<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Nave Corsara &#187; Biografie</title>
	<atom:link href="http://www.navecorsara.it/wp/category/biografie/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.navecorsara.it/wp</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Fri, 10 Feb 2012 20:02:49 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=</generator>
		<item>
		<title>Giorgio Bocca portava i calzini corti</title>
		<link>http://www.navecorsara.it/wp/2011/12/25/giorgio-bocca-portava-i-calzini-corti/</link>
		<comments>http://www.navecorsara.it/wp/2011/12/25/giorgio-bocca-portava-i-calzini-corti/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 25 Dec 2011 17:57:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Biografie]]></category>
		<category><![CDATA[Giornali e Tv]]></category>
		<category><![CDATA[Giorgio Bocca]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.navecorsara.it/wp/?p=35446</guid>
		<description><![CDATA[Ho conosciuto Giorgio Bocca circa vent&#8217;anni fa. Ci eravamo incontrati per un&#8217;intervista nella sua casa valdostana. Per le immagini country che servivano alla rivista per cui allora lavoravo salimmo a monte della sua casa. Tra le rocce e i fiori. Non fu un modello ideale. Non si prestò più di tanto alle richieste del fotografo. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/12/25/giorgio-bocca-portava-i-calzini-corti/bocca/" rel="attachment wp-att-35466"><img class="aligncenter size-large wp-image-35466" title="Bocca" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/12/Bocca-580x435.jpg" alt="" width="580" height="435" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Ho conosciuto Giorgio Bocca circa vent&#8217;anni fa. Ci eravamo incontrati per un&#8217;intervista nella sua casa valdostana. Per le immagini country che servivano alla rivista per cui allora lavoravo salimmo a monte della sua casa. Tra le rocce e i fiori. Non fu un modello ideale. Non si prestò più di tanto alle richieste del fotografo. Non si era vestito come prevede il copione di di certa iconografia patinata. Fu quasi scorbutico. Poco disposto a mettersi in posa. <span id="more-35446"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Tornati alla base, cominciammo a chiacchierare. Si aprì. Parlammo male di chi si doveva parlare male. Da Berlusconi ai muratori che avevano fatto durare la ristrutturazione della sua casa qualche mese più del dovuto. «Una cooperativa di socialisti», disse. Parlammo dei suoi anni migliori e della guerra partigiana. Non era più scorbutico. A mezzogiorno eravamo ancora lì. «Ma sono ancora lì?», tuonò dal piano superiore Silvia Giacomoni, la sua compagna, per tanti anni giornalista di Repubblica. «Ma quanto dura un&#8217;intervista? Non ho mai visto un&#8217;intervista che duri così tanto». Voleva farsi sentire. E la sentimmo: io, il fotografo e suo marito. Ma si fecero orecchie da mercante.</p>
<p style="text-align: justify;">E così restammmo a pranzo. Un sobrio pasto con qualche avanzo di polenta abbrustolita, formaggi, salumi e vino rosso. Niente di cucinato. Una merenda montanara. Le chiacchiere continuarono per buona parte del pomeriggio. Era domenica non avevamo niente da fare.</p>
<p style="text-align: justify;">Qualche giorno dopo, in redazione a Milano, io e il fotografo fummo sgridati dal direttore (una donna che aveva studiato giornalismo nei migliori negozi d&#8217;abbigliamento milanesi). Non avevamo curato come si deve l&#8217;immagine di Bocca. Non gli avevamo detto di spazzolarsi le scarpe, non gli avevamo fatto togliere quella giacca a vento blu, incongrua in una giornata di sole, e soprattutto, orrore degli orrori, si vedeva che indossava i calzini corti. Gli avessimo almeno detto di tirarseli su. Per non buttare via i soldi di una trasferta festiva, il servizio fu pubblicato.</p>
<p style="text-align: justify;">Giorgio Bocca, un mito del giornalismo della mia gioventù, che leggevo e ritagliavo sul quotidiano <em>Il Giorno</em> di Italo Pietra, mi scrisse una lettera di ringraziamento. L&#8217;intervista gli era molto piaciuta, mi faceva i suoi complimenti. Conservo quella lettera come il più caro degli attestati professionali. E il ricordo di quella giornata come quello di una giornata ben spesa.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo scopo di questa nota, che potrebbe avere il retrogusto di un certo autocompiacimento, è quello di testimoniare una verità dietro l&#8217;apparenza. Il giornalista che sulle prime poteva sembrare scontroso e malmostoso, in realtà era fatto di vera pasta umana. E adeguatamente scaldato sulle cose giuste poteva essere di grande compagnia. Nel corso della conversazione mi disse di temere la morte, come l&#8217;aveva temuta sua madre. È morto a 91 anni. Sono contento che abbia avuto una vita così lunga. Sono scontento che abbia temuto la morte tanto a lungo. <strong>Ivano Sartori</strong></p>
<p><object width="640" height="390" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="quality" value="high" /><param name="wmode" value="direct" /><param name="flashvars" value="autostart=false&amp;provider=video&amp;file=http://flv.kataweb.it/repubblicatv/file/2011/12/coccdrillo_bocca121211.mp4?width=640&amp;height=387&amp;repeat=false&amp;logo.file=0&amp;logo.position=top-left&amp;logo.margin=10&amp;shuffle=false&amp;mute=false&amp;volume=60&amp;stretching=unfiform&amp;screencolor=000000&amp;buffer=5&amp;smoothing=true&amp;brand=RepubblicaTV&amp;category=spettacoli_e_cultura&amp;subcategory=&amp;videotitle=\'\'Il coraggio della verità\'\', videostoria di Giorgio Bocca&amp;streamurl=http://video.repubblica.it/spettacoli-e-cultura/il-coraggio-della-verita-videostoria-di-giorgio-bocca/84402/82791&amp;webserviceurl=http://video.repubblica.it/php/services/related.php?id=&amp;mediaid=84402&amp;dock=false&amp;image=&amp;debug=false&amp;skin=http://flv.kataweb.it/player/v4/skin/skin_rrtv_temp.swf&amp;plugins=http://flv.kataweb.it/player/v4/plugin/plugin_nielsen.swf,http://flv.kataweb.it/player/v4/plugin/plugin_related.swf" /><param name="src" value="http://flv.kataweb.it/player/v4/player/player_v1a.swf" /><param name="allowscriptaccess" value="true" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="640" height="390" type="application/x-shockwave-flash" src="http://flv.kataweb.it/player/v4/player/player_v1a.swf" allowScriptAccess="always" allowFullScreen="true" quality="high" wmode="direct" flashvars="autostart=false&amp;provider=video&amp;file=http://flv.kataweb.it/repubblicatv/file/2011/12/coccdrillo_bocca121211.mp4?width=640&amp;height=387&amp;repeat=false&amp;logo.file=0&amp;logo.position=top-left&amp;logo.margin=10&amp;shuffle=false&amp;mute=false&amp;volume=60&amp;stretching=unfiform&amp;screencolor=000000&amp;buffer=5&amp;smoothing=true&amp;brand=RepubblicaTV&amp;category=spettacoli_e_cultura&amp;subcategory=&amp;videotitle=\'\'Il coraggio della verità\'\', videostoria di Giorgio Bocca&amp;streamurl=http://video.repubblica.it/spettacoli-e-cultura/il-coraggio-della-verita-videostoria-di-giorgio-bocca/84402/82791&amp;webserviceurl=http://video.repubblica.it/php/services/related.php?id=&amp;mediaid=84402&amp;dock=false&amp;image=&amp;debug=false&amp;skin=http://flv.kataweb.it/player/v4/skin/skin_rrtv_temp.swf&amp;plugins=http://flv.kataweb.it/player/v4/plugin/plugin_nielsen.swf,http://flv.kataweb.it/player/v4/plugin/plugin_related.swf" allowscriptaccess="true" allowfullscreen="true" /></object></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.navecorsara.it/wp/2011/12/25/giorgio-bocca-portava-i-calzini-corti/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>21</slash:comments>
<enclosure url="http://flv.kataweb.it/repubblicatv/file/2011/12/coccdrillo_bocca121211.mp4?width=640&amp;amp" length="28231160" type="video/mp4" />
	<enclosure url='http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/12/Bocca.jpg' length ='46774'  type='image/jpg' />	</item>
		<item>
		<title>Chi è Filippo Fritelli, segretario in pectore del Pd salsese?</title>
		<link>http://www.navecorsara.it/wp/2011/12/14/chi-e-filippo-fritelli-segretario-in-pectore-del-pd-salsese/</link>
		<comments>http://www.navecorsara.it/wp/2011/12/14/chi-e-filippo-fritelli-segretario-in-pectore-del-pd-salsese/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 14 Dec 2011 05:43:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Biografie]]></category>
		<category><![CDATA[Salsomaggiore]]></category>
		<category><![CDATA[Filippo Fritelli]]></category>
		<category><![CDATA[Maria Pia Bersellini]]></category>
		<category><![CDATA[Pd]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.navecorsara.it/wp/?p=35128</guid>
		<description><![CDATA[Ambizioso. Washington, Filippo Fritelli davanti alla Casa Bianca. di Doctorenry Filippo Fritelli, eligendo segretario del Partito democratico salsese, nasce per sbaglio a Fidenza il 24 maggio 1984, 66°anniversario della dichiarazione di guerra dell&#8217;Italia all&#8217;Austria-Ungheria. Già la data avrebbe dovuto far pensare che il pargoletto sarebbe stato destinato a compiti ben più alti che non il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/12/14/chi-e-filippo-fritelli-segretario-in-pectore-del-pd-salsese/fritelli-4/" rel="attachment wp-att-35129"><img class="aligncenter size-large wp-image-35129" title="fritelli 4" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/12/fritelli-4-580x434.jpg" alt="" width="580" height="434" /></a><span style="color: #bd041e;">Ambizioso.</span> Washington, Filippo Fritelli davanti alla Casa Bianca.</strong></p>
<p><strong>di Doctorenry</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Filippo Fritelli, eligendo segretario del Partito democratico salsese, nasce per sbaglio a Fidenza il 24 maggio 1984, 66°anniversario della dichiarazione di guerra dell&#8217;Italia all&#8217;Austria-Ungheria. Già la data avrebbe dovuto far pensare che il pargoletto sarebbe stato destinato a compiti ben più alti che non il continuare l&#8217;attività agricola dei nonni e in parte anche dei genitori. E in più la presenza di una cappellina nell&#8217;aia della casa avita avrebbe dovuto mettere sull&#8217;avviso i parenti stretti che il rampollo sarebbe cresciuto con cuore e coscienza scissi tra la fede religiosa cattolica e quella laica marxista.<span id="more-35128"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Troppo giovane per aver potuto spalare c&#8230;. distribuendo l&#8217;Unità, la domenica nelle case, si iscrisse poco dopo essersi svezzato alle strutture direttive giovanili del partito della sinistra. Magari non ufficialmente con tanto di tessera, ma abbeverandosi ampiamente alla fonte di Maria Pia Bersellini, ultima segretaria del Pd e sua vicina di casa. E contemporaneamente frequentando quella vera scuola di vita e non di sola religione che era la parrocchia di Contignaco affidata a don Renato.</p>
<p style="text-align: justify;">Chierichetto e studente modello dopo aver frequentato il liceo classico a Fidenza, si iscrisse alla facoltà di Giurisprudenza dell&#8217;Università di Parma, valutando il tipo di laurea più che adatto per le ambizioni da lui perseguite con tenacia:divenire un importante politico a livello nazionale. Ai tempi dell&#8217;università fondò pure un piccolo blog «la Gazza salsese», letta da lui, suo fratello, me, Franco Botti, Elena Francani, qualche figlio di Vip e pochi altri.</p>
<p style="text-align: justify;">Soverchiato dalla superiore potenza di fuoco del mio e di altri blog fu ben presto costretto a chiudere bottega.</p>
<p style="text-align: justify;">Dedicandosi così a tempo pieno agli studi, arrivò ben presto alla laurea che conseguì col massimo dei voti e la lode. Cui fece seguito un viaggio premio negli Usa, ove completò lo stato confusionale della sua mente che in pochi anni aveva assorbito i precetti marxisti grazie alla Bersellini, quelli cattolici grazie a don Renato e quelli dello sfrenato capitalismo a stelle e strisce a seguito del soggiorno americano.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/12/14/chi-e-filippo-fritelli-segretario-in-pectore-del-pd-salsese/fritelli-2/" rel="attachment wp-att-35130"><img class="aligncenter size-large wp-image-35130" title="Fritelli 2" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/12/Fritelli-2-580x326.jpg" alt="" width="580" height="326" /></a><span style="color: #bd041e;">Romantico.</span> Con la fidanzata davanti al Sacre-Coeur di Parigi.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong></strong><br />
Ritornato in Italy, cominciò ad agitarsi come un leone in gabbia all&#8217;interno del Pd per cercare di farsi notare il più possibile.</p>
<p style="text-align: justify;">Dapprima trascorse una fase di vicinanza fisica e politica al declinante sindaco salsese di cui ormai oso pronunciare solo le iniziali, M. T. Divenendone prima ghost writer poi curatore di un sito internet che non vide mai la luce e infine compagno di merende per tutta la durata di un edizione della festa dell&#8217;Unità di agosto.</p>
<p style="text-align: justify;">Fortunatamente il ragazzo, anche dietro miei non richiesti consigli, capì che l&#8217;allora sindaco era in parabola stradiscendente e che per un giovane ambizioso di far carriera, era meglio legarsi ad altri cavalli più di razza.</p>
<p style="text-align: justify;">Trovò immediatamente posto nella scuderia prestigiosa di vicolo Rossetti sede del Pd e si accaso&#8217;presso lo stalliere&#8230; oops&#8230; consigliere Luigi Cenci che a sua volta faceva riferimento al capo scuderia Ernesto Cocconi. Qui iniziò coi compiti più umili: tenere puliti i giacigli dei purosangue che si riempivano di strame in poche ore.</p>
<p style="text-align: justify;">Evidentemente la qualità del suo lavoro piacque in alto loco, dove il giovane stalliere venne ben presto convocato. Gli fu trovato un lavoro più acconcio alle sue capacità ed al suo titolo di studio, che nel frattempo era andato a pietire su tutti i siti internet dei dintorni, ed a tempo record dalla laurea venne impiegato nell&#8217;ufficio legale di un&#8217;azienda che si occupa di trasporti ma non a cavallo bensì sulle quattro ruote. A capitale misto pubblico/privato. Ovviamente.</p>
<p style="text-align: justify;">Il raccomandatore non si limitò però solo ad accattargli di che vivere quasi lussuosamente, ma lo impose pure ai due capi scuderia del Pd salsese. Ed il giovane venne addirittura nominato membro della segreteria. Uno dei sei più potenti personaggi di Salsomaggiore a soli 26 anni! Dall&#8217;alto di questa postazione priviligiata, assistette al progressivo sgretolarsi di quella che fu la più potente macchina da guerra politica di Salsomaggiore, capace di far eleggere sindaco con il 60% dei voti uno come Massimo Tedeschi. Prima la lotta intestina tra il Cocconi e il Tedeschi che non venne ricandidato, poi i tentativi tutti conclusisi senza esito di nominare candidati due civici Ceriati Mario e Del Fante Fausto, falliti sempre per faide interne. Infine , il tentativo di ribaltone segando la candidatura Ceriati Anna Rosa all&#8217;ultimo istante e promuovendo quella di un tortafrittaro.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/12/14/chi-e-filippo-fritelli-segretario-in-pectore-del-pd-salsese/fritelli_0/" rel="attachment wp-att-35131"><img class="aligncenter size-large wp-image-35131" title="fritelli_0" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/12/fritelli_0-580x435.jpg" alt="" width="580" height="435" /></a><span style="color: #bd041e;">Carezzevole.</span> Il segretario designato in versione affettuosa.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Protetto da due anziani con le spalle larghe e a parole pure dalla fatina Beresllini, intanto il giovanotto si faceva le ossa e iniziava una faticosa ricerca casa per casa dei voti necessari per essere eletto consigliere comunale, in quanto gli era stato promesso che sarebbe stato inserito in lista. I nominativi delle lista, si appresero però solo pochi giorni prima della scadenza dei termini di legge. E il brillante giovanotto vi figurava. Accanto a lui però molte figure storiche del partito e pure qualche nome nuovo. Pareva certo che Fritelli avrebbe raggiunto un certo numero di consensi, ma di elezione si sarebbe parlato solo in caso di vittoria del proprio candidato sindaco.</p>
