Raccolta differenziata dei rifiuti con tracciabilità: il gioco si fa duro
Nessun governo è riuscito a fermare la lobby della plastica. Le conseguenze gravano sull’ambiente e sulle spalle dei cittadini.
di Giovanna Galli
Dal primo gennaio di quest’anno si parlerà di tracciabilità non solo per indicare il metodo utilizzato dal governo per stanare gli evasori fiscali ma, per noi fidentini, verrà correlato alla raccolta differenziata.
Fidenza sarà, infatti, il primo comune della provincia a sperimentare un progetto pilota che consentirà di conoscere la quantità di rifiuti prodotti da ogni utente del servizio.
Il progetto è stato elaborato dalla San Donnino Multiservizi, società pubblica, partecipata al 100% dal comune, che si occupa del servizio raccolta rifiuti dal 2007.
Questo progetto risulta finanziato con 150 mila euro: 112.500 provenienti dalla Regione Emilia Romagna e 37.500 da un avanzo di bilancio.
La realizzazione del progetto è piuttosto semplice: l’utente dovrà applicare su ogni sacco della raccolta indifferenziata un talloncino con un codice a barre che, una volta decrittato, consentirà di risalire in modo univoco alla sua identità.
In questo modo la San Donnino Multiservizi potrà conoscere le nostre abitudini in tema di smaltimento dei rifiuti con l’intento di garantirne la massima trasparenza. Si pensa, però, che non tutti i cittadini seguiranno correttamente le istruzioni: ci saranno quelli che in perfetta buona fede sbaglieranno per scarsa conoscenza ma anche quelli che lo faranno in maniera calcolata per non far conoscere l’esatto ammontare dei propri rifiuti, visto che per equità si arriverà a far pagare il servizio in base alla loro entità.
La Tarsu oggi viene calcolata in base alla superficie dell’abitazione o dei locali di proprietà dell’utente mentre con l’avvio della tracciabilità potrebbe essere calcolata in proporzione alla quantità di rifiuti prodotta in base al principio di equità «più rifiuti produci e più paghi». Principio di per sé molto corretto se non ci fossero in giro tanti furbetti che non seguono le regole, che abbandonano i loro rifiuti nei cestini sulla strada, lungo le rive dei fossi o spesso e volentieri nei cassonetti condominiali di altre proprietà.
Con la raccolta differenziata ci si prefigge logicamente di aumentare il recupero dei rifiuti riciclabili ma non va dimenticato che l’obiettivo principale è quello di diminuire la quantità totale di rifiuti. Progetto ambizioso, certamente da perseguire, ma con la consapevolezza che non può ricadere tutto sulle spalle del contribuente. La parte più consistente deve essere svolta dai produttori che devono ridurre imballaggi e confezioni.
Il progetto appare, comunque, molto interessante se visto come studio-ricerca sulla valutazione della correttezza della differenziazione, impresa che non è sempre facile. Sono, infatti,molte le situazioni dubbie, che suscitano incertezza quali a esempio alcuni tipi di carta o di plastica.
Il regolamento prevede che molti materiali vadano portati direttamente al Centro di raccolta che è nel quartiere La Bionda, in un posto molto decentrato, senz’altro poco agevole per anziani o per utenti senza macchina. Va poi detto che quando le quantità sono piccole è difficile osservare le regole. Si pensi per esempio ai sugheri di bottiglia, all’olio residuo usato in cucina, alle siringhe…
L’amministrazione comunale ha fornito a ogni famiglia opuscoli illustrativi ma la pratica molte volte è cosa ben diversa dalla teoria e c’è ancora bisogno di incontri dimostrativi con gli utenti. Discorso valido per tutti ma soprattutto per i tanti anziani e stranieri che risiedono a Fidenza.
Il vicesindaco di Fidenza Stefano Tanzi (a sinistra) con il presidente della San Donnino Multiservizi Gianarturo Leoni.













Servira’ solo a qualche tronfio amministratore per bearsi delle 10.000 letture al mese e di presentarlo sul piatto della propria rielezione .
Intanto Fidenza e’ sempre piu’ sporca , i sacchi dell’immondizia volano dai finestrini delle auto e rimangono lungo le strade ( temo che aumenteranno) , e i giardini pubblici recano le luride tracce dei bivacchi di……..vorrei scrivere extracomunitari ma oggi sono buono e non lo scrivo, non vorrei suscitare la reazione dei fanatici del l’ ” ipocritamente politicamente corretto”.
