Mancano volontari per le feste del Pd: i vecchi militanti sono in via d’estinzione

Pubblicato da Redazione il 12 agosto 2011 in Politica, Tempo libero |

Qualcuno reagì come se gli avessimo pestato la coda (di paglia) quando Nave Corsara constatò che le feste del Pd, a Fidenza come a Salso, erano un po’ in crisi per carenza di volontari. Un dirigente borghigiano smentì. Riconoscere l’evidenza non è tra le qualità più spiccate dei politici. Ora ci aspettiamo smentite da Bologna.
Problemi anche dal punto di vista economico: a Bologna la campagna elettorale di Virginio Merola è costata milione di euro. E la festa servirà soprattutto a ripianare quel debito.
Salvate le Feste del Pd, le vecchie feste dell’Unità, e salverete il partito dalla bancarotta. È questo, in sostanza, il messaggio lanciato da Lele Roveri, organizzatore da anni della Festa dell’Unità più grande d’Italia e dell’unica che ancora porta questo nome (le altre ormai sono più anonime Feste democratiche): la festa della federazione provinciale di Bologna. Il problema numero uno nel capoluogo emiliano, come in tutta Italia (e in prospettiva delle prossime edizioni), è quello dei volontari: «Non siamo ancora in emergenza, ma da quest’anno stiamo iniziando a collaborare con le associazioni, perché in futuro lo zoccolo duro dei 65enni non potrà più lavorare».
La festa dell’Unità del capoluogo emiliano conterà quest’anno 5mila volontari «interni» (non tutti iscritti al Pd) e un migliaio messi al lavoro da altri soggetti tra cui l’Arci (una potenza a Bologna) e l’Avis, l’associazione dei donatori del sangue. Tutte associazioni già attive negli anni scorsi alle feste, ma che da quest’anno prenderanno in mano direttamente alcune iniziative della rassegna. Il partito, conferma Roveri, durante l’anno restituirà i «favori» alle varie associazioni: «Un po’ di mutualità deve esserci».
Roveri è invece molto schietto nei confronti dei vertici del partito nazionale: «Il problema non è quello di trovare volontari, ma è l’auto-finanziamento. Senza le feste de l’Unità, il partito muore. Questo a Roma non lo capiscono». Secondo Roveri il passaggio dai Ds al Pd ha pesato molto sul fatto che le feste abbiano perso peso.
L’unico posto dove le feste continuano ad andare forte, assicura lo stesso Roveri, è proprio l’Emilia, e in particolare Bologna: «Nei paesi della nostra provincia facciamo 120 feste, sei anni fa erano 85». Un dato in controtendenza con quello nazionale, spiega.
A Bologna quest’anno l’auto-finanziamento sarà fondamentale. Gli utili della festa bolognese, che negli anni scorsi si fermavano a 160 mila euro, quest’anno dovranno raggiungere almeno i 300 mila euro: in ballo c’è la sopravvivenza delle casse della federazione bolognese che ha dovuto affrontare la spesa extra e inattesa della campagna elettorale per le comunali, dopo le dimissioni del sindaco Delbono per lo scandalo Cinzia-gate. Oggi le elezioni sono state vinte, Virginio Merola è il nuovo sindaco, al Pd sono tutti felici, ma a recuperare quelle spese è stata chiamata la «macchina da guerra» di Lele Roveri che ogni anno fa numeri da capogiro: «Quest’anno taglieremo i costi, eviteremo gli sprechi e faremo di tutto per raggiungere quel limite dei 300 mila», tutti destinati alla politica, spiega Roveri. Anche perché la campagna elettorale di Merola è costata qualcosa come mezzo milione di euro, la più ricca in assoluto, e quei soldi da qualche parte devono saltare fuori.
La Festa dell’Unità della Federazione di Bologna è un grande business economico (800 mila visitatori in 25 giorni, 4 milioni di euro di incasso lordo) con 105 attività, oltre 25 ristoranti e offerte commerciali di ogni tipo, concerti con nomi famosi, personaggi politici di calibro nazionale. Eppure la forza-lavoro di questa grande industria tutta emiliana sta piano piano andando in pensione e il ricambio rischia di non essere sufficiente.
I volontari sono già all’opera per la rassegna che si aprirà il 25 agosto per chiudersi il 19 settembre. Tra gli ospiti della festa ci saranno la premio Nobel iraniana Shirin Ebadi, Pierluigi Bersani, Rosy Bindi e due ministri Pdl, Altero Matteoli e Anna Maria Bernini. Tra gli artisti: il figlio di Bob Marley, i Modena City Ramblers e Sabina Guzzanti.
Poi c’è la questione della festa nazionale. Bologna non ospita più la festa principale del partito dal 2007, l’ultima festa dei vecchi Democratici di Sinistra. Sarà un caso che i vertici non scelgano più Bologna? «Dai primi tempi del Pd, gli anni veltroniani – spiega Roveri – la festa nazionale doveva essere più una location suggestiva, piuttosto che una festa verace come quelle bolognesi, tutta muscoli e tagliatelle». E vecchi volontari col fazzoletto rosso al collo. Ancora per qualche anno, se non altro. (Davide Marceddu, Il Fatto Quotidiano, 11 agosto 2011)

Ci sarà anche Ziggy Marley alla festa dell’Unità di Bologna, il 26 agosto. 

