Scongiurato il pericolo di soppressione delle Province

Pubblicato da Redazione il 6 luglio 2011 in Politica, Pubblica amministrazione |

Al presidente della Provincia di Parma, Vincenzo Bernazzoli, è tornato il sorriso sulle labbra. Per ora la sua sedia è salva.

Per ora, ci rassicurano, le province non si toccano. La proposta di legge per la loro soppressione, presentata da Italia dei valori, è stata bocciata dal Pdl e messa fuori gioco dalla determinante astensione del Pd. Mentre ha votato a favore il Terzo Polo. Antonio Di Pietro ha gridato al tradimento. «Si è verificato un tradimento generalizzato degli impegni e dei programmi elettorali fatti da destra a sinistra», ha detto l’ex magistrato. «Tutti hanno fatto a gara nel far sognare gli italiani sul fatto che si sarebbe tagliata la “casta” eliminando le province e poi non hanno mantenuto gli impegni. In aula si è verificata una maggioranza trasversale: la maggioranza della “casta”».

Gli ha dato man forte il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini: «Mi dispiace molto perché il Pd ha perso l’occasione per fare una cosa saggia, visto che se avessero votato a favore il governo sarebbe andato in minoranza».

Il Pd ha risposto con Pier Luigi Bersani: «Non ci facciano per favore tirate demagogiche, noi abbiamo una nostra proposta che prevede di ridurre e accorpare le Province ma bisogna anche dire come si fa, perché le Province gestiscono un certo numero di cose importanti, come ad esempio i permessi per l’urbanistica». L’urbanistica? Ma come, ma quando e in che misura? Più che «un certo numero di cose importanti», tra cui la caccia e la pesca, le Province provvedono al mantenimento dei vip di partito, in gran parte ben distribuiti tra Pd e Pdl. Migliaia di persone tra cui spicca il nostro presidente Vincenzo Bernazzoli. Che senza la Provincia dovrebbe cercarsi un altro posto di lavoro. Ma per favore Bersani Pier Luigi da Bettola, non venire a farci tirate demagogiche. Contala giusta. Ah, già, non puoi. Per conflitto d’interessi tra bene di partito e bene pubblico.

La sinistra senza coraggio

di Massimo Giannini

Immersa nella nube di «cupio dissolvi» che troppo spesso la acceca, la sinistra ha perso una formidabile occasione. Astenersi alla Camera 1, nel dibattito sul disegno di legge costituzionale per la soppressione delle province, è stato un errore imperdonabile. È come se l’opposizione, dopo aver trovato un prorompente e promettente varco politico dentro la società italiana che ha votato alle amministrative e ai referendum, gli avesse improvvisamente e inopinatamente voltato le spalle.

Dilettantismo? Opportunismo? Masochismo? Forse tutte e tre le cose. Sta di fatto che la politica, come la vita, è attraversata da fasi. L’esito della doppia tornata elettorale di maggio e di giugno imponeva una scelta inequivoca, che rendesse manifesta la capacità della sinistra di saper «leggere» la fase, e di saperla cogliere con tempestività e mettere a frutto con intelligenza.

La fase suggerisce l’esistenza di un’opinione pubblica sempre più stanca delle menzogne di un governo mediocre e inaffidabile, e sempre più stufa delle inadempienze di una «Casta» ricca e irresponsabile. Il ddl sull’abolizione delle province era la prima opportunità utile, offerta soprattutto al Partito democratico, per dimostrare di saper stare «dentro la fase».

C’era in ballo una ragione tattica, innanzi tutto. Tra molti mal di pancia, l’altroieri il Pdl e la Lega hanno votato contro il testo proposto dall’Idv, rinnegando l’ennesima promessa tradita della campagna elettorale del 2008. La soppressione delle province era nel programma di governo del centrodestra, che ora se la rimangia allegramente, non solo rinunciando a cancellare le province esistenti, ma creandone di nuove. Sbarrargli la strada con un voto compatto di tutte le opposizioni avrebbe significato una quasi certa vittoria parlamentare, una clamorosa sconfitta della resistibile armata forzaleghista e un palese disvelamento delle sue contraddizioni interne.

Ma c’era in ballo soprattutto una ragione strategica. Il «movimento invisibile» che attraversa il Paese (secondo la felice metafora di Ilvo Diamanti) invoca da tempo un sussulto di dignità dall’establishment. Un taglio credibile ai costi della politica (tanto più di fronte all’ennesima burla prevista sul tema dalla manovra anti-deficit da 40 miliardi) resta uno dei temi più sensibili per una quota crescente di opinione pubblica, che subisce con disagio una condizione sociale sempre più dura e insicura e reagisce con indignazione di fronte ai privilegi sempre più intollerabili delle classi dirigenti. Auto blu, aerei blu, stipendi blu, pensioni blu. Tutto è blu, nel meraviglioso mondo del Palazzo.

