Il popolo del Pd non si merita arrivisti e galoppini

Pubblicato da Redazione il 30 luglio 2011 in Politica |

Il segretario nazionale del Pd Pier Luigi Bersani.

di Giovanna Galli

Le vicende di questi giorni che coinvolgono importanti amministratori targati Pd mi preoccupano e mi amareggiano molto. Apprendere che si sospetta che anche nel tuo partito potrebbero esserci episodi di corruzione e di tangenti fa male. Negli altri te l’aspetti, ti ci sei abituato ma nel tuo no.
Alla mia età, però, ho smesso da un po’ di credere nelle favole, non ho mai pensato che i politici di sinistra siano più onesti di quelli di destra. È chiaro che stiamo parlando di uomini e in quanto tali vale il detto «errare è umano». Tutto logico e razionale ma sinceramente spero che le accuse non siano confermate e tutto finisca bene.
Quando mercoledì sera sono andata a Parma per ascoltare il segretario del Pd Pier Luigi Bersani ero triste dentro di me, vivevo uno stato d’animo certamente molto diverso da quello che avrei avuto solo dieci giorni prima.
Ho apprezzato il suo discorso e condiviso buona parte delle sue parole, anche se sinceramente penso che oggi come oggi il Pd debba fare un salto maggiore.
Non ha aggiunto molto a quanto aveva già detto durante la conferenza stampa. Ha sottolineato con forza che il Pd non vanta una «differenza genetica» rispetto ai partiti della destra ma ha ribadito la «differenza politica» che lo distingue nettamente.
Questa particolarità lui l’ha sintetizzata in quattro punti fondamentali.
In primis, il Pd esprime massima fiducia nella ,agistratura che deve poter lavorare liberamente, senza intoppi. E questo, onestamente, davanti ad un governo totalmente impegnato a risolvere le questioni legali del suo presidente, non mi pare poca cosa.
Per il Pd tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge e quindi non si fanno sconti a nessuno, qualunque carica ricopra. Nessuna immunità, chi è indagato si fa processare come qualunque cittadino.
Sempre per il Pd chi è indagato deve fare un passo indietro fino a quando non venga chiarita la sua posizione, tutto questo naturalmente senza togliere nulla alla «presunzione di innocenza» prevista dalla nostra Costituzione.
Infine, ultimo ma non certo per importanza, i partiti devono dotarsi di regole e leggi che li costringano alla massima trasparenza al fine di limitare i rischi di corruzione e di tangenti. E, proprio a tal proposito, Bersani ha ricordato che il Pd è l’unico partito ad avere un bilancio certificato da società esterne.
A proposito della campagna mediatica in corso, non ha esitato a definirla «macchina del fango» e ha anticipato che partiranno denunce e querele contro chi senza prove infangherà il Pd arrivando addirittura ad ipotizzare «class action» a tutela degli iscritti che vedranno offeso il loro partito
Fin qui tutto giusto e condivisibile ma, a mio avviso, occorreva fare un passo in più e arrivare a ipotizzare una vera e propria rifondazione del partito. La vera differenza tra la sinistra e la destra non è da ricercare nei dirigenti ma soprattutto nella schiera di militanti e simpatizzanti che si riconosce in quelle idee. Quelli di sinistra credono nella giustizia, nella solidarietà, nel fatto che i diritti siano uguali per tutti, nella partecipazione.
Durante la recente festa del Pd ho trovato un partito pieno di brave persone, generose e desiderose di aiutare il partito. Gente che ha lavorato lì per due settimane rinunciando se mai alle vacanze. Gente semplice, che non ha mai ricoperto incarichi di partito, molti di loro nemmeno iscritti ma presenti alla torta fritta, alla griglia, alla friggitrice, alla pizzeria… È questo il popolo che fa la differenza con gli altri e la «class action» andrebbe fatta da queste persone contro quelli che si macchiano di reati gravi che oscurano il loro partito.
Perché ritengo che chi si macchia di colpe e danneggia il partito offende prima di tutto questo popolo.
Ed è proprio qui che il Pd deve cambiare perché o saprà rigenerarsi o finirà insieme al Pdl, suo grande antagonista.
Il popolo della sinistra è cambiato, è diventato più esigente e non si accontenta più delle solite balle. Pretende persone moralmente ineccepibili, in grado di esprimere dei valori. Questo significa controllare prima e non dopo evitando il più possibile galoppini ed arrivisti.


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3 Commenti

  • avatar carlo fetonti scrive:

    Rifondare il partito?
    E’ una vita che sento che i partiti devono rifondarsi,uno addirittura si chiamava addirittura Rifondazione. I partiti non vanno rifondati (che comunque è un problema loro) ma “affondati” cioè fatti uscire dalle assemblee come abbiamo già spiegato su queste colonne. A cosa sevono i partiti in assemblea se non ad impedire a membri dell’assemblea di esprimersi liberamente?
    “Quelli di sinistra credono nella giustizia, nella solidarietà, nel fatto che i diritti siano uguali per tutti, nella partecipazione.”
    Questa frase la possono sottoscrivere il 99% dei parlamentari che secondo i vostri schemi ovviamente non sono di sinistra.Ma soprattutto come mai tutti i partiti di sinistra (in parlamento, perchè poi ci sono anche le sinistre extra parlamentari) pur condividendo tale affermazione sono da 250 anni divise? Partecipazione : che è costei? Non sarà per caso il modo con cui rispondete alle domande ed alle proposte fatte anche al vostro partito?
    Sulla gente “della tortafritta” ovviamente concordo ,ma la gente semplice è quella meno acculturata nel senso di meno critica, quella che si fida, e quindi più facilmente strumentalizzabile dai comizi-pistolotto dei vostri dirigenti.
    A proposito quali domande avete fatto (o potuto) fare al discorso di Bersani?
    A proposito un saluto a Giuseppe d’Avanzo ,ci mancherà.

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  • avatar Franco scrive:

    Nella vita vale sempre il detto che “ognuno a quel che si merita”…e vale anche in questo caso…!!

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  • avatar Ruggero Acque scrive:

    Allora bisogna riconoscere che Craxi non aveva tutti i torti quando nel suo famoso discorso alla Camera disse che il finanziamento illecito ai partiti lo praticavano tutti,si era in piena tangentopoli e poi il tornado investi’ soprattutto Dc e PSI che vennero decapitate, e lascio’ in piedi il PDS nonostante il caso Greganti e le Coop rosse.
    La prima tangente che sembra incasso’ Penati come sindaco di Sesto San Giovanni e’ datata 1997 e quindi qualche anno dopo tangentopoli,quindi che dire?Sembra di essere su scherzi a parte,che non sia cambiato niente da quando Fede mandava Brosio sotto il Palazzo di Giustizia di Milano.
    Quindi tangentopoli cosa ha prodotto? Probabilmente il berlusconiano, in quanto il pentapartito si e’ ricompattato sotto la guida del padrone carismatico, il re delle televisioni, dell’editoria e quant’altro.
    Probabilmente e’ ora di fare una revisione di quel periodo drammatico per la nostra storia, che ha fatto tanti lutti, e che forse ora si puo’ vedere sotto una diversa luce.

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