Roma sprecona, il confronto non perdona: la Francia ha scelto la coperta di Linux

Pubblicato da Redazione il 3 agosto 2011 in Pubblica amministrazione |

Accade in Italia

Conto consuntivo della camera dei deputati per l’anno finanziario 2010

Cap. 245. Spese per acquisto software: 19.064.337 euro

Cap. 60. Spese per manutenzioni ordinarie software: 4.260.306 euro

(Dati pubblicati il 2 agosto 2011)

Accadde in Francia 

Il Parlamento francese utilizzerà solo software open source. 

I deputati eletti nella prossima legislatura francese troveranno software open source nei loro pc.
L’Assemblea nazionale ritiene che l’utilizzo di software libero possa consentire notevoli risparmi alla Francia, nonostante il costo per la migrazione e per la formazione del personale.
I software open source ormai offrono tutte le funzioni di cui i deputati necessitano, questa è la conclusione di uno studio condotto su richiesta del presidente dell’Assemblea, Jean-Louis Debré.
Il software che i deputati troveranno installato sui loro computer includeranno Linux, Open Office, Firefox e un client di posta open source (non meglio specificato).
Un buon numero di deputati aveva richiesto al presidente di considerare l’utilizzo di software open source, e il presidente ha accolto le richieste dei parlamentari.
Tra i deputati a favore c’è Bernard Carayon, il quale aveva ricevuto, proprio all’inizio dell’anno, un incarico da parte del Primo ministro di effettuare uno studio su come le imprese europee possano svolgere un più grande ruolo nello sviluppo di standard industriali tesi a ridurre la dipendenza economica da altre regioni del mondo.
Nel suo studio, Carayon aveva concluso che il governo francese avrebbe dovuto studiare l’utilizzo di software open source, ed aveva soprattutto raccomandato l’utilizzo di Odf (Open document format) per la memorizzazione dei documenti del governo. Odf è il formato aperto utilizzato da Open office, supportato anche da Sun, Ibm e altri sviluppatori.
Ora il dipartimento It dell’Assemblea ha circa sei mesi per preparare il passaggio all’open source, ovvero il tempo rimanente fino alle prossime elezioni legislative francesi. (La notizia risale al 30 novembre 2006)

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6 Commenti

  • avatar emmecibi scrive:

    lo so, ho detto che non avrei più scritto, ma questa non è un’opinione ma una info che, credo, potrebbe essere di interesse.
    1. open source non è esattamente sinonimo di gratuito, significa che il codice sorgente è disponibile e liberamente modificabile
    2. linux è open source e le distro sono generalmente gratis ma, qualcuno mi corregga se sbaglio, ce ne sono alcune (es. red hat) che sono a pagamento se si vuole avere un’assistenza (e cmq anche mettendo un’altra distro che sia open source E gratuita, se voglio un’assistenza dovrò cmq pagarla).
    3. Open Office, che uso da anni, è open source E gratuito, ma come sopra se ho bisogno di farlo installare e di farlo manutenere (per non parlare della formazione), devo pagare.

    Certo è che il risparmio è, in ogni caso, notevole (basti guardare il capitolo di spesa citato nella’rticolo).

    Altra cosa, ricordiamoci che noi abbiamo SOGEI che ha gli appalti per la PA, peccato che ora sia commissariata!

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    • avatar Linuxiano scrive:

      Forse era meglio che continuassi nel tuo proposito, perché parecchie delle info che hai scritto sono quanto di più sbagliato potessi scrivere.

      1. E’ vero che la parola open source significa “sorgente libera” ma in quanto tale è proprio sinonimo di gratuità. “Tutti” possono mettere mano al codice lasciando che sia la rete a decidere se può rientrare negli aggiornamenti (sempre gratuiti). Così funziona, te lo assicuro.

      2. Sì, sbagli, su centinaia di distro di Linux, tu hai citato la red hat che guarda caso è scomparsa di scena propri perché si credeva tanto furba di aver creato un suo linux e farlo pagare. Altre distro come Mandriva ad esempio fanno due versioni, quella di base gratuita che una volta installata devi cliccare sui software che ti interessano per installarli gratuitamente. L’altra a pagamento ha tutto compreso, ti risparmia un bel 20/40 minuti di download ;-)

      2.1 L’ assistenza di cui parli non l’ho capita, se intendi quella che si trova in rete, ti assicuro che tra windows, mac e linux, quest’ultima è in assoluto la comunità più capillare e più servizievole che esista, ti consiglio di provare UBUNTU. Se invece intendi un amico che venga a casa tua a mettere a posto il tuo PC gratuitamente allora è un altro discorso.

      3. Open Office per la cronaca è “morto” alcuni mesi fa. I fondatori pensavano bene di chiudere la sorgente, la conseguenza è stata una fuoriuscita di tutta la comunità che ha fondato Libre Office. Per installarlo basta scaricarlo e cliccare su install. Chi devi pagare per installarlo, un ingegnere della NASA? Non ha bisogno di nessuna manutenzione, ogni tanto ti chiede semplicemente di aggiornarsi, clicchi su accetto ed e tutto a posto.