Mah.
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Io non vorrei passare per una zelante maestrina, visto che per ogni articolo da me commentato voglio impartire un insegnamento, ma non sarebbe stato meglio premiare la raccolta differenziata con incentivi per chi riesce a suddividere meglio i rifiuti? Esempio: tanti sacchetti di plastica correttamente raccolta e tanti contenitori di carta veramente riciclabile, identificati sempre da un talloncino con codice a barre, tot di sconto sul pagamento della tarsu. Secondo voi, i cittadini non si sarebbero impegnati di più? Secondo me sì, e nessuno avrebbe avuto convenienza a buttare i rifiuti nei fossi o davanti casa altrui. E la consegna diretta alla stazione ecologica avrebba potuto dare un piccolo buono cumulabile da sfruttare in qualche modo. Non dico che queste idee siano la panacea di tutti i mali, pardon ….di tutti i rifiuti, ma mi sembrano abbastanza sensate e moderne. Invece che far sempre pagare, pagare, pagare , proviamo qualche volta a premiare chi se lo merita.
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Mi aspetto che, fra breve tempo, si debbano raccogliere, in appositi contenitori, anche i nostri prodotti catabolici, rigorosamente divisi tra liquidi, solidi e, possibilmente, anche gassosi, onde risalire alle nostre abitudini alimentari. Speriamo poi che non arrivino a volere la raccolta di altro, molto più intimo e privato, altrimenti saremmo sulla stessa strada della Chiesa, con le sue raccomandazioni da “nasoclòna”, invadente ed impertinente, su quanto sperimentiamo ed operiamo anche sotto le lenzuola. Io prevedo anche raccoglitori, prossimi venturi, di aria espirata, con tanto di bollino da applicare, per tassare anche quanto respiriamo, e sacchetti ascellari per verificare quanto sudore emettiamo, d’estate e d’inverno.
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Se tutto questo facesse veramente mettere in risalto tutto quello che viene fatto bene..o male,potrebbe servire per permettere a qualcuno di comprarsi, con quell’euro risparmiato,mezzo litro di latte fresco senza continuare a bere latte scaduto da alcuni giorni………in attesa della magra pensione…….!!!!!!!!
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Perché criticare un metodo che può portare ad un miglioramento della raccolta differenziata, perché fasciarci la testa prima ancora della caduta, critichiamo invece quanto non viene fatto:
non viene fatta sufficientemente raccolta differenziata;
non viene fatta sufficiente prevenzione;
non viene fatta sufficiente istruzione;
non viene fatto sufficiente controllo sull’abbandono dei rifiuti;
non viene fatto sufficiente controllo sulla catena successiva la raccolta;
non vengono messi al bando gli imballaggi pericolosi o non differenziabili.
Il problema è solo di chi pagherà il servizio? ….toccherà comunque a noi e ai nostri figli … cerchiamo allora di risolvere il problema o aiutiamo a farlo. Segnaliamo i furbetti, non alimentiamo l’omertà; la maleducazione, avanza perché non è punita e costa meno. Non è una questione di razza, gli extracomunitari sono forse peggio di quelli che portano i cani a defecare nei giardini o sui marciapiedi? Le città sono sporche perché c’è menefreghismo, e perché nessuno viene punito.
Penso che “differenziare tutto” in attesa di sistemi futuri, sia meglio che vedere i rifiuti dal primo piano.
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Vorrei porre solo una domanda tecnica che credo possa sollevare molti dubbi.
Il codice a barre e il numero riportato sull’etichetta sono leggibili con qualsiasi lettore di barcode (Già fatto). Leggendo il codice a barre compare il numero riportato sull’etichetta. Quindi vado a fare un giro mi scrivo un numero posto sull’etichetta di quelsiasi sacco preso a caso , vado a casa e con il programma word installo il font barcode, scrivo il numero e genero quante etichette voglio con quel codice a barre ( la carte per le etichette si trova in una qualsiasi cartoleria). Quindi il poveretto a qui ho clonato , molto ma molto semplicemente , il codice a barre sarà considerato un grande produttore di immondizia… Le etichette non sono per ninte sicure ! Come si fa a far pagare uno di più se il sistema non può garantire che sia io effettivamente il proprietario del sacchetto?. Non siamo tutti stupidi e con 150.000 euro si può fare di meglio. Spero di essermi sbagliato, ma se è così gradire sapere come viene gestito quel codice…. Buon lavoro, soprattuto ai ragazzi che girano di notte a raccogliere i sacchi e hanno tutta la mia stima per il lavoro che svolgono.
