La psicoanalisi è una truffa
Manlio Cancogni, nato 95 anni fa a Bologna, è uno straordinario giornalista e un grande scrittore.
«Che cosa sogna?
«Di tutto. Ma c’ è un sogno che ricorre spesso. Mi trovo solo in una città e sto andando nella casa dei miei genitori. Credo di sapere dove sia, ma non riesco a trovarla. Non riesco mai a raggiungerla e ad entrarvi».
«Freud parlerebbe di un conflitto irrisolto.
«E se il conflitto non ci fosse, e ci fosse solo il desiderio di ricongiungersi con i propri cari? Dia retta a me: la psicoanalisi è una truffa».
È la chiusura di un’intervista concessa cinque anni fa da Manlio Cancogni a Repubblica. Il giornalista-scrittore ha compiuto 95 anni tre giorni fa, il 6 luglio, ed è sempre molto lucido. Come quando ne aveva 90. Lunga vita a chi, perlomeno a una certa età, può permettersi verità evidenti ma indicibili.














Caro “Caino”,
dopo il colloquio che abbiamo avuto due sere fa, mi capita di leggere, su segnalazione altrui, questo post in cui si confermano quasi definitivamente certe mie convinzioni, che mi hanno indotto a smettere di collaborare con Nave Corsara ormai da tempo e a interromperne anche la costante frequentazione. Non sono psicoanalista ma faccio parte di un’associazione che ha la finalità di divulgare la conoscenza della psicoanalisi. Non posso non inorridire leggendo la superficialità e l’approssimazione di questo intervento, in cui sembra si voglia dichiarare “verità evidente” una mezza frase di un novantenne che, per lucido che sia, spiega il significato del suo sogno in un modo talmente semplicistico da rasentare l’idiozia. Per confutare la validità della teoria di Freud e di molti altri filosofi e pensatori di quasi tre millenni (a partire da Eraclito, sec. VI a. C.) ci vorrebbe un briciolo di argomentazione in più, rispetto alle cinque righe di un’intevista che sembra il frutto del pensiero del più sempliciotto degli individui ignoranti. Quanto poi alla possiiblità di affermare delle verità evidenti, è un’idea che di solito coltivano i dogmatici, i fondamentalisti e i terroristi, tre categorie che spesso si identificano. Colgo l’occasione per chiarire ulteriormente la questione di cui discutevamo a suo tempo. Se è con la stessa superficialità che è stata fatta la scelta di collaborare (collaboratori o collaborazionisti? così dicevamo l’altra sera; erano motti di spirito, ma proprio Freud insegna quanto siano seri i motti di spirito) alla raccogliticcia rassegna di film dell’estate, capisco sempre meglio quanto ciò possa essere frutto di una deriva qualunquista che vede solo bersagli da colpire, ma poi favorisce chi del qualunquismo fa l’humus di cui nutrirsi e l’arma vincente. Il sostegno di fatto all’amministrazione in carica temo non inizi ora, con la fase “collaborazionista”, e non è mi è parso così inaspettato come scrivono altri. Per carità, non c’è nulla di illegittimo o di spregevole a collaborare con la giunta, soprattutto se si producono film e si vogliono far conoscere. Anche il mio circolo cinematografico aveva presentato un progetto l’anno scorso, in linea di continuità con trent’anni di attività. Non collaborare con la giunta in carica non è stata una nostra scelta ideologica o pregiudiziale. E’ stata una decisione dell”amministrazione, che ha ritenuto inadeguato il nostro progetto. Era giusto lo facesse, se ne avesse valutato qualità e struttura. Tu sai bene che non è stato così, che le motivazioni son state ben altre e di uno spessore politico davvero paradigmatico per capire l’operato dei nuovi amministratori. Sapendolo, la tua (e vostra scelta) avrebbe potuto essere condizionata a valutazioni di opportunità politica e magari anche al giudizio sulla qualità e la struttura della rassegna proposta. Riflessioni e ponderazioni di questo genere erano forse attese, non da parte di uno qualsiasi, ma di uno che ha la tua storia, culturale e politica, e che del nostro circolo cinematografico è stato, tra l’altro, uno dei fondatori (spero, con questa rivelazione, di non averti messo in cattiva luce presso i tuoi nuovi amici). Certo, di acqua ne è passata sotto i ponti da allora, ma apprendendo di certe scelte o leggendo certi post, comincia a sorgere il dubbio che la pretesa (o l’intenzione, magari non sempre applicata) di usare indiscriminatamente le armi della critica, possa portare proprio allo spegnimento dello spirito critico. Caro “Caino”, queste sono cose che si dicono per amicizia, perché soltanto agli amici si riservano i pensieri più sentiti e i consigli ritenuti migliori.
Tuo “Abele”
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Mah…!
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Noi ci dissociamo dal commento di Pluto, che farebbe bene a indirizzare i suoi “Mah…!” a qualcun altro di sua stretta conoscenza.
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Mamma mia come siete permalosi…ma cosa vi ha fatto il povero Pluto??
Ha solo fatto una semplice esclamazione sospesa di pensiero…
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La psicoanalisi non è una truffa,ma molti psicoanlisti sono invce solo dei truffatori.
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Pensiero non qualunquista.
