Bersani fa un favore a Casini. E spacca il Pd
Pierluigi Bersani, segretario del Pd.
di Emiliano Liuzzi
In un Paese che rotola come una pietra, nonostante il presidente del consiglio Berlusconi continui a ripetere che «non esiste nessun problema», anzi ci risolleveremo subito grazie a lui, proprio nel giorno in cui Ezio Greggio presenta un film in 3D e riesce a profanare il tempio della cultura che fu il Festival del cinema di Venezia, e la lobby Mirigliani si prepara a eleggere Miss Italia, non poteva mancare il maggior partito di opposizione ad alimentare quella nebbia con visibilità 50 metri.
Il nodo di oggi del centrosinistra, non ancora passata la bufera Penati, è il referendum promosso dai prodiani e voluta con forza da Di Pietro e Sel, che si propone di abrogare il porcellum, l’attuale sistema elettorale. «Io non firmo», ha detto Bersani davanti a 4000 persone. «Appoggio l’iniziativa, ma non la sottoscrivo perché quella elettorale è una legge che deve passare dal Parlamento».
Il primo problema – e Bersani l’ha fatto intendere apertamente – è non irritare l’area di centro che fa capo a Pierferdinando Casini, visto che se il Pd si buttasse a capofitto nel referendum salterebbe ogni ipotesi di dialogo con l’Udc.
Così Bersani ha spiegato che il porcellum debba appartenere al passato, con un occhio agli alleati che ci saranno e un altro al suo partito: «Credo che firmeranno in tanti – spiega Bersani incalzato sulla firma di “penne” illustri come Prodi e Veltroni e dalle domande di Enrico Mentana – ma quando dico che non ci vogliono più i partiti di una volta, mi riferisco anche al rapporto tra i partiti e la società. I partiti non possono fare tutto, io non firmo, ma lo sosterrò, come ho fatto per i referendum del 12 e 13 giugno. Non voglio più che ci siano dibattiti come quelli di 15 anni fa, quando la società civile si poneva come antipolitica. Il partito dovrà avere un ruolo positivo, ma parziale. Io sono il primo firmatario di una proposta di revisione della legge elettorale e ne chiediamo la calendarizzazione. Il referendum abrogativo può dare uno stimolo o in extrema ratio dare una spinta per dire addio a questa legge porcellum che è il peggio che abbiamo, ma il partito vi darà solo un sostegno, non trovo giusto che un segretario di partito debba metterci il cappello. Spero, invece, che la legge la si faccia in Parlamento. E se a questa nuova legge elettorale non ci arriveremo, attiveremo tutti i possibili meccanismi di partecipazione nella scelta dei candidati».
Una non risposta che lascia aperti spiragli, apparentemente, ma non toglie dalle sabbie mobili il segretario del Pd. E, paradossalmente, il suo nemico, in questa fase, è proprio l’uomo che Bersani lo ha creato, scovato tra le rive del Po piacentino e il Reno di Bologna e portato a Roma a fare il ministro: Romano Prodi. D’altronde la firma pubblica del Professore (e dietro a lui Walter Veltroni e il sindaco di Torino Piero Fassino, il vice segretario Dario Franceschini) ha un suo rilievo, determinante quasi. Non solo firmano, ma si impegnano ad aiutare il referendum, a far sì che venga definitivamente cancellata questa legge elettorale, ribattezzata porcellum, pur di tornare al mattarellum e a un sistema che assomigli il più possibile al bipolarismo.
Prodi ha spiegato che questo non significa un suo ritorno alla politica attiva (aspira al Quirinale, ormai lo sanno anche i corazzieri) ma ogni volta che il Professore si muove sposta anche il baricentro del partito. Inevitabilmente. E questa volta non solo trascina i gli ulivisti della prima ora, come Giulio Santagata o Arturo Parisi, e l’ala democratica del Pd, ma anche diversi uomini legati al territorio (Stefano Bonaccini, per non fare nomi, segretario del Pd in Emilia Romagna) e governatori regionali del calibro di Enrico Rossi (Toscana) e Vasco Errani (Emilia Romagna), sindaci come quello di Bologna, Virginio Merola e quello di Pisa, Marco Filippeschi, via via fino alla base.