<p style="text-align: justify;">E invece no! Anna Rosa Ceriati venne sconfitta ma lui entrò trionfalmente in consiglio tra i quattro della minoranza del Pd. Lasciando a becco asciutto pezzi da novanta compreso il segretario Cocconi, che in un sussulto di dignità si dimise, e il signore delle tessere d&#8217;argento Luciano Passera.</p>
<p style="text-align: justify;">A questo punto, il giovanotto ottenne il definitivo via libera dal provinciale, con il compito di relegare ai margini del partito i responsabili di questo stato pietoso in cui si era venuta a trovare la sezione salsese.</p>
<p style="text-align: justify;">Doveva divenire il prossimo segretario del circolo.</p>
<p style="text-align: justify;">Per non far conoscere a tutti con troppo anticipo l&#8217;esito di quella che è pur sempre una competizione elettorale lo stratega in erba finse di candidarsi contro altri nomi: Francesco Zanaga, ex Dc, che finirà per confluire coi suoi (pochi) adepti nella mozione congressuale di Fritelli, l&#8217;unica presentata tra l&#8217;altro; Enrica Porta, tanto per far numero e fedele fritelliana; Raffaele Pizzati, corrente baistrocchina fatto subito fuori dalla via giudiziaria alla politica; la mamma putativa Maria Pia Bersellini unica vera sfidante in quanto sostenuta dalla corrente della torta fritta, ma convinta a non rischiare figuracce per sfidare chi già era stato nominato vincitore dai potenti.</p>
<p style="text-align: justify;">E alla fine il 17 febbraio Filippo Fritelli sarà eletto a grande maggioranza.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo di che gli spetterà un compito tremendo. Ricucire la frattura tra le varie anime del Pd: i giovani rottamatori, i vecchi modernisti alla Cocconi, la componente margheritina, i tortafrittari ancora iscritti, i tortafrittari che non hanno rinnovato l&#8217;iscrizione, tipo Pigazzani e Cantarelli, i nobili decaduti alla Tedeschi che pare stiano migrando in massa verso il Fli. E quanto rimane della base.</p>
<p style="text-align: justify;">Cartina di tornasole che ci consentirà di appurare se questa complessa operazione possa aver successo sarà la conta degli iscritti che rinnoveranno la tessera nel 2012<br />
Auguri Filippo<br />
Tra dieci anni a Montecitorio!</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/12/14/chi-e-filippo-fritelli-segretario-in-pectore-del-pd-salsese/fritelli-9/" rel="attachment wp-att-35132"><img class="aligncenter size-large wp-image-35132" title="fritelli 9" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/12/fritelli-9-580x435.jpg" alt="" width="580" height="435" /></a><span style="color: #bd041e;">Indecifrabile.</span> È un telefonino o una conchiglia che tiene tra le mani?</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.navecorsara.it/wp/2011/12/14/chi-e-filippo-fritelli-segretario-in-pectore-del-pd-salsese/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>24</slash:comments>
	<enclosure url='http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/12/fritelli-4.jpg' length ='88021'  type='image/jpg' />	</item>
		<item>
		<title>È morto Lucio Magri</title>
		<link>http://www.navecorsara.it/wp/2011/11/29/e-morto-lucio-magri/</link>
		<comments>http://www.navecorsara.it/wp/2011/11/29/e-morto-lucio-magri/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 29 Nov 2011 10:06:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Biografie]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[il Manifesto]]></category>
		<category><![CDATA[Il sarto di Ulm]]></category>
		<category><![CDATA[Lucio Magri]]></category>
		<category><![CDATA[Simonetta Fiori]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.navecorsara.it/wp/?p=34752</guid>
		<description><![CDATA[Leggo della morte di Lucio Magri (nella foto). Da quanto non sentivo parlare di lui? Dieci o vent&#8217;anni, non so. Non riesco più a prenderci la misura, al tempo. Da un po&#8217; si è messo a correre più in fretta. Come se non volesse farsi sorprendere dalla più imbarezzante delle domande che vorrei fargli: perché [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/11/29/e-morto-lucio-magri/083552260-1f7689e5-66b2-41ea-9f66-13ab00916072/" rel="attachment wp-att-34753"><img class="aligncenter size-large wp-image-34753" title="083552260-1f7689e5-66b2-41ea-9f66-13ab00916072" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/11/083552260-1f7689e5-66b2-41ea-9f66-13ab00916072-580x424.jpg" alt="" width="580" height="424" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Leggo della morte di Lucio Magri (<em>nella foto</em>). Da quanto non sentivo parlare di lui? Dieci o vent&#8217;anni, non so. Non riesco più a prenderci la misura, al tempo. Da un po&#8217; si è messo a correre più in fretta. Come se non volesse farsi sorprendere dalla più imbarezzante delle domande che vorrei fargli: perché mi stai sfuggendo?<span id="more-34752"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Magri non lo ha rincorso il tempo. Lo ha affrontato, afferrato e ucciso. Uccidendosi. Facendola finita con il suo capriccioso vizio di lasciarti morire come un vegetale o strapparti dalla terra con un colpo secco. Si è suicidato in Svizzera. Suicidio assistito. Che brutta parola. Sa di clinica. Di pena di morte. Di boia. Di Svizzera senza neve e senza pascoli celesti. Sa di Helvetia algida. Quel posto dove si nascondono i capitali. Dove si va per le operazioni rischiose e poco pulite, tra cui quella di farsi ammazzare. Non c&#8217;è riprovazione, in queste parole, solo disagio e una tristezza infinita al cospetto di una scelta che il suicida ha evidentemente soppesato in tutti i suoi aspetti, contraccolpi compresi.</p>
<p style="text-align: justify;">Perché un uomo di 79 anni, senza malattie incurabili, se non la sua depressione, decide di farla finita? Lo moglie lo aveva lasciato dopo una malattia terribile durata tre anni, è vero. Dalla sua scomparsa non si era riavuto. Comprensibile. Ma non era rimasto solo. Aveva una figlia, Jessica. Una nipotina, Emma. Aveva i compagni di una vita, che erano molto più dei compagni dell&#8217;avventura incancellabile del Manifesto. Erano amici.</p>
<p style="text-align: justify;">Nonostante tutto ciò, Magri ha deciso di andarsene. Una scelta che non possiamo giudicare. Che ci limitiamo a rilevare, terrorizzati dal fatto che domani potrebbe accadere a ciascuno di noi. Se gli affetti familiari non sono bastati a lui, perché dovrebbero bastare a noi?</p>
<p style="text-align: justify;">Quante volte siamo accorsi ad ascoltare Magri: a Parma, a Fidenza, ovunque ci fosse una tribuna per la sua testa bianca e le sue parole gravide di futuro. Ammiravamo la sua intelligenza, il parlare chiaro. Una chiarezza che diventatava diafana, screziata di inconsistenza anziché solidificarsi in un progetto politico. Erano un po&#8217; tutti così quelli del Manifesto: intellettuali inermi di fronte alla volgarità e all&#8217;arroganza della politica. Sensibili alle speranze e alle domande di cambiamento, ma incapaci di governarle.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.repubblica.it/politica/2011/11/29/news/magri_suicidio_assistito-25763126/?ref=HRER2-1">Simonetta Fiori, nel bellissimo e accorato articolo che gli dedica su Repubblica</a>, rivela che Magri non sapeva usare il bancomat né il cellulare. L&#8217;inadeguatezza a certe tecnologie, l&#8217;impossibilità a conformarsi a un mondo che ha imboccato una strada opposta a quella auspicata dal gruppo del Manifesto è di sicuro uno degli ingredienti che hanno determinato la decisione di Lucio Magri.</p>
<p style="text-align: justify;">Non conosciamo le ragioni più profonde del suo gesto. Meglio non aggiungere altre illazioni a questo sconclusionato «necrologio».</p>
<p style="text-align: justify;">Qualche minuto dopo avere saputo, telefono a un amico. Mi dice che da oggi posso chiamarlo sul telefonino. Dopo avere resistito all&#8217;acquisto di un cellulare dal giorno in cui sono comparsi sulla Terra, si è piegato al diktat dello Stato che glielo ha imposto per ragioni di lavoro. Morale (facile) della favola: qualcuno avrebbe dovuto imporre a Lucio Magri una ragione per continuare a vivere.</p>
<p style="text-align: justify;">Nessuno dei suoi più intimi amici, che pure ci hanno provato, c&#8217;è riuscito. Non c&#8217;è riuscito neppure il successo del suo recente libro, <em>Il sarto di Ulm</em>. Forse avremmo dovuto provarci noi che neanche ci conosceva e forse è più facile accettare un incoraggiamento da uno sconosciuto che da un amico di sempre. Ma noi, i piccoli fans che accorrevano ad abbeverarsi delle sue parole alate, dei suoi utopici progetti, non appena capitava dalle nostre parti o nelle sue rare apparizioni televisive, da tempo non sapevamo più che cosa facesse. Lo ritenevamo uno dei tanti pensionati della politica di ieri, uno sconfitto non vinto. Un giorno saremmo stati raggiunti dall&#8217;annuncio della sua morte. Ma una morte lenta e naturale, come la sta affrontando Pietro Ingrao, nume tutelare di quella fetta eretica del comunismo italiano. Questa volta invece, l&#8217;eretico, invece di farsi espellere, cacciare o radiare, ha preferito andarsene sua sponte, con la testa a posto e una lucide determinazione. Come un filosofo stoico.</p>
<p style="text-align: justify;">Nell&#8217;ora del dolore, ne ricordiamo le fugaci apparizioni televisive, quando la presenza dei partiti era cronometrata dagli incolpevoli Ugo Zatterin o dalla moderatrice che, come molte le donne, faceva gli occhi dolci all&#8217;affascinante Lucio. Anche noi ne eravamo sedottti. Pur ammirandone le doti di analista e oratore, ci sembrava il più fatuo del gruppo dei dissidenti radiati dal Pci nel 1969. Non avevamo capito nulla. Continuiamo a non capire nulla. Per questo temiamo l&#8217;avvenire e tutte le sue brutalità. E temiamo la nostra fragilità, guscio d&#8217;uovo sotto la scorza razionalista e illuminista. <strong>(is)</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/11/29/e-morto-lucio-magri/083551643-0d7ca802-9261-4d7a-b29f-829f12674a68/" rel="attachment wp-att-34754"><img class="aligncenter size-large wp-image-34754" title="083551643-0d7ca802-9261-4d7a-b29f-829f12674a68" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/11/083551643-0d7ca802-9261-4d7a-b29f-829f12674a68-580x393.jpg" alt="" width="580" height="393" /></a><strong>Lucio Magri tra Paolo Bufalini ed Enrico Berlinguer. </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/11/29/e-morto-lucio-magri/083551680-9bd327ec-8166-427e-a2bb-85e8e3c96bf9/" rel="attachment wp-att-34755"><img class="aligncenter size-large wp-image-34755" title="083551680-9bd327ec-8166-427e-a2bb-85e8e3c96bf9" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/11/083551680-9bd327ec-8166-427e-a2bb-85e8e3c96bf9-580x377.jpg" alt="" width="580" height="377" /></a><strong>Lucio Magri con Luciana Castellina. </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/11/29/e-morto-lucio-magri/083551852-245a6a8c-66f8-49f0-96c4-9c99dfb29ce8/" rel="attachment wp-att-34756"><img class="aligncenter size-large wp-image-34756" title="083551852-245a6a8c-66f8-49f0-96c4-9c99dfb29ce8" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/11/083551852-245a6a8c-66f8-49f0-96c4-9c99dfb29ce8-580x384.jpg" alt="" width="580" height="384" /></a><strong>Lucio Magri con Giorgio Amendola ed Eugenio Scalfari nella redazione di Repubblica nel 1977. </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/11/29/e-morto-lucio-magri/083552362-4e75ba8f-697c-4d6f-80ec-216adb6fd74b-2/" rel="attachment wp-att-34758"><img class="aligncenter size-large wp-image-34758" title="083552362-4e75ba8f-697c-4d6f-80ec-216adb6fd74b" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/11/083552362-4e75ba8f-697c-4d6f-80ec-216adb6fd74b1-580x405.jpg" alt="" width="580" height="405" /></a><strong>Famiglia comunista. Alla sinistra di Magri, Valentino Parlato e Aldo Tortorella. Seduti (da sinistra), Pietro Ingrao, Fausto Bertinotti, Rossana Rossanda.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/11/29/e-morto-lucio-magri/magri_pintor_1975/" rel="attachment wp-att-34770"><img class="aligncenter size-large wp-image-34770" title="magri_pintor_1975" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/11/magri_pintor_1975-580x409.jpg" alt="" width="580" height="409" /></a>Magri con Luigi Pintor.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/11/29/e-morto-lucio-magri/retro-lucio-magri-olycom-2/" rel="attachment wp-att-34771"><img class="aligncenter size-large wp-image-34771" title="RETRO - LUCIO MAGRI olycom" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/11/magri_napolitano1-580x417.jpg" alt="" width="580" height="417" /></a>Magri con Giorgio Napolitano.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/11/29/e-morto-lucio-magri/083552369-5deafa7b-79fe-480b-a24f-b2079df35172/" rel="attachment wp-att-34759"><img class="aligncenter size-large wp-image-34759" title="083552369-5deafa7b-79fe-480b-a24f-b2079df35172" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/11/083552369-5deafa7b-79fe-480b-a24f-b2079df35172-580x393.jpg" alt="" width="580" height="393" /></a><strong>Lucio Magri in una foto recente. </strong></p>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #b6152f;"><strong>Testimonianze</strong></span></h2>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.ilmanifesto.it/area-abbonati/in-edicola/manip2n1/20111130/manip2pg/01/manip2pz/314152/">Quella notte insieme, prima dell&#8217;XI Congresso </a><em><a href="http://www.ilmanifesto.it/area-abbonati/in-edicola/manip2n1/20111130/manip2pg/01/manip2pz/314152/">di Pietro Ingrao</a></em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://terzo-incluso-parma.blogautore.repubblica.it/">Lucio Magri, un saluto fraterno </a><em><a href="http://terzo-incluso-parma.blogautore.repubblica.it/">di Sergio Manghi</a></em></strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.navecorsara.it/wp/2011/11/29/e-morto-lucio-magri/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>7</slash:comments>
	<enclosure url='http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/11/083552260-1f7689e5-66b2-41ea-9f66-13ab00916072.jpg' length ='65664'  type='image/jpg' />	</item>
		<item>
		<title>Chi sono i due sessantottini del governo Monti?</title>
		<link>http://www.navecorsara.it/wp/2011/11/21/chi-sono-i-due-sessantottini-del-governo-monti/</link>
		<comments>http://www.navecorsara.it/wp/2011/11/21/chi-sono-i-due-sessantottini-del-governo-monti/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 21 Nov 2011 02:09:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità politica e sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Biografie]]></category>
		<category><![CDATA[1968]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Riccardi]]></category>
		<category><![CDATA[Corrado Clini]]></category>
		<category><![CDATA[Governo Monti]]></category>
		<category><![CDATA[Sessantottini]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.navecorsara.it/wp/?p=34464</guid>
