L’abolizione delle province? «Determinerà una grave indeterminatezza per i dipendenti», ha detto Bernazzoli lanciando la sfida al massimo detrattore della Casta. Botta e risposta tra il presidente e il noto giornalista

Pubblicato da Redazione il 20 dicembre 2011 in Pubblica amministrazione, Rassegna stampa |

Gian Antonio Stella, il nemico giurato di tutte le Province. Vincenzo Bernazzoli lo ha sfidato a singolar tenzone, per far vedere che ci tiene al suo ente, nonostrate sia sulla rampa di lancio per la conquista del municipio parmigiano.

Durante il tradizionale brindisi con la stampa, il presidente di piazzale della Pace, e candidato sindaco di Parma, attacca: «Ci vogliono abolire, ma io dico che è una cavolata. Sono pronto a un confronto con Gian Antonio Stella (l’autore della Casta, ndr) sui costi della politica, ma lui si rifiuta».

Auguri di Buon Natale dalla Provincia, forse gli ultimi con Vincenzo Bernazzoli a guidare il brindisi. Il candidato alle primarie per la poltrona di sindaco ha ricevuto la stampa per il tradizionale saluto di fine anno, senza voce e col mal di gola.

Un piccolo discorso però l’uomo forte del Pd è riuscito a farlo, scaldandosi soprattutto sul passaggio dedicato all’abolizione delle Province: «È una cavolata, una soluzione demagogica, sono pronto a un confronto con Gian Antonio Stella (autore con Sergio Rizzo del best sellers La Casta, ndr), ma lui continua a rifiutarsi». Come precisato in seguito dall’ufficio stampa di piazzale della Pace, l’incontro con Stella «è stato davvero chiesto diversi mesi fa, ma il giornalista non mai ha dato risposta».

Sulla questione non si dà pace Bernazzoli: «Si pensa di ridurre i costi della politica – ha affermato davanti ai pasticcini e allo spumante, attorniato dai suoi assessori – ma io continuo a dire che non siamo un ente inutile e che l’abolizione prospettata determinerà una grave indeterminatezza per i dipendenti».

Poi prima di alzare i calici – con l’assessore Marcella Saccani che spiega la ricetta degli anolini ai giornalisti («in Piemonte ci mettono il Barolo, io no. Lo stracotto poi lo regalo a uno della cooperativa Sirio che se lo mangia oppure ci faccio un bel riso condito») – ecco un rapido bilancio sul 2011: «È stato un anno difficile, a livello nazionale abbiamo rischiato il default mentre sul locale sappiamo tutti cosa è successo in Comune. Noi però ce l’abbiamo messa tutta per fare le cose bene, per aiutare il nostro territorio da istituzione seria quale siamo. In questo momento, però, il pensiero va alle famiglie che sono più in difficoltà. Difficile fare festa in questo momento del Paese». (m.s.)

La replica di Stella: «Falso, fissi un incontro». «Caro direttore, leggo sul suo giornale il seguente titolo: “Bernazzoli contro Gian Antonio Stella: Si nega per un incontro su province”. Nell’articolo, si spiega che “l’uomo forte del Pd! e candidato sindaco, “durante il tradizionale brindisi con la stampa”, ha fatto un piccolo discorso “scaldandosi soprattutto sul passaggio dedicato all’abolizione delle Province: “È una cavolata, una soluzione demagogica, sono pronto a un confronto con Gian Antonio Stella (autore con Sergio Rizzo del best sellers La Casta), ma lui continua a rifiutarsi”.

Sommerso come sono da impegni, inviti e sfide di ogni genere (negli ultimi mesi credo di essere stato per incontri pubblici almeno una dozzina di volte solo in Emilia più il resto d’Italia) sono andato a controllare nella mia posta ed è vero: c’è un invito a venire a Parma inviatomi da Bernazzoli il 12 settembre scorso. Poche settimane dopo che Bersani, leader del partito di Bernazzoli, per scavalcare in virtuosità il governo che di province ne voleva tagliare una trentina aveva detto (Ansa 18 agosto 2011) che le province andavano dimezzate. Tié.

Da allora sono passati tre mesi e non trovo altri messaggi. Poiché capita anche a me di rinviare degli appuntamenti chiedendo di riparlarne un po’ più avanti (in novembre, per capirci, ho fatto 19 conferenze e incontri pubblici: tanti, per uno che contemporaneamente scrive quasi tutti i giorni) non escludo che, tra mille impicci, io abbia cercato di guadagnare un po’ di tempo. Ci sono settimane in cui non riesco a respirare. E me ne rammarico. Ma un conto è questo, un altro è “continuare a rifiutare” il confronto. Accusa assolutamente falsa.

