In Vión par Burägh. Avanti così che andiamo benone
Più panchine per tutti. Anziani e badanti nei giardini di piazza Matteotti.
di Claretta Ferrarini
Qualche tempo fa transitavo in piazza Garibaldi in sella alla mia bici, quando ho visto un giovane, che conosco, camminare appoggiandosi alle stampelle. Rallento e gli chiedo come e quando si è infortunato.
Mi spiega, aggiungendo che forse, come prima uscita, aveva camminato troppo ed avvertiva molto dolore. Avrebbe dovuto sedersi un po’, prima di ripercorrere la strada del ritorno a casa. Istintivamente, giro gli occhi verso le panchine: erano tutte occupate da extracomunitari. Tutte.
Devo aver fatto una faccia poco rassicurante perchè il ragazzo si premura di dirmi che, già, aveva chiesto se qualcuno di loro poteva fargli posto, ma lo avevano ignorato. Metto in moto la mia due ruote elettrica e passo di panchina in panchina a chiedere ai signori seduti se potevano almeno spostarsi di poco, per dare spazio. Intanto il ragazzo, dietro, mi diceva di lasciar perdere, con un tono tra lo spaventato ed il rassegnato.
Naturalmente non lasciai perdere, ma nessuno si alzò, anzi, mi beffeggiarono con il gesto della mano a becco di falco, quello che indica il: «Aoh! Ma tu che vuoi?». G’ho tirè a-dré dü o tri läncör in diälött ed ho detto al ragazzo di aspettarmi seduto al bar, tanto da darmi il tempo di tornare a casa a prendere l’auto, per venire a prenderlo e trasportarlo alla sua abitazione.
Appena girato il Municipio incontro un Tutore dell’Ordine e gh conti la räva e la fäva raccomandandogli di andare almeno a chiedere informarzioni presso il malcapitato giovane e presso i maleducati seduti. Dieci minuti dopo, ritorno in Piazza con la quattro ruote e trovo tutto come lo avevo lasciato: il giovane e le sue stampelle che mi attendevano al bar e i nostri gentili ospiti stranieri, comodamente stravaccati sulle panchine. Del Tutore dell’Ordine non si era vista traccia e, siccome garantisco che quando l’ho incontrato stava svoltando in via Bacchini verso piazza Garibaldi, è logico pensare che abbia fatto un dietro-front come può fare il ballerino Bolle quando ruota sulle punte.













Mi scusi, sa, gentile signora Claretta, ma che cosa avrebbe dovuto fare il vigile? Chiedergli di alzarsi per far sedere quel povero giovane? E se non si alzavano? Gli dava la multa? Stavano contravvenendo a qualche codice della panchina? Di questo passo si arriva a fare come quel giudice del Veneto che ha fatto togliere le panchine dai parchi perché ormai servivano solo agli extracomunitari? Il grado di civiltà di un paese si misura dalla gentilezza dei suoi cittadini, ma anche da un minimo di ospitalità verso gli emigrati. Le pare troppo lasciarli sedere sulle panchine del parco? Quelle del parco delle Rimembranze, per esempio, sono spesso occupate dalle badanti dell’est. Facciamo sloggiare anche loro? Perché non le costringiamo a spendere i loro soldi nei locali pubblici? Troppe panchine piene e troppi bar vuoti. E qusto giovane? Senza accompagnatori, senza il becco di un quattrino per un caffé… Vorremmo saperne di più su di lui. Perché non lo ha accompagnato a casa in bici?
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hanno contravvenuto alla regola del buon senso, è più che sufficente mi sembra.
qualsiasi idiota con un briciolo di buon senso si sarebbe alzato, come faccio io per far sedere le signore sull’autobus o in treno.
tutto ciò è deplorevole! e lei signora marisa con la sua accondiscendenza verso un atteggiamento del genere (palesemente maleducato) contribuisce ed incentiva il menefreghismo nei confronti di un individuo (momentaneamente invalido) che ha solo chiesto un posticino per tirare il fiato 10 minuti.
questa è un’ingiustizia!
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Marisa, dal tono del suo commento, si potrebbe ipotizzare che Lei appartenga alla Casta dei vigili in-urbani o che sia parente stretta di uno di loro. E’ vero, l’eventuale personaggio in divisa non avrebbe potuto far sollevare a forza il deretano ai cortesi occupanti delle panchine. Se uno non capisce da solo, poveraccio, che cosa mai significhi un minimo di collaborazione con il prossimo dolente, a qualsiai etnìa o fede appartenga,non sarà certo un vigile urbano ad insegnargli il galateo, nei suoi elementi minimi ed immediatamente recepibili. Le faccio comunque notare che mi trovo d’accordo con Lei sul fatto che il grado di civiltà di un paese si misura anche, ma non solo, dalla cortesia dei suoi abitanti e dall’ospitalità verso i migranti; ma non è che magari, a volte, la cosa potrebbe essere anche reciproca? Oppure i migranti godono solo di diritti e mai di doveri, e possono anche accampare richieste assurde, come il togliere il crocifisso da ogni dove, il caccaiar fuori da una camera d’ospedale un marito che assiste la moglie, solo perchè nella medesima è ricoverata anche un’islamica? Così, tanto per fare qualche esempio d’ogni dì! Se vedo un anziano od uno con stampelle, quale che sia la sua età ed etnìa, ed io sono seduto e tutti i posti a sedere, in qualsiasi luogo mi trovi, sono occupati, mi alzo e lo invito a sedersi al posto mio. Senza intervento di UTV, NSU, PS o CC; si tratta solo di cortesia, sentimento universalmente presente, si spera, in ogni essere umano. Ne conviene con me, Marisa?