		<description><![CDATA[Neoministro. Andrea Riccardi, nel 1968 fondatore della comunità Sant&#8217;Egidio. Leggo che Corrado Clini, medico, neo ministro all&#8217;Ambiente, nei primi anni Settanta era con Franco Basaglia e Mario Tommasini a liberare i «matti» di Colorno, nella Bassa Parmense. Leggo che a Parma, tra il 1968 e il 1968, Clini era stato un autorevole militante del Movimento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/11/21/chi-sono-i-due-sessantottini-del-governo-monti/andrea_riccardi/" rel="attachment wp-att-34465"><img class="aligncenter size-large wp-image-34465" title="Andrea_Riccardi" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/11/Andrea_Riccardi-580x436.jpg" alt="" width="580" height="436" /></a>Neoministro. Andrea Riccardi, nel 1968 fondatore della comunità Sant&#8217;Egidio.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Leggo che Corrado Clini, medico, neo ministro all&#8217;Ambiente, nei primi anni Settanta era con Franco Basaglia e Mario Tommasini a liberare i «matti» di Colorno, nella Bassa Parmense. Leggo che a Parma, tra il 1968 e il 1968, Clini era stato un autorevole militante del Movimento studentesco (quello con la M maiuscola di Mario Capanna) prima di aderire al Movimento politico dei lavoratori (Mpl), un gruppo di dissidenti cattolici fuoriusciti dalle Acli, guidati da Livio Labor, una sorta di cristiani per il socialismo con qualche simpatia per la Teologia della liberazione di matrice brasiliana. Claudio, fratello di Corrado, era in Lotta continua quando nella città ducale i fascisti ammazzarono Mariano Lupo della stessa formazione d&#8217;estrema sinistra. Corrado Clini entrò poi nel Psi, corrente Gianni De Michelis e fu subito carriera.<span id="more-34464"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Leggo che Elsa Fornero, nominata da Monti ministro della Giusizia, è moglie dell&#8217;economista ed editorialista del quotidiano La Stampa. Rivelazione che ha giustamente irritato Patrizia Maltese: ma che sistema è mai questo di illuminare una donna attraverso la luce irradiata dal marito? Una donna in gamba brilla di luce propria e tutto il resto è pettegolezzo. Più che giusto. Se mai, sarebbe stato più interessante ricordare che Mario Deaglio ha un fratello di nome Enrico, bravissimo giornalista e validissimo scrittore, che nei suoi anni verdi ha diretto il giornale di Lotta continua prima di dirigere quella meteora di Reporter, quotidiano finanziato dalla corrente del Psi che faceva capo a Claudio Martelli e Bettino Craxi e aveva tra le sue firme Giuliano Ferrara. Se d&#8217;influenza si deve proprio parlare, chi ci garantisce che Elsa Fornero non sia stata contagiata più dall&#8217;aura ribelle e politicamente spericolata del cognato che da quella posata del marito?</p>
<p style="text-align: justify;">A Roma intanto, nel Formidabile Anno (Mario Capanna dixit), uno studente di 19 anni insieme ad altri suoi coetanei batteva i quartieri poveri della Capitale per aiutare i bambini più disagiati a studiare. Quel cattolico che agiva in nome del Vangelo e di Gesù si chiama, allora come ora, Andrea Riccardi. Il 7 febbraio 1968 si riunì per la prima volta con un gruppo di coetanei nell&#8217;Oratorio della Chiesa Nuova, il santuario di san Filippo Neri per dare vita all&#8217;embrione della futura Comunità di sant&#8217;Egidio. Il 16 novembre scorso l&#8217;ex diciannovenne è stato nominato ministro per la per la Cooperazione internazionale e l&#8217;integrazione. Purtroppo senza portafoglio. Non sarà certo questa mancanza a crucciarlo. Anche nella nuova veste, con le stesse forze, le stesse energie, la stessa credibilità, seguiterà a fare quel che ha fatto in tutti gli anni trascorsi dal 1968 a oggi. Da allora la comunità di sant&#8217;Egidio è diventata una sorta di Farnesina parallela e una ong al servizio dei bisognosi presente in almeno una sessantina di Paesi. Una macchina della mediazione politico-diplomatica internazionale che dato un contributo decisivo per porre fine ai conflitti in Mozambico, in Algeria e nei Balcani.</p>
<p style="text-align: justify;">Che dite? Non vi pare che ci sia un po&#8217; di Sessantotto, sia di quello buono sia di quello opportunista, in questo governo dei professori? Qual è il buono, qual è il cattivo? Ai postisti la non ardua sentenza. (da <a href="http://domani.arcoiris.tv/un-governo-di-sessantottini/#more-13481">domani.arcoiris.tv</a>)</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.navecorsara.it/wp/2011/11/21/chi-sono-i-due-sessantottini-del-governo-monti/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
	<enclosure url='http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/11/Andrea_Riccardi.jpg' length ='129918'  type='image/jpg' />	</item>
		<item>
		<title>È morto don Enzo Mazzi, il parroco ribelle dell&#8217;Isolotto: era il 1968</title>
		<link>http://www.navecorsara.it/wp/2011/10/23/e-morto-don-enzo-mazzi-il-parroco-ribelle-dellisolotto/</link>
		<comments>http://www.navecorsara.it/wp/2011/10/23/e-morto-don-enzo-mazzi-il-parroco-ribelle-dellisolotto/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 23 Oct 2011 10:03:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Biografie]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[1968]]></category>
		<category><![CDATA[Contestazione]]></category>
		<category><![CDATA[Enzo Mazzi]]></category>
		<category><![CDATA[Ermenegildo Florit]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.navecorsara.it/wp/?p=33678</guid>
		<description><![CDATA[Nel 1968 la sua contestazione contro il potere della Chiesa &#8211; della quale divenne simbolo l&#8217;Isolotto di Firenze &#8211; iniziò proprio con l&#8217;occupazione del duomo di Parma. È stato un simbolo, ma avrebbe voluto che la sua morte avvenisse lontano dai riflettori. A sapere che era morto don Enzo Mazzi, il primo prete che aveva [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object width="420" height="315" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/GuhrAyL3ws4?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="420" height="315" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/GuhrAyL3ws4?version=3&amp;hl=it_IT" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object></p>
<p style="text-align: justify;"><span class="Apple-style-span" style="color: #800000; font-family: Verdana, sans-serif; font-size: medium;"><strong>Nel 1968 la sua contestazione contro il potere della Chiesa &#8211; della quale divenne simbolo l&#8217;Isolotto di Firenze &#8211; iniziò proprio con l&#8217;occupazione del duomo di Parma.<span id="more-33678"></span></strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">È stato un simbolo, ma avrebbe voluto che la sua morte avvenisse lontano dai riflettori. A sapere che era morto don Enzo Mazzi, il primo prete che aveva platealmente «rotto» con le gerarchie ecclesiastiche &#8211; o viceversa &#8211; sono state solo le persone a lui più vicine. Poi in serata la notizia ha «bucato» anche quella rete di affettuosa riservatezza.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Per qualcuno era un «prete contro»,</strong> ma ascoltando i membri della Comunità dell&#8217;Isolotto non c&#8217;è stata altra persona oltre a lui che sia stata così «per», e non «contro». Soprattutto «per» loro e, più in generale, «per» gli ultimi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Don Enzo Mazzi era Enzo e basta</strong>, anche prima che quel titolo ecclesiale non gli spettasse più: un rapporto franco e diretto con i parrocchiani, l&#8217;attenzione a quell&#8217;attualità della fine anni Sessanta fatta di tante contraddizioni anche nella fede, l&#8217;impegno quotidiano in uno dei quartieri popolari e periferici di Firenze. Lo stesso impegno che ha mantenuto fino a quando, ormai molto malato le forze glielo hanno consentito.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ormai da diverso tempo non si svolgono</strong> le «assemblee eucaristiche» , come le chiamava lui, in piazza, con i fedeli della Comunità fondata dopo la rimozione da parroco nel 1968 dal cardinale Ermenegildo Florit: spesso sotto il sole o, quando pioveva, sotto le tettoie del mercato del quartiere. Il braccio di ferro con le gerarchie ecclesiastiche cominciò con la lettera di solidarietà agli occupanti del duomo di Parma (quella guidata dagli Schianchi, Ambrosini).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Florit chiese di ritirare quella lettera</strong> ma di fronte si trovò non solo il diniego del riottoso parroco dell&#8217;Isolotto, bensì centinaia di fedeli. Così il 4 dicembre 1968, tre giorni prima della clamorosa protesta degli studenti davanti alla Scala di Milano e poche settimane prima di una analoga, ma sanguinosa manifestazione davanti alla Bussola di Viareggio, arrivò la rimozione da parroco.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Si susseguirono le manifestazioni di protesta</strong> e anche «sfide» plateali. Una la ricordava lo stesso Mazzi: «Quando venne un incaricato del vescovo a chiedermi le chiavi della chiesa dell&#8217;Isolotto si trovò davanti a centinaia di persone che tirarono fuori dalle tasche le chiavi delle loro case dicendo “eccole, sono queste le chiavi della chiesa”. Fu un concerto di chiavi», raccontava don Mazzi, «un concerto meraviglioso». «Poi mandarono un povero prete a sostituirmi, un kamikaze», raccontava ancora, «che denunciò alcuni fedeli dicendo che gli avevano impedito di celebrare la Messa. Furono allora altre centinaia di persone che si autodenunciarono dicendo: allora lo abbiamo fatto anche noi».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Da quei momenti «caldi»</strong> e attraverso i decenni don Mazzi ha comunque proseguito il suo lavoro pastorale nel mondo delle comunità di base, a partire da quella che si era costituita attorno a lui. I suoi interventi si sono susseguiti anche negli ultimi anni su temi delicati come quello del fine-vita, continuando a segnare e ad animare la discussione tra cattolici e non. E che il segno sia comunque rimasto lo testimoniano i messaggi ed i commenti di personalità molto diverse tra loro, dal sindaco Matteo Renzi che ne ricordò l&#8217;impegno speso per la sua gente fino all&#8217;ultimo, all&#8217;arcivescovo emerito Silvano Piovanelli che invita alla preghiera e a non giudicare, fino a don Alessandro Santoro, un altro prete di frontiera considerato in parte un suo «erede», che ricorda come Mazzi amasse «il vero Gesù». <em>(la Repubblica Parma, 23 ottobre 2011)</em></p>
<h2 style="text-align: center;"><span style="color: #c7042b;"><strong>L&#8217;occupazione della cattedrale di Parma raccontata dalla Gazzetta di Parma</strong></span></h2>
<h4 style="text-align: center;"><span style="color: #c7042b;"><strong>(foto di Giovanni Ferraguti)</strong></span></h4>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/10/23/e-morto-don-enzo-mazzi-il-parroco-ribelle-dellisolotto/occupazione_duomo_parma_1/" rel="attachment wp-att-33694"><img class="aligncenter size-full wp-image-33694" title="occupazione_duomo_parma_1" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/10/occupazione_duomo_parma_1.jpeg" alt="" width="580" height="438" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/10/23/e-morto-don-enzo-mazzi-il-parroco-ribelle-dellisolotto/occupazione_duomo_parma/" rel="attachment wp-att-33698"><img class="aligncenter size-large wp-image-33698" title="occupazione_duomo_parma" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/10/occupazione_duomo_parma-419x580.jpg" alt="" width="419" height="580" /></a></p>
<p><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/10/23/e-morto-don-enzo-mazzi-il-parroco-ribelle-dellisolotto/occupazione_duomo_parma_0/" rel="attachment wp-att-33695"><img class="aligncenter size-full wp-image-33695" title="occupazione_duomo_parma_0" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/10/occupazione_duomo_parma_0.jpg" alt="" width="580" height="435" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/10/23/e-morto-don-enzo-mazzi-il-parroco-ribelle-dellisolotto/occupazione_duomo_parma_2/" rel="attachment wp-att-33696"><img class="aligncenter size-full wp-image-33696" title="occupazione_duomo_parma_2" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/10/occupazione_duomo_parma_2.jpg" alt="" width="580" height="435" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/10/23/e-morto-don-enzo-mazzi-il-parroco-ribelle-dellisolotto/occupazione_duomo_parma_3/" rel="attachment wp-att-33697"><img class="aligncenter size-full wp-image-33697" title="occupazione_duomo_parma_3" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/10/occupazione_duomo_parma_3.jpg" alt="" width="580" height="435" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/10/23/e-morto-don-enzo-mazzi-il-parroco-ribelle-dellisolotto/occupazione_duomo_parma_6/" rel="attachment wp-att-33699"><img class="aligncenter size-large wp-image-33699" title="occupazione_duomo_parma_6" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/10/occupazione_duomo_parma_6-435x580.jpg" alt="" width="435" height="580" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/10/23/e-morto-don-enzo-mazzi-il-parroco-ribelle-dellisolotto/occupazione_duomo_parma_10/" rel="attachment wp-att-33700"><img class="aligncenter size-full wp-image-33700" title="occupazione_duomo_parma_10" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/10/occupazione_duomo_parma_10.jpg" alt="" width="580" height="435" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/10/23/e-morto-don-enzo-mazzi-il-parroco-ribelle-dellisolotto/occupazione_duomo_parma_15/" rel="attachment wp-att-33701"><img class="aligncenter size-full wp-image-33701" title="occupazione_duomo_parma_15" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/10/occupazione_duomo_parma_15.jpg" alt="" width="580" height="435" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/10/23/e-morto-don-enzo-mazzi-il-parroco-ribelle-dellisolotto/occupazione_duomo_parma_16/" rel="attachment wp-att-33702"><img class="aligncenter size-full wp-image-33702" title="occupazione_duomo_parma_16" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/10/occupazione_duomo_parma_16.jpg" alt="" width="580" height="435" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<h3 style="text-align: justify;"><a href=" http://www.adistaonline.it/index.php?op=articolo&amp;id=50884"><br />
</a><strong><a href=" http://www.adistaonline.it/index.php?op=articolo&amp;id=50884">La vicenda di Enzo Mazzi in un ricordo di «Adista»</a></strong></h3>
<p style="text-align: justify;">
La vicenda umana, ecclesiale e politica di Enzo Mazzi, spentosi a Firenze il 22 ottobre scorso, è indissolubilmente legata alla storia delle Comunità di Base e a quella di un quartiere della periferia sud-occidentale della città, l’Isolotto. Una identità collettiva, quella di Enzo, sempre rivendicata con orgoglio, contro ogni forma di personalismo o liderismo, ogni tentazione di autoreferenzialità o accentramento.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Una città nella città</strong><br />
All’Isolotto Enzo, classe 1927, era arrivato come giovane parroco della chiesa di Santa Maria della Grazie alla fine del 1954, quando il nuovo quartiere, che sorge sulla riva sinistra dell’Arno, veniva inaugurato dal sindaco di Firenze Giorgio La Pira. L’Isolotto, nell’idea utopica del sindaco pacifista, doveva essere la prima “città satellite” nella storia d’Italia, un quartiere che, pur orbitando intorno alla metropoli, disponesse di servizi e strutture tali da renderla autonoma. Era il primo intervento di grande rilievo realizzato a Firenze nel dopoguerra e uno dei più importanti del Novecento, preso ad esempio anche da altre città in tutto il mondo. Nei primi mille appartamenti consegnati da La Pira, si ritrovarono a vivere a pochi metri di distanza l’una dall’altra più di quattromila persone, provenienti da realtà diverse, dalle zone rurali o dal meridione, rifugiati dall’Istria o profughi di guerra, vissuti fino ad allora in situazioni sociali del tutto eterogenee di cultura contadina o provenienti dai centri storici, usciti da situazioni di estrema miseria o di coabitazione stabilita per legge.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Parrocchia, territorio, fabbrica, mondo</strong><br />
Lo smarrimento per la perdita della propria identità si univa, nella nuova popolazione dell’Isolotto, allo slancio verso il futuro di un Dopoguerra segnato dalla speranza della ricostruzione e del boom economico. Ma al momento della sua realizzazione concreta, l’Isolotto nacque come quartiere dormitorio al pari di tutti gli altri nati con i Piani casa locali realizzati nel Paese. Al quartiere mancavano infatti tutti i servizi essenziali: scuole, mezzi pubblici, luoghi di socialità, negozi, ambulatori. Come scuole elementari, vennero quindi utilizzate, dal settembre del 1955, le “Baracche verdi”, locali in legno situati lungo il viale delle Mimose, che in un primo momento non disponevano dei servizi igienici, del riscaldamento né dell’acqua (le “Baracche”, dopo la costruzione della scuola in muratura, divennero poi sede della Comunità di Base). Furono anni di dure battaglie dei comitati di quartiere, che videro Enzo Mazzi sempre in prima linea. Si sviluppò in quel periodo una collaborazione stretta fra la parrocchia (guidata da don Enzo assieme ai viceparroci che si avvicendano al suo fianco: don Sergio Gomiti e di don Paolo Caciolli), la Casa del popolo e i comitati di quartiere, che si concretizzò nella solidarietà agli operai delle Officine Galileo che avevano occupato la fabbrica per protestare contro i licenziamenti, ai lavoratori del Nuovo Pignone, ai minatori dell’Amiata.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il “caso Isolotto”</strong><br />