Una scelta, quella referendaria, che mette in crisi il partitone, e in particolare Bersani, già impegnato a schivare i missili terra-aria dell’affaire Penati: se così fosse, ha detto senza se e senza ma Pierferdinando Casini, ogni ipotesi di accordo con l’Udc salterebbe, dunque anche l’idea di segreteria che Bersani si era fatto. (Il Fatto Quotidiano 31 agosto 2011)













Comunque, “girla, o mesdla”, senza l’Udc si rimane all’opposizione per altri 60 anni,non ci vuole un aquila a capirlo.
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non è così signor Ruggero,l’udc sta aspettando la caduta (speriamo imminente del berlusca)per tornare al centrodestra purgato,il pd deve ricostruire un grande centrosinistra unito sui temi del lavoro,dell’economia mondata dalle speculazioni finanziarie,sulla ridistribuzione delle risorse ,sull’equità fiscale,sui temi eticamente sensibili,sul no alla guerra,sulla riduzione drastica delle spese militari a favore degli investimenti sull’istruzione,formazione e ricerca per i giovani.
Se così sarà non si dovranno aspettare le calende greche,ci sarà concesso(forse) di vedere un’Italia liberata dai trota e soci.
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Intanto si scrive con l’apostrofo. E poi, aquila, dimmi da dove derivi e come documenti la tua minkiata? Il PD deve essere il PD, e così facendo è diventato il primo partito italiano. Il PD deve fare a meno di quegli ex DC, sempre equidistanti, sempre equivicini, che alle 11 dicono una cosa e alle 17 la rivoltano totalmente. Questa gente tripla cultura e tripla faccia e quintupla opinione, resti tranquilla con Casini e non cerchi ospitalità e nessuno.
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Se non la smetti di insultare come un bambino coprolalico ogni volta che scrivi un commento, se non ti attieni al galateo di un dibattito urbano, vieni cacciato da questo blog con un bel calcio nel culo. O preferisci kulo?
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La mia minkiata la documento con i fatti, quando il centrosinistra ha presentato un uomo di centro (Prodi) ha sempre vinto , poi grazie al solito masochismo e con l’aiuto del Comunista miliardario in cashemire e’ stato tutto vanificato.
L’ex socialista sempre presente nel salotto di Vespa, nei telegiornali di Fede, e scrittore della Mondadori e’ colui che col suo massimalismo di facciata ha distrutto il centrosinistra,comunque continuate a ragionare cosi’, voi siete gente da opposizione, ci sara’ sempre un Berlusconi, piuttosto che un Montezemolo a mettervi all’opposizione,e’ anche per gente come voi che d’ora in poi il Pd si scordera’ il mio voto.
Un aquila non un pollastro.
Ops ho scordato l’apostrofo…..Ruggero studia Ruggero studia….. eh mamma avevi ragione…
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Scrive I.Cenci:
“…il pd deve ricostruire un grande centrosinistra unito sui temi del lavoro,dell’economia mondata dalle speculazioni finanziarie,sulla ridistribuzione delle risorse ,sull’equità fiscale,sui temi eticamente sensibili,sul no alla guerra,sulla riduzione drastica delle spese militari a favore degli investimenti sull’istruzione,formazione e ricerca per i giovani”
Caro Cenci, controlla bene, magari hai dimenticato qualcosa tra le cose che il Pd deve fare. O no?
Io la nave corsara la battezzerei ” LAPALISSE” .Tu cosa ne dici?
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Io la Nave Corsara la chiamerei masochista, a continuare a sopportarti.
Temo di non poter interloquire con te. Non vorrei che la gente non capisse la differenza.
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Credo che qualcuno I.C. sia un poco Alieno. Vive tra le nuvole molto alte .
Speculazioni finanziarie? Basta fare un giro verso l’autostrada e lungo la via emilia, si vede cosa hanno fatto in 64 anni di governo inserendo le cooperative nell’economia locale negli ultimi decenni. Quelli di prima erano speculatori e queste? No alla guerra? Non ho visto bandiere multicolore e viola , contro la guerra in Libia. O non era guerra? Mah! Investimenti sull’istruzione? Se il 98% va in stipendi e si permette a numerosi insegnanti il DOPPIO LAVORO (insegnamento e professione) questo va bene? Manca solo una cosa: una grande scopa per fare pulizia sia nelle teste sia nei fatti quotidiani. Nessuna delle parti stà operando per il BENE COMUNE!!!