Gli italiani chiedono alla politica efficienza, produttività, equità. Le misure appena varate dal ministro del Tesoro non gli offrono nulla di tutto questo. L’abolizione delle province era invece il primo test, sia pure collocato su un piano parzialmente diverso, per dare una risposta a questa domanda degli italiani. Il Pd quella risposta gliel’ha negata. E non ha capito che cogliere un «attimo» come questo è il modo migliore per evitare che monti ancora l’onda dell’antipolitica. È il metodo più efficace per contenerla, senza lasciarsi travolgere e poi essere costretti a subirla e a inseguirla. Com’è successo tante volte alla sinistra, dai girotondi di Nanni Moretti ai raduni di Beppe Grillo.

Ai riformisti non si richiede l’agio di lasciarsi «etero-dirigere» dalle masse, rifiutando la fatica necessaria di provare invece a guidarle. Il voto favorevole alla soppressione delle province poteva essere motivato senza cedimenti al populismo e al qualunquismo, perché la buona politica non deve mai ridursi a un’alzata di mano o alla x su una scheda. Il Pd aveva strumenti per inquadrare quel voto in uno schema di riordino complessivo dell’architettura istituzionale, dove non si punta a picconare a casaccio un sistema di autonomie locali codificato dalla Costituzione. Quello che non doveva fare è trincerarsi dietro la difesa di questo sistema, per giustificare la sua codina astensione. Ed è invece esattamente quello che ha fatto. Legittimando così i peggiori sospetti di chi vede in questa mossa malsana l’intenzione malcelata e maldestra di salvare le solite guarentigie e le solite poltrone.

Le province italiane sono 110. Costano al contribuente circa 17 miliardi di euro, cioè quasi la metà dell’importo della stangata a orologeria di Tremonti. Le presidenze di provincia occupate dal Pd sono 40, contro le 36 del Pdl, le 13 della Lega, le 5 dell’Udc. Tutti tengono famiglia. Ma se la sinistra non ha la forza e il coraggio di dimostrare agli italiani che non tutti sono uguali, la partita dell’alternativa non comincia nemmeno. Siamo fermi a Nenni: le piazze si riempiono, ma le urne si risvuotano. (la Repubblica, 7 luglio 2011)

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26 Commenti

  • avatar lucia scrive:

    ….come al solito Redazione hai colto nel segno!

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  • avatar Puke58 scrive:

    Pd , buffoni, NON avrete mai piu’ il mio voto, anzi e’ da un po’ che non lo avete.

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  • avatar Ringola scrive:

    e aggiungerei ipocriti, alcuni con la capacità tutta berlusconiana di mentire a se stessi infinocchiano quel che resta del partito mentre cercano di infinocchiare noi, mai più il voto, c’è altro a sinistra

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  • avatar Ruggero Acque scrive:

    Senza parole, mi sa che Grillo ha ragione quando dice che Pd e Pdl litigano di giorno e vanno insieme a rubare di notte.

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  • avatar roberto braglia scrive:

    E’ da un pò di tempo che il PD non è più congruente con ciò che dice in campagna elettorale e, quel che è peggio, con i suoi principi ispiratori! Penso che, di recente, la volata gliel’abbiano tirata l’IDV e Vendola ma, anche in queste condizioni favorevoli e vincendo al fotofinish, non è stato capace di gestire la vittoria (mostrando anche un pò d’arroganza!). Ma davvero il PD ritiene possibile ottenere la guida del Paese?!? O piuttosto non è il caso di chiedere alla mamma cosa farà da grande, come diceva una canzonetta degli anni 50?

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  • avatar Hulk scrive:

    Mi vien difficile pensare che il Presidente avrebbe difficoltà a ricollocarsi….!!!
    Una “cadrega” i rouge l’assicurano a tutti…fin che dura!!

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  • avatar Elena scrive:

    HO votato PDL, credete che non mi senta tradita?

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  • avatar Daniele Frigeri scrive:

    al solito, a predicare bene son capaci tutti.

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  • avatar UfoCrusader scrive:

    C’è poco da fare questi politici vanno mandati tutti a casa! E’ ora che la gente, i cittadini inizino a fare politica con Passione con la P maiuscola, per risollevare questo Paese alla deriva. Basta tutti a casa! Basta con questo magna magna! Se non vanno a casa per conto loro, ce li dobbiamo mandare noi con le buone o con le cattive, basta hanno stufato!

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    • avatar emmecibi scrive:

      certo, dicon tutti così, però poi al ballottaggio per il sindaco di salsomaggiore chi c’era? forse 5 stelle e biolzi?
      ma no! PDL e PDmenoL
      e allora è inutile!

