Andrea Zanzotto e le vergini prima sfruttate, poi stuprate

Pubblicato da Redazione il 10 ottobre 2011 in Agricoltura, Letteratura italiana |

Il poeta Andrea Zanzotto, che compie oggi 90 anni, in una foto del 1970. Alla sua sinistra, il poeta agricoltore Nino e la moglie Marisa Michieli Zanzotto. Alla sua destra, l’attrice Elsa Vazzoler. Dietro, i figli Fabio (a sinistra) e Giò.

Questa foto ci ricorda che c’è stato un tempo in cui sono esistiti i poeti contadini e i pittori contadini. A Fidenza avevano uno di questi ultimi, Oreste Emanuelli. Era pure l’epoca dei preti operai.No n era motivo di scandalo sporcarsi la tonaca con limature di ferro, costruirsi versi in testa mentre la zappa intagliava la cotica della terra, riempire i quadri di papaveri, infestanti che erano la disperazione dei contadini contadini. Al più era segno di originalità. È stato l’ultimo tentativo di conciliare l’intelletto con l’opera della mano. Se era estate ci si risciacquava dalla fatica in un catino di ferro smaltato di bianco. Ed era smaltato di bianco anche il pitale che si teneva sotto il letto d’inverno. Dai tetti delle stalle pendevano stalattiti di ghiaccio. Nessuno attraversava il cortile le notti d’inverno per farla dove la facevano le vacche.

La città viveva in simbiosi con la campagna, ci voleva niente a tirarsi fuori dall’una o dall’altra. I borghesi in campagna cercavano la genuinità, i paysans in città cercavano la novità, la velocità, la modernità. Accadeva quando Fidenza si credeva una città e attorno aveva ancora campi coltivati e un cavallo allo stato brado sulla strada per Tabiano, vicino alla villa dei Ranieri. La terra allora potevano avvelenarla solo i contadini con gli anticrittogamici, li istigava il tecnico del Consorzio agrario e per loro era come se glielo dicesse lo Stato, la televisione, il podestà.

A parte i pesticidi usati per avere più uva, più grano, più di tutto, per il resto le terre non erano state violate. Erano solo vergini sfruttate. Fu tra i Settanta e gli Ottanta che lo speculatore cominciò a comprarle e comprometterle per condurle all’altare della cementificazione. E lo stupro continua. Ma uno degli artefici della cementificazione verrà sabato a contarcela alla Vecchia Talpa. Rifarsi una verginità cominciando da così poco? Il politico ci prova, ma sarà dura se il villico diffidente che alberga nei villani rifatti del Borgo veglierà sui trasformisti con l’ingannevole frasca mimetica sull’elmetto da cantiere e manderà a gambe all’aria i suoi progetti.

I partigiani hanno trovato qualche giovane che gli dà il cambio, i contadini sono tutti morti senza ricambio, né pratico né ideale. Gli amici della natura credono che la campagna sia solo l’habitat di farfalle, api e lucciole pasoliniane. Il resto è puzza di sisso sconfitta da piantagioni di rose. Che sant’Antonio Abate abbia pietà di loro.

 

Sant’Antonio Abate, la sua immagine era appesa in tutte le stalle d’Italia.

 

 La distruzione del paesaggio, un lutto terribile

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1 Commento

  • avatar Comprola scrive:

    frega ‘na sega ai fidentini di zanzotto, comunque oggi è morto , lo diranno al tg forse sì forse no 20 secondi, un altro difensore della campagna è morto , rimangono solo i difensori della natura che è un’altra cosa dice bene questo qui sopra , che tristezzzaaaaaa …….

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