Germania, il gerarca nazista Rudolf Hess sfrattato dalla sua tomba

Pubblicato da Redazione il 22 luglio 2011 in Storia |

La tomba di Rudolf Hess nel cimitero bavarese di Wunsiedel.

La tomba del braccio destro di Hitler era diventata oggetto di un culto insano. Perciò i suoi resti sono stati riesumati e bruciati.

Il 17 agosto, anniversario della sua morte, parecchie centinaia di persone, a volte migliaia, si riunivano attorno alla sua tomba. Divenuta luogo di culto per i neonazisti, l’ex braccio destro di Hitler, considerato un martire dai nostalgici del Terzo Reich, era la vergogna degli abitanti di Wunsiedel, un piccolo villaggio dell’Alta Franconia. Da mercoledì scorso, la controversa tomba non esiste più. I resti di Hess sono stati dissepolti e bruciati. La lapide con l’epitaffio «Ich habe gewagt» («Ho osato»), è stata rimossa.
L’operazione è stata portata a termine con la massima discrezione nella notte di mercoledì scorso tra le 4 e le 6 con il benestare dei discendenti del gerarca, riferisce il quotidiano Süddeutsche Zeitung. Sua nipote, che in un primo tempo si era opposta, ha infine riconosciuto che la tomba del nonno era diventata meta di un culto malsano. Le ceneri di Hess saranno disperse in mare.
La parrocchia protestate di Wunsiedel, un comune di meno di 10 mila abitanti, vicino alla frontiera ceca, aveva deciso di non rinnovare la concessione alla sepoltura proprio per evitare i raduni neonazisti. In occasione del «compleanno» 2004, cui avevano partecipato circa cinquemila persone, gli arrestati erano stati 110. Di questi 74 erano in possesso di armi e simboli nazisti. In Germania, le leggi sull’apologia del nazismo sono molto severe. Perciò dal 2005 i pellegrinaggi sono stati vietati. Con esiti insoddisfacenti, come si vede.
Rudolf Hess aveva conosciuto Hitler durante la Prima Guerra Mondiale. Era il suo caporale. Per anni poi fu al suo fianco, diventando il numero tre del partito. Nel 1941 volò verso la Scozia per una missione di pace non ufficiale. E fu catturato dagli inglesi. Al processo di Norimberga, nel 1946, venne assolto dall’accusa di crimini contro l’umanità, ma condannato all’ergastolo per «cospirazione contro il trattato di Versailles e crimini contro la pace». Ha passato il resto della sua vita nel carcere di Spandau a Berlino Ovest, dove si impicca nel 1987. I suoi ammiratori, che hanno sempre rifiutato la tesi del suicidio, sostengono che sia stato assassinato dalle Sas inglesi o dalla Cia e perciò lo considerano un martire.
Nel suo testamento Hess aveva fatto sapere di voler essere sepolto nel cimitero protestante di Wunsiedel, dove i genitori avevano una casa. La parrocchia aveva accettato di rispettare le sue ultime volontà, ma i raduni, le hanno fatto cambiare idea.
Postilla redazionale. Le misure dei tedeschi nei confronti degli imbarazzanti lasciti nazisti sono molto drastiche. Gli italiani sarebbero in grado di sopportarne di analoghe senza stracciarsi le vesti e invocare una malintesa «pietas» per i morti di «entrambe le parti»? I parmigiani favorevoli alla lapide dedicata ai caduti di Salò di recente affissa al cimitero della Villetta e coloro che da tempo si battono per la riabilitazione dei repubblichini come reagirebbero? Per esempio, avrebbero accettato l’incenerimento dei resti di Mussolini custoditi nel cimitero di Predappio, meta di costante pellegrinaggio da parte di fascisti vetero e neo?

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2 Commenti

  • avatar Ragno scrive:

    penso che i morti debbano essere lasciati in pace, sia dalle fanatiche manifestazioni nostalgiche sia dagli odiatori perpetui. Hess ha pagato le sue colpe con un ergastolo scontato fino al suicidio, durante il quale cui avrà avuto modo di riflettere sui suoi crimini. Non esiste una pena accessoria che riguardi le spoglie mortali. almeno nei paesi civili e democratici. dopo la morte doveva essere lasciato in pace come qualsiasi essere umano. non sarà la distruzione del suo sepolcro a impedire il revanchismo dei neonazisti, ma anzi qualche simpatizzante potrebbe trarne spunto per consolidare le proprie simpatie. In effetti è strano che in Italia, paese in cui maramaldeggiare con gli uomini morti ha una lunga tradizione, non si siano imitati i tedeschi, che evidentemente in democrazia come in dittatura hanno un debole per le cremazioni, ma forse si è temuto che le reazioni non sarebbero state del tutto indolori per chi avesse preso iniziative analoghe.

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  • avatar CHINA65 scrive:

    Beh, qualche feticista necroforo c’è anche in Italia, per fortuna che MIKE è tornato a riposare in pace. Son sicuro che ci sarà più gente sulla sua lapide che su quella di Predappio. Noi Italiani non ci prendiamo mai troppo sul serio, così il fascismo nella memoria ha smesso anche lui di essere una cosa seria. Per molti ma non per tutti.

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