Veramente la pubblicità ha tutto questo potere?

Pubblicato da Redazione il 24 novembre 2011 in Costume, Pubblicità, Società |

 

Prima notizia. L’Advertising standards authority ha censurato una pubblicità di Miu Miu, ideata da Bruce Weber in stile America della Grande Depressione. Nei cartelloni si vede la modella Hailee Steinfeld seduta sui binari. L’accusa: è istigazione al suicidio.

Seconda notizia. Il Centro Informazioni Regionale per l’Europa Occidentale (Unric) delle Nazioni Unite ha indetto un concorso a base di poster per richiamare l’attenzione sulla piaga della violenza verso le donne. Un flagello che investe sia i Paesi ricchi sia quelli poveri e colpisce una donna su tre al mondo, secondo l’Onu. Il premio per il miglior cartellone sarà assegnato questa sera alla designer danese Trine Sejthen.

Vincitore. Il poster di Trine Sejthen.

 

Altri manifesti

 

 Amandine Verplaetse, Belgio. 

 

Cédric Sorel, Francia. 

 

Gjoke Gojani, Kosovo. 

 

Joao Geada, Portogallo. 

 

Katarzyna Wasilewska, Polonia. 

 

Leonor Rasteiro, Portogallo. 

 

Luis Silva, Portogallo.

 

Marco Ferrara, Italia. 

 

Monika Prus, Polonia.

 

Raphaëlle Moreau, Francia. 

 

Renata De Rosa, Italia.

 

Yves Karew, Gran Bretagna. 

 

 

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5 Commenti

  • avatar Biffo scrive:

    Per quanto riguarda il potere persuasivo della pubblicità in America, si può arrivare a pensare di tutto e di ogni, data la fragilità psichica infantile di gran parte degli abitanti degli USA. Quando, nel ’38, Orson Welles mandò in onda la trasmissione radiofonica “La guerra dei mondi”, simulando un’invasione aliena da Marte, nonostante gli avvisi agli ascoltatori, prima e dopo il programma, ci furono scene di panico indescrivibili; si parlò persino di alcuni suicidi. E a Grover’s Mill, nel ’98, hanno addirittura innalzato un cippo alla memoria, nel luogo in cui sarebbe avvenuto l’atterraggio del disco volante marziano. Per la seconda, ben più tragica notizia, io trovo che sia un ritardo abominevole l’aver finalmente redatto solo nel 1993 un Dichiarazione delle Nazioni Unite sull’eliminazione della violenza contro le donne. L’elenco delle torture fisiche e psichiche cui sono sottoposte milioni di donne, ogni giorno, è agghiacciante, specie quelle consumate tra le mura domestiche, da parte di padri\mariti-padroni e di parenti stretti che commettono infami incesti su bimbi e bimbe in età infantile. Vorrei però che non ci si dimenticasse che esistono anche milioni di uomini che vengono sistematicamente castrati, umiliati e sviliti, soprattutto psichicamente, da madri dispotiche e prevaricatrici e da mogli indegne del nome stesso di con-sorti, che ne uccidono, lentamente ma progressivamente ed inesorabilmente, la dignità e l’onore. Di costoro nessuno parla, forse perchè per un maschio è disonorevole ammettere e denunciare la prostrazione e la sottomissione alle angheria di una donna; un uomo vero non deve piangere mai, nemmeno in silenzio.

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  • avatar Violetta V. scrive:

    Trovo importante ricordare che la violenza usata nei confronti delle donne (e talvolta anche nei confronti degli uomini), molte volte è anche psicologica, perché questa è molto difficile da riconoscere da parte delle vittime. Il terzo manifesto, inoltre, ci fa capire una cosa di grandissima rilevanza e cioè che la maggior parte delle donne vittime di violenza dentro le mura di casa, non riescono a considerarsi tali, perché è stato insegnato loro che nel matrimonio bisogna sempre sopportare. Senza contare poi che le poche che hanno la forza di denunciare la violenza, trovano molti motivi per pentirsene e primo fra tutti il fatto che una donna per essere creduta deve essere almeno morta e comunque all’aggressore non viene fatto nulla.

