Niente sikh, niente Padania

Pubblicato da Redazione il 22 agosto 2011 in Agricoltura, Attualità politica e sociale |

Venite alle 10, che ci sarà la cerimonia e poi un rinfresco, ci aveva detto il sindaco. Alle 9,30 eravamo già là. Nel minuscolo comune di Pessina Cremonese che poi in realtà è quasi Torre dei Picenardi. Tant’è che c’era anche il sindaco di quest’altro micro-comune con la sua fascia tricolore a bandoliera come il suo collega di Pessina, che si chiama Dalido.

I due non aspettavano noi, va da sé, ma le migliaia di indiani sikh arrivati oggi, 21 agosto 2011, per l’inaugurazione del più grande tempio sikh d’Europa. Un quadrilatero bianco accecante quasi compiuto, gli mancano solo le quattro cupole d’oro, nel bel mezzo dei campi di melica che sono il continuum di questa vasta parte della campagna cremonese.

Siamo arrivati passando per Ragazzola e il ponte sul Po, solcando coltivazioni di mais a perdita d’occhio e scorgendo da lontano quelle stalle senza muri che qui nel Parmense è sempre più raro vedere. Se l’agricoltura continua a funzionare, nella Bassa Lombarda come nell’Alta Emilia, è proprio grazie alle migliaia di sikh arrivati perlopiù dal Punjab a tenerla in piedi. A tenere aperte le stalle a coltivare il granturco, a falciare i prati d’erba medica, a mungere le vacche a rimondare le stalle, a guidare i trattori, ad arare, mietere, trebbiare, concimare e poi via ancora ad arare, mietere, trebbiare e concimare sotto il cielo grande della Bassa che non conosce i monsoni ma a volte, e proprio d’agosto, si arrabbia di brutto e semina grandine che noi chiamiamo tempesta.

Senza questi indiani con i capelli lunghi raccolti nei turbanti non ci sarebbe un bel pezzo di economia, nella Bassa Lombardia come nell’Alta Emilia. Senza di loro non ci sarebbe quell’eccesso di latte di cui Bossi si riempie la bocca e vanta e imbosca come se fosse lui a spremerlo dalla sua lingua chiacchierona e sterile. Come se i suoi amici e supporter imprenditori agricoli potessero esistere senza i mungitori sikh che si svegliano alle quattro del mattino per infilare i capezzoli delle vacche padane nei succhiotti delle mungitrici.

Sarà perché sono così mattinieri che questa mattina hanno cominciato prima delle dieci. Hanno versato quintali di petali da un elicottero sul tempio bianco simile a un fortino, disegnato da un geometra che, secondo me, è più bravo di tanti architetti che se la tirano. Cosa ci vuoi fare siamo bergamini, abituati a svegliarci presto, ci spiega un indiano da venticinque anni in Italia mentre ci offre una frittella da sgranocchiare. Provate a chiedere a un qualsiasi ragazzo delle nostre parti, uno di quelli che chiede dimmi chi erano i Beatles, se sa che cosa significhi la parola bergamino. Di nome e di fatto. Poi mi saprete dire.

C’è un cartello all’ingresso di Pessina Cremonese, che dice: comune libero da pregiudizi razziali. Non lo vedrete in foto perché il cellulare a quel punto ha fatto cilecca. Vorrei portarci quel fanigottone di Bossi e sbattercelo contro fin che la scritta non gli si è stampato sulla fronte inutilmente spaziosa. Non ha fatto un tubo in tutta la sua vita. Un elettorato fatto di ignoranti e ultimi della classe lo ha elevato a una delle più alte cariche dello Stato. Ha sistemato tutta la sua famiglia. E, come se ciò non gli bastasse, decide la politica del Paese a nome di tutti i noi. Lui che predica ande’ a laurà un campo di melica deve averlo visto solo sotto forma di polenta nei rifugi veneti e alto lombardi da cui lo stanno scacciando.

Ma lasciamo perdere, se no ci prende quell’animosità che non sarebbe apprezzata da questo pacifico popolo di mungitori sikh. E non vogliamo che un senza arte né parte trasformi una gita d’istruzione nella solita polemica e nei travasi di bile che ci vengono ogni giorno a sfogliare i giornali. Grazie sikh. (i. s.)

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4 Commenti

  • avatar l.cenci scrive:

    complimenti vivissimi a chi ha scritto questo articolo che condivido al 100%,solo l’integrazione e la tolleranza superano i problemi di convivenza tra i popoli.

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  • avatar Franco Francuti scrive:

    I comuni e i propri cittadini si liberano dai pregiudizi razziali quando,in primis, cacciano i partiti dalle proprie amministrazioni.Ma non sono ancora abbastanza vecchio (e saggio),come lo sono i Giovani del Borgo o quelli del PD di Fidenza.Quindi le mie restano illazioni.

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    • avatar Franco Francuti scrive:

      Togliete la parola “razziali” dal mio commento precedente.Quello che intendevo è che tanti piccoli comuni guidati da sindaci “illuminati”,votati a servire la propria comunità e liberi dal giogo dei partiti (mi pare si chiamino “liste civiche”),riescono a fare cose enormi che vanno a beneficio e vanto di un territorio ben più vasto di quello che amministrano.E questo di Pessina-Torre de’ Picenardi mi pare un esempio lampante.I comuni,liberi dal controllo dei partiti,sono spesso comuni liberi dai pregiudizi.Punto.

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  • avatar Lucia scrive:

    Sono d’accordo su tutto, contenuti e stesura, ma nego fermamente lo sdoganamento del termine Padania.
    La Padania è un luogo geografico formato dalla pianura creata dal fiume Po e non ha una connotazione sociopolitica.
    Buon lavoro.

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