Vania Flor, 104 chili, reginetta del carnevale di Rio

Pubblicato da Redazione il 12 gennaio 2012 in Musica & Spettacolo |

Lontana dai criteri di bellezza imposti alle regine del carnevale di Rio che sfilano sui carri allegorici, Vania Flor è stata scelta come nuova musa della prestigiosa scuola di samba Salgueiro, malgrado i suoi 104 chili.

Questa giovane di 27 anni, che vive nella favela di Jacaré (zona nord di Rio), è stata la più applaudita dal pubblico, domenica, durante il concorso di samba organizzato dalla Salgueiro, ha riferito martedì il quotidiano O Dia. 
«Ha entusiasmato tutti con la sua gioia e il modo di ballare: è quel che vogliamo nella nostra scuola, gente felice», ha dichiarato Regina Celi, presidentessa di Salgueiro, che l’ha invitata a sfilare nel Sambodromo.

Anche se le regine del carnevale sono nettamente più in carne delle top model che popolano il mondo della moda, le rotondità di Vania saranno «limate» da sedute di massaggi e drenaggio linfatico entro sabato, quando sarà presentata ufficialmente come nuova musa della Salgueiro.

Durante la sfilata nel Sambodromo della scuola con i colori rosso e bianco, dedicata quest’anno alla letteratura popolare del nord-est del Brasile, Vania danzerà a fianco delle muse del carnevale Adriana Bombom, Valesca Popozuda, celebre per il suo paffuto fondoschiena, e Milena Nogueira.

Le future partner della nuova diva l’hanno già elogiata: «
È il carnevale del popolo e per il popolo. L’importante è saper danzare la samba e lei ha dimostrato di saperlo fare», ha detto Bombom.
 «Sensazionale, è l’immagine stessa del carnevale» ha rincarato Popozuda (letteralmente «grosso didietro»). 
Da quattro anni, tuttavia, il carnevale di Rio ha un re, Momo.

Re Momo per il nono anno consecutivo nel 2011, Alex de Oliveira Silva pesava solo 9O chili. Aveva dovuto perdere 100 chili dopo che il sindaco ha lanciato una campagna contro contre l’obesità, che colpisce parecchi carioca. Re Momo non poteva dare il cattivo esempio. (Afp)

Scatenata. Vania Flor in azione. 

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7 Commenti

  • avatar Biffo scrive:

    Da bigotto e guardone quale sono stato definito, ribadisco, per la goia di chi tale mi considera, che tutto quanto riguarda i balli latino-americani, la culturetta che gli sta dietro, la volgarità che esprimono intimamente, la mentalità festaiola melensa che gli fa da substrato, non apprezzo per niente il Carnevale di Rio. Lo trovo la sagra della fisicità più caciarona, esibizionista, sudaticcia e sguaiata. Forse sarebbe molto meglio che le autorità ed il popolo del Brasile, invece di pensare alla samba ed a tutto quanto gli fa da contorno, futile ed inutile, pensassero a risolvere i grossi problemi che gli gravano addossso, da quasi 150 anni, ad iniziare dalle luride e vergognose favelas che incombono su Rio. E impiegassero almeno metà del denaro che si butta per feste di sculettatori e sbandieratori di seni artificiali, per salvare il patrimonio ambientale della Foresta Amazzonica, compresi i poveri indios sopravvissuti, decimati da fame, malattie e dalle pallottole dei mercenari delle multinazionali, che stanno distruggendo uno dei polmoni verdi del pianeta Terra. Altro che carri di carnevale, costumi costosissimi e scemenze del genere!

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  • avatar ivan scrive:

    Biffo posso farti una domanda? Se io affermassi che il natale è inutile ed è una festività religiosa obsoleta cosa mi risponderesti? Quantomeno mi diresti che sono una persona che non porta rispetto per le tradizioni di un popolo.
    Ecco quello che stai facendo: non portare rispetto per le tradizioni di un popolo che fa del carnevale un momento molto importante della sua vita.
    Il Brasile stà pensando al proprio futuro, infatti da qualche anno a questa parte, il tenore di vita è notevolmente migliorato, ma far sparire le favelas e con esso la povertà richiede molto di più che un colpo di bacchetta magica.
    La stessa cosa purtroppo però non si può dire di chi ci ha governato sino a pochi mesi fà, il quale in questi anni non ha fatto nulla per combattere la crisi che ci stà facendo piombare nuovamente nella povertà.

