Contrordine, compagni: Pagliari non sa quel che dice. Voltafaccia in giornata
Primo tempo. Su PolisQuotidiano compare una lettera intitolata «L’inceneritore rovina la fama del Parmigiano-Reggiano». Porta la firma di Giorgio Pagliari, capogruppo del Pd in consiglio comunale a Parma. Il comitato Gcr (Gestione corretta rifiuti) esulta: per la prima volta un esponente di quel partito, uno dei papabili per la candidatura a sindaco della città, si schiera contro il discusso impianto di Ugozzolo.
Secondo tempo. Passa qualche ora e arriva la smentita: Pagliari afferma di non aver mai scritto quella lettera: dice che si tratta di «un errore materiale di composizione o di stampa del giornale». E gela l’entusiasmo del Gcr: «Le deduzioni tratte dal Cgr sono, quindi, del tutto prive di fondamento e, per quanto di necessità, le smentisco, pur comprendendo che lo stesso abbia ritenuto di commentare l’articolo a me erroneamente attribuito». La conferma arriva poco dopo dal direttore di PolisQuotidiano: “Quella lettera non è stata scritta da Pagliari, ma è dell’associazione Gestione corretta rifiuti e risorse di Parma. Ci scusiamo con l’interessato e i lettori per l’errore di trascrizione e per l’equivoco che essa ha inevitabilmente ingenerato». Ma se è stata la stessa associazione a scriverla, come ha potuto il Cgcr non riconoscerla come propria e inviare in mattinata un secondo comunicato in cui esprime delusione per il qui pro quo con Pagliari? Quinte colonne nel Gcr? Qualcuno fa il furbo? Qualcuno parla con lingua biforcuta? O qualcun altro si mangia la lingua? In attesa di saperne di più, pubblichiamo i due comunicati del comitato Gcr con i titoli originali.
La svolta del PD sull’inceneritore
Apprendiamo con grande soddisfazione della lettera inviata a Polis Quotidiano dal consigliere comunale del Pd Giorgio Pagliari, in cui esprime per la prima volta dall’inizio di questa vicenda, forti dubbi sull’opportunità per il territorio di proseguire nella costruzione di un opera così contestata.
«L’inceneritore rovina la fama del Parmigiano-Reggiano» è il titolo della lettera e non lascia spazio a dubbi sulla svolta.
Giorgio Pagliari coglie l’occasione della recente introduzione di nuove regole nel disciplinare del Parmigiano-Reggiano per dichiarare che l’inceneritore sarà «un clamoroso autogol di marketing territoriale che porterà beneficio a pochi a scapito di un intero sistema».
Non sappiamo se questa posizione sia condivisa anche dagli altri esponenti di spicco del partito da sempre a favore del forno come Vincenzo Bernazzoli e Giancarlo Castellani, ma è indubbio che la levatura del personaggio (uno dei candidati papabili del centrosinistra alla poltrona di sindaco) cadano come un macigno nella discussione interna ai democratici sulle linee guida da portare avanti per la prossima campagna elettorale in tema di ambiente.
Una spaccatura con la linea finora tenuta dal presidente della provincia Bernazzoli la si legge in un passaggio dedicato alle fonti rinnovabili in cui il consigliere democratico critica l’amministrazione provinciale sul tema della gestione degli impianti a biogas, per aver avallato il proliferare di impianti a biogas che necessitano di colture estensive di no-food e per i pericoli causati alla produzione del parmigiano dalla dispersione nell’ambiente delle spore degli insilati di mais.
Probabilmente un salto in avanti di Giorgio Pagliari in vista delle primarie di autunno che non possiamo che appoggiare.
È questo il Partito democratico che vogliamo. Un partito di centro sinistra che pone al primo posto nell’agenda il tema ambientale senza curarsi degli interessi legati ad impianti milionari.
Prima vengono i cittadini e il territorio.
Un grazie di cuore a Giorgio Pagliari.
Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma – Gcr
Parma, 11 agosto 2011
Fuoco di Pagliari, svanisce il sogno di una svolta salutista del Pd
Apprendiamo con dispiacere che Giorgio Pagliari non ha svoltato sull’inceneritore. Noi ci avevamo sperato nel cambio di strategia del PD, che da partito dell’inceneritore poteva trasformarsi nel partito del futuro, quello a rifiuti zero proposto dalla California, e adottato da tanti comuni italiani come Capannori, Ponte delle Alpi, Colorno, Pietrasanta, per un totale di 700 mila italiani che mirano a ridurre a zero i propri scarti.
Apprendiamo che la lettera a Polis Quotidiano è stata erroneamente firmata, mentre sul tema Pagliari non proferisce parola.