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Ma com’è spiritoso! Non sono vigile né parente di vigile. Forse sono soltanto un po’ meno acida e sentenziosa di lei.
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Cara MARISA, tu devi essere nuova della Casa, altrimenti sapresti che Biffo è un tuttologo sapientissimo e che tutto quel che dice lo dice con grandi riferimenti culturali, storici, culinari e protesici e fors’anche amniotici. Biffo è presente su tutto: sulla nave Concordia, su Monti, su Vespa, sulle panchine, sui vigili urbani, sulle abitudini sessuali perbuberali inconsce delle bertuicce di Gibilterra in età pre/colombiana. Non c’è nulla su cui Biffo non sia in grado di sparare sentenze. Ed almeno le sparasse in velocità e via. Ci impiega due ore per la premessa, tre per la tesi, e mezz’ora per congedarsi. .
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Vi racconto questa. Forse c’entra. Forse no. Nella mia via, a quest’ora (sono da poco passate le 9), nessuno ha ancora spalato la neve. Gli uomini e le donne abili sono a lavorare. I vecchi, a parte qualcuno, non hanno abbastanza forza nelle braccia. Quelli che vanno in palestra a coltivare i muscoli non capiscono perché dovrebbero farsi vedere a spalare la neve. Tutti infagottati possono mica far vedere i muscoli guizzanti e i rivoli di sudore che vi scorrono sopra. La mia via oggi è deserta. Sono già passati quelli del piano neve e tra un po’ può darsi che passino i critici del piano neve. Di solito la mia via è parecchio frequentata. Tutti i giorni, specialmente il sabato, passa qualcuno a chiedere… non so come chiamarla, una volta si chiamava elemosina. Non sono vecchi. Sono giovanotti. Lo so che la neve cade una o due volte l’anno e dura poco. Però mi sarebbe piaciuto che in una giornata come oggi un giovanotto con i bicipiti da palestrato avesse suonato alla mia porta e mi avesse fatto l’elemosina di spalarmi la neve in cambio della giusta mercede. Non avrebbe neanche dovuto investire per l’acquisto di una pala. Gli avrei dato volentieri la mia. E così avrei potuto continuare a scrivere cazzate come questa invece che sudare là fuori al freddo, che è uno dei paradossi della fatica di vivere: c’è freddo ma sudi. Adesso torno a spalare perché se aspetto che arrivi qualcuno a offrirsi viene notte.
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Caro MACISTE, ci aspettiamo sempre che altri risolvano i nostri problemi appena dopo averli intuiti. E se la smettessimo di frignare per ogni scempiaggine? Ha nevicato, c’è un po’ di neve davanti alla tua porta? Beh, non è la fine del mondo. La cosa non ti impedisce di certo di stare alla tastiera del PC e scrivere robette così pediatriche.
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Quello che è accaduto tra la Claretta, il ragazzo con stampelle e gli occupanti extracomunitari è, secondo il mio modesto parere, rivelatore del rapporto autoctoni-stranieri che ancora non ha trovato un suo equilibrio. Mi spiego meglio: noi italiani, non avendo un passato da colonizzatori, non abbiamo conosciuto altre razze, altri usi e costumi in modo graduale, imparando ad apprezzare tutto il meglio che ci viene da culture nuove, bensì siamo stati travolti da un flusso enorme ed indiscriminato di “diversi” che ci hanno spiazzato e forse anche loro, non sentendosi accolti come si dovrebbe fare con ogni essere umano, mostrano il peggio di sè. Si dovrebbe imparare ad apprezzare ogni persona per quello che è, senza generalizzare. Io sono italiana, ma non sono nè mafiosa nè evasore fiscale nè mangia-spaghetti.
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Prima di continuare il dibattito al quale interverrò più avanti, a scanso di equivoci, conviene ch’io specifichi che ho parlato di “Tutore dell’Ordine” e non ho menzionato i Vigili.
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Marisa, com’è soave e delicata, Ella, ed anche molto più spiritosa di me! E sì che mi sono anche proclamato d’accordo, parzialmente, con Lei…, Ma come, avrebbe voluto che la Claretta si caricasse su una bici da donna, quindi senza canna, un giovanottone, stampelle comprese! Io, purtroppo, sono un vecchio limone acidissimo, ma riesco ancora a percepire certi tutori dell’ordine o a calar multe per sosta vietata -e basta, sempre e dovunque!- anche se poi il loro dovunque si riduce a pochi kmq. in centro; la PS ed i CC sono talmente poco attrezzati, come auto, benzina e simili, che fanno il giro delle ripettive caserme, poveracci loro! A detta SamantHa, con la H da pronunciare ben aspirata, vorrei ricordare che noi, invece, abbiamo avuto un passato coloniale, anch se sempre da “brava gente”, e che non esistono razze umane, da almeno 200mila anni a ‘sta parte. Purtroppo, siamo una sola vil razza dannata! Inoltre, SamantHa, noi italiani siamo un popolo talmente bastardino, da millenni, che non abbiamo bisogno di girare il mondo, per conoscere diversi usi, costumi e tradizioni, siamo degli Arlecchini etnici. Provi gli spaghetti o i bucatini all’amatriciana o alla carbonara, Sammie, glieli cucino io, li faccio divinamente buoni! Io sono italiano, ho antenati camorristi e ‘ndranghetosi, se appena potessi, evaderei qualche tassa, tipo il canone RAI , l’IVA, le accise sulla benzina e il bollo dell’auto, che sono balzelli odiosi e basta. Apprezzo tutti i bipedi umani, se apprezzabili si dimostrano, ma gli preferisco, da decenni, i cani ed i gatti.