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Innanzitutto complimenti alla redazione per il cicchetto ai saputelli di ritorno.L’assenza dell’apostrofo davanti ad aquila non è un’errore grave è una mancata elisione.Per il resto vivo si in collina ma non abbastanza in alto per le nuvole.Sono invece preoccupato per il partito a cui sono iscritto in quanto nell’ attuale crisi finanziaria ,politica ed economica c’è una mancanza di leadership politica che il PD,per ora, non è in grado di esercitare,impegnato in piccoli cabotaggi,personalismi , tatticismi semantici e incertezze strategiche che creano confusione e sconcerto nell’elettorato di riferimento.Nello stesso tempo perde credibilità nei confronti dei molti elettori delusi dal centrodestra berlusconianleghista.Infine per economia pulita intendo la ricostruzione di un giusto equilibrio tra mercato e produzione, regole rigide e tasse per le intermediazioni finanziarie e i grandi capitali anche quelli oltretevere, spostamento delle risorse dal capitale al lavoro soprattutto per le giovani generazioni.Il berlusconismo ha eroso le fondamenta morali e e intellettuali del paese,disprezzando la cultura,umiliando gli insegnanti e il pubblico impiego,altro che doppio lavoro,in questi anni le sole a a crescere sono state l’evasione fiscale e la corruzione.
Più che Lapalisse qui ci vorrebbe P.J. Etienne visconte di Cambronne.
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“L’assenza dell’apostrofo davanti ad aquila non è un’errore grave è una mancata elisione”. Mancata elisione, cos’è questa roba? Per me è un errore grave, e basta. E poi non potrersti trattare un argomento alla volta? Forse si capirebbe di cosa stai….
E poi, e chiudo, ho detto che la nave corsara potreste battezzarla come “Lapalisse”". Non ho scritto che qui ci vorrebbe Lapalisse. Ed è ben diverso. E poi complimenti alla redazione per il . Quale cicchetto, prego? Qui non siamo alla vecchia naia militare. Qui circolino delle opinioni, i cicchetti lasciamoli alle caserme di una volta. O no?
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Condivido e sottoscrivo l’intervento di Cenci. Anch’io sono nel Pd e sono molto preoccupata per come si sta muovendo.Il momento è drammatico e avere un segretario che non firma un referendum con delle scuse così fa capire che siamo alla frutta. Bersani continua a fare il giro di tutte le chiese (feste del Pd e Meeting di Cl) dimenticando che l’unica che serve sarebbe la piazza e anche qui delega allo sciopero della Cgil. La questione Penati lo ha reso meno incisivo del solito: una buona relazione economico finanziaria ma in quanto a lotta politica zero.
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Cara Giovannina, vedi, far politica è cosa complicata. A volte occorre essere aggressivi, a volte occorre bluffare e far finta che…, a volte occorre essere discorsivi, a volte bisogna non chiudere la porta in faccia a…, a volte bisogna chiudergliela in faccia di brutto. Uno come Bersani si fa il culo così per…fare, porta il Pd ad essere il primo dei partiti italiani. E poi tutti si trasformano in maestrini, tutti hanno la ricetta giusta. Basta sfogliare le vostre cazzate quotidiane per rendersi conto di quanti consigli, e sovente contradditori, gli vengano indirizzati. E’ come con la nazionale di calcio: il DT Galli vuole dentro Nocerino, Joseph non è d’accordo per nulla, Filippini non vuole in squadra Totti, Pizzati vuole una squadra più arroccata in difesa, Braglia la vuole più sbilanciata all’attacco, ecc.
Per favore, opinionisti da bar dello sport, piantatela di esprimervi solo per atti di fede, e qualche volta provate ad immaginare che al timone di una nave grande e vera, come quella del PD, ci siate voi. La politica è fatta di SI, di NO, ed è fatta anche di NI. Minkia, nella nave corsara tutti bravi a criticare, tutti con una personalissima ricetta del successo. Per forza, una nave sedicente corsara, attraccata a Fidenza senza ombra di mare! Provate a rientrare nei ranghi ed occupatevi di tortelli, di ripieni, di lambrusco, di salumi.