      Conclusione: Linux è il sistema operativo più geniale che sia mai stato inventato, lo uso da anni su vecchi PC, sono rinati e non si è mai guastato! Ha la pecca di essere libero e gratuito e forse alle grandi compagnie non piace molto. Sarà per questo che non se ne parla? Non è adatto (è bene sottolinearlo) a chi ha pretese grafiche (3D) perché non supporta il pacchetto della suite di adobe, ma per quello che riguarda un normale uso da ufficio quindi dai comuni alle regioni alle scuole, allo stato è quanto più criminale ci sia non renderlo obbligatorio.

      scusate le imperfezioni dello scritto, sono le 4,49 ho finito adesso un lavoro informatico, mi faccio una paglia e vado a letto.

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      • avatar emmecibi scrive:

        intanto ti ringrazio per le precisazioni
        quanto alla 1. non entro nel merito perchè la diatriba continua da anni tra la corrente open source = free e quella contraria, quindi do forfait.
        2. mi dici che sbaglio ma poi citi delle distro a pagamento, quindi non capisco. a noi per esempio sul server hanno installato red hat (quattro anni fa, ma se mi dici che hanno chiuso mi sa che mi devo incazzare con la sw house, mi puoi dare un lik che glielo schiaffo davanti?).
        2.1 devi partire dal presupposto che non parliamo di un singolo privato (in tal caso è vero, se hai problemi con linux basta alzare lo sguardo e trovi immediatamente qualcuno che ti da una mano), ma si tratta di una amministrazione pubblica, quindi o hanno personale qualificato all’interno che si occupa delle installazioni distribuite, dell’assistenza agli utenti, della manutenzione, degli aggiornamenti ecc.
        Questo è un costo che non riesci ad eliminare, qualunque sia il SO che viene usato
        3. merda! ecco perchè non ricevo più la nl e gli aggiornamenti! mi dai una notizia bestiale! strano che non ne abbia letto nei vari feed. vado a scaricare libre office.

        sulle conclusioni sono assolutamente d’accordo, quanto alle grandi aziende da quello che ho visto eoni fa ai tempi della tesi il problema è che la mentalità è ancora ferma al palo, perchè quando le stampanti sono solo di una data mark, i pc o i mainframe di un’altra e “non esistono valide alternative” è dura fargli entrare in testa che windows non è l’unico SO

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  • avatar Linuxiano scrive:

    Molto velocemente:

    1. opensource = software libero, non c’è altra spiegazione.

    2. ti ho citato 2 esempi a pagamento su centinaia liberi, e bada bene che sono tutti uguali, cambia solo leggermente la grafica sullo schermo. Tu quale seglieresti?

    2.1 Da anni tutti i server funzionano sotto linux, ovviamente i tecnici sanno che windows è un sistema operativo sbagliato. Saranno gli stessi tecnici a dare una mano per eventuali mal funzionamenti. Qui però parlavamo di non pagare ogni anno centinaia di migliaia di euro a Bill Gates.

    A capo:
    la storia di redhat è vecchiotta, sono stati i primi a credersi furbi e cercare di chiudere il loro sistema in modo da rimanere intrappolati a loro. Hanno abboccato parecchi utonti solo perché per primi avevano modificato il desktop rendendolo più user frendly. Al giorno d’oggi la migliore distro è quella sponsorizzata da Nelson Mandela: http://www.ubuntu.it/scopri-ubuntu (oppure kubuntu se si vuole ottenere un effetto grafico del tutto simile a vista).

    ciao

    P.S. sono curioso di vedere se c’è qualche amministratore intelligente del comune che prende nota e risponde. (secondo me no)

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  • avatar emmecibi scrive:

    1. lo sapevo che ci andavamo a incanalare in sta cosa, io mi riferisco a una diatriba che va avanti da un po’, non essendo così dentro la questione mi astengo da qualsiasi commento. tra gli altri il primo link che ho trovato http://it.wikipedia.org/wiki/Software_libero in cui si sostiene che open source è condizione per sw libero ma non è identico, del resto io posso benissimo sviluppare un’applicazione opens source (rendendo quindi disponibile il codice) ma anche venderla (se trovo qualcuno che me la compra …).
    2. guarda che io volevo solo dire che non è TUTTO gratis, in un modo o nell’altro c’è sempre un costo da sostenere. che sia minore il costo, o che il sw sia migliore etc. non lo metto in dubbio. cercavo di fare un discorso un po’ generale (forse troppo). io ovviamente sceglierei il gratuito, ma non sono la pubblica amministrazione francese!
    forse c’è un’incomprensione di fondo, io sono assolutamente pro sw open source etc, ho voluto solo dire che l’adozione di sw open non porta automaticamente all’azzeramento dei costi, anche se, come ho scritto, li riduce in maniera notevole
    3. tipo questo? http://www.suse.com/products/server/ :-) sul discorso guglielmo cancelli hai tutte le ragioni
    4. io per vari motivi ho ancora winzozz, però uso spesso una ubuntu live su usb, ora che il mio portatile comincia a mostrare la ocrda credo che spazzerò via xp e ci monterò ubuntu

    PS secondo te? io bazzico spesso gli uffici del comune per lavoro e più volte ho fatto presente che usare office procura solo costi non necessari, ovviamente non ho sortito effetto. basta guardare i soldi che stanno buttando allo zoja …

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  • avatar emmecibi scrive:

    ma alla fine i francesi che hanno fatto?

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