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Oddio, Biffo, non volermene. Molto facilmente la colpa è tutta mia. La colpa di cosa? Vedi, Biffo, io quel tuo straparlare debordante di citazioni oscure o acculturatissime e poco decodificabili, non lo capisco davvero. Ripeto, temo che la colpa sia mia e che dovrò, malauguratamente, addestrarmi al tuo modo di fare confusione su qualsiasi argomento anche, e sopratutto, in quelli più semplici, del genere pasta e fagioli.
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Caro Biffo, se per conquiste coloniali ti riferisci alla Libia, all’Eritrea e alla Somalia, beh…..lascio a te ogni ulteriore commento. Sappi, inoltre, che le razze esistono, ognuna con le proprie caratteristiche antropologiche e morfologiche. E tanto per concludere questo discorso, che non riprenderò più, io non ho detto che non mi piacciono gli spaghetti, bensì che non sono una mangia-spaghetti, termine dispregiativo usato all’estero per definire gli italiani. Mi vanto, inoltre, di pagare tutte le tasse, anche nei termini previsti dalla legge e mi fa inc…are chi non le paga, sia esso di razza bianca, gialla, nera, australiana, sudanese, ecc…….
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A detta Samantha leopardianamente forse del mio dir poco le cale ma glielo dico lo stesso:sono la biologia e la genetica che hanno dimostrato l’inconsistenza del concetto di razza,veniamo tutti dall’Australopitecus afarensis,poi con la conquista del linguaggio e della cultura ci siamo evoluti fino all’homo sapiens .Il problema è che alcuni contemporanei sono rimasti al rutto libero e al borborigmo intestinal;,tutto il resto è chiacchiera inutile come le mutande per mancini.
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grande cenci
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Mamma li turki, Cenci, anche tu ti metti ora a parlare difficile come Biffo. Qui si mette male. E sì che avevo immaginato che nella terra dei tortelli e del lambrusco, e del buon vivere, fossero gradite sempre le pietanze più semplici e gustose.
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maaaaaa……non le sovviene il pensiero?
io (fossi stato in lei) avrei smesso di scivere commenti, parecchi commenti fa…
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P.s. per Biffo: scusa, ma tra le nostre conquiste coloniali che ci hanno fatto diventare un paese aperto all’integrazione, mi sono scordata dell’Albania!
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Ma è qui il dibattito sul piano neve del comune? È già cominciato? A proposito, chi la spala la neve sulle panchine dei parchi? Ggli extracomunitari? Le badanti? Il comune? I professori in pensione? Quelli che le stampelle? Quelli con le bici elettriche? Quelli della Caritas? Quelli della Comunità di Sant’Egidio? Quelli della parrocchia di San Giuseppe? Quelli della sandonninomultiservizi? Quelli della maggioranza? Quelli dell’opposizione? È neve vecchia o è tutta neve caduta con questa amministrazione? E ai pupazzi di neve chi ci pensa? La Marconifreddeuropa?
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Se in Redazione mi passano questo ultimo commento, vorrei sottolineare a SamantHa che si contraddice nei termini quando predica l’accoglienza dei “diversi” -gli Altri siamo noi, Sammie!- ed afferma poi che esistono le razze umane, come Hitler e Goebbels. Si autodispone sulla linea dei razzisti e xenofobi, dato che è ormai assodato che esistono diverse etnìe in un’unica razza umana. Ma, evidentemente, per SamantHa tutta l’antropologia accademica recente è da scartare o, perlomeno, da rivedere, sostituendola con le sue certezze scientifiche, che ribadisce anche nel finale del commento, elencando ben 5 diverse “razze”. Nevio, io stamattina, come prof in pensione, ho già dato, anche se vecchio decrepito 67enne; tutte le categorie che hai nominato, devono spalare la neve -certe le manderei volentieri a spalare bida e scisso-, anche i preti e le suore, aggiungo io.
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Proviamo a sconvolgere le parti: se un Indiano, o un Marocchino, o un Albanese in stampelle avesse voluto sedersi su una panchina, e se fossero state tutte occupate da anziani signori di Fidenza, siamo sicuri che non lo avrebbero cacciato con due “cancheri” in borgzano?
Non mi sembrano proprio questi i problemi dell’immigrazione, pensiamo piuttosto a come evitare di emarginare in gruppi gli stranieri ed a non lamentarci se poi non si integrano…in America, in Germania e in molte parti del Mondo il processo è stato proprio questo, solo che gli immigrati eravamo noi…anche noi abbiamo cosparso il globo di “little Italy”, ma a parte qualche stereotipo e qualche luogo comune i nostri emigrati ora vivono più che bene e si sono sempre più integrati.
Portiamo un po’ di pazienza, come gli altri hanno fatto con noi!
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Pietro, ti assicuro che, nel caso da te ipotizzato, mi sarei alzato per cedere il posto a chi ne avesse bisogno, senza stare a guardare di che colore avesse la pelle; non sono Borghezio. Ti faccio comunque presente che ci sono fior di immigrati, e tu lo sai benissimo, che non hanno alcuna intenzione di integrarsi, per le ragioni più svariate, in primis quelle religiose. Anzi, stanno lavorando, spesso, per integrare noi alle loro tradizioni, usi, costumi e, presto, anche alla loro fede. Non sono così sicuro, come te, che in ogni parte del mondo i nostri immgrati, di ora e di un tempo, si siano trovati ottimamente nel paese che li ha accolti, più o meno volentieri. A volte, non gli si può nemmeno dare torto; prova a pensare alla criminalità organizzata nostrana, che ha messo radici malefiche per ogni dove, infangando abbondantemente ed indelebilemente macchiando il buon nome dell’Italia. Siamo stati ed ancora siamo sottoposti, noi italiani, a linciaggi, un tempo fisici, ora soprattutto morali. Ricordati di come ci definisce Der Spiegel, solo qualche giorno fa. Inoltre, di solito, gli italiani, all’estero, si sono adeguati al modus viuendi lovale e si sono sempre dimostrati lavoratori indefessi. Ciò anche perchè, nei paesi in cui siamo emigrati, sono di una severità e di una rigorosità che noi non utilizziamo, tutti accoglienza indifferente ed agnostica, calabrachismo e buonismo falsamente cosmopolita e pseudo-marxista, in nome di un “volemose tutti bene”, che invece non fa bene né a noi, né ad un certo tipo di immigrati.