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Fabio, per adesso è un progetto pilota che deve essere testato. Se poi alla fine darà dei risultati, essi verranno valutati con l’obiettivo di arrivare a far pagare la Tarsu non in base solo alla superficie della casa, ma in base alla quantità di rifiuto indifferenziato effettivamente prodotto, alla composisizione del nucleo famigliare, ai metri della casa e altri parametri ancora. Per quanto riguarda il resto è evidente che chi pensa di clonare un barcode dimostra un senso civico pari allo “zero”, ma per questo credo che si arriverà ad avere i codici a barre direttamente stampati sui sacchetti.
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L’idea di stampare il barcode sui sacchetti è ottima. Darebbe sicuramente maggior sicurezza al sistema. Anche eventuali bidoncini muniti di rfid.
Mi fa piacere sapere che si stiano pensando anche altre soluzioni.
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Ho avuto modo di parlare con il coordinatore di tale progetto, è uno dei primi che nutre parecchi dubbi sull’equità di tale iniziativa. Nel corso della prima settimana ha ricevuto tanti di quei nomi che la metà bastavano. Mi ha fatto notare che mentre prima la tassa era distribuita in base ai mq, quindi più uno aveva la casa grande (il riccone solo in una mega villa) pagava di più di chi vive in 50 mq in 4 persone con bimbo e nonna incontinente che producono una quantità industriale di pannoloni, con questo progetto la distribuzione economica è esattamente al contrario. Ma chi sarà stato quel genio che ha prodotto tale disparità? Sta di fatto, sempre a quanto afferma il coordinatore, che nell’ultimo periodo vengono ritrovati parecchi sacchetti anonimi abbandonati sul ciglio della strada, ecco,il risultato!
Trovo quindi giusto cercare di boicottare il più possibile questo progetto pilota, con qualsiasi mezzo necessario.
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Caro Fabio,
se cominciamo a lanciare idee di manomissioni così ben dettagliate, c’è il rischio che qualcuno ne voglia esperimentare l’efficacia, se non altro per curiosità. Lei pensa che la fervida fantasia degli italiani abbia bisogno di essere ulteriormente incentivata? Mi ricordo quando negli anni cinquanta venne proiettato il film “Le Rififì”: furono centinaia i furti effettuati usando le minuziose particolarità messe in evidenza dal film.
A Biffo: la Chiesa porta avanti le sue idee, non viene a mettere codici a barre sugli oggetti in questione. Ciò nonostante, ancora una volta, mi sono divertita moltissimo a leggerla. Mi permetta di aggiungere un ulteriore raccoglitore: il lacrimatoio, ma forse a nessuno interessa sapere quanti fiumi di lacrime vengono versati dagli esseri umani e per quali ragioni.
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Non si tratta di manomettere nulla. Creare una etichetta con un codice a barre è capace anche un ragazzino e non c’ è nulla di illegale.Non si tratta nemmeno di rubare ma di rendere una procedura importante come quella della raccolta differenziata sicura su tutto il suo percorso.Sta nel buon senso delle persone. Se si trattasse solo di seguire il percorso dell’immondizia non ci sarebbero problemi ma quando si tratta di far pagare una tassa forse è bene tutelare il più possibile i cittadini. Comunque il mio era solo un parere tecnico.
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Fabio, hai perfettamente ragione, qualsiasi “smanettone” di pc con il font barcode per word od excel tra l’altro gratuitamente scaricabile dalla rete, può clonarti il codice a barre ed “addebitarti” tonnelate di rifiuti in più farti multare perchè,se ti vuole particolarmente bene, può farli trovare “depositati” in tutta Fidenza e dintorni i “tuoi” rifiuti.
Aggiungo anche un’altra puntualizzazione: più di un terzo del lungo elenco di “rifiuti” e’ da portare personalmente in discarica comunale, meglio nell’isola ecologica.
