Dov’è la Vittoria?
Il vicesindaco di Fidenza Stefano Tanzi rende omaggio ai caduti della Prima guerra mondiale nel parco delle Rimembraze. È il 4 novembre 2009.
Chi si ricorda che un tempo il 4 novembre si festeggiava la vittoria dell’Italia sull’Austria-Ungheria e non è stata una partita di calcio, ma la prima guerra mondiale che costò al nostro Paese 443 mila morti (313 mila militari e 130 mila civili) per un paio di città e un pezzetto di terra non propriamente italiana che Francesco Giuseppe ci avrebbe ceduto gratis purché restassimo fuori dai giochi. Ma pure allora volevamo partecipare a un gioco più grande di noi, che i guerrafondai e i soliti squali pagarono con vite non loro.
Chi si ricorda che potevi essere denunciato per vilipendio alle forze armate se scrivevi che era stata un’inutile carneficina? Accadde a Fidenza, era il 4 novembre 1970 e i colpevoli di averlo scritto su di un volantino distribuito in piazza Garibaldi furono Cesare Delnevo e Giorgio Monteverdi.
Era così assurda e arrogante quell’incriminazione per un delitto d’opinione suffragato da tante fonti storiche che persino la Democrazia cristiana e il Partito liberale s’indignarono e solidarizzarono con i due reprobi. Ma fu un fuoco di paglia (leggi sotto). Chissà se i carabinieri fecero tutto da soli o furono imbeccati da qualche probo cittadino amante dell’ordine e delle guerre vittoriose. Magari un predecessore di coloro che hanno spinto per bombardare la Libia, intervenire in Afghanistan e ovunque ci sia da compiere una missione di pace. Per avere poi una pace da festeggiare e qualche eroe cui intitolare uno svincolo o una tangenziale.
Non so se ci avete fatto caso, ma ultimamente le guerre non le vince più nessuno. Da una guerra ci si sfila, in una guerra ci si impantana, ma non se ne torna torna mai trionfanti. Quanto alla dichiarazione, poi, è una pratica del tutto caduta in disuso. I nostri caccia, bombardieri o quel che erano, hanno fatto strage di civili e militari libici, ma senza che nessuno avesse avvisato il governo libico che gli avevamo dichiarato guerra.
Niente dichiarazione, niente guerra, niente vittoria. Solo la pace dei cimiteri. Più semplice di così.
Traditori della patria
Il 4 novembre, piazza Garibaldi è ancora una volta teatro di una manifestazione (di opinioni) dura da digerire. La retorica del giorno della Vittoria viene sbugiardata dal Movimento studentesco con una mostra antimilitarista. Viene distribuito un vo0lantino intitolato «IV Novembre: vittoria dei generali, sconfitta dei proletari». I carabinieri trovano sospetta l’espressione «ignobile farsa del IV Novembre in esso contenuta e la segnalano al pretore, che la trasmette a sua volta alla Procura della Repubblica di Parma. Risultato: Giorgio Monteverdi e Cesare Delnevo, rei di aver firmato la carta bollata per l’uso della piazza, si ritrovano imputati di vilipendio alle istituzioni della Repubblica. Partiti e sindacati reagiscono in coro. Dc. Pci, Pli, Psiup, Psi, Mas (formazione autonoma socialista, guidata da Arturo Cantini, padre di Mario e allora sindaco di Fidenza, ndr), Anpi, Fgci, Cgil controfirmano un comunicat0o del Movimento studentesco che definisce il vilipendio «retafggio di un ordinamento giuridico sorpassato e in contrasto con la Costituzione». Di più. «Queste organizzazioni, nel far proprio lo spirito della manifestazione, si impegnano a portare avanti concretamente il discorso politico iniziato dal Movimento studentesco».
