Tutto crolla, ma lui non molla
Vignetta di Franco Portinari (www.portoscomic.com)
di Sergio Caroli
Tutto è contro Berlusconi: si trova a fronteggiare, impotente, una crisi economica senza precedenti; lo tiene inchiodato una raffica di inchieste e di procedimenti giudiziari; lo ha mollato la Confindustria: il Sole 24 ore gli ha sferrato un violentissimo attacco per la penna del suo direttore e ancor più terribile è quello di Emma Marcegaglia che ha parlato di «un premier che fa dell’Italia lo zimbello del mondo».
Persino il felpatissimo e «cardinalizio» Corriere della sera, insieme a tutta la stampa moderata, invita B. «a fare un passo indietro». Senza contare l’assedio da parte di Antionio Di Pietro, l’unico vero oppositore in Parlamento, e delle forze sociali. Il voto sulla concessione degli arresti per il deputato Marco Milanese, stretto collaboratore del ministro dell’Economia, avrebbe potuto metterlo k.o Ma così non è stato.
Terrorizzando Berlusconi la prospettiva – se non di finire, data l’età, in gattabuia – di condanne giudiziarie più che certe, egli moltiplica e moltiplicherà le sue forze per resistere. E resisterà. I parlamentari che ha portato a Montecitorio e Palazzo Madama gli sono debitori a vita, e d’altra parte quale vantaggio potrebbe sperare di trarre da una caduta della maggioranza chi da un simile evento può solo aspettarsi un ben servito?
Una cosa è tuttavia certa: per aver tenuto bordone a Milanese, ma soprattutto a Berlusconi chi pagherà il prezzo più salato sarà Bossi: il gestaccio col dito medio alzato glielo faranno gli elettori della Lega (quelli a reddito fisso, non gli evasori fiscali) che lo hanno massicciamente votato nel 2008. Ma questo Reguzzoni & company lo hanno messo in conto: loro si sono già sistemati a vita. (Dalla Gazzetta di Parma del 23 settembre 2011)
Vignetta di Franco Portinari (www.portoscomic.com)
Tag:'Ndrangheta, Confindustria, Emma Marcegaglia, Silvio Berlusconi
SOTTO TIRO

CREDENZE POPOLARI
Nei centri commerciali,
i consumatori credono
di risparmiare.
In democrazia, gli elettori credono di contare.
QUELLO CHE NON HA GIULIANO
«Può darsi che Saviano sia banale e scriva male, ma se non piace
a Giuliano Ferrara qualcosa
di buono ce l’avrà». (Lia Celi)
SIRENE E CENTAURE NELLA GIUNTA BERNAZZOLI
«Giunta con metà donne», titola la Gazzetta di Parma, per significare che Bernazzoli vuole riservare il 50 per cento del suo esecutivo alle assessore. Ma detto così sembra che voglia amministratrici metà carne e metà pesce, metà umane e metà giumente. Strafalcione o lapsus?
MONTI LEI
Vista la situazione, è normale che la rabbia Monti. (Mario Mantovani)
ULTIMA CHIAMATA PER I PARTITITemo che i partiti italiani non abbiano capito il senso e lo scopo della formula adottata dal presidente della Repubblica dopo le dimissioni del governo Berlusconi. Mario Monti e i suoi tecnici avrebbero dovuto restaurare la credibilità finanziaria dell'Italia, riformare il mercato del lavoro, creare le condizioni per una economia più libera e competitiva. I partiti avrebbero dovuto assecondare il governo ma dedicarsi contemporaneamente ad altri compiti che non possono essere, in una democrazia, «tecnici». Avrebbero dovuto modificare la legge elettorale, ridurre il numero dei parlamentari, rompere l'incantesimo del bicameralismo perfetto, dare a se stessi uno statuto giuridico corrispondente alle loro responsabilità, dare al Paese un esempio di rigore finanziario riducendo drasticamente il denaro pubblico di cui si sono spensieratamente serviti dopo un referendum che diceva chiaramente quale fosse, a questo proposito, il pensiero del Paese. Ebbene, nulla di ciò che avevamo il diritto di attenderci in materia di riforme istituzionali è stato fatto. È questa una delle ragioni del malumore del Paese, che soffre la crisi e sopporta il peso delle tasse, e del successo di Grillo. Se i partiti vogliono rimediare, il tempo stringe e la porta attraverso la quale dovranno passare per avviare il cantiere delle riforme non resterà aperta più di tre o quattro settimane. Una riforma costituzionale richiede, infatti, una doppia lettura fra Camera e Senato e mancano dieci mesi alla fine della legislatura. Se non ne approfitteranno, il prossimo voto sarà peggio dell'ultimo. (Sergio Romano, Corriere della Sera, 10 maggio 2012)
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Ho il massimo rispetto per gli handicap fisici e psichici di chiunque ma penso anche che ci sia un tempo per fare politica ed un tempo per curarsi: Bossi non ha ancora scelto cosa fare! Le contraddizioni in cui il partito della Lega cade giorno dopo giorno, verranno scontate nell’ urna ormai prossima. Ma anche qui (come nel caso del partito di “Orgia Italia”) non c’è nessuno che possa permettersi di pensarla diversamente dal capo! Ma che razza di partiti sono? E’ sempre vero il detto che Dio li fa e poi li accoppia! Un tandem così al governo è la disgrazia più grossa capitata alla nostra repubblica dal fascismo in poi. Berlusconi non se ne va perchè paventa una vecchiaia a S. Vittore, Tremonti neppure perchè è abbastanza ricco per pensare di dover tornare in ufficio a fare il fiscalista, Bossi sarà ministro anche in sala di rianimazione: ma quanta colla vende la Vinavil?
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