Non mi piace il Bersani che minaccia querele
di Giovanna Galli vignetta di www.portoscomic.com
Pierluigi Bersani martedì sera nel corso della prima puntata di Ballarò ha nuovamente ribadito la sua determinazione a denunciare per diffamazione tutti coloro che esprimono dubbi sull’operato dei dirigenti del suo partito.
«Siccome ne sento di tutte le razze – ha detto rispondendo a Giovanni Floris che gli chiedeva delle conseguenze del caso Penati – se qualcuno pensasse che io o qualcuno del mio partito ha fatto qualcosa di men che lecito lo dica esplicitamente e si becca la sua querela e vediamo la magistratura cosa dice».
Sono parole che non mi hanno meravigliata perché Bersani si era espresso in questi termini anche quando è venuto a Parma nel suo ultimo comizio sotto i Portici del Grano.
Sinceramente è un metodo che non condivido. Capisco che le battute infastidiscono, che certe illazioni fanno male. Le frasi poco chiare della serie «dico», «non dico» sfiancano perché mettono in moto una macchina del fango che non aiuta di certo ad arrivare alla verità.
In tutti i casi, però, Bersani non può pensare di chiudere la bocca a tutti quelli che esprimono dei dubbi.
Io ho fiducia in lui: ogni volta che lo sento intervenire a pelle mi dà sempre l’impressione di essere una persona pulita e onesta. È istintivo, parla chiaro, evitando al massimo il politichese, è reattivo e ne capisce di economia. Non sono qualità da sottovalutare soprattutto se pensiamo ai rappresentanti della maggioranza contro cui si batte. Alle denunce dovrebbe, però, a mio avviso, preferire la possibilità di intervenire per spiegare come stanno le cose.
Negli iscritti il caso Penati provoca la paura di ulteriori scandali e rallenta un po’ la forza di reazione alle nefandezze di questo governo che è di certo il peggiore della storia d’Italia.
Alla maggioranza il caso Penati fa invece tirare un respiro di sollievo, una boccata di ossigeno. Finalmente anche a sinistra un indagato visto che nel centro destra non si contano più.
Pur provando in pieno la paura di cui sopra non accetto la battuta di chi continua a dire che tanto sinistra e destra sono uguali. Anche se ci rimarrei molto male se questi reati coinvolgessero oltre a Penati anche il Pd (tanto che non so se continuerei a rimanere nel partito) credo siano sotto gli occhi di tutti le differenze. Prima fra tutte quella di farsi da parte, consentire alla magistratura di fare il processo e rispettarne il verdetto.
Non si tratta di certo di una differenza genetica dei dirigenti ma di una caratteristica della base.
Come ho già avuto modo di esprimere in un mio precedente intervento credo che qualora risultassero vere le accuse rivolte a Penati il popolo del Pd dovrebbe costituire una class action contro di lui. Il popolo del Pd è esigente e non tollera che si operi illegalmente.
Il problema secondo me sta tutto qui: non si tratta di denunciare chi dubita di un dirigente ma chi infanga il nome del partito con comportamenti illeciti.
Tag:Filippo Penati, Moralità politica, Pd, Pierluigi Bersani
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GIOVANNA, A’T GHE PROPRIA UN BEC A FER!!!
E’ così piacevole sparare addosso ai compagni di partito, o amici, se preferisci?
Quando sono gli altri a querelare è tutto a posto, ma se Bersani si permette anche solo di pensare una cosa del genere scateni il putiferio…mo lasa pur le!!!
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Ho capito poco questo intervento ma ti rispondo comunque. A me non pare di aver parlato male dei miei compagni di partito (definirli amici mi sembra un po’ eccessivo). Mi sono semplicemente permessa di criticare un metodo. Penso che siamo ancora in democrazia e ce lo possiamo permettere. Il nostro paese sta vivendo una grave crisi non solo economica ma anche morale e di fiducia nelle istituzioni. Una querela è un atto di forza che fa sì smettere le chiacchiere da parte di chi viene querelato ma ne fa aumentare altre. Io credo invece nella forza della persuasione. Non credo proprio di aver mancato di rispetto al mio partito ed è proprio perchè ho rispetto di Bersani che lotto perchè il Pd diventi il punto di incontro di tutta l’opposizione. Se tu avessi avuto la pazienza di leggere tutto l’articolo l’avresti capito. Quello che comunque più mi dispiace è che penso di riconoscere lo stile dello scritto, mi pare di leggere una critica che nasce dall’interno. Si è vero ho un becco di ferro perchè non ho scheletri nell’armadio, non devo ringraziare nessuno e mi sento libera di dire quello che penso. Ci vantiamo che il Pd non è il Pdl e allora dimostriamo che siamo capaci di criticare ma non per sparlare di uno o dell’altro ma per costruire qualcosa di buono
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Confermo Giovanna
può che lo stile è come se chi ha scritto il primo commento l’avesse firmato.
Cresceranno, ma è triste vederlì così faziosi.