Dall’inedito rassemblement resta fuori solo il Psu di Antonio Campanini. Per poco: il giorno dopo gli fanno compagnia Dc e Pli. Le segreterie di questi due partiti sconfessano gli esponenti che hanno precipitosamente formato il comunicato di solidarietà. Eppure i precipitosi sono figure di primo piano, ossia il segretario democristiano Italo Mambriani e Carduccio Parizzi, membro del direttivo liberale. Lo abbiamo fatto per aiutare Monteverdi e Delnevo, spiegano i due mentre fanno disciplinatamente marcia indietro.
La Dc rimedia alla gaffe in maniera impietosa. «Il Movimento studentesco non è, come la Dc, contro tutte le guerre bensì spesso le giustifica; non è per la pace ma per un “equilibrio” imposto dalla prevaricazione. Di una classe sulle altri classi,m cioè di un egoismo su altri egoismi. (…) L’adesione del nostro rappresentante al documento del 4 novembre firmato da varie forze politiche e organizzazioni, è stata solo dettata dal tentativo, valido sul piano umano ma non su quello politico, di evitare strascichi giudiziari a persone che hanno ripetutamente dimostrato, con il proprio comportamento, di non meritare neppure il costo di un processo». Rincara la dose il Pli che «afferma di non aver nulla in comune con il Movimento studentesco e con le idee politiche da questo portate avanti e che non possono assolutamente essere condivise dai liberali; condanna decisamente la squallida e ignobile manifestazione organizzata il 4 Novembre da uno sparuto gruppetto di anarcoidi privi di valide e serie prospettive politiche». (Da Il grande gioco, gli scout a Fidenza dal dopoguerra a oggi, di Ivano Sartori, edito da Mbube nel 2003)
Il monumento ai caduti della Prima guerra mondiale nel parco delle Rimembranze di Fidenza.














La Grande Guerra, nel suo complesso e nelle sue conseguenze, di cui poche positive e parecchie nefaste, come l’inglobamento stupido, nei patrii confini, del Sud-Tirol -i cui abitanti, giustamente, ancor oggi ,ci ricordano che Ist nicht Italien- è stato fatto oggetto di una retorica disgustosa, che ancora mi disturba nel leggere testimonianze o nel vedere docu-films su quell’orribile carneficina. Comandati da Capi di Stato Maggiore decrepiti, ottusi, miopi e criminali, abitutati a trattare i soldati come carne da cannone, da mandare avanti in masse compatte, gli eserciti tutti di quel periodo furono inviati al macello e sterminati dalle decimazioni, di cui fu un infame campione il nostro Luigi Cadorna. Anche per la filmografia, evitiamo pellicole agiografich e apologetiche; ricordiamoci invece di “E Johnny prese il fucile” e di “Uomini contro”. Non sopporto nemmeno quella melensa retorica del Milite Ignoto, da tutti ignorato e cavato dal cassetto della memoria solo per il 4 novembtre di ogni anno, e del proclama di vittoria del gen. Diaz. L’Italia entrò in guerra con un colpo di mano sulla volontà del Parlamento, ad opera del trio Salandra-Sonnino-Re Gueriero, amplificato dal megafono parolaio del Poeta-Vate D’Annunzio,assolutamente impreparata. Avevamo una mitragliatrice ogni 10 km. e comprammo gli elmetti dalla Francia, essendone completamente sprovvisti. Abbasso le guerre, gli eserciti, i loro Capi di Stato Maggiore e tutte le armi, offensive o difensive che siano, non fa differenza. Mi onoro di non aver mai varcato la soglia di una caserma, per sottopormi alla naja, anche se a costo di un incidente in auto, che mi aveva tritato lo scheletro.
Commento molto dibattuto. Tu cosa ne pensi?
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Ben tornato FB.
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A volte ritornano. Bentornato a FB. Non sono pacifista ad oltranza ma è pur vero che le guerre son piene di morti e feriti. Spesso son vuote di significati e vengono combattute per interessi “superiori”. Nella fattispecie conosco bene Monteverdi ed apprezzo che abbia detto quello che allora non si poteva dire ma che oggi appare chiaro perchè il tempo trasforma il vissuto in storia. Ovverosia: non essendoci più in vita coloro che han combattuto quella guerra (avrebbero almeno 110 anni i ragazzi del ’99, i più giovani tra coloro che vi parteciparono) si possono anche definire i contorni della guerra, senza comunque voler offendere coloro che morirono per amor di patria.