Poiché mi rifiuto, questo sì, di pensare che Bernazzoli sia in malafede quando mi accusa di sfuggire al dibattito, posso solo immaginare che facendo il brindisi avesse bevuto un goccino di troppo. Prendo dunque la sua accusa, in questi tempi di ostentata sobrietà, con la benevolenza che va concessa a chi alza il bicchiere. E lo invito a fissare un appuntamento dove e quando vuole». Gian Antonio Stella

Controreplica di Bernazzoli. «Non ho detto nulla di falso, così come non ho detto che Stella continua a rifiutarsi. Ci siamo sentiti al cellulare e mi ha chiesto di mandargli un invito via mail cosa che ho fatto ma dal 12 settembre non ho avuto riscontro e quindi ne deduco che non abbia voluto farlo. Se poi dice che non ha potuto o avuto tempo bastava comunicarlo. Comunque sono ancora disponibile ma credo che Stella converrà che la discussione a futura memoria sia meno utile. In ogni caso all’incontro augurale con la stampa ho bevuto solo acqua». (la Repubblica Parma, 20 dicembre 2011)

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17 Commenti

  • avatar Luciano scrive:

    «L’abolizione prospettata determinerà una grave indeterminatezza per i dipendenti». Difficile credere che uno che parla così abbiamo bevuto solo acqua. A meno che qualcuno non ci abbia messo dentro qualcosa. Ma chi?

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  • avatar Nino Benvenuti scrive:

    Se Stella accetta il match fa il gioco di Bernazzoli, che sta già preparando la claque. Non venire a Parma, Stella, qui si stanno organizzando per fari la pelle……

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  • avatar Lazzaro scrive:

    Se è così ansioso di “confrrrontarsi” perché non accetta il dibattito che quelli di Gestione corretta rifiuti gli chiedono da tanto tempo ?

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  • avatar Cinico66 scrive:

    amici dell’IDV redazionali ma avete un ossessione per il povero Bernazzoli,state tranquilli quando sara’ sindaco di parma mal che vada andra’ meglio di prima.

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    • avatar Redazione scrive:

      Nessun redattore di Nave Corsara è di Idv, partito che appoggia e sorregge Bernazzoli.

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      • avatar Cinico66 scrive:

        oh non e’ mica una mallattia essere dell’IDV su forza..

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      • avatar Redazione scrive:

        La tua è un’insinuazione. La nostra una precisazione. Su forza dillo a tuo nonno per aiutarlo ad alzarsi dalla sedia.

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      • avatar Borgo Puke 58 scrive:

        Ho dei dubbi, ma qualcuno potrebbe essersene andato da NC e quindi la redazione potrebbe avere ragione.

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      • avatar cinico scrive:

        mah ,sara’… ma il nonno non si e’ voluto alzare dalla sedia ed io mi sarò’ sbagliato ,pazienza .Buone Feste comunque a tutta la Redazione.

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  • avatar Biffo scrive:

    Bernazzoli e la sua spalla Garbi, insieme al loro colonnello Errani, mi sono antipatici, così, di pelle, con quel loro esprimersi sempre con aria fritta e rifritta in olio politichese scaduto da anni. Stella fa bene a non scendere a Parma, per essere svillaneggiato dalla claque di Bernazzoli; vada piuttosto su lui, alla sede del Corsera, senza il seguito della sua clientela. Ci credo che Bernazzoli sia contrario all’abolizione delle province, specie la sua, dove ha spadroneggiato, da monarca assoluto, da secoli, circondato da una corte di adulatori e clientes, proni ed ossequiosi ai suoi voleri. Infine, Bernazzoli non ha bisogno di vini, locali od esteri, per esprimere certi pareri farlocchi; lo fa ottimamente anche da sobrio, anzi, gli riesce forse ancor meglio che sotto l’effetto del vino. Confesso che, da un certo punto di vista, lo invidio anche un poco; non penso che sia lui che i suoi cortigiani abbiano problemi a sistemare i familiari o i parenti in qualche posto di lavoro, come succede invece a me, che non possiedo tessere di nessun partito, e specialmente del PD. Chi è causa del suo mal, pianga se stesso, somaro di un Biffo!

