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In Georgia, per un trip che neanche Amsterdam garantisce più
La Georgia potrebbe diventare la nuova Olanda. Mentre nel paese dei tulipani le autorità civili spingono per la progressiva chiusura dell’esperienza dei coffee shop, i locali in cui si possono fumare droghe leggere in modica quantità sotto il controllo dello Stato, nella piccola repubblica del Caucaso già si pensa di mettere in cantiere l’esperienza inversa, ovvero predisporre aree in cui sia consentito il consumo di marijuana agli stranieri.
Secondo il quotidiano georgiano Aliya, l’iniziativa sarebbe promossa da vari esponenti di alto livello del governo, oltre che da Georgi Arveladze, ex ministro dell’economia e capo di gabinetto del presidente, oggi alla guida della rete tv Imedi. Attualmente in Georgia la detenzione di marijuana in quantità inferiore a due grammi non è punibile penalmente, ma solo con una sanzione amministrativa.
I turisti della marijuana si trasferiranno dunque da Amsterdam a Tblisi? Staremo a vedere.
A Londra, dove c’è una pizzeria che ti fa sentire un italiano vero

Non ha combinato nulla per l’economia italiana, ma ha fornito una buona idea un ristoratore londinese. «Cercavo un nome efficace per una pizzeria», dice il proprietario del nuovo locale, «ho letto sui giornali delle avventure sessuali di Berlusconi e Bunga Bunga mi è parso un nome attraente». Le pizze si chiamano ovviamente Ruby, Aida, Micaela… i camerieri sono vestiti come se dovessero entrare nel lettone di Putin da un momento all’altro, come si vede nella foto pubblicata dall’Evening Standard. Ogni italiano di passaggio a Londra, e sono veramente tanti, dovrebbe fare una capatina in questa degna sede di rappresentanza del made in Italy che si trova in Battersea Bridge Road e, a cominciare dal bancone del bar a forma di gondola, gronda kitsch tricolore raccattato nel Belpaese.
A Zakyntos, l’isola greca dove nessuno ti guarda
Se avete qualcosa da nascondere, se volete passare inosservati o allungare le mani verso persone o cose con un’alta percentuale di probabilità di farla franca, Zakyntos è la destinazione che fa per voi. La perla dello Ionio, l’isola greca che ha dato i natali a Ugo Foscolo (in italiano Zacinto o Zante), meta di migliaia di turisti, è infatti nota come «l’isola dei ciechi» dopo la scoperta che almeno 700 suoi abitanti – pur vedendoci perfettamente – risultano non vedenti e, come tali, ricevono dal governo una regolare pensione di invalidità.
Per questo motivo, come riferiscono i giornali di Atene, il ministero della Sanità ha disposto un’indagine dopo aver accertato che effettivamente circa il 2% della popolazione dell’isola, cioè 700 su 35 mila, risulta affetta da cecità. A insospettire i soliti ficcanaso è che la la gran parte dei certificati medici attestanti la disabilita è stata emessa in periodi pre-elettorali. La maggioranza dei falsi non vedenti, inoltre, avrebbe dichiarato di essere cieca dalla nascita, ma non risulta nella storia recente dell’isola alcuna epidemia che provochi la cecità.

Il totale delle pensioni pagate dallo Stato ai falsi ciechi di Zakynthos, rilevano i giornali, ammonta a 6,4 milioni di euro l’anno, una bella cifra in tempo di crisi economica r di aiuti versati dall’Unione europea. Il ministero della Sanità ha ora disposto che tutti coloro che ricevono la pensione di invalidità dovranno sottoporsi a un nuovo esame della vista in una struttura ospedaliera statale.
Nella lontana Indonesia, dove il benessere arriva con il treno
Altro che l’olio tiepido e ayurvedico del Kerala. La nuova meta delle discipline new age è l’Indonesia. È qui che si pratica l’elettroterapia, l’ultima grido nel campo della medicina alternativa. La cura consiste nello sdraiarsi sui binari, aspettare che il treno arrivi e assorbire il flusso di corrente con il corpo, avendo però l’accortezza di balzare in piedi qualche secondo prima che le ruote del convoglio lascino un segno indelebile sul curando. Poi, passato l’ultimo vagone, di nuovo giù a racimolare le residue vibrazioni e i restanti sgoccioli d’energia. Chi non rimane travolto, sostiene di sentirsi meglio.
















