Governo Monti, la rivincita dei professori
Vignetta di Franco Portinari (www.portoscomic.com).
Ho appena finito di scorrere l’elenco dei ministri del nuovo governo Monti. A parte un paio, nessun nome (o quasi) è noto. Meglio così. Ma non è questo il punto. Si sapeva. Si voleva che fosse così.
Quando Mario Monti ha letto la lista all’uscita dal Quirinale, mi ha colpito che il neo presidente del consiglio abbia premesso a molti nomi, compreso il suo, l’appellativo «professore». A parte un ammiraglio e un ambasciatore, sono quasi tutti cattedratici i ministri del suo governo. E non docenti di scuola media.
Quanti erano i professori nel governo precedente? Non ne ricordo uno. Anche se non escludo che qualcuno di quella compagine abbia fatto l’insegnante alle serali o nell’apprendistato di una carriera deviata poi verso la politica. Chi lo sa? Forse la stessa Daniela Santanché, prima di sposare il chirurgo di cui continua a portare il cognome (ma non ce l’ha uno tutto suo?), forse qualche supplenza alla scuola materna di Cuneo l’avrà fatta.
Non c’erano professori, nel governo precedente perché nei loro anni verdi molti di quei ministri erano stati un po’ discoli, cattivi studenti e pessimi scolari. Come Maria Stella Gelmini, che ha dovuto fare il giro d’Italia per arraffare una laurea. Ed è il caso eclatante, per non dire scandaloso, di una mediocre studentessa che diventa ministro dell’Istruzione. Ma certi pretoriani del Pdl avevano la sfrontatezza di ribattere che almeno lei era laureata, mentre non lo era Benedetto Croce, ministro di un’Istruzione ancora Pubblica.
Bene che andasse, nella piccola corte ministeriale del Re Sole di Arcore, spiccavano gli autodidatti. Per esempio, l’Umberto Bossi diplomato alla Scuola Radio Elettra di Torino, quella che negli anni Sessanta insegnava per corrispondenza come costruirsi un televisore in casa.
Un governo, quello che ci ha lasciato pochi giorni or sono, composto da studenti ripetenti e bocciati (termini cancellati dal vocabolario dagli eufemismi del politically correct), che consideravano la loro attività come la rivincita della svogliatezza contro la voglia di studiare. La vendetta degli ultimi della classe che erano riusciti a diventare i primi del Paese, per una fortuita serie di coincidenze e per nostra colpevole negligenza.
Ora la ricreazione è finita, i professori sono tornati in cattedra e i cattivi studenti sono stati mandati dietro la lavagna con le orecchie d’asino in testa. Pare che i competenti abbiano avuto la meglio sui dilettanti. Considerazioni politiche a parte, meglio un tecnico che sa quel che fa di un dilettante che spaccia il disbrigo dei suoi interessi personali o di partito per interesse nazionale.
Purtroppo, anche chi, in tutti questi anni, se ne è rimasto composto al proprio banco, con gli occhi sui libri anziché spiare le gambe della prof Carfagna nei calendari, anche chi nel frattempo ha studiato ed è rimasto disciplinato, pagherà le catastrofiche conseguenze di quella baraonda senza veri e seri professori. Una situazione ingovernabile creata o alimentata dall’elezione di capiclasse sbagliati, fieri di scrivere «abbasso la squola» sulla lavagna, come ha dimostrato la loro stitichezza nell’erogazione dei finanziamenti per l’istruzione. Degni allievi di un Grande Maestro, tessera P2 numero 1816. Ma questa è un’altra storia. E un’altra lezione di storia. (da domani.arcoiris.tv)
Tag:Mario Monti
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Vista la situazione, è normale che la rabbia Monti. (Mario Mantovani)
ULTIMA CHIAMATA PER I PARTITITemo che i partiti italiani non abbiano capito il senso e lo scopo della formula adottata dal presidente della Repubblica dopo le dimissioni del governo Berlusconi. Mario Monti e i suoi tecnici avrebbero dovuto restaurare la credibilità finanziaria dell'Italia, riformare il mercato del lavoro, creare le condizioni per una economia più libera e competitiva. I partiti avrebbero dovuto assecondare il governo ma dedicarsi contemporaneamente ad altri compiti che non possono essere, in una democrazia, «tecnici». Avrebbero dovuto modificare la legge elettorale, ridurre il numero dei parlamentari, rompere l'incantesimo del bicameralismo perfetto, dare a se stessi uno statuto giuridico corrispondente alle loro responsabilità, dare al Paese un esempio di rigore finanziario riducendo drasticamente il denaro pubblico di cui si