Due anni dopo, la coesione raggiunta dal quartiere fu messa a dura prova da una caso che scosse la Chiesa fiorentina ed ebbe ripercussioni enormi nelle successive vicende ecclesiali del Paese. Il 14 settembre 1968, a Parma, un gruppo di giovani fece uno dei gesti più carichi di forza simbolica di quel periodo: occupò la cattedrale della città, chiedendo una Chiesa più povera e libera dall’autoritarismo e dalla collusione con il potere. La comunità ecclesiale dell’Isolotto espresse, in una lettera agli occupanti, la sua piena solidarietà. Il cardinale di Firenze, Ermenegildo Florit (lo stesso che aveva esiliato a Barbiana don Lorenzo Milani, che di Mazzi era stato compagno di seminario), chiese a don Enzo di ritirare quella lettera, ma di fronte non trovò solo il diniego di un parroco fiero delle proprie idee, ma quello di centinaia di fedeli. Così, quando il 4 dicembre 1968 Florit rimosse don Mazzi da parroco, ci furono massicce manifestazioni di protesta, come quelle del 5 e dell’8 dicembre, con più di diecimila persone in piazza, e anche “sfide” plateali.</p>
<p style="text-align: justify;">La gente dell’Isolotto decise in massa di abbandonare il simulacro di cemento della parrocchia “requisita” da Florit e di continuare a celebrare il proprio essere comunità viva nella piazza antistante. Iniziarono così quelle celebrazioni in piazza dell’Isolotto che, domenica dopo domenica, testimoniavano in maniera dirompente il nascere di una Chiesa popolo di Dio in cammino nonostante il potere gerarchico tentasse di imporre la tradizionale visione del gregge obbediente ai proprio pastori. Ma a celebrare non sono quasi mai Mazzi, Gomiti e Caciolli: oltre a tanti preti italiani, arrivano infatti all’Isolotto presbiteri da Spagna, Francia, Inghilterra, Olanda, Germania e anche da altri continenti (dall’America Latina al Vietnam, alle Filippine, agli Stati Uniti).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Non gregge, ma popolo di Dio</strong><br />
Il ’68 cattolico (che cominciò l’anno prima, nel 1967, con l’occupazione della Cattolica di Milano) si può dire che arrivò alla sua piena maturazione lì, all’Isolotto, dove manifestò la sua profonda esigenza di verità e di autenticità, di porre al vaglio – collettivamente – ogni tratto, comportamento, parola, idea ricevuta dalla tradizione e dall’educazione cattolica. Sulla piazza dell’Isolotto i credenti iniziarono a formare la propria coscienza critica ed a contestare la religione come potere, ricchezza, autoritarismo, passività. L’Isolotto, assieme alla Firenze di don Lorenzo Milani, p. Ernesto Balducci, don Bruno Borghi (prete operaio, compagno di seminario ed intimo amico di Enzo), p. David Maria Turoldo, Giovanni Vannucci, don Luigi Rosadoni, don Giulio Facibeni.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma rispetto a queste figure, sul versante ecclesiale ancor più che su quello politico, la comunità dell’Isolotto andò oltre. «Ci chiamavamo comunità parrocchiale – scrive Mazzi nel libro collettivo Il mio ‘68 – e tentavamo in tutti i modi di esserlo, ma ogni volta sbattevamo contro l’evidenza: una vera comunità non può esistere finché al centro c’è uno che ha tutto il potere e non per volontà sua ma per “volontà di Cristo” e per una seconda natura, quella sacerdotale, di cui non potrà mai spogliarsi». La rivoluzione sociale e culturale investì anche l’aspetto ecclesiale. Cominciò così il percorso delle Comunità Cristiane di Base, che tra la fine degli anni ’60 e l’inizio dei ’70 cominciarono a nascere in tutta Italia: nei grandi centri urbani, come Napoli, Palermo o Roma; e nelle realtà di provincia, come Olbia, Palma Campania, Mandolossa, Piossasco, Gioiosa Jonica.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel frattempo l’allontanamento di Mazzi e, poco dopo, l’invio di un nuovo parroco, mons. Ernesto Alba, portò – su segnalazione della Curia – all’intervento della magistratura fiorentina, che incriminò 5 sacerdoti e 3 laici per “istigazione a delinquere e turbativa di funzione religiosa del culto cattolico”. Mille abitanti dell’Isolotto si autodenunciarono come corresponsabili del reato. 438 di loro furono processati insieme agli 8 già incriminati; ma nel 1971 tutti furono pienamente assolti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Una comunità che cammina. E si rinnova</strong><br />
La Comunità dell’Isolotto continuò a prendere posizioni “scomode” anche negli anni successivi, sulle questioni operaie e del lavoro salariato, sulla guerra, sul Concordato e i privilegi ecclesiastici, sulle questioni di genere e i diritti civili, sul divorzio e sull’aborto. Negli anni vennero avviate innumerevoli iniziative per la pace, l’integrazione, il dialogo interreligioso, la scuola popolare, una nuova catechesi. Un modo inedito di concepire l’educazione religiosa dei giovani era stato avviato nella parrocchia dell’Isolotto già dal 1954. Poi, il 28 novembre 1968, era stato pubblicato dalla Libreria Editrice Fiorentina Incontro a Gesù, libro immediatamente condannato dalla Curia fiorentina. Nonostante tale ostracismo, il “catechismo dell’Isolotto” ebbe ugualmente grande risonanza dentro e fuori il mondo ecclesiale: tradotto in varie lingue, fu utilizzato in molte parrocchie italiane e straniere, e la Commissione che nel 1970 avviò un ampio progetto per rinnovare il vecchio Catechismo a domande e risposte di Pio X, riconobbe ufficialmente di essersi ispirata anche ai contenuti di Incontro a Gesù.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L’incontro con il cardinal Piovanelli</strong><br />
La frattura con la Curia restò. Fino al 1985. Eletto vescovo di Firenze, il card. Silvano Piovanelli (che era stato compagno di seminario di don Mazzi e che nel 1968 aveva cercato di scongiurarne l’allontanamento) compie due scelte significative, che tentavano di chiudere il cerchio di una stagione di censure e ottuse incomprensioni da parte della Curia fiorentina nei confronti dei suoi membri più avanzati: Piovanelli si recò prima a Barbiana e poi, il 24 novembre, fece visita alle “Baracche verdi” per incontrare la Comunità dell’Isolotto. «Vi ringrazio perché ci siete», fu il significativo esordio del suo discorso. Nel 1988, Piovanelli tornò una seconda volta all’Isolotto. E il 4 giugno 1992, durante l’assemblea conclusiva del Sinodo diocesano, l’arcivescovo legge e commenta positivamente una lettera scritta dalla Comunità dell’Isolotto ai partecipanti, che la accolgono con un grande applauso.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Abitare il presente</strong><br />
In prima fila contro la guerra in Iraq nel 2003, nella battaglia a difesa dei diritti sindacali e dell’articolo 18, della libertà di coscienza al referendum sulla fecondazione assistita. Più volte, durante lo scandalo dei preti pedofili, sostenne la “pedofilia strutturale” di una Chiesa che non educa ad una sessualità pienamente vissuta, che reprime e mortifica i suoi seminaristi, che inculca una modalità di relazioni intrinsecamente pedofila, perché non matura né adulta, ma fondata sull’esercizio del potere e sul dominio delle coscienze.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 2006 a Enzo Mazzi e Sergio Gomiti viene conferito, con il parere contrario della Curia (allora guidata dal card. Antonelli), “Il Fiorino d’oro della città di Firenze”, riconoscimento concesso dal Comune a tutti coloro che hanno contribuito a dare lustro alla città o si siano distinti a livello internazionale per la loro opera.</p>
<p style="text-align: justify;">Due anni dopo, Mazzi è tra quei preti (41) che firmano un appello a sostegno della battaglia condotta da Beppino Englaro per porre termine alla vita vegetativa della figlia Eluana. Quando il Tribunale civile di Milano autorizzò il padre ad interrompere l’alimentazione e l’idratazione forzata della figlia, sul Manifesto (11/7/2008), Mazzi parlò di un «annuncio di liberazione e di resurrezione»: «Beppino Englaro – scrisse – potrà dare di nuovo la vita a sua figlia, quasi generarla di nuovo. Sospendendo l’alimentazione forzata potrà compiere nei confronti della figlia il gesto generativo più forte. E sarà anche la scelta più densa di fede cristiana». Poi aggiunse: «Sarà come un secondo battesimo, non in senso ritualista, ma come immersione nella dimensione della resurrezione, cioè della vita che perennemente rinasce».</p>
<p style="text-align: justify;">Ancora nel 2009, Enzo Mazzi fu al fianco di don Alessandro Santoro, rimosso dal suo incarico di cappellano della Comunità delle Piagge per aver celebrato il matrimonio, contro il parere della Curia, tra un ex transessuale diventato donna a tutti gli effetti anche per lo Stato italiano e il suo compagno di una vita. Sembrò profilarsi un nuovo “caso Isolotto”. Poi l’arcivescovo, mons. Giuseppe Betori, decise di allentare il conflitto, e reintegrò don Santoro nel suo incarico.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche negli ultimi mesi, nonostante la malattia, Enzo ha continuato ad intervenire nel dibattito pubblico. Lo ha fatto ad esempio sostenendo la manifestazione delle donne del 13 febbraio 2011, “Se non ora, quando?”: «Le donne che si riprendono le piazze – scrisse – si riprendono anche per se stesse e per tutti noi il potere sulla sacralità della natura, dei corpi, della sessualità e, mettendo un po’ di enfasi, sulla sacralità di tutto l’esistente». Poi era arrivata la proposta governativa di cancellare alcune festività civili. Tra queste, il 1.mo Maggio: «Una festa da sacrificare all’orgia del consumo», commentò Mazzi. E ancora, lo scorso 28 agosto, un articolo sulle colonne del manifesto: «Per la strategia liberista la gente deve scordare il suo passato sociale, e non avere altro ideale e identità che la religione del danaro». <em>(valerio gigante)</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.navecorsara.it/wp/2011/10/23/e-morto-don-enzo-mazzi-il-parroco-ribelle-dellisolotto/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>4</slash:comments>
	<enclosure url='http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/10/occupazione_duomo_parma_1.jpeg' length ='74556'  type='image/jpg' />	</item>
		<item>
		<title>Addio Mr. Jobs</title>
		<link>http://www.navecorsara.it/wp/2011/10/06/steve-jobs-1955-2011/</link>
		<comments>http://www.navecorsara.it/wp/2011/10/06/steve-jobs-1955-2011/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 06 Oct 2011 08:10:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Biografie]]></category>
		<category><![CDATA[Scienze & tecnologie]]></category>
		<category><![CDATA[Video]]></category>
		<category><![CDATA[VIgnette illustrazioni caricature]]></category>
		<category><![CDATA[Apple]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.navecorsara.it/wp/?p=33080</guid>
		<description><![CDATA[Vignetta di Franco Portinari (www.portoscomic.com).  Steve Jobs 1955-2011. &#160; &#160;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/10/06/steve-jobs-1955-2011/isteve/" rel="attachment wp-att-33094"><img class="aligncenter size-large wp-image-33094" title="i+Steve" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/10/i+Steve-580x486.jpg" alt="" width="580" height="486" /></a><span style="color: #b2050c;">Vignetta di Franco Portinari (<a href="http://www.portoscomic.com/">www.portoscomic.com</a>). </span></strong></p>
<p><strong>Steve Jobs 1955-2011.<span id="more-33080"></span></strong></p>
<p><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/10/06/steve-jobs-1955-2011/steve_jobs/" rel="attachment wp-att-33081"><img class="aligncenter size-large wp-image-33081" title="steve_jobs" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/10/steve_jobs-580x377.jpg" alt="" width="580" height="377" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><object width="560" height="315" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/ia4joyGYG_A?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="560" height="315" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/ia4joyGYG_A?version=3&amp;hl=it_IT" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.navecorsara.it/wp/2011/10/06/steve-jobs-1955-2011/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
	<enclosure url='http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/10/steve_jobs.jpg' length ='634761'  type='image/jpg' />	</item>
		<item>
		<title>Gli è servita a ben poco tutta la sua sapienza</title>
		<link>http://www.navecorsara.it/wp/2011/09/29/gli-e-servita-a-ben-poco-tutta-la-sua-sapienza/</link>
		<comments>http://www.navecorsara.it/wp/2011/09/29/gli-e-servita-a-ben-poco-tutta-la-sua-sapienza/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 29 Sep 2011 14:10:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amministrazione civica]]></category>
		<category><![CDATA[Biografie]]></category>
		<category><![CDATA[Lazzi e Sghignazzi]]></category>
		<category><![CDATA[Pietro Vignali]]></category>
		<category><![CDATA[Versatilità]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.navecorsara.it/wp/?p=32858</guid>
		<description><![CDATA[Era vicino al gambetto. Pietro Vignali, sindaco di Parma fino al 28 settembre 2011. Sapeva non portare il cappello in testa Sapeva mettersi il casco quando andava in cantiere Sapeva portare a spasso il cane e a volte erano cani diversi Sapeva stare agli scherzi purché fossero scherzi diversi Sapeva leggere quel che gli avevano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/09/29/gli-e-servita-a-ben-poco-tutta-la-sua-sapienza/152114987-f0db4679-6c09-4fd8-b9df-0ebfc898a3a9/" rel="attachment wp-att-32859"><br />
</a>Era vicino al gambetto. Pietro Vignali, sindaco di Parma fino al 28 settembre 2011.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Sapeva non portare il cappello in testa<br />
Sapeva mettersi il casco quando andava in cantiere<br />
Sapeva portare a spasso il cane e a volte erano cani diversi<br />
Sapeva stare agli scherzi purché fossero scherzi diversi<br />
Sapeva leggere quel che gli avevano scritto<span id="more-32858"></span><br />
Sapeva quando bisognava abbottonarsi la giacca e quando era il momento di sbottonarsi<br />
Sapeva sospirare e respirare con rara convinzione<br />
Sapeva calciare la palla, una volta gli riuscì di farla roteare sull&#8217;indice destro e ne trasse un&#8217;immensa soddisfazione<br />
Sapeva stare in teatro senza farsi venire un colpo di tosse<br />
Sapeva farsi fotografare in ogni circostanza e con chiunque, anche con i prosciutti di Langhirano<br />
Sapeva calciare la palla facendo le smorfie<br />
Sapeva giocare a tennis e a vederlo avresti detto che si divertiva<br />
Sapeva provarsi i pantaloni, ma aveva bisogno di un assistente che gli dicesse se andavano accorciati e di quanto perché se si piegava per guardare l&#8217;orlo anche i pantaloni si piegavano<br />
Sapeva aprire l&#8217;ombrello e starci sotto sorridente<br />
Sapeva aprire un libro e meditare di fronte alle tavole a colori<br />
Sapeva dare una pacca sulla spalla a tutti<br />
Sapeva quando era il momento di zittire l&#8217;avversario: quando gli andava su per una braga<br />
Sapeva reggersi sui pattini da ghiaccio<br />
Sapeva suonare la chitarra elettrica e il pianoforte a coda<br />
Sapeva indicare una direzione con l&#8217;indice destro senza fare cadere il telefonino trattenuto dalle altre quattro dita<br />
Sapeva annusare il prosciutto, stava imparando a disossarlo<br />
Sapeva correre qualsiasi maratona, anche senza il vescovo Solmi<br />
Sapeva maneggiare la mazza da baseball<br />
Sapeva fare il tifo per il Parma<br />
Sapeva farsi vedere<br />
Peccato non sapesse fare il sindaco</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/09/29/gli-e-servita-a-ben-poco-tutta-la-sua-sapienza/vignali_doccia_fredda/" rel="attachment wp-att-32861"><br />