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Quoto I. Cenci
con una aggiunta, vorrei che il PD, oraganizzazze banchetti per la raccolta di firme per il Referendum abrogativo della attuale legge elettorale ( Porcellum )
Raffaele Pizzati
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Perché firmare
“In un momento drammatico come questo, con il Governo italiano commissariato dall’Europa, il Paese ha piu’ che mai bisogno di un Parlamento pienamente rappresentativo, capace di prendere decisioni impegnative ma condivise da tutti. Affidando la nomina dei parlamentari a pochi capipartito, la legge elettorale che chiamiamo Porcellum li ha separati dai cittadini, facendoli apparire come una casta di privilegiati. Vogliamo impedire che la “legge porcata” sporchi anche il prossimo Parlamento: lo dicono in troppi da 6 anni, ma il porcellum è ancora lì. Firmate per consentire al popolo di abrogarla. Firmate per ridare al cittadino il diritto costituzionale di scegliere i propri rappresentanti attraverso i collegi uninominali. Firmate per rafforzare e migliorare il sistema bipolare italiano e assicurare l’alternanza politica, consentendo ai cittadini di scegliere i parlamentari e chi deve governare il Paese.”
Andrea Morrone presidente del comitato
Arturo Parisi coordinatore politico
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Caro Raffaeluccio, firmate, firmate e firmate. E poi? E poi le firme le vai a portare in discarica. Si va al referendum? Roba da pisciarsi addosso dal ridere. Tu lo sai cosa è il quorum? E allora evita di sparare nel vuoto.
Molto meglio sarebbe fare qualcosa per abbassare la soglia del quorun al 20% degli aventi diritto. Il 20% di costoro significa più di 10 milioni di elettori che hanno il diritto di vincere, se gli altri italiani cerebrolesi non vanno a votare.
Altro inutile appello da corsaro fidentino il tuo.
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Se c’era qualcuno che aveva ancora bisogno di capire la politica di Bersani eccolo accontentato! Egli è il segretario di un partito immobilizzato e l’immobilità fa parte del suo dna. Mai che gli nasca l’ardore di tentare nuove strade ed innovazioni: tutto deve passare dalle discussioni parlamentari. Non si è mai chiesto che, poi, lì discute da solo perchè il governo legifera solo per decreto? Lo capiscono anche i bambini ma Bersani ha delle difficoltà al riguardo! E’ un politico ormai vecchio, con schemi mentali superati, incapace di capire il nuovo: infatti il suo partito è al palo! Che errore aver tolto Franceschini!!
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D’accordo, grave errore aver tolto Franceschini, e’ vero con elezioni democratiche quali sono le primarie,ma sicuramente lo spessore era diverso.
D’altronde era schierato con Bersani l’ex Ds che nel Pd detiene nettamente la maggioranza relativa,il partito della CGIL, delle Coop, della tortafritta voleva il timone del comando, e forse ne aveva anche il diritto.
Bisogna farsene una ragione.
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A Direzione scrive della 14,31 -
Coprolatico! coprolalia
[co-pro-la-lì-a]
s.f. (pl. -lìe)
1 MED Degenerazione psichica consistente nell’impulso morboso a pronunziare parole e frasi oscene
Cara e adorabile Redazione, io non pronunzio parole oscene. Io scrivo cose di rigorosa logica matematica. E voi, impotenti a capire, cercate di salvare il salvabile esibendovi coltissimamente con . Ecco, voi siete dei luogo/comunisti per bene, incapaci di esprimere concetti rigorosi e buoni solo a imbufalirvi quando non riuscite a segnare un punto. Ciao, lapalissianucoli.
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Credo anch’io,come Cenci, che Casini come prima ipotesi aspiri a allearsi con il PDL post Berlusconi, che Berlusconi sia stato un cattivo governo, ottenuto con la peggior legge elettorale nella storia della repubblica, poichè ha diffuso la coltura dell’illegalità,che non basta cacciare “Gheddafi” per fare una democrazia,che fare democrazia cioè politiche democratiche con un partito è “mission impossible”.Non che un eventuale nuovo governo non possa fare meglio di Berlusconi,ci mancherebbe, ma la democrazia per definizione vuol dire pluralismo ed il pluralismo in assemblea,sempre per definizione uccide i partiti.Berlusconi e Bersani alla fine non possono essere diversi per la decisionalità: Berlusconi ” la minoranza del partito si adegua alla maggioranza”( ripetendosi ancora nel 2011),Bersani “io per decidere voto con la squadra” (Fidenza,Orsoline, marzo 2003).Ma dov’è il pluralismo se io per decidere devo votare una cosa che non mi piace poichè l’ha stabilito la maggioranza del partito? Ve li siete dimenticati i Rossi ed i Turigliatto nel “centrosinistra” di Prodi?