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Le guerre non le combattono quelli che le proclamano, il che è tragicamente iniquo e la dice lunghissima (In Iraq – nella prima guerra, credo – c’è andato un solo figlio di senatore americano. Fonte; Mike Moore). La grande guerra: a forte Strino (Tonale, Trento) mia nonna, Maria Futten, portava il pane e ritirava i cadaveri con una mucca e un carretto e tutto quello che so è che i soldati italiani morivano più per il freddo o per la fatica che “sparati”. Per il resto basta leggere “un anno sull’altipiano” di Emilio Lussu. Quanto alle commemorazioni, non mi schiero, comunque si onorano dei morti….
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Avevo sempre una grande nostalgia per Nave Corsara, che ho sempre letto, pur non commentando. Ho scritto, per quest’articolo, un mio commento, perchè, per natura, od anche contronatura, secondo alcuni, non mi piacciono gli eserciti, le forze armate, le forze dell’ordine e chiunque porti alla cintura o in ispalla un’arma qualsiasi. Significa che la tiene riposta per usarla, altrimenti la lascerebbe a casa, in un cassetto. So anche bene che queste mie affermazioni sono utopiche ed ucroniche, possono parere obsolete, vetero68ine, da pseudo-pacifista sinistroide, da codardo, addirittura, sempre per taluni. Ma io credo che uccidere un uomo, troncare una vita, in qualsiasi modo, sia una scelleratezza infame, un abominio demoniaco. Solo l’uomo uccide i suoi simili per il gusto sadico di farlo, senza ragioni plausibil che non siano il godere della vista di una misera esistenza che si spegne, tra sangue e lamenti strazianti di un’anima troncata. Non esiste peggior infamia della guerra; ci si difende da un invasore, non si va ad attaccare e a distruggere un popolo. Soprattutto se, come noi italiani, sempre e dovunque, non si è preparati minimamente, né con le armi né con la chiara volontà di sterminio. Noi non abbiamo mai avuto insita nell’animo nostro nessuna delle due necessarie opzioni.
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F.B
un altro con cui polemizzare.Bene.
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Traditori della patria : pur con i vostri difetti ( e con i vostri pregi), GRAZIE “Giorgio Monteverdi e Cesare Delnevo, rei di aver firmato la carta bollata per l’uso della piazza.”
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Si, assolutamente grazie e un saluto a Cesare, dovunque sia. Va di moda dire che in quegli anni avevamo idee confuse e velleitarie, ma forse le avevamo molto più chiare di adesso. Ricordo (1974) un tema che scrissi sul 4 novembre, e il professore fascistissimo di italiano che mi dà del vigliacco perchè al riparo dal segreto d’ ufficio non mi avebbe potuto denunciare per vilipendio; ma ebbi gli onori delle armi: mio zio Giacomo, che era rimasto uin giorno sepolto nel bombardamento di un ospedale da campo in Carnia uscendone vivo ma non del tutto in squadra, un giorno venne a trovare i miei, io arrivo con la camicia militare come usava a quei tempi, e una testa di capelli tra Angela Davis e Marcella Bella, blue jeans dipinti ecc. Giacomo mi fa: “tenente, che piacere vederla qui, si ricorda a Codroipo?” Zio Giacomo grazie alla pensione consistente da invalido di guerra ogni tanto usciva dal ricovero con l’ autista, la macchina nera, un cappotto elegantissimo. Quando vedeva degli operai del comune per strada a ciondolare faceva fermare l’ auto, scendeva, e diceva: “siete licenziati, domani non venite al lavoro” e quelli si spaventavano da matti. Un po’ confuso, ma credo sapesse bene cosa è la guerra.