</a><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/09/29/gli-e-servita-a-ben-poco-tutta-la-sua-sapienza/152113056-008ce917-864b-4cf4-b7a0-c19602d74cc0/" rel="attachment wp-att-32860"><br />
</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.navecorsara.it/wp/2011/09/29/gli-e-servita-a-ben-poco-tutta-la-sua-sapienza/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
	<enclosure url='http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/09/152114987-f0db4679-6c09-4fd8-b9df-0ebfc898a3a9.jpg' length ='68739'  type='image/jpg' />	</item>
		<item>
		<title>I parmigiani mediocri hanno dedicato un monumento mediocre a Guido Picelli. Parla il regista del film sull’eroe delle barricate</title>
		<link>http://www.navecorsara.it/wp/2011/06/12/i-parmigiani-sono-mediocri-e-percio-dedicano-monumenti-mediocri-a-guido-picelli-parla-il-regista-del-film-sull%e2%80%99eroe-delle-barricate/</link>
		<comments>http://www.navecorsara.it/wp/2011/06/12/i-parmigiani-sono-mediocri-e-percio-dedicano-monumenti-mediocri-a-guido-picelli-parla-il-regista-del-film-sull%e2%80%99eroe-delle-barricate/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 11 Jun 2011 22:08:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Biografie]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Giancarlo Bocchi]]></category>
		<category><![CDATA[Guido Picelli]]></category>
		<category><![CDATA[Il ribelle]]></category>
		<category><![CDATA[Parma]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.navecorsara.it/wp/?p=28492</guid>
		<description><![CDATA[Il manifesto del film sulla figura di Picelli realizzato da Giancarlo Bocchi. Il regista Giancarlo Bocchi ha presentato giovedì 2 giugno a Madrid, nella ricorrenza del 75esimo anniversario della guerra civile, un film documentario dedicato al combattente antifascista Guido Picelli, parmigiano. Il film, intitolato Il ribelle, mette a profitto quattro anni di ricerche del regista negli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a rel="attachment wp-att-28493" href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/06/12/i-parmigiani-sono-mediocri-e-percio-dedicano-monumenti-mediocri-a-guido-picelli-parla-il-regista-del-film-sull%e2%80%99eroe-delle-barricate/picelli/"><img class="aligncenter size-full wp-image-28493" title="picelli" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/06/picelli.jpg" alt="" width="366" height="500" /></a>Il manifesto del film sulla figura di Picelli realizzato da Giancarlo Bocchi.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Il regista Giancarlo Bocchi ha presentato giovedì 2 giugno a Madrid, nella ricorrenza del 75esimo anniversario della guerra civile, un film documentario dedicato al combattente antifascista <strong>Guido Picelli</strong>, parmigiano.<span id="more-28492"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Il film, intitolato <em>Il ribelle</em>, mette a profitto quattro anni di ricerche del regista negli archivi d&#8217;Italia, Spagna e Russia. Il film copre l&#8217;intero percorso di Picelli a Parma, dove era stato l’eroe delle barricate antifasciste dell’Oltretorrente nel 1922, il periodo internazionale di Picelli tra la Russia di Stalin e la guerra civile spagnola, nel corso della quale morì, colpito alle spalle durante un&#8217;azione di guerra.</p>
<p style="text-align: justify;">Il mistero che circonda la sua morte è legato alle lotte interne del fronte antifranchista. Già nel 1953 un&#8217;altra figura mitica della guerra civile spagnola, El Campesino, aveva modo di dichiarare la responsabilità di Togliatti e Longo della «eliminazione» del deputato socialista di Parma, Guido Picelli, ostile ai comunisti del sindacalista André Nin nel corso di un&#8217;intervista riportata da <em>Il Giornale dell&#8217;Emilia</em> (ora <em>Il Resto del Carlino</em>) e ripresa dal periodico locale <em>Il Risveglio</em>. (<em>Vedi qui sotto</em>)</p>
<p><a rel="attachment wp-att-28494" href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/06/12/i-parmigiani-sono-mediocri-e-percio-dedicano-monumenti-mediocri-a-guido-picelli-parla-il-regista-del-film-sull%e2%80%99eroe-delle-barricate/picelli_ritaglio-jpg/"><img class="aligncenter size-large wp-image-28494" title="picelli_ritaglio.JPG" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/06/picelli_ritaglio.JPG-421x580.jpg" alt="" width="421" height="580" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Il film sarà poi presentato a Barcellona e Parigi e in seguito in Italia. Il regista si mostra invece scettico circa la proiezione del film a Parma, dichiarando: «Aspetto che si chiarisca la situazione culturale. Anni fa ebbi grossi problemi per la proiezione di un documentario sui partigiani. Penso che i parmigiani per vederlo dovranno andare a Reggio e Piacenza».</p>
<p><a rel="attachment wp-att-28497" href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/06/12/i-parmigiani-sono-mediocri-e-percio-dedicano-monumenti-mediocri-a-guido-picelli-parla-il-regista-del-film-sull%e2%80%99eroe-delle-barricate/picelli-monumento-2/"><img class="aligncenter size-large wp-image-28497" title="picelli monumento" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/06/picelli-monumento1-430x580.jpg" alt="" width="430" height="580" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Riguardo al monumento (<em>qui sopra</em>), inaugurato il mese scorso in piazza Picelli a Parma ed oggetto di polemiche, così si esprime Bocchi: «Ridicolo, mediocre, spero che si potrà abbatterlo e ricostruirne uno più degno. Ma con questi parmigiani se anche ci fosse per assurdo Giacometti direbbero di no, perché hanno una vita mediocre. Picelli non lo era, ecco perché lo odiano».</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Ambrogio Ponzi</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a rel="attachment wp-att-28496" href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/06/12/i-parmigiani-sono-mediocri-e-percio-dedicano-monumenti-mediocri-a-guido-picelli-parla-il-regista-del-film-sull%e2%80%99eroe-delle-barricate/picelli-monumento/"><img class="aligncenter size-full wp-image-28496" title="picelli-monumento" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/06/picelli-monumento.jpg" alt="" width="368" height="515" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="390" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/x25MYr-eZVs?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="390" src="http://www.youtube.com/v/x25MYr-eZVs?version=3&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.navecorsara.it/wp/2011/06/12/i-parmigiani-sono-mediocri-e-percio-dedicano-monumenti-mediocri-a-guido-picelli-parla-il-regista-del-film-sull%e2%80%99eroe-delle-barricate/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
	<enclosure url='http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/06/picelli.jpg' length ='117435'  type='image/jpg' />	</item>
		<item>
		<title>Cicchitto: come ti volto e ti rivolto la gabbana</title>
		<link>http://www.navecorsara.it/wp/2011/03/18/fabrizio-cicchitto-come-ti-volto-e-ti-rivolto-la-gabbana-2/</link>
		<comments>http://www.navecorsara.it/wp/2011/03/18/fabrizio-cicchitto-come-ti-volto-e-ti-rivolto-la-gabbana-2/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 18 Mar 2011 21:49:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Biografie]]></category>
		<category><![CDATA[Brutta Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Personaggi]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Bettino Craxi]]></category>
		<category><![CDATA[Fabrizio Cicchitto]]></category>
		<category><![CDATA[Riccardo Lombardi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.navecorsara.it/wp/?p=25351</guid>
		<description><![CDATA[Fabrizio Cicchitto, 70 anni, dal 2008 capogruppo del Pdl alla Camera. di Sergio Caroli Billy Bis mi chiede un profilo biografico di Fabrizio Cicchitto, cosa che volentieri faccio, seppure con la piena consapevolezza di spuntare le unghie a un pachiderma. Che cosa sia un lavoro socialmente utile (ossia atto a produrre reddito) Fabrizio Cicchitto -  noto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-25352" href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/03/18/fabrizio-cicchitto-come-ti-volto-e-ti-rivolto-la-gabbana-2/cicchitto_2-6/"><img class="aligncenter size-large wp-image-25352" title="cicchitto_2" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/03/cicchitto_25-580x215.jpg" alt="" width="580" height="215" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Fabrizio Cicchitto, 70 anni, dal 2008 capogruppo del Pdl alla Camera.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>di Sergio Caroli</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/03/13/la-faccia-di-cicchitto/">Billy Bis mi chiede un profilo biografico di Fabrizio Cicchitto</a>, cosa che volentieri faccio, seppure con la piena consapevolezza di spuntare le unghie a un pachiderma. Che cosa sia un lavoro socialmente utile (ossia atto a produrre reddito) Fabrizio Cicchitto -  noto rinoceronte d’assalto alla corte dell’”Utilizzatore finale” &#8211; non lo mai sperimentato in prima persona, essendo sempre campato di ciance politicantesche sin dalla prima lanugine.<span id="more-25351"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Apprendista alla scuola dei fracassi sessantottari, diviene, poco più che ventenne, prima funzionarietto, poi spocchioso gerarchetto (così più di un testimone) della federazione giovanile socialista (Fgsi). Membro poi del Psi, i suoi ululati antiamericani sono tali da indurre Fortebraccio a definire la sua corrente «marxismo-cicchittismo». Quando sta per nascere il Psiup, si dà per acquisito  &#8211; ben me lo ricordo &#8211;  il suo passaggio al partito di Vecchietti, Valori e Basso, ma, in zona Cesarini, Cicchitto realizza che nel Psiup non c’è alcunché da rosicchiare: non c’è trippa per i gatti. Resta quindi nel Psi sulle posizioni della sinistra lombardiana. Quando nel 1977 Giorgiana Masi, studentessa romana diciannovenne, viene uccisa nel corso di una manifestazione, Cicchitto così difende i dimostranti alla Camera: «Le forze democratiche giovanili debbono stare attente a non cadere nelle trappole che lo Stato repressore gli tende».</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong><a rel="attachment wp-att-25355" href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/03/18/fabrizio-cicchitto-come-ti-volto-e-ti-rivolto-la-gabbana-2/midas-2/"><img class="aligncenter size-large wp-image-25355" title="midas" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/03/Cicchitto_Formica_Craxi_40_congresso_psi_19761-580x380.jpg" alt="" width="580" height="380" /></a>Fabrizio Cicchitto (a destra), al 40° congresso del Psi, nel 1976, con Bettino Craxi (al centro) e Rino Formica.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Corifeo del compromesso storico, urla, affocato in volto, che la Dc si è servita del caso Moro per tagliar fuori il Pci dal governo. Nel 1975, introducendo il libro di Marco <em>Sassano Sid e partito americano</em> (sottotitolo: <em>Il ruolo della Cia, dei servizi segreti e dei corpi separati nella strategia dell’eversione</em>), scrive: «I mostri sono i servizi segreti che fabbricano gli opposti estremismi: la pupilla del regime, la Rai tv, si occupa di amplificare la distorsione, obiettivizzandola; Sid e Rai tv, due realtà molto lontane eppure così vicine quando si tratta di sorreggere, nelle scelte drammatiche, il regime Dc».</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><a rel="attachment wp-att-25357" href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/03/18/fabrizio-cicchitto-come-ti-volto-e-ti-rivolto-la-gabbana-2/cicchitto-1-2/"><img class="aligncenter size-large wp-image-25357" title="cicchitto-1" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/03/cicchitto-11-580x252.jpg" alt="" width="580" height="252" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Poi la folgorazione sulla via di Castiglion Fibocchi: Fabrizio Cicchitto impara a maneggiare &#8211; tessera numero 2232 emessa in data 12 dicembre 1980 &#8211; la cazzuola di libero muratore (sarà il primo e unico lavoro in vita sua) e a indossare il bianconero grembiule massonico, Licio Gelli consacrandolo. A presentarlo al Venerabile Maestro è Fabrizio Trifone Trecca, capo della loggia segreta nota come Gruppo 17, alla quale sono affiliati numerosi carrieristi travestiti da giornalisti: si chiamano, ad esempio, Maurizio Costanzo, Gustavo Selva, Giorgio Zicari, Roberto Ciuni. Mentre la P2 si pappa il Corriere della sera, a guidare il Gruppo 17 è il seguente politburo: numero uno, Trecca; numero due, Franco Di Bella, direttore del Corriere; numero tre, un palazzinaro in ascesa a nome Berlusconi Silvio di Luigi.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><a rel="attachment wp-att-25358" href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/03/18/fabrizio-cicchitto-come-ti-volto-e-ti-rivolto-la-gabbana-2/cicchitto-2/"><img class="aligncenter size-large wp-image-25358" title="cicchitto-2" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/03/cicchitto-2-580x338.jpg" alt="" width="580" height="338" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Nel 1981, scoperte a Villa Wanda &#8211; dai giudici milanesi Gerardo D’Ambrosio e Gherardo Colombo &#8211; le liste della P2, durante una drammatica riunione di corrente Lombardi chiede a Cicchitto: «È vero che sei affiliato?». Con espressione contrita, risponde: «Sì». Lombardi scaraventa il suo bastone a terra e gli allunga un ceffone coram populo, indicandogli la porta. Cicchitto dichiara di aver ignorato il carattere eversivo della loggia di Gelli. «Mi sono sentito solo &#8211; dice &#8211; e mi sono iscritto per cercare protezione». Sostiene di aver ricevuto strane lettere anonime, ma di coteste minacce non vi sarà denuncia alcuna in alcun palazzo di giustizia: il Partito socialista lo estromette. Sarà riammesso sette anni dopo per volontà di Craxi.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><a rel="attachment wp-att-25359" href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/03/18/fabrizio-cicchitto-come-ti-volto-e-ti-rivolto-la-gabbana-2/cicchitto-3-2/"><img class="aligncenter size-large wp-image-25359" title="cicchitto-3" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/03/cicchitto-31-580x238.jpg" alt="" width="580" height="238" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Da quel momento il bersaglio prediletto del nostro voltagabbana diventa il Pci («Non c&#8217;è niente di peggio che il sovversivismo moderato», dichiara). Di Craxi condivide, seppure in ruoli a margine, le posizioni, finché &#8211;  Mani Pulite scoperchiando i tombini &#8211; i liquami della corruzione esondano e la seconda carriera di Cicchitto va in blocco. Sinché, nel 1999 egli giunge alla corte del Cavaliere &#8211; a presentarlo è Gianni De Michelis &#8211; in compagnia di Margherita Boniver, un’altra furbacchiona d’antico pelliccione.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><a rel="attachment wp-att-25360" href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/03/18/fabrizio-cicchitto-come-ti-volto-e-ti-rivolto-la-gabbana-2/cicchitto1-3/"><img class="aligncenter size-large wp-image-25360" title="cicchitto1" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/03/cicchitto12-580x245.jpg" alt="" width="580" height="245" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Ha inizio la terza carriera, questa volta nelle file degli italo-forzati. Sarà un trionfo. Il suo numero tre d’un tempo è consacrato a Unto del Signore, ma soprattutto dei Signori. Da allora &#8211; a gloria e/o a difesa dell’Unto &#8211; il mascelluto Cicchitto, doppiogiochista e caudatario professionale, ne espellerà più delle solfatare dei Campi Flegrei da Tiberio in poi. Erutta per esempio la grottesca panzacchera che Tartaglia non è un ragazzo psicolabile, ma un giovane pasdaran prodotto da «una campagna d&#8217;odio». Nel 2009, il capogruppo alla camera del Pdl viene indagato dalla procura di Pescara per ricettazione. Il processo è ancora in corso, ma pare sonnecchi anziché no.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><a rel="attachment wp-att-25365" href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/03/18/fabrizio-cicchitto-come-ti-volto-e-ti-rivolto-la-gabbana-2/finiani-pronti-a-gruppi-separatiattendono-vertice-pdl/"><img class="aligncenter size-large wp-image-25365" title="FINIANI PRONTI A GRUPPI SEPARATI,ATTENDONO VERTICE PDL" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/03/cicchitto-580x288.jpg" alt="" width="580" height="288" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">A merito, Sandro Bondi gli ha dedicato una lirica; lirica che &#8211; per il suo carattere elementare &#8211; sembrerebbe adatta a un’antologia per le scuole medie inferiori (alias scatole e spaghi), mentre invece ha &#8211; come termine di paragone &#8211; uno dei grandi <em>Idillii </em>leopardiani.</p>
