Esproprio «proletario» al Billionaire di Flavio Briatore
Flavio Briatore con la moglie Elisabetta Gregoraci davanti al Billionaire.
Spacciandosi per miliardari arrivati in Costa Smeralda con un panfilo, sei russi hanno stappato 90 bottiglie di champagne. Hanno promesso di saldare gli 86 mila euro il giorno dopo, ma poi sono spariti nel nulla.
Olbia. Sei turisti russi, spacciandosi per miliardari arrivati in Costa Smeralda a bordo di un lussuoso panfilo, hanno beffato il Billionaire, il locale per vip di Flavio Briatore, lasciando in sospeso un conto da ben 86 mila euro. A raccontare la vicenda è il quotidiano l’Unione Sarda. I sei, tre giovani con le loro fidanzate al seguito, hanno prenotato un tavolo a nome del Kismet, uno yacht di 70 metri ormeggiato a Porto Cervo. In sei hanno stappato più di novanta bottiglie di champagne Cristal e hanno festeggiato fino all’alba, ma quando il cameriere si è presentato con una ricevuta da 86 mila euro nessuno ha tirato fuori la carta di credito.
Gli stravaganti clienti hanno convinto infatti il gestore del Billionaire a farsi fare una fattura, firmata dal comandante dell’imbarcazione, assicurando che sarebbero passati l’indomani per saldare il conto. In realtà i sei sono spariti nel nulla e ieri sera l’amministratore del locale è andato in caserma e ha presentato una denuncia: i militari hanno rintracciato subito il comandante dello yacht Kismet e gli hanno impedito di lasciare l’Isola. A quanto pare lo stesso comandante era convinto di avere a che fare con i rampolli di qualche oligarca russo e ora rischia di essere l’unico a fare le spese della bravata. Dei sei non si hanno infatti più notizie e malgrado le ricerche dei carabinieri per il momento sono riusciti a far sparire le loro tracce.
Il Kismet, in attesa che Flavio Briatore e i suoi soci incassino gli ottantaseimila euro che i russi non volevano pagare, potrebbe essere infatti posto sotto sequestro dalla magistratura di Tempio Pausania. Nel pasticcio, semper secondo quanto riferisce l’Unione Sarda, rischia di essere coinvolta anche una società, la Nautica che ha fatto il servizio di management per la barca battente bandiera inglese. Il responsabile dell’azienda, insieme al comandante dello yacht, sono stati interrogati a lungo dai carabinieri.













ian fat ben……
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una bottiglia 1000 euro?ma co gani mis dentor?sei buontemponi che si bevono 15 bottiglie ciascuno mi sembra un tantino esagerato,pari al ricarico del 1000per cento,se la notizia è vera godo come un riccio!!!
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caro dottore, mi riferiscono che nei luoghi vip impazza la simpatica abitudine di bagnarsi l’un l’altro con getto di champagne pregiati, usando addirittura bottiglie da 3 e più litri.
fossi la guardia di finanza è li che andrei a cercare gli evasori
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Si tratta a mio avviso di una trovata pubblicitaria scadente riservata ai cretini, stante che, il luogo, il locale e i personaggi coinvolti, appena sei persone, non potevano certamente passare inosservati a chi con i veri ricchi dovrebbe essere abituato a trattare, i russi – solo i nuovi ricchi – spesso sono soltanto dei parvenu, capaci sicuramente di quell’esibizionismo che caratterizza chi del valore dei soldi non ha cognizione, ma, se questa storia fosse vera, ben gli sta a chi gestisce il locale, perché deve destare soltanto sospetto chi ordina dello champagne di quella marca, (presumibilmente anni 60) nella proporzione di 15 bottiglie a testa! Un gestore normale, avrebbe dovuto chiare il 113! È inutile aggiungere altro, il resto sono storielle da collegiali o categorie simili. Così, chi non conosceva questo locale esclusivo, ora lo conosce! Auguri e complimenti a chi ha architettato questa pubblicità!
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Beh, col caldo di questi giorni qualcosa da bere sembra indispensabile. E cosa di meglio che uno champagnino per brindare in compagnia ? Beh complimenti ai russi, neanche l’Atos dei bei tempi sarebbe riuscito a bersi 15 bottiglie e a farle mettere sul conto di un altro. Nemmeno Giuly Mistura le prendeva così grosse e le contava così grosse. Ma all’epoca certi boccaloni non c’erano ancora, son pesci non autoctoni.
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io questa notizia l’ho letta anche su repubblica e sul corriere…. perché non dovrebbe essere vera? e poi è trooooppo bella!!!!!!!!
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LEGGO E GODO…. GODOOOO!!!!!
Briatore, la truffa che viene dall’Est
di Pino Corrias
È dall’Ottobre del 1917 che un gruppo minoritario, facinoroso e sostanzialmente antidemocratico di russi non ci dava tanta soddisfazione, come i sei rampolli, scesi in Costa Smeralda dai ghiacci ad alto reddito di Mosca, che si sono bevuti in una sola sera, al Billionaire dello zar Flavio Briatore, 92 bottiglie di Cristall, più un paio di magnum, più gli spiccioli di una bottiglia di Chivas Regal, e se la sono filata all’alba senza pagare il conto da 86 mila euro.
Immemore dei ricorsi della Storia, Briatore se l’è presa con gli ultimi della fila, i camerieri, colpevoli di non aver controllato quella compagnia di briganti – tre uomini, tre donne, sbarcati da uno yacht di 70 metri, il Kismet – che da mezzanotte alle sei del mattino hanno allagato di champagne e risate lo scrigno più costoso del Billionaire, quel privé custodito dai body guard e che un tempo ospitava la crema della Costa, cioè Lele Mora con i suoi ganzi e Emilio Fede esperto in previsione del tempo, concorsi di bellezza e prestiti infruttiferi. Briatore si lagna della stangata: a ognuno la sua crisi.
Siamo ancora in tempo a destinare un centesimo a testa – con la prossima Manovra – per pagargli almeno il parrucchiere.
Il Fatto Quotidiano, 24 agosto 2011
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I famosi “miliardari russi”, alcuni dei quali protagonisti, dopo la caduta dell’Urss, di una delle più colossali spoliazioni di beni collettivi mai viste nella storia dell’umanità, hanno ormai rimpiazzato nel nostro immaginario gli sceicchi arabi. Panfili di speciale cafonaggine e spese sfrontate ne segnano il passaggio nelle località turistiche più celebri e anche più trite, dove nemmeno Christian Vieri si fa più vedere, e dove loro arrivano con qualche decennio di ritardo sulle mode, per l’incredula gioia di albergatori e ristoratori che non speravano più di poter vuotare i freezer e le cantine. Alcuni di costoro acquistano e gestiscono squadre di calcio (russe e non) triplicando o quadruplicando investimenti e stipendi, e rovesciando sul tavolo da gioco tanti quattrini quanti ne dovrebbero bastare, in teoria, a sbaragliare ogni avversario. Ma fin qui hanno vinto poco o nulla, e i titoli di giomale che li riguardano non misurano le vittorie, ma lo sfondamento sistematico di ogni criterio economico e di ogni fair-play. Chi crede che il denaro non sia tutto segua le imprese dei nuovi ricchi dell’Est: sono una preziosa testimonianza che effettivamente no, il denaro non è Tutto. (Michele Serra, la Repubblica del 24 agosto 2011.
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