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Sembra che in questi tempi, mentre stanno facendo l’ennesima manovra che toglierà alle famiglie altri 100 euro al mese,
i parlamentari, nemmeno sfiorati dalla crisi, orgogliosi del loro premier e ansiosi di emularne le gesta, si divertano con questa barzelletta:
In parlamento stanno cercando un modo per sanare i conti pubblici.
Il ministro Tremonti propone:
- tassiamo chi ha l’amante!! per esempio, con un’amante tipo Minetti si paga 200.000€ l’anno, o con un’amante tipo Carfagna 100.000€ e così via…
Un deputato PD si alza e timidamente chiede:
- ….e se uno ha l’amante tipo Rosi Bindi?
Tremonti indispettito risponde:
- eh no, eh no… scusate, ora non incominciamo con i rimborsi!!!
Bella la barzelletta, peccato che c’è poco da ridere.
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Chiedo ai masters e commanders della nave, a tutti i corsari, ai passeggeri paganti e clandestini, di decretare con votazione democratica l’espulsione del guastatore Filippo. Abbiamo un topo da fogna a bordo e i cordami sono ancora di canapa. Buttiamolo a mare. Chi vota a favore?
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IO !!!!!!!!!!!!!!
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Io lo butterei a mare, non perchè bastian contreario (ci vogliono, non vorrei che diventasse un soliloquio con espressioni intelligenti che si danno da spalla, e nemmeno con soggetti che dicono le stesse cose ma ognuno le dice meglio) ma perchè il soggetto non è portato alle discussioni democratiche. Io per non dire cosa penso di lui mi son censurato svariate volte, lei mi sembra che sia un incontinente dell’insulto. Senza il rispetto la nave diverrebbe un accozzaglia di insulti e vituperi ammassati uno sull’altro. Ma se la redazione non è d’accordo mi produrrò in un riflesso condizionato e diverrò peggio di Filippo. Sperando di non essere io il censurato.
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Voto contro !!!!
Giustifico il voto :- A me quello che scrive Filippo non piace granchè ma solo perchè offende, sicuramente dire che gli altri sparano cazzate non è il massimo dell’educazione ( netiquette in internet ), anche quello che scrive non è condivisibile ma in democrazia dobbiamo accettare ( non condividere) tutte le opinioni; poi buttare a mare un clandestino…. sai che goduria per lui??? Passare da martire… quindi voto contro la sua espulsione.
PS
@Filippuccio, no le firme raccolte ai vari banchetti non le porto in discarica ma bisogna spedirle al Comitato Nazionale Referendario;
PS 2
me lo spieghi tu cos’è il Quorun? Da parte mia ho contribuito a superarlo nelle ultime consultazioni referendarie.
Cordiali saluti
Raffaele ( Raffaeluccio ) Pizzati
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Vezzeggiativi
Vorrei ricordare che la regola, sine qua non,che occorre rispettare quando si discute per non litigare è quella di criticare i ragionamenti ma non le persone.Se io chiamo qualcuno con un vezzeggiativo(Raffaeluccio) una persona con la quale non sono in confidenza,l’appellativo si rivolge ovviamente alla persona e non ai ragionamenti .Quindi via libera alle critiche degli argomenti ma non alle persone.
Quorum
Sul quorum ricordo che non va ridotto , ma eliminato,poichè coma abiamo già trattatato su Nave, la democrazia è partecipazione e quindi deve decidere chi partecipa e non chi va al mare come succede con il quorum. Come mai dopo 63 anni di Repubblica Democratica tutti partiti e sindacati hanno usato il quorum quando gli ha fatto comodo ma nessun partito si è attivato per eliminare un simile obrobrio contenuto nell’ Art. 75 Cost.
Su Bersani
Il pensiero partitocentrico cerca di costruire la realtà secondo gli interessi di bottega cioè del proprio partito o altrimenti il partito sparisce. La vita, soprattutto quella politica, non si basa e non ha bisogno dei partiti,basta leggersi la Costituzione.Che colpa ha Bersani di avere delle idee diverse dalle vostre e diverse da molti del suo partito ma che poi lui deve presentare come idee del partito unito? Come si fa a quadrare il cerchio?