<p><em><strong>Al mio amico Fabrizio Cicchitto</strong></em></p>
<p><em>Viviamo insieme</em></p>
<p><em>questa irripetibile esperienza</em></p>
<p><em>con passione politica</em></p>
<p><em>autentica</em></p>
<p><em>con animo casto</em></p>
<p><em>e con la sorpresa</em></p>
<p><em>dell&#8217;amicizia. Ci mancheremo</em></p>
<p><em>quando verrà il tempo nuovo</em></p>
<p><em>e ci rispecchieremo finalmente</em></p>
<p><em>l&#8217;uno nell&#8217;altro. E ci mancherà</em></p>
<p><em>anche quello che non</em></p>
<p><em>abbiamo vissuto assieme</em></p>
<p><em>fra i banchi della scuola</em></p>
<p><em>nell&#8217;adolescenza inquieta e nell&#8217;età in cui non si ama.</em></p>
<p><em>La mia fede è la tenerezza dei tuoi sguardi.</em></p>
<p><em>La tua fede è nelle parole che cerco.</em></p>
<p>Dante Alighier, vatti a nascondere!</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.navecorsara.it/wp/2011/03/18/fabrizio-cicchitto-come-ti-volto-e-ti-rivolto-la-gabbana-2/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>4</slash:comments>
	<enclosure url='http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/03/cicchitto_25.jpg' length ='91773'  type='image/jpg' />	</item>
		<item>
		<title>Fabrizio Cicchitto: come ti volto e ti rivolto la gabbana</title>
		<link>http://www.navecorsara.it/wp/2011/03/18/fabrizio-cicchitto-come-ti-volto-e-ti-rivolto-la-gabbana/</link>
		<comments>http://www.navecorsara.it/wp/2011/03/18/fabrizio-cicchitto-come-ti-volto-e-ti-rivolto-la-gabbana/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 18 Mar 2011 20:35:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Biografie]]></category>
		<category><![CDATA[Personaggi]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Bettino Craxi]]></category>
		<category><![CDATA[Fabrizio Cicchitto]]></category>
		<category><![CDATA[Riccardo Lombardi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.navecorsara.it/wp/?p=25313</guid>
		<description><![CDATA[di Sergio Caroli Billy Bis mi chiede un profilo biografico di Fabrizio Cicchitto, cosa che volentieri faccio, seppure con la piena consapevolezza di spuntare le unghie a un pachiderma. Che cosa sia un lavoro socialmente utile (ossia atto a produrre reddito) Fabrizio Cicchitto -  noto rinoceronte d’assalto alla corte dell’”Utilizzatore finale” &#8211; non lo mai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/03/cicchitto_22-580x215.jpg" alt="" title="cicchitto_2" width="580" height="215" class="aligncenter size-large wp-image-25324" /></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>di Sergio Caroli </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Billy Bis mi chiede un profilo biografico di Fabrizio Cicchitto, cosa che volentieri faccio, seppure con la piena consapevolezza di spuntare le unghie a un pachiderma.<span id="more-25313"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Che cosa sia un lavoro socialmente utile (ossia atto a produrre reddito) Fabrizio Cicchitto -  noto rinoceronte d’assalto alla corte dell’”Utilizzatore finale” &#8211; non lo mai sperimentato in prima persona, essendo sempre campato di ciance politicantesche sin dalla prima lanugine. Apprendista alla scuola dei fracassi sessantottari, diviene, poco più che ventenne, prima funzionarietto, poi spocchioso gerarchetto (così più di un testimone) della federazione giovanile socialista (Fgsi). Membro poi del Psi, i suoi ululati antiamericani sono tali da indurre Fortebraccio a definire la sua corrente «marxismo-cicchittismo». Quando sta per nascere il Psiup, si dà per acquisito  &#8211; ben me lo ricordo &#8211;  il suo passaggio al partito di Vecchietti, Valori e Basso, ma, in zona Cesarini, Cicchitto realizza che nel Psiup non c’è alcunché da rosicchiare: non c’è trippa per i gatti. Resta quindi nel Psi sulle posizioni della sinistra lombardiana. Quando nel 1977 Giorgiana Masi, studentessa romana diciannovenne, viene uccisa nel corso di una manifestazione, Cicchitto così difende i dimostranti alla Camera: «Le forze democratiche giovanili debbono stare attente a non cadere nelle trappole che lo Stato repressore gli tende».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a rel="attachment wp-att-25316" href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/03/18/fabrizio-cicchitto-come-ti-volto-e-ti-rivolto-la-gabbana/midas/"><img class="aligncenter size-large wp-image-25316" title="midas" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/03/Cicchitto_Formica_Craxi_40_congresso_psi_1976-580x380.jpg" alt="" width="580" height="380" /></a>Fabrizio Cicchitto (a destra), al 40° congresso del Psi, nel 1976, con Bettino Craxi (al centro) e Rino Formica. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Corifeo del compromesso storico, urla, affocato in volto, che la Dc si è servita del caso Moro per tagliar fuori il Pci dal governo. Nel 1975, introducendo il libro di Marco <em>Sassano Sid e partito americano</em> (sottotitolo: <em>Il ruolo della Cia, dei servizi segreti e dei corpi separati nella strategia dell’eversione</em>), scrive: «I mostri sono i servizi segreti che fabbricano gli opposti estremismi: la pupilla del regime, la Rai tv, si occupa di amplificare la distorsione, obiettivizzandola; Sid e Rai tv, due realtà molto lontane eppure così vicine quando si tratta di sorreggere, nelle scelte drammatiche, il regime Dc».</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><a rel="attachment wp-att-25317" href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/03/18/fabrizio-cicchitto-come-ti-volto-e-ti-rivolto-la-gabbana/cicchitto-1/"><img class="aligncenter size-large wp-image-25317" title="cicchitto-1" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/03/cicchitto-1-580x252.jpg" alt="" width="580" height="252" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Poi la folgorazione sulla via di Castiglion Fibocchi: Fabrizio Cicchitto impara a maneggiare &#8211; tessera numero 2232 emessa in data 12 dicembre 1980 &#8211; la cazzuola di libero muratore (sarà il primo e unico lavoro in vita sua) e a indossare il bianconero grembiule massonico, Licio Gelli consacrandolo. A presentarlo al Venerabile Maestro è Fabrizio Trifone Trecca, capo della loggia segreta nota come Gruppo 17, alla quale sono affiliati numerosi carrieristi travestiti da giornalisti: si chiamano, ad esempio, Maurizio Costanzo, Gustavo Selva, Giorgio Zicari, Roberto Ciuni. Mentre la P2 si pappa il Corriere della sera, a guidare il Gruppo 17 è il seguente politburo: numero uno, Trecca; numero due, Franco Di Bella, direttore del Corriere; numero tre, un palazzinaro in ascesa a nome Berlusconi Silvio di Luigi.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><a rel="attachment wp-att-25318" href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/03/18/fabrizio-cicchitto-come-ti-volto-e-ti-rivolto-la-gabbana/cicchitto1/"><img class="aligncenter size-large wp-image-25318" title="cicchitto1" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/03/cicchitto1-580x245.jpg" alt="" width="580" height="245" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Nel 1981, scoperte a Villa Wanda &#8211; dai giudici milanesi Gerardo D’Ambrosio e Gherardo Colombo &#8211; le liste della P2, durante una drammatica riunione di corrente Lombardi chiede a Cicchitto: «È vero che sei affiliato?». Con espressione contrita, risponde: «Sì». Lombardi scaraventa il suo bastone a terra e gli allunga un ceffone coram populo, indicandogli la porta. Cicchitto dichiara di aver ignorato il carattere eversivo della loggia di Gelli. «Mi sono sentito solo &#8211; dice &#8211; e mi sono iscritto per cercare protezione». Sostiene di aver ricevuto strane lettere anonime, ma di coteste minacce non vi sarà denuncia alcuna in alcun palazzo di giustizia: il Partito socialista lo estromette. Sarà riammesso sette anni dopo per volontà di Craxi.</p>
<p style="text-align: justify;">Da quel momento il bersaglio prediletto del nostro voltagabbana diventa il Pci («Non c&#8217;è niente di peggio che il sovversivismo moderato», dichiara). Di Craxi condivide, seppure in ruoli a margine, le posizioni, finché &#8211;  Mani Pulite scoperchiando i tombini &#8211; i liquami della corruzione esondano e la seconda carriera di Cicchitto va in blocco. Sinché, nel 1999 egli giunge alla corte del Cavaliere &#8211; a presentarlo è Gianni De Michelis &#8211; in compagnia di Margherita Boniver, un’altra furbacchiona d’antico pelliccione.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><a rel="attachment wp-att-25319" href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/03/18/fabrizio-cicchitto-come-ti-volto-e-ti-rivolto-la-gabbana/cicchitto-3/"><img class="aligncenter size-large wp-image-25319" title="cicchitto-3" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/03/cicchitto-3-580x238.jpg" alt="" width="580" height="238" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Ha inizio la terza carriera, questa volta nelle file degli italo-forzati. Sarà un trionfo. Il suo numero tre d’un tempo è consacrato a Unto del Signore, ma soprattutto dei Signori. Da allora &#8211; a gloria e/o a difesa dell’Unto &#8211; il mascelluto Cicchitto, doppiogiochista e caudatario professionale, ne espellerà più delle solfatare dei Campi Flegrei da Tiberio in poi. Erutta per esempio la grottesca panzacchera che Tartaglia non è un ragazzo psicolabile, ma un giovane pasdaran prodotto da «una campagna d&#8217;odio». Nel 2009, il capogruppo alla camera del Pdl viene indagato dalla procura di Pescara per ricettazione. Il processo è ancora in corso, ma pare sonnecchi anziché no.</p>
<p style="text-align: justify;">A merito, Sandro Bondi gli ha dedicato una lirica; lirica che &#8211; per il suo carattere elementare &#8211; sembrerebbe adatta a un’antologia per le scuole medie inferiori (alias scatole e spaghi), mentre invece ha &#8211; come termine di paragone &#8211; uno dei grandi <em>Idillii </em>leopardiani.</p>
<p><em><strong>Al mio amico Fabrizio Cicchitto</strong></em></p>
<p><em>Viviamo insieme</em></p>
<p><em>questa irripetibile esperienza</em></p>
<p><em>con passione politica</em></p>
<p><em>autentica</em></p>
<p><em>con animo casto</em></p>
<p><em>e con la sorpresa</em></p>
<p><em>dell&#8217;amicizia. Ci mancheremo</em></p>
<p><em>quando verrà il tempo nuovo</em></p>
<p><em>e ci rispecchieremo finalmente</em></p>
<p><em>l&#8217;uno nell&#8217;altro. E ci mancherà</em></p>
<p><em>anche quello che non</em></p>
<p><em>abbiamo vissuto assieme</em></p>
<p><em>fra i banchi della scuola</em></p>
<p><em>nell&#8217;adolescenza inquieta e nell&#8217;età in cui non si ama.</em></p>
<p><em>La mia fede è la tenerezza dei tuoi sguardi.</em></p>
<p><em>La tua fede è nelle parole che cerco. </em></p>
<p>Dante Alighier, vatti a nascondere!</p>
<p><a rel="attachment wp-att-25320" href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/03/18/fabrizio-cicchitto-come-ti-volto-e-ti-rivolto-la-gabbana/ruby-cicchitto-strane-coincidenze-e-bombe-ad-orologeria/"><img class="aligncenter size-large wp-image-25320" title="RUBY: CICCHITTO, STRANE COINCIDENZE E BOMBE AD OROLOGERIA" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/03/cicchitto_4-580x406.jpg" alt="" width="580" height="406" /></a></p>
<p><strong><em><br />
</em></strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.navecorsara.it/wp/2011/03/18/fabrizio-cicchitto-come-ti-volto-e-ti-rivolto-la-gabbana/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	<enclosure url='http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/03/cicchitto_2.jpg' length ='91773'  type='image/jpg' />	</item>
		<item>
		<title>Silvio forever, film sulla vita di Berlusconi, nei cinema dal 25 marzo</title>
		<link>http://www.navecorsara.it/wp/2011/02/25/silvio-forever-un-film-%c2%abautobiografico%c2%bb-su-berlusconi-nei-cinema-dal-25-marzo/</link>
		<comments>http://www.navecorsara.it/wp/2011/02/25/silvio-forever-un-film-%c2%abautobiografico%c2%bb-su-berlusconi-nei-cinema-dal-25-marzo/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 25 Feb 2011 22:29:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità politica e sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Biografie]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Personaggi]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Occhipinti]]></category>
		<category><![CDATA[Filippo Macelloni]]></category>
		<category><![CDATA[Gian Antonio Stella]]></category>
		<category><![CDATA[Lucky Red]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Faenza]]></category>
		<category><![CDATA[Sergio Rizzo]]></category>
		<category><![CDATA[Silvio Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[Silvio forever]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.navecorsara.it/wp/?p=24152</guid>
		<description><![CDATA[di Claudia Morgoglione Da Mamma Rosa ai festini, passando per il salotto televisivo di Vespa. C&#8217;è questo e molto altro, in uno dei segreti cinematografici meglio custoditi degli ultimi anni: si chiama Silvio Forever, è diretto da Roberto Faenza e Filippo Macelloni, e viene definito dal regista e dai suoi autori &#8211; i giornalisti Gian Antonio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="640" height="390" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="flashvars" value="bgColor=black&amp;autostart=false&amp;keyT=&amp;key=&amp;baseURL=http://tv.repubblica.it/static/images/player/&amp;file=repubblicatv/file/2011/02/silvioforever_trailer_169.mp4&amp;repeat=false&amp;logo=0&amp;strip=0&amp;nielsenBrand=repubblicatv_&amp;brand=brand_repubblicaradio&amp;dState=normal&amp;scaleMethod=fit&amp;rel=false&amp;fsType=fl&amp;baseURL=http://tv.repubblica.it/static/images/player/&amp;videoTitle=Silvio forever, nelle sale la biografia non autorizzata&amp;streamURL=http://tv.repubblica.it/copertina/silvio-forever-nelle-sale-la-biografia-non-autorizzata/62886?video=&amp;pagefrom=1&amp;ref=HREC1-9&amp;nielsenBrand=repubblicatv_&amp;pub=edizione###milano" /><param name="src" value="http://tv.repubblica.it/static/swf/z_adv_player.swf" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="640" height="390" src="http://tv.repubblica.it/static/swf/z_adv_player.swf" flashvars="bgColor=black&amp;autostart=false&amp;keyT=&amp;key=&amp;baseURL=http://tv.repubblica.it/static/images/player/&amp;file=repubblicatv/file/2011/02/silvioforever_trailer_169.mp4&amp;repeat=false&amp;logo=0&amp;strip=0&amp;nielsenBrand=repubblicatv_&amp;brand=brand_repubblicaradio&amp;dState=normal&amp;scaleMethod=fit&amp;rel=false&amp;fsType=fl&amp;baseURL=http://tv.repubblica.it/static/images/player/&amp;videoTitle=Silvio forever, nelle sale la biografia non autorizzata&amp;streamURL=http://tv.repubblica.it/copertina/silvio-forever-nelle-sale-la-biografia-non-autorizzata/62886?video=&amp;pagefrom=1&amp;ref=HREC1-9&amp;nielsenBrand=repubblicatv_&amp;pub=edizione###milano" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>di Claudia Morgoglione</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Da Mamma Rosa ai festini, passando per il salotto televisivo di Vespa. C&#8217;è questo e molto altro, in uno dei segreti cinematografici meglio custoditi degli ultimi anni: si chiama <em>Silvio Forever</em>, è diretto da <strong>Roberto Faenza</strong> e <strong>Filippo Macelloni</strong>, e viene definito dal regista e dai suoi autori &#8211; i giornalisti Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo &#8211; una «autobiografia non autorizzata» di Berlusconi.<span id="more-24152"></span></p>