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  • avatar jackbacc scrive:

    PD e inceneritore, guardate un po’ come nel PD sono disposti a confrontarsi con i cittadini.
    http://youtu.be/gXaYVb5MjLI

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  • avatar roberto braglia scrive:

    A parte le critiche, di cui sopra, che mi sembrano dirette verso la “persona” Bonazzoli piuttosto che verso il “politico” Bonazzoli, mi sembra veramente ancestrale trovare in un futuro sindaco di una delle più importanti città italiane il convincimento che le province sono utili. Vorrei ricordargli che le province sono un’istituzione napoleonica (allorchè il Bonaparte ci aveva conquistato) che nulla hanno a che vedere con la nostra Costituzione che, se fosse stata attuata a tempo debito, le avrebbe cancellate molto più facilmente di quanto non si possa fare oggi. Davvero Bonazzoli, con la testa che si ritrova, sarà in grado di guidare una delle capitali europee? Fare meglio di Vignavil è impresa di poco conto, così come di poco conto diventa il politico Bonazzoli quando si erge a difensore di un’istituzione obsoleta, costosa ed inutile avendo a cuore la nevrosi possibile dei propri dipendenti attuali (ai quali si può ricordare che i loro concittadini che lavorano nell’industria hanno delle nevrosi molto più importanti delle loro causate da casse integrezione e da licenziamenti!!).

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  • avatar IndeterminaZecche scrive:

    Ma se il presidente della provincia, invece di fare il presidente della provincia, andasse a lavorare? Che so, apre una bella dittarella, si prende al seguito i suoi colleghi, come soci o dipendenti, e prova finalmente a confrontarsi col “mercato”. Come tutti lavoratori normali, no? Mica a servire il settore pubblico èh!?! Basta umma umma. Lavorare lavorare! Guadagnerebbe di sicuro la stima dei cittadini, per almeno due motivi: Il contributo concreto nel far sparire le province, e la determinante liberazione dalle loro nauseabonde “indeterminatezze”. Pensate che bello. Non ci resterebbe che vigliare per evitare il rischio di rientro – delle inderminatezze – da una delle tante finestre, sempre e soltanto socchiuse…
    Oh, s’attaccano ai coglioni come le zecche…

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  • avatar carlo fetonti scrive:

    Per JackBacc.
    Guarda che quelli del PD mica si sono sbagliati.Loro hanno detto che sono pronti “all’ascolto” mica al “confronto” come tu hai supposto e che loro non hanno pronunciato.Ovviamente c’è un pò di differenza tra le due cose.Loro ascoltano e poi fanno quel cavolo che gli pare,sempre per “l’interesse pubblico” e non di partito s’intende.Quelli che si confrontano invece rispondono direttamente alle contestazioni ed ai ragionamenti per cui la politica diventa trasparente cosa che ovviamente può disturbare la privacy dei partiti.Avrai notato che uno cerca di parlare e “loro” non ti ascoltano,per cui uno tende istintivamente ad alzare la voce ed a quel punto “loro” ti dicono di non urlare e si girano dall’altra parte.Per la serie “le parole hanno un senso e la coerenza pure”…..Comunque auguri a tutti ,ma non certamente alla partitocrazia.

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  • avatar Andrea scrive:

    Qui tuti parlano di costi delle Province ma sapete di cosa stiamo parlando?
    Attenzione perché ce la stanno facendo sotto al naso, ovvero, “sparano” sulle Province per distrarre l’opinione pubblica dai reali costi della politica e mantenere così intatti i veri privilegi.
    Difficilmente il ruolo delle Province in merito a programmazione, pianificazione, coordinamento, sostegno economico e organizzativo ai Comuni e così via potrebbe essere svolto da altri o da soli tecnici; al contrario ci sono molti ruoli svolti da altri che potrebbero essere svolti dalle Province. Ma sapete quanto fanno le Province per aiutare, anche economicamente i Comuni? Sapete quante centinaia di migliaia di euro vengono spesi, ad esempio, per il sostegno al lavoro? O per la scuola?
    La riorganizzazione del “sistema Stato”, tra cui anche delle Province, è indispensabile ma va fatta seriamente.
    Le Province rappresentano appena l’1,5% della spesa pubblica complessiva per il funzionamento del Paese. Lo sapevate? Il costo degli eletti delle Provincie è pari al 5,5% del totale costo di tutti gli eletti, contro il 20,3% degli eletti in Parlamento, il 44,2% degli eletti nelle Regioni e il 30% degli eletti nei Comuni. Gli enti strumentali di Regioni, Province e Comuni (consorzi di bonifica, enti parco e così via…) costano 7 miliardi di euro. In Europa, 23 Paesi su 25 prevedono le Province come ente intermedio tra Regioni e Comuni.