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      • avatar l.cenci scrive:

        molto più semplicemente,si tratta di cretinismo tattico mischiato a dabbenaggine strategica

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  • avatar Luca P. scrive:

    Che sia un partito di buffoni è un fatto ormai acccertato, Bersani si è sempre detto favorevole al nucleare salvo cambiare rotta all’ultimo momento con una capriola degna del circo Togni per cercare di portare a casa la vittoria dei referendum. Sulla TAV avrete letto tutti come si è espresso il partito delle coop, che guarda caso aveva parecchi interessi di lottizzazione, a nulla sono valsi gli scritti di Travaglio e dei molti docenti chiamati in causa. E’ palese che la TAV non serve a niente e non avremo mai i soldi per farla ma al PD non interessa gli interessi degli italiani, guarda solo i suoi (a questo proposito colgo l’occasione per salutare la compagna Marta B.). In ultimo, ma solo per il momento, questa delle province. Invito tutti a farne buona memoria ma soprattutto invito tutti a protestare non recandosi alle urne alle prossime elezioni provinciali.

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  • avatar pietro brunetto scrive:

    Sono perfettamente d’accordo sul fatto che gli sprechi della politica sono immani, a Roma partono dei 16000 euro al mese come niente e qui a fidenza i partiti devono fin razionare le fotocopie…d’altro canto a fare i Beppe Grillo sono buoni tutti…l’avessi sentito fare una proposta concreta ed attuabile negli ultimi cinque anni…

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    • avatar Ruggero Acque scrive:

      Signor Pietro, una proposta di Beppe Grillo me la ricordo, il divieto per legge di fare piu’ di una legislatura a partire dai comuni per finire ai parlamentari, non risolverebbe sicuramente tutto ma per esempio molto clientelismo verrebbe a mancare.
      Ricordo infine che predica e razzola bene infatti il consigliere regionale di cui non ricordo il nome, si e’ portato lo stipendio a 2000 euri, invece che i 10000 e passa.
      Non penso che il famoso TROTA, noto intellettuale leghista faccia altrettanto.

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    • avatar UfoCrusader scrive:

      Dai non dire così informati e vedrai che per quel Paese qua possiamo far qualcosa di concreto! Se logicamente la gente si sveglia da questo coma profondo!

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  • avatar carlo fetonti scrive:

    E’ vero ci sono quelli che,come ricorda Ruggero Acque, di giorno litigano sulla spartizione del bottino ma di notte vanno a rubare assieme.Li chiamano i ladri di Pisa ma in realtà sono i partiti che su un punto sono tutti d’accordo.Su quell’ argomento non esiste più la destra e la sinistra, la maggioranza e l’opposizione,su quel tema regna l’unanimità.Che avete capito non sto parlando della Costituzione perchè quella manco la conoscono, parlo, del sistema elettorale con obbligo di voto sul partito e divieto sulla persona.Le persone sono sporche e cattive i partiti invece no, sono ragionevoli si aiutano a voicenda,vanno d’amore e d’accordo tra di loro, e soprattutto impedendo ai cittadini di scegliere le persone da eleggere controllano loro i candidati ,li scelgono e li condizionano ovviamente,manco a dirlo, per il nostro bene….

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  • avatar shoeless scrive:

    … come da tanto vado ripetendo…
    IPOCRITI…SOLO IPOCRITI… tanto il PDL quanto il PD meno L

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  • avatar carlo fetonti scrive:

    Sulla proposta di Grillo di non permettere più di una legislatura,vorrei ricordare che tale proposta ,pur capendone le buone intenzioni,non risolve il problema e per certi versi l’aggrava.IL clientelismo nasce nel momento in cui si eleggono i partiti e non la persona.E’ proprio anche una semplice considerazione aritmetica.Una persona che abbia cultura clientelare avrà sempre meno “clienti” di quanti ne abbia un partito.Con inoltre l’aggravante che chi non è scelto dai cittadini, ma dal partito, è un individuo deresponsabilizzato poichè non deve rispondere al popolo a cui fino a prova contraria dovrebbe appartenere la sovranità e quindi il diritto di scelta.Inoltre amministrare è anche una cosa tecnica e quindi l’esperienza ha una enorme importanza per essere efficienti.
    Quanto deve durare la carriera amministrativa di un politico? Finchè viene votato e liberamente scelto.Non esiste altro criterio in democrazia.Il problema quindi è avere un sistema elettorale democratico e non partitocratico.

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    • avatar shoeless scrive:

      … i partiti sono fatti da persone.
      Sono le persone che fanno le buone o le cattive azioni.