Posso capire per tanti rifiuti come vecchi televisori, vecchi armadi ma, quando si parla di siringhe e di bombolette spry (es.da barba, deodoranti o lacca per capelli da donna) come bisogna comportarsi? Raccogliere in un’enorme busta per un anno tutte bobolette e tutte le siringhe usate?
Un’altra cosa: come si devono comportare gli anziani che, senza automobile, vivono nel centro e usano siringhe/bombolette spry?
Insomma mi pare che si stia esagerando…..se ogni famiglia esegue la raccolta differenziata, fa lo stoccaggio ed in più se la carica sull’auto e va pure in discarica….per cosa paghiamo la tassa sui rifiuti ?
Poi i bancali….non tutte le ditte te li ritirano….ti fanno la consegna a “livello marciapiede” ( non te la portano in casa), non aspettano che tu sballi tutto per restiturgli il bancale….ti fanno firmare la consegna avvenuta e ti mollano il bancale nelle reni. Tu che fai? Vai in discarica e non te lo accettano, ti pesano la ghiaia della lettiera, ti controllano con lo scanner il tuo codice a barre…insomma….non dobbiamo lamentarci se poi, come giustamente dice Giovanna ci saranno :”anche quelli che lo faranno in maniera calcolata per non far conoscere l’esatto ammontare dei propri rifiuti, visto che per equità si arriverà a far pagare il servizio in base alla loro entità”……….
….Servizio giusto, migliorabile sicuramente, ma …..”Est modus in rebus”…..
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A tutti coloro che nutrono dubbi e sollevano angosciose questioni sull’efficienza dei codici a barre e sulla loro eventuale manomissione e falsificazione, tranquillizzatevi! Se nel vostro condominio o nelle vicinanze della vostra villa, più o meno da frequentatori di Cortina, esistono vicini di casa del genere di quelli che abitano nel mio caseggiato, andate sul sicuro. Ieri sono sceso a sversare il mio primo maxi-saccone del rudo, con tanto di bollino; non ho fatto a tempo a chiudere il coperchio del bidone, facendo attenzione a non pestarmi le dita, che, furtivamente, dietro di me, si è materializzata, dal buio invernale, una siòra condomina, che si è subito assicurata: “Mo, prafesòre, cià messo su il bolìno, eh, sul sacco del rudo?”. Deve essere un’agente segreta dell’Ufficio TARSU; volevo risponderle di no,o magari, anche, che si facesse i c…suoi, ma non avrebbe capito l’ironia, mi avrebbe denunciato agli Uffici competenti ed ora sarei in giro per Borgo, condannato alla verifica dei bollini del rudo, falsificati da Fabio&Co.
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….Ultimamente….gli agenti segreti dell’Ufficio Tarsu potrebbero, addirittura competere e battere persino il mitico ed intramontabile Stanislao Moulinsky, cammuffandosi da bidoni del rudo od addirittura da rudo stesso!
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il riciclaggio è molto importante se vogliamo risolvere questa situazione, e la raccolta differenziata è alla base di tutto ciò. non se se ne avete mai sentito parlare ma a Peccioli in provincia di pisa è stata creata una spa la Belvedere in con-proprietà tra comune e cittadini e gestisce una discarica locale che è molto attiva nel riciclaggio e nella produzione di energia rinnovabile. la conoscete?
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ERA SU LA REPUBBLICA PARMA DI IERI
Gestione dei rifiuti, Legambiente premia otto Comuni parmensi
Presentata la quarta edizione dello studio dell’associazione sulle buone pratiche per la riduzione della spazzatura e di raccolta differenziata. Riconoscimenti a Fidenza, Varano, Montechiarugolo, Sala, Soragna, Torrile, Sissa e Polesine
Numerosi i Comuni sopra il 70% di raccolta differenziata grazie al porta a porta. Crescono i progetti di riduzione rifiuti, anche se rimangono casi isolati: “Queste eccellenze devono diventare la norma”. Presentate esperienze virtuose di Forlì, con il passaggio al porta a porta e di Montechiarugolo in merito alle politiche di riduzione rifiuti.
Legambiente Emilia-Romagna ha presentato oggi a Bologna l’annuale rapporto sui “Comuni Ricicloni dell’Emilia-Romagna - IV Edizione”, l’indagine realizzata in collaborazione con Regione Emilia-Romagna ed Arpa, che premia i migliori risultati, riferiti ai dati del 2010, delle amministrazioni comunali in tema di raccolta differenziata e gestione dei rifiuti urbani.