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Carlo,
Se io chiamo con un vezzeggiativo qualcuno che non conosco(Raffaelluccio),piu’ che altro lo prendo per il c…o.
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A Ruggero
esatto !!!!!!!!
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Se si fosse votato col Mattarellum oggi questo governo non sarebbe più in carica !!!!
Ritornare al Mattarellum non è avere il miglior sistema elettorale al mondo, ne sono convinto anche io, ma raccogliere le firme per abrogare il Porcellum sta a significare 3 elementi:-
a- no al Porcellum
b- Parlamentari legiferate se non volete il Referendum
c- agli eventuali collegi uninominali vorremmo votare candidati al Parlamento scelti da noi, anche con le primarie.
Cordiali saluti Raffaele Pizzati
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Ricordo a Raffaele che il “porcellum” è del dicembre 2005 e che Berlusconi era al potere proprio attraverso il “mattarellum”.
Negli eventuali collegi uninominali , su questi sono d’accordo con te,i candidati scelti con le primarie sono sicuramente un passo avanti. Ma devo ricordarti che i candidati i definitiva devono essere eletti non dal “popolo” delle primarie ma dal popolo,quello vero ,cioè dal corpo elettorale che deve potersi esprimere su libere candidature.Ora se i partiti presentano i loro candidati,pur se scelti dalle primarie, i battuti “devono” ovviamente ritirarsi, ma chi mi dice che un battuto nelle primarie ,poi non potrebbe essere vincitore con il voto del popolo sovrano?Quindi le primarie che pure sono un passo in avanti,rimangono uno strumento funzionale ai partiti che fatalmente i scontrano con la democrazia.In definitiva tutti quelli che vogliono fare politica raccolgono le firme e poi si candidano senza dover passare attraverso selezioni, vincoli ed esclusioni di partito.L’unico soggetto autorizzato ad escludere in democrazia è il popolo sovrano e non regole interne di partito.Saluti
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Carissimo Carlo, mi riferivo al fatto che, senza premio di maggioranza ( previsto dal Porcellum ) con la fuoriuscita dei cosiddetti finiani, il governo Berlusconi sarebbe decaduto.
In merito alla selezione dei candidati, ritengo che l’istituto delle primarie sia, al momento, il più democratico sistema di scelta da parte di quei cittadini che si riconoscono in quel partito o coalizione che indicono le primarie stesse.
Se questi candidati ( selezionati dalle primarie ) poi verranno effettivamente eletti al Parlamento sarà proprio perchè avranno avuto la maggioranza dei voti da parte del corpo elettorale di quel determinato colleggio.
con stima
Raffaele Pizzati
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Carissimo Raffaele
rimane il fatto che le primarie di partito rimangono ,pur essendo un passo in avanti rispetto alle nomine di segreteria,un sistema che poi obbliga i perdenti dentro un partito a non presentarsi alle elezioni per avere un vincente di partito.Ovviamente se due candidati di uno stesso partito si candidano in un collegio uninominale provocherebbe ,tanto per usare le definizioni di Bersani,una dispersione di voti che fatalmente li svantaggerebbe entrambi nei confronti di candidati unici di partito.La soluzione è molto semplice anche se un pò dura da digerire per i partiti.Le candidature devono essere individuali senza nessun simbolo di partito come avveniva ,tanto per non sembrare fuori dalla realtà,in Inghilterra fino al 1969.E non è un caso visto che l’Inghilterra è la patria (la mamma) della democrazia rappresentativa.Tieni presente che in democrazia ,cosa prevista anche dalla nostra Costituzione ,ciascuno rappresenta(art 67) solo la Nazione e può modificare le sue idee il giorno dapo le elezioni.Poi, se vuoi, possiamo parlare del problema reale che attanaglia le assemblee fatte di individui e non di partiti.Problema che è comunque sicuramente molto inferiore al problema che attanaglia le assemblee basate sui partiti, vale a dire le partitocrazie.Hai presnte lo spettacolo indecoroso e obligato ( il mercato delle vacche,senza mancare di rispetto alle medesime)avvenuto recentemente tra democratici e repubblicani ,sul bilancio,nel parlamento USA ,cioè nell’assemblea più semplificata del mondo essendo abitata solo da due partiti?
Con stima ricambiata.
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