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Si onorino i figli, i padri e i mariti morti in guerra lasciando sole e per sempre disperate le loro donne. Si onori la loro memoria e ci si interroghi sulle guerre e sulla nostra apparente incapacità di farne a meno, ma impariamo ad essere umili davanti ad una lapide piena di nomi perchè, di loro, nessuno stava scherzando.
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Carlo, cercherò di limitarmi nella polemica, ho avuto, in famiglia, come saprai e come penso che sappiano in parecchi, anche qui sulla Nave, che mi ha veramente scioccato, se non addirittura spezzato la vita, nel campo delle polemiche, più o meno soft o hard, messe di recente in atto dai nostri giovani, più meno indignati, con e senza maschera di rito. Ho infatti letto, con la massima attenzione, una lettera d’opinione redatta da Ivano, sulle modalità di protesta della gioventù italica, di questi tempi, in bilico ed oscillanti tra pacifismo e violenza gratuita, manovrati dai soliti noti dietro le quinte della politichetta miasmatica, corruttrice ed asfittica.
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A FB
la polemica, se è come il peperoncino,ogni tanto ci vuole….
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Lucia, mi permetto di farti osservare che qui nessuno, ed io per primo, ha intenzione di vilipendere e calpestare la memoria di chi è morto in guerra. Piuttosto sono da infamare e da vituperare coloro che li hanno spediti al fronte, al macello, strappandoli alle loro case, alle famiglie, al lavoro faticato e sudato; e ciò da sempre, non solo negli ultimi tempi, per ragioni di Stato incomprensibili. Milioni di giovani, 20enni od ancor meno, sono caduti sui campi di battaglia del mondo intiero, senza che una sola goccia del loro sangue servisse a migliorarlo: chi di spada ferisce, di spada perisce. Gandhi, Mandela, San Francesco, Gesù Cristo, M. L. King si sono immolati in lotte pacifiche, assassinati vilmente,languendo per decenni nelle carceri del potere razzistia ed infame, senza colpo ferire sul prossimo. Le rivoluzioni violente, dai tempi degli Egizi, non hanno portato che lagrime e sangue, precipitando gli illusi, arruolati da chi sta dietro le quinte a guardare, a spezzare le loro esistenze grame, per il cui miglioramento e riscatto essi, diseredati da Dio e dimenticati dagli uomini, combattevano strenuamente. I poveracci, i cui nomi sono scolpiti sui varii monumenti ai caduti, se potessero ritornare in vita, sono sicuro che la farebbero pagare cara a chi li ha obbligati a morire ed a lasciare, come giustamebnte scrivi tu, nel dolore, nella solitudine e nella disperazione tante famiglie. Bastava poi loro il cosiddetto “onore” una medaglietta al valore militare? I veri eroi sono coloro che sacrificano e donano la loro vita, ogni giorno, da milioni di anni, per il loro prossimo, in silenzio, senza che la destra sappia che sta offrendo la sinistra, e che subito si ritirano , umili e modesti, nella loro quotidianità. Ma sono tutti eroi dimenticati, ignorati, che muoiono senza rulli di tamburi, squilli di fanfare, gagliardetti e bandiere che garriscano al vento della retorica militarista da quattro soldi.
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Io ho di fronte una lapide piena di nomi. E sono nomi di eroi, perchè sono persone morte nel “compimento del loro dovere”. Ce li hanno mandati e ci sono andati. Sono morti. Io sono lì davanti al marmo e prego e spero che non sia stata una morte inutile, con sofferenze inutili. Io sono lì che penso, ascolto il freddo silenzio del niente, e mi viene voglia di vivere, completamente svuotata dalla rabbia e dalla violenza. Ed è qui che, per me, i nostri eroi hanno vinto. Quello che fanno altri è un’altra storia.