    Sono settimane che, partiti politici, singoli parlamentari, esponenti delle forze economiche e sociali si esercitano in dichiarazioni su come ridurre i costi della politica. Una questione, ormai, imprescindibile, su cui è necessario il massimo impegno di tutta la classe dirigente del Paese. Ma il tema va affrontato fuori dalla demagogia, con proposte concrete capaci di dare non segnali, che a poco servono, ma risposte vere al Paese. E’ indispensabile però arrivare a tagliare la spesa improduttiva, facendo attenzione a non tagliare ciò che serve e soprattutto non dobbiamo confondere i costi della politica con quelli della democrazia . SPESA IMPRODUTTIVA!!!!!

    La spesa per la sola parte politica delle Province in Italia è di 113 milioni di euro all’anno eppure la manovra Monti prevede una spesa di 2miardi di euro al mese per spese militari!!!!!

    Come fare? Iniziamo con il ridimensionamento delle Province, fusione dei Comuni e associazionismo degli enti locali; soppressione di enti intermedi e strumentali; l’istituzione delle Città metropolitane; l’esercizio diretto delle funzioni fondamentali; l’abolizione dei Consorzi di Bonifica, dei Bacini Imbriferi Montani, degli Enti Parco Regionali, degli Ato Acque e Rifiuti; l’istituzione della Stazione Unica Appaltante; la previsione dell’applicazione della legge anche alle Regioni a Statuto Speciale.

    Gli Amministratori delle Province si sono messi in gioco e sono pronti alla razionalizzazione delle Province. Ma il processo che deriva dalle decisioni che prenderà a questo riguardo il Parlamento è molto lungo e non può rispondere alle esigenze immediate. Il taglio degli oltre 7000 enti strumentali, invece, può essere realizzato da subito, con legge ordinaria.

    UN PO’ DI NUMERI (fonte Bilancio della Camera/Senato e Ministero dell’Economia)

    Spese per Organi Istituzionali – Indennità dei politici:
    • Parlamento oltre 416milioni di euro
    • Regioni oltre 900milioni di euro
    • Comuni oltre 615 milioni di euro
    • Province 113milioni di euro
    IL PERSONALE POLITICO DELLE PROVINCE RAPPRESENTA IL 5,5% DEL COSTO TOTALE (e senza i benefit di parlamentari o consiglieri regionali).

    Per comprendere ancora meglio la dimensione di questo numero basti pensare che, ad esempio, se tutti gli organismi politici di tutte le Province d’Italia costano allo stato 113milioni, il solo Comune di Parma ha un debito di oltre 600milioni.

    Spesa complessiva funzionamento dello Stato: 807miliardi di euro
    • Amministrazione centrale 182miliardi
    • Previdenza 298miliardi
    • Interessi sul debito 72miliardi
    • Regioni 170miliardi (di cui 114 di Sanità)
    • Comuni 73miliardi
    • Province 12miliardi

    LE PROVICE RAPPRESENTANO L’1,5% DELLA SPESA PUBBLICA COMPLESSIVA DEL PAESE

    Uno studio della Bocconi dimostra, tra l’altro, come le Province siano l’unico Ente che, su una scala da 1 a 10 costi 1 ma reinveste risorse per 8!

    Se il problema venisse affrontato con serietà sarebbe anche in risolto, ma come al solito, in Italia, le robe si fanno in fretta e male e come si legge anche da alcuni commenti c’è solo rancore e ignoranza che si conclude con un “andate a lavorare”. Io dico “andiamo tutti quanti a pensare un pochino” e per una volta facciamola finita col qualunquismo…

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    • avatar IndeterminaZecche scrive:

      Bel ragionamento! Esemplare. Induce davvero a pensare… Sì, a pensare da dove vien fuori… Solo il 5,5% del personale amministrativo; soltanto 12 miliardi all’anno di costi… Encomiabile sia il richiamo alla demagogia che l’interpretazione post-bocconiana della moltiplicazione delle risorse, dove si può addirittura arrivare a credere che, pur costando 1 riescano ad investire 8. Messa giù da Dio. Veramente.
      Ma dov’è sparito quel demagogo che scriveva sempre “sapa e badil”???

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    • avatar Ursus scrive:

      questo qui , da come la mette giù , è di sicuro uno che si scalda le chiappe su una poltrona provinciale , magari un assessore ….. mi sbaglierò ma io l’ho già sentito uno che dice “facciamola finita col qualunquismo” e c’ho il nome sulla punta della lingua…. beh , sia chi sia , io gli dico : facciamola finita con gli scaldaseggiole

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