L’idioma di Villani? Popular

Pubblicato da Redazione il 9 ottobre 2011 in Fidenza, Lazzi e Sghignazzi |

«Perché popular»? Si chiede Francesca Gambarini nell’«editoriale» di presentazione del «periodico d’informazione del Popolo della libertà di Fidenza» che Popular appunto si chiama. Immediata la risposta, della stessa Gambarini: «Perché questo foglio vuole dare voce ad un movimento, il nostro, che è nato da una spinta popolare, di massa e bla bla bla».

Ma bendita Gambarini, qui siamo a Fidenza, Italia, e allora perché «popular» e non «popolare»? Se la testata è in spagnolo, perché non sono scritti nell’idioma di Cervantes pure gli articoli? Sai che figurone internacional ci avresti fatto a spiegare che el movimiento a nacido por un empuje popular… eccetera».

Non lo hai fatto perché ti sarebbe parso ridicolo? Lo è forse meno chiamare pupular un foglietto di quattro facciate impreso nella Repubblica di San Donnino? Non è che il ricorso alla lingua parlata dalle genti che vivono in riva al Guadalquivir come al Rio de la Plata è stata suggerita dal Jefe del partido, ossia da Luis José Villani, nato in Argentina da genitori nocetani? L’oriundo che, avviandosi verso i sessanta, comincia ad avere nostalgia dell’aire de Buenos Aires. Là dove Evita Peròn ballò il tango con Ernesto Che Guevara, dove fanno scintille i Pumas blandamente imitati dal suo Rugby Noceto, dove l’esercizio del potere è più energico e sbrigativo.

Hasta la victoria siempre, Francisca. El peublo unido jamas serà vencido! Voy bien, Francisca? Hasta la vista.

Dispénseme por mi pésimo espagnol, ma l’ho imparato da Cico Felipe Cayetano Lopez Martinez y Gonzales. El Lìder Maximo sabe.

Zagor

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13 Commenti

  • avatar Pietro Brunetto scrive:

    Forse tra indignados e revolucion lo spagnolo li ha un po’ contagiati…anche se quel popolo che richiamano nel titolo è lo stesso che da anni scende in piazza per i casini che combinano, e che loro etichettano come comunista o pilotato dall’alto…magari avrebbero dovuto chiamarlo exclusive o the upper class news…

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  • avatar Elena scrive:

    Il grande problema è che una destra liberale non può essere populista, ma senza essere populisti in italia non si raccoglie che uno scampolo di voti. Io continuo a dire che non si pùò essere tutto ed il contrario di tutto per governare in modo efficace, e soprattutto bisogna affermare con chiarezza la propria linea politica prima delle elezioni e, nel caso eletti, non cambiarla neppure di una virgola. Il nostro attuale governo, invece ,fa del trasformismo politico la sua forza. Ascolta i sondaggi e quindi si adegua al volere della maggioranza , senza praticamente sceglere mai una linea coerente alla sua collocazione parlamentare. Il risultato è che non si fanno riforme ne liberiste ne socialiste, ma si fa di tutto solo per sopravvivere. Da liberale che sono auspico un cambiamento radicale ed evidente che renda la scelta fatta nelle urne inequivocabile e che costringa chi governerà ad attuare il programma scelto senza ascoltare ogni giorno ogni voce che chiede udienza. Solo così ci libereremo per sempre del centrismo, posizione che ha reso l’italia una debole interloquitrice per l’intero globo. E aggiungo che vorrei tanto una sinistra con cui scontrarmi veramente , una controparte all’altezza, un’opinione diversa dalla mia insomma, che non tenti solamente di accaparrarsi consensi, ma che abbia il coraggio di disegnare scenari diversi per un mondo diverso. E noi di destra ? Attendiamo che la storia sconfigga per sempre un populismo disgustoso ed allo stesso tempo inutile, e che chi ne fa parte solo per interesse senza avere idee per una direzione inequivocabile dove portare il paese, si faccia definitivamente da parte.

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    • avatar Pietro Brunetto scrive:

      Elena, sono pienamente d’accordo con te…se fossimo in un paese normale la lega o i grillini prenderebbero poco più dei voti dei propri parenti, ma purtroppo siamo imprigionati in un sistema politico per cui chi sbraia di più raccoglie il maggiore consenso…è lo stesso motivo per cui l’unica linea del Pd che passa attraverso i media è quella del “berlusconi dimettiti”, mentre tutte le proposte, accettate o no (come quella accolta dal governo di escludere i blog e i siti internet dalla censura della legge bavaglio), non si sentono neanche per sbaglio.

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      • avatar Puke58 scrive:

        Brunetto, paragonare in un infausto esempio i Grillini con la Lega e’ come paragonare la maionese con la diarrea.Se non ho capito bene Ti prego di meglio precisare il Tuo pensiero.

