La plastica a Parma? Non passerà!
Gerusalemme. Ebrei ultraortodossi del gruppo Vizhnitz Hasidic festeggiano il matrimonio del nipote di un loro capo.
Non so se avete letto sulla Gazzetta di Parma che il gestore della Caffetteria D’Azeglio, un locale del capoluogo nella via omonima, è stato multato per l’esposizione sul marciapiedi di sedie di plastica troppo sgargianti. I vigili urbani le hanno ritenute indecorose e non confacenti ai canoni estetici stabiliti dai raffinati estensori del regolamento comunale.
Le sedie, che vedete nella foto sotto, in realtà sono più presentabili di tante altre che infestano gli spazi pubblici a Parma come altrove.
Dopo la multa è scattata la querelle, condita da fraintendimenti, passi indietro, polemiche, precisazioni eccetera. A tutt’oggi non ci è dato di sapere se i pizzardoni ritengano che il decoro della città ducale sia stato leso dalla plastica di cui le sedie sono fatte o dalle loro chiassose tinte.
Se è per la plastica, i severi custodi della legge dovrebbero mettere ai ceppi chi ha ricoperto il mercato della Ghiaia con quel plexiglass che le somiglia molto.
Ma torniamo alle sedie di plastica. Ebbene sì, ve ne sono che gridano vendetta al cospetto di Dio. Soprattutto se sono collocate in un luogo sacro com’è il Muro del Pianto a Gerusalemme, che vedete nella foto in alto.
Sono sedie del tipo più economico ed esecrabile esistente in circolazione. Costituite da una sola scocca, si torcono sotto il peso di chi osi poggiare su di esse il più pudico e leggero dei deretani. Chi non tiene conto della loro sensibilità, viene scaraventato a terra. S’inalberano, si ribellano e sgroppano alla maniera di stalloni selvaggi da rodeo. Indomabili e irriducibili alle più comuni posture umane, mettono in pericolo l’incolumità di chi le scambia per seggiole come le altre, mentre sono flessibili e affidabili come elastico da mutande.
Ora, che qualcuno abbia osato allinearle lungo quel muro dove gli israeliti oranti infilano bigliettini con richieste e implorazioni rivolte a Dio nelle connessure delle pietre è poco meno di una bestemmia. Il Signore degli eserciti dovrebbe sterminare chi ha osato l’affronto. Rompere l’alleanza con il popolo eletto. Mandare un’undicesima piaga a corrodere l’infame plastica e condannare all’eterno solletico chi ha osato la sacrilega iniziativa.
Se ciò non accadrà, vorrà dire che Yhwh non è più quello di una volta. E allora che mandino i vigili di Parma a multare il rabbino responsabile. Se non si muove il Cielo, si dia una mossa Ciclosi. O il suo successore.
Dignitose. Le sedie della Caffetteria D’Azeglio contestate dai vigili parmigiani.
Le foto, di cui ignoriamo gli autori, sono state tratte da Google. Chi vantasse su di esse diritti di copyright e non ne desiderasse la pubblicazione, è pregato di farlo presente alla redazione e saranno tempestivamente rimosse.













Ecco, i soliti personalismi della redazione! Il solito qualunquista che per una occasionale disavventura con una democratica e candida sedia monoscocca imbastisce una squallida campagna denigratoria..
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