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Io sono decisamente più repentino e categorico perché SONO RAZZISTA e non mi vergogno di dirlo, mi vine il voltastomaco a vedere intere zone avviate al degrado e declino totale (soprattutto nelle grandi città !!)
A chi mi vuole far credere che tutta questa “marmaglia” ci serva per pagare le nostre pensioni dico che probabilmente vive sul mondo di marte.
Esportiamo cervelli ed importiamo manovalanza di BASSISSIMA qualità …… non venitemi a dire la solita manfrina che i nostri giovani non vogliono fare certi lavori ….. basterebbe alzare gli stipendi dei lavori “duri” a fronte di una diminuzione di quelli “leggeri”
Stiamo veramente sprofondando nel degrado, è sotto gli occhi di tutti cosa succede nelle attività e negli appartamenti dove arrivano queste persone.
Presto saremo allineati con paesi del terzo mondo perché loro crescono e noi decresciamo.
E’ triste ma è la verità !!!!
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FIDENZA IN PROVINCIA DI PONTIDA – Scopro ora con sorpresa, ma con grande rammarico che Fidenza potrebbe diventare una filiazione etica di Pontida. Io non so quanti razzisti ci siano a Fidenza, ma se ne verranno censiti molti come FANTOMAS sarà credibile che Fidenza diventi in breve una colonia di Pontida. Che brutta cosa!
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Caro filippo, ti auguro di ospitare in un tuo appartamento 2 o 3 extracomunitari per qualche mese in modo che tu debba ripitturare almeno 2 volte solo per far sparire l’odore di “leone” e il tutto dopo aver speso qualche migliaio di euro per poterli buttare fuori perché il giudice ti dirà POVERINI !!!
Sono i buonisti come te che creano problemi, come è il detto ???
Bello fare i finocchi con il culo degli altri è !!!!!
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FANTOMAS scrive “…presto saremo allineati con paesi del terzo mondo perché loro crescono e noi decresciamo”…”. E allora Fantomas, se chi mi precede rallenta ed io accelero, cosa succede? Succede che io lo sorpasso c così come vogliono le leggi della dinamica e quelle del buon senso. Ed allora che c’entrano quei poveri cristi che vengono da mondi dii carestia e di morte con i nostri rallentamenti? Rallentiamo noi e loro accelerano? E allora, Fantomas? Vedi, sarai razzistukolo ma non abdicare al buon senso più elementare. O no?
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Cara maria, io non imputo a loro un nostro rallentamento economico ma imputo a loro il degrado che portano….sono 2 cose differenti.
Se poi mi volete far credere che portano benessere, ricchezza, cultura, ingegno ,professionalità fate pure ….
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Certo che per essere un sito di sinistra avete una bella nidiata di commentatori di destra. A costoro chiedo: scrivereste le stesse cose se non foste protetti dall’anonimato?
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Cara Marisa, l’anonimato è relativo in quanto la Redazione conosce il nome di ognuno di noi. Inoltre, credo sia una bella prova della trita e ritrita parola “democrazia” ospitare su un blog, di argomenti prevalentemente locali, le idee di tutti. O preferirebbe restare seduta su una panchina e non cedere un minimo spazio a quegli “infami” di destra? Io ero abbonata a tre giornali: L’Unità, l’Avanti ed Il Risveglio; ho amato moltissimo Gramsci del quale ho letto tutto e non sono di sinistra. Vuol lasciare qualche centimetro anche a me?
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No, Gnacra, la redazione conosce solo l’identità di una minima parte dei commentatori. La maggioranza posta servendosi di e-mail di fantasia e firmandosi con i più svariati nickname. Ovviamente, per impedire che passino contenuti offensivi verso il prossimo o suscettibili di querela, esercitiamo un’occhiuta vigilanza. Ma a volte non basta. Poi ci sono quelli che si celano dietro più pseudonimi. Cogliamo l’occasione per invitare Filippo Crea-Maria Pia a decidersi tra uno dei due.
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Grazie, Redazione, per l’appunto. Essendo una visitatrice di nuovissima generazione, non ero al corrente. Chiedo venia.
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In effetti , come scrive Phantomas , e’ facile essere politicamente corretti e antirazzisti se con certi stranieri non ci si vive a contatto.
Quando torni a casa , pochi minuti fa’, e per le scale c’e’ una puzza da voltastomaco,che ti entra in casa come un terribile blob passando da suta l’us , come se avessero cucinato arrosto dei chupacabras , quando nel colmo di un litigio si prendono a coltellate (agosto 2010), quando non si riesce a riposare per i continui rumori ( tut i de’),allora non ci resta che , minimo, la xenofobia, ma almeno la mia coscienza non ne soffre.Per chi e’ stato terzomondista leggendo le cronache dei missionari del nord est del Brasile , l’e un bel pas indre’.
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Caro FANTOMAS, hai fatto bene a dichiararti apertamente razzista. Così sappiamo con chi abbiamo a che fare. Tu sai chi sono i razzisti? I razzisti, in due parole, sono quelli che hanno paura di tutto e di tutti, e che si chiudono a riccio fra di loro perchè hanno sempre paura degli altri, della superiorità degli altri. Sono quelli che non riuscendo ad aumentare di statura, sperano che siano gli altri a diventare più bassi.
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Cara Maria Pia considero la tua risposta becera e qualunquista .
