Condannati i vigili che picchiarono Bonsu

Pubblicato da Redazione il 3 ottobre 2011 in Giustizia |

Emmanuel Bonsu con la mamma all’indomani del pestaggio. Fotografie di Edoardo Fornaciari. ©

Tre anni fa, a Parma, aggredirono il ragazzo mentre andava a scuola. Ora la sentenza: 39 anni e 135mila euro. 
Pugno di ferro in tribunale contro i vigili urbani che a Parma tre anni fa, durante un’operazione antidroga del nucleo di sicurezza della municipale, aggredirono un ragazzo di colore, Emmanuel Bonsu, scambiandolo per il palo di un pusher, pestandolo. Bonsu stava andando a scuola quando venne placcato e colpito dai vigili senza motivo: una volta in caserma venne anche minacciato e insultato con epiteti razzisti.

In posa. Agli otto agenti della polizia municipale imputati nel processo di primo grado sono state comminate pene per oltre 39 anni complessivi. La pena più pesante è stata comminata a Pasquale Fratantuono, condannato a 7 anni e 9 mesi: l’uomo aveva anche posato per una «foto ricordo» con Bonsu, all’epoca 17enne, originario del Ghana. Simona Fabbri, all’epoca vicecomandante, è stata condannata a 7 anni e 6 mesi, Stefania Spotti a 6 anni e 8 mesi, Andrea Sinisi a 4 anni e 9 mesi, Giorgio Albertini a 4 anni e 7 mesi, Mirko Cremonini a 3 anni e 6 mesi, Marco De Blasi a 3 anni e 4 mesi, Graziano Cicinato a 2 anni. A quest’ultimo al pena è stata sospesa.

Interdizione. Fabbri, Spotti e Fratantuono hanno anche avuto l’interdizione perpetua dai pubblici uffici. Interdizione di 5 anni per Albertini, Sinisi, De Blasi e Cremonini. I vigili dovranno anche versare in solido 135 mila euro al ragazzo come provvisionale, mentre il Comune, responsabile civile, non è stato condannato a pagare un risarcimento. La vicenda Bonsu ha avuto diverse code polemiche: ad esempio da più parti è stato sollevato il sospetto che il film «Baciato dalla fortuna», attualmente sugli schermi, sia stato girato a Parma proprio per «ripulire» l’immagine dei vigili urbani della città emiliana. (Corriere della Sera, 3 ottobre 2011)

Dileggio. La foto della vergogna in cui il vigile Pasquale Fratantuono si mette in posa per l’obiettivo di un collega tenendo Bonsu sulle ginocchia. 

I parmigiani alla manifestazione di solidarietà verso Emmanuel e la sua famiglia. 

Emmanuel Bonsu dopo il pestaggio. 

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12 Commenti

  • avatar roberto braglia scrive:

    Pene troppo leggere per criminali che dovrebbero far rispettare la legge e che, invece, la infangano! E’ certo che Parma ha più di un problema con i vigili urbani e che, attraverso le loro malefatte, s’è fatta una nomea da far paura in tutta la penisola. Penso che i turisti che frequenteranno questa splendida città ci penseranno sempre due volte prima di chiedere un’informazione a codesto corpo perchè – come è arcinoto – si fa sempre di tutte le erbe un fascio

    Commento molto dibattuto. Tu cosa ne pensi? Thumb up 17 Thumb down 3

    • avatar Violetta V. scrive:

      Signor Braglia, la prego, si astenga dall’esprimere giudizi tanto severi e pesanti su persone e fatti che non conosce. Rifletta, piuttosto, sull’atteggiamento di quel sindaco che ha dichiarato di volersi costituire parte civile nel processo contro i suoi vigili, ancor prima di sapere come fossero andate le cose e che il giorno di Natale è andato personalmente a casa della famiglia Bonsu a porgere gli auguri ed a portare la propria solidarietà, precisando poi che era andato come privato cittadino e non come sindaco di Parma. Come se fosse possibile separare il suo nome dal ruolo istituzionale.
      Rifletta sul comportamento della stampa che ha sbattuto in prima pagina nome e cognome di tutti coloro che sono coinvolti, prima che si sia concluso il processo.
      Ancora una volta sta trionfando l’ipocrisia!

