Perché i sindacati non vogliono bancomat e carte di credito per i pensionati?

Pubblicato da Redazione il 3 gennaio 2012 in Attualità politica e sociale |

Schiacciati. «Sotto il loro pollice». 

di Giovanna Galli
Dal 7 marzo i titolari di pensioni che superano i mille euro riceveranno l’accredito solo su conti bancari, conti postali o carte di credito ricaricabili. È una delle innovazioni in tema di tracciabilità apportate dalla manovra salva-Italia predisposta dal governo di Mario Monti.

Finalmente finiranno gli odiosi agguati contro gli anziani vittime di ladri e scippatori.
L’Inps ha predisposto lettere per circa 450 mila pensionati chiedendo loro di comunicare entro il mese di febbraio gli appoggi bancari o postali in cui far pervenire l’accredito.

I sindacati, invece di manifestare entusiasmo per questo provvedimento, hanno sollevato critiche denunciando le difficoltà di molti anziani a sapersi districare tra bancomat e carte di credito.

È fuori da ogni dubbio che l’inizio sarà difficoltoso per molti di loro ma poi aiutati sapranno districarsi da soli come sanno fare in tutti i Paesi del mondo.

Quelli che sono contrari a questo provvedimento tirano fuori come motivazione che in questo modo si fanno gli interessi delle banche ma a mio avviso si tratta di scuse.
I sindacati possono contrattare con le banche o con le Poste accordi con clausole particolarmente favorevoli ai correntisti. L’utilizzo di carte di credito agevolate può solo aiutare gli anziani piuttosto che obbligarli ad andare a ritirare la pensione in contanti da tenere in casa con il rischio di essere derubati da malintenzionati.

Non ho sinceramente mai capito perché in Italia si faccia tanta fatica ad accettare le carte di credito.

A Parigi, come nelle principali città europee, è possibile pagare tutto con carta di credito: anche nelle bancarelle o nei piccoli chioschi collocati lungo le strade.

In Italia invece c’è molta diffidenza verso l’uso di supporti elettronici: non si riesce a pagare con carta di credito o bancomat nemmeno al mercato dove, spesso, per determinati articoli, si arriva a spendere anche più di 50 euro.

A mio avviso è giusto imporre questa modalità di pagamenti ma si dovrebbero obbligare gli istituti bancari a diminuire le spese di gestione dei conti.

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22 Commenti

  • avatar Daniele Frigeri scrive:

    Guardi, forse per me e lei è facile, per le mie nonne un po’ meno..
    dopo 80 anni di contanti viene difficile imparare a usare il bancomat.
    In ogni caso, ammesso che imparino, il conto corrente dovrebbe esser non agevolato, ma GRATUITO, in quanto obbligatorio, perlomeno per pensioni inferiori a un tot.

    Ché poi da come la mette giù lei sembra che sia giusto che gli anziani vengano derubati, in quanto colpevoli di ritirare la pensione in contanti.

    La cosa più grave è che questo provvedimento è stato preso per combattere l’evasione fiscale.. si diano fondi e uomini alla guardi di finanza, si dia la possibilità di scaricare tutto ciò che viene fiscalizzato, si mettano fuori corso le banconote a 500 euro… altroché conto corrente.

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  • avatar romano scrive:

    Ciao, Giovanna !

