Il Pd di Fidenza, il mio partito, sa solo sollevare polveroni su inezie
Il segretario del Pd di Fidenza, Davide Malvisi.
di Giovanna Galli
Il mio rapporto col Pd diventa ogni giorno che passa sempre più conflittuale. A livello nazionale provo una grande fiducia e stima per Pierluigi Bersani che per il bene dell’Italia ha accettato di farsi da parte per consentire al governo Monti di portare avanti la sua manovra. Come ho già avuto modo di dire io sono tra coloro che credono che sia reale il rischio del default e sono disponibile a fare sacrifici pur di evitare il fallimento totale. È una fase estremamente delicata che richiede lo sforzo di tutti e io non voglio tirarmi indietro.
Di ben altro tipo è invece il mio giudizio sull’attività del circolo di Fidenza e mi sento di poterne parlare con la massima trasparenza visto che ho manifestato la mia insoddisfazione in tutte le riunioni cui ho partecipato. Prendo atto che la linea emergente è diversa dalla mia ma non mi arrendo.
Ritengo sconcertante il tipo di politica che viene portato avanti. Sono mesi di polveroni sollevati su inezie senza affrontare i problemi reali che affliggono la gente. Si è portato in Procura il sindaco per presunte irregolarità nelle assunzioni e nei rapporti di lavoro nella gestione di Fidenza Sport (e l’Ispettorato del Lavoro ha dichiarato che tutto era regolare), si è arrivati ad accusare l’amministrazione comunale che facendo il proprio dovere ha multato gli evasori dell’Ici, si è accusato di aver aumentato la Tarsu (anche se quest’anno è stata diminuita di due punti quando invece lo scorso anno era stata aumentata di tre), si è accusato il sindaco di aver speso troppo quando l’amministrazione precedente ha contratto mutui per diversi milioni di euro e ha lasciato interessi altissimi da pagare.
Adesso si è pensato di rivestire la città di manifesti con scritto «vergogna» per un fatto che, per quel che so io, non presenta alcuna irregolarità. Non capisco dove si voglia andare a parare. Il momento politico è difficile e non si può continuare a parlare del nulla.
La città ha bisogno di una classe politica che metta al primo posto il bene comune e non la propria visibilità. Le tasse aumentano, i giovani non hanno lavoro, le attività commerciali chiudono, le famiglie e i pensionati non arrivano a fine mese ma invece di cercare di incontrare le parti sociali, i partiti della coalizione e perché no gli amministratori si continua in una guerra senza tempo.
Essere antagonisti politici non significa cercare lo scontro a tutti i costi, non è una partita di calcio in cui fare il tifo ma è un impegno serio per riuscire a far star meglio la gente nell’equità e nel rispetto reciproco facendo venir fuori i nostri ideali e il nostro vero progetto di città.
Nei periodi di crisi le energie vanno spese «pro» e non «contro».













Eh, Giovanna, vedi giusto mi sa. Metti il dito nelle piaghe. Auguri a te e al partito. Concordo su Bersani, ma aggiungo una grande ammirazione per Franceschini, dimostra spirito di servizio, onestà e passione. Concordi?
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Senza entrare troppo nel merito del tuo rapporto con il pd locale e nazionale (i partiti, tutti, li scrivo volutamente a lettere minuscole tali organizzazioni non meritano alcun rispetto), dove suggerirei di osservare i fatti con meno ingenuità, per quanto riguarda i manifesti, anche io ho notato un tono eccessivamente propagandistico e strumentale spiegato probabilmente da ciò che ci racconti su come ragionano tali teste quindi ho cercato di estrapolare solo i fatti oggettivi più rilevanti e cioè l’aumento irpef e servizi scolastici (quello degli stipendi da come ho capito le dinamiche è forse il meno rilevante anche se il più sbandierato) e queste non le chiamerei inezie vista la situazione generale della pressione fiscale.
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Dai che ce la fai… Ancora un piccolo sforzo e sei fuori. Sì, finalmente fuori. Sei sprecata, Giovanna, all’interno di qualsiasi logica di partito. Ancora non capisco come fai a crederci, ma mi rendo conto che ci devi arrivare da sola. Se vuoi impegnarti politicamente è imperativo che tu esca dal partito, che di per se rappresenta l’esatto contrario di un autentico impegno politico, a favore invece di precisi interessi di parte (partito – partes). Se è all’interesse di tutti che ti vuoi dedicare, comincia uscendo dal partito. Non c’è altra strada.