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  • avatar Mario scrive:

    Non sfugga, e lo dico non solo per difesa d’ufficio, che l’operazione di cui trattasi è stata voluta dagli amministratori (politici) per una operazione di immagine. Per dare “la percezione” di maggior sicurezza ai cittadini (leggasi pubblicità). Quando l’operazione funziona l’operatore riceve pacche sulle spalle a iosa, se va male i “vigili” vanno nei guai. Io posso assicurare che nel mio ruolo di collega ho sempre trovato collaborazione a Parma, senza conoscere personalmente i miei interlocutori e per risolvere questioni professionali ingarbugliate. Questi non sono assassini, sono lavoratori costretti a fare qualcosa per cui non sono preparati e caso mai vittime dell’aria che tira. Io nel 2007 ho salvato la vita a un romeno (con l’acqua di un annaffiatoio, come da cronache locali) che si era dato fuoco, non ho avuto altro che una parola di conforto da un superiore (che ho apprezzato), nessun riconoscimento da parte di amministratori (salvo un “meno male che lo hai fatto uscire dal municipio”). Ci sono colleghi dello stesso Ente che hanno avuto momenti di gloria e attestati per moltissimo meno (cosa superdimostrabilissima). Non avete idea di quanti mi hanno detto che “dovevo usare la benzina” invece dell’acqua, parlo di gente comune. Io penso che se avessi salvato un exstracomunitario nordamericano ora sarei un eroe nazionale. Gratificare chi salva un romeno non paga politicamente, la lezione è questa. Mi è parso sia sfuggito che un romeno è un essere umano e quasi avrei dovuto sentirmi in colpa. E questa caro BRAGLIA è l’aria che tira da noi.

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    • avatar cromadue scrive:

      Massima ammirazione per chi lavora onestamente e compie ogni giorno il proprio dovere, senza clamori, dietro le quinte. Massimo disprezzo per chi, coperto da una divisa, ne approfitta per rubare, oltraggiare, compiere atti di pura prepotenza. Amico Mario, avrai sempre il mio rispetto

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  • avatar roberto braglia scrive:

    A Mario: ho terminato le mie righe dicendo che l’opinione pubblica, a torto o a ragione, fa sempre di tutte le erbe un fascio. Ed è verissimo!! L’aver picchiato Emmanuel ha fatto percepire all’intera penisola (ed anche fuori di essa) che la città di Parma era dotata di una polizia urbana incivile, razzista e non all’altezza del compito. In tempi più recenti il comandante di detto corpo dimora nelle patrie galere: classica ciliegina sulla torta o ennesima dimostrazione che i vigili del ducato hanno qualche problema nell’ “espletare” le loro funzioni? Certo che tra la polizia urbana parmense c’è anche gente integerrima (spero, anzi, che sia in netta maggioranza) ma questo nulla toglie all’immagine ormai assodata che, dal Brennero a Lampedusa, si sono fatti i nostri concittadini. Vede, caro Mario, ci vorrebbe un’inversione a 360 gradi, un atto quasi eroico da parte di qualche agente per ritornare alla normalità. Questa è la modesta opinione di un modenese settantenne che ha dimorato per 40 anni in questa bellissima città e che non la vorrebbe vedere infangata per nessuna ragione al mondo!

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  • avatar Roberto scrive:

    Un adulto normale, un minorenenne lo blocca come vuole senza devastarlo, poi in 8 con un dito, se non siete capaci datevi all’agricoltura!
    Chiaramente se ,se ne stava in Ghana meglio, ormai è qui, si comporta bene , perchè infierire bravi eroi !
    Se era un Mandingo da 130 Kg. tutti in ufficio!

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  • avatar philippe lacroix scrive:

    ….francamente ,difendere il comportamento dei vigili in questa situazione è imbarazzante … nell antico giappone , personaggi del genere avrebbero solo avuto una via di fuga per uscire con onore da questa squallida vicenda….