E’ facile e intimidatorio tacciare una persona di razzismo anche se porta dei fatti e delle testimonianze contingenti, mi sembra un atteggiamento molto discriminatorio e se non fosse che apparteniamo (tu , io , e Phantomas) alla stessa razza lo definirei razzista.
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Basta con queste guerre ideologiche che impendiscono di guardare la realtà con oggettività. Dico viva i parchi pieni di bambini che giocano e i nonni che li controllano…dico basta a cestini pieni di birre, vetri rotti e chiazze di vomito in giro…Viva Fidenza in ordine e pulita…Se una ragazza prende dei fischi da persone sedute sulle panchine a bere non è colpa della ragazza..se quel ragazzo in difficoltà non si è potuto sedere non è colpa sua…
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Essendo di Fidenza, ed essendo un ragazzo, ti posso assicurare che c’è pieno di giovani FIDENTINI ED ITALIANI che bevono le birre nei parchi (vietato) per poi lasciare le bottiglie vuote dappertutto…con l’ordinanza del parco di San Michele ci siamo fatti ridere dietro da tutt’Italia (era finita persino sul Tg5); pensiamo piuttosto a far ristrutturare i giochi nei parchi, che ormai stanno diventando trappole fatiscenti, od a tenere curato il verde urbano, se vogliamo che i fidentini portino i figli a giocare nelle nostre aree verdi. Troppo facile scaricare la colpa sul primo “mareca” che passa, se poi noi facciamo le stesse cose. L’esempio dovrebbe partire da noi, visto che in questa città ci viviamo da generazioni, poi è chiaro che tutti devono comportarsi allo stesso modo, che siano dell’ Oriola o del Burundi.
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Pietro, effettivamente, da una parte sono d’accordo con te, per altre ragioni, un po’ meno. Sono convinto anch’io che a compiere gesti di inciviltà, di egoismo pubblico e privato, di mancanza di fratellanza, carità e misericordia verso il prossimo, in modi spesso infami, siano parecchi i miserabili nostrani. Quelli che si sentono forti di quanto hanno e non di quanto sono, poveracci, fieri delle loro scarselle piene di denaro sporco, arroganti del loro pre-potere politico e partitico, i gradassi che vivono nel burro tiepido delle loro ville, mono o bifamiliari, che girano su SUV enormi per la Bassa Padana. Quelli che avanzano sulle strade della vita tronfi dei loro c\c bancari o postali, uniti spesso nel sacro vincolo di matrimoni di bieco interesse, accumulati e rimpinguati con metodi perlomeno sospetti e che guardano, dall’alto in basso, i “sottoposti”, i “dipendenti”, chi vive con 1000€ al mese, od anche meno. Poveri sfigati, lavoratori manuali, non ammanigliati o raccomandati da politici, affaristi, truffatori, monsignori, manutengoli di mafie e camorre; quelli che di solito vedo con le mani in saccoccia, a grattarsi, visibilmente e con forza gli zebedei, a sottolineare che loro ce li hanno, e belli grossi e gonfi. Però, e qui, Pietro, cambio rotta, se noi, qui a Fidenza come in Italia, siamo già ricoperti di escrementi umani o subumani, perchè, pervicacemente, importarne altri, a quantità industriali, da ogni parte del globo? Non ti sembra un pisciarsi sulle scarpe, un accanimento alla Tafazzi, un autolesionismo deleterio? Tiriamo lo sciacquone su quanto ci depositano nel cesso i locali, ma anche su quanto ci proviene da intestini malati d’oltralpe e d’oltremare, per non finire con la m…oltre il naso; e chiudiamo bene la tavoletta del WC, mi raccomando!
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Be, il problema nel parco di San Michele non erano solo qualche bottiglia di birra vuota, era in fatto che da giardino pubblico si era trasformato in vespasiano e a bambini ed adulti faceva schifo attraversarlo…
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io non mi ritengo razzista ma molto “intollerante” verso chi viene qui a pretendere di tutto e di più senza la benchè minima intenzione di integrarsi con i nostri usi e costumi, starnieri o non stranieri che siano.
basta vedere tutti gli espedienti che escogitano per ottenere aiuti dai servizi sociali costituiti e finanziati dal lavoro dei nostri nonni, genitori e nostro.
nelle scuole i bambini faticano a stare al passo coi programmi avendo difficoltà con la lingua italiana in quanto nelle proprie case ed anche in giro i genitori si rapportano con i figli nella loro lingua.
fantomas ha ragione purtroppo, le case dove abitano le disfano oltre a non pagare gli affitti e le spese condominiali.
in quanto al fatto che ci pagano le pensioni ho fatto un intervento nel consiglio comunale del 22 dicembre dove facevo notare (e speravo di essere smentito ma a tutt’oggi nessuno della minoranza ha replicato) che al rientro in patria ritiravano tutto quello versato, quasi sempre mandano i guadagni nei loro paesi non partecipando a smuovere l’economia locale.
concordo anche che molti giovani italiani (sicuri che siano tutti fidentini doc da alcune generazioni ?)
abbiano comportamenti poco civili ma finchè tutti lasciano correre, chi per buonismo chi per paura delle reazioni, non si cambierà un percorso di peggioramento delle abitudini che un pochino mi spaventa pensando all’evoluzione in negativo degli ultimi 15 anni.
credo poi che il rallentamento indicato da fantomas fosse per l’incremento demografico degli stranieri (sfornano come conigli) che ci porterà ad essere in minoranza fra poche generazioni.
ribadisco che la mia intolleranza svanisce con chi si traferisce, lavora onestamente, rispetta le nostre regole ed abitudini senza per questo dimenticare le proprie origini, ma qui siamo a fidenza e loro sono nostri ospiti, è l’ospite che si adegua alle usanze del padrone di casa (non utilizzate la parola padrone in modo strumentale, grazie) non il contrario, questo significa che ad integrarsi devono essere loro non noi.