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Nessuno però innalza lapidi e monumenti e scolpisce, a lettere di bronzo, i nomi dei caduti nel compiere il loro dovere di lavoratori, solo perchè non sufficientemente muniti delle dovute protezioni e precauzioni, per colpa di infami datori di lavoro, che speculano e risparmiano, giocando sulle vite dei dipendenti, Lucia. Nessuno dichiara eroi tanti genitori, nel calvario della loro missione educativa e formativa, tanto spesso delusa ed infranta dai figli; si dimenticano i missionari, uccisi nel compiere il bene di popolazioni lontane, ai confini del mondo e dell’umanità. Non si considerano eroi i malati terminali, che vanno incontro, quelli sì eroicamente, ad un destino mortale, prefissato ed ineludibile. Chi viene chiamato alle armi non ha scelta: o va alla guerra, da cui spesso non ritorna, o viene incarcerato o passato per le armi, cone traditore. Per me gli eroi appartengono ad altre categorie che non a quella dei militari caduti in battaglia. Ad es., i partigiani che si ribellarono ai nazifascisti, che vennero torturati ed uccisi barbaramente, scelsero di loro spontanea volontà di combattere e di morire; nessuno li obbligò, pena il carcere o la fucilazione, ad immolarsi.
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Sulla guerra possiamo scrivere che
Come giustamente ricorda anche Mario,le guerre vengono spesso decise da quelli che non la fanno.Ve l’immaginate Bush in prima linea con il fucile che andava contro Saddam Ussein al grido viva la democrazia!!!! I sogni muoiono all’alba…
Anticamente succedeva che chi andava in guerra era i prima linea ma erano comunque una minoranza.Quanti re ed imperatori rischiavano la loro preziosa vita?
Certo i conquistatori dei regni altrui ,cioè i prepotenti per definizione come Attila o Gengis Khan forse rischiavano ,e questa è una cosa da acclarare meglio,ma certamente il fine era il saccheggio e quindi la rapina come rischiano anche i rapinatori attuali.
Quindi il primo giudizio da affermare per capire è che chi fa la guerra cioè attacca qualcun altro deve come minimo andare in prima linea o lasciare decidere a quelli che ci vanno.
La seconda cosa da rilevare, anche per quello che giustamente ha ricordato FB quando faceva riferimento ai prottagonisti del pacifismo, il movimento degli indignati sta facendo una rivoluzione nella misura in cui manifesta pacificamente.Manifestare con le mani alzate ,dialogando con la polizia vuol dire esprimere una cultura che mette a nudo il potere poichè rende trasparente l’uso della violenza gratuita .La gentilezza è la cosa più pericolosa per il potere perchè disarma l’ipocrisia della prepotenza.
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L’essere umano è costituzionalmente un omicida nato, o, per essere più esatti e precisi, un fratricida,; si pensi a Caino ed Abele, il quale ultimo, da piccino, pensavo fosse un errore di stampa per Adele. Solo noi umani uccidiamo a sangue freddo, con gelido calcolo, per strincare una vita, anche per i motivi più futili. Gli omicidii e genocidii di massa, denominati guerre, soprattutto quelle vilmente ed ipocritamnete denominate “per giusta causa” o “missioni di pace”, sono una sconfitta già in partenza; alla fine di ogni guerra, come già poetava Brecht, non ci sono né vincitori né vinti, per nessuno degli schieramenti, ma solo poveri cristi, morti ammazzati, dilaniati dagli esplosivi, mutilati nel corpo e nell’anima. A tavolino, tra i vinti ed i vincitori, chiamiamoli così per convenzione, siedono poi gli imboscati ed i pescicane di guerra, per spartirsi la preda, in attesa di preparare e dichiarare la guerra prossima ventura. Quella precedente viene sempre definita, solennemente, come l’ultima.
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Caro Franco, è ora di sfatare il mito di “CAINO CATTIVO”. Dunque……CHI SI SPACCAVA LA SCHIENA TUTTO L’ANNO A LAVORARE LA TERRA? CAINO….
CHI CANTAVA E SUONAVA LA CHITARRA TUTTO L’ANNO? ABELE.
