Il Giro di Padania arriva a Salso, tra botte, insulti e coop rosse

Pubblicato da Redazione il 7 settembre 2011 in Rassegna stampa, Salsomaggiore, Sport |

Padrini e madrina. Da sinistra, Renzo Oldani (presidente della società Alfredo Binda di Varese), Giuseppe Pellegrini (sindaco di Noceto), la campionessa lituana Edita Pucinskaite, Giovanni Carancini (sindaco di Salsomaggiore), Michelino Davico (senatore Lega Nord).

Domani, giovedì 8 settembre, la prevista tappa nell’ex roccaforte di Miss Italia. Venerdì si riparte da Noceto. La corsa voluta dalla Lega accompagnata da polemiche e contestazioni. E tra gli sponsor ci sono Coopsette e Unieco. Paolo Ferrero (Prc): «Annullare la gara».

di Raffaele Castagno

Più che una gara di ciclismo sembra un percorso a ostacoli, fatto di sberle, insulti e proteste. Il Giro di Padania, manifestazione sportiva targata Lega Nord, arranca tappa dopo tappa. Non per le salite o i percorsi faticosi, ma per le numerose polemiche ed episodi di violenza che stando scandendo il percorso della contestata corsa. Ora la kermesse «verde» – 150 corridori e 23 squadre, anche dall’estero – arriva nella «rossa» Emilia, con la terza tappa a Salso, che nelle ultime elezioni ha premiato proprio il partito di Bossi, regalandogli la poltrona di primo cittadino. Orfana delle miss ora arrivano i ciclisti. Ma per la terza tappa le contestazioni sono annunciate. Eppure la corsa non imbarazza più di tanto le storiche coop «rosse», che sono tra gli sponsor della gara.

Cooperative verdi? Coopsette e Unieco, socie della parmigiana Pizzarotti in molti cantieri cittadini come il ponte Nord e il fallito progetto della metro, hanno sorvolato su mal di pancia e accuse, aderendo alla manifestazione. «Non entriamo nelle polemiche e non facciamo discriminazioni, scegliendo di collaborare con amministrazioni di tutti i colori per sponsorizzare iniziative che coinvolgono un pubblico numeroso», dichiara al Resto del Carlino Flavio Ferrario, vice presidente Coopsette.

La polemica. Eppure le bordate più grandi sono arrivate proprio da sinistra. «Il Giro della Padania è una pagliacciata» ha tuonato la segreteria regionale di Rifondazione comunista che chiede agli enti locali di far saltare la corsa. E va giù durissimo anche il segretario di Rifondazione Paolo Ferrero, per altro protagonista in prima persona della contestazione del Giro a Modovì, dove si è sdraiato a terra insieme con i manifestanti. Solo l’intervento della polizia ha permesso il transito dei corridori. Un agente è rimasto anche ferito, investito da un’auto della corsa.

«La Federciclismo annulli il Giro di Padania, evitando che i problemi aumentino», afferma Ferrero e prosegue: «Le proteste continueranno e a questo punto è evidente che non si tratta di un bluff. La Lega non può pensare di strumentalizzare in questo modo il mondo dello sport. La Federciclismo prenda atto di aver fatto un errore e annulli il giro della Padania, evitando che i problemi aumentino».

Sberle ai corridori. La corsa in effetti è stata fino a ora una «via crucis» di contestazioni, in alcuni casi sembra anche violente. Dopo i tafferugli nel Piemonte, è toccato alla Liguria, durante la tappa diretta a Savona. Qui i corridori si sono trovati un gruppo di contestatori sulla strada, obbligando gli organizzatori a scegliere un percorso alternativo, con la conseguenza di precipitare i ciclisti in mezzo al traffico e costringendoli a tornare sui loro passi, con l’inevitabile confronto con i dimostranti. Sarebbero volate parole pesanti e addirittura sberle. «Noi siamo dei ciclisti, siamo venuti a questa gara per correre, e chiediamo solo che il pubblico ci permetta di farlo. Siamo dei professionisti, chiediamo rispetto da parte di tutti, nei confronti del nostro lavoro», hanno detto Sacha Modolo, leader della gara e Ivan Basso, tra i corridori più famosi, «qualcuno è andato anche oltre ai fatti e ci ha rifilato delle sberle. Per noi questi comportamenti sono inaccettabili, siamo degli sportivi, ci alleniamo e fatichiamo quotidianamente per poter correre, non accettiamo che i nostri sforzi vengano resi vani in questo modo».