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Concordo pienamente con Cabassa e non mi allineo certamente con coloro che, ipocritamente, sostengono l’accoglienza specialmente se sostenuta dal fortafogli degli altri.
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A Brunetto…non ho parlato della razza di chi beve la birra e le rompe…a me non piace chi lo fa…che poi statisticamente lo facciano di più i “mareca” è un altro discorso…cmq condivido quanto dice cabassa…ha detto verità che molti pensano e nessuno dice in pubblico…
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A Cabassa
Che quelli che rientrano…..ma in percentuale quanti sono visto che hai sollevato l’argomento? Che quelli che rientrano ritirino il versato mi sembra normale ed anche noi Italiani l’abbiamo fatto storicamente.Io ho visto maleducati ma anche tanti immigrati educati più di certi italiani anche fidentini da molte generazioni.Certo il problema esiste e va giustamente sottolineato ed inquadrato, ma un paese come il nostro dove la corruzione,l’egoismo,il menefreghismo,l’ignoranza,la cultura dell’illegalità sono praticate quotidianamente da gran parte della nostra classe dirigente su livelli extracomunitari, tant’è che siamo nella situazione a noi tutti nota ,non credo che possa atteggiarsi a portatore sano di civiltà senza limiti.Sicuramente certi comportamenti vanno denunciati e ripresi ma sempre con un minimo esame di coscienza. Con questo ovviamente sono d’accordo anch’io che certi fenomeni vadano regolamentati tenendo presente,però, che siamo un paese che non brilla certamente per organizzazzione tant’è che viviamo spesso,vantandocene stupidamente, sull’improvvisazione.Se l’aria è un po “inquinata” questo avviene anche perchè quando noi “respiriamo” emettiamo spesso altre sostanze tossiche, oltre la CO2, che poi altri finiranno per respirare.Ovviamente non mi riferisco agli inquinanti chimici.
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giro un file che ho ricevuto il giorno dopo il mio intervento in C.C. da un esponente del PD, ho provato ad incollarlo ma perde la formattazione, provo ad inviarlo alla redazione se riesce ad inserire un link.
i numeri avvalorano la mia tesi, gli stranieri non sono sicuramente il beneficio economico che molti prospettano, se poi inseriamo la percentuale di carcerati sul totale saltano tute le tesi dei buonisti a tutti i costi.
sono favorevole all’immigrazione ma solo se chi entra ha un lavoro e un reddito per vivere in modo dignitoso, come peraltro hanno dovuto fare gli italiani che emigravano in svizzera o germania, oppure se c’è così tanto bisogno di mano d’opera smettiamo di dire che c’è la disoccupazione.
saluti
AGGIUNTA REDAZIONALE
Effettivamente era impossibile ficcare tutta ‘sta roba in un commento. Chi vuol leggere quando intende comunicare il consigliere Cabassa, dovrà perciò cliccare qui.
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Cari ed ineffabili corsari fidentini, è poco dire che sono sconvolto. Io ho sempre pensato che due persone che pedalano insieme su un tandem siano lui e lei, oppure lei e lui, papà e figlioletta, o due compianerottolai, o due amici della stessa bocciofila, o un catechista ed una catechista della stessa parrocchia, o Biffo e Phantomas.
Intendo dire che i due hanno, o dovrebbero avere, un rapporto sodàle, di amicizia consolidata.
Evidentemente la nostra epoca precipita verso un abisso di intolleranza, di conflittualità incontrollata. Pensate che l’altro giorno vicino a casa mia sono passati due che pedalavano insieme su un tandem.
D’improvviso il primo, quello che teneva il manubrio, si è girato verso il secondo e gli ha urlato livido in volto “usque tandem abutere patientia mea?” che in latino significa “fino a quando, anche sul tandem, tu abuserai della mia pazienza”?
Pazzesco, questo mondo scivola sempre più in basso.
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La Signora Marisa ha esasperato ciò che ho scritto. Ogni sua espressione è talmente acida, da indurmi a prendere le distanze, ma devo puntualizzare e lo farò, se pur, a pezzi e bocconi. Il fatto del Tutore dell’Ordine (che era un carabiniere e non un vigile) era solo un’appendice e non il nocciolo della questione e gli ho chiesto di informarsi; non ho preteso che desse multe (legga bene il mio pezzo). Dagli occupanti le panchine non ho “preteso” nulla, ma ho solo chiesto, gentilmente, di stringersi per dare il diritto, a chi l’aveva almeno quanto loro, di sedersi. Dovrei cospargermi il capo di cenere per aver osato tanto? Non lo farei nemmeno se lei, Marisa, mi precedesse a piedi, scalza tra la neve, fino a Canossa, per chiedere perdono al giovane del quale parla con tanto scherno senza neppure conoscerlo. Quelle del sarcastico ed inopportuno “povero giovane”e il “senza un’accompagnatore” se le poteva risparmiare chè non le hanno fatto certamente onore. L’altra frase sibillina: “vorremmo sapere di più di questo giovane” (che pare un plurale maiestatis), cosa cavolo c’entra con la questione in corso e come le viene in mente di fare domande ambigue a tal punto, da insinuare nella mente di chi legge l’idea che, forse, “quel giovane” meritasse un trattamento del