sono spensieratamente serviti dopo un referendum che diceva chiaramente quale fosse, a questo proposito, il pensiero del Paese. Ebbene, nulla di ciò che avevamo il diritto di attenderci in materia di riforme istituzionali è stato fatto. È questa una delle ragioni del malumore del Paese, che soffre la crisi e sopporta il peso delle tasse, e del successo di Grillo. Se i partiti vogliono rimediare, il tempo stringe e la porta attraverso la quale dovranno passare per avviare il cantiere delle riforme non resterà aperta più di tre o quattro settimane. Una riforma costituzionale richiede, infatti, una doppia lettura fra Camera e Senato e mancano dieci mesi alla fine della legislatura. Se non ne approfitteranno, il prossimo voto sarà peggio dell'ultimo. (Sergio Romano, Corriere della Sera, 10 maggio 2012)
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Monti non è di sinistra, ma chi se ne frega dal momento che il ladrocinio di governo è trasversale ai partiti e va da destra a sinistra e da sinistra a destra
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Quelli di prima solo perché avevano i voti si sentivano autorizzati a tutto: rubavano, svendevano, guastavano il patrimonio pubblico che gli era stato affidato, questi non ne hanno l’aria, sembrano brave persone all’antica
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Siamo sfuggiti a una banda di improvvisati, guidata da un malfattore, un affarista che faceva prima di tutto i suoi affari, mentre i sottoposti saccheggiavano i beni dello Stato…. Però volevano farci credere che erano intoccabili in quanto eletti dal popolo…. Che cosa volete che vi dica….. che una buona parte degli elettori è marcia come i suoi eletti…… un po’ è sempre stato così, ma con quelli che se ne sono andati la puzza si era ormai fatta irrespirabile….
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mi piace quest’idea che avevamo al governo gente che a scuola da ragazzi erano dei fancazzisti ma non perché avevano fatto il 68, ma va…. ma perché erano quelli che vendevano le merendine con il sovrapprezzo, l’ha detto una volta il loro capo che lui faceva così
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Vecchio Professore, cosa vai cercando, nel Parlamento,
Tra di quelli cui puoi dare più di una lezione
Quelli che di giorno noi chiamiamo con disprezzo “siori onorevoli”,
Quello che di notte stabilisce un prezzo alle sue escort
Noi ti invocheremo, noi ti cercheremo, per molto tempo
Te ne andrai disfatto,rispedendo tutti a quel paese
Quanto incasserai, forse coprirai il nostro debito
Son miliardi d’Euro, per sentirti dire “Non ci va un governo tecnico!”
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Mario Draghi, Lucas Papademos e Peter Sutherland dirigono le operazioni di salvataggio delle economie di Italia, Grecia, Irlanda.
Sono stati tutti consiglieri della banca d’affari Goldman Sachs; che, dopo aver contribuito con altre banche a creare la bolla speculativa che ci ha affossato, ci fornisce gentilmente gli uomini che ci salveranno.
Non trovate tutto ciò un pò inquietante?
Comunque, anche ammettendo che il cambio di comandante ci faccia bene, resta sempre il problema che l’ equipaggio è rimasto lo stesso.
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Ottimo l’articolo della Redazione che, assieme al commento di Mario Mazzoni, fornisce un bel quadro della disgrazia che ci è capitata nell’ avere una compagnia teatrale, di infime capacità, alla guida (si far per dire!) di un paese con tante contraddizioni e tanti debiti. Il governo tecnico è il meglio che si può desiderare in condizioni di pseudocatastrofe: onore a chi ha saputo crearlo e che ha supplito alle carenze politiche e sociali di gente raccogliticcia e di infima professionalità che si è atteggiata a fare il ministro o il sottosegretario sotto la guida di un clown incapace di saper vedere la realtà del suo paese.
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Come Walter che, non volendo ammettere che il liceo classico non faceva per lui (come mai cambiò scuola?, gli chiese il giornalista. E Walter: ma sa com’è, a quell’età si è sempre tutti un pò in preda al turbinio degli ormoni) ed i professori lo respingevano a suon di brutti voti, si prese un bel diploma frequentando il liceo creativo di belle arti. Dove sviluppò la creatività appresa e coltivata manifestandola durante uno dei governi Pro-u-diani.
