Mettiamoli sul mercato internazionale

Pubblicato da Redazione il 8 novembre 2011 in Attualità politica e sociale, Costume, Criminalità organizzata |

di Alessandra Daniele

L’ economia italiana continua a essere declassata dalle agenzie di valutazione al ritmo di due bocciature a settimana, un record degno del Trota. Dopo il già scarso A2, l’Italia è ulteriormente scesa ai seguenti livelli:
A1H1 – Economia suina – Paesi che basano la loro sopravvivenza economica solo sul turismo sessuale
AHAH – Economia ridicola – Paesi che vengono mantenuti in vita dagli altri solo per avere qualcuno da perculare.
AAGH – Economia agghiacciante – Paesi che possono sopravvivere solo se gli abitanti si massacrano a vicenda come nei film Saw.
AB+ – Economia sanguinosa – Paesi che basano la loro sopravvivenza economica solo sul vampirismo.

Al termine di questa discesa si apre il baratro della Serie B come bancarotta, e scatta il pignoramento dei fiumi e delle montagne. Urge reperire fondi per rattoppare il bilancio, o almeno la parte visibile, polsini e colletto. Occorre dismettere tutti i beni pubblici, a cominciare da quello che si vende più facilmente: i parlamentari.

Mettiamoli sul mercato internazionale. I potenziali acquirenti ci chiederanno cosa si possa fare con un parlamentare italiano. La risposta è TUTTO. Qualsiasi cosa. Non c’è niente che un parlamentare italiano non sia disposto a fare per denaro. Non c’è schiavo, picciotto, o prostituta che possa eguagliarne versatilità e disponibilità.
Secondo un recente sondaggio, la misura anticrisi che la maggioranza degli italiani ritiene più urgente ed efficace è la riduzione del numero dei parlamentari. In realtà ce ne servono molti di più. Per coprire tutto il mercato estero, e battere la concorrenza delle altre mafie, dobbiamo aumentarne e automatizzarne la produzione. La prossima legge elettorale dovrà essere concepita allo scopo di riempire almeno un migliaio di parlamenti con altrettanti parlamentari, coi quali inondare il mercato. L’attuale Porcellum è una buona base di partenza, perché consente di eleggerne un’intera lista con un solo voto, un forfait. Successivamente se ne potranno in parte delocalizzare produzione e vendita. Presto, ovunque nel mondo i nostri clienti potranno entrare nel loro Parlamento Italiano locale, e ordinare ciò che gli serve. ”Mi incarti un parlamentare coi funghi”. ”Eccolo, non si lava i piedi da un mese”.

Da non dimenticare però la salvaguardia del marchio D.O.C. affinché gli acquirenti scelgano parlamentari italiani originali, diffidando delle imitazioni con le cuciture indebolite da scrupoli e rimorsi.
Per più di cinquant’anni i parlamentari italiani sono stati una spesa a fondo perduto, perché s’è cercato di impiegarli in qualcosa per la quale non hanno nessuna attitudine: la democrazia. È il momento che facciano onore alla loro autentica vocazione capitalista, e diventino una risorsa.

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1 Commento

  • avatar Franco Bifani scrive:

    Alessandra carissima -ma per davvero!-, evitiamo la svendita dei parlamenari, zavorra abominevole nella stiva della povera carretta del mare di nome Italia, se non vogliamo scendere alla lettera C, iniziale di tante paroline soavi che ti lascio immaginare, ma che evito di trascrivere, per decenza e rispetto a te medesima; comunque, si attagliano tutte ottimamente al momento attuale e a chi ci governa -si fa per dire-. Essendo i nostri “onorevoli” tutti burattini filoguidati dal Vaticano e dalla criminalità organizzata -due soggetti che spesso coincidono-, il mercato globale è dai medesimi già inondato e saturato. I parlamentini di mafia, ‘ndrangheta e camorra sono presenti in ogni più sperduto e nascosto sito del pianeta e sono loro a decidere, con proposte che non si possono rifiutare, la politica dei vari Paesi. I nostri parlamentari, più che le fette, non si lavano, da una vita, la coscienza loro, lurida, più che sporca. Il loro peggior difetto è un’ignoranza belluina e crassa, ineliminabile persino con i detersivi culturali più potenti e corrosivi; non ci riuscirebbero nemmeno quei Commissari del Popolo dei tempi di Mao, che facevano il lavaggio del cervello ai vecchi capitalisti borghesi cinesi; soprattutto perchè non è possibile lavare ciò che non esiste. Nemo ad impossibilia tenetur!

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