genere. Per fortuna che i commentatori della “Nave” hanno continuato a seguire lòa propria rotta senza farsi influenzare. Perchè, invece, non “avete” chiesto chi erano quegli sconosciuti superbi e oziosi che si sono rifiutati di far posto? (per non ripetere inutilmente legga Spartano76). Vuoi vedere che, anche in questo caso, chi ha ragione passa dal lato del torto, perchè ci sono avvocati della controparte come lei? Spero solo che il ragazzo e la sua famiglia non siano tra i visitatori di “Nave”, perchè questo, sì, che non riuscirei a perdonarmelo. I gaudenti e stravaccati ospiti delle panchine pubbliche, in quel caso, non hanno “contravvenuto al codice della panchina”, come lei aspramente fa notare, ma ad un codice ben più alto: a quello della solidarietà; parlo di quella che loro pretendono e che gli viene elargita a piene mani; a quello della correttezza, della buona educazione, del rispetto per l’ospitalità (perchè sono ospiti o neanche questo?); del rispetto verso persone più anziane, quand’esse siano educate e civili come lo sono stata io, nel domandare un favore (pensa a che punto siamo arrivati; dobbiamo domandarli noi i favori). Alla sua inqualificabile quanto inopportuna domanda del trasporto del giovane sulla mia bicicletta non rispondo neppure (Legga Biffo). Alla sua ulteriore, sarcastica istanza circa il ragazzo “senza il becco di un quattrino”, come si permette? Quanto ne sa lei? Inoltre cosa cavolaccio c’entra con la questione che ho voluto proporre. Il giovane si è pagato da sè la consumazione e poi voleva pagarmi pure la benzina. Lei dice: “vogliamo obbligare” i nostri gradevoli ospiti (dico o) “a spendere i loro soldi al bar?” Certo che no, ci mancherebbe altro! Meglio obbligare i nostri concittadini a spenderli perchè non trovano un posto a sedere sulle panchine del loro Comune. Che diamine! Claretta, capisci o no che il primo dovere di una comunità è quello di difendere i forestieri e dare addosso ai propri concittadini! Marisa mi/si/vi domanda se dovremmo “far sloggiare” pure le badanti slave che occupano le panchine del Parco delle Rimebranze. Così dicendo riconferma che, non solo in Piazza con gli africani, ma anche al Monumento dei Caduti con le donne dell’Est, sono preclusi i posti a sedere alla cittadinaza, come lo sono quelli di S. Michele occupati da indiani e pachistani. E nüätar? Rämpigumia-sö pr i mür, dòpa ävêr ciäpè anca ‘na pzè intèl reni? “Detta Samantha” scrive che bisogna “apprezzare ogni persona per quello che è”. Forse intendeva dire che bisogna “accettare”, perchè non si possono apprezzare la maleducazione, l’ingratitudine, la sopraffazione e la mancanza di rispetto in qualsiasi persona queste cose alberghino e di qualsiasi colore sia la sua pelle. Un’ultima cosa: sarei stata pronta a fare altrettanto se avessi visto un “furèstêr” con le stampelle, chiedere posto e non ottenerlo da gente “nustrana” (per usare i termini di mia nonna). Non si disturbi a rispondere per me, perchè io non la leggerò mai più.
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Claretta carissima, io però, sarò anche un fesso, ma se avessi necessità impellente di sedermi, per qualsiasi motivo, e trovassi accanto a me dei foresti, da qualsiasi parte essi provengano, come disse una volta Badoglio, l’8 settembre del ’43, appoggerei il mio deretano pallido accanto ai loro -senza preventvamente disinfettare la panchina, come fa quel genio ariano di Borghezio- ed inizierei, se possibile, anche un solo timido dialogo inter-etnico. Non tra deretani, Claretta, preciso, ma tra esseri umani, appartenenti all’unica razza bipede e pensante, da perlomeno 200mila anni a ‘sta parte. Fra l’altro, mi è già capitato di farlo, a volte è utile e dilettevole, anche se né io né gli altri dialoganti parlavamo in dialetto borgsàno. Ci sono fidentini ed italiani che potrebbero imparare tanto da gente abrunsàta!
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Di tutto questo dibattito, uno dei più accesi ultimamente, mi ha colpito la sproporzione tra le parti in campo che, per comodità chiamerò destra e sinistra. Oppure, se questi termini non piacciono più (in primis al signor Carlo Fetonti): buonisti e… cattivisti (?) oppire, difensori dei diritti e difensori dei doveri o, infine, lassisti e rigoristi. Ebbene, mentre gli esponenti della seconda categoria, entrano nel merito e ti spiegano per filo e per segno, con il suffragio di fatti e prove ed esperienze vissute, perché e come sia difficile la convivenza tra autoctoni e ospiti, i secondi ricorrono a formule trite e ritrite del tipo «anche gli italiani quando erano loro a emigrare» eccetera.
Insomma, lo schieramento progressista-buonista-accogliente o è silente, nel senso che proprio non interviene (perché), a parte il solito Brunetto sempre pronto a gettare il cuore oltre l’ostacolo, non ci fa una gran figura con questa retorica frusta, quasi una formula magica. E poi non è detto che lo schieramento di sinistra (ci perdoni Fetonti) pensi (e pratichi) quel che afferma a parole. L’ipocrisia è bipartisan. Tutto ciò, pensato, scritto e riletto da uno che si crede di sinistra (ma non buonista). Diciamo vicino alle posizioni di maestro Puke, già militante del Pci.