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Grande Giovanna, sento nella base del PD la necessità di staccarsi da quel sistema di duopolio che ha paralizzato la politica, la società e ahinoi l’economia di Italia negli ultimi 20 anni. Finito di mangiare il cameriere di Bruxelles ci ha portato il conto, ma mi sà che prima di pagare son scappati tutti, quindi i soliti idioti lo dovran pagare e se non han soldi dovran lavare dei piatti per lungo tempo. Urge un sistema di solidarietà sociale per non lasciar da soli i nostri figli, urge che ci prendiamo ora le responsabilità che per troppo tempo abbiamo declinato. Qualcuno dovrà affrontare seriamente i problemi per troppo tempo negati, e se sarà il PD a volerlo fare dovrà cambiare radicalmente tutto, a partire da chi deve difendere un passato da dimenticare. Brunetto perchè è giovane e Giovanna perchè è “politicamente pura” sono delle speranze che cambi il sistema dal di dentro, altrimenti bisognerà intraprendere nuovi movimenti politico-sociali per affrontare le richieste dei nauseati della politica che, complice la crisi che si consuma nel quotidiano di ognuno e la crescente consapevolezza delle presenti colpe, sono in costante aumento e chiedono voce democratica fuori dal sistema.
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Maurizio, ti ringrazio per la fiducia…come ho già scritto varie volte su questi lidi noi ci proviamo, ci impegnamo e cerchiamo di apprendere ogni giorno di più, poi verrà il giorno in cui starà ai cittadini giudicarci, e noi saremo pronti.
Jonas, spero che tu no ti rivolga a me o ad uno dei miei compagni, perchè la sola idea di sparare pubblicamente addosso ad un membro del mio partito mi fa ribrezzo…e poi se permetti non sono così stupido da scriverlo qui.
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Apprezzabile il vostro impegno, ma forse non avete ancora capito che la politica che interessa veramente al PD non la fate voi in Via XX Settembre (la vostra è una bella illusione che vi fanno credere si possa realizzare) ma viene fatta da altri e in altri luoghi. State accorti ragazzi…!!!
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Da come parla, dall’amarezza mista a saggezza che tracima dalle sue parole, mi sa che Franco è uno che c’è passato da via XX Settembre e deve essersi fermato un po’… e forse all’epoca c’era un’altra targa vicino alla porta d’ingresso e Brunetto chissà se era nato… è come una sensazione che ho…. è come se anch’io fossi passato di lì…. ma sono sempre rimasto al piano basso, sono sono mai andato di sopra, dove si giocava a scacchi con le persone e le loro ambizioni….. e nessuno dava niente per niente….. chi sa, non parli….. perché tanto è tutta acqua passata…. e chi doveva fare carriera l’ha fatta e chi comincia adesso, ciccia….. non ce n’è più per nessuno ma qualcuno non l’ha ancora capito
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Scusa Brunetto un suggerimento per il futuro;
ti rivolgi ad un commentatore chiamato Jonas dicendo – “spero che tu no ti rivolga a me o ad uno dei miei compagni, perchè la sola idea di sparare pubblicamente addosso ad un membro del mio partito mi fa ribrezzo…e poi se permetti non sono così stupido da scriverlo qui” –
Bene ieri mi era sfuggito ma perchè avrebbe dovuto rivolgersi proprio a te o qualche tuo amico? Visto da qui hai dato la netta sensazione che la prima gallina che canta ha fatto l’uovo…
Tuttavia credo tu sia sincero, ma accetta il consiglio!
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Semplicemente il commento “cresceranno, ma sono faziosi”, mi ha fatto pensare che jonas si rivolgesse a noi…volevo solo eliminare in partenza questo sospetto, nient’altro.
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A Giovanna
“Il popolo del Pd è esigente e non tollera che si operi illegalmente”
Quindi il popolo del PD non tollera che si voti con un sistema elettorale anticostituzionale quale abbiamo usato in questi 63 anni di repubblica italiana.Un sistema elettorale nel quale non si può votare la “persona” (voto personale art.48),ma si deve scegliere i politici come le patate,cioè a sacchi ,a kili,a casette,cioè a liste.Un sistema elettorale che vieta le candidature individuali stabilendo l’obbligo di lista (cioè associarsi) quando l’associarsi è un diritto (art. 49) .Non mi risulta dalle proposte di Bersani su questo tema che abbia “capito” il problema,non sarà il caso che il popolo del PD glielo spieghi? Non sarà il caso che il popolo del PD spieghi a Bersani e C. di smetterla di fare dei comizi e si cominci confrontarsi con la gente? Vogliamo parlare della cultura partecipativa dei dirigenti del PD locale? Vogliamo smetterla di credere nel popolo del PD e cominciare a credere nel popolo ,l’unica cosa sicura visto che i partiti anche in base alla costituzione sone degli optional,cioè cose facoltative?
E su questo, cara Giovanna, destra e sinistra (usando la vostra terminologia) sono perfettamente uguali.
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