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/08/19/stanno-forse-esagerando-gli-indignados-con-il-papa-no-stanno-solo-ricordando/6_jmj/" rel="attachment wp-att-31271"><img class="aligncenter size-large wp-image-31271" title="6_JMJ" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/08/6_JMJ-580x435.jpg" alt="" width="580" height="435" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/08/19/stanno-forse-esagerando-gli-indignados-con-il-papa-no-stanno-solo-ricordando/7-jmj/" rel="attachment wp-att-31272"><img class="aligncenter size-large wp-image-31272" title="7-JMJ" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/08/7-JMJ-580x435.jpg" alt="" width="580" height="435" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/08/19/stanno-forse-esagerando-gli-indignados-con-il-papa-no-stanno-solo-ricordando/1-jmj/" rel="attachment wp-att-31273"><img class="aligncenter size-large wp-image-31273" title="1-JMJ" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/08/1-JMJ-425x580.jpg" alt="" width="425" height="580" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/08/19/stanno-forse-esagerando-gli-indignados-con-il-papa-no-stanno-solo-ricordando/confessionali/" rel="attachment wp-att-31278"><img class="aligncenter size-large wp-image-31278" title="confessionali" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/08/confessionali-580x386.jpg" alt="" width="580" height="386" /></a>Sono 200 i confessionali bianchi a forma di vela installati nel viale centrale del Parco del Buen Retiro, nel cuore di Madrid. Qui, centinaia di preti e vescovi arrivati da tutto il mondo  ascolteranno i peccati dei pellegrini e daranno loro l&#8217;assoluzione in trenta lingue. </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/08/19/stanno-forse-esagerando-gli-indignados-con-il-papa-no-stanno-solo-ricordando/papa_spagna44/" rel="attachment wp-att-31303"><img class="aligncenter size-large wp-image-31303" title="papa_spagna44" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/08/papa_spagna44-580x386.jpg" alt="" width="580" height="386" /></a>Benedetto XVI ricevuto all&#8217;aeroporto da re Juan Carlos e dalla regina Sofia. </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/08/19/stanno-forse-esagerando-gli-indignados-con-il-papa-no-stanno-solo-ricordando/bishops-protect-themselves-from-the-sun-as-they-wait-for-pope-benedict-xvi-welcoming-ceremony-in-central-madrid/" rel="attachment wp-att-31308"><img class="aligncenter size-large wp-image-31308" title="Bishops protect themselves from the sun as they wait for Pope Benedict XVI welcoming ceremony in central Madrid" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/08/vescovi_parasole-580x438.jpg" alt="" width="580" height="438" /></a></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>In attesa del papa, i vescovi si riparano dal sole. </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/08/19/stanno-forse-esagerando-gli-indignados-con-il-papa-no-stanno-solo-ricordando/spain-pope/" rel="attachment wp-att-31313"><img class="aligncenter size-large wp-image-31313" title="SPAIN POPE" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/08/escorial_2-580x396.jpg" alt="" width="580" height="396" /></a></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/08/19/stanno-forse-esagerando-gli-indignados-con-il-papa-no-stanno-solo-ricordando/world-youth-day-celebrations/" rel="attachment wp-att-31314"><img class="aligncenter size-large wp-image-31314" title="World Youth Day celebrations" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/08/escorial-580x387.jpg" alt="" width="580" height="387" /></a>Religiose del monastero madrileno dell&#8217;Escorial ascoltano e applaudono il papa. </strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>I due pesi e le due misure dell&#8217;ipocrisia pretesca</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Jul 2011 23:25:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[Riceviamo e Pubblichiamo]]></category>
		<category><![CDATA[Don Luigi Verzé]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Cal]]></category>
		<category><![CDATA[San Raffaele]]></category>

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		<description><![CDATA[Scusate ma Mario Cal, il numero due di don Luigi Verzé al San Raffaele di Milano, l&#8217;alter ego del prete imprenditore, lo hanno poi sepolto in terra consacrata? Ah sì? Anche se è morto suicida? E perché a lui le onoranze religiose e a Piergiorgio Welby no? C&#8217;è qualche sofista o teologo equilibrista che ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Verdana, sans-serif; font-size: small;"><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/07/26/i-due-pesi-e-le-due-misure-dellipocrisia-pretesca/san-raffaele/" rel="attachment wp-att-30170"><img class="aligncenter size-large wp-image-30170" title="san raffaele" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/07/san-raffaele-580x337.gif" alt="" width="580" height="337" /></a><br />
</span></p>
<p style="text-align: justify;">Scusate ma Mario Cal, il numero due di don Luigi Verzé al San Raffaele di Milano, l&#8217;alter ego del prete imprenditore, lo hanno poi sepolto in terra consacrata?<span id="more-30169"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Ah sì? Anche se è morto suicida? E perché a lui le onoranze religiose e a Piergiorgio Welby no? C&#8217;è qualche sofista o teologo equilibrista che ha il becco di ferro di rispondermi?</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Emma Chinaglia</strong></p>
]]></content:encoded>
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