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    • avatar Roberto scrive:

      Buonasera Signora delle Camelie!
      Da uomo non concepisco il picchiare una donna, anche se purtroppo a volte , certe donne ti trascinano all’esasperazione, in 49 anni un paio di buffetti mi sono scappati, ma me li avevano strappati con le unghie e con i denti
      le bimbe avevano esagerato!
      Poi purtroppo in certi casi non scatta il segnale di smetterla, dal bianco al rosa pallido, e mi sono pentito
      anche senza fare danni
      una donna cattiva non si merita nemmeno i miei buffetti
      adesso a 49 ma anche molto prima
      certi soggetti li saluto e basta

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      • avatar Violetta V. scrive:

        Roberto, io penso che la violenza, di qualsiasi tipo sulle persone (donne e uomini) che per vari motivi ci stanno accanto, oltre che aberrante sia anche senza giustificazione. Lei dice (e prendo le sue affermazioni come spunto soltanto perché ho letto il suo commento) che i due buffetti che si è lasciato scappare glieli “hanno strappati con le unghie e con i denti: le bimbe avevano esagerato!” Scusi, esagerato in cosa: non la pensavano come lei? Non facevano quello che voleva lei? Avevano atteggiamenti che lei non gradiva?
        Le persone che ci circondano sono ‘altro’ da noi e non possiamo pretendere che facciano, pensino o agiscano come noi riteniamo sia giusto. Per questo motivo noi possiamo soltanto scegliere se ci piace come sono oppure andarcene via perché niente e nessuno nessuno ci obbliga a stare lì. Per chiarire il concetto riporto di seguito la ‘Poesia della Gestal’t:

        IO SONO LA MIA VITA E TU LA TUA
        IO NON SONO A QUESTO MONDO PER RISPONDERE ALLE TUE ASPETTATIVE
        E TU NON SEI A QUESTO MONDO PER RISPONDERE ALLE MIE
        TU SEI TU E IO SONO IO
        E SE PER CASO CI INCONTRIAMO ALLORA E’ SPLENDIDO
        ALTRIMENTI NON CI POSSIAMO FARE NIENTE.

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  • avatar CHINA65 scrive:

    Un anziana signora amica di famiglia mi raccontò di essere stata inseguita intorno ad un tavolo da uno zio rimasto vedovo quando aveva 10 anni. Immaginiamo nelle campagne o sulle montagne (dove era più frequente l’ignoranza e meno utilizzata la “morale pubblica”) un allentamento da vino del controllo e un cedimento alle pulsioni. Inimmaginabile il numero dei casi, sia di violenza ancestrale che di quella sessuale. Però in gioventù frequentai un anziano possidente terriero che esercitava (ai suoi tempi di virili impulsi) una vera e propria Ius primae noctis sulle giovani braccianti che altra alternativa non avevano se non di restare senza mezzi di sostentamento e senza casa, loro e la famiglia. Tutto questo e ancor di più avveniva dalla notte dei tempi, senza che nessuno potesse darne pubblicità, e temo che per molti versi continua ad accadere in “forma moderna”. Del resto son sicuro che gli impulsi bestiali ce li abbiamo dentro, scarsamente sopiti dalla coscienza e dagli “obblighi sociali”, ma sempre pronti ad esplodere in modo rabbioso soprattutto se mai lasciati liberi di esprimersi in forme dominabili. Insomma, se non ti conosci non sai controllare la rabbia e l’istinto, quindi quanto più reprimi tanto più divieni una bomba innescata. E il mondo che ti opprime, le frustrazioni e il senso di impotenza innescano l’ordigno. Consiglio quindi a tutti di aprire la valvola di sfogo per non far aumentare la pressione, magari cantando all’osteria dopo ampie libagioni.

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