La caffettiera alternativa
Mia moglie ha comprato una caffettiera Rossana, ma io non sono Cyrano. L’spetto è quello della classica Bialetti, tant’è che la celebre azienda di Omegna le fece causa un paio di ‘anni fa. Sul coperchio ha un oblò a forma di cuore per occhieggiare l’eruzione del caffè. L’alluminio è sottilino e vistosamente cromato. Indizi sufficienti per catalogarla: cinese.
Guardo la scatola e apprendo che Rossana è ideata e distribuita dalla G.A.T. (Gruppo Alternativo Tecnoindustriale) di Cazzago S. M. Brescia, Italy, ma è made in P. R: C. Sì, in People’s Repubblic of China, vale a dire in Cina.
Perché quella sigla il cui significato sfugge ai più? Se non c’è nulla da nascondere a fabbricare in Cina perché ricorrere a un acronimo? Un’altra scritta precisa che è fatta in «alluminio per alimenti». Ci mancherebbe altro.
Michele Abbagnano
Occhio al «made». Una caffettiera Bialetti in azione. Dopo questa «marchetta», spero che gli eredi dell’omino coi baffi mi paghino almeno un caffè. Al bar.














una volta di Omegna…ha traslocato da un po’.
Al posto degli stabilimenti, proprio in area via Bialetti a Crusinallo e aree limitrofe tutto è stato riconvertito….e l’azienda, vuoi per caso, è proprio a Brescia….portandosi via sempre da Omegna la Girmi (che produce da un bel po’ non più in Italia…) e fa capo a quello che era il marchio Rondine ora Bialetti Industrie.
Quello che deve far pensare…leggendo questo articolo
(http://torino.repubblica.it/cronaca/2010/04/07/news/l_omino_con_i_baffi_della_bialetti_va_all_estero_l_azienda_chiude_lo_stabilimento_di_crusinallo-3186162/)
è che perdiamo/perderemo pezzo dopo pezzo un bel po’ della nostra storia e del nostro famigerato “Made In”
Ti piace questo commento?
1
0
Sul discorso dell’acronimo potrei anche concordare. Vero è che da sempre utilizziamo U.S.A. per indicare merce prodotta negli Stati Uniti e non credo ci venga il dubbio che vogliano nasconderci qualcosa… Invece trovo assai più subdolo che si decanti il Made in Italy che , invece, viene prodotto a basso costo sfruttando il lavoro degli abitanti dell’Asia povera o di qualsiasi altro paese in cui il salario mensile eqivalga a un nostro salario giornaliero, per poi rivendere ai prezzi assurdi che tutti conosciamo….
Ti piace questo commento?
0
3