    Io da sempre mi servo delle carte e, da un punto di vista personale, mi trovo molto bene. Inoltre, ogni mia retribuzione è tracciata alla fonte: i teatri presso cui lavoro e la scuola effettuano da anni il pagamento tramite bonifico, quindi… Niente da eccepire su questa regola, che, applicata a TUTTI, consentirebbe un monitoraggio più attento da parte degli organi di vigilanza e, di conseguenza, un buono strumento per cominciare a contrastare l’evasione fiscale. E’ anche vero, però, che i grossi capitali, quelli di chi è abituato ad evadere “legalmente”, non passano, e non sono mai passati, attraverso istituti di credito nazionali, ma direttamente veicolati verso le compiacenti banche dei cosiddetti “paradisi fiscali”. Pur riconoscendo una certa pretestuosità da parte dei sindacati, vale la pena, tuttavia, di esaminare più da vicino la questione. I vantaggi li hai già elencati tu, e mi trovi d’accordo. Esaminiamo, invece i contro di questo provvedimento. Costringere le persone anziane ad aprire un conto costituisce, di fatto, un beneficio per l’istituto di credito; nessuna apertura di conto, infatti, sarà a costo zero, nè, tantomeno il suo mantenimento. I tanti commercianti che ancora non accettano l’uso di carte, spesso lo fanno a buon diritto, viste le percentuali che dovranno garantire a Mastercard o Visa, che non sono trascurabili , su ogni singola operazione. L’uso, poi, del contante, verrà semplicemente differito, sino a quando l’anziano non ritirerà da uno sportello bancomat(magari all’aperto e in qualche luogopiù appartato) la somma che, automaticamente, lo esporrà di nuovo agli assalti di qualche detestabile malintenzionato. Ben vengano, perciò, le iniziative da te invocate, da parte dei sindacati e delle banche, per agevolare questo passaggio importante ma non sempre facile da digerire, soprattutto da parte di chi era abituato a gestire il proprio gruzzolo controllandolo a vista…. Un saluto da Romano

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  • avatar ivan scrive:

    Giovanna l’italia e gli italiani sono dei conservatori ed i sindacati non fanno ecezzione.
    Farsi accreditare la pensione, come la transazione di pagamento, con bonifico sul contocorrente bancario o postale sarebbe più facile e più sicuro; purtroppo però, il nostro paese è fermo su abitudini che durano da diversi decenni e che c’ì fanno pensare come se fossimo ancora nel 1950 invece che nel 2012.
    Sono proprio queste arretratezze culturali, che hanno portato l’italia, ad una cristalizzazione di tutti i settori ,con la conseguenza che la società italiana è divisa in caste impermeabili l’una con l’altra.
    In un mondo globalizzato come quello di oggi altamente competitivo ,ma anche pieno di opportunità, una società strutturata come la nostra ,si troverà sempre più in difficoltà,ècco perchè a bisogno di una trasformazione, con la collaborazione di tutti , che tenga conto del fattore umano e del lavoro, è questo che ognuno di noi deve capire compresi i sindacati.

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  • avatar giovanna galli scrive:

    Certo le modalità per contrastare l’evasione fiscale sono tante e ognuno di noi ne avrebbe alcune da proporre, tutte probabilmente giuste ed efficaci.
    Mi dispiace che lei mi accusi di dare la colpa agli anziani stessi di venire derubati. Mi riferisco alla frqase da lei scritta “Ché poi da come la mette giù lei sembra che sia giusto che gli anziani vengano derubati, in quanto colpevoli di ritirare la pensione in contanti”. Non è certo nelle mie intenzioni dire questo e mi accorgo che il mio pensiero è stato completamente stravolto. Il mio intervento era volto a far sì che tutte le associazioni di categoria, e in modo particolare il sindacato pensionati, si mobiliti per aiutare gli interessati a riuscire a saltarci fuori perchè avere nelle mani meno contanti è soprattutto meglio per loro, facili prede di maleintenzionati e delinquenti. Ribadisco perchè qui è tanto difficile? Io ci vedo molto lo zampino di commercianti e artigiani che non amano la tracciabilità. Nell’ultimo mese ho avuto a che fare con un idraulico che ha voluto 950 euro senza fattura, presentandomi il conto su un foglio di quaderno e rifiutando come pagamento un assegno. Per non parlare di parrcchierie e barbieri che fanno una ricevuta fiscale di molto inferiore al prezzo reale, e potrei continuare con tanti altri esempi.
    Sono infine pienamente d’accordo con lei: per queste persone i conti correnti devono essere dati gratuitamente. Facciamo una lotta per pretenderlo.
    E, infine, sarebbe certamente auspicabile passare ad una tassazione come c’è negli Stati Uniti dove si possono detrarre dai redditi le spese sostenute e documentate.

    Commento molto dibattuto. Tu cosa ne pensi? Thumb up 16 Thumb down 4

    • avatar Daniele Frigeri scrive:

      sì sì, lungi da me volerla accusare, ho scritto “sembra” infatti.
      Uno dei problemi più grandi è sicuramente quello dei lavoratori in proprio, e in questo senso il pagamento con carta darebbe una bella mazzata.