Invece il capogruppo del Pd tuona contro la raccolta differenziata spinta del quartiere Cittadella, quando sa benissimo che la modalità adottata è la stessa che in tutta Italia è stata definitivamente decretata come la migliore azione di riciclo per i materiali di scarto, quella che porta ad azzerare la necessità di un inceneritore.
Certo è che se ci sono delle migliorie da apportare queste vanno valutate e adottate, ma l’eliminazione dei cassonetti stradali, una delle conseguenze del porta a porta spinto, è l’unico stratagemma per evitare il selvaggio gettar via materiali utili come carta, plastica, legno, cartone e il mischiarsi di frazioni incompatibili tra di loro, che fanno calare, di molto, la qualità del rifiuto riciclato.
Ogni frazione merceologica deve trovare una sua utile destinazione nel mondo del riciclo e dei consorzi di filiera. Incrementare le quantità di materiali differenziati significa aumentare gli introiti dei comuni, che vengono pagati dal Conai, e ridurre i costi dello smaltimento, visto che diminuisce la frazione indifferenziata da smaltire.
Anche la tariffa puntuale è una svolta necessaria a premiare i cittadini virtuosi che seguono le indicazioni organizzative con metodo ed attenzione. Bisogna arrivare ad un modello che consenta di far pagare solo quello che si smaltisce e non quello che si differenzia.
Il modello è anche vicino a noi. Pochi giorni fa i cugini di Reggio hanno messo la parola fine sul nuovo inceneritore. Nel 2012 spegneranno il vecchio impianto e al suo posto ci sarà un centro di riciclo denominato Trattamento Meccanico Biologico. I reggiani possono fare a meno dell’inceneritore, perché Parma invece deve costruirlo?
Il nostro plauso va al sindaco di Reggio Delrio al quale chiediamo già da oggi aiuto per condurre i suoi compagni del Pd nostrano sulla retta via, spiegando loro, visto che pare non ascoltino i nostri argomenti, come si fa senza inceneritore, visto che per l’assessore all’inceneritore Castellani «ce n’est pas possible».
Forse perché con il modello inceneritore paghiamo 160 euro a tonnellata, mentre a Napoli ne pagano 113, mentre la van Gansewinkel propone tariffe sotto i 100 euro, trasporto dei rifiuti in Olanda incluso.
Quindi qualcuno è contento davanti a 160 euro a tonnellata e di questa bella torta si fa grandi scorpacciate.
It wasn’t me.
+ 41 giorni dallo stop del cantiere dell’inceneritore di Parma
+ 437 giorni dalla richiesta a Iren del Piano Economico Finanziario del Pai, forse perché l’inceneritore costa 315 milioni di euro?














Mi sa che il buon Castellani è rimasto l’unico a volerlo !
Per lo meno è apprezzabile la sua coerenza!
Dritto fino in Forno……
Cotto e bollito !
Non ci sono più i Democristiani di un tempo !
Ti piace questo commento?
9
4
E Bernazzoli, invece, lui non lo vuole il forno? Ma non è lui il capo di Castellani? Non è lui il più strenuo difensore dell’inceneritore? Provi a rileggere il tutto tenendo il dito sotto la riga, così non le sfuggirà nulla. È un metodo antico, ma funziona sempre, sa?
Ti piace questo commento?
9
2
Effettivamente sulle politiche ambientali il PD è un pò ondivago…
A Fidenza Bernazzoli e Castellani non si facevano sentire sulla Solveko, ma anche in quel caso c’era lo zampino della Provincia, esattamente come per l’inceneritore.
Il PD predica bene…ma poi razzola male!
Ti piace questo commento?
9
0
Bravo Jonas, hai centrato il problema.
A Fidenza il PD locale si è comportato in un modo, mentre la Provincia a livello di PD esattamente al contrario.
In merito all’inceneritore sappiamo tutti che il PD è favorevole.
Più ondivaghi di così…!
Ti piace questo commento?
4
1
Mi piacerebbe capire come è possibile fare a meno di un inceneritore se si vuole essere ecologisti e non fregati dal solito racket ambientale.
Partendo dal presupposto che i rifiuti è impossibile non produrli, vorrei capire se quelli che protestano contro l’inceneritore non hanno per caso qualche partecipazione nei nuovi sistemi di gestione dei rifiuti, dalla filiera del riciclo, sistema garantito per fare soldi a spese dei contribuenti, al sistema reggiano. Peccato che anni fa chi proponeva sistemi simili fosse stoppato per la pericolosità del riutilizzo di rifiuti trattati. Misteri della fede o del racket ambientale, che si serve di qualche pseudo ambientalista per spingere le scelte dei politici verso il proprio tornaconto personale ?
Ti piace questo commento?
4
1