POI, SI ARRIVAVA ALLA FINE DELL’ANNO E, SISTEMATICAMENTE, ABELE SI PRESENTAVA DA CAINO A RECLAMARE IL 50% DEL RACCOLTO.
Il “BUON CAINO” e dai un anno, e dai due …e dai tre…e dai quattro….AD UN CERTO PUNTO SI E’ ROTTO LE P…E DI DOVERSI FARE IL C…O TUTTO L’ANNO NEI CAMPI PER POI DIVIDERE AL 50% CON IL “CANTANTE E POETA” ABELE…GLI HA TIRATO UNA “RAMANATA ” IN TESTA E L’HA CORICATO!!! ED HA FATTO BENE!!!!! W CAINO!!
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Achab, cattivello, hai distorto e trasformato, ad usum Delphini, la vicenda di Caino ed Abele; Caino era un agricoltore ed Abele un pastore, ed entrambi si spaccavano la schiena nel loro lavoro. Però, essendo Dio un carnivoro, e non vegetariano né tanto meno vegano, preferiva le offerte di Abele, a base di animali arrostiti e colanti grasso prelibato. Le insalate di Caino non gli garbavano punto, ovvia! Forse Caino aveva anche il braccino corto, nel donare a Jahvè e doveva essere fisicamente simile a Brunetta, mentre invece Abele a Brad PItt, per cui c’era anche questa invidia , mista a gelosia. Però dovresti anche ricordarti che Dio ebbe pietà di Caino, una certa comprensione, per cui dichiarò che non si doveva toccare Caino, pena una punizione sette volte peggiore. Gli stampò addosso anche un tatuaggio, di forma ignota, forse la A degli anarchici. E non è vero nemmeno che Abele se ne stesse a fare la cicala, schitarrando come Bennato; fu proprio dalla stirpe di Caino che nacque un certo Jubal ,capostitpoiute dei suonatori di cetra e di faluto, ossia il primo complesso dei Jethro Tull. Adamo ed Eva rimpiazzarono Abele con Set, che ebbe un figlio, Enos, fondatore delle enoteche, dove, tra i fumi dell’alcool, si iniziò ad invocare il nome di Dio nelle preghiere. Così racconta la Bibbia.
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Pur rispettando le idee altrui, ed essendo contro ad ogni forma di guerra, mi sembra che polemizzare sul 4 novembre sia una forzatura.
è vero che alla fine quella guerra, fu fatta per un mero tornaconto economico ,ed umanamente tutte quelle orrende morti c’ì fannno rabbrividire ( mio nonno le vide sul carso ), ma la prima guerra mondiale rappresentò in italia l’atto finale di un processo di unità nazionale che portò alla nascità nel 1861 dello stato unitario.
TRENTO TIRESTE E FIUME non si sarebbero mai riunite all’italia se non con una guerra la popolazione pur essendo italiana e dimostrando più volte di sentirsi oppressa dalla dominazione austriaca non avrebbe mai potuto sceliere con un referendum a che nazione appartenere anche se c’è lo possiamo immaginare.
Il nostro risorgimento che c’ì piaccia o no è costellato di guerre che i nostri avi sono stati costretti a combattere per vedere realizzate le speranze di un popolo che sognava finalmente una nazione unitaria slegata dalla dominazione straniera.
Ecco casa è il 4 novembre il simbolo della ritrovata unità politica dopo secoli di divisione.
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PER FRANCO BIFANI: SI, LO AMMETTO, SONO STATO CATTIVELLO ED HO PIEGATO LA NARRAZIONE AD USUM DELPHINI….MA C@@@@@zzzzo sto Povero Caino se aveva piantato solo verdure ed ortaggi e DIO, COME GIUSTAMENTE HAI DETTO TU, ERA UN SANGUINARIO CARNIVORO…..CHI ERA IL CATTIVO ALLA FINE DEI CONTI? DIO, ABELE O CAINO?
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P.S.