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    • avatar Davide Boschi scrive:

      Hai Helena!!!
      Mai indietreggiare! Mai soffermarsi ad ascoltare i disgustosi mormorii del popolo.
      Un vero governo non può concedere udienza, non deve perdere tempo con plebaglie chiassose e inconcludenti. Un governo con gli attributi – per Diana – deve andare avanti per la sua strada, senza voltarsi…
      Cosa contano i consensi della gente in tutto questo?!? Cribbio!

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      • avatar Capitano Achab scrive:

        …..” NOI..TIREREMO DIRITTO..”….Mi pare ci sia stato già un cavaliere, anni fa, che disse questa frase…..O mi sbaglio?

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      • avatar Elena scrive:

        Non mi fraintenda per favore. Il mio pensiero è semplice: chi va al governo deve avere il coraggio di governare al di là del giudizio delle innumerevoli lobbi o fazioni, altrimenti come poterlo giudicare. E soprattutto chi si presenta come candidato deve già aver tenuto conto nei suoi progetti di tutti i pareri possibili. MI sembra che ciò avviene già in quasi tutti i paesi avanzati e assolutamente democratici .

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  • avatar carlo fetonti scrive:

    A Elena e Brunetto
    La destra e la sinistra si, ma quali visto che ne sistono una infinità?Sapete perchè in USA il sistema, piu semplificato e meno partitocratico al mondo, è conformato in due partiti che si fronteggiano.Non voglio stare lì a spiegarvi che una volta, in origine, i repubblicani erano i democratici (come principi) e viceversa ne che i partiti in quel paese sono,praticamente solo comitati elettorali ,dove il segretario conta come il due di bastoni quando c’è sotto il gioco di denari. Mi accontento di ribadire che è il sistema elettorale ( la democrazia è voto e persona) a formare il quadro partitocratico del paese con la differenza che in USA non esiste l’obbligo di partito per candidarsi poichè esiste la candidatura indipendente.Voglio ricordare inoltre che anche recentemente il parlamento americano è andato in paralisi sulla questione dei tagli al bilancio a sottolineare il fatto che non è il governo(Obama o Berlusconi sono degli esecutivi) che decide ma il parlamento.Ora abbiamo impiegato 2500 anni ,in Italia,per arrivare ad affermare che il parlamentare è senza vincolo di mandato(art. 67 Cost.),cioè che oggi può smentire quello che ha sostenuto ieri,poichè solo i cretini non cambiano mai idea.Vogliamo liberarci del centrismo (altro concetto indefinito) ed imporre il cretinismo?Siete così liberali al punto da non consentire ad un parlamentare di cambiare idea?
    Per la cronaca devo ricordare che non esistono paesi “normali” ma paesi più o meno partitocratici.E qui mi fermo per ora.

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  • avatar Ruspa scrive:

    Sì Capitan Achab, prese male la curva della guerra e volò fuori strada…

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  • avatar carlo fetonti scrive:

    Quel tipo disse anche “chi mi ama mi segua”.Il fatto è che l’hanno dovuto seguire anche quelli che non lo amavano…..
    P.s.
    Sopra ho esposto solo fatti ,che alle manine rosse e contorte non piacciano i fatti non è certamente una novità…

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    • avatar Capitano Achab scrive:

      “è che l’hanno dovuto seguire anche quelli che non lo amavano…..”

      Carlo, capisco quello che vuoi dire ma, c’e’ stata gente che piuttosto che seguirlo, ha preferito salire in montagna oppure opporsi anche in città. A caro prezzo, ma l’ha fatto. La vita è una questione di scelta.

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  • avatar carlo fetonti scrive:

    Al Capitano
    Ti ricordo che tanta gente,soprattutto quella non acculturata, in montagna c’è andata non nella fase iniziale se non terminale della guerra e dopo l’8 settembre 1943.Tanta gente, di leva e non, come mio padre è stata imbarcata,tre anni prima in una guerra “per avere quache centinaia di morti da gettare sul tavolo delle trattative”.Vale la storiella fidentina per cui due amici s’incontrano ed uno chiede all’altro : “vai a Parma” e l’altro risponde “per forza” ,anche perchè era in mezzo a due carabinieri.