      D’altra parte, a molte persone (specialmente pensionati) fa comodo pagare qualcosa in meno pur non avendo in cambio la ricevuta, visto la pensione da fame che si ritrovano. Insomma, il problema è molto radicato e multisfaccettato, ma di sicuro se le associazioni di categoria e i singoli si mettessero coerentemente insieme per venirne fuori, il tutto sarebbe più facile. Difficilmente sarà così però.

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  • avatar CHINA65 scrive:

    Orbene, ci do in mezzo. Punto primo gli anziani sono abitudinari, quindi molto difficile fargli cambiare qualsiasi cosa. Poi i vantaggi ci sarebbero, perchè una maggiore diffusione delle carte indurrebbe sempre piu esercenti ad attrezzarsi. Indi bisognerebbe copiare dai paesi che usano di più i soldi digitali le spese per le transazioni e per la tenuta contabile. Acciocchè il governo dovrebbe legiferare per semplificare e per indurre gli istituti bancari a ritenere che ricevere dei soldi (i mille euro transiterebbero sui loro conti creando di media la metà delle pensioni come liquidità permanente) sia un vantaggio a prescindere dalle spese bancarie, che dovrebbero essere zero, al più potrebbero trarre vantaggio dai commercianti che accettano la carta. Quindi anche il rischio furti sarebbe più basso, visto che trovando in tutti i supermercati un bancomat per avere soldi liquidi senza spese le vecchiette non girerebbero con tutta la pensione ma con 100 euri in tasca. Alla fine però la vecchietta/o senza assistenza farà comunque fatica a capire come si fà, quindi per addestrarla ci vorranno volontari e/o assistenti sociali che li guidino nell’operazione. Ma nulla di tutto ciò è all’orizzonte: le banche faranno i loro affari prendendo spese su transazioni e tenute contabili, i vecchietti non verranno aiutati (se non hanno parenti), i negozianti vorranno il contante o peggio qualcuno si approfitterà imbrogliando gli impacciati neofiti del denaro digitale. E il governo (ma qualche sospettino che sta cosa serva ai banchieri e non alla lotta all’evasione mi è venuta) che ha studiato sta mossa non si è posto ste semplici domande che son venute a noi che non siamo mica dei tecnici ?

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  • avatar Puke 58 scrive:

    Il contante diventera’ una moneta parallela e sommersa che permettera’ buoni sconti, sarebbe bene averne in casa un bel malloppo, se si puo’.
    Io , chiaramente, non puo’.

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  • avatar Costantino V scrive:

    Giovanna ma l’idraulico che non vuole l’assegno non lo paghi. Punto e basta. Vedrai che l’assegno poi lo accetta, altrimenti lavora gratis.

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  • avatar roberto braglia scrive:

    I pensionati fanno code chilometriche agli uffici postali per ritirare la propria pensione tanto che gli addetti postali (allorchè si necessita di un loro aiuto per qualche operazione un pò brigosa) ti consigliano di non andare quando si pagano le pensioni. Esiste il libretto postale che è gratuito da sempre: perchè i pensionati non si fanno accreditare l’importo su di esso e preferiscono i liquidi, con tutti gli inconvenienti del caso? Penso che tutto si giustifichi con l’affermazione di Cossiga “…gli italiani sono il popolo più conservatore del mondo”. E questo vale anche per i sindacalisti a cui codesta innovazione può provocare più di una disdetta di tessera. Da parte del governo imporre la gratuità di un conto corrente alle banche è più facile che bere un bicchiere d’acqua! Perchè tanto chiacchiericcio per nulla? Fossero solo questi i problemi della nostra Repubblica!