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  • avatar Roberto scrive:

    Mario hai fatto bene, hai salvato una persona, del politicamente corretto alle persone normali non interessa nulla spero!
    Spero che chi ha visto la morte in faccia si faccia qualche scrupolo in più prima di fare dei danni in un Paese dove gli hanno salvato la vita e sono stati bene accolti, il resto aria fritta!I media ti avranno liquidato o non menzionato ma tu hai svolto il tuo lavoro e anche come uomo hai dato il meglio.
    Comunque salvare delle vite porta fortuna, rubare porta rogna, pestare in 8 un ragazzino per fortuna è ancora da galera e secondo me è il massimo della sfiga!
    Il ridicolo è che la Polizia Municicipale non è in grado ed addestrata per svolgere certi compiti, inutile mandarli che facciano vigilanza e svolgano altri compiti, poi chi seleziona il personale è per forza un imbecille visti i i risultati!
    Dei loro successi poilitici non interessa nulla a nessuno!
    Senza nulla togliere ai Vigili seri ed onesti come a tutte le Forze dell’ordine, se sono onesti e leali con i cittadini.

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  • avatar roberto braglia scrive:

    A Violetta: da quanto scrive arguisco che la signora appartenga ad una categoria di cittadini alquanto numerosa attualmente nel nostro paese. Quella di coloro che pensano che Emmanuel non è stato pestato finchè il terzo grado di giudizio della magistratura affermi che lo è stato (si fa,quindi, scudo della magistratura in questa prima fase) salvo poi criticare la sentenza (e quindi Emmanuel non è mai stato pestato) perchè la magistratura rossa s’è espressa in modo partigiano colpendo la polizia urbana di un sindaco di destra. Infatti si lamenta del fatto che i nomi dei “presunti” colpevoli siano stati pubblicati dalla stampa. Signora Violetta, il perbenismo a senso unico non è razionale e, non essendo razionale, non rientra tra gli attributi dell’ “homo sapiens”!

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    • avatar Violetta V. scrive:

      Signor Braglia lei arguisce male. Io non appartengo a quella schiera perché so che chi esce innocente da un processo, specie se penale, non necessariamente lo é, dal momento che nessuno, se non i diretti interessati, sa come si siano svolti precisamente i fatti e i testimoni dopo anni dimenticano i particolari di ció che hanno visto. La sentenza spesso dipende dall’abilità oratoria dell’avvocato.
      Appartengo invece a quella ristretta schiera di persone che da quasi 3 anni lavorano a stretto contatto con alcuni degli agenti e con l’ispettore, che erano presenti quella sera del 2008 nel parco Falcone e Borsellino e che pertanto sa che non possono essere definiti criminali. E qui volontariamente mi fermo.

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  • avatar roberto braglia scrive:

    Signora Violetta, si deve fermare per forza perchè è a corto di argomenti e la sua presunzione di sapere chi può e chi non può essere definito criminale o paratale dimostra la mia asserzione. Perchè non chiede ad Emmanuel (che è un “diretto interessato”) come definisce i suoi aggressori? Lei può anche cambiare sostantivo, se le pare troppo forte quello da me usato, ma la sostanza di quanto da me affermato non cambia di un micron. I fatti accaduti e verificati costituiscono l’unica evidenza sperimentale che fa testo a meno che lei non voglia fare voli pindarici nel trascendente. Mi dia retta: si fermi ai dati oggettivi e non alle sensazioni personali più o meno filtrate dal suo conoscenze. Ne trarrà beneficio per tutta la sua vita che le auguro lunga e felice. La saluto distintamente.

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    • avatar Violetta V. scrive:

      Signor Braglia farebbe bene a preoccuparsi non della mia vita ma del modo in cui finora ha vissuto la sua, esprimendo giudizi basandosi soltanto su quanto sentiva dire dagli altri senza avere una propria idea. Alla sua etá la esorto a liberarsi dai condizionamenti che l’hanno accompagnata fin adesso ed a cominciare a ragionare con la sua testa, senza cadere nei soliti discorsi banali che fanno coloro che leggono il giornale e credono così di avere la verità in tasca.
      Non si dia pensiero per la reputazione di quella città che dice di amare, perché non è vero che tutta la gente fa di tutte le erbe un fascio come vorrebbe lei, per fortuna c’è ancora tanta gente in grado di capire che se nel cesto c’è una mela marcia non significa che siano marce anche tutte le altre.

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