Chi critica ed accetta la critica non è mai,ripeto mai un qualunquista…
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Ritengo veramente sconcertante la reazione di Conforti. Davanti a una battuta che voleva essere una provocazione e che poteva anche far sorridere ha esibito una supponenza e un’arroganza che non fanno di certo onore all’uomo di cultura che è. Non è con le offese che si spiega alla gente la validità di idee e teorie. La cultura non è una questione di elite, solo per addetti ai lavori. Frasi come “spiega il significato del suo sogno in un modo talmente semplicistico da rasentare l’idiozia” è la testimonianza che ci si crede sempre e comunque tre metri sopra gli altri. Forse prendersi un po’ meno sul serio e saper accettare le provocazioni non farebbe male.
L’accanimento della reazione dimostra, senza peraltro scomodare Freud, che sotto sotto si celava un risentimento di vecchia data che è bastato un nulla a far affiorare. Un Abele che alla fine si è tolto la maschera e si è rivelato più lupo che agnello. Non entro comunque nello scontro Conforti – Sartori perché penso che Ivano saprà opportunamente difendersi.
Ciò che però mi ha più di tutto disturbata è il giudizio su Navecorsara. Non accetto l’accusa di essere giudicati dei collaborazionisti di questa amministrazione solo per il fatto di avere in cartellone due film fatti e prodotti da noi di Navecorsara. Com’è tradizione di questo sito non abbiamo mai smesso di cantarle a chi secondo noi non amministra correttamente. La critica, anche interna, è notevole. Navecorsara non ha una collocazione politica, siamo tutti di idee politiche differenti e non accettiamo di essere in nessun modo etichettati. Questo, per lo meno, è il mio pensiero. Non sono certo collaborazionista con la Giunta Cantini, sono con orgoglio nell’opposizione ma mi piace giudicare le cose e le persone per quello che sono, senza scheletri negli armadi.
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Collaborazionista è stata una battuta di “Caino”… Qualcuno ha la coda di paglia? Con “Caino” avevo già parlato apertamente. Ho colto l’occasione di un brutto articolo, privo di argomenti (confermo il giudizio non sulla persona, ma sull’affermazione), con un orribile titolo (promotore di ignoranza) per dare un consiglio più preciso ed esplicito a un amico. Magari ho esagerato, o non son stato chiaro. Caino e Abele non ci sono in questa storia, iniziata con dei personalismi di grave significato politico, ma ora divenuta questione tutta politica. La notte americana fa volontariato culturale, i suoi esponenti lavoravano tutt’estate per offrire cultura alla città. Ora non più: sono in vacanza. Dov’è il danno? Dove sono Caino e Abele? Tutti sono felici e contenti (e sorridenti come nella foto). Non entro nel merito se sia vera la frase: “Com’è tradizione di questo sito non abbiamo mai smesso di cantarle a chi secondo noi non amministra correttamente”. Io credo di no, e poi le cose sono più complesse. Ma lasciamo stare tutto qual che non c’entra. Qui c’è una rassegna affidata ad associazioni di Parma, quando è noto che a Fidenza ci sono almeno quattro associazioni in grado di organizzarla, escluse non per ragioni di merito ma per altro, come sa chi vuol sapere. Non sono stato chiaro? Allora lo ripeto, il mio consiglio è questo, rivolto a “Caino”: in nome di una valutazione di opportunità politica, togliti da quella rassegna, non fa per te; i tuoi film sono stati già proiettati varie volte e starebbero comunque molto meglio in un’altra cornice, come quella che possono creare La notte americana o l’AEP. Sulle offese di questo post non mi soffermo. Io non giudico le persone, ma le argomentazioni e cerco di vedere prima la trave della pagliuzza.
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….Allora lo ripeto, il mio consiglio è questo, rivolto a “Caino”: in nome di una valutazione di opportunità politica, togliti da quella rassegna, non fa per te; i tuoi film sono stati già proiettati varie volte e starebbero comunque molto meglio in un’altra cornice, come quella che possono creare La notte americana o l’AEP…
Come ha già giustamente ricordato l’amica Giovanna anche in questo caso abele dimostra una palese supponenza e arroganza con suggerimenti, valutazioni e soluzioni alquanto discutibili.
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Non ho più clienti a Fidenza, ho cambiato zona, ma ho tenuto ‘sto blog tra i bookmark. Questo commento mi dà l’idea di una che ha le idee molto confuse. E’ dell’opposizione? e’ di centro-sinistra? e se la prende con altri di centro-sinistra? Ma infatti basta guardare i pollici su e giù per capire che chi naviga il sito sono la maggioranza di centro-destra che votano e commentano col salame sugli occhi… Io non sono di centro-sinistra, ma il centro-destra italiano mi fa schifo e pena. Quello vostro non è tanto diverso vedo. Poi siete una piccola città, anzi un borgo. E così contano di più le simpatie e le antipatie … Voi però di centro-sinistra siete i più ridicoli. Litigate tra voi, vi offendete a vicenda, ognuno vuol aver ragione, vi fate i vostri piccoli partitini e vi odiate benché dite di avere le stesse idee. Chi lo sa cosa volete…
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e anche alquanto impraticabili: dove proiettano la notte americana e l’AEP (?): a Parigi ? In che giorni ? Orari ?
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ma conforti avrà sgridato anche nanni moretti che nel suo ultimo film habemus papam ha preso in giro mica poco gli psicoanalisti ? Tra sigmund e nanni chi sceglie ?
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