Si può essere assassini e «belle persone»?
Foto falsona. Omar Favaro con Debora.
Nel giorno dell’atteso verdetto, quello in cui Amanda Knox si proclama innocente e reclama giustizia, cioè di essere assolta, e Raffaele Sollecito sostiene di non aver mai fatto male a nessuno, Il Corriere della Sera pubblica una notizia sconcertante. Riguarda una storia di dieci anni fa, che ebbe per protagonisti due ragazzi: Erika e Omar. Entrambi condannati a diversi anni di carcere per avere ucciso la madre e il fratellino di lei, godono oggi di un regime di semilibertà e di una certa attenzione dei media. Accostando i due fatti non vogliamo influenzare il lettore, ma solo mostrare che il sangue è oggi più lavabile di un tempo. Che il perdono è più facile. Che dimenticare è d’obbligo. Anzi, se non dimentichi ci fai la figura del torturatore e del forcaiolo. Non vogliamo avanzare pregiudizi e sospetti, ma qualcosa scricchiola in questo impianto. Non tanto della giustizia, ma del pensare umano. Per farla breve, voi che cosa ne pensate di questa Debora Barbarito?
INTERVISTA A «DOMENICA CINQUE»
La fidanzata di Omar: «È una bella persona, voglio una figlia da lui»
Deborah Barbarito: «Si sente ancora in colpa per il delitto di Novi Ligure. Non temo Erika, non parla di lei»
Milano. Omar Favaro «si sente ancora in colpa» per l’uccisione, dieci anni fa, della madre e del fratellino della fidanzata dell’epoca, Erika Di Nardo nella loro casa di Novi Ligure (Alessandria): lo racconta l’attuale fidanzata, Deborah Barbarito, in un’intervista a «Domenica Cinque» su Mediaset. «Mi ha raccontato di quella sera piangendo – ha aggiunto Debora – e mi ha chiesto di non tirare più fuori l’argomento perché è si sente ancora in colpa».
Io «non voglio giustificare Omar», ha continuato Debora, ma «lo valuto come persona per quello che è oggi, non per quello che ha fatto dieci anni fa. È un gran lavoratore e non mi ha fatto mai mancare nessuna attenzione. Vorrei una figlia con Omar perché è una bella persona. Ci sono tanti pregiudizi e li comprendo, ma sono passati dieci anni e sono gli anni in cui cresci e maturi».
Conosciuti in chat. Deborah Barbarito ha proseguito raccontando il modo in cui lei e Omar si sono conosciuti: «Ci siamo conosciuti in chat. Mi piaceva il suo modo di essere e volevo approfondire la sua conoscenza, così ho deciso di incontrarlo. Io uscivo da un matrimonio e non volevo legarmi. Quando l’ho conosciuto non sapevo chi fosse Omar, non conoscevo il suo passato, l’ho scoperto dopo, guardando su internet, e ho provato un morso forte al cuore; non credevo che lui avesse potuto fare una cosa del genere. Era gentile, non alzava mai la voce».
«Siamo oggetti di un pregiudizio». La ragazza ha poi lanciato un appello. «Ci sentiamo oggetto di pregiudizio. Ci siamo trasferiti perché la gente non ci dà la possibilità di creare una vita nuova; siamo senza lavoro. Per un periodo mi sono sentita perseguitata, non potevo andare a fare la spesa che poi uscivano le foto. Non chiedo alla gente di dimenticare, ma solo di darci la possibilità di vivere una vita normale, di creare una famiglia normale». «Solo l’amore può far perdonare» ha concluso, accennando alla ex fidanzatina di Omar, Erika De Nardo: «Non ho paura che Omar possa tornare a provare un sentimento per Erika De Nardo, Non parla mai di lei». (Corriere della Sera, 2 ottobre 2011)
Televisione guardona. Debora Barbarito.
Tag:Amanda Knox, Debora Barbarito, Erika Di Nardo, Omar Favaro, Raffaele Sollecito
SOTTO TIRO

CREDENZE POPOLARI
Nei centri commerciali,
i consumatori credono
di risparmiare.
In democrazia, gli elettori credono di contare.