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Orbene, quantunque ecc. Veniamo a un dunque. Ho passato anni a sentirmi in dovere di affermare “io non sono razzista, però”. Da qui ho convenuto con la mia coscienza (invero spesso azzittita) che sono fortemente prevenuto. Se lasciamo perdere tutti quei concetti attaccati alla ricorrente affermazione (che solo per il fatto di essermi sentito in dovere di ripetere è sempre più sbiadita), mi faccio una rapida autoanalisi, per capire che ci sono profonde differenze tra il mio modo di vivere e pensare e quello di un immigrato. Chi arriva in Italia da un paese povero migliora sicuramente la sua condizione, ma viene aggredito dalla società dei consumi, che gli crea desideri inappagati e frustranti, che partono dal paragone con chi vive meglio. Facilmente diventa aggressivo e cerca scorciatoie per raggiungere quei traguardi indotti (telefonino, automobile, giacca e cravatta), diventando un difficile interlocutore per me e per la maggioranza di noi. Ergo IO cerco di evitarlo per evitare il fastidio e lui in modo aggressivo cerca di esistere nel mio mondo. Per cui impara immediatamente i suoi diritti e li utilizza come meglio può, provando una grossa soddisfazione quando riesce ad esistere ai miei (nostri) occhi. La panchina è pubblica, per cui ne prende possesso come diritto uguale al mio, facendomi pesare così una uguaglianza che può divenire prepotenza (diventa la sua panchina impedendomi di utilizzarla). Qualsiasi mia richiesta viene tacitata a fronte di uno dei pochi diritti “alla pari” che può vantare con me (pensate che molti bar fan di tutto per allontanarli, siano i gestori o i clienti). Se la cosa mi garba ? Neanche un po, ma vale quel principio che mi porta ad evitare il fastidio e quindi non chiedo di poter dividere il diritto (la panchina) ma di togliergli qualche diritto (i Giardini di San Michele). Un gioco sottile che si basa sulla mia presunzione di essere diverso e migliore (migliore rispetto a che valore ?) e sul fatto che lui difende la sua differenza come valore e non come ammissione di colpa. Dopo questa analisi senza giudizio ripeto quello che in modo diverso han detto tutti: loro saran sempre di più e prima o poi sarò costretto a smettere di evitarli. Una cosa simile all’integrazione.
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A Ernesto Gorreri
Per la precisazione io non ho mai detto che non mi piace la sinistra o la destra visto che alle due mani ci tengo e che ci vogliono entrambe per impastare la farina.Fuori di metafora io sono mesi che chiedo a quelli che usano tali termini di definire esattamente,ad esempio,cosa intendano per sinistra.Ovviamente una definizione che sia uguale per tutti quelli che si definiscono di tale appartenenza.E’ noto che non è razionale dare lo stesso nome a cose diverse visto che in Italia esistono tante sinistre .Tutti quelli che c’ hanno provato in realtà mi hanno dato la “loro” definizione di sinistra”,cosa che ovviamente non risolve il problema.Anche se ci si mettesse d’accordo rimane poi il fatto che nel momento in cui ci si mette attorno ad un tavolo per fare qualcosa di “sinistra” stiamo pur certi che nascono le diversità e s’incomincia a litigare,per cui l’unico elemento che può fare da collante è “l’interesse elettorale” o il sistema elettorale incombente che aiuta a far passare i mal di pancia.Altrimenti crisi politica con il sistema Italia che ha fatto 63 governi in 63 anni,record mondiale di demenzialità del paese più partitocratico in circolazione.Concludendo la “sinistra” come la “destra”,non sono altro che l’ideologia politica per fare un partito, in questo caso di sinistra, di governo, che in realtà storicamente lo si è ottenuto non certamente per condivisione, ma in base ai sistemi elettorali che possono favorire tale evento.Sinistra e destra sono quindi uno strumento per legittimare in assemblea un partito di maggioranza (con il porcellum addirittura inventandosi voti fasulli come il premio di maggioranza) come strumento decisionale.Peccato che qui a Fidenza abbiamo dimostrato che una maggioranza sempre uguale a se stessa,cioè sempre d’accordo, è ovviamente una caricatura della democrazia che invece si basa sul principio che ogni problema ha la sua maggioranza come dice la logica ed il buon senso.Firmato un ex di sinistra…..
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Vorrei operare ancora un ultimo intervento in proposito. Può darsi che vedere tutte le panchine occupate da stranieri, comunitari od extra, possa procurare un certo fastidio, sempre e comunque sottilmente razzista e xenofobo; lo abbiamo provato tutti, così, di primo acchito, anche e soprattutto coloro che si strombazzano xenofili. Ma forse pochi, se non nessuno, pensano che, tra quegli immigrati ci sono badanti, camerieri, operai, muratori, domestici, manovali, bergamini, casari, addetti alle pulizie, ambulanti, che fanno, per la maggior parte, mestieri umilissimi e servili, cui nessun italiano si abbasserebbe mai. Si portano a casa, spesso in nero, 800€, di cui un quarto viene spedito a casa. Io vorrei vedere quale italiano\a si acconcerebbe a scrostare i cessi altrui,a pulire gli escrementi, il vomito, il muco, la bava, di un vecchio, fosse pure un parente strettissimo, chi si abbasserebbe a lavarlo, a cambiarlo, ad avere la santa pazienza di portarlo a passeggio, spingendo una carrozzina, o stando al suo lento passo, sorretto da un bastone. Non parliamo poi di chi muore nei cantieri da clandestino, di chi viene fatto bersaglio di colpi di arma da fuoco, sottopagato, nella raccolta di frutta ed ortaggi. Se anche, a volte, occupano le panchine, unico luogo in cui sedersi gratuitamente, magari, per una volta, pensiamoci, a tutto questo.
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Gentile sig. Marisa il vigile probabilmente non avrà potuto fare niente ma stà di fatto però che poteva far valere la sua autorità morale che la divisa dovrebbe dargli.
Gl gesto fatto alla Claretta dalla persona della panchina che sia straniero od italiano a infranto la legge del buon senso e dell’ educazzione leggi che uognuno di noi sia italiani che stranieri dovremmo essere tenuti ha rispettare e che un vigile dovrebbe essere tenuto a far rispettare.
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Trovo deprecabile che chiunque, seduto sulla panchina, non abbia realizzato, prima ancora di essere sollecitato, di dover fare posto ad una persona in difficoltà.
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