Un episodio denunciato anche da Michelino Davico, presidente dell’Asd Monviso-Venezia che organizza il Giro di Padania: «Quello che è successo oggi a Savona è gravissimo: due ciclisti, due professionisti, atleti di cui dovremmo andare fieri, sono stati aggrediti e colpiti da un gruppo di contestatori che non gradivano il passaggio di una corsa che ha il torto di avere una denominazione che alcuni non condividono». Ora tocca a Salso, dove la gara è già stata bollata da Rifondazione come una manifestazione «da regime nazi-fascista». (la Repubblica Parma.it 7 settembre 2011)

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5 Commenti

  • avatar Ermete Trismegisto scrive:

    «Non entriamo nelle polemiche e non facciamo discriminazioni, scegliendo di collaborare con amministrazioni di tutti i colori per sponsorizzare iniziative che coinvolgono un pubblico numeroso», dichiara Flavio Ferrario, vice presidente Coopsette. Balle, esimio Flavio, voi collaborate con le amministrazioni di tutti i colori perché vi danno dei begli appalti. E poi non è un mistero che il 30% del cda della Lega Coop è composto da consiglieri nominati dalla Lega Nord. Nessuno si scandalizza, purché vi assumiate la responsabilità della cosa, invece che scaricarla sul «pubblico numeroso».

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  • avatar roberto braglia scrive:

    La cosa più scandalosa in assoluto è che la Federciclismo autorizzi la creazione di una nuova corsa ciclistica (come se non ce ne fossero già abbastanza dentro e fuori Italia)accogliendo l’invito di un partito politico che è talmente screditato da dover continuamente ricorrere a pubblicità di tutti i tipi (a quando il gelato verde-padania?). Anche i ciclisti nostrani che vi partecipano hanno una connotazione politica, altrimenti espressa, di quel tipo (vedi Ivan Basso, ormai condannato ad un declino inarrestabile, dimostrato anche recentemente sulle strade del Tour de France). Non me la prendo con gli atleti che vi partecipano (anche se il grandissimo Coppi diceva sempre che bisogna saper selezionare le gare a cui si patecipa!) ma con l’inetta Federciclismo che ha un urgente bisogno di un ricambio di vertice.

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  • avatar roberto braglia scrive:

    La cosa più scandalosa in assoluto è che la Federciclismo autorizzi la creazione di una nuova corsa ciclistica (come se non ce ne fossero già abbastanza dentro e fuori Italia)accogliendo l’invito di un partito politico che è talmente screditato da dover continuamente ricorrere a pubblicità di tutti i tipi (a quando il gelato verde-padania?). Anche i ciclisti nostrani che vi partecipano hanno una connotazione politica, altrimenti espressa, di quel tipo (vedi Ivan Basso, ormai condannato ad un declino inarrestabile, dimostrato anche recentemente sulle strade del Tour de France). Non me la prendo con gli atleti che vi partecipano (anche se il grandissimo Coppi diceva sempre che bisogna saper selezionare le gare a cui si patecipa!) ma con l’inetta Federciclismo che ha un urgente bisogno di un ricambio di vertice.

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  • avatar Elena scrive:

    Una domanda : è obbligatorio essere ridicoli a tutti i costi ? Dopo la farsa dei ministeri al nord, la Lega non ha al suo interno qualche cervello pensante che eviti figure da patacca all’Italia intera?

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  • avatar Pietro Brunetto scrive:

    Ma che cervello pensante!!! Probabilmente gli scatti di grado all’interno della lega li misurano con uno sfigmomanometro sul pene, per vedere chi “ce l’ha più duro”…

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