Io, io, io, la fontana… e gli altri
Che cos’è rimasto dell’arzillo giovanotto sciupafemmine destinato a campare fino a 120 anni? Solo qualche patetico soprassalto. Per il resto, ragiona già da pensionato. Brontola come il classico vecchietto seduto sulla panchina dei giardinetti. Trova da ridire su tutto. Si lamenta di ogni cosa.
Se la prende con il governo o poco meno. Venerdì scorso, per denunciare le manovre di chi rema contro la crescita economica del Paese, ha preso come esempio la sua difficoltà a farsi costruire una fontana a Villa Certosa, la sua sontuosa dimora sarda provvista di un vulcano per stupire gli ospiti tra cui Vladimir Putin, Tony Blair e ragazze leggermente vestite.
«Guardi, lei non ci crederà, ma anche se il governo locale è mio, cioè nostro, cioè di destra, ho dovuto aspettare mesi per poter costruire una fontana e guardi che io possiedo un milione di metri quadrati di terreno», ha spiegato ai giornalisti all’uscita del consiglio dei ministri che aveva appena presieduto.
Ha dribblato le loro domande sulla crisi per metterli al corrente di un provvedimento molto più urgente: «Sapete che farò? Taglierò la burocrazia». E poi ricominciava da capo, nella più tipica tradizione della smemoratezza senile: «Guardi, lei non ci crederà, ma ho un cantiere bloccato da mesi perché non riesco a ottenere un permesso dalla Regione, la mia regione. La nostra amministrazione pubblica è troppo lenta e inefficiente».
Il pover’uomo si è poi allontanato scuotendo la testa: «Ma che vita è la mia con questa oppressione burocratica». E si guardava attorno come se cercasse con gli occhi una fontanella.













