A Bruxelles, una domanda sull’affidabilità di Berlusconi scatena le risate

Pubblicato da Redazione il 23 ottobre 2011 in Attualità politica e sociale, Avanspettacolo Teatro leggero, Politica estera |

«Il premier italiano vi ha rassicurato sui provvedimenti che prenderà il suo governo?». A questa domanda, la reazione ilare di Merkel, Sarkozy e di tutta la stampa presente. Poi la risposta del presidente francese: «Abbiamo fiducia nel senso di responsabilità dell’insieme delle autorità italiane, politiche, finanziarie ed economiche».

Nicolas Sarzoky, dopo aver riso assieme ad Angela Merkel a seguito della domanda di una giornalista che chiedeva se Berlusconi avesse presentato nuove riforme per arginare la crisi in Italia, rivolgendosi all’«insieme delle autorità italiane» ha di fatto dato il benservito al presidente del Consiglio nelle sale decisionali europee. Berlusconi è arrivato a Bruxelles  affermando sicuro «io non sono mai stato bocciato». Fa male ammettere che l’intero Paese avrebbe preferito un’altra prima volta.

I compiti a casa, come li chiamava l’ex cancelliere tedesco Helmut Kohl, non sono stati fatti. Ormai è evidente. Viene difficile ricordare una così forte critica da parte dell’Europa a uno dei membri fondatori dell’Unione, il quale a dispetto di tante promesse non ha ancora presentato un piano che affronti la ristrutturazione del debito e le misure per la crescita.

Parliamoci chiaro. In Europa i governi hanno paura che, se la Grecia verrà salvata, i mercati aggrediranno l’Italia, il secondo stato più indebitato dell’Unione. L’Italia è preparata per resistere all’attacco visto l’esposizione delle banche, costrette a ricevere fondi freschi per contrastare il deprezzamento dei titoli di stato detenuti dalle stesse? A Bruxelles  non ne sono molto convinti. In estate la Banca Centrale Europea ha dato il via all’acquisto di titoli di stato italiani, a patto che il Governo varasse in tempi rapidi una riforma che da un lato cercasse di arginare l’altissimo debito pubblico, dall’altro che desse dei segnali forti per la ripartenza del Sistema Paese. Invece, come spesso accade, una volta risolta l’emergenza l’Italia ha nicchiato, scatenando il malcontento degli altri Paesi, Germania in primis, fino alla minaccia di ieri: «Tornate mercoledì al prossimo meeting con un piano credibile di riforma».

Henry Van Rompuy, presidente dell’Unione Europea e presente agli incontri di ieri, ha dichiarato: «Ci sono Paesi che devono mantenere gli impegni sulle riforme». Alle domande dei giornalisti su che fare, nel caso non li mantenessero, Van Rompuy ha risposto seccamente: «Dovranno mantenerli».

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