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    • avatar Biffo scrive:

      Ivan, cerca, se non ti spiace, di non attribuirmi offese xenofobe gratuite, che io non ho propinato a niente ed a nessuno. E poi, non vorrai paragonarmi una festa religiosa, come il Natale, con il Carnevale. Ciò a parte il fatto che, da decenni, quest’ultimo si è ridotto ad una ricorrenza a base di scemenze yankee, primo fra tutti il bolso e melenso Babbo Natale. Per Natale, ormai ridotto ad hit-parade del consumismo più sfrenato ed illogico, si vede in giro solo gente, già un mese prima, sguinzagliata alla rincorsa affannosa ed alla ricerca angosciosa di regali, spesso assolutamente superflui. Avevo conosciuto una coppia di brasiliani ed altri loro amici, di Santos, Bahia e Rio; loro stessi, pur entusiasti di questo loro Carnevale, riconoscevano che avvenivano esagerazioni abominevoli, in cui singole persone o quartieri intieri si riducevano alla fame e sul lastrico per debiti, per allestirere carri, sfilate, per acquistare costumi costosissimi. Intanto, i poveracci continuano a rovinare regolarmente, ad ogni acquazzone, insieme al fango delle favelas, verso l’oceano; così come i bimbi abbandonati, i meninos de rua, vengono fatti fuori dagli squadroni della morte, perchè disturbano l’immagine delle metropoli agli occhi dei ricchi e dei turisti, quelli, poi, che utilizzano le bimbe, che si prostituiscono per pochi soldi già a 9-10 anni; altro che Carnevale e samba, Ivan, se permetti!

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  • avatar Altafini scrive:

    Santos? Dove si trova? Voveva forse dire São Salvador da Bahia de Todos os Santos che noi brasiliani chiamiamo più semplicemente Salvador? Anzi nel passato, per fare prima, chiamavamo semplicemente Bahia. Però non l’abbiamo mai chiamata Santos. A meno che i suoi amici brasiliani eccetera non sappiano cose che io non so.

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    • avatar Biffo scrive:

      Altafini, vatti a ripassare la geografia del tuo Paese, Santos è la città più grande dello stato brasiliano di San Paolo, non c’entra un fico secco con Bahia ed altro! Ho avuto a scuola un ragazzo che veniva proprio da quella città e che mi raccontava cose interessantissime sulla vita del suo paese, da Santos a Rio ad altri luoghi che lui,naturalmente, conosceva meglio di me e, soprattutto, di te.

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  • avatar ivan scrive:

    Io non ti sto dando dello xenofobo, ma da come mi hai risposto ho avuto conferma di quello che pensavo: le feste e le usanze delle altre persone sono feste idiote le mie, per stravaganti che siano, sono intoccabili.
    È vero che non si può paragonare il carnevale al natale e personalmente preferisco la seconda alla prima; ma non per questo ritengo il carnevale una blasfemia inutile come non lo sono babbo natale o la befana.
    Ognuno, proprio come dice la religione cristiana, è arbitro delle proprie scelte, e dà il valore che vuole alle feste o alle religioni, quindi se i brasiliani ritengono il carnevale una festa di primaria importanza fanno bene a festeggiarlo come vogliono; e ben venga una splendida sambista di 102 chili per rappresentarlo come regina.
    Ti consiglio di andare ha vedere un bel film europeo del 2010 dal titolo Agorà, in cui persone di credo e idee diverse convivevono più o meno pacificamente ad Alessandria rendendola una grande città prospera e ricca di cultura ma che in nome dell’assolutismo sono state uccise precipitandoci tutti nell’abisso del medioevo.

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    • avatar Biffo scrive:

      Assolutamente lungi da me il pensiero intollerante e sciocco di pretendere che ciò che mi appartiene sia dalla parte del giusto, ed invece l’Altro da me sia costituito solo e soltanto da idiozie. Dove mai lo leggi, in quanto ho scritto? Ho solo sottolineato, intanto, che Natale e dintorni sono ridotti, questi sì, a scemenze colossali; ed infine che a Rio, per il Carnevale, vengono gettati al vento miliardi che sarebbe meglio utilizzare per progetti e realizzazioni meno caduchi ed effimeri, viste le drammatiche problematiche sociali del Brasile. Ti consta che a Viareggio, a Cento, a Busseto, i cittadini si indebitino per le sfilate dei carri carnevaleschi? C’è un limite a tutto, est modus in rebus! E non sono certo io un bigotto, baciapile e moralista che bolla il Carnevale come festa pagana, laica e blasfema; dove mai, ancora, l’avrei scritto? Approvo, comunque, che si sia scelta finalmente, nello specifico che non mi piace, come il Carnevale in sè, una donna che non sia la solita squinzetta anoressica da sfilate di alta moda; questo mi è piaciuto! Quanto al film “Agorà”, non solo sono subito corso a vederlo a Parma, appena uscito, ma ci ho scritto anche una recensione, pubblicatami su una rivista di cinefilia. Ipazia fu una grande donna, indimenticabile, ma coperta dall’oblio e dal fango dei soliti talebani cattolici, di allora e di ora. Il fanatismo non dà che frutti velenosi!

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