SEMPRE PER FRANCO BIFANI:
A VOLER ESSERE VERAMENTE PIGNOLI, TRA I DUE QUELLO CHE “PIEGAVA ” LA SCHIENA ERA CAINO, PERCHE’ PIANTANDO ORTAGGI ED ESSENDO LA TERRA NOTORIAMENTE BASSA……ERA LUI CHE SI SPACCAVA LA SCHIENA.
ABELE, INVECE? PORTAVA IN GIRO I GREGGI A BRUCARE E PASCOLARE CHE FATICA FACEVA? ( QUINDI NON PIEGAVA LA SCHIENA)…E POI CHI NON MI DICE CHE PORTASSE A PASCOLARE I SUOI GREGGI NEI CAMPI DOVE CAINO SI ERA SMAZZATO PER COLTIVARE QUALCOSA?….QUINDI …..LO RIPETO W CAINO!!!!
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Caro capitano, non esagerare con le maiuscole, si fa fatica a leggere. Poi mi sta bene: il buonismo è morto, e comunque assomiglia al bigottismo. W Caino, dunque, quel Caino che rappresenta gli istinti dell’uomo, quello che rappresenta meglio l’uomo e la società che ci circonda. Però abbasso gli istinti omicidi, liberiamo gli istinti proprio per prevenirli. L’uomo represso che subisce silente accumula infatti aggressività latente divenendo un probabile Caino. Torniamo alle salutari scazzottate da balera, e poi un bicchiere in compagnia e tutto è finito. Dove voglio parare ? Non mi fido di Abele, troppo innaturale, ma vorrei fermare Caino un attimo prima.
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Bello questo intervento ….esiste però un piccolissimo problema alla radice:
“L’uomo represso che subisce silente accumula infatti aggressività latente divenendo un probabile Caino. Vorrei fermare Caino un attimo prima”.
Per non fare uscire “Caino” o se preferisci chiamarlo ” mister Edward Hyde” basterebbe “non reprimere e non far subire”…..perchè se un cane lo metti alla catena corta e lo bastoni tutti i giorni…se dopo t’azzanna non devi dire” il cane andava fermato prima o, meglio ancora, non andava represso in modo tale che non accumulasse aggressività latente”…..China….CAUSA ED EFFETTO…Non devi fermarti alla causa ma eliminare l’effetto che ha causato l’azione….e non è la stessa cosa di “fermare l’effetto” un attimo prima….Spero di essermi spiegato.
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Non so chi dei due ha più ragione, ma diciamo la stessa cosa in modo diverso. Ci aggiungo un: purtroppo la vita che molti conducono (impiegati, operai, persino molti dirigenti) è fatta contro natura, ovverosia spesso ci tocca obbedire a persone che non stimiamo minimamente, sovente la nostra vita di relazione è forzata da formalismo od obblighi di etichetta, non di rado ci succede di essere insoddisfatti e di non poter appagare i desideri. Di conseguenza se non ci sfoghiamo e reprimiamo possiamo esplodere follemente. Non sarò io a fare un discorso sull’iniquità o sull’ingiustizia della società, che premia i furbi e i lecchini e non i meritevoli, lascio a tè spiegare di come stiamo regredendo sui diritti primari la cui mancanza ledono la dignità dell’individuo (che si sente quindi umiliato e rabbioso), ma tant’è ….. forse qualcosa si può fare, faticosamente e praticamente per migliorare la vita. Ci provo.
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“Non so chi dei due ha più ragione, ma diciamo la stessa cosa in modo diverso”.
Direi che è un ottimo inizio, forse il migliore, esprimere lo stesso concetto in due modi diversi.
TEMA: IL SIGNIFICATO di ……..” THE WALL”………..
Cosa e’ per te China “THE WALL”, cosa rappresenta e da cosa e da chi e’ rappresentato IL MURO? Cosa e chi sono i mattoni che lo compongono? Cosa divide il Doctor Jekyll/Abele da Caino/mister Edward Hyde?
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