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  • avatar Gozzo scrive:

    Evvai, ancora questi conservatori dei sindacalisti nemici del progresso che rompono le balle.
    Perchè non manifestare entusiasmo, magari stappando in piazza una bella boccia di spumante, invece di aggrapparsi ai soliti rituali antichi e in piazza andarci solo durante gli scioperi. Ah, questi sindacati… conservatori nemici degli anziani.
    Avranno sicuramente tramato con commercianti e artigiani a cui piace tanto il contante, certamente. Avevo il timore di leggere anche che fossero d’accordo con chi si apposta per derubarli appena fuori dalle poste, ma per fortuna non lo si pensa ancora.
    Che bravo ragazzo il Prof Monti, l’uomo delle Banche senza tanta propaganda sulla sicurezza e contro gli extracomunitari (stangati dalla nuova tassa sul permesso di soggiorno che arriverà anche a 200 euro) ha trovato la soluzione meno dispendiosa: VI OBBLIGO A METTERE LE VOSTRE PENSIONI NELLE BANCHE, SARETE PIU’ SICURI!! Ma pensa un pò, perchè non ci aveva pensato mai nessuno?
    Ed ecco che sul più bello arrivano quei rompiscatole dei sindacati. Perchè inventarsi delle scuse; scuse come quella che questa decisione favorisce le banche? Cosa vuoi che siano miliardi di euro che finiscono nelle mani di questi farabutti? Cosa vuoi che siano i disagi per i tantissimi pensionati? Un sistema marcio creato da queste lobby che ora ingorde vogliono anche le pensioni. Vai, perseveriamo allora, facciamoci male.
    E questi sindacati che si aggrappano alle solite scuse io non li capisco. Perchè non gioite? Sorridere almeno. A proposito di scuse, chi percepisce una pensione al di sopra delle 980 euro dovrà avere un conto corrente, lo si è deciso per monitorare e combattere l’evasione fiscale con la tracciabilità. Si scomodano quei pensionati cattivoni da 1000-1200 euro che favorivano l’evasione fiscale Quelli da 980 euro no), quegli anziani che faranno “i salti” di gioia sapendo che avranno la tessera magica, quella che inserisci nello sportello e da un buco escono tutti i soldi che vuoi e se li hai. Vatti a ricordare la procedura, il codice, in quale sportello devo andare per non avere l’addebito (sai ce ne sono pochi), ecc. ecc.
    “gli esan i vulan… i svulasan”

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    • avatar giovanna galli scrive:

      Caro Gozzo, scusa ma ritengo alquanto esagerata e permettimi anche un po’ fuori luogo la tua ironia. E’ ben lungi da me il voler demonizzare il sindacato a cui fra l’altro sono iscritta da 40 anni. Vorrei però che in certe occasioni mi sia consentito il diritto di critica. Su questo tema mi sarebbe piaciuto che il sindacato anzichè minacciare proteste si fosse preso a cuore la cosa prendendosi a cuore gli anziani, insegnando loro come muoversi e concordare con le banche o cobn le poste conti gratuiti. Nei Comuni o nella Provincia esiste la figura dell’amministratore sociale e penso potrebbe occuparsi di questo. Io credo sia fattibile e si eviterebbero tanti rischi per gli anziani. A me non me ne frega nulla che il governo abbia fatto questa scelta con la scusa della tracciabilità o meno quello che credo è che alla fine arrivare ad anziani in grado di gestire i propri beni sia un risultato positivo. Stiamo attenti a non vedere gli anziani come persone incapaci di capire perchè non è così.Metter loro a disposizione un conto su cui far confluire tutte le bollette(luce, gas, telefono, servizi comunali ….) può essere per loro di grande utilità.

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      • avatar Gozzo scrive:

        Francamente Giovanna non trovo nessuna traccia da cui tu possa aver percepito che ci sia la volontà di non darti la possibilità di esprimere una opinione o di criticarne un’altra. Vedi Giovanna, hai aperto una discussione e chi legge può essere o non essere d’accordo con te. Semplice. Non sono assolutamente in linea con quello che rimproveri ai sindacati perché scrivi che le loro giustificazioni sono semplicemente una scusa. Come se non essere d’accordo fosse un capriccio o altro. Può essere una opinione sbagliata se vogliamo “ma non si scriva” che è una scusa.
        Comunque se la mia ironia è fuori luogo e troppo esagerata accetto il “richiamo all’ordine”, non vorrei essere frainteso, figuriamoci.
        Detto questo vorrei tornare brevemente al nocciolo della questione. La cosa stravagante è che questa imposizione ha un limite. Cioè, chi percepisce una pensione al di sotto delle 980 euro è esente e chi ne ha una superiore no. Cos’è, al pensionato da 900 o 500 euro non fregano la pensione davanti alle poste e di conseguenza non non lo si vuole tutelare e mettere al sicuro? Il pensionato che percepisce una pensione di 980 euro paga sempre con assegno e non in contanti? In questo caso, in questo piccolo caso, ci saranno sempre artigiani e altre categorie che imporranno con il solito compromesso il pagamento in contanti e quindi in nero. E’ nostra amata cultura.
        Ma dai, è evidente che è una mossa per irrobustire, anche di poco, il sistema bancario (putrido) vincolando ad esso chi gestiva in altro modo il suo denaro. Perché come hai ben detto Giovanna, attenti a sottovalutare gli anziani. E allora domandiamoci perché molti pensionati preferivano avere la pensione fra le mani. Una loro scelta, una loro COMODITA’ no?!
        Ma ora c’è mamma Banca che penserà a loro… per fortuna è arrivato Monti con i suoi bravi ragazzi!

