Il quoziente Parma? Una famiglia con tre figli
A mamma Micaela è bastato qualche minuto per realizzare che non era uno scherzo. A me c’è voluta un’intera settimana. Non volevo crederci, ma devo arrendermi all’evidenza.
Uno dei premi Sant’Ilario edizione 2012 è andato alla «numerosa» famiglia Magnani. Non so che cosa intendiate voi per famiglia numerosa, non so che cosa si intenda nel mondo globalizzato, ma a Parma si intende mamma, papà e tre figlioletti. Niente nonni, niente zii scapoli e zie nubili, parenti accessori che nelle famiglie numerose di un tempo facevano abbondanza, varietà e rumore.
Sì, il Sant’Ilario 2012, che sembrava volesse stupirci con eroi che saltano nel fuoco e altri campioni di coraggio, ci ha sconcertato con l’effetto speciale del basso profilo, della normalità che sconfina nella mediocritas (dirlo in latino fa meno villano).
Non ce l’ho ovviamente con mamma Micaela e papà Ernesto e con i loro tre bimbi, tutti elettrizzati dalla notizia di essere tra i fortunati destinatari della massima benemerenza civica. Mi chiedo però che cosa sia frullato in capo ai giurati quando hanno preso questa decisione, non meno controversa del Nobel a Dario Fo. Già avere fissato l’asticella della copiosità familiare a un livello così basso lascia perplessi. Sarà la moda di fare piedistalli a chi compie il proprio dovere. Gregorio De Falco docet. O a chi fa tre figli perché può farli. Ma dov’è il merito, cioè quel «di più» che distingue la norma dall’eccezione e giustifica il premio?
La perplessità si trasforma in sospetto quando vediamo di chi si tratti. La famiglia premiata è troppo perfetta per essere stata sorteggiata, come dicono gli organizzatori. È da spot Barilla, non da riffa ‘ndo cojo cojo. C’è studio e strategia di marketing, dietro la scelta, non una mano che ravana nel sacchetto della tombola.
I Magnani hanno avuto tutto dalla vita: sono giovani, sono felici, sono belli, sono entrambi laureati (lui esercita una professione ecologicamente lodevole, imprenditore nel ramo dei parchi fotovoltaici, ma anche quella di lei è per altri versi d’attualità: titolare di una farmacia), abitano in un bellissimo appartamento del centro città, possono permettersi la tata e sono pure modesti.
«Si scherniscono», ha scritto un cronista locale, ma non voleva certo dire che si insultano vicendevolmente. Per completare il quadro, mamma Micaela aggiunge: «Siamo anche molto aiutati dalle nostre famiglie, dagli amici, dai vicini». Dai vicini, caspita, un privilegio oggi concesso a pochissimi.
Mentre le guerre iniziano perché l’erba del vicino è sempre la più verde, e il suo tosaerba si mette in moto mentre noi facciamo la pennichella, e la signora del piano di sopra scuote il tappeto proprio quando usciamo in balcone a gustarci una sigaretta, loro possono contare sul (non meglio precisato) sostegno dei vicini. Che rabbia da Incredibile Hulk che mi viene.
A questo punto, credete che finisca qui? Macché. Ora che l’hanno scoperta, la famiglia Magnani, riceverà molti altri Premi. Il Premio Invidia glielo assegno io, inutile cadetto di una famiglia con cinque figli. Due i gemelli, per i quali mio padre ricevette un assegno dal Duce, che non incassò mai. «Posso farcela da solo», disse. Suo fratello ebbe dieci figli: nessun gemello, nessun premio. Era così che si faceva i numerosi una volta. E non si andava a ritirare i premi. (n. p.)














Certo che la Sacra Famiglia, con un solo pargolo, anche se divino, lui maringone, lei casalinga, non si sarebbe mai meritata un premio del genere. Non erano belli, biondi e ricchi,ma beduini ebrei, non erano dei chiesaioli, come sospetto che siano invece i Magnani; e pò, i’eran mia ad Pèrma. Non è che si sia pensato che avrebbero ben più meritato il premio, accompagnato da un lauto assegno o da un lavoro dignitoso, tanti componenti di povere famiglie, con altrettanti o più figli e reddito sui 1000€ al mese, magari anche con vecchi genitori a carico? Ah, ma si sarebbero presentati a ritirare il Sant’Ilario con addosso della robaccia da grandi magazzini, non da boutiques prestigiose delle vie del centro dell’Urbs Ducalis…
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