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12 Commenti

  • avatar Daniele Frigeri scrive:

    non capisco come faccia un partito a essere in bancarotta 0.o

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    • avatar Pietro Brunetto scrive:

      Semplice…il PD è nato a fondi 0, grazie alla manovra della “Fondazione DS”, che ha incamerato tutti i beni dei partiti precedenti ( PCI, PDS, DS).
      Comunque per la cronaca quest’anno alla festa eravamo più che coperti in tutti i settori, non so chi mettesse in giro queste voci ma evidentemente non sapeva quello che diceva…

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  • avatar Daniele Frigeri scrive:

    ah, i rimborsi elettorali non contano?

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    • avatar Pietro Brunetto scrive:

      Si, ma quelli sono per l’appunto rimborsi che arrivano una volta ogni 5 anni, ossia ad ogni elezione…i tempi d’oro degli anni ’70 sono finiti, adesso c’è da stare all’occhio anche per le piccole spese…è anche per questo che la Festa de l’Unità per un partito come il nostro è fondamentale, ci permette di avere le risorse per svolgere l’attività politica nel corso dell’anno, oltre naturalmente ad avere un grande significato sociale, essendo la festa estiva storica di Fidenza che da 65 anni allieta e rifocilla la cittadinanza, di destra o di sinistra che sia.

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      • avatar Daniele Frigeri scrive:

        “Si, ma quelli sono per l’appunto rimborsi che arrivano una volta ogni 5 anni, ossia ad ogni elezione”
        Scusa se è poco, Brunetto. Si parla di milioni di euro rubati.
        Un partito dovrebbe autofinanziarsi, o al massimo raccogliere donazioni volontarie (non intendo mazzette a valanga, anche se la pratica probabilmente sarebbe quella).

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      • avatar Morto di fame scrive:

        Da 65 anni il pci/pds/ds/pd ci rifocilla….. capito ?

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  • avatar Giovanni Capece scrive:

    Pietro, Pietro sei sempre il solito!
    Il finanziamento pubblico ai partiti viene erogato sulla base delle elezioni (politiche, europee o regionali) ed ha quote annuali della durata di cinque anni. Il sistema è così ben congegnato che se vi sono elezioni anticipate il partito continua a incassare le quote vecchie fino alla scadenza dei cinque anni e intanto incassa anche quelle delle nuove elezioni.
    Per il resto la tua dichiarazione mi conferma le ragioni per cui non sono entrato nel PD, per il semplice motivo che è la continuazione del PCI, PDS, DS; così come tu tranquillamente riconosci. Con un unica differenza: i DS il capitale se lo sono tenuto nelle loro fondazioni.

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  • avatar Mario scrive:

    Diminuiscono i volontari e aumentano i mercenari, n’est ce pas?

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  • avatar carlo fetonti scrive:

    Pur riconoscendo al vecchio PCI il merito di avere “inventato” culturalmente e praticamente ,quando la fede politica regnava nei partiti, la festa “di popolo” dell’Unità, ora, con tutte le feste che si svolgono a Fidenza e d’intorni da giugno a settembre ,parlare di rifocillare ed allietare i fidentini mi sembra una questione francamente superata.Quello che un partito politico,degno di tale nome, dovrebbe reinventarsi è una festa della politica (tipo ad esempio il Festival di Lilliput di qualche anno fa), ma questo, vista l’aria che tira con i dibattiti politici (ed annessi politici)scomparsi dalla circolazione, vorrebbe dire essere capaci di mettersi in discussione, incominciare a rispondere alle domande della gente e smetterla di fare dei comizi e ….basta come fanno attualmente tutti ( o quasi) i politici in attività.

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  • avatar CHINA65 scrive:

    Non vorrei diventare Fetontiano (con una tematica ripetuta all’infinito, Carlo mi perdonerà) ma gira che ti rigira si và sempre a finire al distacco fra cittadini e politica, che nemmeno certe liste civiche riescono a colmare. Di certo il senso di appartenenza (per motivi storici e ideali ben definiti) che poteva dare il Partito Comunista era altra cosa di questo rosso sbiadito al bianco PD. I cittadini (e tra poco anche i Fidentini) ne han le braghe piene. E quando le manovre economiche appena varate produrranno il loro effetto nel quotidiano della gente, allora anche chi preferisce non vedere dovrà necessariamente guardare. E dato che non sono le confluenze astrali negative ad aver prodotto un buco nero nei conti del governo, e dato che i servizi son già all’osso e dovranno ulteriormente diminuire (in sostanza le risorse per affrontare questa crisi son già state spese quando questa crisi non c’era ancora) allora i problemi saranno talmente pressanti per ognuno che non sarà più sopportabile nè l’inettitudine, nè l’incapacità nè la mala-amministrazione. Ogni soldino che chi amministra chiederà al cittadino dovrà essere speso bene, come succede nelle famiglie (e un Comune è una famiglia allargata) che fan fatica ad arrivare a fine mese.

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  • avatar carlo fetonti scrive:

    L’infinito Fetontiano
    ” la lingua batte dove il dente duole”

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