E poi si attaccano alle pensioni

Pubblicato da Redazione il 10 dicembre 2011 in Attualità politica e sociale |

Un recentissimo studio della Uil, partendo dal dato che la pressione fiscale in Italia è pari al 43,4%, rivela che la stessa grava in prevalenza sui redditi da lavoro e da pensione, che contribuiscono al reddito Irpef per l’86,2%.

Dalle dichiarazioni del 2010 emerge che i soggetti che dichiarano più di 200.000 euro (0,17% del totale) sono per il 58,8% lavoratori dipendenti, per il 27,7% pensionati e per il rimanente 13,7% altri contribuenti.

Risulta, ad esempio, che nel 2010 sono state vendute 206.000 auto di lusso al prezzo medio di 103.000 euro, mentre solo 71.989 contribuenti, pari al 0,17% del totale, hanno dichiarato al fisco più di 200.000 euro, che è il reddito che occorre per un acquisto di questo tipo.

Sorge un dubbio che getterebbe nel panico Amleto e Faust in un commisti: come fanno gli altri 137.011 possessori di Ferrari, Lamborghini, Mercedes, Bmw e Audi a possedere auto che valgono metà del loro reddito annuo? È un mistero che solo l’ex ministro Renato Brunetta – già autocandidatosi al Premio Nobel per l’economia – potrebbe sciogliere.

Il restante 90,2% dei contribuenti dichiara meno di 35.000 euro e il 49,07% (20.4 milioni di soggetti) meno di 15.000 euro l’anno.

Altro dato: nel 2008 il reddito medio dichiarato dai lavoratori dipendenti è stato di 19.640 euro; quello dei pensionati 13.940 euro. Invece i proprietari di discoteche, centri benessere e istituti di bellezza, hanno dichiarato addirittura perdite.

I negozi di abbigliamento e calzature un reddito molto più basso: 8.000 euro. I bar giungono a un massimo di 16.200 euro. La base imponibile evasa ogni anno – calcola la Uil – ammonta a circa 200 miliardi.

Ad affiancare questi dati c’è – aggiungo – la corruzione che continua a costare ai contribuenti 80 miliardi l’anno, mentre le mafie continuano a fatturarne almeno 150. E poi si attaccano alle pensioni! «Oh pazienza, che tanto sostieni!» E sostieni pure le lacrime della «madonna di Civitavecchia» (copyright Marco Travaglio) oggi ministra, di cui Torino conosce i costosissimi abiti firmati (ma in tv ci va con fogge da terziaria francescana).

Sergio Caroli

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3 Commenti

  • avatar Costantino V scrive:

    D’accordo in toto. Siamo, come sempre caduti dalla padella nella brace. Mi chiedo perchè aumentare le accise sui carburanti e reintrodurre una ICI ancora più pesante. Non si poteva dire che tutti i dirigenti delle società parastatali non potevano avere stipendi superiori ai 100000 € lordi. E che se dette società fossero state in perdita, stipednio uguale a quello del dipendente meno pagato ?
    E perchè non dimezzare lo stipendio dei magistrati ? Altra casta inspiegabilmente intoccabile.
    Vi sembra logico che in uno stato un maestro debba prendere da 5 a 10 volte meno di un magistrato ?
    Secondo voi è più utile formare le nuove generazioni o colpire chi ruba ? Non è forse che il degrado della nostra società è partito con lo svilimento della funzione degli educatori ?

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  • avatar Mario scrive:

    La cosa che mi preoccupa, avendo letto che ora c’è gente non abituata a pagare le tasse che sta pensando di emigrare, è che (se è vero) tra poco in Italia non ci saranno più idraulici, dentisti, avvocati, ecc. Se hai bisogno di riparare la doccia devi chiamare il tuo idraulico dalla Svizzera..

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  • avatar Biffo scrive:

    A proposito di pensioni, a chi, maligno,invidioso e geloso, si lamentasse per la propria, propongo di meditare su queste di seguito, onde battersi il petto in un doveroso “mea culpa”. Di Pietro, da quando ha raggiunto i 44 anni, si becca dall’INPDAP 2644€, Pecoraro Scanio -ve lo ricordate, quella mente eccelsa?-, a 49, ben 8836, a 54 anni, Sgarbi, solo 8455, poverello! L’avvocato Luca Boneschi, radicale, per un solo giorno alla Camera, ne percepisce 3108; quella giornata deve essergli risultata faticosissima!. Con un cumulo di tre pensioni, Prodi si becca 14.500 €; cumulando due pensioni, Publio Fiori se ne mette in saccoccia più di 26mila. Con due pensioni + uno stipendio da parlamentare, Dini è rimpinguato da 44mila €, Ciampi da 53mila. Con una pensione + stipendio, Mario Draghi porta a casa 390mila €, Geronzi ben 440mila. E voi, poveracci che ne incassate ben 1000 o 1500 mensili, vi lamentate? Vergogna, vergogna, vergogna! Che cosa mai dovrebbe dire, allora, il sor Mauro Santinelli, ex-direttore generale di Telecom, che riesce a malapena a tirare al 10 del mese, con 1.173.205€ mensili?

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