Berlusconi ha detto troppo

Pubblicato da Redazione il 21 agosto 2011 in Avanspettacolo Teatro leggero |

In questa e nella foto successiva, Nicole Minetti domenica scorsa allo stadio di Milano.

Un gruppetto di curiosi attendeva domenica sera, 21 agosto 2011, Silvio Berlusconi all’uscita del ristorante dove aveva cenato con Emilio Fede, Mariano Apicella, Adriano Gagliani e Nicole Minetti dopo aver visto Milan-Juventus al Meazza di Milano.

Dalla folla, una ragazza di 20 anni, Antonella C. di Napoli, si è avvicinata al premier chiedendogli di aiutarla a trovare lavoro. «È difficilissimo», gli ha risposto Berlusconi mettendole una mano sulla spalla. Forse non aveva il phisique du rôle della consigliera regionale Nicole.
Berlusconi ha posato poi per una foto con un ragazzino che il giorno dopo avrebbe compiuto 12 anni: «Auguri», gli ha detto, «ma devi sapere che io alla tua età avevo appena nove anni». A chi gli ha chiesto se avesse un sogno di mercato come Fabregas, il patron del Milan ha risposto: «Fortunatamente sogno altre cose». Ha pure ribadito che non è possibile l’arrivo di Mario Balotelli. A chi gli ha chiesto se il Milan può battere il Barcellona ha ricordato che «nel calcio il 50% è tattica, talento, abilità, mentre il resto è fortuna».
Battute anche sulla manovra: «Io ho fatto ciò che dovevo per evitare una grande crisi dei nostri titoli, ora tocca al Parlamento. Per ottenere l’intervento sui mercati della Banca centrale europea mi è stato detto che entro venerdì sera dovevo fare un decreto che spostasse dal 2014 al 2013 il pareggio del bilancio, siamo riusciti in quattro giorni a trovare l’accordo tra i partiti della maggioranza. Il mio grande torto è stato di non riuscire a farmi dare il 51% dagli italiani quindi devo compromettere tutte le decisioni con i componenti della maggioranza».
E ha continuato: «Il decreto doveva arrivare venerdì sera perché la Bce ha chiesto sabato e domenica per raccordarsi con tutte le banche di stato europee e vedere se lunedì poteva intervenire sul mercato. Lunedì la Bce è intervenuta sul mercato delle nuove emissioni e sul mercato secondario dove abbiamo 1750 miliardi di euro. Quindi, quello che dovevo fare l’ho fatto, ora il decreto e’ in Parlamento e il Parlamento deciderà».
Ma che fa Silvio, parla come uno che se ne lava le mani? Come uno che sta per andare in esilio? Dalla politica, s’intende. Perché qui nessuno vuole trattarlo come i ribelli libici stanno trattando Gheddafi. L’unico argomento per il quale il Nostro non ha speso una parola.

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