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    • avatar Capitano Achab scrive:

      Carlo, come ti ripeto, avevo capito benissimo quello che intendevi dire. Per quanto riguarda la prima parte della tua risposta, non ebbe importanza l’estrazione culturale nella “salita o meno in montagna”. Come ben sai, Carlo, gli antifascisti c’erano anche prima del 1943, addirittura c’erano contemporaneamente alla salita di mussolini al potere. Dipendeva se condividevi o meno l’idea di mussolini. Non condividerla voleva dire: olio di ricino, prigione, vedersi venire a prendere di notte in casa, vedere i propri genitori trascinati via in manette ed imprigionati, restare senza lavoro etc.etc.etc. In risposta alla storiella fidentina, la Resistenza disse basta all’”essere portato via per forza” ed iniziòà a reagire con forza opposta e contraria. Con questo non voglio essere frainteso sulla figura dell’arma dei carabinieri, perchè come ci furono quelli che appoggiarono il fascismo così ci furono anche Medaglie d’Oro al Valor Militare come Salvo D’Acquisto, ed è proprio grazie alla Resistenza di ogni ora (perchè Carlo, ti posso garantire che gli antifascisti c’erano anche ben prima dell’8 settembre del 1943) ed ai Salvo D’Acquisto che fino ad ora, non so ancora per quanto tempo ancora, abbiamo conosciuto la Democrazia, scarsa fin che vuoi, criticabile anche giustamente come spesso la critichi tu, ma pur sermpre democrazia.
      Spero di essermi riuscito a spiegare senza creare fraintendimenti, alla prossima, Carlo.

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  • avatar carlo fetonti scrive:

    Precisiamo .
    Lo so che l’antifascismo esisteva anche prima del 43,ma era un fattore non di massa come è diventato con il proseguo della guerra.Infatti il mio rilievo è indirizzato alla fase iniziali della guerra ed alla gente più accolturata se non altro politicamente.Tutte le rivoluzioni sono sempre state compiute da minoranze (basta pensare all’unificazione dell’Italia) e parte sempre da persone più accolturate per il semplice motivo che queste sono capaci di organizzarsi e di organizzare.Va detto inoltre visto che siamo in argomento che essere antifascisti non vuol dire necessariamente prendere il fucile.Ci sono persone che sono state uccise per il solo fatto di non appoggiare il fascismo,altre che hanno subito il fascismo senza ovviamente condividerlo.Essere antifascista è prima di tutto un fattore morale e non necessariamente di risposta armata.
    Infine, la storiella non ha nessun legame con il fascismo.Il signore che era “accompagnato” a S.Francesco a Parma poteva benisimo essere un ladro di polli o di biciclette.Si voleva semplicemente mettere in rilievo il fatto che lui andava a Parma non per sua volontà ma perchè obbligato.Come per gli Italiani c’era il fatto di sopportare e subire il fascismo non per libera scelta.

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  • avatar carlo fetonti scrive:

    Mi è scappato il post che non avevo ancora corretto.Ci sono alcuni errori tra i quali “acculturare” al posto di accolturare che deve essere rettificato

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  • avatar carlo fetonti scrive:

    A Elena
    Vorrei far notare la grande confusione “partitocratica” sul termine “governare”.In realtà in democrazia non governa “il governo” che istituzionalmente è un esecutivo con poteri di pronto intervento e d’indirizzo, cioè di proposta.Recentemente Obama, che ha pure poteri forti, ha proposto la legge per il rilancio dell’economia che è stata bocciata dal Senato.Infatti in democrazia il Governo (cioè l’esecutivo) propone e l’assemblea (cioè il legislativo) dispone.Quindi chi governa in democrazia è l’assemblea ed per tanto è di fondamentale importanza avere in assemblea persone libere e non condizionate da qualcuno, come in Italia, che li ha nominate per cui vengono elette ma non scelte dal corpo elettorale.

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  • avatar jackbacc scrive:

    Voci dal Movimento: il coordinatore provinciale del PDL Luigi Villani.
    La nomina di Luigi Giuseppe Villani, Capogruppo del PdL in Assemblea Regionale, a Vicepresidente di Iren è un autentico scandalo. Al di là del fatto che, sommando gli stipendi ricevuti da questi due incarichi, Villani guadagnerà più del Presidente degli USA Obama, ci sembra che il dato più grave sia il completo silenzio da parte dell’intero panorama politico sulla vicenda. Questa autentica spartizione del bottino è vergognosa e spudorata, perché compiuta alla luce del sole con la consapevolezza di un’assoluta impunità . Inoltre la beffa ai danni dei cittadini è duplice perché pagheranno due volte una persona che non potrà svolgere al meglio il proprio lavoro. Non si può lavorare a tempo pieno come consigliere regionale e contemporaneamente fare il vicepresidente di una multiutility che fattura milioni e milioni di euro. Il tempo non c’è: se Villani vuole fare il vicepresidente di Iren si dimetta da Consigliere.

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  • avatar carlo fetonti scrive:

    Ma forse Villani (come qualcun altro) dorme molto poco,forse non dorme affatto per cui di giorno fa una cosa e di notte ne fa un’altra.Per la serie ci sono quelli molto svegli e quelli che dormono troppo.Perchè dormire se si può essere sempre attivi? Mica è colpa sua se è molto sveglio …..

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