        Le loro opinioni non mi sembrano affatto favorevoli per quel poco che ho avuto modo di osservare. E sulla stessa linea d’onda ci sono pensionati che hanno il conto corrente.

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  • avatar Alberto Fiocchetti scrive:

    Alcuni argomenti di Giovanna Galli non mi convincono.
    In primo luogo la misura non mi risulta che sia stata adottata per finalità di ordine pubblico (prevenire ed evitare le rapine ai danni degli anziani che ritirano la pensione in contanti) ma per esigenze di tracciabilità a scopo antievasione. E allora mi chiedo: ma di che tracciabilità stiamo parlando, se le pensioni le eroga lo Stato o Enti da lui controllati? Adesso lo Stato traccia se stesso?
    In secondo luogo imporre l’apertura di conti correnti o carte di credito comporterà senz’altro delle spese a carico degli utenti, anche se Poste e Banche giurano e spergiurano che tutto sarà senza costi. Staremo a vedere, ma in effetti la stessa Giovanna Galli si auspica che le spese siano ridotte al minimo; il che significa che lei stessa ammette che delle spese ci saranno.
    E a favore di chi, se non delle Banche?
    La mia convinzione è che questo provvedimento sia diretto esclusivamente a favorire e foraggiare le Banche, che si troveranno a gestire un’infinità di operazioni ed un’infinità di depositi obbligatori (sono previsti gli interessi per tali depositi?). E’ una forma di subdola tassazione a favore di quel sistema creditizio che in buonissina parte è reponsabile del dissesto finanziario che ci attanaglia.
    Ma la cosa più curiosa la ho sentita quasta mattina.
    Un mio conoscente mi ha raccontato di essersi recato in Banca munito di apposta delega per aprire un conto corrente o attivare una carta di credito a favore dell’anziano padre, pensionato e malato e ciò proprio per adeguarsi alle imposizioni di legge. Ma siccome il padre, prima di andare in pensione, era stato coinvolto in un fallimento gli è stato interdetto ogni rapporto bancario, essendo pesantemente segnalato alla centrale rischi.
    Il poveraccio si trova quindi obbligato, per legge, a non intrattenere rapporti bancari e nello stesso tempo, per legge, ad aprirne uno.
    E poi mi si dice che viviamo in un paese civile!

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  • avatar detta "Samantha" scrive:

    Pur ammettendo che l’accredito della pensione sul conto corrente difenda i vecchietti dai furti, io vorrei capire, però, come si possa in questo modo combattere l’evasione fiscale dal momento che mia nonna per andare dal parrucchiere o per pagare il tecnico che controlla la caldaia o l’idraulico che le cambia un rubinetto va in banca a ritirare un pò di contante e di questo si serve per pagare la prestazione non fatturata, su cui risparmia senz’altro l’I.V.A. al 21% ( che non è poco ) e magari riesce a farsi fare anche un ulteriore sconto. Dunque, che lotta all’evasione è questa? Chi ritira soldi in banca non deve specificare per che cosa gli servono e quindi……..E chi li versa deve forse dichiarare da chi li ha presi??? Bravo Monti! E bè ci possiamo consolare…….le banche supereranno la crisi!!! Degli altri, chi se ne importa!!!!!