Oiè-iè-iè-iè-iè-oièèèèè! Carmencita, chiudi il gas e vieni via, recitava il baffuto burattino Paulista. Simpaticissimo. Ecco, questo era Walter. Finì che vendette film in cassetta inclusi ne l’Unità in edicola. Povero Gramsci.
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Continuiamo a raccontarci la favola che è arrivato Monti e non c’è più Berlusconi.
Il PDL ha la maggioranza in Senato e può chiudere l’ossigeno a questo governo come e quando vuole per ordine di Silvio.
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Beh, se lo facesse sarebbe il suo suicidio politico. Intanto perchè molti del PDL non seguirebbero le istruzioni del sempre più piccolo, rischiando quindi di essere come quel condottiero che si lancia contro il nemico al grido “chi mi ama mi segua” (e a metà strada si accorge di essere solo), poi perchè il governo Monti non si può silurare se l’economia và male (passando per i distruttori dell’Italia) e nemmeno se va bene (gli italiani penserebbero che andava bene Monti). Quindi le minacce del plasticato servono solo ad evitare (spera) leggi sul conflitto di interessi (però vice premier c’è un signore che era all’anti trust) e sulla giustizia (ma non è riuscito a mettere un suo uomo al ministero). Occupiamoci della crescita, che per fortuna Monti è di una corrente filosofico-economica che dice che si combatte la crisi con la crescita (vi ricordate il rapporto debito/pil? per abbassarlo o si cala il debito o si cresce il pil) e non come i precedenti che coi loro tagli trasversali han messo alla fame tutte le istituzioni (scuole, caserme, comuni, cultura, turismo ecc.), paralizzando di fatto l’economia italiana.
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Ma il ministro della Difesa Gianpaolo Di Paola, che è un ammiraglio, andrà alle riunioni del consiglio dei ministri vestito da ammiraglio ?
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Una notizia brutta e una bella. La brutta è che questi ministri sono tutti anziani, la bella è che tra pochissimi anni avrò la stessa età e potrei diventare ministro pure io.
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A Mario Mazzoni.
Sulla questione degli “elettori marci” vale la pena sottolineare che chi è andato al governo c’è andato con un voto di minoranza trasformato dalla “sua” legge elettorale(Berlusconi) in una maggioranza.Noi in Italia siamo molto creduloni ed ignoranti, essendo stati educati dalla partitocrazia che di nome e di fatto è cosa diversa dalla democrazia, quindi molto facili ad essere abbindolati.Se si aggiunge che il nostro sistema politico non è rispettoso della Costituzione sul voto e che la Costituzione con l’art 94 ( il governo deve avere l’approvazione del Parlamento) nega il “Principio di separazione dei poteri”di Montesquieu condannando il nostro paese ,in mano alla partitocrazia, alla paralisi politica.La paralisi politica spiega l’avvento prima di Mussolini e poi di Berlusconi e l’ennesimo governo tecnico. Se si pensa poi che noi non possiamo scegliere i politici poichè questi vengono nominati dai partiti,direi che i conti tornano e che non ci si può meravigliare se,ancora una volta, ci dobbiamo accontentare di Monti come il male minore…..
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Ma che c’azzecca Passera ( o Passera’) ?
Un banchiere che compera una sacco di titoli tossici non mi sembra possa diventare un ministro di cristallina integrita’.
Marie Monti poteva lasciarlo a Banca Intesasanpaolo.
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Chi comperava i titoli tossici è stato un “merlo” di cristallina evidenza.L’integrità, con l’evidente significato di onestà,caso mai riguarda quelli che vendevano tali titoli.
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Nell’ ultima legislatura 163 parlamentari hanno cambiato parte politica, creando alla camera 22 nuovi partiti, che si sono aggiunti ai 5 già esistenti.
Se speriamo che i politici dell’ attuale parlamento sostengano Monti per il bene del paese, stiamo freschi.
C’è solo una motivazione che può spingerli a non far cadere il governo: la lauta pensione che li attende a fine legislatura.
Il modello per tutti rimane Veltroni, che con 51.000 euro al mese di pensione per gli incarichi ricoperti rimane una leggenda in Parlamento.
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http://www.youtube.com/watch?v=03BoaqGIu6I&feature=player_embedded
Ormai è solo una questione di soldi, o meglio, di debiti.
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L’ hai detta giusta
“Se speriamo che i politici dell’ attuale parlamento sostengano Monti per il bene del paese, stiamo freschi.
C’è solo una motivazione che può spingerli a non far cadere il governo: la lauta pensione che li attende a fine legislatura…..
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