Quella dei Comuni Ricicloni è un’iniziativa che Legambiente porta avanti da anni a livello nazionale grazie alla struttura dell’Ecosportello Rifiuti. Per il quarto anno consecutivo si è dato vita ad un’edizione regionale dello studio, volta a sondare le peculiarità del nostro territorio attraverso il censimento delle pratiche utili alla riduzione dei rifiuti e alla massima raccolta differenziata.
Lo scopo dell’indagine è suscitare tra i Comuni una sana competizione, premiando le situazioni di eccellenza e, proponendole come modello da emulare, diffondere le buone pratiche segnalate da Legambiente anche nelle altre realtà della regione. L’obiettivo finale è quello di rendere sempre più marginale il ricorso a discariche ed inceneritori attraverso l’incremento delle attività di riciclaggio dei materiali di scarto.
Al questionario di Legambiente hanno risposto - fornendo i dati relativi al 2010 - 91 comuni, che coprono più del 50% della popolazione regionale. I premiati, per quanto riguarda la categoria dei Comuni sopra i 25.000 abitanti, sono: Fidenza (PR) che registra i minor quantitativi di rifiuti totali smaltiti e la miglior percentuale di raccolta differenziata; Carpi (MO), che ottiene il secondo posto per minor quantitativi di rifiuti smaltiti; Cervia (RA), che si piazza sul podio per la miglior raccolta differenziata di carta e organico.
Nella categoria dei Comuni tra 5000 e 25000 abitanti spiccano i risultati di Monte San Pietro (BO), per i minor quantitativi di rifiuti smaltiti e la migliore raccolta differenziata dell’organico; Sala Baganza (PR) per la miglior percentuale di raccolta differenziata; Torrile (PR) secondo Comune della categoria per minor quantitativi di rifiuti smaltiti; Cavriago (RE), per la miglior raccolta differenziata della carta.
Nella categoria Comuni sotto i 5000 abitanti sono stati premiati Soragna (PR) per la miglior percentuale di raccolta differenziata e per la migliore raccolta dell’organico; Sissa (PR) per i minor quantitativi di rifiuti smaltiti; segue il Comune di Polesine Parmense (PR) sempre per i minor quantitativi di rifiuti; infine Caorso (PC), per la miglior raccolta differenziata della carta.
Per i più alti aumenti nella raccolta differenziata dal 2009 al 2010, non è stata fatta invece distinzione per numero di abitanti; i premiati in regione sono: al primo posto San Giovanni in Marignano (RN), seguito al secondo gradino del podio da Verucchio (RN), poi Varano De Melegari (PR) al terzo posto, ed infine Codigoro (FE) che si aggiudica il quarto miglior aumento di raccolta differenziata.
In quasi tutti i Comuni premiati le modalità adottate sono quelle della raccolta porta a porta, a riprova degli ottimi risultati raggiungibili con questo metodo gestionale.
Durante la premiazione si è dato spazio anche all’esperienza dei comuni di Forlì e Montechiarugolo. In particolare il capoluogo romagnolo si è dato il programma di portare la raccolta domiciliare su tutto il territorio entro il prossimo anno, candidandosi ad essere il primo capoluogo regionale completamente servito con queste modalità. Il comune di Montechiarugolo ha invece avviato una serie di interventi di riduzione rifiuti a 360 gradi.
“I comuni premiati ogni anno mostrano che è possibile fare moltissimo per aumentare la raccolta differenziata e ridurre i rifiuti, a condizione che ci sia la volontà di farlo”, dichiara Lorenzo Frattini, Presidente di Legambiente Emilia Romagna. “Queste eccellenze devono però diventare la norma per la nostra regione in modo da ridurre lo spreco di risorse e le pressioni ambientali causate da discariche ed inceneritori. In questo momento di crisi ridurre i rifiuti è un modo per affermare come si possano avere stessi livelli di benessere diminuendo lo spreco di risorse”.
Il dossier completo è scaricabile a questo link:
http://www. legambiente. emiliaromagna. it/wp-content/uploads/2012/01/COMUNI-RICICLONI_Quarta-edizione_Definitivo. pd
(17 gennaio 2012)
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