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  • avatar Roberto scrive:

    Purtroppo le banche si fanno pagare le aperture e le chiusure dei conti correnti e non danno più un cent di interesse o quasi, senza contare lo Stato che impone una tassa di 8 Euro e mezzo al mese su tutti i conti correnti indipendentemente dalle cifre depositate, quindi è una manovra a favore delle banche e dello Stato, l’unica soluzione è il lbretto postale che è effettivamente gratis.
    I pensionati che apriranno un conto corrente si vedranno detrarre 102 Euro di tasse all’anno dallo Stato, più le spese bancarie, i pagamenti tramite banca sono tutti a pagamento e con le società di servizi odierne c’è da stare molto attenti, meglio controllare bene le fatture prima di pagarle.

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  • avatar detta "Samantha" scrive:

    Se il libretto postale non ha alcun tipo di spesa, bene…facciamo aprire ai nostri anziani tanti libretti postali su cui far accreditare la pensione, ma io continuo a non capire (scusate so’ tonta): per pagare la spesa, il dentista, il ticket, i regali ai nipoti, ecc…….occorre ritirare il contante perchè non credo che con il libretto venga attivato un bancomat o una carta di credito e quindi la lotta all’evasione qual’è?????? Ma allora che si faccia veramente una manovra rivoluzionaria: si elimini completamente il contante e tutti paghiamo tutto con la carta di credito emessa all’apertura di qualsiasi conto corrente o libretto bancario. I commercianti, gli artigiani e i liberi professionisti si dovrebbero adeguare e gli anziani pure. Chi deposita contante deve giustificarne la provenienza, come si fa con la valuta straniera. A mali estremi, estremi rimedi. Si stanerebbero così anche gli evasori totali.

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  • avatar ivan scrive:

    Aldilà della sicurezza e delle manine rosse che mi darete ( peraltro legittime per chi non la pensa come mè) , questa riforma è solo un adeguamento ad abitudini che in altri paesi c’è già ed è di uso comune compresi per altro i pagamenti con bonifico o carte di credito.
    A dire la verità esiste da un bel pò di tempo anche da noi, infatti mia nonna classe 1911, e con la terza elementare già nel lontano 1978-79 cominciò a farsi accreditare la sua pensione sul suo conto corrente, ed oggi la stessa cosa lo fanno oggi i miei genitori.
    I sindacati allora invece di fare una sterile polemica, su un problema che in linea di pricipio non esiste, dovrebbero impegnarsi nel cercare una soluzione per non fare pagare i costi bancari o quelli postali ai pensionati.
    Se non ricordo male però esistono pure i libretti postali o bancari i quali non comportano nessun costo per chi li possiede.
    Poi vorrei fare una domanda, se la nostra società non è cristallizzata da tempo in caste, perchè ogni volta che una categoria sociale viene toccata da quelle riforme che tutti invochiamo; succede un putiferio e si blocca tutto?
    Aspetto risposte.

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    • avatar Gozzo scrive:

      Le riforme che tutti invochiamo non sono le stesse Ivan, cosa significa quello scusa? Parli di caste, visto l’oggetto della discussione le caste sarebbero i pensionati da 980 euro?
      No ma facciamo finta di niente va… ciao

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  • avatar ivan scrive:

    No Gozzo lo sono certi atteggiamenti dei sindacati i quali farebbero meglio concentrarsi su altri problemi più urgenti come il lavoro .
    Per quanto riguarda le riforme dobbiamo smetterla di pensare ognuno per il prorpio orticello ma se vogliamo salvare il nostro pese e quindi noi stessi dobbiamo farlo tutti facendo un sistema paese .
    Nel mondo in cui viviamo oggi che c’ì piaccia o no un sistema come il nostro alla lunga ha mostrato dei limiti e quindi a bisogno di cambiamenti, ed i cambiamenti inevitabilmente li dovremo fare o subire ed è sempre meglio farli che subirli.
    Se fallisce il sistema niente più pensioni ne sanita per tutti ai nostri figli sarà negato lo studio e questo solo per fare un esempio.
    hai ricchi queste cose non importa perchè avrebbero sempre i soldi per comprarsi questi servizi, allora tutti noi proviamo a mettere giù le basi per dare un futuro al nostro paese con la collaborazione di tutti.

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