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      • avatar Pietro Brunetto scrive:

        Bravo Shoeless, mi ero dimenticato di scriverlo nel post precedente; un partito ha una propria ideologia di fondo, che lo caratterizza dagli altri, ma questo non vuol dire che si debba generalizzare e dire che il sistema politico è tutto uno schifo, come fa il Sig. Grillo nei suoi sempre più frequenti attacchi di populismo compulsivo (vedi a Salso prima delle elezioni).
        A livello locale bisogna guardare prima di ogni altra cosa la SINGOLA PERSONA, logicamente guardando anche il partito o il movimento che ha alle spalle (es. se ci fosse la persona più buona del mondo nella Lega o nella Destra non penso la voterei comunque, però saprei che se dovesse vincere quantomeno non farebbe danni).

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  • avatar Ruggero Acque scrive:

    Carlo, non sono d’accordo su nulla di quello che hai scritto,non ti sei mai chiesto perché soprattutto nei piccoli e medi comuni vincono sempre gli stessi schieramenti?, perché a Salso e Fidenza ha sempre vinto il centrosinistra tranne queste ultime elezioni? E a Noceto come mai vince sempre il centrodestra?
    E potrei citare altri casi, il motivo e’ semplice, si tratta di clientelismo, sotto elezioni i vari Assessori fanno il giro della gente “clientelare”, a te ti ho fatto avere la tal licenza, tua moglie gli ho allungato di un mese la stagione alle Terme, tuo figlio l’ho fatto entrare all’Universita’,a tuo babbo gli ho fatto avere il permesso di invalido anche se e’ sano come un pesce, e potrei continuare con mille esempi.
    Questa e’ una prassi che fan tutti, ma se questi Assessori o consiglieri non si ripresentassero la vita civile sarebbe piu’ giusta, meno drogata? Secondo me si,A provare non si rischia niente non credi?

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    • avatar emmecibi scrive:

      MAPORCAZOZZA, solo da me non viene nessuno?
      eppure son sempre stato chiaro con tutti i candidati, ho fatto del meretricio la mia fisolofia di vita, accorrete numerosi con promesse e prebende! quando saranno le prossime elezioni?

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  • avatar Fabio scrive:

    Seguo il consiglio di Brunetto e concludo : mai più un voto al PD e neppure l’obolo alla festa dell’unità, se lo facciano dare dai presidenti delle province, che tanto è da noi che li prendono, per non parlare degli assessori, dei funzionari e via discorrendo ma la colpa di chi è? di grillo naturalmente, ma andate a scopare il mare, va

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  • avatar carlo fetonti scrive:

    A Shoeless
    i partiti non sono fatti di persone-individuo in quanto non sono votate come persone ma come gruppo. Sono scelti come le patate cioè a sacchi a chili ed a cassette, ma gli uomini sono come le patate o non c’è differenza tra un uomo e l’altro?Gli eletti rispondono al partito od al popolo visto che non può sceglierli?Gli eletti sono liberi o sono condizionati dal partito,visto che che per essere rieletti hanno bisogno del partito? Hai mai sentito parlare di disciplina di partito?
    A Ruggero
    grazie perchè mi stai dando ragione.
    Il clientelismo è connaturato con il “partito”.Il clientelismo lo si combatte responsabilizzando la politica cioè riconducendo alla responsabilità individuale come in ogni altro campo dell’attività umana che non sia la politica.Cioè dando al popolo il diritto di scegliere che è la democrazia.Per quanto riguarda il fatto che un partito (ma questo vale anche nei collegi uninominali) tende a rivincere a meno di fatti particolari come ad esempio è successo a Fidenza,od a Milano,o a Salsomaggiore
    è dovuto ad un fenomeno che nel linguaggio politico anglosassone si definisce “incumbency”
    cioè l’essere in carica da normalmente un vantaggio di tipo elettorale.

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  • avatar carlo fetonti scrive:

    Alle manine rosse
    non vi piace che si dica i candidati nei partiti sono scelti come le patate,cioè a sacchi ,a chili e a cassette? Ma è la verità perchè non mi smentite?
    bye,bye

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  • avatar F.M.M. scrive:

    Sempre in tema di cose inaudite. Apprendo adesso dalla TV che Berlusconi ha presenziato, commentandolo, alla presentazione di un libro di Scilipoti.
    Non sapevo che Scilipoti sapesse scrivere e che Berlusconi sapesse leggere.

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  • avatar ivan scrive:

    Cane non mangia cane, è dura dire ad una persona ,che per la maggior parte della sua vita a fatto solo quello che sta facendo ora, abituato a stipendi d’oro dirgli di andare a fare a 1000 euro al mese, quello per cui aveva studiato.
    non vi siete mai chiesti perchè tutti gli incarichi dirigenziali in provincia, in una municipalizzata o in un qualsiasi altro ente spettano sempre ai soliti 20 o 30 personaggi?
    Questi sono i giochetti dei politicanti di oggi, lontani dalla realtà in cui si trova il paese e fini solo a sestessi ed ai loro interessi,essi sono una casta si sentono una casta e vogliono rimanere casta.
    alla fine arriveranno a far rimpiangere la prima republica.

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