<p style="text-align: justify;">La pellicola, distribuita dalla Lucky Red di <strong>Andrea Occhipinti,</strong> che ha già maneggiato negli anni scorsi film politicamente esplosivi come <em>Il Divo</em>, arriverà <strong>nelle sale il prossimo 25 marzo</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Un&#8217;uscita un po&#8217; a sorpresa: tutti i partecipanti a questa avventura cinematografica, che viene alla luce nel momento più complicato della carriera governativa del premier (basta pensare ai quattro processi in corso), hanno mantenuto il silenzio. Adesso, però, il comunicato ufficiale squarcia il velo su questo progetto. Destinato, ovviamente, a far discutere.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Silvio forever</em>, come si vede dal trailer appena reso pubblico, non è un film di finzione: non c&#8217;è un attore che interpreta il personaggio. Fa parte quindi della categoria dei docufilm, o meglio dei film di montaggio: attraverso materiali di repertorio, viene ricostruita l&#8217;avventura umana, imprenditoriale e politica dell&#8217;uomo che più di ogni altro ha segnato l&#8217;Italia degli ultimi decenni. Un ritratto caratteriale, emotivo, psicologico di Berlusconi: non a caso, all&#8217;inizio e alla fine del video vediamo parlare mamma Rosa, ora defunta, personaggio chiave non solo della famiglia, ma anche del modo di rappresentare se stesso del presidente del Consiglio. Tra i due momenti in cui parla l&#8217;anziana signora, vediamo alcune tappe fondamentali dell&#8217;ascesa (e del possibile declino) del protagonista: la battuta pronta, l&#8217;utilizzo del salotto televisivo (come quando dice a Vespa di essere l&#8217;unto del Signore), le ragazze che a Palazzo Grazioli fotografano tranquillamente il bagno, come emerso all&#8217;epoca dell&#8217;affaire D&#8217;Addario.<br />
E a garantire l&#8217;autenticità giornalistica di quanto raccontato, c&#8217;è la sceneggiatura scritta da <strong>Gian Antonio Stella</strong> e <strong>Sergio Rizzo</strong>, cronisti del Corriere della Sera e autori del libro <em>La Casta</em>. Mentre il valore anche stilistico dell&#8217;opera è affidato a un regista raffinato come Roberto Faenza, autore di film come <em>Il caso dell&#8217;infedele Klara,</em><em> I giorni dell&#8217;abbandono</em> e <em>Prendimi l&#8217;anima</em>. Una cosa comunque è certa: conoscendo questo gruppo di realizzatori, il ritratto che emergerà sarà lontano da quelli, celebrativi, a cui ci ha abituato la stampa che fa capo al premier, a cominciare da <em>Chi</em>. Ecco allora la chiave diversa, che traspare già dalle prime note presenti sul comunicato ufficiale: «Comunque la si pensi, al di là dei meriti per cui lo osannano e dei demeriti per cui lo disprezzano. è uno strepitoso personaggio della commedia dell&#8217;arte, capace di offrire spunti per un&#8217;avventura cinematograficamente inimmaginabile».<br />
E adesso, questa ricostruzione dell&#8217;epopea berlusconiana arriva nelle sale: ancora imprecisato il numero di copie in cui il film sarà distribuito, la Lucky Red ci sta lavorando proprio in queste ore. Si aspettano, a strettissimo giro, le prime reazioni politiche. <em>(la Repubblica, 25 febbraio 2011)</em></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><em><a rel="attachment wp-att-24155" href="http://www.navecorsara.it/wp/2011/02/25/silvio-forever-un-film-%c2%abautobiografico%c2%bb-su-berlusconi-nei-cinema-dal-25-marzo/silvio_forever/"><img class="aligncenter size-full wp-image-24155" title="Silvio_forever" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/02/Silvio_forever.jpg" alt="" width="300" height="429" /></a><br />
</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.navecorsara.it/wp/2011/02/25/silvio-forever-un-film-%c2%abautobiografico%c2%bb-su-berlusconi-nei-cinema-dal-25-marzo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	<enclosure url='http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2011/02/Silvio_forever.jpg' length ='38996'  type='image/jpg' />	</item>
		<item>
		<title>Don Camillo parla ai sindaci, anche a quelli del futuro</title>
		<link>http://www.navecorsara.it/wp/2009/12/13/don-camillo-parla-ai-sindaci-anche-a-quelli-del-futuro/</link>
		<comments>http://www.navecorsara.it/wp/2009/12/13/don-camillo-parla-ai-sindaci-anche-a-quelli-del-futuro/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 13 Dec 2009 01:23:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Biografie]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[Fidenza territorio comunale]]></category>
		<category><![CDATA[Iniziative editoriali]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Agesci]]></category>
		<category><![CDATA[Don Camillo Mellini]]></category>
		<category><![CDATA[Scout]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.navecorsara.it/wp/?p=5211</guid>
		<description><![CDATA[Sembrano molto attenti, ma anche un po’ diffidenti, questi signori che ascoltano don Camillo Mellini. Siamo nella seconda metà degli anni Settanta, loro sono quasi tutti comunisti, lui è un prete, e la dottrina del compromesso storico non ha ancora fatto breccia in provincia e sviluppato anche lì tutti i suoi benefici effetti. L’assistente ecclesiastico [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="aligncenter size-large wp-image-5212" title="DC 4" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2009/12/DC-4-580x427.jpg" alt="DC 4" width="580" height="427" /><br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Sembrano molto attenti, ma anche un po’ diffidenti, questi signori che ascoltano don Camillo Mellini. <span id="more-5211"></span>Siamo nella seconda metà degli anni Settanta, loro sono quasi tutti comunisti, lui è un prete, e la dottrina del compromesso storico non ha ancora fatto breccia in provincia e sviluppato anche lì tutti i suoi benefici effetti.</p>
<p style="text-align: justify;">L’assistente ecclesiastico degli scout tiene le mani congiunte in una delle sue più tipiche maniere, l’espressione è ispirata, le labbra sono serrate ma si capisce bene che è nel pieno di uno dei suoi scomodi discorsi che piacciono a tutti e disturbano tanti.</p>
<p style="text-align: justify;">La perplessità aleggia sui volti di tutta la prima fila, così composta (da sinistra a destra): il signore in maniche di camicia è <strong>Umberto Fancelli</strong>, sindaco rosso di Santa Maria Tiberina, cittadina in provincia di Perugia gemellata con Fidenza grazie a don Camillo che da quelle parti organizzò il campo estivo degli scout nel 1976; l’allora barbuto sindaco di Fidenza <strong>Giovanni Mora</strong> (Pci); l’allora baffuto consigliere democristiano <strong>Giuseppe Cerri</strong>; l’allora assessore alla Cultura <strong>Ida Rizzi</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Che cosa è rimasto di quell’epoca? Preciso: delle parole di quel giorno, che abbiamo ascoltato con il berretto da lupetti in testa? Nulla.</p>
<h5 style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #333399;">Umberto Fancelli</span></strong><span style="color: #333399;"> è scomparso a 77 anni nel 2003. Tra lui e don Camillo si era sviluppata un’intensa amicizia che aveva, di fatto, divelto i cardini delle serrande ideologiche.</span></h5>
<p><span style="color: #333399;"><br />
</span></p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-5213" title="Don Camillo Mellini - locandina" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2009/12/Don-Camillo-Mellini-locandina5.jpg" alt="Don Camillo Mellini - locandina" width="351" height="496" /></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.navecorsara.it/wp/2009/12/13/don-camillo-parla-ai-sindaci-anche-a-quelli-del-futuro/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
	<enclosure url='http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2009/12/DC-4.jpg' length ='150835'  type='image/jpg' />	</item>
		<item>
		<title>Riusciremo ad accontentare don Camillo?</title>
		<link>http://www.navecorsara.it/wp/2009/12/11/riusciremo-ad-accontentare-don-camillo/</link>
		<comments>http://www.navecorsara.it/wp/2009/12/11/riusciremo-ad-accontentare-don-camillo/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 11 Dec 2009 00:36:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Biografie]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[Fidenza territorio comunale]]></category>
		<category><![CDATA[Don Camillo Mellini]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.navecorsara.it/wp/?p=5162</guid>
		<description><![CDATA[(foto di Marco Gualazzini) Sono le 4 e mezzo del mattino e sono appena tornato dall’ultimo incontro con don Camillo. Con Luca stiamo correndo contro il tempo per riuscire a montare il film per venerdì 18 dicembre, la sera della proiezione. Chiamiamo  film quello che è un dvd, ma dovremmo chiamarlo colossal perché ci troviamo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h6 style="text-align: left;"><strong><img class="aligncenter size-large wp-image-5163" title="don_camillo_scrivania" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2009/12/don_camillo_scrivania-580x386.jpg" alt="don_camillo_scrivania" width="580" height="386" /><span style="color: #9d0517;"> (foto di Marco Gualazzini)</span></strong></h6>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="font-weight: normal; font-size: 13px;">Sono le 4 e mezzo del mattino e sono appena tornato dall’ultimo incontro con don Camillo. Con Luca stiamo correndo contro il tempo per riuscire a montare il film per venerdì 18 dicembre, la sera della proiezione. <span id="more-5162"></span><br />
</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Chiamiamo  film quello che è un dvd, ma dovremmo chiamarlo colossal perché ci troviamo a dover selezionare e mettere in bell’ordine cinquanta minuti tra decine di ore di girato. Lo stesso problema cui si trovò di fronte William Wyler alle prese con il montaggio di <em>Ben Hur</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">E intanto continuano a telefonare per offrirci testimonianze, per chiederci di aggiungere qualcosa, per implorarci di togliere un’affermazione un po’ troppo forte. Promettiamo e cercheremo di mantenere.</p>
<p style="text-align: justify;">Andiamo a prendere un caffè per restare svegli e il barista ci offre un vecchio Vhs con un’apparizione di don Camillo della durata di tre secondi. Meno delle famose comparsate di Hitchcok. Lo ringraziamo e vedremo di accontentare pure lui.</p>
<p style="text-align: justify;">E poi c’è chi ha il video sull’installazione della campana nella chiesa di San Pietro e chi si presta a portare in giro le locandine. Come al solito, quando si fa il nome di don Camillo, rullano i tam tam e si mette in moto la catena della solidarietà.</p>
<p style="text-align: justify;">La cosa ci spaventa da una parte e ci gratifica dall’altra.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci aspettiamo gran pubblico ma temiamo di non essere all’altezza delle aspettative quando, nell’auditorium di San Michele, che don Gianemilio Pedroni ci ha generosamente offerto, si farà buio in sala e sullo schermo ventitrè fortunate persone, dall’anziana madre di don Camillo agli amici di vecchia data, dagli ex scout (ma uno scout può essere ex?) alle donne straniere che sono state ospiti della sua casa, dai confratelli al fratello, racconteranno lo straordinario personaggio con cui hanno fatto un pezzo di strada insieme.</p>
<p style="text-align: justify;">Torneremo sull’argomento e vi terremo informati a mano a mano che il giorno si avvicina. <strong>(i. s.)</strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong><img class="aligncenter size-full wp-image-5164" title="Don Camillo Mellini - locandina" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2009/12/Don-Camillo-Mellini-locandina2.jpg" alt="Don Camillo Mellini - locandina" width="351" height="496" /><br />
</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.navecorsara.it/wp/2009/12/11/riusciremo-ad-accontentare-don-camillo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	<enclosure url='http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2009/12/don_camillo_scrivania.JPG' length ='577555'  type='image/jpg' />	</item>
		<item>
		<title>Che sia lui l’ispiratore del curioso caso di Benjamin Button?</title>
		<link>http://www.navecorsara.it/wp/2009/10/27/che-sia-lui-l%e2%80%99ispiratore-del-curioso-caso-di-benjamin-button/</link>
		<comments>http://www.navecorsara.it/wp/2009/10/27/che-sia-lui-l%e2%80%99ispiratore-del-curioso-caso-di-benjamin-button/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 26 Oct 2009 23:46:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Biografie]]></category>
		<category><![CDATA[Scarlattina]]></category>
		<category><![CDATA[Silvio Berlusconi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.navecorsara.it/wp/?p=3925</guid>
		<description><![CDATA[Berlusconi ha la scarlattina, una malattia da bambini che raramente colpisce gli anziani. A quando gli orecchioni e il morbillo, la cotta per le dodicenni e il triciclo? Noi umani, maturiamo e invecchiamo, lui va in senso contrario. E questo spiega tante cose, a cominciare dai capricci, che non sono senili ma infantili. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="aligncenter size-full wp-image-3926" title="Berlusconi da bambino" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2009/10/Berlusconi-da-bambino.jpg" alt="Berlusconi da bambino" width="580" height="531" /></strong></p>
<h4 style="text-align: justify;"><span style="color: #770c17;">Berlusconi ha la scarlattina, una malattia da bambini che raramente colpisce gli anziani. <span id="more-3925"></span>A quando gli orecchioni e il morbillo, la cotta per le dodicenni e il triciclo? Noi umani, maturiamo e invecchiamo, lui va in senso contrario. E questo spiega tante cose, a cominciare dai capricci, che non sono senili ma infantili. </span></h4>
<p><span style="color: #770c17;"><br />
</span></p>
<p><span style="color: #770c17;"><img class="aligncenter size-large wp-image-3927" title="berlusconi cresima" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2009/10/berlusconi-cresima-286x580.jpg" alt="berlusconi cresima" width="286" height="580" /><br />
</span></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.navecorsara.it/wp/2009/10/27/che-sia-lui-l%e2%80%99ispiratore-del-curioso-caso-di-benjamin-button/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
	<enclosure url='http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2009/10/Berlusconi-da-bambino.jpg' length ='84590'  type='image/jpg' />	</item>
		<item>
		<title>Brigitte Bardot, dal broncio alla grinta</title>
		<link>http://www.navecorsara.it/wp/2009/09/28/brigitte-bardot-dal-broncio-alla-grinta/</link>
		<comments>http://www.navecorsara.it/wp/2009/09/28/brigitte-bardot-dal-broncio-alla-grinta/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 27 Sep 2009 22:08:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Biografie]]></category>
		<category><![CDATA[Costume]]></category>
		<category><![CDATA[Brigitte Bardot]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti animali]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.navecorsara.it/wp/?p=3000</guid>
		<description><![CDATA[  Oggi, 28 settembre, Brigitte Bardot compie 75 anni e in Francia è festa. Il suo mito, considerato tesoro nazionale,  è parte di un Patrimonio culturale leggero ma non transeunte, che fa della Francia un Paese diverso da tutti gli altri. Per l’occasione, la città di Boulogne-Billancourt, nei dintorni di Parigi, dedica a BB una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="aligncenter size-large wp-image-3001" title="brigitte_bardot_0" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2009/09/brigitte_bardot_0-580x386.jpg" alt="brigitte_bardot_0" width="580" height="386" /></strong></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Oggi, 28 settembre, Brigitte Bardot compie 75 anni e in Francia è festa. Il suo mito, considerato tesoro nazionale,  è parte di un Patrimonio culturale leggero ma non transeunte, che fa della Francia un Paese diverso da tutti gli altri.<span id="more-3000"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Per l’occasione, la città di Boulogne-Billancourt, nei dintorni di Parigi, dedica a BB una mostra-avvenimento, ospitata nel museo degli Anni Trenta, aperta dal 29 settembre al 31 gennaio 2010. </p>