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Cara Giovanna, sia che tu voglia fare la spina nel fianco, sia che tu voglia essere il sassolino nella scarpa, è necessario avere un fianco cui aderire o una scarpa in cui stare. Perciò, resisti e non uscire sbattendo la porta. Direbbero che hai disertato. Se ti buttano fuori (ma si usa ancora oggi? Dal tono di chi richiama all’ordine sembrerebbe di sì), saranno loro a far la figura degli arroganti e degli intolleranti quali sono. Che il buon anno sia con te e la profezia maya con loro.
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Caro PARTICIPIO. Io sono fuori ma apprezzo molto chi rimane dentro a combattere
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E’ un modo di vedere le cose che, se pur non condivido, comunque rispetto.
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Per correttezza desidero fare una precisazione sulla Tarsu perchè ho scritto una piccola inesattezza. Nel 2010 la Tarsu è stata aumentata del 3%, nel 2011 è rimasta invariata e nel 2012 diminuirà del 2%. Quindi facendo la somma algebrica siamo ancora con un aumento dell’1% rispetto al 2009.
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Facendo i pignoli l’aumento rispetto al 2009 è dello 0,94 %
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Concordo che gli aspetti propagandistici non sono positivi, e che l’attuale opposizione ha spesso cercato il conflitto, tuttavia non mi piace nemmeno il volemose bene che a volte degenera in favori agli amici di tutti.
Questo non e’ sempre stato evitato in passato (quando i toni erano piu’ tranquilli).
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Quali sono le proposte ? Ed il progetto ?
Se ci sono (progetto e proposte) allora si può comprendere una linea alternativa, altrimenti si ciancia rincorrendo il vuoto propositivo !
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Ciao Giovanna prima devo fare una premessa, quello che scriverò a seguito è il pensiero di una persona che tu conosci bene e che come te vive un momento conflittuale nel Pd.
Anche io come la Giovanna Galli vivo un momento travagliato nel rapporto con il PD.
Come la Giovanna trovo che il livello del gruppo dirigente nazionale sia adeguato al momento serio che stiamo vivendo , esso infatti ha dato prova di molta responsabilità nell’appoggiare certe scelte non facili che questo governo ha preso nel tentativo di superare la grave crisi che sta attraversando l’Italia anche con proposte reali e concrete.
Se invece guardiamo alla situazione di Fidenza le cose cambiano molto e spesso prevale lo sconforto facendomi venire la voglia di mollare tutto.
Come la Giovanna ho avuto diverse occasioni nel corso delle riunioni a cui ho partecipato di manifestare questo disagio.
Quello che manca nel PD di Fidenza è sopprattutto il confronto sui temi della politica sia nazionali ,come affrontare la crisi ,sia locale come l’elaborazione di una politica sull’urbanistica e di assetto del territorio dopo la sconfitta elettorale.
Accenno a questo argomento perchè fra non molto incomincerà la discussione sul nuovo PSC e questo sembra una cosa che riguarda una stretta cerchia di persone con tutti gli altri che stanno a guardare e ascoltare.
Mi rendo conto che parlare publicamente di queste cose potrebbe sembrare per qualcuno scorretto , ma voglio comunicare a tutti che ho usato ogni mezzo per fare in modo che il PD ne discutesse .
Dico queste cose perchè come Giovanna condivido le osservazioni sui temi del confronto scontro con la maggioranza in consiglio comunale. Infatti questo è il segnale dello scollamento fra paese reale e la classe politica che lo rappresenta.
In questo il PD non è solo, da anni oramai l’unico posto dove si fà politica a fidenza è il consiglio comunale , la sede del municipio, infatti nessuno dei partiti là rappresentati si sogna di convocare nelle proprie sezioni o circoli i cittadini per sentire come la pensano e perché ci siano bisognerà aspettare la prossima campagna elettorale.
La politica che non sa rinnovare se stessa è destinata alla sconfitta.
L’antipolitica diventa una risposta irrazionale a dei problemi veri .
In momenti come questi sta a chi guida un partito od un movimento collegarsi alla società ascoltandola e tenerla legata agli obbiettivi da raggiungiere, lo sò che non è semplice farlo, ma nella società ci sono energie e capacità impensabili e sta quindi alla politica cercarle ed utilizzarle.
I dati relativi all’intenzione di voto pubblicati negli ultimi mesi concordano con un punto in particolare l’alta percentuale di indecisi ( circa il 50% ) ,se si andasse a votare oggi , questi dati dovrebbero fare riflettere chi oggi fa politica.
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mi ero dimenticato di dire chi lo ha scritto
Franco Dodi
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