QUELLO CHE NON HA GIULIANO
«Può darsi che Saviano sia banale e scriva male, ma se non piace
a Giuliano Ferrara qualcosa
di buono ce l’avrà». (Lia Celi)
SIRENE E CENTAURE NELLA GIUNTA BERNAZZOLI
«Giunta con metà donne», titola la Gazzetta di Parma, per significare che Bernazzoli vuole riservare il 50 per cento del suo esecutivo alle assessore. Ma detto così sembra che voglia amministratrici metà carne e metà pesce, metà umane e metà giumente. Strafalcione o lapsus?
MONTI LEI
Vista la situazione, è normale che la rabbia Monti. (Mario Mantovani)
ULTIMA CHIAMATA PER I PARTITITemo che i partiti italiani non abbiano capito il senso e lo scopo della formula adottata dal presidente della Repubblica dopo le dimissioni del governo Berlusconi. Mario Monti e i suoi tecnici avrebbero dovuto restaurare la credibilità finanziaria dell'Italia, riformare il mercato del lavoro, creare le condizioni per una economia più libera e competitiva. I partiti avrebbero dovuto assecondare il governo ma dedicarsi contemporaneamente ad altri compiti che non possono essere, in una democrazia, «tecnici». Avrebbero dovuto modificare la legge elettorale, ridurre il numero dei parlamentari, rompere l'incantesimo del bicameralismo perfetto, dare a se stessi uno statuto giuridico corrispondente alle loro responsabilità, dare al Paese un esempio di rigore finanziario riducendo drasticamente il denaro pubblico di cui si sono spensieratamente serviti dopo un referendum che diceva chiaramente quale fosse, a questo proposito, il pensiero del Paese. Ebbene, nulla di ciò che avevamo il diritto di attenderci in materia di riforme istituzionali è stato fatto. È questa una delle ragioni del malumore del Paese, che soffre la crisi e sopporta il peso delle tasse, e del successo di Grillo. Se i partiti vogliono rimediare, il tempo stringe e la porta attraverso la quale dovranno passare per avviare il cantiere delle riforme non resterà aperta più di tre o quattro settimane. Una riforma costituzionale richiede, infatti, una doppia lettura fra Camera e Senato e mancano dieci mesi alla fine della legislatura. Se non ne approfitteranno, il prossimo voto sarà peggio dell'ultimo. (Sergio Romano, Corriere della Sera, 10 maggio 2012)
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ppppppppppeeeeeeeennnnnnnnnoooooooooossssssssssa
PENOSA …….CON CERVELLO DI GALLINA
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In un Paese dove un “normale divorziato” non può fare la comunione perchè si è macchiato di un gravissimo peccato quale è il ” Divorzio” ma :
Maso, nozze segrete in chiesa
E da marzo potrebbe essere libero
Il veronese che uccise entrambi i genitori si è unito in matrimonio con Stefania, milanese di buona famiglia
Gite dell’orrore a casa Maso Il proprietario:«Vergogna, sono deviati»
Maso si sposa e incontra Corona per l’esclusiva foto
VERONA – Pietro Maso si è sposato in gran segreto in una chiesetta in provincia di Verona. Il giovane di Montecchia di Crosara che il 17 aprile del 1991 uccise entrambi i genitori per appropriarsi dell’eredità, secondo il settimanale «Chi» è convolato a nozze alcuni mesi fa. Il periodico mostra le foto di Maso a spasso per Milano con la neomoglie Stefania. Oggi gode della semilibertà ed è proprio nelle ore fuori dal carcere che nel 2008 ha conosciuto Stefania, una ragazza milanese di buona famiglia. La coppia ha scelto il rito del matrimonio canonico, cioè solo religioso; alla cerimonia erano presenti il parroco che ha celebrato il matrimonio, due suore e don Guido Todeschini, guida spirituale dello sposo. Maso nel marzo 2011 potrebbe ottenere la libertà totale, con alcune restrizioni: l’obbligo di firma, di residenza o il divieto di espatrio e allora potrà decidere di sposarsi in Comune e depositare ufficialmente gli atti del matrimonio. (Ansa)
14 dicembre 2010
…..PENSO CHE OGNI COMMENTO SIA SULLA FEDE, SIA SULLA RELIGIONE SIA SU COSA SI DEBBA INTENDERE PER “PECCATO”…..SIA OLTRE CHE SUPERFLUO, PERFETTAMENTE INUTILE.
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