<p style="text-align: justify;">Libera, sensuale, insolente, consacrata sullo schermo da registi come Roger Vadim, Jean-Luc Godard, Louis Malle ed Henri-Georges Clouzot, partner di Serge Gainsbourg, nella prima versione di <em>Je t’aime, moi non plus</em>, Brigitte ha prestato il suo volto anche a Marianne. Da star assoluta e sex symbol è diventata ambasciatrice dei diritti degli animali, accendendo passioni e odi che l’hanno portata in tribunale, dove è stata condannata per istigazione all’odio razziale.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra le poche icone femminili che hanno voltato le spalle ai fasti effimeri dello schermo di loro volontà (Brigitte Bardot si ritirata dalle scene nel 1974, poco prima di compiere 40 anni) e si sono ribellate ai tormenti dei gossip, lei è senza dubbio la più fragile e allo stesso tempo la più combattiva. La più amata e la più ingiuriata.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-large wp-image-3292" title="BB_2" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2009/09/BB_2-580x320.jpg" alt="BB_2" width="580" height="320" /></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">La sinistra intellettuale non la ama perché è sostenitrice del fascista Jean-Marie Le Pen (dal 1992 è moglie del lepenista Bernard d’Ormale) e soprattutto per le sue campagne contro l’islam.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli uomini e i fotografi non l’amano perché ha lasciato che il tempo lavorasse sul suo volto senza sottoporsi a quei trattamenti chirurgici che rendono mostruose le ex belle donne. Le donne non l’amano perché alla sorellanza e alle cause femministe preferisce la protezione degli animali maltrattati e massacrati.</p>
<p style="text-align: justify;">Deve essere stato per questi aspetti impopolari, alcuni dei quali sono effettivamente difficili da mandare giù, che la pur grande giornalista <a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/09/23/bardot-loren-bb-sophia-il-compleanno-delle.html">Natalia Aspesi, su la Repubblica di mercoledì 23 settembre, le ha dedicato un ritratto (in parallelo con quello della coetanea Sofia Loren) non propriamente lusinghiero</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">È per evitare discutibili interpretazioni che abbiamo preferito festeggiare BB dando a lei stessa la parola. Affinché si spieghi e si difenda. Ripescando per la bisogna un’intervista concessa non tanto tempo fa allo scrittore e giornalista, nonché suo biografo, Henry-Jean Servat, che è riuscito a farsi aprire la porta dell’inaccessibile Madrague, la villa di Saint Tropez dove Brigitte Bardot vive fin dai tempi in cui Dio creò la donna a sua immagine e somiglianza.</p>
<p> <img class="aligncenter size-large wp-image-3008" title="Brigitte_Bardot_10" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2009/09/Brigitte_Bardot_101-580x387.jpg" alt="Brigitte_Bardot_10" width="580" height="387" /></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Henry-Jean Servat.  Se volesse definirsi con un aggettivo particolare, quale sceglierebbe. </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Brigitte Bardot. </strong>« Ribelle». Io sono una ribelle. Sono sempre stata una ribelle. In rivolta contro le ingiustizie incancellabili che regnano sulla terra, contro queste infelicità umane e animali che i dirigenti del nostro Paese non riescono a sradicare.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Lei, almeno, è felice? </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Come vuole che lo sia, sapendo degli orrori che succedono! Sono troppo lucida per essere felice, fin troppo lucida per essere mai stata felice. Talvolta, mi cattura il suono di una chitarra, e questo è bene. Mi fra sentir meglio. Ma non dura molto. Certo, ci sono momenti, momenti brevi, troppo corti, di bellezza e di allegria, ma una grande felicità, la vera felicità, non l’ho mai conosciuta. </p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ma di recente non ha avuto un momento di grande felicità? </strong></p>
<p style="text-align: justify;">No.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Questo significa che lei è abitata solo da sentimenti negativi?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Assolutamente no. Al contrario, sono molto impegnata, e questo non mi dà tempo di pensare a cose negative. Ho una forza che non mi abbandona. È la mia Fondazione. Grazie a essa, mi dico che ho fatto e che continuo a fare qualcosa di intelligente della mia vita, con la mia vita. Lei mi vede a casa mia, malandata, con i miei bastoni, ma io mi occupo –guarda la pila di lettere e dossier sul mio tavolo- a combattere per far sì che cessi il maltrattamento verso gli esseri viventi in generale e verso gli animali in particolare.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-3293" title="BB_4" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2009/09/BB_4.jpg" alt="BB_4" width="350" height="250" /></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"><strong>È un impegno continuo? </strong></p>
<p style="text-align: justify;"> E lo sarà fino al mio ultimo soffio di vita. E mio servo del mio nome per battermi.</p>
<p style="text-align: justify;"> <strong>Lei è dunque consapevole che la celebrità cinematografica le ha dato un grosso aiuto per fare tutto ciò. </strong></p>
<p style="text-align: justify;"> Certo. Il cinema mi ha aiutato ad arrivare fin qui. Ma è stato l’amore per gli animali a tenermi in vita. Spesso, penso che, se non mi fossi occupata di animali, sarei rimasta fottuta come Marilyn e Romy.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ci sono ancora e sempre persone che la criticano? </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Me ne frego, di questo… per non dire di peggio. Se c’è gente che non mi ama o mi deride, d’altro canto mi sento responsabile di migliaia di piccole vite di cui mi faccio carico. E so che migliaia di persone, in Francia o nel resto del mondo, mi trasmettono la lor energia, poiché ricevo migliaia di lettere un po’ dappertutto –dal Giappone, dal Brasile e da innumerevoli altri paesi. Questo mi sostiene e mi impedisce di cadere. Posso anche dirle che l’amore della gente sta crescendo. Il pubblico mi ha sempre incoraggiata e amata. E io ne ho più bisogno quanto più sono stata insozzata. E talmente ho sofferto per l’accanimento nei miei confronti.</p>
<p> </p>
<p><img class="aligncenter size-large wp-image-3005" title="Brigitte_Bardot_4" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2009/09/Brigitte_Bardot_4-580x389.jpg" alt="Brigitte_Bardot_4" width="580" height="389" /></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Le sue prese di posizione sono state però radicali ed eccessive. </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="font-weight: normal;">Forse. Ma non sono mai state prese di posizione politiche. Non ho mai militato in un partito. Io non sono che di un partito, quello degli animali, degli animali martirizzati. Disprezzati, picchiati, torturati. Detesto le persone che maltrattano gli animali. Che li mangiano e che non si preoccupano neppure di rispettare quel che mangiano e si mettono in corpo. Quando ero giovane e bella –non avevo ancora 28 anni, nel 1962- sono andata in televisione per protestare contro il modo in cui venivano abbattuti gli animali destinati alla macelleria. Ventisette anni più tardi, si pratica in Francia una macellazione rituale che è la stessa del Medio Evo, altrettanto barbara e crudele. E non capisco perché i dirigenti del mio Paese non impongano uno stordimento preliminare a questi sfortunati animali sgozzati con una lunga e lenta agonia. (Si riferisce ai rituali islamici, <em>ndr</em>)</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Su questa vicenda, lei si è impegnata a fondo con veemenza e violenza.</strong> </p>
<p style="text-align: justify;">Perché, lei crede che quello esercitato sugli animali non sia un trattamento inumano, veemente e violento? Io so che la mia battaglia è giusta, e, sfortunatamente per me e fortunatamente per gli animali, io dico quel che voglio dire e che bisogna dire, con la mia coerenza e la mia franchezza. Chiaramente queste stragi mi buttano a terra.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-large wp-image-3295" title="BB_3" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2009/09/BB_3-580x320.jpg" alt="BB_3" width="580" height="320" /></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Lei vive in mezzo a orrori difficili da raccontare. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Io trascorro il mio tempo, attraverso quel che leggo, vedo e ascolto, vivendo nel dolore, nel sangue, nella morte. Ne esco fiaccata e scoraggiata. A volte mi cedono i nervi. Non sopporto che gli esseri umani , sedicenti miei simili, se ne freghino della sofferenza animale.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Significa che vi disinteressate delle disgrazie umane? </strong></p>
<p style="text-align: justify;"> So che ci sono degli imbecilli che non capiscono e che mi rimproverano questo, come se le persone avessero un cuore per amare gli animali e un cuore per amare gli uomini. Io amo tutto ciò che vive e tutto ciò che soffre. Ho scelto la mia battaglia, e non impedisco a nessuno di scegliere la propria, differente dalla mia. Dunque, a ciascuno la sua battaglia.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-large wp-image-3083" title="Brigitte_Bardot_b" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2009/09/Brigitte_Bardot_b-574x580.jpg" alt="Brigitte_Bardot_b" width="574" height="580" /></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ai tempi della sua gloria cinematografica, avrebbe mai immaginato di trasformarsi in una donna impegnata in questo tipo di lotte?  </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Amavo già gli animali. Fin da piccola avrei voluto vivere in una fattoria, circondata da animali salvati dalla malattia e dalla morte. Questa cosa mi ha sempre occupata e preoccupata. In seguito, non pensavo affatto a quello che sarebbe stato il mio avvenire, non ne ero affatto consapevole. Facevo quel che avevo voglia di fare, ero quel che avevo voglia di essere. Non facevo le cose apposta. Sapevo però che volevo fare qualcosa della mia vita, non accontentarmi di avere successo nella vita, ma soprattutto di fare bene la mia vita.</p>
<p style="text-align: justify;"> (da <em>Madame Figaro</em> del 17 settembre 2009)</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<h1 style="text-align: center;"><span style="color: #ff6600;">L&#8217;album</span> <span style="color: #800080;">della</span> <span style="color: #0000ff;">giovinezza </span><span style="color: #ff0000;">spensierata</span></h1>
<p> </p>
<p><span style="color: #ff0000;"><img class="aligncenter size-large wp-image-3085" title="Brigitte_Bardot_c" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2009/09/Brigitte_Bardot_c1-475x580.jpg" alt="Brigitte_Bardot_c" width="475" height="580" /></span></p>
<p> </p>
<p><span style="color: #ff0000;"><img class="aligncenter size-large wp-image-3086" title="Brigitte_Bardot_e" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2009/09/Brigitte_Bardot_e-458x580.jpg" alt="Brigitte_Bardot_e" width="458" height="580" /></span></p>
<p> </p>
<p><span style="color: #ff0000;"><img class="aligncenter size-large wp-image-3087" title="Brigitte_Bardot_d" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2009/09/Brigitte_Bardot_d-394x580.jpg" alt="Brigitte_Bardot_d" width="394" height="580" /></span></p>
<p> </p>
<p><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #000000;"><br />
</span><img class="aligncenter size-large wp-image-3088" title="Brigitte_Bardot_a" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2009/09/Brigitte_Bardot_a1-388x580.jpg" alt="Brigitte_Bardot_a" width="388" height="580" /></span></p>
<p> </p>
<p><img class="aligncenter size-large wp-image-3089" title="Brigitte_Bardot_f" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2009/09/Brigitte_Bardot_f-451x580.jpg" alt="Brigitte_Bardot_f" width="451" height="580" /></p>
<p> </p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3269" title="00041478" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2009/09/bb_1.jpg" alt="00041478" width="493" height="320" /></p>
<p> </p>
<p><img class="aligncenter size-large wp-image-3090" title="Brigitte-Bardot_paris_match_1951" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2009/09/Brigitte-Bardot_paris_match_1951-580x336.jpg" alt="Brigitte-Bardot_paris_match_1951" width="580" height="336" /></p>
<p> </p>
<p><img class="aligncenter size-large wp-image-3091" title="brigitte-bardot_paris_match_1951_b" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2009/09/brigitte-bardot_paris_match_1951_b-580x337.jpg" alt="brigitte-bardot_paris_match_1951_b" width="580" height="337" /></p>
<p> </p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3092" title="Brigitte_Bardot_6" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2009/09/Brigitte_Bardot_61.jpg" alt="Brigitte_Bardot_6" width="496" height="500" /></p>
<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-3021" title="Brigitte_Bardot_1968" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2009/09/Brigitte_Bardot_19682.jpg" alt="Brigitte_Bardot_1968" width="332" height="500" /></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-3009" title="Brigitte_Bardot_1" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2009/09/Brigitte_Bardot_11.jpg" alt="Brigitte_Bardot_1" width="504" height="500" /></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-3010" title="Brigitte_Bardot_2" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2009/09/Brigitte_Bardot_2.jpg" alt="Brigitte_Bardot_2" width="332" height="500" /></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-3011" title="Brigitte_Bardot_3" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2009/09/Brigitte_Bardot_31.jpg" alt="Brigitte_Bardot_3" width="330" height="500" /></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-3012" title="Brigitte_Bardot_5" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2009/09/Brigitte_Bardot_5.jpg" alt="Brigitte_Bardot_5" width="363" height="500" /></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-3013" title="Brigitte_Bardot_7" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2009/09/Brigitte_Bardot_7.jpg" alt="Brigitte_Bardot_7" width="438" height="500" /></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-3014" title="Brigitte_Bardot_8" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2009/09/Brigitte_Bardot_8.jpg" alt="Brigitte_Bardot_8" width="331" height="500" /></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-3015" title="Brigitte_Bardot_9" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2009/09/Brigitte_Bardot_9.jpg" alt="Brigitte_Bardot_9" width="496" height="500" /></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-3016" title="Brigitte_Bardot_11" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2009/09/Brigitte_Bardot_111.jpg" alt="Brigitte_Bardot_11" width="329" height="500" /></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-3017" title="Brigitte_Bardot_12" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2009/09/Brigitte_Bardot_12.jpg" alt="Brigitte_Bardot_12" width="361" height="500" /></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-3018" title="brigitte_bardot_boulogne_billancourt" src="http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2009/09/brigitte_bardot_boulogne_billancourt.jpg" alt="brigitte_bardot_boulogne_billancourt" width="397" height="500" /></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.navecorsara.it/wp/2009/09/28/brigitte-bardot-dal-broncio-alla-grinta/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
	<enclosure url='http://www.navecorsara.it/wp/wp-content/uploads/2009/09/brigitte_bardot_0.jpg' length ='47816'  type='image/jpg' />	</item>
	</channel>
</rss>

