Wikileaks: la pacifica Norvegia si credeva immune

Pubblicato da Redazione il 23 luglio 2011 in Terrorismo |

Impreparata a un eventuale attacco terrorista. Così viene descritta la Norvegia in alcuni documenti diplomatici resi noti da Wikileaks.
Secondo quanto scrive il Telegraph, i servizi di intelligence del Paese erano stati in precedenza criticati per l’incapacità di tenere traccia di cellule terroristiche e la Norvegia era sospettata di aver abbassato la guardia circa la prospettiva di un attacco terroristico. Un dispaccio del 2009 descrive il servizio di sicurezza del Paese come «incomprensibile» e aggiunge «semplicemente non può tenere il passo».
Altri cablogrammi sostengono che il Paese si sentiva «immune» dal terrorismo e che i gruppi come al Qaida «non sono una minaccia diretta».
Un altro dispaccio descrive come le autorità statunitensi abbiano dovuto «premere» sui loro omologhi norvegesi perché prendessero sul serio la minaccia sostenendo che c’era la sensazione «che il terrorismo accade altrove, non nella tranquilla Norvegia».
Parlando di un tentativo da parte del servizio di sicurezza della polizia di rintracciare una particolare cellula terroristica sospetta di al Qaida, un dispaccio scritto dall’ambasciatore degli Stati Uniti in Norvegia, Barry White, descrive gli investigatori come «impegnati, competenti e cooperativi, in genere’». Ma White poi racconta anche il modo in cui gli investigatori hanno rifiutato l’aiuto delle autorità del Regno Unito per mettere un servizio di sorveglianza su un potenziale sospetto.
Il dispaccio prosegue affermando che i servizi di intelligence di Gran Bretagna e Usa hanno analizzato le conversazione in codice tra sospetti terroristi decidendo poi che era necessario la sorveglianza. «Ma – si legge nel documento – i servizi di sicurezza norvegesi avevano invece trovato il modo di interpretare la stessa conversazione in codice in una luce meno minacciosa».
Il cablogramma rivela anche come, nonostante l’apparente sorveglianza sul sospetto, i servizi persero le tracce di attrezzature per fabbricare bombe trovate in un appartamento dopo che erano state rimosse senza gli investigatori se ne accorgessero. (Fonte: Ansa)

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